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  • martedì 4 agosto 2020

Federazione della Carta e Grafica (Confindustria) sul piede di guerra

 


La plastic tax prevista dalla manovra economica “penalizza gli imballaggi fortemente riciclabili”. Lo afferma la Federazione Carta e Grafica (aderente a Confindustria), che esprime “la sua forte preoccupazione per l’attuale formulazione della plastic tax nella legge di bilancio. Il governo deve correggere il testo”. 


“La filiera della carta e della trasformazione – spiega la Fcg – con costante attività di ricerca e sviluppo, produce imballaggi sostenibili e preziosi, in quanto altamente riciclabili. Una componente plastica, nelle applicazioni destinate agli imballaggi a contatto con gli alimenti, rimane essenziale per la sua funzione di protezione e salvaguardia degli alimenti”. 


In questi utilizzi però “la plastica non può, per legge, essere ‘da riciclo’, non può essere sostituita e costituisce una parte largamente minoritaria di imballaggi che restano di carta, materiale circolare per eccellenza”. 


La norma, “che come è scritta ora prevede la tassa anche su queste minoritarie componenti insostituibili e necessarie di plastica, finirebbe per penalizzare proprio ciò che vuole promuovere: ovvero la prospettiva circolare dell’economia e l’utilizzo di materiali riciclabili. Ci auguriamo che presto il governo intervenga”. 


“Il nostro appello al governo e al parlamento – aggiunge la Federazione – è che nelle riflessioni in corso in queste ore sulla legge di bilancio si possa inserire nel maxi-emendamento una norma che escluda i manufatti nei quali la presenza di materiale plastico non sia prevalente”.


 


 

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