Libia, l’esercito di Haftar avanza verso Tripoli: scontri nella notte

Il governo d’Accordo Nazionale libico (GNA) ieri in serata ha dichiarato l’allerta generale dopo che una colonna di 300 mezzi blindati del Libyan National Army (LNA) del generale Khalifa Haftar, partito dal Sud del Paese con il dichiarato obiettivo di “ripulire la Tripolitania dal terrorismo” è arrivato nella città di al Garian, un centinaio di chilometri a Sud della capitale Tripoli. Lo riferiscono i media locali. Nella nottata tra mercoledì e giovedì si sono verificati i primi scontri “tra le forze di Bengasi (LNA) e milizie armate rivali a sud di Tripoli”, senza precisare la località dove sarebbero avvenuti. E questo mentre sui social media, account vicini ad Haftar hanno pubblicato un comunicato attribuito ad una milizia fedele al GNA, che annuncia di passare a fianco delle forze di Haftar. “Al fine di evitare lo spargimento di ulteriore sangue dei figli di una unica patria, noi Brigate dei Ribelli di Tripoli annunciamo di stare dalla parte della maggioranza degli onesti del popolo libico e di unirci a LNA sotto la guida del generale Haftar e tutte le nostre forze da ora in poi rispondono al suo comando”. La mobilitazione generale ordinata dal GNA del presidente Fayez Serraj, riconosciuto dalla Comunità internazionale, è stato rilanciato anche dal ministro dell’Interno Fathi Bishaga. In un comunicato rivolto ai cittadini di Tripoli e ripreso da Libya Observer, Bishaga ha detto: “Assicuro al nostro popolo libico che le forze del Ministero degli Interni sono pronte e pienamente capaci di affrontare qualsiasi tentativo di minare la sicurezza della capitale o mettere in pericolo la sicurezza dei civili”. SEcondo il ministro, “non c’è modo di porre fine alla crisi se non attraverso mezzi politici e pacifici, la sicurezza di Tripoli non potrà essere scalfita”. I gravi sviluppi degli avvenimenti arrivano proprio mentre il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, proveniente dal Cairo, è arrivato nella serata di ieri a Tripoli, dove oggi dovrebbe incontrare Sarraj. Su Twitter, Guterres ha scritto di essere “totalmente determinato a sostenere il processo politico in questo Paese per guidarlo verso la pace, la stabilità la democrazia e la prosperità”. E nella notte il governo di accordo nazionale libico, guidato da Fayez al Sarraj, ha dichiarato lo stato d’emergenza e mobilitato le forze armate per rispondere all’eventuale invasione di gruppi armati provenienti dall’Est del Paese, al comando del generale Khalifa Haftar. A darne notizia il Libya Observer in un tweet.


Di Maio: "Preoccupato per la deriva di ultradestra della Lega"

Il vicepremier Luigi Di Maio si è detto preoccupato da "questa deriva di ultradestra che a volte anche la Lega abbraccia e mi vede per forza costretto a prendere le distanze". Intervenendo a "Stasera Italia" il leader del M5s ha comunque specificato che "quando lavoriamo sui fatti con la Lega andiamo d’accordo". Ha poi ribadito che "i temi etici non sono nel contratto di governo: le conquiste sociali degli ultimi 20 anni non si toccano". Di Maio ha poi annunciato che venerdì saranno annunciati i candidati del MoVimento per le Europee. "I cittadini italiani conosceranno i nostri candidati per le elezioni europee dopodomani, perché domani c’è l’ultimo turno. I candidati devono essere meritevoli, vengono selezionati quelli che conoscono lingue e che hanno titoli di studio, più ne conoscono più sono alti nella classifica. Nelle prossime settimane a me spetta l’onere di decidere i capilista e vorrei individuare persone che non deluderanno i cittadini italiani. Ci sarà una proposta di cinque nomi che sottoporrò ai nostri iscritti per la conferma".


Truffati da banche, ADOC: "Tutelare piccoli risparmiatori, no a indennizzi pioggia"

“Siamo contrari a rimborsi a pioggia che non tengano conto delle singole posizioni e del livello di rischio dell’investimento – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – a nostro avviso è essenziale favorire i piccoli risparmiatori, verificando se realmente siano stati raggirati e truffati. Per questo è necessario valutare le singole posizioni, adottando dei criteri di valutazione come la professione, il comportamento d’investimento, la coerenza con il profilo di rischio, la tipologia del titolo, il ruolo svolto dalla Banca e l’informativa fornita. Alla stregua di quanto avvenuto in passato con i bond Parmalat e argentini. Se risultasse, dopo la valutazione, che il cittadino non aveva le competenze necessarie o che sia stato tratto in inganno sull’investimento è giusto che venga indennizzato. Ma indennizzare anche chi ha investito a puri fini speculativi, ben conscio dei rischi connessi, non solo lo riteniamo eticamente sbagliato e in contrasto con il dettato Costituzionale, che tutela il risparmio e non la speculazione, ma rischia di avviare un effetto economicamente dirompente sul sistema: in futuro chi volesse investire nelle imprese, che si reggono principalmente sugli investimenti in azioni, potrebbe richiedere un rimborso di quanto investito in caso di fallimento dell’impresa, annullando il principio del rischio d’impresa. Inoltre si realizzerebbe una disparità di trattamento con i cittadini coinvolti in precedenti default, che sono stati ristorati solo dopo attenta valutazione. Ci auguriamo pertanto che il Governo adotti una soluzione giusta e bilanciata, a tutela del piccolo risparmiatore che, spesso, ha visto sparire i risparmi di una vita perché mal consigliato o raggirato.”


Salvini: “Sono stufo di sprecare soldi italiani per mantenere migliaia di rom”

“Sto lavorando al ministero e, come promesso agli italiani, entro la fine del mandato non ci sarà più un campo rom in nessuna città d’Italia. L’obiettivo zero campi rom è qualcosa a cui stiamo lavorando e le periferie vanno trattate con amore e con cura”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha risposto a una domanda sulla guerriglia urbana di ieri sera a Torre Maura periferia est della Capitale per la presenza di un gruppo di rom. “Chi si vuole integrare si integra, la casa la paga, l’affitta, lavora, manda i figli a scuola, chi non si vuole integrare fa una scelta, sono stufo di sprecare i soldi degli italiani per mantenere migliaia di rom che non fanno un accidente dalla mattina alla sera o che rubano, se va male”, ha aggiunto Salvini, sottolineando di aver parlato con “la prefettura e con il sindaco. Certe scelte vanno calcolate e si possono usare le periferie, a Roma come in altre città italiane, per nascondere i problemi”.


Brexit, via libera da Camera dei Comuni a legge anti no-deal

La Camera dei Comuni inglese respinge per la seconda volta e con un solo voto (313 a 312) una Brexit senza accordo. E’ infatti stato approvato un disegno di legge che esclude una Brexit no-deal obbligando il governo di Theresa May a chiedere un’ulteriore proroga all’Ue in caso Brexit senza un accordo. Il testo, che ha raccolto una maggioranza trasversale e promosso dalla laburista Yvette Cooper, passerà adesso alla Camera dei Lord. Il leader del partito laburista britannico Jeremy Corbyn ha descritto il suo incontro con il primo ministro Theresa May sulla Brexit come “utile, ma non risolutivo”. In un’intervista televisiva, Corbyn ha spiegato che non si sono registrati “tanti cambiamenti quanto ci si aspettava” nell’approccio del capo del governo. Il leader laburista, si legge sulla Bbc, ha affermato di avere sollevato una serie di questioni e che discussioni tecniche tra le due parti proseguiranno nei prossimi giorni. Un portavoce di Downing Street, a sua volta, ha detto che “i colloqui odierni sono stati costruttivi, entrambe le parti hanno mostrato flessibilità e impegno per porre fine all’attuale fase di incertezza sulla Brexit”. “E’ stato concordato un programma di lavoro che protegga l’occupazione e la sicurezza”, si legge sul quotidiano The Guardian.


Maltempo, Federforeste: abeti caduti rinascono con violini Stradivari

Mentre scatta il nuovo allarme della Protezione civile per frane e bufere in Veneto, dagli abeti della Val di Fiemme abbattuti dalla tempesta di pioggia e vento nasceranno i futuri violini di Stradivari con 2,5 tonnellate di tavole di pregiato legno di risonanza che saranno affidate alla Scuola Internazionale di Liuteria “Antonio Stradivari” di Cremona per creare violini, viole, violoncelli e contrabbassi sulla scia di una tradizione secolare conosciuta in tutto il mondo. Ma i boschi della musica della Val di Fiemme sono in allerta per il maltempo – spiega Federforeste – e si monitora lo stato di salute degli alberi rimasti in piedi insieme alla situazione dei tronchi scaraventati al suolo dalla furia della tempesta Vaia a novembre che torneranno a vivere grazie ai violini. Il prezioso legname per i liutai di Cremona, messo a disposizione in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento e Comune di Salò, sarà usato dopo una stagionatura di tre anni in modo che perda l’umidità accumulata all’aperto e le sue fibre esprimano al meglio il passaggio delle note e delle vibrazioni. Il legno della Val Di Fiemme – sottolinea Fedeforeste – è solo una parte dell’enorme patrimonio boschivo che secondo la Coldiretti copre per più di un terzo la superficie italiana con 12 miliardi di alberi troppo spesso abbandonati a se stessi per l’abbandono dei terreni di montagna e la mancata gestione delle foreste in un Paese come l’Italia che utilizza solo il 30% dell’incremento annuo dei boschi contro una media europea superiore al 55%. E se l’industria italiana del legno è la prima nella UE, la materia che utilizza – avverte Federforeste - arriva però da altri Paesi come Austria, Francia, Svizzera e Germania tanto che ormai la maggior parte dei mobili venduti in Italia è fatta con assi straniere senza che il consumatore lo sappia. Come avviene con il cibo che mettiamo nel piatto – sottolinea Federforeste – è necessario arrivare a un’etichetta d’origine anche per il legno perché dietro a ogni tavola utilizzata vive un mondo fatto di territori e persone con un’intera filiera composta da agricoltori boscaioli, segherie, trasportatori, industrie e artigiani. Gli stessi violini di Stradivari – conclude Federforeste – non esisterebbero e non avrebbero le loro esclusive proprietà musicali senza il legno degli abeti della Val di Fiemme.


Famiglia: Uecoop, posto all’asilo solo per un bambino su quattro

E’ quanto emerge da un’analisi dell’Unione europea delle cooperative Uecoop su dati Istat in relazione all’annuncio del vice premier Luigi Di Maio di misure per le famiglie: dal bonus asili a quello per le baby sitter fino agli sgravi Irpef. I servizi di welfare famigliare sono sempre più importanti – spiega Uecoop – e quelli legati all’infanzia hanno ormai un ruolo strategico soprattutto in presenza di due genitori che lavorano entrambi e che non hanno parenti a cui affidare i figli nelle ore di assenza fuori casa. La spesa per gli asili dell’infanzia in Italia – rileva Uecoop – sfiora 1,5 miliardi di euro all’anno con oltre 350mila posti autorizzati su un totale di 1,4 milioni di bambini fra zero e due anni potenziali utenti. E non è un caso che per 6 dipendenti su 10 (59%) al primo posto nella classifica dei benefit aziendali preferiti – spiega Uecoop su dati Ipsos - ci siano quelli legati alle spese familiari, dall’asilo alla scuola dei figli. Il welfare privato sta diventando sempre più complementare rispetto al pubblico per rispondere a una crescente richiesta di servizi e assistenza – sottolinea Uecoop – che arriva soprattutto da chi non ha possibilità di sfruttare reti familiari di sostegno a cui affidare i figli nelle ore di assenza fuori casa. E se da una parte il 46% dei benefit più desiderati è legato alle spese scolastiche dei figli per tasse e libri di testo c’è un altro 22% che punta su asili nido e baby sitter. Per rispondere a questa domanda di assistenza – sottolinea Uecoop – sono sempre più diffusi nelle grandi aziende anche asili per i figli dei dipendenti oppure iniziative di mini nido con “tate” che seguono piccoli gruppi di bambini in grandi appartamenti attrezzati. Servizi che sia nel pubblico che nel privato – conclude Uecoop - sono spesso realizzati insieme a cooperative in grado di offrire personale già formato e locali adatti.


Politica: nasce ’’Ti candido’’, lo scouting di talenti per fare poitica dal basso

Da quando siamo partiti, circa tre settimane fa, grazie alla collaborazione con Produzioni dal Basso, abbiamo già raccolto 5000 euro in microdonazioni. Oltre 20 candidature ricevute di grande livello, persone con competenze da spendere che hanno deciso di mettersi a disposizione del progetto come "fiancheggiatori", donatori inaspettati. Cosa vogliamo fare? Ti Candido è un comitato elettorale “all’americana”, esperimento unico in Italia, che ha l’obiettivo rafforzare la nostra democrazia sostenendo chi vuole impegnarsi in politica per promuovere un’agenda politica di giustizia sociale. Come? Cerchiamo candidature credibili e radicate e in cambio diamo strumenti semplici, nuovi, accessibili: sosteniamo economicamente le campagne elettorali attraverso un finanziamento trasparente e collettivo; forniamo supporto concreto ai candidati nella competizione elettorale. Come funzionerà Ti Candido? Abbiamo un piano e siamo convinti di una cosa: la politica non deve essere un privilegio per pochi e vogliamo dare mezzi per eleggere chi vuole costruire giustizia sociale nei luoghi dove si prendono le decisioni. I potenziali candidati alle comunali del prossimo maggio interessati al progetto potranno candidarsi sul sito www.ticandido.it e impegnarsi pubblicamente sul nostro manifesto dei valori. Ti Candido, sulla base delle candidature ricevute e dei profili, selezionerà le persone da sostenere. Cerchiamo candidati di sinistra, progressisti, moderni, che aderiscano alla nostra carta dei valori: più uguaglianza, più reddito e lavoro, un sistema di tassazione giusto che combatta l’evasione, più redistribuzione, più servizi (istruzione, casa, cura, trasporto e infanzia), più accoglienza, meno discriminazione fra uomo e donna, più democrazia e diritti nei luoghi di lavoro, lotta alla criminalità organizzata, più investimenti pubblici per creare sviluppo e innovazione, transizione ecologica dell’economia e degli eco-sistemi urbani. In queste settimane stiamo ottenendo risultati straordinari, anche oltre le nostre aspettative. Ma non possiamo fermarci. Stiamo cercando di migliorare Ti Candido in molti punti, ma le donazioni sono alla base di tutto. Solo grazie a tante, tantissime piccole somme potremo fare qualcosa di inedito e fare davvero la differenza. Più donazioni, più risorse, più candidati. Più possibilità di vincere. Più potere alla democrazia. Informazioni, promotori, carta dei valori e modalità di finanziamento si possono trovare sul sito www.ticandido.it


Carta dʼidentità: torna la dicitura "madre" e "padre" al posto di "genitori"

Il Viminale ha reso noto che è in Gazzetta Ufficiale il provvedimento che prevede la dicitura "madre" e "padre" per la carta di identità dei minorenni anziché "genitori". Il modifica il testo di quello del 23 dicembre 2015. Lo scorso novembre era stato lo stesso ministro Salvini a proporre il reintegro di "padre" e "madre", prendendosi il "no" non solo dell’Anci e del Garante della Privacy ma anche degli alleati di governo del Movimento 5 Stelle. Il decreto, firmato dal ministero dell’Interno, da quello della Pubblica Amministrazione e da quello dell’Economia, porta la data del 31 gennaio 2019. La nuova norma prevede la sostituzione del termine "genitori" con "padre" e "madre" ogni qual volta si presenta nel decreto che predispone le "modalità tecniche di emissione della carta d’identità elettronica".


Maltempo, Coldiretti: salva semine dopo deficit idrico del 78%

E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati dell’Arpa in occasione dell’avviso di condizioni meteorologiche avverse emesso dalla protezione civile per il maltempo che porta di nuovo la neve sulle Alpi. Il mese di marzo straordinariamente caldo e siccitoso ha aggravato la situazione di grave deficit idrico dell’Italia dove durante l’inverno sono mancati ben 15 milioni di metri cubi di acqua secondo una analisi della Coldiretti sui dati Meteoexpert. Lungo la Penisola l’area maggiormente penalizzata dalla mancanza di acqua è il Nord-Ovest per l’anomalia climatica di quest’anno – sottolinea la Coldiretti – ha lasciato senza neve le montagne ed a secco invasi, fiumi, laghi e compromesso le riserve nei terreni necessarie per le semine primaverili di granoturco, soia, girasole, barbabietole, riso, pomodoro ma a preoccupare sono anche gli ortaggi e le piante da frutto fiorite in anticipo per le alte temperature. Se da un lato infatti il “bel tempo” ha permesso agli agricoltori di fare le lavorazioni per preparare il terreno alla semina in modo ottimale, non si può dire la stessa cosa per la germinazione dei semi, che – spiega la Coldiretti – può avvenire solo se in presenza di buona umidità del terreno. In queste condizioni – continua la Coldiretti – il maltempo è manna per gli agricoltori ma per essere di sollievo la pioggia deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni. In particolare a preoccupare è la grandine, l’evento più temuti dagli agricoltori in questo momento perché i chicchi si abbattono sulle verdure e sui frutteti in fiore e – spiega la Coldiretti – spogliano le piante compromettendo la produzione successiva. Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.


ACLI Roma e Pastorale Sociale della Diocesi di Roma per avvicinare i giovani al mondo del lavoro

Lunedì 8 aprile 2019, alle ore 16.15, presso la Sala Incontri, in via della Madonna dei Monti 41 a Roma, si terrà il primo incontro formativo della II edizione del cantiere "Generiamo lavORO", finanziato dalla Regione Lazio con le risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e promosso dalle ACLI di Roma e dalla Pastorale Sociale della Diocesi di Roma, in collaborazione con Cisl di Roma Capitale e Rieti, Mcl Roma, Mlac Lazio, AC Roma, UCID Roma, Confcooperative Roma e Centro Elis. Il cantiere raccoglie la sfida lanciata in occasione della tappa finale del percorso sperimentale "Generare Futuro Roma", in cui significative organizzazioni che si riconoscono nei valori della Dottrina Sociale della Chiesa hanno sottoscritto un patto al fine di concentrare tutte le proprie risorse ed energie per costituire soluzioni concrete al problema della dignità del lavoro, all’interno di un orizzonte di rinnovamento comune e condiviso. Il cantiere "Generiamo lavORO" ha quindi l’obiettivo di promuovere e rimettere al centro il lavoro dignitoso quale perno di cittadinanza e sviluppo integrale della persona e della comunità, con un approccio valoriale, educativo e al tempo stesso concreto, in grado di fornire ai giovani un kit di strumenti per facilitarne l’ingresso e la permanenza nel mondo del lavoro. Il percorso formativo si articolerà in un ciclo di 11 laboratori che, integrando innovazione tecnologica e abilità manuali e valorizzando l’eccellenza ed il know how di ciascuna delle realtà aderenti, permetteranno l’acquisizione di importanti competenze, con particolare attenzione allo sviluppo delle soft skills (competenze trasversali) essenziali per il mondo del lavoro. Al termine del percorso saranno rilasciati attestati di partecipazione. Il programma dell’incontro introduttivo, dal titolo "Il lavORO che vale", prevede gli interventi di: S.E. Mons Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare del settore Centro e segretario generale della Diocesi di Roma, Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia, prof. Simone Budini, ERShub@Uniluiss. "Oggi il lavoro – dichiara Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia – è un’emergenza sociale. Tanto nella Capitale quanto nell’intero Paese il lavoro manca e quando c’è è spesso precario, in nero e ridotto a mero scambio prestazione-compenso, privando di conseguenza la persona coinvolta di una stabilità e progettualità a lungo termine. A soffrire in questo contesto occupazionale, sempre più difficile e insidioso, sono soprattutto i giovani che non riescono a guardare con fiducia al loro futuro lavorativo. Per ridare speranza alla nuova generazione, che non può e non deve rimanere precaria ma ha diritto al suo "per sempre", è necessario un cambio di mentalità che superi la logica degli interventi spot e frammentati attraverso l’impegno di una rete che coinvolga attivamente Istituzioni, Associazioni, Società Civile, Imprese, Scuola e Chiesa, per costruire lavoro buono partendo dai desideri e dalle aspirazioni dei giovani. Ed è in questa direzione che si colloca il Cantiere Generiamo Lavoro, i cui pilastri portanti sono il patto firmato da tutti i soggetti partecipanti e questo percorso di avvicinamento dei giovani al mondo del lavoro". "Sono particolarmente felice – aggiunge Don Francesco Pesce, incaricato dell’Ufficio per la pastorale sociale della Diocesi di Roma – di questa iniziativa perché è rivolta ai giovani ed è calibrata direttamente sui loro bisogni per aiutarli a superare le difficoltà d’accesso al lavoro. Già l’anno scorso abbiamo raccolto ottimi frutti con tanti ragazzi della Capitale che sono riusciti a trovare un’occupazione. Grazie alla piena collaborazione delle tante realtà coinvolte, questi laboratori offrono ai giovani un’opportunità unica e concreta, quella di scoprire qualcosa in più su loro stessi e di acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità, energia necessaria per guardare con fiducia al mercato del lavoro".