Caso Cucchi, l’Arma dei Carabinieri parte civile

“Crediamo nella giustizia e riteniamo doveroso che ogni singola responsabilità nella tragica fine di una giovane vita sia chiarita, e lo sia nella sede opportuna, un’aula giudiziaria”. Così ha scritto il comandante generale dell’Arma, Giovanni Nistri, in una lettera alla famiglia di Stefano Cucchi indirizzata a Ilaria Cucchi e pubblicata oggi da Repubblica. “Gentile Signora Ilaria Cucchi ho letto con grande attenzione la lettera aperta che ha pubblicato sul suo profilo Facebook. Sabato scorso, a Firenze, nel rispondere a una domanda di una giornalista, pensavo a voi e alla vostra sofferenza, che ho richiamato anche nel nostro ultimo incontro. Pensavo alla vostra lunga attesa per conoscere la verità e ottenere giustizia. Mi creda, e se lo ritiene lo dica ai suoi genitori, abbiamo la vostra stessa impazienza che su ogni aspetto della morte di Suo fratello si faccia piena luce e che ci siano infine le condizioni per adottare i conseguenti provvedimenti verso chi ha mancato ai propri doveri e al giuramento di fedeltà”. Insomma – continua Nistri – “abbiamo la vostra stessa impazienza prosegue Nistri nella lettera perché il vostro lutto ci addolora da persone, cittadini, nel mio caso, mi consenta di aggiungere: da padre. Lo abbiamo perché anche noi la stragrande maggioranza dei carabinieri, come lei stessa ha più volte riconosciuto, e di ciò la ringrazio crediamo nella giustizia e riteniamo doveroso che ogni singola responsabilità nella tragica fine di un giovane vita sia chiarita, e lo sia nella sede opportuna, un’aula giudiziaria”. “I tre accusati di omicidio preterintenzionale scrive ancora Nistri sono già stati sospesi. Non sono stati rimossi, è vero. Ma è pur vero che se ciò fosse avvenuto si sarebbe forse sbagliato. Faccio al riguardo due esempi – continua il comandante – Oggi emerge che uno dei tre secondo quanto egli ha dichiarato accusando gli altri due potrebbe essere innocente. Erano innocenti gli agenti della Polizia Penitenziaria che pure erano stati incolpati e portati a giudizio”. “Comprendiamo l’urgenza e la necessità di giustizia, così come lo strazio di dover attendere ancora. Ma gli ulteriori provvedimenti, che certamente saranno presi, non potranno non tenere conto del compiuto accertamento e del grado di colpevolezza di ciascuno. Ciò vale per il processo in corso alla Corte d’Assise. E ciò varrà indefettibilmente anche per la nuova inchiesta avviata dal Pubblico Ministero nella quale saranno giudicati coloro che oggi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere”. E quindi: “Io per primo, e con me i tanti colleghi, oltre centomila, che ogni giorno rischiano la vita – conclude Nistri – soffriamo nel pensare che la nostra uniforme sia indossata da chi commette atti con essa inconciliabili e nell’essere accostati a comportamenti che non ci appartengono. Con sinceri sentimenti”.


Di Maio non manda in soffitta l’alleanza giallo-verde ma avverte Salvini: “Basta scortesie”

Da parte del M5S, e dunque del maggiore azionista dell’esecutivo, non c’è alcuna tensione” ma “soddisfazione per il lavoro svolto fino ad oggi”, cui anche la Lega ha fornito un “importante supporto”. E’ quanto scrive in una lettera al Corriere della Sera il vicepremier Luigi Di Maio, ringraziando Matteo Salvini “per il sostegno che ha offerto al cambiamento” e chiedendo però al Carroccio di mettere fine a “una certa scortesia ingiustificata” usata nei confronti dei ministri del Movimento Cinquestelle. “Certo, siamo diversi”, sottolinea Di Maio. “Ci sono delle diversità tra il M5S e la Lega, è evidente, ma per questo c’è anche un accordo di base, una road map che culminerà al termine del naturale corso della legislatura. In particolare su questo aspetto, credo di disporre delle opportune credenziali per rassicurare non solo gli italiani, ma anche gli investitori, i mercati finanziari e chi ci osserva con attenzione”. Della “flat tax”, di cui “si discute accesamente”, Di Maio dice che lui e il Movimento condividono “i termini e lo scopo”. “Ne parla il contrattoesarà uno dei punti che occorrerà raggiungere, associandovi, a mio parere, comunque un principio di proporzionalità per fare in modo che il beneficio stesso sia distribuito con criterio verso le famiglie e il ceto medio”, precisa il minsitro e vicepremier. Quanto invece al futuro posizionamento in Europa, Di Maio trova “paradossale”, “un’alleanza europea con quei governi che rifiutano di accettare la ridistribuzione dei migranti che arrivano in Italia”. “Sarebbe un controsenso lamentarsi con l’Ue perché non accetta le quote e poi stringere intese partitiche con gli stessi Paesi (penso ad Orbán) che sono causa della nostra emergenza. Paesi tra l’altro che ci ignorano e ci snobbano, violando le regole, mancando di rispetto all’Italia e agli italiani”, è il suo ragionamento. “A ognuno il suo, però, non voglio entrare nel merito dell’argomento. Ne faccio solo una questione di coerenza. Dal canto suo il M5S vuol dar vita ad un progetto nuovo, che cambi l’Europa dall’interno, che abbia al centro della propria agenda le imprese, il lavoro, la democrazia diretta, i diritti e l’ambiente”, commenta Di Maio.


Libia, Maitig (Gna): “Il generale Haftar si fermi o lo annienteremo”

Il generale Khalifa Haftar ha tradito il popolo libico e se non si fermerà le forze di Tripoli annienteranno ogni minaccia militare proveniente dalle sue forze armate. È questo l’avvertimento lanciato oggi in un’intervista a La Stampa da Ahmed Omar Maitig, vicepresidente del Consiglio presidenziale del Governo di accordo nazionale libico (Gna), nonché esponente di spicco di Misurata, protagonista della componente militare più attiva nella controffensiva nei confronti del generale. “Noi siamo il governo legittimo della Libia. Questo è un colpo di Stato non c’è altro modo per definirlo. Lui vuole prendere il controllo della Libia e vuole essere a capo di un suo governo militare, vuole instaurare una giunta, una vera e propria dittatura. Noi siamo per la democrazia e per le elezioni”, precisa Maitig. “C’è stata una dura escalation di violenze da parte delle forze di Haftar giunte a ridosso di Tripoli, proprio quando avevamo avuto un’infinità di raccomandazioni da parte della comunità internazionale sul fatto che il generale non si sarebbe avvicinato alla capitale e ai suoi tre milioni di abitanti, o che non avrebbe nemmeno messo piede nell’ovest della Libia. Stavamo per raggiungere un buon accordo sulle elezioni”, sottolinea Maitig. “Pertanto siamo stati colti di sorpresa, lui ha tradito la nostra fiducia e quella della nostra gente. Haftar ha tradito il popolo libico”. Secondo il vicepresidente del Consiglio presidenziale del Governo di accordo nazionale libico anche la comunità internazionale ha le sue responsabilità. Haftar, a suo dire, “ha avuto sicuramente il via libera di taluni governi che non guardano di buon occhio il Gna”. “Ci sono governi che dialogano con noi in pubblico esprimendo sostegno al Gna, ma dietro le quinte agiscono in maniera totalmente opposta sostenendo azioni che vanno contro il governo legittimo e che destabilizzano il Paese”, è il suo ragionamento. E Maitig dice di avere “parlato in maniera molto franca con il vice ministro degli Esteri russo e gli ho detto che Mosca deve inviare un messaggio forte e chiaro all’amico Haftar, ovvero che deve ritirare le forze di occupazione dall’ovest del Paese, ma anche dal sud della Libia”. Noi, insiste, “non ci fermeremo davanti a nulla, andremo sino in fondo, annientando ogni suo tentativo di aggressione”. Quanto all’Italia, “è un partner strategico, in questi anni ha fatto senza dubbio di più rispetto ad altri Paesi per prevenire questo genere di aggressioni da parte di Haftar”. “Altri Paesi avrebbero potuto fare di più”, conclude Maitig, “e anche l’Italia, mi permetto di dire, in questa fase dovrebbe fare di più”. Intanto c’è già un primo bilancio del conflitto che racconta di 32 morti ed oltre cinquanta feriti, molti dei quali civili.A darne notizia il ministro della Sanità del governo di accordo nazionale, Ahmed Omar, in una dichiarazione alla tv libica ’Libya Al-Ahrar’ sottolineando come la maggior parte delle vittime siano civili, anche se non ne ha precisato il numero. Sono 14, invece, le vittime annunciate finora dall’esercito di Haftar. L’aviazione del governo di Tripoli ha condotto ieri un raid contro la base aerea di Al-Wattiyah, a sud-est di Tripoli verso il confine tunisino, controllata dell’Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar. Lo ha reso noto sulla sua pagina Twitter il Libya Observer, secondo il quale la base di Al-Wattiyah è servita come punto di partenza per raid contro l’area di Naqliya camp sulla strada per l’aeroporto internazionale (chiuso nel 2014), nonostante le promesse di lasciare questa base fuori dei combattimenti.


Pensioni, per quota 100 arrivate 113.495 domande

Sono in totale 113mila 495 le domande arrivate all’Inps fino a venerdì scorso. Lo comunica in una nota lo stesso istituto di previdenza. Nella gestione dipendenti sono 40.453, in quella pubblica 38.375, per i commmercianti 9.535, per gli artigiani 9.921, coltivatori diretti 2.316. Altre 5.241 arrivano dalla gestione fondi speciali e 7.122 dal cumulo.


Salute, Parkinson: il punto su quanto fatto dal 1999 a oggi e su quanto ancora da fare

Se ne parlerà al primo congresso della Si.Me.Gen. che si apre il 10 aprile a Palazzo Reale "Parkinson 1999:2019: cosa è cambiato?” è il tema del convegno che si svolgerà dalle 14 alle 19.30 di mercoledì 10 aprile nella Sala Mattarella del Palazzo Reale, in piazza del Parlamento 1. A promuoverlo è la Si.Me.Gen., Società italiana di medicina di genere nelle neuroscienze, nell’ambito del suo primo congresso nazionale che si svolgerà giovedì 11 e venerdì 12 aprile nella Sala Ducroit dell’Hotel Borsa, in via Cartari 18, sempre a Palermo. Una due giorni, questa, organizzata in collaborazione con “Donne in neuroscienze” e patrocinata dal Comune di Palermo, che, per la prima volta in Italia, vedrà esperti di calibro nazionale confrontarsi sulle diverse modalità di cura e di diagnosi, dedicando particolare attenzione alle differenze di genere nelle patologie neurologiche. L’anticipazione, però, sarà il pre-congresso di mercoledì 10, che servirà a fare il punto sui cambiamenti avvenuti in questi anni dalle cure alla qualità della vita delle persone con Parkinson alle prospettive future. Sarà presente anche l’associazione “Parkinson – ApiS”, che quest’anno festeggia venti anni di attività e che, per l’occasione, traccerà un bilancio del lavoro svolto dal 1999 ad oggi. I lavori saranno aperti da Marina Rizzo, presidente della Si.ME.GEN., che darà poi la parola a Vincenzo Bonavita per una lectio magistralis sull’Errore diagnostico e il metodo clinico in neurologia. Tanti gli interventi di questa prima giornata, come quello atteso del noto neurologo Pablo Martinez Martin (Madrid), che parlerà della “Qualità della Vita delle Persone con Parkinson”, portando alla conoscenza di tutti i test che ha validato lui stesso a livello internazionale. Le tavole rotonde che seguiranno parleranno di “Aspetti bioetici e direttive anticipate nelle malattie neurodegenerative” come anche di “Presa in carico della persona con Parkinson. Collegamento Ospedale – Territorio – Medico di famiglia e Care-giver”. «Il professore Bonavita introdurrà questa giornata cominciando a darle ritmo e non vediamo veramente l’ora - afferma Marina Rizzo - così come siamo veramente felici di avere con noi il professore Martin perché non capita tutti i giorni di avere una tale personalità nella nostra città. Sarà un pre-congresso che darà il via alla due giorni che, da Palazzo Reale si sposterà all’Hotel Borsa, dove proseguiremo con un ricchissimo calendario di interventi. Contiamo sulla partecipazione della città, verso la quale ci stiamo aprendo con un congresso che non è stato pensato solo per gli addetti ai lavori ma per tutti coloro i quali vogliono capire di più in quanto magari vivono direttamente o indirettamente le conseguenze di questa malattia». Prima delle conclusioni della giornata, intorno alle 19 di mercoledì 10, si potrà assistere al video che racconterà la storia dei primi 20 anni di vita dell’APiS, introdotto da Angela Zummo Mistretta e commentato da Vincenza Rao.


Vinitaly, Coldiretti: da etichetta fieno a vino scomponibile, le novità 2019

Dall’etichetta fatta di fieno che salva gli alberi al vino scomponibile, da quello invecchiato nelle acque del lago a quello che matura in miniera, dai tappi di zucchero a quelli che diventano gioielli, fino alle bottiglie con il termometro incorporato o con la carta d’identità digitale, all’archeo-vino e ai bianchi e rossi ottenuti dai nuovi vitigni “green”. Sono alcune delle novità 2019 che fanno tendenza nel mondo del vino, presentate per la prima volta a Casa Coldiretti al Vinitaly allo show room delle curiosità dalla vigna al bicchiere. La Cantina di Venosa (Potenza) ha ideato – spiega Coldiretti - la prima etichetta fatta con il fieno coltivato in azienda invece che con la carta, una soluzione totalmente sostenibile che punta sull’economia circolare per rendere realmente “green” le bottiglie di Aglianico del Vulture Doc. Viene, invece, dalla Puglia, con la società vinicola “Otri del Salento” di San Pancrazio Salentino (Brindisi), l’innovativo vino scomponibile, mini bottiglie di vetro da 25 centilitri che, messe ad incastro una sull’altra, formano un’unica bottiglia con 3 tipologie di vino diverse. Ma c’è chi ha ideato forme di invecchiamento alternative – continua Coldiretti - alla classica cantina, per dare al vino valori organolettici e caratteristiche assolutamente unici. Un esempio viene dall’azienda agricola Monte Due Torri di Genzano (Roma) che mette a maturare per uno o due anni spumante e vino rosso sul fondo del lago di Nemi. “Riposa” poi addirittura sotto il lago ghiacciato di Levico lo spumante Lagorai prodotto dalla cantina Romanese, in provincia di Trento. Duemila bottiglie che passano l’inverno chiuse in 4 gabbie d’acciaio a 20 metri di profondità. Non manca neppure chi ha preferito la montagna per l’invecchiamento del proprio vino. E’ il caso – spiega Coldiretti - della Cantina Tramin che per sette anni fa maturare il suo Gewürztraminer in una delle gallerie dell’ex miniera di Monteneve, a 2000 metri di quota, tra le Valli di Ridanna e Passiria, in Alto Adige, a 450 metri di profondità. Ha puntato, invece, sulla tradizione antica di conservare il vino nelle anfore di terracotta – prosegue Coldiretti – Francesco Gabriele Bafaro, giovane agricoltore-archeologo di Acri, in Calabria. Per il suo archeo-vino Acroneo ha ricostruito il processo di vinificazione usato nel Bruzio, l’antica Enotria. E in anfore di terracotta da 800 litri, create dai mastri artigiani fiorentini, viene conservato all’Isola d’Elba anche il vino della Cantina Arrighi. La cantina di Valdobbiadene Canevel – aggiunge Coldiretti -, nel Gruppo Masi, ha ideato il metodo di spumantizzazione "Seta’ge", che nasce dalla fusione delle parole "seta" e "perlage" e consiste nell’ottenere bollicine sottili ed eleganti come la seta, mentre a Perugia le Cantine Goretti hanno inventato un’etichetta che cambia colore in base alla temperatura, facilitando il giusto abbinamento ai piatti. Hanno addirittura un microchip le bottiglie dell’azienda Madonna delle Macchie, di Castiglione in Teverina (Viterbo). Grazie a una app, basta avvicinare lo smartphone per avere tutte le informazioni sul vino: dalla raccolta delle uve, alle fasi di vinificazione, alla certificazione, imbottigliamento. Alberto Marsetti a Sondrio ha, invece, dotato il suo pregiato Sfursat della Valtellina di una carta d’identità digitale che racconta la storia e le peculiarità di ogni singola bottiglia. L’innovazione è anche green. Nel Bergamasco – continua Coldiretti - l’azienda agricola “Nove Lune” coltiva vitigni resistenti alle malattie che eliminano del tutto o quasi l’uso di trattamenti chiamati super-bio, da cui nasce un vino ancestrale, ottenuto da una antica tecnica di vinificazione. In questo modo il bianco prodotto rimane torbido naturale. Puntano sui vitigni resistenti anche l’azienda agricola Pravis, la cantina in verticale della giovane Erika Pedrini a Trento, e a Padova l’azienda agricola Parco del Venda di Vò Euganeo (Padova). L’impatto ambientale si riduce anche con i primi tappi di zucchero, chiusure ideate dalla PlantCorc di Vinventions, realizzate utilizzando un polimero plastico derivato dalla canna da zucchero. Ma l’economia virtuosa si costruisce anche con il riciclo, che diventa addirittura prezioso – conclude Coldiretti - come nel caso di Alessandra, viticoltrice veronese, per tutti “Madame Zamuner” che usa le capsule del suo spumante per realizzare orecchini, pendagli e bracciali, assieme all’artigiano orafo vignaiolo Giò Patuzzi.


Osservatorio salute vista, Glaucoma: il 45% dei pazienti non segue la terapia

A dimostrarlo è un recente studio pubblicato sulla rivista American Journal of Ophthalmology. E altri studi fanno emergere come a 4 anni dall’inizio della terapia ipotonizzante il 48% dei pazienti assuma soltanto un terzo del dosaggio prescritto, ovvero mette effettivamente il collirio solo una volta su tre. Numeri che evidenziano come quello dell’aderenza alla terapia sia un problema molto diffuso tra i pazienti affetti da glaucoma e in generale tra tutti gli anziani. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, i “non aderenti” superano il 70% fra gli anziani, che spesso sono colpiti da diverse malattie e affrontano maggiori difficoltà a seguire le indicazioni del medico. Basta pensare che l’11% degli anziani (circa 1 milione e 500mila persone in Italia) deve assumere ogni giorno 10 o più farmaci. Proprio per questo è stato depositato un disegno di legge che prevede l’istituzione di una Giornata Nazionale per l’Aderenza alla Terapia, da celebrare il 12 aprile. “Quello dell’aderenza alla terapia nei pazienti con glaucoma è un problema estremamente attuale tant’è vero che il numero di pubblicazioni annuali sul tema è praticamente triplicato nel giro di soli 10 anni”, dichiara Michele Figus, Direttore della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, dell’Università di Pisa. “I dati che abbiamo sono stati ottenuti utilizzando particolari flaconi che misurano la quantità di collirio somministrato, oppure contando il numero di gocce rimaste nel flacone dopo ogni mese di trattamento, oppure misurando costantemente con una apposita bilancia l’ora di sollevamento del flacone e il suo peso o infine misurando quando e quante volte il flacone veniva capovolto per somministrarsi le gocce”. Dimenticare di mettere le gocce ipotonizzanti non è un problema da poco per i pazienti glaucomatosi. La principale conseguenza di questa scarsa aderenza è, purtroppo, una progressione più rapida della malattia e del danno sostanzialmente irreversibile. I motivi della scarsa aderenza sono numerosi e di diversa natura. Il principale ostacolo è innanzitutto di natura psicologica. Poiché la terapia anti-glaucomatosa è un trattamento conservativo e non migliorativo della visione, i pazienti non riescono ad apprezzare i benefici di una corretta aderenza. “Il paziente glaucomatoso - spiega il professor Figus - presenta generalmente un buon visus e la terapia ipotonizzante non migliora questa condizione ma anzi può causare alcuni effetti collaterali quali bruciore, annebbiamento, sensazione di corpo estraneo, arrossamento degli occhi per cui il paziente è portato a pensare che la terapia non sia efficace ma che anzi sia peggiorativa della sua condizione”. Altro ostacolo all’aderenza terapeutica è la difficoltà dei pazienti ad instillare i colliri in modo corretto. Si tratta spesso di persone anziane affette da disabilità che purtroppo hanno difficoltà a maneggiare flaconi piccoli e difficili da comprimere. In questo senso la presenza di un caregiver che aiuti il paziente a somministrare correttamente il collirio è di fondamentale importanza ma, purtroppo, non sempre possibile. Anche se l’incremento della pressione intraoculare rimane a tutt’oggi il più importante e ben documentato fattore di rischio associato all’insorgenza e alla progressione del glaucoma, le più recenti ricerche hanno evidenziato una origine neuronale della malattia, con la degenerazione delle cellule gangliolari della retina. Per questo si sta facendo strada un nuovo approccio di neuroprotezione che affianca alla classica terapia ipotonizzante anche quella anti-ossidante con molecole come il Coenzima Q10. Il Coenzima Q10 si somministra in gocce come terapia complementare di quella ipotonizzante ma di recente, proprio con l’obiettivo di facilitare la compliance, è stata introdotta anche la formulazione orale. “Il Coenzima Q10 agisce sulla catena respiratoria del mitocondrio che rappresenta una sorta di stazione energetica delle nostre cellule”, spiega il professor Figus. La dose consigliata è due capsule al giorno, preferibilmente dopo i pasti, con abbondante sorso d’acqua. La somministrazione orale semplifica questa terapia complementare e la rende accessibile a tutti”.


Cibus - Alimentari, vendita a domicilio in crescita dello 0,7%. Sempre più richieste le eccellenze del Made in Italy

Secondo il presidente di Univendita Ciro Sinatra «I prodotti di eccellenza vengono valorizzati dalla professionalità dei venditori, che costruiscono con i consumatori un rapporto di fiducia». L’esempio di Bofrost: il catalogo della più grande azienda di surgelati porta a porta punta sulle specialità tutelate DOP e IGP Crescono fra i consumatori l’attenzione alla provenienza dei prodotti alimentari e la richiesta di proposte di eccellenza. In Italia, il paese che vanta il più alto numero al mondo di ingredienti tutelati, le produzioni a indicazione geografica (DOP, IGP, STG) hanno superato i 15,2 miliardi di euro di valore alla produzione per un contributo del 18% al valore economico complessivo del settore agroalimentare nazionale (Rapporto ISMEA-Qualivita 2018). Un trend che si riflette anche nella vendita di prodotti alimentari a domicilio. In occasione di Cibus Connect 2019 Univendita, la più importante associazione di categoria del settore, rende noto che la categoria merceologica degli alimentari è cresciuta dello 0,7% nel 2018, superando i 306 milioni di euro di fatturato. E in questo quadro i prodotti simbolo del Made in Italy alimentare sono sempre più richiesti: un esempio emblematico è quello di Bofrost, la più grande azienda italiana di surgelati porta a porta, che nel suo catalogo comprende una quindicina di ingredienti a indicazione geografica provenienti da tutta Italia. «Gli italiani sono sempre più consapevoli ed esigenti in materia di consumi alimentari e gli ingredienti DOP e IGP rappresentano ai loro occhi una garanzia di autenticità e di qualità» spiega Gianluca Tesolin, amministratore delegato dell’azienda che nel 2018-19 ha fatturato 238 milioni di euro, è cresciuta di 77 milioni negli ultimi dieci anni e serve 1,2 milioni di famiglie italiane, con una quota di mercato del 10% nel settore surgelati (fonte GFK-Eurisko, AT ago ’18, Totale Italia). «Nel tempo la nostra proposta si è arricchita di prodotti tutelati – spiega Tesolin – che proponiamo sia al naturale, come le patate e le carote del Fucino IGP, sia soprattutto come ingredienti delle nostre specialità, dalle pizze ai primi piatti, dove spiccano fra gli altri i formaggi Asiago, Montasio e Parmigiano Reggiano DOP. Inoltre negli ultimi anni abbiamo affiancato ai surgelati anche una linea di alta gastronomia con oli, aceti, conserve e confetture in cui le eccellenze IGP sono protagoniste». In particolare, alcune delle pizze Bofrost sono realizzate con pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP, Radicchio di Chioggia IGP, Asiago DOP e cipolla rossa di Tropea IGP. Nei piatti come parmigiana, lasagne e sformati si fa notare la Mozzarella di Bufala Campana DOP. Un grandissimo successo di Bofrost è il Frico, tradizionale piatto friulano dove il formaggio dev’essere rigorosamente il Montasio DOP. E fra le specialità della linea “L’Antica Magnolia” troviamo fra gli altri l’Aceto Balsamico di Modena IGP, i capperi di Pantelleria IGP, il pesto di pistacchio verde di Bronte DOP, il pesto rosso con basilico genovese DOP e il radicchio rosso di Treviso IGP precoce, in versione grigliata e sott’olio. «Le eccellenze del nostro Made in Italy sono valorizzate al meglio grazie alla vendita a domicilio» sottolinea il presidente di Univendita Ciro Sinatra, che prosegue: «Quando si tratta di prodotti di eccellenza, con peculiarità uniche e legati a storie straordinarie, la competenza del venditore gioca un ruolo chiave nel far percepire ai clienti tutto il valore della proposta. Grazie al rapporto di fiducia, e di tipo consulenziale, che si instaura tra venditori e clienti, tutte le caratteristiche dei prodotti di qualità emergono al meglio. Questo elemento, unito all’alto livello del servizio e alla comodità della consegna a casa, rappresenta una delle ragioni del successo della vendita a domicilio anche per quanto riguarda il settore alimentare». Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, DES, Fi.Ma.Stars, Just Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Starline, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Vorwerk Italia - divisione Bimby, Vorwerk Italia - divisione Folletto, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni. Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).


All’Asta gli immobili di Unicef e di altri 18 tra Enti Morali e Istituti Religiosi

Entro il 28 maggio vanno spedite le offerte in busta chiusa per aggiudicarsi uno dei 65 beni immobili ereditati 08 Aprile 2019 - E’ stato recentemente pubblicato sul sito www.entimorali.it, il XXIII bando di gara d’offerte per la vendita degli immobili di proprietà di Enti Morali e Istituti Religiosi. Si tratta di una particolare procedura di vendita che assicura la massima trasparenza agli Enti e ai partecipanti che potranno visitare gli immobili e ricevere la documentazione completa. Gli interessati all’acquisto potranno prendere parte alla gara che scadrà il 28 maggio 2019 inviando il modulo scaricabile dal sito di www.entimorali.it. E’ importante sottolineare il valore etico dell’offerta: grazie alla dismissione dei beni immobili, che nella maggior parte dei casi provengono da lasciti testamentari, gli Enti potranno finanziare i propri progetti umanitari o sociali. E’ possibile consultare la lista degli immobili in gara e il relativo regolamento su www.entimorali.it, che da molti anni promuove le varie fasi di questa particolare procedura di vendita avvalendosi di professionisti qualificati operanti in tutte le regioni italiane. In questo bando sono presenti importanti proprietà a Firenze, Torino, Pietrasanta, Roma, Milano e Como. Il sito ufficiale dell’Unicef ospita una pagina dedicata https://www.unicef.it/doc/383/con-entimorali-acquisti-una-casa-e-aiuti-unicef.htm Bandodigara2019 al link: https://www.entimorali.it/bando-gara-maggio2019.pdf video su youtube al link https://youtu.be/L9J-Z6LZtMg


Psicologia, inchiesta Ludopatia: l’altra faccia del gioco

Il portale Guidapsicologi.it, al fine di offrire un quadro più ampio su questa problematica sociale, ha svolto un’indagine sulla ludopatia a livello nazionale. Il panorama che prende forma dai risultati dello studio effettuato, è decisamente poco confortante: le ricerche relazionate al problema del gioco in Italia hanno subito un aumento del 14,04 % nell’ultimo anno. Ad essere coinvolti sono soprattutto gli uomini appartenenti alla fascia di età compresa tra i 25 e i 44 anni. Dalle donne che denunciano il problema del proprio partner, alla ricerca di una soluzione, arriva un’ulteriore conferma di come le conseguenze di questo tipo di dipendenze si ripercuotano anche sulla sfera affettiva del soggetto parte in causa e sulle persone che lo circondano. Roma e Milano si dividono la metà delle ricerche attive di soluzioni concrete al problema della ludopatia (sintomi, cure e studi specializzati). Un aumento generale. Preoccupano i Millennials A livello nazionale i dati relativi alla ludopatia sono in costante aumento. Nell’ultimo anno infatti, le ricerche relazionate a questa patologia hanno registrato una crescita dell’indice percentuale del 14,04%. Un dato interessante che può contribuire a delineare una visione d’insieme è quello relativo alla fascia di età maggiormente coinvolta: dai 25 ai 34 anni l’aumento è del 33,25%. Si tratta del doppio rispetto al dato medio. E si tratta di una generazione, quella dei Millennials, che purtroppo vanta già altri primati allarmanti a livello sociale. Un dato che ne conferma la condizione di instabilità e mette in luce le conseguenze estreme a cui si può arrivare a causa della precarietà. Il mio compagno soffre di ludopatia La preoccupazione da parte delle donne per la dipendenza da gioco del proprio compagno è un altro dei dati analizzati in questo studio. Le percentuali confermano l’ampio coinvolgimento della fascia d’età 25-34 (54%) e 35-40 (46%). Sono numeri che rivelano come le conseguenze della ludopatia non si limitino al diretto interessato, coinvolgendo le persone vicine che si ritrovano ad essere vittime di menzogne, e, in alcuni casi, di furti. Milano è la città in cui la donna si prodiga maggiormente per risolvere la situazione (18,70%), distanziando di poco Roma (17,10%). Sul podio anche Napoli (9,3%) seguita da Torino (4,65%), Firenze (3,15%) e Genova (3,15%). Sintomi della ludopatia e ricerca di aiuto specializzato A volerne sapere di più sono i giovani, che cercano informazioni sui sintomi, perché coinvolti in modo diretto oppure indiretto. Sul podio la generazione X, 35-44, con il 31,36% delle ricerche effettuate, seguita dai Millennials (30,54%). Degni di nota anche i dati della fascia di età 45-54 (21,18%) e 55-64 (16,92%). La città con il maggior numero di ricerche legate alla sintomatologia sono Roma (24,18%) e Milano (16,92%), con un distacco di oltre 10 punti percentuali la terza, Napoli (5,65%). Per risolvere i problemi di ludopatia, esistono centri specializzati. A bilanciare la situazione, un dato rassicurante arriva dai Millennials, che si aggiudicano il primo posto per la ricerca di percorsi per uscire dalla dipendenza dal gioco (39,28%), seguiti anche in questo caso da generazione X (26,87%). A sorpresa i giovanissimi (18-24) si dimostrano sensibili e attivi nella ricerca di un supporto al problema: l’11,63%. La percentuale precipita invece tra gli over 55 (5,58%) e tra gli over 65 (3,05%). È evidente la maggiore informazione tra giovani e giovanissimi, così come la loro capacità di riconoscere l’esistenza di un problema e la volontà di affrontarlo e superarlo. Per quanto riguarda gli studi specializzati, la Lombardia è la prima regione per ricerche effettuate (23,37%), seguita dal Lazio (16,65%) e da un testa a testa tra Campania (7,75%), Emilia-Romagna (7,58%), Veneto (7,29%), Piemonte (6,59%) e Toscana (6,38%). Quali sono i sintomi e cosa fare? Per intervenire, è importante riconoscere il problema. Una persona affetta da ludopatia soffre di almeno tre di questi sintomi: ? Ansia e preoccupazioni: pensa continuamente al gioco e alle sue esperienze passate, presenti o frutto di sogni. ? Assuefazione: fa puntate sempre più alte/frequenti per rivivere le emozioni. ? Astinenza: se prova a ridurre/interrompere le sessioni di gioco diventa irrequieto o irritabile. ? Evasione: il gioco è un modo di evadere dai problemi o migliorare lo stato d’animo. ? Rivincita: quando perde, cerca sempre una rivincita, non smette di giocare finché non vince. ? Menzogne: mente a famiglia, amici o psicologi per nascondere le somme perse al gioco. ? Perdita di controllo: non riesce a diminuire o smettere di giocare, nonostante ci provi. ? Azioni illegali: può violare la legge per ottenere soldi per giocare o recuperare perdite. ? Mettere a repentaglio relazioni importanti: continua a giocare sapendo che può compromettere una relazione di coppia, il lavoro o qualsiasi altra cosa importante. ? Fare affidamento su altri: ricorre a famiglia, amici o ad altre persone per farsi prestare i soldi persi al gioco o per averne ancora e continuare a giocare.


Blitz antidroga tra Italia e Inghilterra: 13 persone in manette

Dalla prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia di Frascati stanno dando esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale emessa su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nei confronti di 18 soggetti (di cui 11 in carcere, 2 agli arresti domiciliari e 5 sottoposti all’obbligo di presentazione alla PG), ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata ad agevolare l’immigrazione clandestina, traffico internazionale di stupefacenti, porto abusivo di arma da guerra. I militari dell’Arma – si spiega in una nota – hanno scoperto l’esistenza di un’organizzazione, formata in gran parte da cittadini di etnia albanese, che gestiva il traffico di ingenti quantitativi di marijuana provenienti dall’Albania e destinati al mercato della Capitale e di un altro sodalizio criminale, collegato al primo, che aveva creato un vero e proprio “ponte” tra l’Italia e l’Inghilterra per consentire a cittadini albanesi di raggiungere il territorio britannico illegalmente. In tale ambito, grazie anche alla collaborazione della polizia inglese, è stato possibile riscontrare la tesi investigativa identificando una donna albanese che era giunta all’aeroporto di Londra, utilizzando una carta d’identità intestata ad una cittadina italiana, e il suo accompagnatore messo a disposizione dall’organizzazione.