Louis Vuitton contro i falsi registrati

Da qualche tempo molti contraffattori hanno iniziato a depositare presso le autorità competenti - come l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e l’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale - segni che imitano i più noti marchi e design dei settori della moda e del lusso. I contraffattori riescono a ottenere agevolmente queste registrazioni perché gli Uffici competenti non eseguono un esame di novità, non verificano cioè se i segni di cui si chiede la registrazione interferiscano con registrazioni anteriori. Effettuati questi depositi fraudolenti, i contraffattori al momento del sequestro della merce esibiscono i relativi documenti, sostenendo che il titolo formale ottenuto dalle Amministrazioni esclude la sussistenza dei reati di contraffazione. La Cassazione ha ora chiarito la sua posizione con la sentenza n.1163, in un caso di imitazione del celebre marchio “Toile monogram” di Louis Vuitton, assistita dallo studio Spheriens. La Corte ha ribadito, in linea con alcuni precedenti, di considerare errata l’"affermazione che la registrazione del marchio non genuino (o comunque che imita quello originale) esonera l’autore dalla responsabilità penale per il reato di cui all`art. 474 cod.pen."


 

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