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  • sabato 7 dicembre 2019

Alessandria e l’Italia hanno reso omaggio ai tre Vigili del Fuoco massacrati dall’incendio trappola in un cascinale

 


Erano in tanti ad Alessandria per rendere omaggio ai tre Vigili del Fuoco assassinati nell’esplosione di una cascina dell’alessandrino, dove ignoti avevano posizionato degli ordigni rudimentali che poi, in seguito proprio all’incendio, sono esplosi provocando la morte dei tre Vigili del Fuoco che questa mattina hanno avuto l’estremo omaggio nella Cattedrale di Alessandria.  Un lungo applauso ha accompagnato l’ingresso nella cattedrale dei feretri. Le bare erano avvolte dal tricolore e sono state adagiate su un tappeto rosso davanti all’altare. Sopra il casco da vigile del fuoco. Presente alla cerimonia anche il premier Giuseppe Conte, accompagnato dal ministro dell’interno, Luciana Lamorgese, dal Presidente della Camera Roberto Fico e dal ministro della Funzione Pubblica, Fabiana Dadone. Presente anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e il sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco. Prima di entrare in Chiesa, il premier ha stretto le mani al picchetto dei vigili del fuoco schierato lungo la via che dalla piazza della Prefettura conduce al Duomo. Nella sua Omelia, il Vescovo di Alessandria ha espresso parole di conforto e non solo:" "Siamo qui, in questo momento di dolore profondo, per chiedere la benedizione di Dio per Nino, Marco e Matteo, morti in un atto di servizio alla comunità". Sono le prime parole del vescovo di Alessandria, monsignor Guido Gallese, pronunciate durante la cerimonia. " In questo momento di dolore, dobbiamo scegliere l’amore di Gesù, l’unico che ci può dare la forza di non essere travolti dal male, dalla disperazione, dall’amarezza", ha continuato il vescovo. Poi il Comandante dei Vigili del Fuoco, che non ha nascosto la rabbia dei suoi uomini: "Bisogna capire perché e chi ha fatto questo". Queste le parole dall’altare della cattedrale, del comandante provinciale dei vigili del fuoco di Alessandria, Roberto Marchioni, spiegando commosso che "siamo passati dalla speranza che tutto si risolvesse per il meglio, al rendersi conto che non sarebbe andata così all’incredulità e poi alla rabbia".


 


 

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