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  • martedì 25 febbraio 2020

Stop alle operazioni della coalizione anti-Isis. Primo ‘successo’ per Trump

La coalizione internazionale anti-Isis guidata dagli Stati Uniti annuncia la sospensione delle sue operazioni in Iraq. Intanto il governo iracheno ha convocato l’inviato degli Stati Uniti nel Paese per protestare contro "la violazione della sovranità" compiuta con il raid statunitense nel quale è stato ucciso il generale iraniano Qassam Suleimani. I deputati del Parlamento iraniano hanno chiesto una rappresaglia per le azioni Usa.  La scelta di Trump di eliminare il generale che, grazie al suo carisma ed alla sua assoluta autorità sia sull’esercito e l’intelligence iraniana, ma soprattutto sulle mille facce del sistema militare sciita, presente praticamente in tutto il Medio Oriente, sembra una scelta assolutamente irresponsabile se frutto di una reazione che non è assolutamente consentita ad un Presidente, come quello americano, che ha nelle sue mani la valigetta nucleare. Innescare quello che è prevedibile possa esplodere, è lontano anni luce anche dalle scelte prese dal peggiore Presidente americano di sempre.  Lo stop alle operazioni può essere considerata una scelta positiva, per certi aspetti, per altri molto meno, visto che potrebbe aprire altri fronti, tra questi lo stesso Iraq ed il Libano, per non parlare poi di Israele, nazione di confine tra Occidente e mondo arabo, caposaldo delle democrazie di ispirazione occidentale in quell’area.  Accanto a tutto questo il Presidente Trump, non può non dimenticare come la questione energetica potrebbe essere anch’essa infiammata dalle sue scelte e per ultimo: le minacce sui siti culturali fatte dalla sua amministrazione, sono pari, se realizzate, a quello fatto dall’esercito con le bandiere nere e mettere nell’angolo la sua Presidenza che poco o nulla ha portato alla pace ed alla stabilizzazione nelle aree a rischio. Unico successo, il rilancio economico del tutto provvisorio nei confini interni grazie alla politica dei dazi, che prima o poi, però,  saranno superati.


 

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