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  • martedì 7 aprile 2020

Nuovo Decreto emergenziale di contrasto a Covid-19, ecco tutte le misure

 


Multe da 400 a 3000 euro e il rischio del carcere fino a 5 anni per chi viola volontariamente la quarantena essendo positivo e che incorre in un reato contro la salute pubblica, provocando il diffondersi dell’epidemia. Un elenco di 29 gruppi di regole e limitazioni anti contagio che il governo potrà adottare fino alla fine dell’emergenza, con provvedimenti da rinnovare mese per mese. E che le Regioni potranno anche inasprire, ma solo negli ambiti di loro competenza.


Con il nuovo decreto anti-Coronavirus il governo dà copertura normativa a tutti i divieti introdotti finora con i Dpcm e delimita il campo d’azione proprio e dei governatori, facendo salve le ordinanze locali per altri 10 giorni.


Per le sanzioni si prevede anche il raddoppio per i recidivi e l’aumento di un terzo se si circola in auto senza ragione. E’ possibile chiudere da 5 a 30 giorni, una volta superata l’emergenza, l’attività dei negozi che restano aperti nonostante i divieti. E le nuove regole saranno valide anche per chi sia già stato sanzionato, limitando così anche il rischio di ricorsi a raffica in tribunale.


Ecco i 28 ambiti di azione per contenere il virus:


- limitazione della circolazione delle persone, compresa la possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora, o di entrare o uscire dal territorio nazionale se non per spostamenti individuali, limitati nel tempo e nello spazio e motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni;


- chiusura al pubblico di strade urbane, parchi, aree gioco, ville e giardini pubblici o altri spazi pubblici;


- divieto di allontanamento e di ingresso in territori comunali, provinciali o regionali;


- quarantena per chi ha avuto contatti stretti con contagiati - divieto assoluto di uscire di casa per i positivi;


- limiti o stop a riunioni o assembramenti in luoghi pubblici


- niente eventi e riunioni anche culturali, ludiche, sportive, ricreative e religiose;


- sospensione delle cerimonie civili e religiose, limitazione dell’ingresso nelle chiese;


- chiusura di cinema, teatri, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi;


- sospensione di congressi e convegni, solo videoconferenze;


- limitazione o sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, compresa la possibilità di disporre la chiusura temporanea di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori e impianti sportivi, anche se privati;


- limiti o stop ad attività ludiche o sportive all’aperto; - possibilità di ridurre o sospendere i trasporti pubblici;


- sospensione o chiusura di tutte le scuole e le università, anche per gli anziani, i master e i corsi professionali, ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza;


- stop a gemellaggi e viaggi di istruzione;


- limitazione o chiusura dei musei e luoghi culturali;


- limitazione della presenza fisica negli uffici pubblici, salve le attività indifferibili e i servizi essenziali puntando prioritariamente sullo smart working;


- limitazione o sospensione dei concorsi, salvo a distanza;


- limitazione o sospensione per i negozi, ad eccezione di quelle che garantiscono beni alimentari e di prima necessità che devono comunque assicurare le distanze anti contagio;


- limitazione o sospensione per bar e ristoranti;


- limitazione o sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo con possibilità di esclusione dei servizi di pubblica necessità previa assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e con adozione di adeguati strumenti di protezione individuale;


- limitazione a fiere e mercati, salvo quelli alimentari;


- specifici divieti o limitazioni per gli accompagnatori dei pazienti al pronto soccorso;


- limitazione dell’accesso di parenti in ospedali, hospice, residenze sanitarie e per gli anziani, nonché nelle carceri;


- obblighi di comunicazione al servizio sanitario nazionale per chi è transitato o ha sostato in zone a rischio epidemiologico indicate da Oms o Ministro della salute;


- disporre misure di informazione e di prevenzione;


- lavoro agile anche in deroga alle discipline vigenti;


- previsione che le attività consentite si svolgano evitando assembramenti e rispettando distanza e protocolli anti contagio;


- possibilità per il prefetto di autorizzare deroghe alle varie limitazioni.


 


 

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