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  • mercoledì 22 gennaio 2020

Ballavano, guidavano e leggevano anche se erano invalidi. Arresti e denunce

Falsi invalidi sorpresi a ballare o a guidare nell’operazione “Igea”


 


 La Guardia di finanza di Palermo ha tratto in arresto due persone ritenute le organizzatrici di un sistema di truffe ai danni dell’I.N.P.S., a vantaggio di numerosi soggetti che, in cambio di di denaro, hanno ottenuto indennità previdenziali e/o assistenziali non dovute. L’indagine ha consentito di rilevare come i due soggetti si servissero di una fitta schiera di “procacciatori di pazienti” e complici che, a vario titolo, hanno assunto un ruolo all’interno del sistema illecito. Tra di essi sono state identificati e denunciati numerosi soggetti tra dipendenti pubblici, medici generici e specialisti, componenti delle commissioni mediche ASL nonché responsabili di CAF.


Il modus operandi era consolidato negli anni, talmente collaudato da indurre la platea di interlocutori a ritenere che il ricorso ai servizi offerti dagli arrestati fosse l’unica strada per l’ottenimento delle prestazioni previdenziali.


Stabilito il contatto con “il candidato all’invalidità”, gli indagati lo indirizzavano a medici compiacenti che avrebbero redatto i certificati necessari ad attestare la sussistenza delle patologie “utili” per l’ottenimento delle indennità.


Al fine di evitare di sostenere la visita medica collegiale, in alcuni casi, veniva, inoltre, formalmente attestata l’impossibilità del soggetto ad allontanarsi dal proprio domicilio, al fine di ottenere la visita domiciliare nel corso della quale medici compiacenti avrebbero espresso parere favorevole alla prosecuzione dell’istanza.


Gli indagati preparavano il “candidato” su come poter agevolmente “passare” la visita di controllo (farsi trovare a letto, far aprire la porta da familiari, evidenziare incapacità a deambulare, con luce e TV spenta).Alla liquidazione dei benefici ottenuti dal presunto “invalido”, gli autori della truffa passavano alla riscossione del pagamento per la prestazione illecita secondo un tariffario pari di solito agli arretrati erogati dall’INPS, tendenzialmente corrispondenti a circa 12 mensilità.


L’operazione, denominata “Igea” ha consentito di smascherare casi eclatanti di falsificazione della realtà come ad esempio un invalido totalmente non vedente, intento a recuperare nella cassetta postale fuori casa la posta per poi leggerla; diversi invalidi non in grado di camminare autonomamente, ma in grado di guidare l’auto o di recarsi al bar o presso esercizi commerciali in assoluta autonomia; un invalido con indennità di accompagnamento, in grado però di dilettarsi in balli di gruppo.


Agli arrestati vengono contestati i reati di concorso in truffa ai danni dello Stato, truffa aggravata per il conseguimento di contributi pubblici, falsità ideologica, traffico di influenze illecite. Con lo stesso provvedimento è stato disposto il sequestro di 100.000 euro pari al profitto illecito al momento quantificato.


 

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