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  • domenica 29 novembre 2020

Nuovo record di contagi (31.084), si va verso lo scenario 4 in molte regioni. Si alza l’età media dei contagi

 


 


"Oggi non abbiamo buone notizie, i nuovi casi dai 26.800 di giovedì sono saliti a 31.084". Lo ha detto il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, intervenendo al punto stampa al ministero sulla situazione epidemiologica. "Tutti questi dati - ha aggiunto - in qualche misura sono attesi. Non ci dobbiamo aspettare cambiamenti del trend dovuti a un impatto immediato delle misure, ci vorranno due o tre settimane. Per ora vediamo ancora la tendenza all’aumento del numero dei positivi".


 


"L’indice Rt in Italia è a 1,7, ancora in crescita, ed è riferito alla scorsa settimana. Tutte le regioni sono sopra il valore Rt 1 e molte anche significativamente sopra, e questo è un elemento importante". Lo ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, nel suo intervento sull’analisi della situazione epidemiologica di Covid-19 in Italia durante la conferenza stampa al ministero della Salute.  "Siamo in una situazione compatibile con lo scenario 3 verso lo scenario 4", ha spiegato segnalando "in alcune regioni il raggiungimento dello scenario 4". Per "contrastare la curva, accanto ai provvedimenti presi dobbiamo lavorare tutti noi per ridurre le aggregazioni".


 


"L’età mediana delle persone che contraggono l’infezione" da coronavirus Sars-CoV-2 "nelle ultime settimane, dopo un periodo di stabilizzazione, è in lieve crescita e questo vuol dire che non si infetta più solo la popolazione giovane, come avveniva durante il mese di agosto (con la settimana di Ferragosto che è stato il picco più basso)", ma il contagio "riguarda un po’ tutte le fasce d’età", ha sottolineato.


 


"Certamente le fasce d’età più colpite sono quelle giovanili - ha precisato - ma progressivamente anche le fasce d’età più anziane cominciano a essere colpite. Cominciamo lentamente a crescere, dunque, e questo ha un significato importante rispetto al potenziale di trasmissione alle persone anziane, che hanno un maggior rischio di mortalità".


 


  


 


 

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