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  • domenica 27 settembre 2020

Omicidio Colleferro, Sabella: look arrestati ricorda Gomorra

 


“Non c’è dubbio che ogni soggetto sottoposto ad indagine, qualunque siano le sue colpe, più o meno accertate da sentenze definitive, ha dei diritti che vanno riconosciuti e tutelati, questa è la differenza tra lo Stato e la criminalità. Devo anche dire però che quando ti rendi protagonista di una vicenda di questo tipo, il tuo diritto alla privacy viene sostanzialmente limitato, non hai più quel diritto pieno che avevi prima di commettere il reato”. Lo ha detto il magistrato Alfonso Sabella ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus intervenendo sul caso Willy Monteiro e l’attenzione mediatica sugli arrestati. 


“E’ chiaro – ha proseguito – che si crea un’attenzione mediatica molto forte su di te ed è fisiologico che alcuni particolari, non strettamente attinenti alle indagini, possano venire fuori. I giornalisti dovrebbero sicuramente evitare di diffondere notizie non verificate, ma che sono solamente voci di corridoio. Chi riporta certe frasi dovrebbe avere quantomeno il buonsenso di avere delle fonti certe. Anche perché non mi risulta che sia stata riconosciuta l’aggravante dell’odio razziale”. Parlando delle misure di prevenzione secondo Sabella “occorre che ci si metta mano. Il problema nella criminalità nel nostro Paese non è solo la mafia. Occorre trovare degli altri strumenti di prevenzione più moderni, più adeguati alla nostra società”.


 


 

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