I costumi del marchio Seafolly arrivano anche in Italia


Il marchio di beachwear australiano Seafolly con le sue spinte espansionistiche approda anche in Italia. L’azienda di moda mare fondata nel 1975 da i coniugi Peter e Yvonne Halas punta infatti in modo deciso ad incrementare la notorietà del proprio marchio e la sua diffusione internazionale, nell’intento di portare a condividere lo spirito dell’estate australiana in tutto il mondo e diventare il brand di beachwear più rappresentativo del settore nel 2020. In cifre, il suo obiettivo è di portare il proprio fatturato alla bella cifra di 250 milioni di euro entro il prossimo triennio.

Un ottimismo alimentato dai tanti progetti scaturiti soprattutto dopo l’acquisto del brand nel 2014 da parte del gruppo francese LVMH tramite il suo braccio finanziario, il fondo L Capital Asia, che in quell’occasione ha rilevato il 70% del capitale di Seafolly Australia.

Sul dato di fatturato (120 milioni di dollari nel 2015, pari a circa 109 milioni di euro), l’export rappresenta il 34% del dato. L’Europa genera il 61% a volume di questa cifra e gli USA il 25%. I mercati principali di Seafolly nel Vecchio Continente sono Germania (con 5 milioni di euro di giro d’affari nel 2015), Francia (3 milioni) e Regno Unito, ma il brand è presente anche in Spagna e Olanda. Nel mondo è distribuito in circa 1.200 punti vendita, ed è presente in department store come Harrods e Selfridges in Gran Bretagna, Saks Fifth Avenue negli Stati Uniti e Galeries Lafayette in Francia.

Ma lo scorso maggio, Seafolly Australia ha siglato un accordo di distribuzione con Les Bas, azienda piemontese guidata dall’amministratore unico Antonio Fasciolo (affiancato in questo progetto da Emanuela Mascarello) che vanta un portafoglio clienti di 400 punti vendita dal posizionamento medio-alto.

 



seafolly



 



 


 

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