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  • lunedì 25 maggio 2020

Bonafede e il Governo sono salvi. Bocciate le mozioni di sfiducia

 


L’Aula del Senato ha bocciato entrambe le mozioni di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Per quanto riguarda il documento presentato dal centrodestra i voti a favore sono stati 131, 160 i contrari, un astenuto. Mentre per quanto riguarda la mozione presentata da +Europa i contrati sono stati 158 no, i sì 124 sì, 19 astenuti. Il Governo, dunque, è riuscito a ricomporre la sua maggioranza, entrata in fibrillazione sulle questioni legate alla Giustizia e soprattutto sulle condotte del Guardasigilli del M5S. A segnare questa giornata in senso positivo per il Governo era stato l’intervento dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che, intervenendo a Palazzo Madama, aveva escluso, voti di sfiducia nei confronti di Bonafede, pur mantenendo le critiche alle condotte del Guardasigilli.  "Se votassimo come lei ha votato nei confronti dei membri dei nostri governi – ha detto in Aula Renzi - lei oggi dovrebbe andare a casa. Ma noi non siamo come voi. Mi auguro che questa vicenda la possa far riflettere dal punto di vista personale e possa far riflettere i colleghi del Movimento 5 Stelle", ha aggiunto. "Riconosciamo al centrodestra e alla senatrice Bonino di aver posto temi veri, le vostre mozioni non erano strumentali. Non le voteremo per motivi politici, in primis per ciò che ha detto il presidente del Consiglio. Il premier ha detto con chiarezza che se ci fosse stato un voto di una parte della maggioranza contrario all’operato del ministro o favorevole alle mozioni di sfiducia, ne avrebbe tratto le conseguenze politiche. Quando parla il presidente del Consiglio, si rispetta istituzionalmente e si ascolta politicamente", ha aggiunto. "Io credo che lei si assuma una responsabilità, signor presidente del Consiglio, ma noi la seguiamo", ha detto rivolgendosi a Giuseppe Conte.  Anche il Pd ha confermato, pur se con mille critiche e mal di pancia, la fiducia al Governo ed al ministro della Giustizia. Compatto il M5S, con i soli voti contrari degli ex Giarrusso e Paragone, che si sono manifestamente schierati con le destre. "Sono soddisfatto, ora al lavoro", ha commentato il ministro della Giustizia. "Ho sempre rigettato l’idea di una giustizia divisa tra giustizialismo e garantismo - ha aggiunto - . La stella polare è la Costituzione. Importante che maggioranza abbia trovato sintesi". 


 

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