Comparto agricolo in ripresa, raggiunto un valore pari a 59,3 miliardi di euro

Il 2018 segna la ripresa del settore agricolo (+0,6% produzione e +0,9% valore aggiunto) che raggiunge il valore di 59,3 miliardi di euro, pesca compresa. E’ quanto emerge dal Rapporto Istat sull’andamento dell’economia agricola dove brilla il vino con una crescita marcata del 16,2%. Ma andiamo a leggere nel dettaglio quanto Istat, questa mattina ha reso noto. “I dati presentati in questo Report sono parte dei Conti Nazionali dell’agricoltura e forniscono un quadro generale dell’attività del settore nel 2018. Nella prima parte vengono presentati i risultati economici del settore agricoltura, silvicoltura e pesca e le informazioni generali sull’andamento del comparto agroalimentare, che include l’industria alimentare. Nella seconda parte la performance delle aziende agricole in senso stretto viene integrata dai risultati economici delle cooperative agricole produttrici di vino e olio. I risultati di questo settore agricolo “allargato” vengono esposti nel Conto Satellite dell’Agricoltura, elaborato secondo uno schema comune da tutti i paesi dell’Ue28 al fine di produrre una base omogenea per i confronti internazionali.


Dopo un 2017 nettamente sfavorevole (-3,9% il valore aggiunto in volume), il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca ha registrato nel 2018 una debole ripresa: in volume, la produzione è aumentata dello 0,6% e il valore aggiunto dello 0,9%. L’agricoltura in senso stretto ha fatto segnare una crescita dello 0,6% del volume della produzione e dello 0,8% del valore aggiunto. Segnali positivi sono emersi per la silvicoltura, con un significativo incremento sia della produzione (+1,5%) sia del valore aggiunto (+1,7%). Meno favorevole è stato il risultato del comparto della pesca, per il quale la produzione è cresciuta dello 0,5% e il valore aggiunto è rimasto sostanzialmente stabile (+0,1%).


L’espansione del valore aggiunto dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco è stata robusta, con un incremento del 2,7% in volume e del 2,9% espresso a prezzi correnti. Il complesso del comparto agroalimentare, che include agricoltura, silvicoltura e pesca e l’industria alimentare, ha così segnato una crescita del valore aggiunto dell’1,8% in volume e dell’1,3% a prezzi correnti. Nel comparto si è formato il 3,9% del valore aggiunto dell’intera economia, somma di una quota del 2,1% del settore primario e dell’1,8% dell’industria alimentare”. Alla lettura dei dati è stata espressa soddisfazione dal ministro Centinaio, titolare di quewsto fondamentale comparto italiano: “I dati diffusi ci fanno ben sperare. Il settore regge e cresce, aumenta l’occupazione e si può parlare finalmente di ripresa, anche grazie al vino che registra una crescita sorprendente e che fa collocare l’Italia al secondo posto in Europa per produzione. Abbiamo attraversato un anno particolarmente difficile, anche a causa del maltempo che ha flagellato il Paese da Nord a Sud, e non da meno sono state tutte le problematiche legate all’emergenza Xylella e ai settori olivicolo, ovino-caprino e agrumicolo, tutti comparti sui quali stiamo intervenendo tempestivamente, come non si faceva da anni, e che risolleveremo grazie al dl Emergenze Agricoltura”.


“Abbiamo intrapreso la strada giusta. Continuiamo a lavorare a testa bassa consapevoli di dover fare sempre meglio e di più. Se riusciremo a imporre anche la nostra voce in Europa, nella futura Pac, sicuramente l’agricoltura potrà aspirare a diventare uno dei settori trainanti dell’intera economia nazionale”.


Nel 2018 l’occupazione nel settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, misurata in Unità di lavoro (Ula), è aumentata dello 0,7% rispetto all’anno precedente, a sintesi di una crescita del 2,5% della componente del lavoro dipendente e di un calo dello 0,2% di quella indipendente. Grazie all’andamento positivo dell’industria alimentare (+1,2%), l’input di lavoro del comparto agroalimentare ha registrato un incremento dello 0,8%.



I redditi da lavoro dipendente in agricoltura silvicoltura e pesca sono aumentati del 4,2%; in particolare le retribuzioni lorde sono cresciute del 4,0%. Gli investimenti fissi lordi nel settore hanno registrato un significativo incremento (+4,1% in valori correnti e +2,5% in volume).


 

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