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  • martedì 26 maggio 2020

Atlantia blocca gli investimenti per mancanza di liquidità. Stop alle opere sulle autostrade

Il Cda di Atlantia, in una riunione straordinaria, ha deliberato di dare indicazione alla controllata Aspi di rinviare tutti gli investimenti, ad eccezione di quelli per la manutenzione e la sicurezza della rete autostradale. Lo si legge in una nota del gruppo il quale lamenta che il Milleproroghe ha stavolto il quadro della convenzione rendendo difficile l’accessi ai mercati finanziari e dovendo così far ricorso ad una linea di credito di 900 milioni messa a disposizione da Atlantia per Aspi.


“Le modifiche normative introdotte in modo unilaterale e retroattivo con l’art. 35 del DL Milleproroghe – si legge nella nota – stravolgendo il quadro di riferimento previsto nella Convenzione Unica, che è stato un chiaro punto di riferimento per gli investitori e gli istituti finanziatori, hanno determinato il downgrade del rating a livello “sub investment grade” di Atlantia e Aspi, rendendo particolarmente difficile l’accesso ai mercati finanziari. Per far fronte alla situazione di grave tensione finanziaria determinatasi per Aspi, aggravata anche dai pesanti effetti della pandemia, Atlantia ha messo responsabilmente a disposizione una linea di credito di 900 milioni di euro a favore della società”.


“Al tempo stesso – aggiunge la nota -, Cassa Depositi e Prestiti, con la quale nel 2017 era stata definita una linea di finanziamento di cui restano ad oggi inutilizzati 1,3 miliardi di euro, a fronte della richiesta di ASPI di inizio aprile per un importo di 200 milioni di euro, non ha ritenuto di dar corso finora ad alcuna erogazione, anche in ragione delle disposizioni introdotte dall’art. 35 del DL Milleproroghe”.


“La società controllata – prosegue Atlantia – ha inoltre avviato l’istruttoria con alcuni istituti di credito per poter accedere a un prestito garantito da Sace, così come previsto dall’art. 1 comma 7 del DL Liquidità per supportare le imprese in difficoltà finanziaria a causa dell’emergenza Coronavirus, tenendo in conto il ruolo svolto anche in termini di ‘incidenza su infrastrutture critiche e strategiche’ e visto l”impatto sui livelli occupazionali e mercato del lavoro. Infatti il traffico sulla rete gestito da ASPI, nel periodo di lockdown, ha subìto un tracollo con punte massime dell’80%, generando una perdita di ricavi stimata in oltre 1 miliardo di euro per il solo 2020″.


 

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