Ridley Scott compie 80 anni

Sir Ridley Scott, nacque il 30 novembre del 1937 a South Shields nella contea di Durham e quindi oggi festeggia 80 anni ricchi di gloria e amarezze. In queste ore lo si immagina alle prese con lo spinoso caso del suo nuovo film, "Tutti i soldi del mondo", incentrato sul rapimento di Paul Getty: il film è previsto in uscita per Natale, in tempo per la campagna degli Oscar ma aveva tra i protagonisti Kevin Spacey. Nell’attuale clima da "caccia alle streghe" la sua partecipazione rappresentava un rischio mortale. E così, in fretta e furia, tocca adesso a Ridley Scott rimpiazzare le scene con Christopher Plummer al posto dell’attore inglese e non mancare comunque il traguardo dell’uscita in sala: davvero una fatica di Sisifo per un ottantenne pur in perfetta salute. A Ridley Scott le imprese impossibili piacciono da sempre: secondo di tre figli, voleva seguire le orme del padre nella carriera militare, in marina, ma è proprio il genitore a incoraggiarne le doti artistiche, iscrivendolo al corso di fotografia del London’s Royal College dove il ragazzo si impegna fino ad aprire i corsi di cinema. Versato nella tecnica, abilissimo nell’uso delle luci, Ridley si fa in fretta largo nel mondo della tv e della pubblicità e la piccola casa di produzione fondata insieme al fratello minore Tony, gli garantisce denaro e fama. Ma è il produttore più intraprendente del momento, David Puttnam, a dargli la chance della vita finanziando il suo primo lungometraggio, "I duellanti" nel 1977. Tratto da un racconto breve di Joseph Conrad, ambientato nell’Europa napoleonica che Ridley Scott ricostruisce con geniale talento e pochi mezzi, interpretato da Keith Carradine e Harvey Keitel (due americani irrequieti e senza fissa dimora), il film viene notato e si guadagna il Gran Premio della Giuria al festival di Cannes. E’ da tempo che il cinema inglese non vince all’estero e Ridley Scott ottiene senza problemi un nuovo contratto: sull’onda di "Guerre Stellari" gli affidano un thriller fantascientifico, "Alien" (1979). Girato negli studi vicino a Londra, impreziosito da una Sigourney Weaver intrepida e guerriera, il film ha un successo travolgente e si scava una nicchia d’eccellenza nel genere aprendo al suo autore le porte di Hollywood. Sbarcato oltre oceano accetta una nuova proposta a cavallo tra grande produzione e cinema d’autore. Partendo dal racconto breve dello scrittore visionario Philip K. Dick ne ricava il noir futuribile "Blade Runner" (1982) con Harrison Ford e un indimenticabile "vilain", Rutger Hauer. E’ la consacrazione e la firma su uno dei film memorabili di tutto il ’900. Non sarà sempre così: i film successivi, tra fantasy e storiografia, intrisi del suo gusto per la grandeur e la ricostruzione di stampo kolossal, non avranno l’esito previsto, tanto da fargli dubitare del futuro. La grande occasione arriva nove anni più tardi, dopo tre film tra cui due bei noir poco capiti come nel caso di "Black Rain" con Michael Douglas e quando Ridley Scott è quasi un dimenticato. Il suo talento per i personaggi femminili forti e anticonformisti si attaglia perfettamente alla storia di "Thelma & Louise" con Geena Davis e Susan Sarandon, un road movie del 1991 che viaggerà a meraviglia in tutto il mondo.


 

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