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  • venerdì 6 dicembre 2019

Taranto, la lenta fine di Arcelor Mittal sarà cosa fatta a gennaio. Si spera nel miracolo

 


La lenta fine del siderurgico di Taranto si consumerà, a meno di un miracolo, in poco meno più di due mesi. L’a.d. di ArcelorMittal, Lucia Morselli,ha infatti comunicato il piano di fermata degli altiforni. Lo stop di Afo2 è previsto il 12 dicembre, quello di Afo4 il 30 dicembre e quello di Afo1 il 15 gennaio. Lo dice Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl. Secondo quanto si legge in una nota del sindacato, la Morselli avrebbe annunciato la chiusura del treno a caldo tra il 26 e il 28 novembre per mancanza di ordini. La Cisl sottolinea che "se ancora non fosse chiaro, la situazione sta precipitando in un quadro sempre più drammatico che non consente ulteriori tatticismi della politica". Bentivogli aggiunge: "Le Rsu hanno chiesto in quali prospettive ci si muove e se intendano fare dichiarazioni di esuberi, discussione che l’azienda ha rinviato al tavolo di venerdì. Il piano di fermate modifica le previsioni contenute nell’Aia, pertanto l’azienda si confronterà con il ministero dell’Ambiente". 


"In attesa del "primo incontro al ministero dello Sviluppo economico con la presenza dell’azienda", fissato appunto per venerdì 15 novembre, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini avverte: "La situazione è difficile e i tempi delle decisioni devono essere rapidi. Per noi non ci sono le condizioni per recedere dal contratto, per noi ArcelorMittal deve applicare tutte le parti del contratto. Non voglio perdere neanche un posto di lavoro, non è una discussione accettabile quella sugli esuberi. Lì si deve continuare a produrre acciaio, garantendo la salute di cittadini e lavoratori".  Fim, Fiom e Uilm hanno firmato un comunicato congiunto in cui si ribadisce l’assoluta contrarietà alla scleta della multinazionale. I rappresentanti dei lavoratori chiariscono che l’azienda "non può lasciare uno stabilimento spento senza il coinvolgimento di Ilva in amministrazione straordinaria che, a tutt’oggi, risulta l’unico proprietario del gruppo attualmente in affitto ad ArcelorMittal". 


 

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