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  • venerdì 29 maggio 2020

La prudenza del Commissario all’emergenza Covid, Arcuri: “Stiamo attenti alle illusioni ottiche ed agli insensati ottimismi”

Prudenza e messaggi alla popolazione per evitare che da una china positiva, si possa scivolare ad una negativa. Queste le valutazioni espresse, con grande efficacia, dal Commissario straordinario del Governo per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri: “Stiamo attenti alle illusioni ottiche, agli insensati ottimismi e ai pericolosi miraggi: non siamo a pochi passi dall’uscita dell’emergenza o da una ipotetica ‘ora X’ che ci riporterà con un battito di ciglia alla situazione di prima. Nulla è più sbagliato immaginare un imminente ‘liberi tutti’ dove ciascuno torna alle vecchie abitudini: è vero esattamente il contrario”.  “Il bollettino della sofferenza anche ieri (lunedì ndr) contiene dati che evidenziano una prima parziale inversione di tendenza nella diffusione del contagio. Dopo settimane di duri sacrifici – ha spiegato – è certamente una boccata d’ossigeno: non c’è alcun dubbio sull’esito finale della battaglia che stiamo conducendo.


Noi, gli umani, siamo molto più forti di questo maledetto virus”.


“Faccio molta fatica però a gioire – ha proseguito – perchè continuiamo a registrare molti decessi. Nessun algoritmo o tendenza può cancellare il dolore per la perdita di amici e familiari: e il numero di chi perderà la vita a causa del coronavirus purtroppo crescerà. Non bisogna dimenticare mai, nemmeno per un istante, che questo virus a ieri si è portato con sè 16.523 vite umane. Vi supplico ancora: nei prossimi giorni non cancellate mai questo numero dalla vostra memoria”.


“Le severe misure adottate iniziano a dare i frutti che speravamo, ma siamo all’inizio di una lunga fase di transizione: sarebbe imperdonabile non perseverare rendendo inutili i sacrifici fatti. È fondamentale, nel periodo pasquale, rispettare rigorosamente il distanziamento sociale e le misure di prevenzione. Non commettiamo errori nei prossimi giorni: saranno fondamentali. Immaginiamo cosa accadrebbe se sbagliassimo tempi e modalità di uscita dalla fase 1 della pandemia”, ha concluso Arcuri.


 


 

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