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  • domenica 27 settembre 2020

Coronavirus, superata la soglia delle 720mila vittime. Nel mondo i contagi sono 19,3 milioni

 


Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus a livello globale ha superato la soglia dei 720mila, mentre il numero complessivo dei contagi ha oltrepassato quota 19,3 milioni. E’ quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo i nuovi dati, i decessi nel mondo dall’inizio della pandemia sono ad oggi 720.074 a fronte di 19.306.868 contagi. Finora sono guarite nel complesso 11.682.733 persone. Gli Stati Uniti si avviano rapidamente verso la soglia dei cinque milioni di casi di coronavirus.  Secondo gli ultimi conteggi della Johns Hopkins University, ad oggi il bilancio complessivo dei contagi è a quota 4.941.635, inclusi 161.347 morti. Dall’inizio della pandemia sono guarite nel Paese 1.623.870 persone. Esiste, quanto agli Usa, una stima shock sul numero possibile delle vittime: quasi 300.000 morti con coronavirus. E’ questo il triste bilancio con cui rischiano di dover fare i conti entro il primo dicembre gli Stati Uniti, senza un uso diffuso e costante delle mascherine. Le previsioni pubblicate sul sito web dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme)presso la University of Washington, a Seattle, parlano di 295.011 morti entro il primo dicembre. Ma bisogna evitare che diventino realtà. "Il comportamento delle persone è direttamente collegato alla trasmissione del virus e a sua volta al numero di decessi", ha avvertito il direttore dell’Ihme, Christopher Murray. E secondo i ricercatori, riporta la Cnn, se il 95% delle persone negli Usa indossasse la mascherina, si potrebbero salvare più di 66.000 vite. Alla Cnn Murray ha infatti spiegato come il suo gruppo di lavoro stia esaminando gli studi sull’uso delle mascherine e come nella migliore delle ipotesi si possa così ridurre fino al 40% la diffusione del virus, un "effetto enorme che va sommandosi nel tempo". Intanto l’Organizzazione mondiale della Sanità fa il punto su chi e perché viene contagiato. In questa fase della pandemia sono più giovanissimi con Covid-19. I casi fra i bimbi fino a 4 anni d’età, dal 24 febbraio al 12 luglio, sono aumentati di ben 7 volte, di 6 i contagi nella fascia 5-24 anni e di 3 volte quelli fra i 25 e i 64 anni d’età. Questi ultimi si confermano la maggioranza (64%) dei casi di Covid. Questo l’aggiornamento attraverso il sistema di sorveglianza globale per l’analisi dei contagi in base al sesso e all’età.  L’aumento dei casi di Covid fra i più giovani, in particolare bambini - spiega l’Oms - può essere dovuto a una serie di fattori come il fatto che all’inizio tamponi e test erano concentrati fra le persone con sintomi più rilevanti, più frequenti fra gli anziani; ma anche una maggiore attenzione a scovare i casi paucisintomatici, la maggior parte dei quali tendono a essere più giovani; una maggiore disponibilità di tamponi; lo scoppio di focolai in Paesi più giovani e la movida, con comportamenti a rischio dopo l’allentamento delle misure anti-Covid, come il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine.


 

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