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  • venerdì 24 gennaio 2020

Inapp avverte, per un’impresa su 3 personale deve aggiornare competenze

Personale più aggiornato e più in linea con i cambiamenti tecnologici di processo e di prodotto: è questa l’esigenza di oltre 550.000 imprese italiane, circa un terzo di quelle con almeno un dipendente, secondo quanto rilevato dall’indagine Inapp “Professioni e Competenze nelle imprese" (Pec-Inapp), giunta alla terza edizione. Dallo studio emerge che il 35,2% delle imprese con almeno un dipendente dichiara di avere ‘almeno una figura per cui si registra un fabbisogno da soddisfare con attività di aggiornamento’, con un dato medio nazionale per l’intera economia in crescita del 2,4%, rispetto al 2014 (precedente edizione dell’indagine).





I fabbisogni più elevati di formazione e aggiornamento si registrano nei servizi e nei segmenti della manifattura a più alta intensità tecnologica: Chimica (37,7%), Elettronica (36,9%), Energia, acqua e rifiuti (35,3%) e Metalmeccanica (34,4%), ma sono particolarmente rilevanti anche nell’ambito dei servizi che riguardano le attività di Istruzione, sanità e servizi alle persone (47,8%) e il settore Comunicazione, attività finanziarie e altri servizi alle imprese (38,6%).





Le professioni che registrano le esigenze più forti di aggiornamento sono quelle qualificate nelle attività commerciali e nei servizi (29,2%), degli Artigiani, operai specializzati e agricoltori (20,9%), delle Professioni esecutive nel lavoro di ufficio (20,8%) e delle Professioni tecniche (14,9%).

La necessità di aggiornamento maggiore riguarda le competenze (skills) più che le conoscenze disciplinari, in particolar modo quelle relative al problem solving, alla capacità di pianificare l’utilizzo delle risorse e le abilità di tipo tecnico e competenze di tipo comunicativo e relazionale.

A livello territoriale le imprese che segnalano maggiori esigenze di aggiornamento sono al Nord-Est con il 36,5%, A livello territoriale, le imprese che segnalano maggiori esigenze di aggiornamento sono il 36,5% al Nord-Est, il 36,3% al Nord-Ovest, il 34,5% al Sud e il 33,5% al Centro.

Le piccole imprese manifestano una maggiore debolezza nel prefigurare i fabbisogni e elaborare strategie di medio-lungo periodo, mentre le aziende medio-grandi mostrano di percepire con maggiore facilità i fabbisogni di aggiornamento delle competenze da soddisfare con nuove attività formative. Il 76,5% delle imprese che hanno tra 50 e 249 dipendenti e l’87,8% di quelle con oltre 250 dipendenti manifestano un fabbisogno di aggiornamento di conoscenze e skills.
 

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