Schultz lascia Starbucks

Dal 26 giugno, Howard Schultz non sarà più presidente esecutivo e membro del consiglio di amministrazione di Starbucks. Dopo l’imprenditoria, nel futuro del 64enne che ha creato la catena di caffetterie più grande al mondo, potrebbe esserci la politica. In molti infatti si chiedono se sarà lui a salvare il partito democratico, ancora senza un candidato per le presidenziali 2020 e a sfidare Donald Trump, ma gli investitori hanno reagito male alla notizia dell’addio. Fermo oppositore di Donald Trump, potrebbe essere uno dei nuovi volti e nuovi leader di cui i democratici sono alla ricerca disperata. Preoccupa uno Starbucks senza il suo architetto: con lui la compagnia è passata da 11 negozi a oltre 28mila in 77 paesi. E il titolo Starbucks ha guadagnato il 21.000% dall’Ipo dell’azienda nel ’92. Schultz gestirà comunque la sfida dell’ingresso nel mercato italiano e supervisionerà l’apertura di una Starbucks Reserve Roastery a Milano a settembre prossimo.


 

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