La storia di Mia Martini diventa un film

“Io sono Mia”, biopic sulla celebre cantante Mia Martini, debutterà il 14 gennaio in tutte le sale italiane con un’ uscita limitata e poi andrà in onda a febbraio su Rai. Il film, diretto da Riccardo Donna, vede l’attrice napoletana Serena Rossi nei panni della protagonista: “Ho cercato di acchiappare la sua anima e di mettere in questo film anche un po’ della mia anima, della mia empatia e dell’amore che ho provato per lei. Ho cercato di non imitarla perché sarebbe stato ingiusto e riduttivo secondo me, ho cercato di entrare dentro la sua vita, ho vissuto con lei gioie, amori, dolori, malinconie, pur non avendole vissute io davvero. Questo è un regalo che lei mi ha fatto e che l’attore riceve se fa veramente a fondo il proprio mestiere. Quindi è stato un volerla evocare e ricordare nelle piccole cose, dal modo in cui metteva i piedi quando camminava, al modo in cui si toccava il collo quando era in difficoltà, come abbassava lo sguardo quando non voleva rispondere a certe domande, perché era anche una persona molto riservata”. Scritto da Monica Rametta, il biopic racconta la storia di una grande voce della canzone italiana – Domenica Rita Adriana Bertè, in arte Mia Martini, soprannominata Mimì – partendo dal Festival di Sanremo del 1989, quello dove presentò la canzone più rappresentativa e amata del suo repertorio, Almeno tu nell’universo. In quell’edizione la cantante calabrese si aggiudicò il Premio della Critica, riconoscimento già conquistato nel 1982 (e istituito appositamente per lei) con l’altrettanto emozionante E non finisce mica il cielo e ottenuto nuovamente nel 1990 con La nevicata del ’56. Nel 1992 l’abbiamo vista arrivare sul secondo gradino del podio. Io sono Mia ripercorre la vicenda che legò il nome della cantante all’appellativo di «jettatrice», marchio infamante che ne condizionò la carriera, concentrandosi soprattutto sugli esordi difficili, sul rapporto complesso con un padre severo e violento, sui successi e sulla tormentata storia d’amore con Ivano Fossati. Quest’ultimo ha chiesto di non essere citato; gli sceneggiatori lo hanno sostituito, nella trama, con il personaggio fittizio di un fotografo. Anche Renato Zero non ha voluto essere menzionato, nel film il suo legame di amicizia con la Martini non compare. Va detto, inoltre, che la fiction si ferma qualche anno prima della morte della cantante. Era il 14 maggio 1995, il suo corpo fu trovato senza vita – e lo era già da due giorni – nel suo appartamento a Cardano al Campo, in provincia di Varese, dove si era trasferita da poco. Era distesa sul letto, alle orecchie le cuffie di un walkman, la musica, quella musica che le aveva procurato tante gioie e altrettanti dolori e che stava ancora portando in giro con una tournée segnata da una diagnosi di tumore all’utero. Fu il manager Nando Sepe a scoprire il decesso. Si parlò di suicidio, i medici dichiararono che a ucciderla era stato un arresto cardiaco provocato da una dose di cocaina.


 

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