Angela, Sgarbi, Musumeci e il ricordo di Sebastiano Tusa

La notizia della scomparsa dell’archeologo Sebastiano Tusa, assessore ai beni culturali della Regione Sicilia, ha rapidamente fatto il giro del mondo commuovendo e sconvolgendo numerose persone. Tra le tante persone che lo hanno ricordato vi è il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci che, appresa la notizia, si è detto “distrutto”. Sui social, non appena ricevuto il comunicato ufficiale del decesso, ha espresso parole semplici, lontane dalla pomposità costruita del conosciuto linguaggio politico: Ho appena ricevuto la conferma ufficiale dell’Unità di crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: l’assessore Sebastiano Tusa era sull’aereo precipitato in Etiopia. Sono distrutto. È una tragedia terribile, alla quale non riesco ancora a credere: rimango ammutolito. Perdo un amico, un lavoratore instancabile, un assessore di grande capacità ed equilibrio, che stava andando in Kenya per lavoro. Un uomo onesto e perbene, che amava la Sicilia come pochi. Un indimenticabile protagonista delle migliori politiche culturali dell’Isola. Da quel momento la pagina Facebook del presidente della Regione è stata inondata di ricordi dell’archeologo e di interviste fatte allo stesso Presidente, che così risponde: Fino all’ultimo abbiamo sperato che la notizia fosse infondata. Quando abbiamo avuto la conferma ci siamo ammutoliti, affranti, e senza parole – e ancora – Sebastiano Tusa non era soltanto un amico, era un assessore appassionato, un archeologo di fama internazionale instancabile che aveva sposato questa sua nuova esperienza di governo, a servizio della sua terra di Sicilia, con lo stato d’animo di un ragazzino. Proprio lunedì, sui social, il Presidente ha ricordato un’intervista fatta a Sebastiano Tusa in cui esprimeva il suo obiettivo come archeologo e politico amante dell’arte e della Sicilia, descrivendola come un’eredità che abbiamo il dovere morale di portare avanti in memoria di Sebastiano Tusa e per il bene della Sicilia. Poetiche, intensi e brevi, che a malapena fanno capire a chi si riferiscono, sono le parole di Vittorio Sgarbi, predecessore di Tusa all’assessorato siciliano: Resta il suo pensiero, l’intelligenza, la disponibilità ad ascoltare, la gentilezza e tanti studi, tante ricerche sospese, tanti sospiri di conoscenza – e continua – In pochi casi l’archeologo, lo scienziato si era fatto politico con tanta naturalezza, continuando a vedere le cose, la storia e il mondo senza calcoli e strategia, per amore della bellezza, per la certezza che il mondo antico in Sicilia era ancora vivo. Per concludere con le commoventi parole: Potevano risorgere sculture, rinascere kouroi, uscire Venere dall’acqua. E come vive la storia con noi, vive anche lui oltre la sua apparente fine. In un’intervista a Repubblica, anche Alberto Angela ha avuto parole accorate per il collega siciliano che descrive come una delle figure più luminose dell’archeologia. Direi che si è spenta una luce – commenta – è una tragedia che ha colpito tutti noi, tutto il mondo della ricerca. Alle domande riguardanti il suo personale pensiero risponde: Mi aveva sempre colpito in lui la grande professionalità, il suo entusiasmo, la sua capacità di organizzare la ricerca e le scoperte. Cita anche una delle tante occasioni in cui ha avuto modo di collaborare con Tusa: avevamo fatto un’immersione insieme alla scoperta di un relitto romano a 35 metri di profondità a Levanzo, nelle Egadi”. Sono molto vicino ai suoi cari, che sono stati così duramente colpiti da questa tragedia, ma penso anche a quanto ci mancherà la sua capacità di viaggiare nel passato e anche la sua umanità. Era una persona straordinaria. Non sono solo i volti noti a rammaricarsi per l’improvvisa morte di questo personaggio. Numerosi sono i nomi di presidenti di enti pubblici, associazioni e partiti che hanno espresso il loro cordoglio scrivendo e pronunciando parole in ricordo delle sue azioni e dei suoi insegnamenti. La morte del professore Tusa – scrive il presidente della Pro Loco Isole Egadi di Favignana Massimo Saladino – ci lascia senza parole. Lascia un vuoto incolmabile e mi sento di dire che per la nostra Regione non poteva esserci evento peggiore. Il professore Tusa è stato un esempio, oltre che di grande cultura, di lungimiranza. Ci lascia in eredità una visione nuova dei beni culturali, una grande visione manageriale oltre che culturale che abbiamo avuto modo di apprezzare in questi anni sia quando svolgeva l’incarico di Sovrintendente del Mare sia come Assessore ai beni culturali. Anche il Wwf Sicilia Area Mediterranea commenta la tragica notizia: Nessuno lo avrebbe mai detto che mentre si disvelava la tragica notizia dell’assessore Sebastiano Tusa, vittima di un incidente aereo in Etiopia, i volontari del WWF stavano ripulendo le rive dello Stagnone di Marsala, che abbraccia l’isola di Mozia. Mozia, luogo amato da Sebastiano Tusa, che in quell’isolotto e nei suoi tesori nascosti aveva creduto. Piangiamo la tragica scomparsa dell’amico Sebastiano Tusa, ambientalista vero, amante della bellezza, della sua terra, della vita. Una tragedia che lascia senza parole – commenta la capogruppo dell’UDC Eleonora Lo Curto – l’aereo dell’Ethiopian caduto in Africa ci porta via una delle persone migliori della Sicilia: Sebastiano Tusa, archeologo e assessore del governo siciliano, va via da questo mondo lasciandoci atterriti”. Anche lei ha solo parole di elogio per il nostro corregionale. Piangiamo una persona di grande livello che abbiamo apprezzato e che si è fatta stimare per la competenza, la serietà, la generosità e la buona volontà, caratteristiche, queste, che rendono speciali gli uomini. A nome mio personale e del gruppo Udc del parlamento regionale esprimo i sentimenti di cordoglio alla famiglia di Sebastiano Tusa e al governo siciliano. Personalmente perdo un amico a cui riserverò per sempre un posto unico e speciale nel mio cuore. Il sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo ricorda che ha avuto modo di apprezzarne le doti umani e professionali. Si è sempre battuto per la valorizzazione del nostro patrimonio archeologico ed è stato, fra l’altro, il primo sostenitore del nuovo Museo degli Arazzi. In questo momento di grande dolore sono vicino assieme alla Giunta al dolore dei familiari. Giuseppe Castiglione, sindaco di Campobello, invece lo ricorda come un archeologo di fama internazionale e uomo di grande spessore culturale e di rare doti umane con cui ho avuto il privilegio di confrontarmi diverse volte e che sempre ha dimostrato particolare sensibilità verso le iniziative intraprese per la valorizzazione del patrimonio archeologico delle Cave di Cusa. Il collega archeologo Giovanni Di Stefano, direttore del Polo Regionale per i siti culturali di Ragusa e per i Parchi di Camarina e Cava Ispica, docente all’Università della Calabria e all’Università di Roma 2 Tor Vergata, scrive il suo personale rammarico: La perdita drammatica di Sebastiano Tusa mi addolora e mi rattrista profondamente perché perdiamo un amico sincero e uno studioso di grande valore che, con spirito di servizio e generosità, aveva accettato l’oneroso incarico di assessore regionale ai beni culturali. Sebastiano è stato un protagonista della scienza archeologica con risultati di ricerca per la preistoria del Mediterraneo indelebili nella storia degli studi. Per l’archeologia subacquea ha scritto pagine che rimarranno per sempre nella storia della moderna ricerca archeologica mondiale. A queste e ad altre voci si sono unite le mute parole degli archeologi, giovani e meno giovani, che hanno avuto modo di conoscerlo, collaborare con lui o studiare sui suoi scritti, degli amanti della nostra bella terra, la Sicilia, degli amatori e dei protettori dell’arte e di tutti coloro che hanno appreso della sua vita, del suo lavoro e della sua perdita solo mediante questa disgrazia e che rimpiangono di non aver avuto la possibilità di attingere dalla sua profonda cultura.


Europee. Secondo i sondaggi il PD scavalca il Movimento 5 stelle

Il Pd supera il Movimento Cinque Stelle nel sondaggio settimanale Swg per La7. Il partito di Nicola Zingaretti, sotto la spinta delle primarie e della nuova segreteria guadagna rispetto alla settimana scorsa lo 0,8 per cento e raggiunge quota 21,1 per cento. I grillini invece perdono proprio l’0,8 per cento e si fermano al 21 per cento. Un calo costante quello del M5S che va avanti da alcune settimane e che assume contorni pesanti rispetto al quasi 33 per cento ottenuto dai grillini il 4 marzo del 2018. Il primo partito resta la Lega che cresce ancora: aumenta dello 0,2 per cento e arriva al 33,9 per cento. Forza Italia scende ancora all’’8,6 per cento, mentre Fratelli d’Italia risale al 4,4 per cento.



L’ambasciata del Marocco querela Souad Sbai

L’ex deputata in un’intervista concessa ad un giornale nazionale, aveva parlato di una "pista marocchina" per la morte della modella. La reazione della sede diplomatica: "Informazioni menzognere, manipola i fatti e si sostituisce alla giustizia italiana anche se l’autopsia della vittima non è ancora stata eseguita". Con un comunicato stampa l’ambasciata del Regno del Marocco in Italia ha fatto sapere di aver sporto querela contro l’ex deputata Souad Sbai per le "gravi accuse" fatte in un’intervista a La Repubblica "contro il Regno del Marocco e le sue istituzioni, soprattutto quelle diplomatiche, in relazione al caso del decesso di Imane Fadil". Nell’intervista - scrive l’ambasciata - "la signora Sbai muove gravi accuse contro il Regno del Marocco e le sue istituzioni, soprattutto quelle diplomatiche, in relazione al caso del decesso di Imane Fadil". "A sostegno delle proprie accuse, scrive ancora l’ambasciata marocchina, avanza informazioni menzognere, manipola i fatti e si sostituisce alla giustizia italiana anche se l’autopsia della vittima non è ancora stata eseguita. A fronte di simili diffamazioni, l’Ambasciata del Regno del Marocco a Roma ha intentato un’azione contro l’interessata presso il Tribunale di Roma per diffamazione e propagazione di informazioni menzognere volte a infangare l’immagine del Paese. Con questa azione, l’Ambasciata del Regno del Marocco respinge dunque tutte le accuse e le insinuazioni formulate contro di essa e ha piena fiducia nella giustizia italiana per stabilire la verità in questo affare".



Università, sbloccati i tirocini obbligatori per l’esame di Stato dei medici

Il ministro Bussetti lo aveva annunciato in mattinata e ora c’è la conferma: il migliaio circa di aspiranti medici che speravano di poter sostenere l’esame di Stato al più presto per entrare nelle scuole di specializzazione potranno accedere ai tirocini. Il ministro dell’Istruzione è intervenuto per superare lo stallo dovuto ai ritardi nell’attuazione della riforma dell’esame di Stato approvata l’anno scorso dal Governo Gentiloni. Nel pomeriggio di oggi è stata inviata alle Università la circolare che sblocca i tirocini trimestrali obbligatori per sostenere l’Esame di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo per l’anno 2019. La data di inizio dei tirocini, per la prima sessione utile, è fissata al 10 aprile 2019, informa il Miur. La domanda di ammissione deve essere presentata entro e non oltre il 29 marzo 2019. Al tirocinio trimestrale organizzato dall’Ateneo potranno essere ammessi solo coloro i quali siano in possesso del titolo di studio conseguito presso il medesimo Ateneo. Gli aspiranti medici avevano chiesto uno slittamento di entrata in vigore delle nuove regole per evitare disparità di trattamento fra le diverse sessioni di laurea dell’anno accademico in corso.



Gilet gialli, rimosso il capo della polizia e bloccate le manifestazioni

Dopo le numerose e violente manifestazioni dei Gilet gialli, sfociate nella distruzione e nel saccheggio di diversi negozi sugli Champs--Élysées, il capo della polizia di Parigi, Michel Delpuech, è stato rimosso dal suo incarico. L’annuncio è arrivato dal primo ministro, Edouard Philippe. Delpuech sarà sostituito da Didier Lallement, attuale prefetto della Nuova Aquitania. Oltre alla rimozione del prefetto, che potrebbe essere formalizzata mercoledì quando si riunirà il governo, Philippe ha annunciato un giro di vite nella gestione dell’ordine pubblico. "Da sabato prossimo, ogni volta che sarà necessario, proibiremo manifestazioni" promosse "dai Gilet gialli, nelle zone che sono già state gravemente danneggiate, non appena capiremo che sono presenti elementi radicalizzati pronti ad atti di violenza". Misure che potrebbero quindi riguardare "gli Champs-Élysées di Parigi, Place Pey-Berland a Bordeaux, Place du Capitole a Tolosa", dove "procederemo alla dispersione immediata di tutti gli assembramenti".



Conchita Wurst cambia look

Con il suo look iper femminile ma con barba ben curata aveva conquistato tutta Europa, attirando non poche polemiche. Era il 2014 quando Conchita Wurst raggiunse il successo anche in Italia, vincendo l’Eurovision Song Contest con il brano "Rise Like a Phoenix". Ma adesso Thomas Neuwirth (questo il suo vero nome) sembra aver detto addio al suo alter ego drag queen. Il cantante austriaco, classe 1988, ha sfoggiato un cambio di look radicale: capelli cortissimi biondo platino e barba dello stesso colore. Una rivoluzione stilistica che coincide con il lancio del nuovo singolo "Hit Me", molto distante anche nelle sonorità da quanto prodotto finora nei panni di Conchita



Morte di Imane Fadil, prosegue l’inchiesta

Cadmio, antimonio, cromo: sono i metalli pesanti presenti nel corpo di Imane Fadil. “Ma dalle analisi del Centro antiveleni di Pavia non sembrano dosi da intossicazione letale”. Paolo Maurizio Soave, rianimatore del Centro antiveleni della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma, conferma che l’argomento è nebuloso: “Queste sostanze hanno molti aspetti misteriosi anche per noi medici”. Ma di un aspetto è sicuro: “Anche concentrazioni due o tre volte più alte rispetto alla norma non sono sufficienti a uccidere. Esistono lavoratori di fonderie o altre industrie pericolose che superano di molto le dosi misurate nella donna, e senza conseguenze letali immediate”. La contaminazione da metalli pesanti può essere lenta e graduale oppure improvvisa. Può avvenire attraverso la pelle, l’aria inalata o per ingestione. Il cadmio, ad esempio, è molto vicino a noi perché si trova nelle pile elettriche, ma non basta toccarle con le mani per intossicarsi. Per questo è anche improbabile che piccole tracce eventualmente presenti nei cosmetici abbiano prodotto danni gravi sulla donna. La pianta di tabacco, che raccoglie il cadmio dal terreno e lo accumula con molta efficienza nelle foglie, rende il fumo di sigaretta una delle fonti principali di inalazione questa sostanza. I pesci, soprattutto i predatori più longevi come tonni o pescespada, tendono ad accumulare metalli pesanti nei tessuti e a cederceli quando li mettiamo nel piatto. Anche l’uomo diffonde queste sostanze nell’ambiente attraverso industrie metallurgiche e fonderie, sistemi di smaltimento di rifiuti, agricoltura, impianti elettrici, autoveicoli. I metalli pesanti, poi, sono presenti normalmente nell’ambiente naturale: si tratta di elementi comuni della crosta terrestre, derivano ad esempio da antiche eruzioni. In alcune zone vulcaniche possono essere debolmente radioattivi, come il radon del viterbese. Ma anche qui, i rischi di intossicazioni acute sono molto bassi. Le dosi necessarie a uccidere una persona in poche settimane con cadmio, antimonio, cobalto o cromo sono improponibili: bisognerebbe ingerirne a chili. “Nessun individuo ha un valore pari a zero, quando si vanno a misurare i metalli pesanti” conferma Soave. “Ma il problema per la salute diventa concreto quando si superano dosi tossiche. Sono stati stabiliti dei livelli massimi tollerati dal nostro organismo”.



Alberto Angela e quelle ’Meraviglie’ di puntate

Ravenna, la Sardegna e Napoli sono le ’Meraviglie’ della seconda puntata del programma di Alberto Angela, in onda martedì 19 marzo su Rai1. Il nuovo viaggio attraverso i tesori del nostro Paese parte da Ravenna, città che da sola custodisce otto monumenti tutelati dall’Unesco, per spostarsi poi in Sardegna alla scoperta di una terra unica. Infine tappa a Napoli nel teatro d’opera più antico del mondo ancora in funzione: il Real Teatro di San Carlo. Un programma fantastico e di qualità che già nella prima puntata ha fatto registrare cifre da record per quel che concerne gli ascolti.



Omicidio Palleschi, incredibilmente la cassazione conferma lo sconto di pena

Incredibile ma vero, anche questa volta sono prevalse le attenuanti discutibili, relative alle perizie mediche sul vizio parziale di mente, i giudici devono propendere dunque per quella che, pur nel "dubbio", consente al femminicida i relativi sconti di pena. Per questo la Cassazione - nonostante un agguerrito ricorso del Pg della Corte di Appello di Roma e dei familiari della vittima - hanno confermato la condanna a venti anni di reclusione, a fronte dell’ergastolo inflitto in primo grado, a carico di Antonio Palleschi, reo confesso della terribile uccisione di una insegnante di inglese avvenuta il primo novembre 2014. Sorpresa mentre faceva jogging nei pressi di Sora (Cassino), la donna - Gilberta Palleschi, di 57 anni, solo per caso omonima del suo assassino - venne gettata a terra e aggredita sessualmente, chiusa ancora viva nel bagagliaio dell’auto, gettata in una scarpata e finita a colpi di pietra. Poi l’omicida andò a pranzo con un’amico e il giorno dopo oltraggiò il cadavere della vittima mentre i familiari e le forze dell’ordine la cercavano. Fu trovata dopo quaranta giorni.



Brasile. Studentessa tira un uovo a Bolsonaro

Il presidente Jair Bolsonaro è stato colpito al petto da un uovo tirato dalla studentessa Alana Gabrielle de Oliveira durante una visita a Ribeirão Preto, mentre si trovava all’interno di una cafeteria. "Quando ho saputo dell’arrivo del presidente - racconta la studentessa - ho comprato delle uova al mercato vicino e mentre Bolsonaro stava facendo delle foto con alcuni sostenitori mi sono avvicinata e gli ho detto "Omofobo" prima di spiaccicare l’uovo sulla sua giacca ma non l’ho tirato".



Approfondimento: Alberto Angela dai mosaici di Ravenna al San Carlo di Napoli

Si parte da Ravenna, una città che da sola custodisce otto monumenti tutelati dall’Unesco, come testimonianze uniche di un’epoca lontana in cui l’Italia transitava dall’antichità al Medioevo. La prima tappa è il Mausoleo di Galla Placidia, dove ancora echeggia la storia di una delle ultime imperatrici romane. Poi è la volta del sepolcro di Teodorico, con le nere leggende che avvolgono la sua storia, e i preziosi mosaici di San Vitale, dove l’oro splende ancora oggi come 1500 anni fa. La tappa finale è davanti alla tomba di Dante, i cui resti sono stati al centro di un’intricata vicenda. Testimone della città, il campione di motociclismo Marco Melandri. Alberto Angela si sposta poi in Sardegna, alla scoperta di una terra unica. E unici sono anche i tesori archeologici sparsi nell’isola: gli ipogei domus de janas, i giganti di Monteprama e il nuraghe più impressionante più maestoso, Barumini, tra le cui rovine si esibisce Paolo Fresu con la sua tromba. Come testimone, Dori Ghezzi, che racconta il legame con quest’isola, dove ha vissuto a lungo con Fabrizio De André. La puntata si chiude a Napoli, nel teatro d’opera più antico del mondo ancora in funzione: il Real Teatro di San Carlo. Un gioiello incastonato nel centro storico della città, il cui sipario si alza ininterrottamente dal 1737. È stato costruito dai Borbone per mostrare sfarzo e potere, ha visto rivoluzioni, feste, vita mondana e corteggiamenti. Oggi continua a essere un regno d’arte e di musica, amato da tutti i napoletani, come racconta Massimo Ranieri.



Mercurio è il pianeta più vicino alla terra

Al di là delle apparenze, sarebbe Mercurio, e non Venere, il pianeta più vicino alla Terra: la posizione relativa delle orbite è sempre quella descritta sui libri di scuola, ma la reale distanza che separa i pianeti cambia se viene calcolata in rapporto al tempo. Sebbene Venere abbia l’orbita più vicina alla Terra, infatti, passa la maggior parte del tempo lontano e spesso addirittura dalla parte opposta rispetto al Sole, al contrario di Mercurio che invece, secondo questi parametri, risulta essere in media il più vicino a ciascuno degli altri pianeti del Sistema solare. A indicarlo è una simulazione pubblicata su Physics Today da tre giovani ingegneri statunitensi. Il loro studio deve essere ancora sottoposto a revisione da parte della comunità scientifica, ma promette di cambiare il nostro punto di vista sul Sistema solare. "Forse per disattenzione, ambiguità o per effetto del pensiero di gruppo, i divulgatori scientifici hanno diffuso informazioni basate sull’errata assunzione della distanza media tra pianeti", scrivono Samuel Cordner, Tom Stockman e Gabriel Monroe, che lavorano rispettivamente alla Nasa, al Laboratorio nazionale di Los Alamos e all’Engineer Research Development Center dell’esercito americano. Il calcolo tradizionale che contestano viene solitamente fatto in base alla distanza di ciascun pianeta dal Sole: risulta così che la Terra dista dalla stella un’unità astronomica (UA, pari a circa 150 milioni di chilometri), Mercurio 0,39 UA e Venere 0,72 UA. Se si fa la sottrazione, assumendo che le orbite siano complanari, emerge che la Terra dista da Mercurio 0,61 UA e ’solo’ 0,28 UA da Venere. Se però si tiene conto che i pianeti nel loro movimento attorno al Sole si allontanano e si avvicinano in continuazione, ecco che la nuova simulazione opera stimando - momento per momento - la media delle distanze calcolate tra ogni punto dell’orbita di un pianeta e ogni punto lungo l’orbita dell’altro pianeta



Riscoperta della cucina inglese, esiste ed è buona

Che a Londra si mangi male, ormai lo sanno tutti, e’ uno stereotipo superato da almeno 15 anni. A partire dagli oltre 70 ristoranti stellati, fino ad arrivare a eccellenze nello street food come al Borough market di Southwark, la capitale britannica accoglie il meglio delle cucine di tutto il mondo. Che la cucina tradizionale inglese non meriti attenzione invece e’ uno stereotipo che si sta sfatando solo ultimamente. Gli inglesi sono un popolo molto orgoglioso ma anche dotato di una buona dose di autoironia e sono sempre stati i primi a fare del sarcasmo sulla loro cucina e ad accogliere con prontezza e ammirazione cuochi e influenze da ogni parte del globo. Ultimamente pero’ sta prendendo sempre piu’ piede una riscoperta e valorizzazione delle tradizioni culinarie autoctone che sta facendo emergere l’orgoglio nazionale per il “Great British Food”. Sono sempre di piu’ i locali che si prefiggono l’obiettivo di utilizzare solo ingredienti del territorio e di riproporre in chiave moderna piatti della tradizione. I pubs rivestiti di moquette e che vendono birra e patatine salt and vinegar stanno lasciando spazio a gastropubs eleganti con menu di tutto rispetto come il Thomas Cubitt o il Phene Pub. Anche nel segmento fine dining, la British cuisine e’ entrata nella prestigiosa classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo con ben quattro locali: Dinner, The Ledbury, The Clove Club e Lyle’s. Chi oggi visita Londra sara’ sorpreso nel trovare piatti della tradizione elevati a gourmet grazie a giovani cuochi come Calum Franklin che con creativita’ e sapiente uso dei social media sono riusciti a trasformare le pies – tortini di carne e verdure - in capolavori artistici e piatto di punta al Holborn Dining Room. Costo? £20 l’una, il doppio del prezzo medio al pub. Le scotch eggs – uova sode avvolte in uno strato di salsiccia e poi impanate e fritte – fino a pochi anni fa erano considerate uno snack di ripiego per riempire lo stomaco dopo qualche birra di troppo. Ora si trovano nella carta di gastro pubs stellati come Harwood Arms. Un altro classico del venerdi’, il fish and chips – merluzzo fritto con patatine – ormai non e’ piu’ solo un piatto da asporto, servito in un cono di carta unta di giornale nei banchetti vicino al mare ma trova fissa dimora nel cuore di Chelsea da Tom’s Kitchen, la brasserie dello chef Tom Aikens, orgoglio nazionale per aver ricevuto 2 stelle Michelin a soli 26 anni. Per non parlare della colazione, che meriterebbe un capitolo tutto a se’ e rappresenta probabilmente l’export culinario piu’ noto. L’English breakfast – salsicce, uova, fagioli, funghi, pomodori, pane tostato, sanguinaccio e tortino di patate - e’ onnipresente e ha saputo resistere all’influenza franco-italiana di croissants e biscotti e al trend salutista dell’avocado on toast. Gli appassionati fanno a gara per scovare quella migliore, che, a giudicare dalla coda, pare sia servita nello spartano ma autentico Regency Cafe’ nei meandri di Pimlico. A meta’ pomeriggio la tradizione dell’afternoon tea o te’ della regina – il te’ accompagnato da tramezzini, scones (panini con uvetta) con marmellata e clotted cream (una panna molto densa) – rimane un rito dal sentore di nobilta’ negli alberghi storici come il Ritz a Piccadilly o il Browns a Mayfair ma diventa una sfilata di pasticceria al Pret-a-Portea del Berkley a Knightsbridge o una scusa perfetta per festeggiare un buon non compleanno al Mad Hatters Tea – il te’ del Cappellaio Matto - del Sanderson a Fitzrovia. E nel fine settimana? La moda americana del brunch lascia spazio alla riscoperta del Sunday roast, istituzione della cucina inglese che prevede arrosto di manzo (roast beef), maiale, agnello o pollo, accompagnato da patate, piselli, verdure, Yorkshire pudding – una sorta di souffle’ di pane - e dall’immancabile salsa, il gravy. Non solo gastropubs ma perfino ristoranti stellati di impronta francese con vista mozzafiato su Hyde Park come Galvin at the Windows ormai lo prevedono regolarmente nel loro menu domenicale.



Prato, concerto della Camerata

Il genio di Kurt Weill e Bertolt Brecht per mettere in mostra la nascita e la degenerazione di una città che si immola al dio denaro e alla corruzione. È "Mahagonny", che Jonathan Webb dirige nella versione originale di Songspiel, intrisa di omaggi al cabaret berlinese del primo dopoguerra. L’appuntamento è per giovedì 21 marzo (ore 21) al teatro Politeama. La produzione si avvale della partecipazione di giovani cantanti premiati al Concorso Lirico "Belli" di Spoleto. Nella serata sarà presentato anche il piccolo cantiere musicale di Wir bauen eine Stadt (Costruiamo una città) di Paul Hindemith eseguito dai ragazzi della Prato Sinfonietta e dai bambini del Coro di voci bianche della scuola "G. Verdi".



Ciclismo, Tirreno-Adriatico: vince Alaphilippe allo sprint

Lo specchietto per le allodole e il guizzo vincente di Alaphilippe. E’ il titolo della sesta frazione della Tirreno-Adriatico, 195 km da Matelica a Jesi: percorso ed in generale finale adatto alle ruote veloci. Unica piccola, quasi invisibile controindicazione per i puri della volata: un lungo rettilineo ma in leggerissima pendenza. L’epilogo è l’estremità di un circuito da ripetere un paio di volte. La scintilla tattica scatta in corso d’opera. Lo specchietto lo fa Elia Viviani, lo sprinter più in voga e, in quanto tale, con la ruota più pregiata da seguire. Tutti controllano il campione d’Italia e il treno annesso: la Deceuninck - Quick-Step è uno squadrone, monopolizza il rettilineo ed inventa la variante. Richeze, che dovrebbe essere l’ultimo vagone per Viviani, in realtà lancia Alaphilippe. Non che il campione d’Italia lasci perdere, anzi... Fa una sorta di sprint di ’contenimento’ riuscendo comunque a piazzarsi terzo. Gli altri invece ci mettono troppo a mangiare la foglia: chi lo fa più in fretta è Davide Cimolai, ottimo secondo. “Non sono un velocista ma so di poter essere pericoloso in uno sprint dopo una giornata dura come questa - spiega Alaphilippe -. A un giro dalla fine Elia Viviani mi ha chiesto se me la sentissi di provarci in volata, gli ho detto che gli avrei fatto da apripista. Poi allo sprint Max Richeze ha accelerato tanto e io non ho fatto altro che seguirlo e tenere fin sulla linea del traguardo. Sono davvero contento di questo incredibile successo”.



’Il nome della rosa’, la serie tv, in arrivo un nuovo appuntamento

Arriva un nuovo appuntamento lunedì 18 marzo alle 21.25 in prima mondiale su Rai1 con ’Il nome della Rosa’ con John Turturro e Rupert Everett, adattamento per la tv del romanzo di Umberto Eco. La serie, una co-produzione 11 marzo Film, Palomar con Tele Munchen Group in collaborazione con RaiFiction, sarà trasmessa anche negli Stati Uniti e in Canada. Nuove emozioni, in una serie evento per la rete ammiraglia, che si sera possa essere seguito e apprezzato dal pubblico italiano e straniero.



Consumi di energia elettrica Terna: a febbraio meno 2,2%

Nel mese di febbraio, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di elettricità in Italia è stata di 25,5 miliardi di kWh, in flessione del 2,2% rispetto allo stesso mese del 2018. L’andamento della domanda di febbraio è a parità di giorni lavorativi (20) ma con una temperatura media mensile superiore di 2°C rispetto a febbraio del 2018. Il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti di temperatura e calendario, porta a una variazione della domanda elettrica di febbraio pari a -0,7%. La domanda del primo bimestre del 2019 è in crescita dell’1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2018. In termini rettificati la variazione è pari a +0,5%. A livello territoriale la variazione tendenziale di febbraio è risultata ovunque negativa: -2,2% al Nord, -1,7% al Centro e -2,6% al Sud. In termini congiunturali, il valore destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura dell’energia elettrica richiesta a febbraio 2019 ha fatto registrare una variazione negativa (-1,2%) rispetto al mese precedente (gennaio 2019). Questo risultato porta il profilo del trend su un andamento stazionario. Sempre a febbraio la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’85% con produzione nazionale e per la quota restante (15%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,9 miliardi di kWh) è risultata stazionaria rispetto a febbraio 2018. In forte crescita le fonti di produzione eolica (+37,9%) e fotovoltaica (+57,6%). In diminuzione le fonti di energia idroelettrica (-0,3%), geotermica (-1,6%) e termica (-7,6%).



Rcs, corre l’utile

Migliorano ancora i conti di Rcs. Il gruppo che edita il Corriere della Sera nel 2018 ha registrato ricavi consolidati a 975,6 milioni (+9%), un ebitda di 155,3 milioni (+12,3%) e un risultato netto positivo di 85,2 milioni, in aumento del 20% sul 2017, in cui c’era stata una plusvalenza positiva di 14,9 milioni. L’indebitamento finanziario netto è pari a 187,6 milioni. Il cda ha proposto di deliberare la distribuzione di un dividendo di 0,06 euro per azione segnando il ritorno alla remunerazione dei soci con una cedola dopo 10 anni. Una nota, inoltre, sottolinea come siano stati raggiunti gli obiettivi di incremento della marginalità e riduzione dell’indebitamento previsti. Per quanto riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione, il gruppo ’ritiene che sia possibile confermare anche per il 2019 l’obiettivo di conseguire livelli di marginalità e flussi di cassa della gestione operativa sostanzialmente in linea con quelli realizzati nel 2018, consentendo un’ulteriore significativa riduzione dell’indebitamento finanziario nettò. I ricavi pubblicitari ammontano a 405,8 milioni e presentano un incremento di 7,5 milioni (+2% circa) su base omogenea rispetto al 2017. L’indebitamento finanziario netto si attesta invece a 187,6 milioni (287,4 milioni al 31 dicembre 2017) e evidenzia un decremento per circa 100 milioni rispetto al 31 dicembre 2017 e un decremento di 234,8 milioni rispetto al 30 giugno 2016, registrando quindi un più che dimezzamento rispetto all’indebitamento a metà 2016. Il miglioramento realizzato nell’esercizio 2018 è riconducibile ai significativi flussi di cassa positivi della gestione tipica (circa 118,7 milioni), in parte ridotti dagli esborsi per investimenti e oneri non ricorrenti (6,4 milioni) prevalentemente di competenza pregressa, spiega una nota.



Migranti, la bandiera di Napoli sventola sulla nave Mediterranea

Sul ponte sventola bandiera bianca diceva la canzone, simbolo di purezza, come il gesto della città di Napoli che dona la propria bandiera, oltre a quella italiana, dell’Ue e di Palermo, alla nave di Mediterranea Saving Humans, la piattaforma delle associazioni italiane che si alterna con Open Arms e Sea Watch , che sta navigando per raggiungere il Mediterraneo centrale. "Grazie alla città di Napoli e al sindaco De Magistris per il sostegno a Mediterranea - dicono i responsabili - Siamo onorati di issare la bandiera di chi seppellisce l’odio con umanità e un cuore grande. Tante città come Napoli e Palermo rappresentano un grande Paese, non una piccola patria."



Napoli, Ospina torna a casa

David Ospina sta meglio. Il portiere colombiano del Napoli ha lasciato la Clinic Pineta Grande di Castel Volturno dove era stato ricoverato ieri sera in seguito ad un colpo alla testa ricevuto in uno scontro di gioco durante Napoli-Udinese. Ospina era rimasto in campo ma sul finire del primo tempo si era accasciato a terra. Portato all’ospedale San Paolo era stato poi trasferito nella struttura di Castel Volturno. Il Napoli fa sapere in una nota che "tutti gli esami risultano negativi. Le visite hanno escluso qualunque problema. La diagnosi è di crisi vagale risoltasi nel giro di poche ore. Al calciatore sono stati consigliati alcuni giorni di riposo e non risponderà alla convocazione della propria Nazionale". La moglie del giocatore, con un post su Instagram, ha ringraziato per i tanti messaggi ricevuti: ’’Prima di tutto voglio ringraziare Dio per la salute di David, dopo i momenti di angoscia vissuti in cui non potevamo fare molto. Vi dico che David sta molto meglio, siamo già a casa un po’ più tranquilli. In attesa che passi completamente lo spavento, ne approfitto per ringraziare tutti per le vostre preghiere. Abbiamo ricevuto tantissimi bei messaggi, grazie ancora, vi aggiornerò ancora su David".