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  • domenica 29 novembre 2020

L’Ocse chiede all’Italia di cancellare quota 100 e vede al rialzo (minimo) la prospettiva di crescita

 


L’Ocse chiede all’Italia una riforma del sistema fiscale di ampia portata, assieme a una “razionalizzazione” della spesa pubblica, la cancellazione di quota 100 sulle pensioni e il mantenimento del collegamento dell’età pensionabile con la speranza di vita. Sono alcuni dei punti chiave elencati nel capitolo sulla Penisola dell’ultimo Economic Outlook. Il primo è sul fisco: “una riforma comprensiva è cruciale – dice l’ente parigino – per migliorare l’efficacia della spesa, l’equità e l’efficienza e per ridurre il fardello debitorio”. Lo studio chiede anche di apportare miglioramenti al servizi pubblici e ridurre le incombenze regolamentari, mentre vanno rafforzati i servizi di collocamento e formazione, cosa che migliorerebbe investimenti e ridurrebbe le disparità regionali. Secondo l’Ocse, per mettere il debito su una traiettoria di riduzione e al tempo steso sostenere la crescita è necessario mettere in campo un piano di bilancio di medio termine assieme a riform strutturali su più versanti. “Attuare delle spending review per razionalizzare la spesa, cancellare gli schemi sul pensionamento anticipato introdotti nel 2019 (quota 100) e preservare il legame tra età di pensionamento e speranza di vita – dice l’Ocse – libererebbe risorse per programmi pubblici più efficienti e l’equità intergenerazionale”. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico chiede anche di eliminare i sussidi ambientali che si sono rivelai controproducenti.Poi sulla crescita italiana l’Ocse ha rivisto leggermente al rialzo la previsione di quest’anno, al più 0,2 per cento del Pil, mentre ha confermato il più 0,4 per cento atteso sul 2020. Sul 2021 stima un più 0,5 per cento. “Sul Pil è atteso un recupero molto graduale – si legge nel capitolo sulla Penisola – L’incertezza globale sul commercio e la debolezza della domanda esterna continueranno a pesare sulle esportazioni e sugli investimenti delle imprese”. “I consumi si riprenderanno gradualmente – prosegue l’ente parigino – con i redditi disponibili delle famiglie che continuano a crescere e la fiducia che si stabilizza. La politica di bilancio sosterrà l’attività tramite riduzioni dei fardelli fiscali e dei contributi, così come con un aumento degli investimenti pubblici e degli incentivi alle imprese”.


 


 

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