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  • martedì 12 novembre 2019

Arcelor Mittal, Di Maio si schiera con Conte: “Tutte le forze politiche lo sostengano”

 


“Tutte le forze politiche di Governo supportino l’azione del Presidente Conte, che già ieri ha smascherato il primo bluff, portando Mittal ad ammettere che avrebbero licenziato comunque 5000 dipendenti, anche con la reintroduzione del cosiddetto scudo penale”. Lo afferma il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in un post su Facebook sottolineando che “in questi giorni si sta consumando una battaglia per la sovranità dello Stato italiano. “Se una Multinazionale ha firmato un impegno con lo Stato, lo Stato deve farsi rispettare, chiedendo il rispetto dei patti e facendosi risarcire i danni”.


“La prima cosa che voglio dirvi è che in questi giorni si sta consumando una battaglia per la sovranità dello Stato italiano. Se una Multinazionale ha firmato un impegno con lo Stato, lo Stato deve farsi rispettare, chiedendo il rispetto dei patti e facendosi risarcire i danni”.


“Arcelor Mittal è una multinazionale estera che ha firmato un contratto con lo Stato impegnandosi ad assumere 10.500 lavoratori. Era un contratto discutibile, che la favoriva eccessivamente e che io definii il ‘delitto perfetto’. Un contratto che provai a revocare nel 2018 e che migliorai, obbligando Arcelor Mittal ad assumere tutti e 10.500 e non solo 8000 come voleva fare all’inizio – ricorda Di Maio che all’epoca era ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro -. Ora di quei 10.500 ne vogliono licenziare 5000, e altri 1395 sono già in cassa integrazione. E non perché sia venuto a mancare lo scudo penale ma semplicemente perché hanno sbagliato i conti e non sono riusciti ad attuare il piano industriale che loro stessi hanno proposto e con cui hanno vinto la gara pubblica. Mi implorarono di dargli lo stabilimento dicendomi che sarebbero arrivati a 8 milioni di tonnellate. Poi invece hanno scoperto di non riuscire a produrne neanche 4 milioni. Le multinazionali sbagliano i conti e pure tanto. Ma allo Stato interessano gli impegni”.


 

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