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  • giovedì 26 novembre 2020

Almaviva Palermo, verso la rottura e lo sciopero

 


 La ristrutturazione della sede di Palermo sembra ormai inevitabile. Per i 2.800 lavoratori di Almaviva Contact l’inizio anno si annuncia durissimo, dopo il drastico taglio dei volumi di traffico dei principali committenti del colosso dei call center, quali Tim, Wind-Tre e Sky. L’incontro tra azienda e sindacati di venerdì 10 gennaio nella sede di Sicindustria si è concluso con un nulla di fatto, così come interlocutorio era stato anche il vertice di mercoledì 8 gennaio a Roma presso la sede del ministero del Lavoro. Nel pomeriggio di oggi (lunedì 13 gennaio) Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil si riuniscono per decidere come portare avanti la vertenza, si va dunque verso la proclamazione di un nuovo sciopero.


La crisi è iniziata con il taglio della commessa di Tim e Wind-Tre, cui di recente si è aggiunto quello di Sky: il 19 dicembre scorso, con la nota di pianificazione per i primi tre mesi del 2020, la piattaforma televisiva ha annunciato la riduzione dei propri volumi di traffico del 36 per cento (rispetto alla media dell’ultimo trimestre del 2019). Attualmente sono 2.552 i lavoratori che usufruiscono fino al 31 marzo prossimo della cassa integrazione in deroga al 35 per cento: un accordo che per ora ha scongiurato i 1.600 esuberi annunciati (pari al 57 per cento del personale) dopo la perdita delle commesse dei gestori telefonici. Al tavolo di crisi attivato presso il ministero Tim si è detta disponibile a riportare alcune commesse nel nostro Paese, mentre Wind-Tre vorrebbe vincolare il possibile ritorno in Italia dei volumi dall’estero con un progetto di defiscalizzazione delle chiamate che rientrano e con il pagamento del servizio clienti per alcune tipologie di chiamate.


Nel vertice palermitano di venerdì 10 Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Tlc e Rsu aziendali hanno ritenuto “insostenibili” le ricadute che arriverebbero dal prosieguo dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali dal 1° aprile. In particolare, i sindacati hanno chiesto che siano condivise in ambito nazionale e “spalmate equamente su tutti i lavoratori”. Per le organizzazioni è “inaccettabile sottoporre i lavoratori a tali perdite economiche e contestualmente rilevare sui siti web internazionali la ricerca di personale da destinare alle attività di Sky in Albania, lavoro che fino a pochi giorni fa veniva assicurato al sito palermitano di Almaviva”. Da qui la decisione di riunirsi oggi, allo scopo di decidere “le iniziative di lotta da intraprendere con il coinvolgimento di tutti i lavoratori”.


Da parte propria, Almaviva sottolinea che andrà avanti per la propria strada. “Pur comprendendo le motivazioni che la muovono – spiega la società –, l’odierna posizione di difficoltà rappresentata dalle organizzazioni sindacali ad attivare nel medio periodo un percorso sostenuto da specifici ammortizzatori sociali necessari a fronteggiare la gravissima realtà degli esuberi strutturali, percorso indirizzato al tavolo istituzionale riunito negli ultimi mesi, in assenza di strumenti diversi, rende allo stato impercorribili soluzioni alternative alla ristrutturazione del centro”. L’azienda, infine, sottolinea di aver sempre “condotto, sostenuto e condiviso, fino a oggi e in tutte le sedi, ogni iniziativa e confronto utile ad assicurare le indispensabili condizioni di stabilità occupazionale e di sostenibilità economica per il centro produttivo di Palermo, colpito dal drastico taglio dei volumi di attività deciso, e confermato, ancora negli ultimi giorni, da alcuni dei principali committenti”.


 

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