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  • venerdì 5 giugno 2020

Il 23 maggio la protesta dei volontari dei buoni spesa arriva in Campidoglio

 


“Buoni spesa, Buoni a nulla ?La quarantena è finita, l’emergenza sociale no”. Con questo slogan il 23 maggio protesteranno dalle 15in Campidoglio i volontari che in questi mesi di pandemia hanno raccolto fondi e distribuito aiuti alimentari in tutta la Capitale e i loro beneficiari. Bersaglio della protesta la gestione dei buoni spesa da parte della giunta capitolina guidata da Virginia Raggi, definita dalle associazioni “tragica”, e l’insufficiente attenzione del Governo ai più poveri. 


“Il nostro impegno è stato enorme ed ha permesso di tenere insieme comunità sempre più fragili – spiegano i volontari lanciando il presidio -. In tutta la città associazioni, movimenti, centri sociali ed ONG hanno dato vita ad una enorme rete di solidarietà che si è occupata di distribuire pacchi alimentari e fornire sostegno concreto ad argine del disagio sociale che si sta allargando a macchia d’olio”. 


“Ci troveremo ad affrontare una delle peggiori crisi economiche e sociali di tutti i tempi con un apparato statale lento, macchinoso e farraginoso – denunciano -. Ci aspettiamo risposte che tengano conto principalmente delle cittadine e dei cittadini e non dei profitti e dei capitali, la crisi non possiamo pagarla noi a beneficio dei più ricchi. Le misure introdotte dalle istituzioni sono insufficienti e tardive”. 


“La gestione da parte del Comune di Roma sull’erogazione dei buoni spesa è tragica – attaccano le associazioni -. Si tratta di una misura insufficiente che da decreto sarebbe dovuta arrivare settimane fa e che sarebbe servita a tamponare temporaneamente un bisogno primario: il cibo. Ad oggi il Campidoglio ne ha consegnati una minima parte con criteri che ci sfuggono totalmente, ci siamo trovati a dover sopperire alle mancanze istituzionali fatte di continui ritardi ingiustificabili e bugie a mezzo stampa. Ci siamo presi carico dei nostri quartieri, in piena pandemia abbiamo dovuto portare il cibo a migliaia e migliaia di persone senza avere alcuna sponda istituzionale. Lo Stato non può delegare a noi le sue funzioni, il nostro ruolo in una società sana non è quello di sostituirci al welfare ma di affiancarlo per dare a tutte e tutti una possibilità di riscatto o di miglioramento”. 


“Niente ci fa pensare che la gestione del bonus affitto possa avvenire con modalità differenti, anche in questo caso siamo già in ritardo, questo determinerà sfratti per migliaia di famiglie in una città come quella di Roma in cui il diritto ad avere un tetto sulla testa è sempre subordinato agli interessi economici dei palazzinari”, aggiungono i volontari. 


Sul fronte governativo “la storia non è troppo differente – attaccano le associazioni -: gli ammortizzatori sociali previsti incontrano le stesse lentezze di erogazione. Moltissime persone non hanno ancora ricevuto un euro determinando un generale impoverimento di lavoratrici e lavoratori. Nessun dpcm accenna minimamente alla creazione di un reddito universale, ci si ripara sotto misure temporanee e straordinarie che non contribuiscono alla creazione di un welfare statale serio che metta al centro le persone. La dialettica politica verte sugli aiuti alle grandi aziende e dimentica completamente le fasce della popolazione che si sono trovate impoverite dall’oggi al domani. Questa situazione è una polveriera pronta a far esplodere le tensioni sociali”. 


“Milioni di persone si ritroveranno in una condizione di povertà assoluta e per questo saremo in piazza sabato 23 maggio alle ore 15 in piazza del Campidoglio – concludono -: perché non vogliamo che questa crisi economica e sociale sia pagata come sempre dalle fasce più deboli, perché pretendiamo che le istituzioni a qualsiasi livello introducano risposte veloci ed efficaci per non lasciare indietro nessuno”. 


 

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