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  • martedì 7 luglio 2020

Imponevano il pizzo ai commercianti di Palermo. Retata dei Carabinieri, 11 in manette

 


Dalle prime ore della mattina, in Sicilia, Lombardia e Veneto i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo stanno eseguendo un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nei confronti di 11 persone ritenute a vario titolo responsabili di associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, corruzione, atti persecutori, furto aggravato e danneggiamento. Le indagini, seguite da un pool di magistrati coordinati dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca, documentano gli assetti e le dinamiche criminali del mandamento mafioso di San Mauro Castelverde, che, all’indomani dell’operazione “Black Cat” - dell’aprile 2015 - ha serrato le fila ed ha continuato ad operare sul territorio, imponendo il proprio potere con inalterata capacità intimidatoria. "In questo quadro si inseriscono le numerosissime estorsioni ai danni dei commercianti locali documentate dai militari dell’Arma, così come l’organizzazione di una efficientissima rete di comunicazione necessaria agli storici capi mafia detenuti per mantenere il comando degli associati liberi e continuare a strangolare imprese e società civile", dicono gli investigatori. "Dalle investigazioni – spiegano i militari - è emerso in maniera chiara che l’attività estorsiva, strumento attraverso il quale l’organizzazione esercita il controllo sul territorio, continua ad essere una forma di sostentamento primario per il sodalizio mafioso". "Grazie all’attività di indagine e alla fondamentale collaborazione degli imprenditori vessati, sono state infatti ricostruite 11 vicende estorsive (5 consumate e 6 tentate)" dicono i carabinieri di Palermo che hanno condotto le indagini.


 

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