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  • martedì 12 novembre 2019

Strage di Alessandria, fermato il proprietario del cascinale. “Poteva evitare l’esplosione”. Sarebbe una tentata truffa alle assicurazioni”

Ci sarebbe una tentata frode all’assicurazione dietro la strage di Quargnento per la quale i carabinieri hanno fermato la scorsa notte Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina esplosa in cui sono morti tre vigili del fuoco. A darne notizia il procuratore di Alessandria Enrico Cieri nel corso di una conferenza stampa. L’uomo fermato ha confessato, negando però l’intenzione di volere uccidere. La moglie di Giovanni Vincenti è indagata a piede libero, rende noto il procuratore.


Giovanni Vincenti poteva evitare la tragedia. "Era stato informato da un carabiniere che il primo incendio era quasi domato - spiega il magistrato -. Vincenti non ha detto che all’interno della casa c’erano altre cinque bombole che continuavano a far fuoriuscire gas. Era intorno all’1, ci sarebbe stata mezz’ora di tempo per evitare la tragedia".


L’esplosione doveva essere una sola ma un errore nella programmazione del timer, collegato alle bombole del gas, ha provocato la tragedia. "Il timer era stato settato all’1.30 ma accidentalmente c’era anche un settaggio alla mezzanotte. Questo ha portato alla prima modesta esplosione che, ahimè, ha allertato i vigili del fuoco", ha detto Cieri. Vincenti è ritenuto responsabile di disastro doloso, omicidio e lesioni volontarie per l’esplosione che la notte tra il 4 e il 5 novembre ha distrutto un cascinale. "Il risultato operativo c’è stato, ma purtroppo i nostri ragazzi non ci sono più", commentano i vigili del fuoco di Alessandria. "Comunque giustizia comincia a essere fatta", aggiungono a proposito del fermo di Giovanni Vincenti.


 

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