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  • sabato 15 agosto 2020

Arcelor Mittal di Taranto, c’è l’accordo per la ricollocazione dei lavori in esubero dell’indotto

Dopo il rinvio di martedì 24, arriva finalmente la giornata decisiva per la cassa integrazione in ArcelorMittal. E’ infatti ripartito il confronto tra azienda e sindacati sulla proroga della cig per 1.395 addetti (1.011 operai, 106 intermedi e 278 impiegati e quadri, pari al 17 per cento dell’intero personale) per 13 settimane, a partire da lunedì 30 settembre, chiesta dalla multinazionale indiana per crisi congiunturale del mercato dell’acciaio. L’azienda, nella sua comunicazione ufficiale, ha motivato la decisione con "il permanere delle criticità di mercato e dell’insufficienza della domanda. e questo nonostante le iniziative industriali e le strategie di marketing poste in campo in costanza di intervento dell’ammortizzatore e funzionali all’acquisizione di ulteriori quote di mercato”. 


“Ci sono margini perché la trattativa possa svilupparsi positivamente, l’azienda qualche apertura l’ha fatta”, commenta il segretario generale della Fiom Cgil Taranto Francesco Brigati. L’esponente sindacale si riferisce soprattutto alla possibilità che la proprietà, contrariamente alla prima tornata di cassa integrazione (quando si consumò una clamorosa rottura tra multinazionale e sindacati), attualmente in corso sempre per 1.395 lavoratori (iniziata il 2 luglio scorso, scade sabato 28 settembre), riduca i numeri complessivi dell’ammortizzatore sociale. Più distanti, invece, sono al momento le posizioni tra sindacati e ArcelorMittal relativamente alla richiesta fatta da Fiom, Fim e Uilm “di integrare con misure ad hoc il reddito dei lavoratori in cassa integrazione, che è pesantemente decurtato”.


Per il segretario generale della Fiom Cgil di Taranto Francesco Brigati “anche qui bisogna trovare delle soluzioni. Noi abbiamo proposto la rotazione del personale in cassa integrazione anche perché ci sono impianti soggetti a fermata”. I sindacati, infine, hanno anche chiesto il rientro dalla cassa integrazione del personale di manutenzione, considerato che c’è da avviare un piano di lavori in diversi impianti della fabbrica che la task force congiunta ha individuato e definito nel luglio scorso.


 

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