Serie C: Pro Piacenza in 7 uomini, perde 20-0 a Cuneo

Al Paschiero di Cuneo va in scena una delle pagine più tristi e surreali del calcio professionistico italiano. Il Pro Piacenza si è presentato in campo con soli 7 uomini - tutti giovani - e senza staff tecnico (come allenatore è stato indicato uno dei giocatori, il capitano Cirigliano) e dopo 45’ di attesa il match è iniziato (al 15’ della ripresa è poi entrato l’ottavo giocatore). Il Cuneo, che pure ha tutte le sue grane societarie tra penalizzazioni ricevute e in arrivo, ha fatto il suo dovere, scendendo in campo e dopo 25’ era già avanti 10 a 0, ma parlare di calcio diventa davvero difficile in questo teatrino dell’assurdo in scena in una partita di Serie C (il risultato finale sarà poi di 20-0). L’ottavo giocatore, Isufi, è entrato in ritardo perché aveva addirittura dimenticato il documento di identità. Il club emiliano ha dapprima tentato la via dell’autocertificazione, poi ha risolto il problema grazie al padre del giocatore, che ha recuperato il documento. Il Pro Piacenza, che aveva già saltato tre partite nel girone A della Serie C e aveva subito varie penalizzazioni per stipendi e contributi non pagati ai tesserati, era a rischio esclusione se avesse mancato anche il quarto appuntamento. Ecco perché da giovedì — giorno in cui la Figc ha dato l’ok alla ripresa delle partite del club — è iniziata una rocambolesca corsa contro il tempo per arrivare a un numero minimo di tesseramenti che consentisse al Pro di scendere in campo. Si è arrivati così al vergognoso epilogo di Cuneo.



Napoli Toro finisce 0-0, la Juve si allontana

La Juventus ringrazia i ’cugini’ del Torino e chiude virtualmente il campionato. Il pareggio (0-0) al San Paolo del Napoli con i granata, allunga a 13 lunghezze il vantaggio in classifica dei bianconeri e li tranquillizza definitivamente in vista di un finale di stagione che appare ormai scontato. Il Napoli, incerottato per i troppi infortuni e indebolito dalle partenze sul mercato invernale, non riesce a chiudere una partita per lunghi tratti dominata. Il Torino ha il merito di difendersi sempre con ordine e vigore e nel finale arriva anche a sfiorare la vittoria. Ancelotti schiera la migliore squadra disponibile, dimostrando in tal modo di non voler abbandonare le ultime velleità di rincorsa alla Juventus, quantomeno prima dello scontro diretto al San Paolo di inizio marzo. In questa decisione il tecnico dei partenopei è evidentemente favorito dal risultato d’andata della sfida di Europa League. Nel ritorno che si giocherà giovedì prossimo al San Paolo sarà presumibilmente invogliato a utilizzare di più le seconde linee, perché la qualificazione non dovrebbe essere in ogni caso a rischio. Mazzarri ricorre al consueto modulo del 3-5-2, rivisitato in maniera leggermente più prudente solo per quel che riguarda Berenguer che gioca a supporto di Belotti, ma non lo affianca mai nella profondità. Ovviamente De Silvestri a destra e Aina a sinistra si trasformano da centrocampisti in difensori aggiunti, dando vita a una linea a cinque, ogni volta che il Napoli si affaccia nella metà campo dei granata. "Sono dispiaciuto per il risultato, ma non certo deluso dal gioco espresso dalla squadra. Stasera ci è mancato solo il gol, come ci era mancato contro la Fiorentina, a Firenze. Se la squadra gioca così, allora non posso dire che non ci sia stata cattiveria. Abbiamo tirato 20 volte in porta e questo la dice lunga". Così Carlo Ancelotti commenta, a Sky Sport, lo 0-0 fra Napoli e Torino. L’allenatore della squadra partenopea si arrabbia se gli fanno notare che la ’sua’ squadra non gioca bene. "Sfido chiunque a dire che il Napoli non sta giocando bene. Ci è mancato solo il gol. Siamo nella terra di mezza della classifica? Non direi proprio, siamo messi bene e il gioco di stasera lo conferma", aggiunge Ancelotti."Sono molto soddisfatto da questo pareggio, perché lo abbiamo ottenuto con un una squadra fortissima, sotto ogni punto di vista: il Napoli ha forza fisica, tecnicamente sono strepitosi, sono rimasto impressionato da loro. Da quando c’ero io sono cambiate tante cose. Sono contento anche per la prova del Torino, che ha retto bene l’impatto, mi dispiace che Aina abbia sprecato quell’occasione". Così Walter Mazzarri, allenatore del Torino, commenta a Sky Sport lo 0-0 ottenuto sul campo del Napoli. "In questi anni il Napoli ha allestito una squadra fortissima, è stato l’unica a metterci davvero in difficoltà sul piano fisico - aggiunge Mazzarri -: basti pensare che uno come Rincon, fortissimo, si è trovato in difficoltà con un avversario come Allan".



L’Inter batte la Samp e allontana le critiche

L’Inter batte la Sampdoria, trova il terzo successo consecutivo in otto giorni, e dimostra ancora di sapere vincere anche senza Mauro Icardi, trascinata dalla prova convincente di Perisic e soprattutto di Nainggolan che torna al gol e regala i tre punti ai compagni di squadra. Gioisce Luciano Spalletti che corre addirittura in campo ad abbracciare il belga. Lo ha fortemente voluto la scorsa estate, lo ha scelto come leader e questo gol potrebbe avere molteplici significati: tre punti e soprattutto la svolta, per rilanciare definitivamente la stagione finora deludente dell’ex romanista. Per la seconda partita consecutiva l’Inter deve fare a meno di Icardi. L’argentino lamenta un problema al ginocchio e non viene convocato ma si presenta insieme alla moglie Wanda Nara in tribuna. Un segnale distensivo importantissimo per ricucire lo strappo dopo la clamorosa decisione del club di togliere la fascia all’argentino. I tifosi non hanno apprezzato gli enigmatici messaggi di Icardi e quando la coppia viene inquadrata si sentono i fischi dagli spalti. Poi l’attenzione, come giusto che sia, si sposta sul campo e su una partita molto difficile dall’esito quasi mai scontato.



Eni: nel 2018 record di produzione

Eni chiude il 2018 con un utile netto pari a 4.226 milioni di euro, in rialzo del 25% rispetto al 2017, e un utile netto adjusted di 4.592 milioni di euro (+93%). Lo comunica il gruppo petrolifero, aggiungendo che il quarto trimestre 2018 si chiude con un utile netto in calo del 76% a 499 milioni e un utile netto adjusted in crescita del 55% a 1.459 milioni di euro. Il gruppo petrolifero, nell’anno che si è appena chiuso, ha anche registrato il record della produzione di idrocarburi con 1,85 milioni di barili al giorno, in crescita del 2,5% rispetto al 2017 a prezzi costanti. L’a.d., Claudio Descalzi, sottolinea che si tratta della "produzione giornaliera più alta di sempre", aggiungendo che l’Eni ha "raddoppiato il risultato operativo ed il risultato netto in presenza di un prezzo Brent in Euro cresciuto solo del 25% rispetto al 2017".



John Travolta compie 65 anni

Oggi, 18 febbraio, John Travolta compie 65 anni. Ultimo di sei figli nasce a Englewood negli Stati Uniti e, come suggerisce il cognome, ha discendenza italiana, con il nonno paterno originario di Palermo. Nel 1977 raggiunge la fama mondiale con il musical: "La febbre del Sabato sera" nel quale veste i panni dell’immortale Tony Manero. Attore, cantante e ballerino è soprattutto la passione per la danza a farlo emergere e ammirare dal pubblico grazie anche ai primi ruoli al cinema nei quali dà prova del suo talento poliedrico. Travolta entra nella storia del cinema anche per alcuni look indimenticabili legati alla disco dance anni Settanta, nei panni di Tony Manero, e agli anni Cinquanta, interpretando Danny Zuko in Grease, al fianco di Olivia Newton-John. Pur senza aver mai vinto l’Oscar diventa un’icona del cinema destreggiandosi tra personaggi sempre diversi tra loro: dal tassinaro in "Senti chi parla", al sicario in "Pulp Fiction", dal boss mafioso in Gotti (2018), all’avvocato Robert Shapiro nella serie tv che ha incantato l’america: American Crime Story - Il caso O.J. Simpson (2015-2016). Una carriera luminosa nonostante alcune scelte discutibili, come quando rifiuta dei ruoli che hanno poi fatto la fortuna di Richard Gere ("Ufficiale e gentiluomo" e "American Gigolò") e Tom Hanks ("Forrest Gump"). La fortuna lavorativa ha come contraltare una vita privata non sempre facile: nel 1980 perde la compagna Diana Hyland per un cancro al seno e nel 2009 il primo figlio avuto dalla moglie Kelly Preston, Jett, muore per arresto cardiaco durante una vacanza alle Bahamas a soli 16 anni. L’anno successivo la coppia, sposata dal 1991, riesce a ritrovare la serenità grazie alla nascita di Benjamin, il terzo figlio dopo Jett ed Ella Bleu. Oggi lo rivediamo a Sanremo Young accanto ad Antonella Clerici più in carne e senza capelli. Ma la magia è la stessa mentre racconta del ballo alla Casa Bianca assieme a Lady Diana: "Fu un bellissimo incontro. Ricordo una donna timida, elegante, fiduciosa in sé, amabile soprattutto perché aveva la passione di ballare e voleva farlo con me. Ero lusingato, è stata una serata meravigliosa e io mi sono sentito come un principe".



Debutta il canale YouTube di Victoria Beckham

Victoria Beckham ha mostrato la sua ultima collezione all’interno del museo d’arte Tate Britain. Un evento che i fan e il pubblico avranno la possibilità di ammirare totalmente nei prossimi mesi, poiché lo show e la sua preparazione faranno parte della stagione di debutto del canale YouTube personale di Victoria. Non c’è un riferimento diretto a un film in particolare, ma molti film differenti hanno ispirato questa collezione. Ho amato tutto e volevo indossare assolutamente tutto”, ha aggiunto la Beckham, mentre un cameraman di YouTube riprendeva la scena per il canale Web. L’apertura di questo canale dovrebbe essere di forte impatto, dal momento che questa è stata una delle migliori collezioni mai realizzate dalla Beckham. La designer ha lavorato basandosi sulla sua silhouette lunga d’elezione, ma si è anche aperta a nuovi orizzonti con la scelta di linee molto più attente al vestire il corpo. Aggiungendo intelligentemente magliettine aderenti di media lunghezza a tessuti a maglia a contrasto, per un profilo più felino. Un concept visto su diversi straordinari abiti di maglia a contrasto, in una tavolozza colori composta di sfumature di lilla, rosa Ghirlandaio e verde acqua Duncan Grant.



Nessuna tassa federale ad Amazon

Nessuna tassa federale ad Amazon, ma al contrario, ha ricevuto dal governo americano milioni di dollari di rimborsi grazie a sgravi e crediti di imposta. I conti del think tank progressista Institute on Taxation and Economic Policy sul colosso di Jeff Bezos, l’uomo più ricco al mondo, arrivano mentre le polemiche per la ritirata di Amazon da New York non accennano ad allentarsi. "Avrebbe dovuto cercare di convincere i critici" scrive il sindaco di New York, Bill de Blasio, in un editoriale sul New York Times, tornando a esprimersi sulla decisione di Amazon di abbandonare il piano di una sede nella Grande Mela. De Blasio spiega l’opposizione riscontrata da Amazon con la "crescente frustrazione nei confronti di Corporate America", con la "crescente rabbia contro le disuguaglianze economiche non può essere più ignorata". L’analisi di De Blasio non placa le polemiche, con i democratici e il Queens, l’area dove la sede di Amazon sarebbe dovuta sorgere, spaccati. E su un quadro di scetticismo nei confronti del colosso di Bezos arrivano i calcoli dell’Institute on Taxation and Economic Policy. Amazon non ha pagato tasse federali su 11,2 miliardi di dollari di utili nel 2018, ma ha addirittura ricevuto un rimborso d’imposta da 129 milioni di dollari. Questo vuol dire che Amazon di fatto goduto di un’aliquota federale di circa il -1%. E lo scorso anno non è stato un caso isolato: lo stesso è infatti successo nel 2017, quando ha incassato un rimborso di 137 milioni. "Amazon paga tutte le tasse richieste negli Stati Uniti e in ogni Paese in cui opera. Abbiamo investito più di 160 miliardi di dollari negli Stati Uniti dal 2011" afferma Amazon.



E’ morta Lee Radziwill, sorella di Jackie Kennedy Onassis

New York: è morta all’età di 85 anni Lee Radziwill, una delle donne più chic del ventesimo secolo nonchè sorella di Jackie Kennedy che le soffiò l’armatore Aristotele Onassis e i suoi miliardi, non le lasciò nulla alla morte nel 1994, arrivando a sostenere nel testamento che aveva fatto abbastanza in vita per aiutare la sorellina. Per sostenere il suo stile di vita dorato, Lee aveva dovuto lavorare: aveva fatto brevemente (e senza successo) l’attrice, poi la stilista di interni, testimonial di brand, coordinatrice di eventi speciali per Giorgio Armani. Tre mariti e altrettanti divorzi: Stanislaw Albrecht Radziwill, principe polacco e secondo consorte dopo l’executive dell’editoria Michael Canfield e prima del regista Herb Ross, nel 1959 l’aveva fatta diventare principessa. Nel mondo di Lee Radziwill c’erano tanti amici celebri: da Truman Capote a Cecil Beaton, Rudolf Nureyev, Leonard Bernstein e Andy Warhol, che la ritrasse e le affittò la tenuta di Montauk, a Long Island, dopo la separazione dal principe. Lee, che 1972 aveva seguito i Rolling Stones nel tour americano, viveva in stile jet set al di sopra delle sue condizioni finanziarie. Ciononostante, era sempre impeccabile, vestita da sarti famosi come Givenchy, Courrèges, Halston, Armani e, da ultimi, Marc Jacobs e Michael Kors. Entrata nel 1994 nella Hall of Fame delle "Best Dressed", nel 2016 era stata fotografata alla sfilata di Giambattista Valli a Parigi: giacca Moncler bianca, pochette Azzedine Alaïa, "semplici pantaloni neri Armani" di cui, aveva detto, "ne ho a centinaia", ai piedi le Tod’s di vernice nera. Al di là dell’innata eleganza, era la relazione complicata con Jackie che aveva fatto la gioia dei tabloid: Jackie era stata sempre avanti a Lee fin da quando erano ragazzine al collegio solo femminile di Miss Porter, in Connecticut, poi dopo essere rimasta vedova di JFK, soffiandole il flirt con Onassis.



Ermenegildo Zegna apre un nuovo store a New York

Ermenegildo Zegna inaugura un nuovo store a New York all’interno dell’iconico Crown Building, sulla 57esima strada. Lo spazio si sviluppa su tre livelli per una superficie commerciale complessiva di 660 mq. e prende il posto dello store di Zegna, in chiusura a fine mese, sulla Fifth Avenue. Il global store porta la firma dell’architetto di fama mondiale e partner di lunga data del brand, Peter Marino, che ha progettato una facciata composta da fili metallici che rimandano all’incrocio di trama e ordito, il processo alla base della trasformazione della materia prima in tessuto. Nel negozio è presente un’innovativa installazione destinata a cambiare nel corso dell’anno seguendo i focus di stagione e creando così un fil rouge tra le vetrine esterne e i display posti all’interno. Il gruppo biellese, fondato nel 1910 a Trivero, sulle Alpi Biellesi, ha chiuso il 2017 con vendite per 1,183 miliardi di euro, un utile netto a 32,8 milioni di euro e un EBITDA pari a 142 milioni di euro.


Alexander Lacik nuovo CEO di Pandora

Alexander Lacik sarà il nuovo CEO di Pandora: con il suo arrivo, specialista in crescita e costruzione di brand in player globali di beni di consumo, completeranno l’executive management team dell’azienda Anders Boyer, in qualità di CFO, e Jeremy Schwartz, nel ruolo di COO. Dopo 13 anni da Procter & Gamble, dove ha ricoperto diversi ruoli dal beauty care alle vendite, nel 2004, Lacik è stato nominato general manager di Reckitt Benckiser. Negli ultimi 5 anni presso RB ha gestito il business aziendale in Nord America da oltre 3,5 miliardi di dollari. Dopo numerose esperienze all’estero, il manager, 54 anni, è tornato a vivere in Svezia, dove conseguì la laurea, presso l’Università di Växjö, in Business Administration. Nel 2017 ha assunto il ruolo di CEO ad interim presso Kasthall Golv & Mattor, mentre dal 2018 è amministratore delegato di Brittax Ltd. La sua esperienza comprovata come consumer marketer e brand architect aiuterà l’esecuzione del programma di rilancio di Pandora, che ha chiuso il 2018 con un fatturato diminuito su base comparabile (-4%) a 3,05 miliardi di euro e un EBITDA sceso del 12,5% rispetto al 2017 a 994 milioni di euro.



Giano registra un + 20%

Lo storico calzaturificio marchigiano Giano chiude il 2018 con un fatturato di 13,5 milioni di euro, in crescita del 20%. Per Giano il 2019 sarà un “anno di consolidamento ma con un occhio alla crescita”, ha svelato l’imprenditore, “stiamo valutando nuovi progetti, licenze, partnership o anche acquisizioni di marchi, che strizzino l’occhio ai giovani; pensiamo ovviamente all’universo delle sneaker. Comunque, dopo una significativa contrazione dei consumi nel 2018, per quest’anno confermare i numeri dell’anno scorso sarà già un successo”. Il core business dell’azienda sono le collezioni uomo, ma Giano realizza anche le linee donna di La Martina e Woolrich. “Non pensiamo la bambino, è un settore complesso che lasciamo agli specialisti”, prosegue Paniccià. “In futuro, invece, ci potrebbe essere un Giano store con tutti i brand gestiti, magari quando amplieremo ulteriormente il portfolio. Per il momento ci concentriamo sul fare bene quello che sappiamo fare, creando prodotti di qualità e che facciano emozionare il cliente quando li indossa”. Giano realizza il proprio giro d’affari per il 40% all’estero, in particolare in Europa, con Germania in testa, e Medio Oriente.


Il Salone del Mobile al via il 9 aprile 2019

Il Salone del Mobile comincerà il prossimo 9 aprile 2019 presso Fiera Milano a Rho. Le aziende espositrici segneranno una presenza liquida in tutta l’area fieristica, riflettendo in modo autentico la trasformazione sociale dell’area di lavoro in spazio flessibile, permeabile e dinamico, aperto alla condivisione professionale e alla contaminazione con altre attività quotidiane. Sugli oltre 205.000 metri quadrati di superficie netta espositiva saranno 2.350 gli espositori e di questi, 550 i designer del Salone Satellite. Le aziende estere, escluse quelle del Salone Satellite, saranno il 34%. Per Workplace 3.0 saranno oltre 1.300 gli espositori per 149.500 metri quadrati di area; per Euroluce 421 espositori di cui il 48% esteri su oltre 38.100 metri quadrati. La 58esima edizione sarà anche un omaggio al genio di Leonardo da Vinci, "precursore della relazione tra creativo e imprenditore", lo ha definito Luti, che nel 2019 sarà celebrato dalla città di Milano per il cinquantenario della sua morte. "Il Salone del Mobile”, è stato spiegato, “ha scelto di celebrare Leonardo nel cuore di Milano, presso la Conca dell’Incoronata, con un un’installazione di grande qualità e potere evocativo dedicata al suo genio e ai suoi studi sull’acqua".



Louis Vuitton riapre a Bologna

Bologna: Louis Vuitton riapre al pubblico il suo negozio in Galleria Cavour dopo un’importante opera di restyling degli spazi espositivi durata ben 5 mesi. L’ambiente all’interno del negozio trae ispirazione dal design razionalista italiano degli anni ’50. I materiali usati sono molteplici e vanno dai legno con differenti tonalità materiche alla pelle pregiata sulle pareti. L’arte commemorativa svolge un ruolo da protagonista all’interno del flagship bolognese del marchio di casa LVMH, dove è esposta un’opera della serie Earthquake 5.9 dello specialista della lavorazione del marmo Budri, realizzata in collaborazione con la designer spagnola Patrica Urquiola. L’opera è composta da frammenti di marmo e pietre provenienti dalle lastre danneggiate dal sisma che colpì la regione Emilia Romagna nel 2012. ouis Vuitton offre all’interno del suo negozio il servizio di customizzazione “MyLVBelt”. Per la prima volta, nello store bolognese del pellettiere francese sarà infatti possibile personalizzare le cinture maschili con l’incisione delle iniziali e creare fino a 240 combinazioni di pellami preziosi, esotici e fibbie.



Levi Strauss & Co vuole approdare in Borsa

Levi Strauss & Co vuole entrarein Borsa. Il gruppo statunitense ha infatti presentato il suo dossier introduttivo al New York Stock Exchange con il simbolo LEVI. Per il momento, non è stato fissato nessun numero di azioni, né è stato determinato un loro valore unitario. Il gruppo ha solamente presentato un documento che gli permette di pagare le tasse di registrazione, e che calcola in maniera ipotetica l’IPO a 100 milioni di dollari. L’annuncio arriva pochi giorni dopo che la direzione del gruppo ha presentato dei risultati annuali in grande crescita. Infatti, Levi Strauss ha visto crescere le vendite del 14%, a 5,57 miliardi di dollari. Anche se il prezzo delle azioni non è stato ancora fissato, è partita l’operazione di attrazione dei potenziali investitori. Il marchio mette in bella evidenza la propria storia (fondato nel 1853, pioniere del blue jeans nel 1873) e fa ancora affidamento sul suo passato e la sua immagine iconica legata alla storia americana. In particolare, presenta l’evoluzione del proprio modello di business e le prestazioni registrate negli ultimi esercizi. A tal fine, il gruppo americano fornisce alcuni elementi chiarificatori. La sua attività si è internazionalizzata. La percentuale dell’Europa e dell’Asia è passata dal 39% nel 2015 al 45% delle vendite nel 2018. E il suo marchio principale, Levi’s, ha saputo svilupparsi andando al di là della sua categoria regina: il jeans da uomo. Così, i capispalla, che rappresentavano l’11% delle vendite del gruppo nel 2015, l’anno scorso sono valsi il 20% delle stesse. Anche la donna è salita, dal 20% al 29%. Il gruppo tiene a sottolineare che nessuno dei suoi principali clienti multibrand rappresenta più del 10% delle proprie vendite. Tuttavia, i suoi 10 principali clienti multimarca, i grandi magazzini e le catene rappresentano il 27% del suo fatturato. Le vendite dirette ai consumatori pesano il 26% del giro d’affari, con l’e-commerce della casa che rappresenta il 4%. Per quanto riguarda i marchi, Dockers vede ridursi il suo peso nelle vendite del gruppo al 7%, mentre i brand accessibili Denizen e Signature by, vednuti in Nord America, rappresentano il 7% del fatturato.


Bottega Veneta punta ad una crescita nel 2019

Bottega Veneta è in ribasso da tre anni: infatti la griffe italiana ha visto decelerare il calo delle vendite nel quarto trimestre del 2018, a -3%. Mentre le vendite sono diminuite del 4% nella rete di negozi diretti del marchio, rappresentando l’82% del volume d’affari totale, quelle all’ingrosso sono invece cresciute del 2%, grazie ad una riorganizzazione della rete basata sui “partner più qualitativi”. Bottega Veneta è entrata in una nuova fase del suo riposizionamento nel 2018 con la nomina del direttore artistico Daniel Lee in giugno. In questo contesto di transizione, il marchio ha registrato un esercizio in chiaroscuro, con un fatturato di 1,109 miliardi di euro, in calo del 5,7% a dati pubblicati e del 3,4% in comparabile”, riassume il direttore finanziario di Kering, Jean-Marc Duplaix, in occasione della presentazione dei risultati annuali del gruppo. Il brand, conosciuto soprattutto per il suo know-how nella pelletteria, in particolare per le borse “intrecciate”, ha perso terreno soprattutto nei suoi negozi in proprio, che sono 279, dove le vendite sono calate del 5% nel 2018, ma sono crollate di un -12% nell’Europa occidentale. Colpita dal calo della spesa turistica in Europa, che pesa per il 28% sul proprio fatturato complessivo, la casa di moda non ha potuto compensare con le prestazioni in altre regioni, essendo presente soprattutto nell’Asia-Pacifico (39% delle vendite), in Giappone (16%) e negli Stati Uniti (11%). L’utile operativo corrente dello scorso anno si è stabilito a 242 milioni di euro (-17,7%), la redditività è arrivata al 21,8%. Questa diminuzione risulta dall’aumento dei costi operativi legati alle iniziative per rilanciare il marchio, attraverso investimenti sostenuti soprattutto nei negozi di proprietà e volti a migliorare l’esperienza cliente e la visibilità dell’etichetta con nuove location, rinnovamenti e aperture prestigiose, come il flagship di sei piani e 800 metri quadrati che è stato inaugurato in dicembre al numéro 5-6-1 di Ginza Chuo-Ku, a Tokyo.



Igea Virtus, toccato il fondo

Dopo lo 0-0 interno contro la Nocerina, l‘Igea Virtus, sembra essere veramente in difficoltà come conferma lo stesso allenatore, Francesco Arcidiaco: “Avevamo preparato bene la gara, abbiamo sbagliato le verticalizzazioni. Non riusciamo a essere cinici, ci servivano punti per classifica e morale. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità, i problemi stanno diventando macigni. L’aspetto mentale ci crea difficoltà, non sappiamo al momento come sistemare la situazione. Mancano dieci gare, facciamo più punti possibili, dovesse riuscirci l’impresa sarebbe un miracolo”. Una situazione alla quale il gruppo e la società, devono porre rimedio, prima che questi singoli episodi divenuti macigni, non facciano scatenare una frana inarrestabile alla quale sarebbe difficile porre un rimedio, prima di terminare il tutto con un cumulo di macerie.



Il Pilone di Messina, una tra le strutture in ferro più alte d’Europa

Chiunque almeno una volta, passando da Torre Faro e osservando il traliccio siciliano, avrà pensato al “Pilone” come la Tour Eiffel siciliana. Proprio per questo motivo, svariati giornali scientifici si sono soffermati su quali siano le strutture in ferro più alte d’Europa, incuriosite da questa struttura che sovrasta lo stretto di Messina. La scoperta fatta con stupore di molti, ha portato risultati inaspettati, ascrivendo il Pilone al quarto posto della graduatoria, con i suoi 235 metri di altezza (comprensivi della base). Il primo posto, a sorpresa, invece è del cugino calabrese, se così si può dire, il traliccio gemello del Pilone, pur avendo un’altezza uguale, cambia il basamento e il promontorio su cui esso sorge. Raggiunge soltanto il terzo posto l’Antenna RAI di Caltanissetta che, con i suoi 289 metri, sarebbe in effetti la torre in ferro più alta d’Italia. Ciò non contrasta, comunque, con il primato del Pilone di Scilla che, con i suoi circa 400 metri s.l.m., svetta persino sulla Tour Eiffel di un centinaio di metri (300 metri s.l.m.). Naturalmente rispetto alla spettacolare torre francese, differente la funzione e lo sfruttamento che ne stato fatto, i Piloni dello Stretto infatti furono dismessi all’inizio degli anni ‘90, quando venne completata l’opera di demolizione dei conduttori che attraversavano lo Stretto. Già nel 1985, infatti, era entrato in esercizio il nuovo collegamento elettrico sottomarino. Pur non avendo più alcuna funzione pratica, i piloni non furono abbattuti, e oggi rappresentano un’attrazione turistica dello Stretto.


Arrestati i genitori dell’ex premier Matteo Renzi

L’inchiesta della procura di Firenze, che ha portato ai domiciliari i genitori di Matteo Renzi, racconta vita, morte e acrobazie fiscali di almeno tre “bare”. La Delivery Service Italia, la Europe Service e la Marmodiv, che servivano alla Eventi 6 di Tiziano Renzi e Laura Bovoli per avere lavoratori senza dover versare loro i contributi. Un’inchiesta questa che parte da lontano, dal 2009, con la cooperativa Delivery Service Italia di cui Tiziano Renzi e Laura “Lalla” Bovoli, sono stati secondo i pm “amministratori di fatto” fino al 30 giugno 2010. In realtà la Delivery “è stata in regola solo per il primo anno di esercizio”. Nel 2010 è stata sommersa dai debiti. Nel 2011 ha chiuso. La Guardia di Finanza ha ricostruito due “evasioni contributive”, una di 287.131 euro per il 2010 e un’altra di 332.131. Risultano poi multe per violazioni della normativa sul lavoro, dovute “all’accertamento di lavoratori al nero”. Di fronte a una situazione tanto compromessa, la signora Bovoli spiegò in azienda la necessità di aprire un’altra cooperativa «per cercare di guadagnare qualcosa in più». L’episodio è tutto in una email di Lalla al marito. «L’unica cosa che salvaguarda la coop è andare subito a dare gli stipendi e a far firmare contemporaneamente le dimissioni a tutti. Poi la nuova cooperativa, sommersa dalle consegne di vino e volantini, sarà costretta a riassumerli subito». È lo stesso Tiziano Renzi attraverso un’altra mail inviata alla moglie e al genero Andrea Conticini (coinvolto in un’altra indagine per alcuni fondi versati da associazioni umanitarie alla sua Play Therapy Africa, ndr) a spiegare nel dettaglio il Metodo con il quale la loro cooperativa Eventi 6 faceva utili. L’oggetto della lettera è il “contratto per il 10 per cento a todobien”. Scrive il padre di Matteo Renzi: «Occorre predisporre un contratto che preveda questo compenso in base a un lavoro potenzialmente contestabile, anche se il contratto deve essere apparentemente non punitivo.



Basket A2. Benfapp C.d’Orlando, a Roma assalto alla capolista Virtus.

Si è svolta , presso la sala Stampa “Daniele Di Noto” del PalaSikeliArchivi, la conferenza stampa di coach Marco Sodini in vista della trasferta contro la Virtus Roma, valevole per la 22a giornata del campionato di LNP Serie A2 Old Wild West. Palla a due prevista per martedì 19 febbraio alle ore 18.00 al Palazzo dello Sport di Roma. «Giochiamo di martedì, sarà una gara tosta perché andremo ad affrontare la squadra più forte del campionato, quella che è stata più equilibrata nel corso del torneo. La formazione che è riuscita a vincere anche nelle difficoltà, come ad esempio nell’ultima gara contro Casale dove, nonostante si trovasse sotto di 5 punti a 35″ dalla fine, si è imposta con un canestro da tre punti allo scadere di Saccaggi. Sono profondi, talentuosi, con una grande struttura e sono allenati da Piero Bucchi che ha più di 600 partite in Serie A alle spalle. Quintetto con Moore, Chessa, Santiangeli, Landi e Sims, rotazione dei lunghi a tre, con Alibegovic dalla panchina, che qui giocò una gran partita. Baldasso e Saccaggi ruotano sulle guardie, mentre Sandri sta recuperando da un infortunio. Una squadra che ha alte percentuali e una buona distribuzione di gioco, anche se nella struttura di gioco di Bucchi la palla va dentro da Sims tantissime volte. La chiave sarà riuscire ad arginarlo. Vogliamo andare a Roma senza criterio, andando ad aggredire la partita. Si potrebbe pensare che non abbiamo niente da perdere, ma non è così, perché io penso che siamo pronti per competere ad alto livello. La sconfitta dell’andata è una di quelle che mi ha dato più l’amaro in bocca, non per come è maturata, ma per essere stata forse l’ultima di quella serie di partite in cui noi avevamo un approccio difensivo che era permissivo nei confronti degli avversari. Voglio personalità, la crescita delle ultime partite di Laganà, la consistenza di Lucarelli, che ha un piccolo infortunio e vedremo se sarà in grado di giocare martedì, ma soprattutto la crescita collettiva del gruppo mi fa pensare che siamo pronti a giocare una partita di sostanza. “Notte di carnevale”, quadro del 2003, di Sandro Luporini, pittore viareggino ancora in vita, esponente della meta-cosa. E’ ricordato soprattutto per essere il paroliere di Giorgio Gaber, ma è stato anche un giocatore di basket di altissimo livello negli anni ’50, vincendo anche uno scudetto a Viareggio. Mi piace questo quadro perché, in un paesaggio nebbioso, si distinguono i colori delle maschere. Ma contrariamente a quanto si possa pensare, a Carnevale le maschere si tolgono, è il momento di far vedere la nostra vera faccia. Tutti sono stati vicini alla crescita di questo gruppo e chi aveva delle perplessità ad inizio anno aveva ragione ad averle. Ma dopo venti partite questi ragazzi hanno dimostrato di saper stare in serie A2, in una squadra che sta lottando per i playoff e che oggi è terza in classifica. Siamo una squadra che gioca insieme, che sa soffrire, che aspetta i propri campioni nel momento in cui bisogna farlo. Quindi togliamoci la maschera, cerchiamo di essere consapevoli di quello che siamo e così andiamo a giocare a Roma, come a Carnevale. Siamo una squadra che onestamente sta cercando di vincere tutte le partite. Vincendo e magari ribaltando la differenza canestri potremmo riaprire il discorso del primo posto, non solo per noi ma per tutti. È il momento di stare concentrati, perché adesso si presenta la stanchezza di tutta la stagione, mentale e fisica. A Bergamo siamo stati capace di giocare bene nel primo tempo, di soffrire, gestire e di aspettare Brandon Triche nel finale. Non possiamo fare tabelle di marcia, ma è vero che sappiamo, dopo Roma, di essere forti delle 5 partite in casa delle prossime 8 . Non possiamo andare a Roma e fare il primo tempo dal punto di vista difensivo che abbiamo fatto a Bergamo. Se Roma va avanti di 10 poi facciamo fatica a riprenderli. Ma abbiamo dimostrato che abbiamo capacità di restare in partita anche senza cominciare benissimo. Noi vogliamo restare aggrappati alla gara di Roma e poi mettere capire se c’è modo di mettere dei sassolini nel loro ingranaggio.»



Giovanili. Camaro juniores rullo compressore, nove su nove: 5-2 all’Atletico Messina

L’ennesima vittoria, la nona in nove gare con i tre punti in palio, consente alla formazione Juniores del Camaro di arrivare ad un passo dalla certezza di chiudere al primo posto per il secondo anno consecutivo nel proprio girone di competenza. Anche al “Bonanno” la squadra di Filippo Romeo si conferma insuperabile e porta a casa il successo con un netto 5-2 sui padroni di casa dell’Atletico Messina. I neroverdi partono subito forte e al 4′ sono già in vantaggio: Giovanni De Marco, tornato dopo la squalifica, mette al centro dalla sinistra per l’incornata vincente di Costa che firma lo 0-1. Al 7′ il Camaro sfiora il raddoppio ma il sinistro di Giovanni De Marco passa a pochi centimetri dal palo. L’Atletico Messina reagisce e all’11’, complice una disattenzione difensiva, Minutoli si invola, presentandosi a tu per tu con il portiere ospite Forestieri e trafiggendolo con un preciso destro sotto la traversa: 1-1. Muscarà e compagni, però, non ci stanno, e quattro minuti più tardi tornano avanti: azione sulla destra di Giuseppe De Marco, che salta un difensore servendo Costa, bravo a incrociare subito con il destro beffando l’estremo difensore Merlino e firmando la doppietta personale. Passano appena trenta secondi e i neroverdi quasi segnano il tris, grazie alla bella azione personale di Giovanni De Marco, che recupera palla e fa partire un bolide dai venti metri alto di un soffio. Lo stesso De Marco al 16′ combina sull’out sinistro con Spoto e calcia da buona posizione non trovando la porta. Il Camaro è scatenato e al 18′ crea ancora un pericolo quando Giovanni De Marco imbuca per Pantano, chiuso in uscita bassa da Merlino. La squadra di casa, però, tra il 20′ e il 22′ si fa vedere per due volte dalle parti di Forestieri, bravo prima a respingere sul sinistro ravvicinato di Leanza e poi a neutralizzare il piazzato dal lato corto dell’area di rigore di Costantino. Scampati i pericoli, il Camaro riprende in mano le redini del gioco e, dopo il tentativo di Bonasera al 38′ direttamente su calcio di punizione respinto da Merlino, al 43′ trova il tris, ancora con Costa, lanciato a tu per tu da Pantano e freddo nel battere il portiere in uscita. Il primo tempo si chiude sul 3-1 in favore del Camaro grazie alla tripletta di Antonino Costa. Nella ripresa, ancora al 4′, i neroverdi passano: stavolta è D’Amico a trovare il gol con una precisa incornata su angolo dalla sinistra di Bonasera. Il punteggio di 1-4 rischia di cambiare ancora all’8′, ma Merlino è bravo a respingere prima sul sinistro potente di D’Amico da posizione defilata e poi sul seguente mancino ravvicinato di Pantano. Sul seguente angolo Bonasera trova ancora D’Amico, ma stavolta il colpo di testa dell’attacante sfiora l’incrocio e termina sul fondo. Al 9′ l’Atletico Messina accorcia il parziale: palla in verticale per Minutoli, che vede uscire Forestieri e lo supera con un preciso pallonetto per il 2-4. La gara continua a regalare emozioni e Giovanni De Marco già al 20′ sfiora il quinto gol ospite calciando di prima intenzione di destro su cross del fratello Giuseppe ma non trovando la porta. Al 22′ la cinquina diventa realtà quando il neo-entrato De Luca serve in area di tacco Costa, preciso nel piazzare la sfera nell’angolo più lontano segnando il quarto gol personale e il 5-2 del Camaro. Ma le squadre non si fermano e i ragazzi di Romeo sfiorano la sesta rete prima al 26′ con la splendida rovesciata di Giovanni De Marco fuori di poco, poi al 27′ con il mancino di D’Amico troppo largo, e infine al 30′ con la conclusione al volo potente di De Luca respinta da Merlino. L’occasione migliore, però, la crea il neo-entrato Morabito, che cerca la porta direttamente da calcio d’angolo e centra il palo esterno, sfiorando un gol che avrebbe bissato la gemma già mostrata sul campo della Meridiana e valsa tre punti per gli Under 17 regionali. Nel finale, ghiotta chance anche per Rando, che al 44′ tutto solo calcia alto al volo su lancio dalle retrovie. Termina 2-5, il Camaro continua a vincere e il primo posto matematico nel girone sembra ormai una formalità. La squadra di Romeo lunedì prossimo ospiterà al “Despar Stadium” il Città di Messina, formazione “fuori classifica”.