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  • venerdì 22 gennaio 2021

I medici di famiglia: "Prima dose di vaccino subito per tutti"

Per i medici di famiglia è fondamentale accelerare il processo di vaccinazione individuando chi debba essere vaccinato per primo sulla base di criteri scientifici ed epidemiologici che la SIMG sta definendo: “Prima dose per tutti per arginare gli effetti devastanti della terza ondata. Possibile ritardare la seconda dose”. “L’attuale situazione impone due riflessioni: la possibilità di somministrare, per il momento, solo la prima dose di vaccino; la necessità di definire le priorità tra le persone da vaccinare”, sottolinea Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie. La terza ondata epidemica è in procinto di colpire l’Italia, proprio mentre i dati sui contagi sono ancora alti a causa del mancato abbattimento della curva della seconda ondata. Gli effetti si prefigurano devastanti, come mostrano i numeri elevati di altri Paesi già coinvolti come il Regno Unito. L’imminente aumento di contagi si associa alla minore disponibilità di vaccini rispetto alle previsioni, causata da diversi fattori: i ritardi nelle produzioni dei vaccini oggi approvati, il processo ancora in atto nell’approvazione del vaccino di AstraZeneca, i tempi ancora lunghi per gli altri vaccini in preparazione. “L’esigenza oggi è quella di ottimizzare la campagna vaccinale al fine di rendere disponibile il maggior numero possibile di dosi di vaccino per la più ampia quantità di popolazione possibile – sottolinea Cricelli – la somministrazione dei vaccini a un maggior numero di persone è legata a tre fattori: la quantità di dosi di vaccino disponibili; l’approvazione di diversi tipi di vaccini; la dilazione nel tempo delle seconde dosi. Se le prime due varianti non vengono accelerate, resta solo la terza possibilità. Questa situazione impone due riflessioni: la possibilità di somministrare, per il momento, solo la prima dose di vaccino, al fine di immunizzare un numero più elevato di soggetti; la necessità di definire le priorità tra le persone da vaccinare, tenendo conto delle diverse caratteristiche cliniche e di professioni e mansioni di ciascuno”.


 

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