Amazon amplia il suo servizio Prime Now

Al via il programma ’Start-up e piccoli produttori’ per Amazon Prime Now. Si tratta di una iniziativa per le aziende dell’agroalimentare nate da non più di 5 anni, con un fatturato inferiore ai 10 milioni di euro e che vendono solo prodotti al 100% in Italia. Il programma permetterà alle piccole aziende italiane di far conoscere le loro eccellenze alimentari ai clienti Prime di Milano, usufruendo del servizio di consegna in un’ora o in finestre a scelta di due ore, sette giorni su sette. Tra le aziende che partecipano, la pugliese Frantoio Muraglia, la torrefazione siciliana Morettino o il produttore di cioccolato di Modica Sabadì.



Riparte il progetto #Mercedesvivaio

E’ ripartito anche nel 2019 il progetto #MercedesVivaio che permetterà a Mercedes-Benz Italia e alla neonata Mercedes-Benz Trucks Italia di garantirsi risorse selezionate in un arco temporale di 2 anni. Questo per rispondere in maniera continuativa alle richieste dei dealer. Da questa edizione cambia anche il processo di formazione che prenderà il via solo dopo la selezione e l’inserimento in azienda da parte del dealer. Queste nuove regole permetteranno a 240 neodiplomati e neolaureati, tra i 18 e i 26 anni, di entrare nel mondo della Casa di Stoccarda. Il programma di formazione prevede specifici moduli dedicati al mondo dell’elettrico e alla digitalizzazione. Come al solito ai partecipanti verranno richieste passione, talento e motivazione. Sul sito ufficiale è già possibile accedere alla selezione. Nel giro di 2 anni #MercedesVivaio ha permesso ad oltre 280 neodiplomati e neolaureati di entrare nel mondo del lavoro attraverso la rete di dealer italiani della Stella. Queste le parole di Udo Herbert, Direttore Customer Services Mercedes-Benz Cars Italia and Head of Training Academy: “Il mondo dell’auto in continua evoluzione, insieme a nuove tecnologie ed esigenze di mobilità richiedono figure professionali in grado di esprimere competenze innovative e sempre più ampie in ogni settore, dalla consulenza alla vendita, all’assistenza in post-vendita. Per rispondere in maniera pronta ed efficace al continuo mutamento degli scenari del mercato, anche #MercedesVivaio cambia, a partire dalla durata, che estende il ciclo a 2 anni, in modo da garantire ai nostri dealer un bacino sempre aperto, da cui attingere le migliori risorse”.



Nuovo restyling per la Mercedes Classe V

Nuovo restyling per la Mercedes Classe V, arrivata ora alla 4^ generazione. Sempre lussuosa e con un design più dinamico. La monovolume capace di ospitare fino a 8 passeggeri è stata oggetto nel 2019 di un restyling che ne valorizza la qualità percepita, il livello di comfort, i sistemi di sicurezza e quelli di assistenza. A godere dell’upgrade sono anche gli autocaravan e i veicoli di dimensioni compatte come il Mercedes Marco Polo e il Marco Polo Horizon. Sempre a Stoccarda si è parlato di futuro, con un prototipo di veicolo in grado di interagire con i pedoni circostanti e con la preview di una monovolume 100% elettrica. Classe V in Italia nel 2018 ha venduto oltre 1.300 unità, issandosi al primo posto nel proprio segmento. Dal lancio della nuova ‘V’ avvenuto nel 2014 sono stati rilasciati in totale 5.500 esemplari. Trattandosi di una monovolume non possiamo che partire dalle dimensioni. La nuova Classe V offre 3 misure di lunghezza differenti. La versione ‘Compact’ è lunga 4,8 metri, la versione ‘Long’ raggiunge i 5,1 metri, mentre la ‘Extralong’ è lunga 5,3 metri. Sono 3 anche gli allestimenti: dopo la versione di ingresso, si sale con la Classe V ‘Avangarde’, ‘Exclusive’ e ‘AMG’. Stessa divisione anche per la Mercedes Marco Polo.



Nuovo Toyota Tacoma

Il Toyota Tacoma il prossimo anno sarà rinnovato con un nuovo restyling: è un pick-up giapponese assemblato da sempre negli USA il cui primo modello ha debuttato più di 20 anni fa, nel 1995, e fin da subito è diventato il bestseller nel suo segmento. Un segmento secondario rispetto a quello del pick-up più grandi, che sono in assoluto i veicoli più venduti negli States. Le novità introdotte sul Toyota Tacoma restyling 2020 riguardano lo stile e i contenuti. Per quanto riguarda le modifiche esterne, troviamo una griglia ridisegnata e dei nuovi cerchi in lega. Il costruttore giapponese si è ispirato al design dei leggendari camion da gara del deserto marchiati Toyota. Gli interni guadagnano una bella iniezione di tecnologia, con uno schermo da 7 pollici (8 pollici sulle versioni top di gamma) del nuovo sistema multimediale, che supporta AppleCar Play, Android Auto e Amazon Alexa. Inoltre è ora disponibile un sistema di telecamere per migliorare la visibilità durante le manovre (Panoramic View Monitor), ed è stato introdotto un nuovo sedile per il conducente conducente – a regolazione elettrica su alcune versioni – con supporto lombare.



Futuro in MLS per Giuseppe Rossi?

Federico Pastorello ha rilasciato dichiarazioni riguardanti il futuro di Giuseppe Rossi, che in attesa di una nuova sistemazione si sta allenando col Manchester United : "Ha ricevuto varie offerte negli ultimi mesi, è alla ricerca di un’opportunità che possa rappresentare un progetto di almeno 2 anni. Dall’Europa sono arrivate offerte ma non dai club che avrebbe voluto. Ora valutiamo le proposte fuori dall’Europa, a giorni potrebbero esserci novità. Valutiamo in modo particolare la Mls. Fortunatamente l’ultimo infortunio grave risale a 3 anni e mezzo fa, dal punto di vista medico ha recuperato al 100%. È stato martoriato in passato, ma atleticamente ora sta davvero bene. Mi spiace che nessuno gli abbia dato un’opportunità, avrebbe risposto con voglia e qualità".



Il Cagliari acquisisce Alberto Cerri dalla Juventus

Alberto Cerri è ufficialmente un giocatore di proprietà del Cagliari: "Juventus Football Club S.p.A. comunica che, a seguito del verificarsi delle prestabilite condizioni contrattuali, è scattato l’obbligo di acquisizione a titolo definitivo da parte della società Cagliari Calcio S.p.A. del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Alberto Cerri a fronte di un corrispettivo di € 9 milioni pagabile nei prossimi tre esercizi. Tale operazione genera un effetto economico positivo di circa € 8,4 milioni".



Sannino è il nuovo allenatore del Novara

Giuseppe Sannino sarà il nuovo allenatore del Novara Calcio: sostituisce l’esonerato William Viali. In una nota il club piemontese comunica di "aver raggiunto l’accordo per l’affidamento della guida tecnica della prima squadra a Giuseppe Sannino. La famiglia azzurra accoglie con piacere ed entusiasmo il nuovo mister e il suo collaboratore tecnico Stefano Albertoli". Sannino si è legato al club azzurro fino al 30 giugno 2019. Il club piemontese, militante in Serie C, ha comunicato l’interruzione della collaborazione professionale con l’allenatore precedente William Viali. La squadra è attualmente decima con 35 punti realizzati in 26 giornate.



E’ morto il compositore Michel Legrand

Parigi: è morto all’età di 86 anni il compositore e jazzista Michel Legrand. All’età di 22 anni il suo primo album, "I Love Paris", divenne uno dei dischi strumentali più venduti mai pubblicati. Legrand era un pianista jazz e classico virtuoso e un abile arrangiatore e direttore d’orchestra che si è esibito con orchestre in tutto il mondo. Nel corso della sua carriera ha composto più di duecento colonne sonore per film e televisione e diversi musical e ha registrato oltre un centinaio di album. Ha vinto due volte l’Oscar per la migliore colonna sonora: nel 1969 con "Il caso Thomas Crown" di Norman Jewison e nel 1984 con "Yentl" di Barbra Streisand, meritandosi inoltre numerose nominations, a partire da quella per le musiche di "Les parapluies de Cherbourg" (1964) di Jacques Demy. Nel 1972 ha invece vinto la statuetta con "Quell’estate del ’42" di Robert Mulligan.



E’ morto Giuseppe Zamberletti, papà della protezione civile in Italia

Giuseppe Zamberletti, padre della protezione civile in Italia, è morto all’età di 85 anni a Varese. "Oggi la Protezione civile non perde solo il suo fondatore ma anche un amico, un maestro, una guida. Questo è stato in questi anni per tutti noi e per i tanti volontari italiani". Così lo ricorda il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. Zamberletti, eletto deputato nel 1968 ed a lungo parlamentare della Democrazia Cristiana, fu nominato Commissario straordinario in occasione del terremoti nel Friuli del 1976 e poi di quello in Campania e Basilicata del 1980, e divenne ministro per il coordinamento della Protezione civile nel 1981.



Più di 100 miliardi di messaggi al giorno tra Whatsapp e Messenger

Sono più di 100 miliardi i messaggi che ogni giorno vengono scambiati sulle due piattaforme Whatsapp e Messenger. Facebook sta lavorando per integrare Messenger, Whatsapp e Instagram, in modo tale da permettere agli utenti di scambiarsi messaggi da un’app all’altra. "Abbiamo visto un trend negli ultimi mesi legato al fatto che la messaggistica è sempre più usata e sempre più al centro delle piattaforme”, spiega Bononcini. “Stiamo riflettendo sullo scambio potenziale e l’interoperabilità e stiamo studiando la possibilità di estendere la crittografia di WhatsApp a Messenger”, aggiunge. Infine, la responsabile ha voluto sottolineare che, su ordine dei Garanti della Ue, è stata interrotta l’integrazione tra il social network e Whatsapp per finalità pubblicitarie, ponendo fine allo scambio di informazioni tra i due portali a fini di advertising.


Il Cornetto Algida compie 60 anni

Il Cornetto Algida compie 60 anni: fu infatti ideato da un gelataio di Napoli e si è poi diffuso in gran parte del mondo grazie alla sua cialda croccante, con la punta di cioccolato e ripiena di gelato alla crema di latte e ricoperta da una granella di nocciole. A lanciarlo fu Spica un gelataio di Napoli. Il segreto pare sia la croccantezza “L’invenzione - si legge sulla Treccani - consiste in uno strato di olio, zucchero e cioccolato che isoli la cialda dal gelato, permettendole di non ammorbidirsi eccessivamente al contatto con esso”. L’Algida fu fondata a Roma, nella zona del Prenestino, nel 1945, da tre ingegneri slavi che avevano acquistato dagli Stati Uniti il brevetto per la produzione del gelato industriale. In seguito, la produzione è stata trasferita a Napoli. Nel 1976, Unilever che nel frattempo ne aveva acquistato il brevetto, iniziò a commercializzare il Cornetto con il marchio Algida in tutto il mondo.



Emma Marrone canta a Eboli e grida il dissenso contro la chiusura dei porti

Emma Marone canta a Eboli. Per vederla, lunedì 19, arrivano i fan da tutta la Campania, dalla Puglia, dalla Calabria. Il Palasele è tutto esaurito, con sostenitori felici e in delirio. Ma la cantante salentina spiazza tutti e dal palco grida: "Aprite i porti". Il pubblico applaude, ma quando lei, ieri sera, pubblica le foto del concerto sulla pagina Facebook, tra cuoricini e dichiarazioni d’amore, partono gli attacchi e gli insulti: "Apri la porta di casa tua", "Stai zitta". L’artista, nota per il suo impegno sociale (ultimamente ha prestato il suo volto anche alla campagna della Fondazione Umberto Veronesi contro il cancro) usa il palco per lanciare un messaggio contro Matteo Salvini, ribaltando lo storico slogan del titolare del Viminale, "Chiudiamo i porti". E, prima di andar via, Emma Marrone saluta il pubblico di Eboli dicendo: “Fai bene e dimentica, fai male e pensa”.



Ciclismo, Nibali pronto per il debutto stagionale! Lo Squalo all’UAE Tour prepara il 2019

Domenica 24 febbraio, come riportato da OA Sport, la data del grande ritorno in gara di Vincenzo Nibali che si cimenterà con l’UAE Tour. Lo Squalo è pronto per tornare in scena dopo un lungo inverno in cui si è allenato duramente in vista di una stagione molto intensa e importante per la sua carriera, il mirino è puntato sul Giro d’Italia e sul Tour de France ma ovviamente prima bisognerà scaldare la gamba per trovare il giusto colpo di pedale e farsi trovare pronto quando conterà davvero. Il capitano della Bahrain Merida ha posticipato il proprio esordio stagionale, rinviandolo appunto fino alla fine del mese di febbraio, un’autentica novità rispetto alle annate precedenti: la neonata corsa a tappe in Medio Oriente, una fusione tra il Dubai Tour e l’Abu Dhabi Tour, rappresenta l’occasione perfetta per rimettersi il dorsale e riprendere il feeling col gruppo. Il siciliano sarà atteso da sette tappe di varia natura che gli permetteranno di fare un punto della situazione: spiccano la cronometro a squadre di apertura, la terza frazione con l’arrivo in salita allo Jabel Hafeet (12,5 km al 6% di pendenza media), l’inedito arrivo allo Jebel Jais (20 km in salita). Ovviamente Enzo non dovrà essere competitivo per la classifica in questa gara (tra gli altri vedremo all’opera anche Chris Froome e Alejandro Valverde), l’obiettivo sarà esclusivamente quello di testarsi e di rimettersi in gioco, incominciando al meglio il lungo percorso che lo condurrà alla Corsa Rosa. Il 34enne è reduce da un 2018 particolarmente complicato a causa della rovinosa caduta al Tour de France, si è però prontamente rialzato ed è riuscito a ottenere un fantastico secondo posto al Giro di Lombardia. Sicuramente lo Squalo monterà in sella con grande rabbia e voglia di riscatto, il debutto stagionale sarà importante per prendere le misure e per preparare le Classiche di Primavera che precederanno appunto il Giro d’Italia.



Irritec Costa d’Orlando contro la corazzata Decò Caserta sabato al Pala Valenti

Arriva la capolista del girone D al Pala Valenti. Sabato, alle 18, la Irritec Costa d’Orlando ospiterà, infatti, la Decò Caserta, corazzata che occupa la prima posizione in classifica con 40 punti conquistati sui 44 disponibili. La formazione allenata da Massimiliano Oldoini ha perso soltanto due partite delle 22 giocate. Nello specifico Caserta ha ceduto la posta in palio soltanto alla quinta giornata sul campo della Stella Azzurra (78-74) e alla diciassettesima sul parquet della Luiss Roma per 91 a 78. Una vera e propria corazzata destinata al salto diretto in serie A2. All’andata finì 83 a 71 per Caserta con una super prestazione di Hassan autore di 26 punti. Rimane lui il miglior marcatore dei bianconeri ma il roster è stato costruito per dominare in ogni campo. In casa biancorossa tutti disponibili per coach Condello che ha bisogno di una scossa per uscire da un periodo non proprio felice. I paladini sono infatti reduci da tre sconfitte consecutive rimediate contro Luiss, Napoli e Salerno. Ci vorrà la migliore Costa d’Orlando e l’aiuto di tutti i presenti per avere la meglio della capolista. Palla a due alle 18 di sabato 23 febbraio. Arbitreranno l’incontro Andrea Bernassola di Palestrina (RM) e Gianluca Cassiano di Roma.



Schalke-Manchester City 2-3, cinque minuti di marca blues

Cinque minuti per girare un ottavo di finale, si può sintetizzare con questa frase la capacità dei ragazzi di Guardiola di cambiar le sorti di un incontro che sembrava a sorpresa incanalarsi verso altri lidi. Il Manchester City infatti rischia grosso nella tana dello Schalke 04, annaspa fino all’85’ sotto di un gol e di un uomo, poi si aggrappa alla qualità scintillante dei suoi singoli e a quella tutt’altro che esaltante dei rivali. Una magia di Leroy Sané, appena entrato dalla panchina, e una zampata di Sterling permettono a Pep Guardiola di evitare un ritorno in salita: il 2-3 finale è un’ipoteca sui quarti di finale di Champions, ma quanta fatica per i campioni d’Inghilterra. Guardiola sceglie la difesa a 4 con Fernandinho centrale e Laporte a sinistra, affidandosi al tridente Bernardo Silva-Agüero-Sterling in avanti. Tedesco non ha la minima intenzione di lasciare spazio ai solisti del City e opta per le barricate: Uth isolato in avanti, 5-4-1 con le due linee compatte a protezione dell’area. Gli inglesi prendono da subito in mano il match, Agüero impegna Fährmann con un colpo di testa alzato in angolo. Il primo quarto d’ora è un monologo ma serve un regalo dell’estremo tedesco per permettere agli ospiti di passare. Disimpegno troppo leggero, il tentativo di passaggio verso Sane viene letto da Silva che ruba palla e serve il solissimo Agüero: l’argentino non può sbagliare a porta sguarnita. Nonostante lo svantaggio, lo Schalke cerca di non sbilanciarsi più di tanto, provando a colpire in contropiede. Il primo a spaventare il City è Uth, il cui sinistro a giro termina di poco a lato. I campioni d’Inghilterra non ascoltano i campanelli d’allarme e vengono puniti dal Var, decisivo nel rilevare il mani di Otamendi su una conclusione da fuori di Caligiuri: lunghissimo il check, mentre l’arbitro Del Cerro richiamava addirittura i due capitani per un dialogo difficilmente spiegabile. Bentaleb non si preoccupa più di tanto, sinistro incrociato e 1-1. L’ex Tottenham viene richiamato sul dischetto qualche minuto più tardi: cintura di Fernandinho su Sané, altro penalty, stavolta il mancino viene aperto con Ederson che intuisce ma non sventa la minaccia. All’intervallo, nello stupore generale, lo Schalke è avanti 2-1. Il City deve provare a scuotersi ma non è facile contro il muro tedesco. De Bruyne si rende subito pericoloso con una conclusione da fuori ma è palese che non si tratti della serata più ispirata per i ragazzi di Guardiola. Quando, al 22′, Otamendi si fa cacciare da Del Cerro per un’entrata in ritardo - ma forse non da secondo giallo - su Burgstaller, per i Citizens si mette davvero male. Kompany per David Silva è il cambio scontato per riequilibrare la situazione dal punto di vista tattico, Sané per Agüero l’azzardo da provare a meno di un quarto d’ora dalla fine. Una scommessa vincente, perché il grande ex di giornata posiziona il pallone di un piazzato a 5′ dalla fine: mattonella centrale, circa 20 metri dalla porta. Ne esce un mancino affilato come una katana, potente e arrotato, che termina la corsa sotto l’incrocio dei pali. Il 2-2 avrebbe già il sapore dello scampato pericolo, un disastro di Oczipka regala al City più di metà passaggio del turno: rinvio di Ederson, il terzino ingaggia con leggerezza un duello in velocità con Sterling. Lo perde, ovviamente, e l’inglese è bravo a leggere il posizionamento incerto di Fährmann: destro immediato e titoli di coda, a meno di imprese dello Schalke nel match di ritorno.



Corso di Allenatore dei Portieri, tra i corsisti Emanuele Manitta

Oggi mercoledì 20 febbraio, a Messina, si è tenuto per la prima il Corso per l’abilitazione ad “Allenatore di Portieri per Dilettanti e Settore Giovanile”, indetto dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Tra i corsisti ammessi allo stage abbiamo ritrovato una vecchia gloria giallorossa, Emanuele Manitta che vinse due campionati con il Messina realizzando anche una rete in serie C2 contro il Castrovillari. Il corso, un altro fiore all’occhiello per l’A.I.A.C. di Messina, è in programma dal 20 febbraio al 16 marzo, presso la sede provinciale di via Oreto. Avrà la durata di tre settimane, per un totale di 48 ore di lezione, e si svolgerà secondo il seguente calendario: dal 20 al 23 febbraio; dal 27 febbraio al 2 marzo; dal 13 al 15 marzo. L’esame finale in tutte le materie è fissato per il 16 marzo. Docente di “tecnica del portiere” sarà Vincenzo Di Palma, bacolese ma ormai milazzese d’adozione. Ex portiere del Messina negli anni ’80, oltre che di Milazzo e Igea Virtus, ha lavorato a lungo con l’ex ct Cesare Prandelli. Nazionale, Parma (dove scoprì Gianluigi Buffon) e Fiorentina tra le tappe principali della sua importante carriera.



Giovanni Falcone, la leggenda di un uomo straordinario

Giovanni Salvatore Augusto Falcone nasce a Palermo il 18 Maggio 1939, nello stesso quartiere di Paolo Borsellino. È tra le più famose vittime di mafia dell’ultimo secolo, nonché illustre magistrato i cui ideali ispirano ancora oggi tantissimi giovani. A causa dei bombardamenti americani, Giovanni e la famiglia dovette trasferirsi dapprima a Sferracavallo, un borgo della riserva marina dell’Isola delle Femmine, e poi a Corleone, presso i familiari della madre Luisa Bentivegna. Questo breve soggiorno segnerà il giovane Giovanni e influirà sui suoi studi e sulle battaglie anti-mafiose. Tornato a Palermo intraprende gli studi classici e frequenta assiduamente la chiesa di Padre Giacinto e l’Oratorio, grazie alle cui attività conosce il succitato Paolo Borsellino. A Livorno frequenta l’Accademia Navale con l’intenzione, poi, di laurearsi in Ingegneria. Dopo poco tempo, il giovane Giovanni si rende conto che la vita militare non è a sua strada e torna a Palermo. Qui si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza e comincia la sua strada per diventare magistrato. Un altro importante avvenimento che segna la vita di questo personaggio è l’ulteriore trasloco della famiglia a Falcone causato dal cosiddetto “Sacco di Palermo” operato da Vito Ciancimino, assessore comunale e figlio del barbiere di Corleone, che proprio Falcone arresterà per associazione mafiosa. A seguito dell’attentato al giudice Cesare Terranova, avvenuto il 25 settembre 1979, Falcone comincia a lavorare a Palermo presso l’Ufficio istruzione e l’allora consigliere istruttore, Chinniti Rocco, gli affida le indagini contro Rosario Spatola. È il 1980 e questa è la prima esperienza di Giovanni Falcone. Durante questa indagine comincia a formarsi il cosiddetto metodo Falcone: un innovativo modo di istruire i processi per mafia, che utilizzava gli strumenti forniti dal codice adattandoli a una nuova visione del fenomeno mafioso. In realtà egli non inventò nulla di nuovo, in quanto si trattava di un semplice incrocio di dati provenienti da fonti diverse, che permetteva di mettere insieme le diverse porzioni di indagine che ondeggiavano tra realtà politica e realtà economica. L’intuizione forse più intelligente di Falcone è sintetizzata da una frase che egli amava ripetere: La droga può anche non lasciare tracce, il denaro le lascia sicuramente. Seguendo questo nuovo metodo di indagine, l’operato di Giovanni Falcone ha contribuito all’arresto di numerosi criminali. Tutto questo e stato possibile grazie all’aiuto di numerosi collaboratori, tra cui Paolo Borsellino con il quale fonda un Pool Antimafia che ha lo specifico obiettivo di smantellare Cosa Nostra. Nonostante i successi nella lotta alla mafia non mancano le numerose critiche che vorrebbero indurre a credere quest’uomo come servo del potere che ad esso si era venduto. A tal proposito ricordiamo una delle sue più celebri frasi: Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere. E lo Stato non è riuscito a proteggere nemmeno lui: il 23 Maggio 1992 l’auto su cui viaggiava con la moglie Francesca Morvillo e le auto della sua scorta vengono fatte saltare in aria, con 1000 kg di tritolo, a Capaci. La mafia ha deciso di uccidere quest’uomo perché era tropo pericoloso per la sua sopravvivenza, perché stava veramente riuscendo a sgominarla senza svendersi ad essa e perché è stato lasciato solo da chi aveva troppa paura per affrontarla a viso aperto, dimenticandosi che La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni (G. Falcone). Il ricordo di persone come Giovanni Falcone è vivo nei cuori dei siciliani e di molti italiani, tanto che, ogni anno, si ricorda l’anniversario della sua morte con cortei e manifestazioni che omaggiano la grande dedizione sociale che aveva quest’uomo.


Pippo Baudo, icona della Televisione italiana

Cavalcando l’onda dell’ultima apparizione al Festival di Sanremo 2019, ci sembrato opportuno dedicare un articolo del nostro giornale ad una legenda vivente che risponde al nome di Pippo Baudo, più precisamente all’anagrafe Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, icona della televisione italiana. Il Pippo nazionale nasce il 7 Giugno 1936 a Militello (CT) ma, all’età di 14 anni, si trasferisce a Catania dove completa gli studi laureandosi in Giurisprudenza. Durante gli anni scolastici fa il suo primo incontro con il teatro e, insieme ai compagni di classe, mette in scena l’Ex alunno di Giovanni Mosca. Da questo momento comincia a maturare l’idea che lo spettacolo sarà la sua strada, infatti, negli anni universitari, conosce Tuccio Musumeci con il quale intraprende la strada dello spettacolo formando un duo carismatico: lui presentatore e Tuccio comico. Pippo è anche un pianista e approda agli studi Rai come musicista dell’Orchestra Moonlight che, nel 1959, si esibiva all’interno del programma di Enzo Tortora, La Conchiglia d’Oro. Seguendo la scia di grandi nomi come Mike Bongiorno, Enzo Tortora e Corrado, gli anni ’60 consacrano Baudo come presentatore, tanto che diventa uno degli showman di punta della Rai. Pur non disdegnando di comparire anche sui canali della rete Mediaset, ha passato gran parte della sua carriera negli studi Rai, presentando numerosi varierà televisivi tra cui Canzonissima, Fantastico, Domenica In, Partita doppia, Papaveri e Papere e, soprattutto, il Festival di Sanremo di cui detiene il record di conduzioni: tra il 1968 e il 2008 lo ha presentato per ben tredici edizioni. Guadagnatosi il nome di Super Pippo, a Dicembre del 2018 ha condotto, assieme a Rovazzi, Sanremo Giovani ed è stato accolto da una standing ovation del pubblico per il suo quattordicesimo ingresso tra le schiere del Festival. Baudo, però, non si è mai dimenticato della sua terra e ha sempre risposto agli appelli a lui fatti. Negli anni ’80, infatti, ha creato il palinsesto per la neonata rete privata Antenna Sicilia e ha condotto diversi programmi siciliani tra cui Miss Sicilia e il Festival della nuova canzone siciliana. La grande icona nazional-popolare Pippo Baudo, tra le sue doti ha quella di essere un grande scopritore di talenti. Egli ha “scoperto” e portato alla ribalta grandi nomi della musica italiana come Al Bano, Tullio Solenghi, Heather Parisi, Eros Ramazzotti, Laura Pausini e Andrea Bocelli. Questo suo talento lo ha portato a ripetere quello che è diventato il suo personale tormentone, “l’ho inventato io, l’ho inventato!”, con il quale ogni imitatore e ogni italiano lo identifica.


L’Europa chiede all’Italia un’accelerata sulla Tav

La lettera di Beckers, è il testo che sta spingendo Francia e Italia ad accelerare i tempi sulla Tav per evitare di perdere la prima tranche di finanziamenti da 300 milioni. Il documento è stato letto martedì mattina dal rappresentante dell’Unione Europea alla riunione del Consiglio di amministrazione di Telt, la società italo francese che sta scavando il tunnel di base. La lettera così comincia, con un rimprovero: "In vista del consiglio di amministrazione voglio confermarvi che, a causa dei ritardi nella realizzazione dei lavori in confronto alla tempistica prevista dagli attuali accordi, vorremmo iniziare una discussione con Telt sui necessari aggiustamenti" del calendario delle opere. "Questi aggiustamenti - prosegue la lettera - dovranno considerare un possibile prolungamento del termine dei lavori e, se necessario, una riduzione del budget per le attività che non potranno essere realizzate senza prolungare la data di conclusione delle opere". È a questo punto che l’Europa fissa un termine temporale: "Noi calcoliamo che il lancio delle gare per il tunnel di base entro il marzo 2019 potrebbe ancora consentire di completare i lavori senza dover prolungare e modificare l’accordo e dunque senza bisogno di ridurre i contributi". Al contrario, dice Inea, "se le gare d’appalto resteranno sospese dopo il mese di marzo i nostri calcoli tecnici dicono che la partenza dei cantieri potrebbe slittare, nella migliore delle ipotesi, alla seconda metà del 2021 o al 2022. Questo porterebbe le attività oltre i tempi previsti dall’accordo. Dovremmo così ridurre la quantità di denaro prevista dall’accordo tenendo fuori il valore delle attività ritardate. Secondo un nostro calcolo ancora preliminare la riduzione potrebbe aggirarsi intorno ai 300 milioni". È il taglio dei finanziamenti di 300 milioni di cui si parla in queste ore. C’è di peggio: "Questa riduzione - prosegue la lettera - non pregiudica ulteriori riduzioni in conseguenza del modificarsi della situazione". Da qui l’invito a fare in fretta a decidere "senza ulteriori indugi".



Siviglia - Lazio 0 a 2, addio Europa per i biancocelesti

Tra rimpianti e recriminazioni la Lazio saluta l’Europa League. Dopo il successo all’Olimpico, il Siviglia si impone anche in casa e stacca il pass per gli ottavi di finale. Ai biancocelesti non riesce l’impresa nell’infuocato clima del Sánchez-Pizjuán, ma la squadra di Inzaghi va vicina a rendere incerto il discorso qualificazione più di quanto dica il risultato. Occasioni sprecate, poca cattiveria sotto porta e decisioni arbitrali a dir poco discutibili frenano gli aquilotti, maggiormente in partita rispetto al match d’andata. Sul banco degli imputati finisce l’arbitro inglese Taylor che nel primo tempo, sullo 0-0, non ravvisa un intervento da rigore di Mercado su Lulic e nella ripresa, quando la Lazio è in superiorità numerica, espelle con eccessiva facilità Marusic. Il rosso al montenegrino, comunque ingenuo nell’ostruzione ai danni di Roque Mesa, rappresenta il punto di non ritorno del confronto e ridà slancio al Siviglia che chiude i conti con Sarabia, dopo che ad aprire le danze era stato il solito Ben Yedder. In fase difensiva, tuttavia, i padroni di casa concedono qualcosa e la Lazio si rende pericolosa al 17’: sulla verticalizzazione di Patric, Lulic approfitta di una colossale dormita della retroguardia spagnola, entra in area e finisce a terra, dopo un evidente tocco di Mercado. Per Taylor, però, è tutto regolare. Passano appena tre minuti e dal possibile vantaggio la squadra di Inzaghi si trova a dover inseguire. Sarabia calcia da fuori, Strakosha respinge, ma Ben Yedder - tenuto in gioco da Patric - si avventa sulla ribattuta e appoggia in rete. La svolta della gara potrebbe consumarsi quando Vazquez cerca e trova il secondo giallo. In dieci uomini, il Siviglia si schiaccia tutto nella sua metà campo e conferma di non essere a proprio agio quando è costretto a difendere. La Lazio carica a testa bassa, ma spreca buone opportunità (la migliore è un pallonetto di Immobile, liberato a tu per tu con Vaclik da un millimetrico lancio di Caicedo) e vede svanire il sogno della rimonta al 71’, quando Taylor mostra il rosso diretto a Marusic. A scrivere la parola fine sull’incontro e sul discorso qualificazione è un ispirato Sarabia che, pescato dal filtrante di Navas, incrocia sul secondo palo senza lasciare scampo a Strakosha.