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  • martedì 11 agosto 2020

Santa Sofia ad Istanbul. Le autorità fanno un passo indietro: dopo la preghiera islamica apertura ai turisti

 


 


A Istanbul, l’ex Basilica di Santa Sofia, trasformata in moschea, rimarrà aperta ai visitatori al di fuori dei tempi della preghiera musulmana, durante i quali le icone cristiane dovrebbero essere nascoste. Lo ha annunciato l’Autorità per gli affari religiosi in Turchia.In una comunicazione, Diyanet, l’Autorità turca per gli affari religiosi, ha affermato che le rappresentazioni cristiane nell’ex basilica bizantina "non costituiscono un ostacolo allo svolgimento delle preghiere".


"Le icone cristiane dovrebbero essere nascoste da tende e altri mezzi adeguati", ha aggiunto Diyanet. I media turchi hanno riferito del possibile uso di tecniche di illuminazione per scurire le icone durante le cinque preghiere musulmane quotidiane.  


"Non vi sono ostacoli da un punto di vista religioso per l’apertura di Santa Sofia ai visitatori al di fuori dei tempi di preghiera", ha poi precisato Diyanet.   


Il Consiglio di Stato, il più alto tribunale amministrativo della Turchia, ha aderito alla richiesta di diverse associazioni revocando una decisione del governo risalente al 1934 che concedeva a Santa Sofia lo status di museo. Non appena questa decisione è stata resa pubblica, il presidente Erdogan ha annunciato la trasformazione di Santa Sofia in una moschea. Le prime preghiere collettive musulmane si terranno il 24 luglio.


 

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