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  • venerdì 22 gennaio 2021

Giornalisti al voto, appello del Gruppo Gino Falleri al Presidente Carlo Verna “Si vada al voto prima possibile”

 


Il timore per i giornalisti che fanno parte del Gruppo Gino Falleri è che in nome della pandemia e dell’emergenza si rinviino ancora oltre il dovuto le elezioni per il rinnovo dei consigli regionali e nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, “rinvio inaudito” sottolineano i vertici del Gruppo. Qui di seguito il documento inviato dal Gruppo Falleri alla Presidenza del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Italiani


 


 “Caro Presidente, leggiamo da più parti di un ulteriore possibile slittamento delle elezioni per il rinnovo dei Consigli Regionali dell’Ordine, cosa che giudichiamo nefasta per la vita stessa della nostra categoria. 



Da mesi siamo nell’occhio del ciclone per via di una emergenza che alla fine ha dato anche a noi la possibilità di rinviare le nostre elezioni in attesa di un voto elettronico a cui forse neanche noi eravamo abituati e pronti. Ma ora basta con le attese e le soste prolungate.

La categoria e i nostri iscritti chiedono di andare al voto, e di poter rinnovare in assoluta libertà i nostri organismi dirigenti.

Solo tu caro Presidente, che hai sempre avuto lo spessore morale giusto puoi riportare ordine nella confusione del momento. Non si può andare oltre con ulteriori rinvii. Sappiamo che per il voto elettronico sarebbe stata coinvolta Invitalia, e ci dicono da più parti che Invitalia si sarebbe dichiarata incompetente a risolvere questo problema.

Sappiamo, perché questo sono gli umor che provengono dalle stanze del tuo stesso Consiglio Nazionale, che sarebbe stata poi chiamata in causa Casagit Servizi e ci chiediamo a che titolo e con quale motivazione visto e considerato che i servizi che offre sono di natura sanitaria.

Non si poteva chiamare al capezzale del malato morente l’Agenzia Digitale?  L’Ordine non avrebbe speso neanche un euro per questo tipo di operazione di ingegneria elettronica. 

Non si può andare avanti per altri mesi senza dare ai nostri iscritti nessuna certezza. Il voto è espressione di libertà, di indipendenza, di maturità, e non possiamo delegare oltre. 

Il rischio, lo cogliamo con mano, è che si arrivi a giugno in queste condizioni se tu caro Presidente non metti mano al problema. 

Noi non chiediamo a te di poter votare per un gruppo o per un altro, ma ti chiediamo soltanto di poter andare alle urne.  Sarà poi il voto elettronico a decretare i nuovi vincitori.

Intanto però attendiamo tue risposte, nella consapevolezza che ancora una volta abbiamo affidato le nostre esigenze e le nostre titubanze nelle mani di una persona perbene”.


 

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