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  • domenica 29 novembre 2020

Il Papa ai giovani: “Non siamo condannati ad un’ economia di solo profitto”

 


 


Si è concluso con il videomessaggio del Pontefice l’evento internazionale voluto da Papa Francesco, con protagonisti giovani economisti ed imprenditori di 115 Paesi del mondo che hanno partecipato on line a conferenze e dibattiti. “Cari giovani - dice il Papa -siamo di fronte alla grande occasione di esprimere il nostro essere fratelli", di essere buoni samaritani di un futuro solidale


Il Papa nel videomessaggio sottolinea che l’incontro “Economy of Francesco” non è un punto di arrivo “ma la spinta iniziale di un processo”. L’evento internazionale, apertosi lo scorso 19 novembre ad Assisi e non a marzo a causa della pandemia, ha come protagonisti giovani economisti e imprenditori. Sono loro, "molto più di un “rumore” superficiale e passeggero che si può addormentare e narcotizzare con il tempo", i motori di un processo, spiega il Pontefice, che siamo invitati a vivere “come vocazione, come cultura e come patto”.  Francesco ricorda che “l’attuale sistema mondiale è insostenibile da diversi punti di vista”. Seguendo le orme del Santo di Assisi si può riparare la nostra casa comune, anche dalla prospettiva dell’economia. A essere colpiti, spiega il Pontefice - è “nostra sorella terra, tanto gravemente maltrattata e spogliata”. Ma anche i più poveri e gli esclusi”, “i primi danneggiati e anche i primi dimenticati”. Francesco si rivolge quindi direttamente ai giovani economisti e imprenditori, “chiamati a incidere concretamente nelle città e università, nel lavoro e nel sindacato, nelle imprese e nei movimenti, negli uffici pubblici e privati”:


La gravità della situazione attuale, che la pandemia del Covid ha fatto risaltare ancora di più, esige una responsabile presa di coscienza di tutti gli attori sociali, di tutti noi, tra i quali voi avete un ruolo primario: le conseguenze delle nostre azioni e decisioni vi toccheranno in prima persona, pertanto non potete rimanere fuori dai luoghi in cui si genera, non dico il vostro futuro, ma il vostro presente. Voi non potete andare fuori da dove si genera il presente e il futuro. O siete coinvolti o la storia vi passerà sopra.


Per dare voce allo spirito di Assisi, anche nell’economia, occorre un cambiamento. Si devono “avviare processi, tracciare percorsi, allargare orizzonti, creare appartenenze”. Ricordando quanto affermato da Benedetto XVI, Francesco sottolinea che “la fame non dipende tanto da scarsità materiale, quanto piuttosto da scarsità di risorse sociali”. Si deve dunque creare una nuova cultura per cambiare “gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono la società”. Si tratta, afferma il Papa rivolgendosi ai giovani, di un passo fondamentale e decisivo:


Senza fare questo, non farete nulla. Abbiamo bisogno di gruppi dirigenti comunitari e istituzionali che possano farsi carico dei problemi senza restare prigionieri di essi e delle proprie insoddisfazioni, e così sfidare la sottomissione – spesso inconsapevole – a certe logiche (ideologiche) che finiscono per giustificare e paralizzare ogni azione di fronte alle ingiustizie.


 


Da Vaticanews


 

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