Castelli annuncia: “Sblocca-cantieri nei prossimi giorni”

“Nei prossimi giorni usciranno due decreti importanti che accompagneranno il Documento di economia e finanza del 10 di aprile: lo sblocca cantieri e il decreto crescita. Si tratta di due testi corposi, quindi ci vuole un pò perché non si può rischiare di scrivere norme non perfette su codici e appalti e su materie di crescita”. Così Laura Castelli viceministra all’Economia questa mattina a Rai Radio1. A proposito del rapporto Ocse, Castelli ha detto: “Il rapporto dell’Ocse viene fatto ogni due anni. Che ci sia rallentamento nell’economia è evidente, ma i cittadini hanno diritto a un’informazione chiara: l’Ocse fa raccomandazioni che sono nei principi e nei fatti reali che questo governo ha messo in campo in questi mesi. Ad esempio, parla di aumento degli investimenti e noi li abbiamo aumentati, così come riguardo la riduzione del rapporto debito-pil, dell’aumento della produzione industriale, della riduzione tassi medi rendimento debito, così come della riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Negli ultimi 10 anni sono state messe in campo misure che hanno frenato del tutto l’economia fino a farla fermare, è indubbio. Ma non si può pensare che in 9 mesi il nostro governo abbia messo in campo misure che l’hanno frenata maggiormente. Questo non è possibile”. “Quando il segretario generale dell’Ocse ha parlato di reddito di cittadinanza e di quota 100, io ero lì in prima fila, ho avuto impressione che non fosse troppo entrato nel merito delle misure tant’è che lo stesso ministro Tria ha spiegato che quota 100 non è una riforma delle pensioni, ma una misura necessaria per cambiare il passo e per fare un lavoro di transizione”, ha concluso.


Su Marte c’è il metano: la conferma da uno strumento italiano

Nel 2013 il rover Nasa Curiosity, aveva messo a punto un’interessante scoperta: un’emissione di metano che oggi è stata confermata, in modo indipendente, da un team internazionale di ricercatori guidato da Marco Giuranna dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e a cui partecipano colleghi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell’Agenzia Spaziale Italiana. La scoperta – informano Asi, Inaf e Ingv in una nota – è stata possibile grazie ai dati ottenuti dallo strumento italiano Pfs (Planetary Fourier Spectrometer) a bordo della sonda Esa Mars Express ed è stato possibile anche individuare la possibile zona di emissione: a circa 500 chilometri ad est del Cratere di Gale, un’area analizzata in lungo e in largo da Curiosity. La ricerca di metano su Marte è di fondamentale importanza poiché la molecola potrebbe avere origine biologica e quindi servire da tracciante della presenza di vita sul pianeta rosso. Tuttavia, prima d’ora, nessun rilevamento era stato confermato con misurazioni indipendenti. “Finalmente adesso abbiamo la prima osservazione simultanea di metano su Marte, nello stesso luogo e nello stesso momento, da parte di due strumenti indipendenti e molto diversi tra loro: un rover in superficie ed uno spettrometro in orbita attorno al pianeta”, dice Marco Giuranna, primo autore dell’articolo che descrive la scoperta, pubblicato sulla rivista Nature Geoscience. Lo spettrometro di Fourier Pfs, strumento a bordo della sonda europea Mars Express fornito dall’Agenzia Spaziale Italiana, ha rilevato per la prima volta la presenza di tracce di metano nell’atmosfera marziana nel 2004. Oggi, 15 anni dopo, lo stesso strumento riporta la presenza di un picco di metano nell’atmosfera sopra il cratere Gale. Le osservazioni di PFS sono del 16 giugno 2013. Il giorno precedente il rover Curiosity aveva osservato quantità di metano simili all’interno dello stesso cratere. Ma il team non si è fermato qui. Questi risultati, infatti, hanno fornito un’opportunità unica per individuare la zona del pianeta dalla quale è stato probabilmente rilasciato il gas. “Abbiamo adottato un approccio sinergico per integrare le osservazioni di PFS con simulazioni atmosferiche e con fattori geologici, e poter risalire alla sorgente del metano. Il risultato più importante è che due studi completamente indipendenti suggeriscono lo stesso luogo di origine”, spiega Giuranna. Tutti i vincoli osservazionali disponibili, infatti, sono stati forniti ad un modello teorico di circolazione globale dell’atmosfera marziana per identificare le aree di provenienza del gas più plausibili. Le simulazioni sono state eseguite considerando scenari realistici di emissione di gas, come i tipici andamenti di rilascio del gas dalle rocce osservati sulla Terra. I risultati del modello, sviluppato dal Royal Belgian Institute for Space Aeronomy, indicano che una regione situata circa 500 km ad est del cratere Gale ha un’alta probabilità di essere il luogo di origine del metano osservato. Un’analisi geologica, completamente indipendente dal modello atmosferico, ha indicato la stessa regione di provenienza. “Abbiamo studiato il contesto geologico marziano in un’ampia regione attorno al punto di rilevazione del gas, alla ricerca di strutture che potrebbero essere associate al rilascio di metano – spiega Giuseppe Etiope dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) di Roma – la regione più interessante dal punto di vista geologico è proprio la stessa indicata dai modelli di circolazione globale. Questa vasta area include il terreno fratturato di Aeolis Mensae che ospita, in un settore chiamato Medusae Fossae Formation (Mff), numerose faglie e un sottosuolo ricco di ghiaccio, come il permafrost diffuso nelle aree fredde della Terra. Poiché il permafrost può contenere metano o fornire una copertura impermeabile per la risalita di gas – conclude Etiope – è possibile che il metano venga rilasciato lungo le fratture in maniera episodica, per parziale scioglimento del ghiaccio, per sovrappressione del gas che si accumula nel sottosuolo, eventi sismici o per l’impatto di meteoriti”. Questi risultati costituiscono un primo importante passo per comprendere l’origine del metano su Marte. “L’Italia contribuisce da anni alle missioni verso il pianeta Marte – spiega Barbara Negri, responsabile Asi dell’Unità Esplorazione e Osservazione dell’Universo – e ha conquistato un’importante leadership europea sia scientifica che industriale. L’Asi ha realizzato la strumentazione su diverse missioni Esa e Nasa a Marte, che permettono alla comunità scientifica italiana di produrre risultati importanti sulla base dell’interpretazione dei dati raccolti”. “Non abbiamo scoperto l’origine ultima del metano” conclude Giuranna. “Molti processi abiotici e biotici possono generare metano su Marte. Tuttavia, il primo passo per capire l’origine del metano su Marte è determinare i luoghi di rilascio. Un’analisi dettagliata di questi luoghi, alla fine, ci aiuterà a rivelare l’origine e il significato del metano rilevato”. Il lavoro è stato pubblicato sull’ultimo numero della rivista Nature Geoscience nell’articolo “Independent confirmation of a methane spike on Mars and a source region east of Gale Crater”.


Juncker è “leggermente preoccupato” l’economia del Belpaese

Jean-Claude Juncker si è detto “leggermente preoccupato nel vedere che l’economia italiana continua a regredire” e ha esortato il governo a mettere in campo “tutti gli sforzi supplementari per mantenere viva la crescita”. Il presidente della Commissione Ue ha parlato in conferenza stampa a conclusione dell’incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sottolineando che le previsioni di crescita all’1% per l’Italia andranno riviste al ribasso e “considerato il debito pubblico italiano”. Da cui l’invito al governo italiano a fare “tutti gli sforzi supplementari possibili per mantenere viva la crescita”. “Noi siamo aperti e vedremo come procedere al riguardo”, ha aggiunto Juncker. Poi il Premier Conte : "Il Governo aveva previsto il rallentamento del debito pubblico per questo ha elaborato una manovra che vuole perseguire una politica espansiva ma responsabile approvando misure di cui il paese necessitava da troppi anni per ristabilire equità sociale". "Sul Def, l’impalcatura non cambia rispetto allo scenario concordato con la Commissione lo scorso dicembre". "In settimana confidiamo approvare il decreto crescita con misure in grado dare impulso a crescita e effettiva e potenziale". Conte ha anche fatto sapere di aver illustrato a Juncker anche il decreto sblocca-cantieri. "Abbiamo avuto un colloquio cordiale e costruttivo come sempre, abbiamo fatto un giro d’orizzonte su tutti i temi": ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. "Le autorità italiane facciano sforzi supplementari per mantenere in vita la crescita in Italia". "Tra Italia e Commissione Ue è grande amore, con tutti i ministri italiani". Lo ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker nelle dichiarazioni a Palazzo Chigi al termine del vertice bilaterale con il premier Giuseppe Conte. "Sono leggermente preoccupato per il fatto che l’economia italiana continua a regredire e auspico che le autorità italiane facciano sforzi supplementari per mantenere in vita la crescita economica". In materia di immigrazione serve "una solidarietà più articolata tra l’Europa e l’Italia, che porta un grande fardello". Lo ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, tornando a ricordare il finanziamento di un miliardo dato all’Italia per l’immigrazione e che dunque l’Ue non l’ha lasciata sola.


Salvini annuncia: “13 detenuti romeni sconteranno la pena a casa loro”

“Un volo Roma-Bucarest sta per riportare in Romania 13 detenuti che sconteranno la pena nel Paese d’origine. Sono stati condannati per violenza sessuale, omicidio, riduzione in schiavitù, rapina, ricettazione, sequestro di persona, induzione alla prostituzione. Felice che, con buonsenso, anche su questo fronte si stia realizzando quanto avevamo promesso. I criminali stranieri ospitati nelle nostre galere possono e devono scontare la pena nel Paese d’origine. Il viaggio di questi 13 è solo un anticipo di quello a cui sta lavorando il collega Bonafede con tutto il mio sostegno. Dalle parole ai fatti”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini.


In cambio di posti di lavoro e alimenti il voto: 14 arresti

Posti di lavoro e generi alimentari in cambio di voti che, per le elezioni amministrative 2018, a Torre del Greco (Napoli), sarebbero stati venduti anche 20 euro. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri che hanno eseguito 14 misure cautelari anche nei confronti di due consiglieri comunali, uno agli arresti domiciliari, l’altro con un divieto di dimora in Campania. A gestire la compravendita dei voti era secondo l’accusa un gruppo criminale che avrebbe acquistato voti per cifre tra 20 e 35 euro, o in cambio di generi alimentari, o promettendo posti di lavoro previsti in un progetto regionale. Un candidato, eletto consigliere comunale, in cambio di voti avrebbe fatto assumere a tempo determinato 5 persone in una ditta appaltatrice del servizio di nettezza urbana. Un altro candidato, anche lui eletto consigliere, è accusato di favoreggiamento e rivelazione di segreto di ufficio per avere informato di un controllo delle forze dell’Ordine alcune persone che compravano voti davanti a un seggio. Ai 14 indagati i carabinieri di Torre del Greco e il GIP di Torre Annunziata contestano, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio elettorale, voto di scambio elettorale, attentati contro i diritti politici del cittadino, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio, favoreggiamento, detenzione illegale di armi da sparo comuni e da guerra.


L’Anbi lancia l’ allarme idrico: dopo il Po anche l’Adige entra in sofferenza

L’Adige, secondo fiume d’Italia e dal quale “pescano” gli acquedotti di Rovigo, segnala una crescente sofferenza idrica: il trend è allarmante, se si paragona l’attuale portata, inferiore ai 100 metri cubi al secondo, a quella del Marzo di 5 anni fa: oltre 271 metri cubi al secondo nel 2014, un exploit idrico, dal quale ci si è progressivamente allontanati. D’altronde, sul bacino del fiume Adige, nella prima quindicina di Marzo è caduto il 93% di pioggia in meno (-89% sull’intera regione Veneto; il record spetta al bacino polesano Fissero Tartaro Canalbianco:-97%!). Grave è anche la situazione dei fiumi in Emilia Romagna, dove l’Enza (a Vetto) è quasi asciutto, il Secchia (a Lugo) segna la portata di mc/sec 1,53 contro una media del periodo pari a 31,2 (!) ed il Reno (a Casalecchio) registra una portata di mc/sec 2,57 contro una media, nel periodo, di 25 metri cubi al secondo! Continua, invece, il trend positivo nelle regioni meridionali, dove i bacini di Puglia, Sicilia e Sardegna sono indicativamente oltre il 60% delle capacità d’invaso, largamente superiore alle condizioni dello scorso anno. “Il paradosso italiano, cui dover porre urgente rimedio, si accentua, se consideriamo che, sul Bel Paese, ogni anno sono finora caduti mediamente 302 miliardi di metri cubi di pioggia, di cui i cambiamenti climatici hanno incrementato l’estremizzazione degli eventi, aumentando i rischi idrogeologici; ad oggi, di tale ricchezza idrica invidiata da tutto il mondo, tratteniamo, per diversi usi, solo l’11,3%! Usando un termine proprio di altri settori, dobbiamo maggiormente tesaurizzare tale patrimonio sempre prezioso” A segnalarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI). “Contestualmente, secondo il Ministro dell’Ambiente, il 20% del territorio italiano è a rischio desertificazione per un andamento meteorologico, a macchia di leopardo, accentuato da una spesso incontrollata cementificazione del suolo, la cui prima risposta sta nell’aumentare la resilienza delle comunità attraverso la creazione di bacini per trattenere l’acqua, quando arriva: in Italia attualmente esistono 381 dighe con altrettanti invasi, ma ne servirebbero altri 2000 di dimensioni medio-piccole e che non vanno ad interferire con la “naturalità” dei nostri fiumi e torrenti. Se ne evince – conclude il dg di ANBI, Massimo Gargano - che i 30 cantieri del Piano Nazionale Invasi, in fase di avvio, devono essere solo la prima tranche di un piano più ampio, mirato alla realizzazione di infrastrutture idrauliche, indispensabili a cogliere le opportunità di un Paese ricco, dati alla mano, dall’ “oro blu”, anche se nessuno oggi lo direbbe. Ecco perché serve cultura e formazione ad ogni livello per affrontare, a 360°, un problema epocale.”


L’illegalità commerciale e industriale mette a rischio il business da 80 miliardi nei settori più colpiti del lusso

Sono 28 mila in Lombardia le imprese nei settori del lusso, si tratta dei settori a maggior rischio contraffazione nei marchi del design di moda, orologi, gioielli e accessori. Di queste 11 mila sono a Milano su un totale italiano di 212 mila imprese. Si tratta delle attività di design specializzate, della fabbricazione di profumi e cosmetici, di oggetti di gioielleria e oreficeria, del commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento, calzature, articoli in pelle, articoli di profumeria, orologi e gioielleria. Circa 100 mila gli addetti coinvolti in Lombardia su 400 mila in Italia, di cui 60 mila a Milano. Un business da 17 miliardi a Milano su circa 80 miliardi in Italia. Secondo i dati di Infocamere sono 2530 le imprese sequestrate lombarde nel registro delle imprese, il 14% italiano. 10 aprile in Camera di commercio a Milano in via Meravigli 9 b e in videoconferenza nelle sedi di Monza e Lodi, incontro su “Etica pubblica, etica professionale e tutela della trasparenza”. Il ruolo dei professionisti nella prevenzione e nel contrasto della corruzione e della criminalità organizzata. Promosso da Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi in collaborazione con Avviso Pubblico e gli Ordini Professionali delle Province di Milano, Monza Brianza e Lodi. Partecipano : Luca Bertoni | Consigliere della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, PierPaolo Romani | Coordinatore Nazionale di Avviso Pubblico, Stefania Pellegrini | Professoressa associata Dipartimento di Scienze Giuridiche Università di Bologna. Ha dichiarato Luca Bertoni, presidente del Comitato Provinciale per la lotta alla contraffazione: “Siamo impegnati nella lotta alla contraffazione con il Comitato di Milano che dedica un appuntamento alla criminalità organizzata. Il reato di contraffazione è espressione di vere e proprie attività criminali organizzate che generano un impatto profondamente negativo sul tessuto economico e sociale, sia locale che nazionale, in termini di perdita di fatturato, di gettito fiscale, di mancata occupazione e di reimpiego di risorse di provenienza illecita, a danno del mercato sano e competitivo, con gravi ripercussioni sulla sicurezza dei lavoratori e dei consumatori”. Comitato Provinciale per la lotta alla contraffazione dal 14 dicembre a Milano. La Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi ha accolto l’invito del Ministero dello Sviluppo Economico e di Unioncamere, di costituire un Comitato Provinciale per la lotta alla contraffazione, che veda la Camera di Commercio operare, in stretto raccordo con la Prefettura, con le autorità e le associazioni, alla creazione di un “rilevatore” del fenomeno sul territorio, con funzioni di promozione, supporto e monitoraggio, attività di prevenzione e repressione degli illeciti connessi alla contraffazione e di in-formazione al consumatore e alle imprese sui rischi e i danni connessi al fenomeno.


Studio della Coldiretti: record cibo italiano in Qatar +291% in dieci anni

E’ quanto afferma la Coldiretti su dati Istat in relazione alla visita del premier Conte nell’ipermercato della catena Lulu del Paese arabo, dove per la prima volta si trovano in vendita prodotti degli agricoltori italiani a marchio Fai “Firmato dagli agricoltori italiani” con un intero spazio a loro dedicato. "Questa area 100% Made in Italy è il risultato della collaborazione avviata da Coldiretti attraverso Filiera agricola italiana con le autorità del Paese arabo per favorire la diffusione dei veri prodotti della dieta mediterranea fra cui olio extra vergine di oliva, riso, formaggi, salse, sughi, pasta, miele, dolci, biscotti, spumante analcolico e presto arriverà anche il pecorino" annuncia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in Sardegna all’incontro di agricoltori, allevatori e pastori con il Vicepremier Matteo Salvini e il neogovernatore Christian Solinas. “Di fronte ai segnali di difficoltà dell’economia nazionale ed europea evidenziati per ultimo dall’ OCSE - precisa Prandini - e necessario cercare nuovi mercati per tornare a crescere”. I prodotti agricoli italiani – spiega Coldiretti - sono esportati in Qatar con il logo “Firmato dagli agricoltori italiani” grazie alla collaborazione con “Lulu group” che è una delle principali catene di distribuzione che opera in 31 paesi situati in Asia, Stati Uniti, Europa e Medio Oriente compreso il Qatar, con un fatturato annuo del valore di 7,4 miliardi di dollari, 48.450 addetti e sede ad Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti. Una iniziativa per far conoscere il vero Made in Italy è combattere le imitazioni che si stanno diffondendo anche nel mondo arabo, dal parmesan alla zottarella fino all’asiago grattugiato prodotto negli Usa. Se le esportazioni agroalimentari Made in Italy nel mondo hanno raggiunto il valore di 41,8 miliardi di euro – sottolinea la Coldiretti – sale però a oltre 100 miliardi il valore dei falsi Made in Italy agroalimentare a livello planetario con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio, per effetto della pirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che richiamano all’Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale. “In altre parole all’estero più di due prodotti di tipo italiano su tre sono falsi” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’impegno delle imprese per promuovere il vero Made in Italy va difeso a livello nazionale ed internazionale con una maggiore rigore nelle norme sull’etichettatura e nella tutela dei marchi tipici del patrimonio agroalimentare nazionale”.


ACI: perde sprint a marzo la corsa dell’auto usata. In crescita moto di seconda mano e radiazioni

Va segnalato, tuttavia, che quest’anno il mese di marzo ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto all’analogo mese del 2018, il che si traduce in un incremento dei passaggi netti dell’1,6% in termini di media giornaliera. Discorso analogo per le minivolture: -2,0% la variazione mensile a marzo e +2,6% la media giornaliera. Per ogni 100 vetture nuove ne sono state vendute 150 usate nel mese di marzo e 165 nel primo trimestre dell’anno. Per quanto riguarda in particolare le vetture alimentate a gasolio, anche nel mese di marzo a dispetto del calo delle prime iscrizioni (-24,2% rispetto allo stesso mese del 2018, con un’incidenza rispetto alle vendite totali in calo dal 53,6% di marzo 2018 al 45,1% di marzo 2019), il mercato dell’usato ha archiviato risultati piuttosto differenti, con una lieve diminuzione dei passaggi di proprietà delle auto diesel (-0,3%) ma un incremento della loro quota sul totale (dal 49,4% di marzo 2018 al 50,9% di marzo 2019). Quale ulteriore elemento esemplificativo della tendenza a cedere diesel usati, si evidenzia a marzo anche l’aumento delle minivolture di auto a gasolio (+1,2%), a fronte di un calo dei minipassaggi di quelle a benzina (-6,0%). In linea con l’aumento a due cifre delle prime iscrizioni, i passaggi di proprietà dei motocicli depurati dalle minivolture hanno invece messo a segno a marzo un incremento mensile del 23,0% (+28,8 media giornaliera). Complessivamente nel primo trimestre dell’anno si sono registrate crescite del 2,6 % per le quattro ruote, del 7,6% per le due ruote e del 2,5% per tutti i veicoli. I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.it Variazioni mensili positive a marzo per le radiazioni, con aumenti del 4,8% per le autovetture (9,7% media giornaliera) e del 4,2% per i motocicli (9,2% media giornaliera). Si conferma sempre in crescita, ad ogni modo, il parco circolante: il tasso unitario di sostituzione delle quattro ruote a marzo è stato pari a 0,71 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 71) e a 0,82 nei primi tre mesi dell’anno. Nel primo trimestre 2019 le radiazioni hanno archiviato in totale contrazioni dell’1,5% per le auto, del 18,2% per le moto e del 3,4% per tutti i veicoli.


Roma, Raggi denuncia: “Siamo sotto attacco, sfido gli interessi mafiosi”

“I fatti parlano chiaro: siamo sotto attacco”. Ne è convinta la sindaca di Roma Virginia Raggi che lo racconta in un’intervista al Fatto quotidiano in edicola oggi: “Non ho paura di chi grida al complotto – chiarisce Raggi – e sfido gli interessi della criminalità. Roma non si piega agli interessi mafiosi”. “Abbiamo avuto incendi nei due impianti per il trattamento dei rifiuti del Salario e di Rocca Cencia, nel deposito cassonetti Ama di Tor de Cenci e nell’isola ecologica di Acilia, più circa 600 cassonetti bruciati – ricorda Raggi -. E una decina tra furti e danneggiamenti alle sedi del servizio giardini”. Gli impianti, ammette la sindaca “prendono fuoco anche altrove. È sicuramente in corso una guerra dei rifiuti a livello nazionale. Ma a Roma c’è una frequenza di incidenti alta, direi. E la certezza è che un determinato sistema ha sempre lucrato sullo smaltimento dei rifiuti indifferenziati e noi lo stiamo combattendo puntando sulla raccolta differenziata”. I cassonetti bruciati, sottolinea tuttavia Raggi, “si trovano per la maggior parte nel X e nel VII municipio, quelli dei clan Spada e Casamonica”.


A Roma un workshop sulle problematiche della corruzione

L’Agi (Associazione Giuriste Italiane), organizza un interessante worshop sul fenomeno della corruzzione. L’associazinesempre presente nelle problematiche più scottanti e decisive per la crescita democratica del Paese, affronta il fenomeno corruttivo sotto ogni sua sfaccettatura. Fenomeno così diffuso e radicato nella nostra società da assomigliare ad una piovra che con i suoi tentacoli infetta le istituzioni e i cittadini. L’agi, attraverso la voce dei relatori, ne illustra gli aspetti giuridici, sociali ed economici e gli eventuali rimedi per prevenire, combattere e arginare il fenomeno. L’incontro è previsto per mercoledì, 3 aprile 2019 dalle ore 15 alle ore 18 alla Cassa Nazionale di Previdenza ed assistenza forense, in via Ennio Quirini Visconti 8 a Roma Un workshop coordinato da Daniela Brancati. Tra gli interventi quello di Maria Lo Moro sulla normativa italiana e le misure di prevenzione della corruzione nelle procedure di affidamento nei contratti pubblici. Linda Laura Sabbadini analizzerà la percezione del fenomeno, Daniela Carrà parlerà di etica, pubblica amministrazione e corruzione. Interventi autorevoli anche di Paolo Galdieri, Sergio Santoro, Agostino Chiappiniello e Paolo Buzzetti.


Regione Lazio, Mattia: l’azienda Wind Tre trovi soluzioni al trasferimento donne lavoratrici

’’Ci sono circa 150 lavoratori della sede di Parco de Medici, il 70% dei quali donne, coinvolti in una vicenda dagli aspetti controversi per la quale da questa mattina i dipendenti del settore Finance di Roma hanno dapprima tenuto un picchetto sotto la ex sede Tre di via San Severo e si sono poi spostati sotto al Mise. L’11 aprile l’astensione dal lavoro si estenderà a tutto il personale Wind Tre d’Italia mentre dall’8 aprile, per 30 giorni, lo sciopero riguarderà le prestazioni accessorie”. Lo dichiara Eleonora Mattia (PD), presidente della IX Commissione regionale lavoro e pari opportunità, a margine dell’audizione che si è svolta presso il Consiglio regionale del Lazio alla presenza di Cgil, Cisl e Uil territoriali e regionali, Rsu e del dottor Marco Mondino, responsabile relazioni industriali di Wind Tre, per comprendere dall’Azienda le reali intenzioni al fine, precisa la Mattia, “di individuare, ove possibile, una soluzione condivisa con le parti sociali per assicurare ai lavoratori e alle loro famiglie un futuro e una dignità qui a Roma”. “Nell’audizione alla Pisana, - continua la presidente della IX Commissione - la Regione Lazio ha ribadito l’intenzione di svolgere il proprio ruolo per scongiurare il trasferimento a Milano di tutto il settore Finance, un trasferimento che comporterebbe di fatto la perdita del lavoro per buona parte dei lavoratori, in larga maggioranza donne. In particolare si potrebbe pensare a dei contratti di solidarietà con un piano di riqualificazione del personale affinché lo stesso possa rimanere sul territorio laziale e spingere l’azienda a ripensare una scelta inspiegabile, in un contesto di smart working che già consente di lavorare al di fuori dei locali aziendali. La proposta dello spostamento da Roma a Milano, purtroppo, altro non è che un licenziamento mascherato da trasferimento con un impatto di genere fortissimo”. “Nel nostro Paese - conclude la Mattia - non è facile trasferirsi da Roma a Milano per motivi di lavoro, con famiglia al seguito, e le donne si trovano così costrette a dimettersi sia perché è complesso, se non impossibile, trovare un altro lavoro per il coniuge, sia per l’assenza della rete familiare che spesso supporta una coppia di lavoratori con figli. Per migliorare l’efficienza si dovrebbe invece ricorrere a strumenti alternativi, come riqualificazione professionale o smart working, che non costringono le lavoratrici e i lavoratori a rinunciare al lavoro pur di non sacrificare la propria famiglia”.