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  • sabato 15 agosto 2020

Banca Carige partita la trattativa sugli esuberi di personale. Quasi dimezzati i dipendenti

In Banca Carige è partita ufficialmente la trattativa sul piano industriale: i sindacati hanno ricevuto la lettera di avvio della procedura e sono stati convocati per lunedì 30 settembre.Il piano prevede la riduzione volontaria dell’organico di 800 unità al 31 dicembre 2023, che sommate alle 450 già negoziate con l’ex amministratore delegato Paolo Fiorentino (gli ultimi 350 dipendenti usciranno a dicembre dall’istituto di credito), portano il ‘taglio’ a 1.250 unità, cifra che era già stata indicata nel piano di febbraio dei commissari.


L’inizio della trattativa con i sindacati (Fisac Cgil, Fabi, First Cisl, Uilca Uil e Unisin) segue l’importante assemblea degli azionisti che si è tenuta venerdì 20 settembre a Genova,dove è stata approvata la proposta di aumento di capitale per 700 milioni di euro, legata al piano di riassetto dell’istituto. Obiettivo dei commissari straordinari di Carige è di portare a termine l’operazione entro la fine dell’anno, in modo da portare l’istituto di credito fuori dal commissariamento della Banca centrale europea, nominando così i nuovi organi societari già all’inizio dell’anno prossimo.


“È sicuramente un atto che risponde alle nostre richieste più volte avanzate in diverse sedi e modalità, un atto di rispetto dell’identità territoriale della banca, delle lavoratrici, dei lavoratori e della clientela”: questo il commento del segretario generale della Fisac Cgil Giuliano Calcagni.Per l’esponente sindacale, il piano industriale “dovrà a questo punto, con continuità, coerenza e responsabilità, proseguire nella riorganizzazione sostanziale e strutturale dell’istituto genovese, salvaguardando i livelli occupazionali e la sua presenza su tutto il territorio nazionale”.


Il numero complessivo dei dipendenti, dunque, scenderà dagli attuali 4 mila a 2.800.Il piano prevede l’iniziale chiusura di 45 filiali, già individuate sui territori, rispetto alle 100 complessivamente previste in chiusura del piano. Le prime 45 sono così distribuite: 11 a Genova e provincia, 8 tra Savona e Imperia, 7 in Lombardia, 5 in Sicilia (Siracusa, Ragusa, Terrasini, Messina e Palermo), 4 in Toscana e altrettante nel Lazio, 3 in Veneto, 1 in Piemonte, Puglia ed Emilia Romagna.


 


 

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