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  • martedì 4 agosto 2020

Sequestro per sproporzione da due milioni di euro della Gdf

 


I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze hanno eseguito una misura di prevenzione patrimoniale nei confronti di un imprenditore 55enne dell’empolese, di origini calabresi, attraverso il sequestro di beni immobiliari e mobiliari nonché di compagini societarie, per un valore di circa 2 milioni di euro.


L’attività trae origine dall’operazione “Vello d’Oro”, condotta dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Firenze in collaborazione con il locale Reparto Operativo Nucleo Investigativo dell’Arma dei carabinieri, che, nel febbraio 2018, aveva portato all’arresto di 14 persone tra la Calabria e la Toscana, per reati che vanno dall’associazione per delinquere all’estorsione, dal sequestro di persona all’usura, dal riciclaggio all’abusiva attività finanziaria, dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti al trasferimento fraudolento di valori, anche con l’aggravante del metodo mafioso.


Nell’ambito dell’indagine era stato ricostruito un sistema, volto, da un lato, a riciclare i soldi illecitamente acquisiti da due consorterie criminali calabresi e una campana e, dall’altro, a creare riserve occulte di contante presso varie aziende toscane. Nel contesto erano state attenzionate alcune società, riconducibili all’imprenditore, che avevano “veicolato” capitali illeciti, di fatto in raccordo tra le società coinvolte e il sodalizio criminale contiguo a famiglie ‘ndranghetiste dei “BARBARO” e dei “NIRTA”, attive nella zona del litorale jonico della provincia di Reggio Calabria, nonché personaggi collegati al clan camorristico “LO RUSSO”, dell’area nord della città di Napoli.


Le indagini patrimoniali, svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Firenze ai sensi del d.lgs. n. 159/2011 – “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”, hanno evidenziato la sussistenza di una palese sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio disponibile. Sulla base delle risultanze emerse, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze – Proc. Agg. Dott. Luca TESCAROLI – ha avanzato richiesta di applicazione della misura patrimoniale e l’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Firenze – Presidente Dott. Raffaele D’ISA – valutando la sussistenza dei requisiti di legge, ha emesso il provvedimento ablatorio di tutti i beni riconducibili all’imprenditore.


Sono stati sequestrati circa una trentina di rapporti bancari, 7 autoveicoli, 3 aziende, tra Reggio Calabria e Pisa, il 50% delle quote societarie di altra società con sede a Catanzaro nonché 8 immobili, tra cui uno a Tenerife. I provvedimenti odierni si inseriscono in una più ampia strategia istituzionale, basata sul coordinamento dell’Ufficio della Procura di Firenze per le misure di prevenzione e per il contrasto ai patrimoni illeciti anche di provenienza mafiosa, volto a contrastare, anche attraverso l’applicazione della normativa antimafia, l’infiltrazione criminale dell’economia legale.


 

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