Governo, c’è l’accordo sul Def, ma i numeri per la flat tax ancora non ci sono. Tutte le norme del provvedimento

Nessuna manovra correttiva e niente nuove tasse. E soprattutto nessun aumento dell’Iva. Nonostante la crescita al lumicino e il debito schizzato almeno di mezzo punto rispetto alle previsioni di appena tre mesi fa, il governo si dice sicuro di rispettare ancora gli impegni presi con Bruxelles e punta tutto su cantieri e riforma del fisco per rianimare il Pil. Il confronto tra le due anime della maggioranza si concentra sulla Flat Tax e il testo, che entra con l’indicazione di due aliquote al 15 e 20 per cento, esce senza riferimenti numerici ma con la volontà che della riduzione fiscali benefici già con la prossima manovra il ceto medio. Va detto però che il Ministro dell’Economia Tria, sul punto ha chiaramente fatto sapere che i numeri ancora non ci sono. Il Def, fa sapere Palazzo Chigi, certifica una crescita per quest’anno di +0,2%, lontanissima dall’1,5% immaginato a settembre e anche dall’1% fissato prima di Natale, e appesa alla spinta flebile (appena uno 0,1%) dei decreti Crescita e Sblocca cantieri. Per vedere il debito scendere sotto il 130% bisognerà attendere il 2022, mentre la disoccupazione è attesa all’11% nel 2019 e all’11,1% l’anno prossimo. Il Tesoro sottolinea come il quadro tracciato rappresenti un sentiero di crescita e inclusione programmato rispettando i vincoli dell’Ue.

I numeri del Def tratteggiano, come vediamo, uno scenario poco promettente per la crescita e i conti italiani.

Nonostante i tentativi del governo di rivitalizzare il pil a suon di decreti-legge, dal dl crescita allo Sblocca cantieri.

Tensioni in seno al governo. E con tutta probabilità nei confronti del ministro dell’Economia Giovanni Tria, che sarebbero all’origine della cancellazione della consueta conferenza stampa dopo il via libera al Documento di Economia e Finanza. Sulle invise clausole di salvaguardia, in particolare, il Movimento 5 Stelle non si è mostrato certo entusiasta e ha "più certezze" sullo stop all’aumento dell’imposta sul valore aggiunto che scatta in automatico caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di bilancio concordati con l’Ue. Ma i 5 Stelle parlano di mal di pancia interni anche sulla flat tax, "che così è una farsa: solo due righe nella parte discorsiva" del Def, attaccano in merito al fatto che la tassa ’piatta’ sia contenuta, secondo le ultime bozze, nel Programma nazionale di riforme, sezione III degli allegati al Documento di Economia e Finanza vero e proprio. Stime alla mano, secondo i dati del Mef, il pil per effetto del dl crescita e blocca-cantieri sale solo dello 0,2%, contro l’1% indicato a dicembre. Escluse le nuove misure pro-crescita resterebbe praticamente al palo a +0,1%. In salita il deficit, il cui rialzo costringe il governo ad attivare le clausole per congelare da giugno due miliardi di spese: si attesterà al 2,4% nel 2019, per poi scendere poi al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021. Un percorso che butta fuori dai radar del triennio il fatidico pareggio di bilancio, ovvero l’azzeramento del disavanzo. Resta la nota dolente dell’alto debito pubblico, in salita al 132,6% del Pil quest’anno dal 132,2% del 2018 a causa della "bassa crescita nominale" e "rendimenti reali relativamente elevati". Lo stock del debito dovrebbe poi calare nel 2020 al 131,3% e fino al 128,9% per cento nel 2022. "Il sentiero di riforma per i prossimi anni prevede la graduale estensione del regime d’imposta sulle persone fisiche a due aliquote Irpef del 15 e 20 per cento, a partire dai redditi più bassi, al contempo riformando le deduzioni e detrazioni", recita il Pnr. L’obiettivo del Governo, si sottolinea ancora, ’’è di ridurre la pressione fiscale su famiglie e imprese e di snellire gli adempimenti relativi al pagamento delle imposte. Il concetto chiave è la ‘flat tax’, ossia la graduale introduzione di aliquote d’imposta fisse, con un sistema di deduzioni e detrazioni che preservi la progressività del prelievo’’. Ecco comunque, tutte le norme contenute nel provvedimento: Ecco cosa c’è nel testo: PACCHETTO FLAT TAX - Due aliquote Irpef, del 15% e del 20%, da finanziare in gran parte con la ’riconversione’ delle agevolazioni fiscali. E’ il primo pacchetto della flat tax, che sarà contenuto nella legge di bilancio 2020. La tanto attesa riduzione dell’Imposta sulle persone fisiche trova spazio, per il momento, nella bozza del Piano nazionale di riforme, il documento che accompagna il Def. ’’Il sentiero di riforma per i prossimi anni - si legge - prevede la graduale estensione del regime d’imposta sulle persone fisiche a due aliquote del 15% e 20%, a partire dai redditi più bassi, al contempo riformando le deduzioni e detrazioni’’. L’obiettivo del Governo, si sottolinea nel Pnr, ’’è di ridurre la pressione fiscale su famiglie e imprese e di snellire gli adempimenti relativi al pagamento delle imposte. Il concetto chiave è la ‘flat tax’, ossia la graduale introduzione di aliquote d’imposta fisse, con un sistema di deduzioni e detrazioni che preservi la progressività del prelievo’’. La progressiva introduzione della flat tax, si legge nel testo, ridurrà il cuneo fiscale sul lavoro e sarà coperta da una riduzione delle spese fiscali, salvaguardando quelle destinate al sostegno della famiglia e delle persone con disabilità. Ciò, si sottolinea, è coerente con quanto da tempo raccomandato dalla Commissione Europea e dall’Ocse. SALARIO MINIMO - Nella bozza, anche il capitolo riguardante il salario minimo legale: "Il Reddito di Cittadinanza - si legge - sarà completato dall’introduzione del salario minimo legale, che garantirà un minimo retributivo legale ‘sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa’ a norma dell’articolo 36, comma 1 della Costituzione". Il Pnr dedica poi un focus alla proposta del governo in discussione al Senato che dovrebbe andare in aula al Senato, secondo il calendario parlamentare, tra il 16 ed il 19 aprile prossimo. Un "intervento di sostegno" a garanzia dell’efficacia generale dei trattamenti salariali minimi previsti già nei contratti nazionali comparativamente più rappresentativi, si legge nella bozza contenuta nel Def, che fissa un salario minimo "non inferiore a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni di lavoro, e comunque non inferiore a 9 euro lordi l’ora". "La finalità complessiva dell’intervento è quella di offrire una protezione più efficace ai lavoratori a basso salario, conservando alle parti sociali il ruolo di autorità salariali", prosegue il focus ricordando come "il salario minimo estenda la tutela della retribuzione anche a lavoratori oggi non coperti dai Ccnl, applicandosi anche ai collaboratori con l’eccezione delle prestazioni intellettuali, delle attività effettuate dai membri di organi di amministrazione e controllo delle società e dai partecipanti a collegi e commissioni, oltre che delle collaborazioni istituzionali". STOP GIUNGLA DETRAZIONI - Tagli della spesa e revisione della giungla detrazioni fiscali per assicurare il consolidamento dei conti: secondo quanto emerge dalla bozza del Def, il governo nella prossima Finanziaria intende mettere a punto una spending review e uno snellimento oltre 450 agevolazioni per aiutare il calo del deficit. Un’ardua operazione, quella dello sfoltimento delle cosiddette tax expenditures , nella quale si sono cimentati quasi tutti gli ultimi governi con esiti fallimentari, visto l’alta sensibilità del tema che si ripercuote direttamente sulle tasche dei contribuenti. Allo scopo di ridurre l’indebitamento sarà "necessario - si annuncia nella Bozza - compiere un paziente lavoro di revisione della spesa corrente dell’Amministrazione pubblica e delle agevolazioni fiscali. Tal e lavoro porterà a un primo pacchetto di misure già nella Legge di Bilancio per il 2020". EROGAZIONE REDDITO - L’erogazione dei benefici previsti dal Reddito di Cittadinanza comincerà dal mese di aprile. Ciò dovrebbe fornire uno stimolo ai consumi delle famiglie meno abbienti, che hanno una propensione al consumo più elevata della media, si legge nella bozza del Def. La Legge di Bilancio per il 2019 prevede inoltre maggiori risorse per gli investimenti pubblici in confronto all’anno scorso, nonché la creazione di unità di coordinamento e progettazione per gli investimenti pubblici. Secondo il governo, inoltre, il reddito di cittadinanza avrà un effetto espansivo sul Pil determinato "in modo significativo dai maggiori consumi" indotti dal più elevato reddito disponibile dovuto sia al programma di sostegno al reddito sia alla maggiore occupazione. Quest’ultima, nel 2022, risulterebbe maggiore di 1,1 punti percentuali rispetto ai livelli dello scenario base, con un numero maggiore di occupati pari a circa 260 mila unità. "Si può ipotizzare che tale incremento nell’occupazione, riconducibile in parte alla maggiore fluidità del mercato del lavoro indotta dal potenziamento dei centri per l’impiego, risulti più pronunciato per le fasce di individui con minori competenze ed esperienza, il che si accompagnerebbe a un calo della produttività media del lavoro rispetto allo scenario base", si legge ancora nella bozza di Pnr. "Ed è quanto emerge per il 2022, in cui il prodotto per occupato risulterebbe inferiore di 0,6 punti percentuali rispetto allo scenario base. Il tasso di disoccupazione si accrescerebbe fino a raggiungere nel 2020 un livello superiore rispetto allo scenario base di 1,3 punti percentuali Ma tale divario si andrebbe gradualmente a ridurre negli anni successivi", conclude. DA EQUO COMPENSO A VOUCHER - Tra quanto prevede il programma nazionale di riforma, anche l’estensione dell’equo compenso e della normativa sul lavoro accessorio, per regolamentare lavori difficilmente inquadrabili in un contratto di settore come baby-sitter e quello agricolo stagionale alla modifica del T.U sulla sicurezza. Per quel che riguarda il miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro il Governo, si legge, opererà per modificare il Testo Unico sulla Sicurezza "prevedendo adempimenti semplificati per le Pmi ed aumentando le risorse da destinare al personale addetto ai controlli e alla verifica della corretta applicazione delle normative in materia". CAPITOLO FAMIGLIA - "Il governo intende proseguire sulla strada dell’alleggerimento del carico fiscale sulle famiglie e destinare maggiori risorse finanziarie al servizio delle stesse con particolare riguardo a quelle numerose e con componenti in condizione di disabilità". Questo quanto si legge nel ’capitolo famiglia’ inserito nel Def dietro il pressing di Luigi Di Maio. "Iniziative future - si legge ancora - verteranno prioritariamente sul riordino dei sussidi per la natalità e la genitorialità, la promozione del welfare familiare aziendale e il miglioramento del sistema scolastico e sanitario e delle relative infrastrutture". IA E BLOCKCHAIN - In arrivo i piani ad hoc per l’Intelligenza artificiale e la Blockchain con tanto di esperti a supporto: nella bozza il governo preannuncia la sua strategia sul fronte dell’high tech. "Lo sviluppo dell’economia richiede anche un ampio sforzo nel campo dell’innovazione tecnologica e della ricerca. Il Governo concluderà il lavoro per la predisposizione delle Strategie Nazionali per l’Intelligenza Artificiale e per la Blockchain, entrambe elaborate con il supporto di esperti su questi temi. Accanto alla pianificazione strategica proseguiranno le sperimentazioni sull’utilizzo di queste tecnologie", si legge nella bozza del documento. NORME ANTI VIOLENZA NEL CALCIO - Le norme anti-violenza nel calcio si faranno dopo la manovra di bilancio del 2020, rende noto il governo pentastellato nella bozza del documento di economia e finanza, precisando che le nuove disposizioni per il contrasto della violenza in occasione di manifestazioni sportive vedranno la luce in un disegno di legge collegato alla finanziaria del prossimo anno. MIGRANTI - "Con riferimento all’immigrazione, nel 2017 e nei primi sei mesi del 2018 si è registrato un trend in discesa degli sbarchi di migranti sul nostro territorio. Tale tendenza si è consolidata a partire da giugno 2018, da quando sono sbarcati 4.458 migranti a fronte di 21.850 sbarcati nello stesso periodo dell’anno precedente con una riduzione percentuale pari all’80 per cento". Questi i dati nella bozza del Def nel paragrafo dedicato alla ’sicurezza pubblica’. "Allo stato sono in trattazione presso le Autorità italiane circa 136.000 richieste di protezione internazionale. In base ai dati sulla concessione, solo il 7 per cento dei richiedenti asilo, a cui si aggiunge un ulteriore 4,2 per cento di migranti cui viene riconosciuta una protezione sussidiaria, ottiene il riconoscimento dello status di rifugiato. Il numero complessivo delle protezioni - incluse quelle umanitarie - ammonta, dopo i ricorsi, al 38,4 per cento del totale delle richieste di status di rifugiato", spiega il Def. "La gestione dei flussi migratori richiede la piena operatività dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), che attualmente hanno una disponibilità complessiva di 880 posti. Nuovi centri sono in corso di realizzazione", sottolinea tra l’altro il documento. Con riferimento all’immigrazione, nel 2017 e nei primi sei mesi del 2018 si è registrato un trend in discesa degli sbarchi di migranti sul nostro territorio. Tale tendenza si è consolidata a partire da giugno 2018, da quando sono sbarcati 4.458 migranti a fronte di 21.850 sbarcati nello stesso periodo dell’anno precedente con una riduzione percentuale pari all’80 per cento. Allo stato sono in trattazione presso le Autorità italiane circa 136.000 richieste di protezione internazionale. In base ai dati sulla concessione, solo il 7 per cento dei richiedenti asilo, a cui si aggiunge un ulteriore 4,2 per cento di migranti cui viene riconosciuta una protezione sussidiaria, ottiene il riconoscimento dello status di rifugiato. Il numero complessivo delle protezioni - incluse quelle umanitarie - ammonta, dopo i ricorsi, al 38,4 per cento del totale delle richieste di status di rifugiato. NORME EQUA CONCORRENZA E CONCESSIONI PUBBLICHE - "Sono previste nuove iniziative legislative per la tutela e la promozione di un’equa concorrenza, la revisione delle concessioni pubbliche e il potenziamento delle autorità di regolazione", quanto si legge nella bozza del Programma nazionale di riforma contenuto nel Def. RIFORMA BANCHE POPOLARI - "La riforma delle banche popolari è in fase di attuazione, con solo marginali modifiche alla tempistica, mentre quella del credito cooperativo è sostanzialmente conclusa", si legge ancora nella bozza. "L’accesso ai finanziamenti per le Pmi - scrive il governo - sarà ulteriormente migliorato con il sostegno ai fondi di venture capital e un maggiore orientamento dei Programmi individuali di risparmio (Pir) verso le Pmi". ACCOLTE RICHIESTE UE - A fronte delle tendenze sui conti pubblici ed in particolare della revisione al rialzo della stima sul deficit per l’anno in corso, "il Governo - si legge nella bozza - intende attuare la clausola contenuta nella Legge di Bilancio 2019, in base alla quale due miliardi di euro di spesa delle Amministrazioni centrali resteranno congelati nella seconda metà dell’anno". Nei giorni scorsi il vice presidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis a margine dei lavori dell’Ecofin informale a Bucarest ha sollecitato il governo ad agire in questa direzione. PIL - Quest’anno il prodotto interno lordo crescerà dello 0,2%, mentre nel 2020 (e nei due anni successivi) si stima un aumento dello 0,7%. Il deficit si dovrebbe attestare, nell’anno in corso, al 2,4%; mentre il debito è previsto salire al 132,7% ’’pur includendo proventi da privatizzazioni pari all’uno per cento del Pil’’. Questi i dati di sintesi del quadro macroeconomico programmatico contenuti nella bozza. Nella tabella contenuta nel provvedimento si stima che il tasso di disoccupazione resti invariato, rispetto al quadro tendenziale, all’11% quest’anno, all’11,2% il prossimo e dovrebbe scendere al 10,9% nel 2021. Nessuna variazione anche sul fronte dell’occupazione (ula), che dovrebbe registrare una riduzione dello 0,2% quest’anno, per poi passare a una lieve crescita (+0,2% nel 2020 e +0,5% nel 2021). Nel Pnr si sostiene che l’impatto complessivo dei due decreti legge varati dal Cdm (sblocca cantieri e crescita), sarà dello 0,1% per quest’anno. ’Aiuto’ che viene già calcolato nella stima del +0,2%. RAPPORTO DEFICIT/PIL - Per quanto riguarda il 2019, si legge ancora nella bozza, l’indebitamento netto tendenziale del 2019 è ora previsto pari al 2,5% del pil. Nell’aggiornamento di dicembre esso era proiettato al 2% del pil. La revisione al rialzo riflette per 0,4 punti percentuali la minore crescita nominale prevista e per 0,1 punti una diversa valutazione di rimborsi e compensazioni d’imposta. Nel corso del triennio 2020-2022, lo scenario di finanza pubblica a legislazione vigente si caratterizza per una discesa del deficit della Pa al 2,1% del pil nel 2020 e all’1,8% nel 2021, che sarebbe seguita da un lieve incremento, all’1,9%, nel 2022. In corrispondenza di questi saldi nominali, il saldo strutturale peggiorerebbe di 0,2 punti percentuali nel 2019, ma sarebbe di fatto invariato considerando la flessibilità concordata a fine anno con la Commissione Europea. Esso migliorerebbe quindi di 0,4 punti nel 2020 e 0,2 punti nel 2021, per poi peggiorare di 0,2 punti nel 2022. Il rapporto debito/pil nel 2018 è salito al 132,1%, dal 131,3 del 2017. La salita del rapporto rispetto all’anno precedente è stata non solo dovuta alla bassa crescita del pil nominale, ma anche, per oltre 0,3 punti, all’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro a fine anno. Il rapporto debito/pil nel 2019 è previsto salire al 132,7% del pil pur includendo proventi da privatizzazioni pari all’uno per cento del pil. Per gli anni successivi il rapporto debito/pil nello scenario tendenziale si ridurrebbe al 131,7% nel 2020 e via via fino al 129,8% nel 2022. Malgrado si continuino ad ipotizzare proventi da privatizzazioni pari allo 0,3 per cento del pil nel 2020, oltre all’uno per cento previsto per quest’anno, la riduzione del debito in rapporto al pil, si sottolinea, è moderata in presenza di bassa crescita nominale, rendimenti reali relativamente elevati e un surplus primario che resterebbe lievemente al disotto del 2 per cento del pil anche nell’anno finale della proiezione. IMPATTO RDC E QUOTA 100 - ’Quota 100’ avrà effetti nulli sulla crescita e pressoché inesistenti sui consumi. E’ quanto emerge dalle tabelle, allegate al Def, che valutano l’impatto delle misure bandiera del governo M5S-Lega. L’anticipo pensionistico sostenuto dal Carroccio incide sul Pil di quest’anno per lo 0,0%; il prossimo anno e nel 2021 solo dello 0,1% per poi tornare a impatto 0 nel 2022. Sul fronte dei consumi l’impatto si gioca sempre sui decimali: 0,1% quest’anno, 0,2% nel 2020-2021; e nessun effetto nel 2022. Quanto all’occupazione, nel 2019 l’inciodenza è sotto il segno negativo nel 2019 a -0,3% e nel 2020 a -0,2%; per poi invertire la rotta nel 2021 (0,1%), come nel 2022. Quanto al reddito di cittadinanza, l’incidenza sul pil sarà dello 0,2% nel 2019 e 2020; dello 0,1% nel 2021 e dello 0% nel 2022. Sul versante dei consumi, invece si stima un effetto positivo dello 0,5% quest’anno, poi 0,2% nel 2020, e 0,1% nel 2021 e 2022. La misura dei pentastellati impatta l’occupazione dello 0,1% quest’anno per poi salire allo 0,2% nel 2020 e allo 0,4% nel 2021 e 2022. QUOTA 100 E TURN OVER - A fronte di una cessazione nel 2019 di 100 mila dipendenti pubblici, concentrata negli ultimi cinque mesi dell’anno, l’ipotesi di turn-over sarebbe pari al 35%. In ciascuno dei due anni successivi, il numero previsto di fuoriuscite di lavoratori pubblici sarà di poco superiore a 110 mila unità e il turn-over ipotizzato è prossimo al 100%. Stime negative invece per il settore privato: l’occupazione si stima scendere dello 0,3% nel 2019, dello 0,5% nel 2020, dello 0,4% nel 2021 e dello 0,3% nel 2022. Nell’anno in corso dunque saranno in 35 mila a rimpiazzare i dipendenti pubblici in uscita, 1 su 3, per le nuove norme sul pensionamento varate dal governo. Una percentuale che salirà nel biennio successivo quando, stima ancora il Pnr, il turn-over sarà compreso tra il 70 e l’80% dei pensionamenti anticipati. La graduale diminuzione del tasso di disoccupazione rispetto allo scenario base, sarebbe dunque, spiega ancora la bozza, di 0,9 punti percentuali nel 2022. Una evoluzione che farà scendere il tasso di disoccupazione e spingerà al rialzo, secondo i calcoli del Pnr, le retribuzioni e "contribuirebbe a generare effetti positivi sui consumi privati, che, dopo tre anni, sarebbero su livelli superiori per 0,4 punti percentuali rispetto allo scenario base". Il timore che Quota 100 potesse portare ad una riduzione delle forze lavoro, infatti, è scongiurato, si legge ancora nel Pnr, proprio dal turn over generazionale che, con l’assunzione di nuovi lavoratori, "spinge nella direzione opposta": in particolare, "ove si ipotizzi che i nuovi assunti provengano integralmente dal pool dei disoccupati, un tasso di sostituzione del 10 per cento sarebbe sufficiente a garantire l’invarianza del tasso di disoccupazione. Pertanto, se il turnover generazionale fosse maggiore del 10%, allora, a parità di altre condizioni, il tasso di disoccupazione calerebbe", conclude il capitolo. A fronte delle tendenze sui conti pubblici ed in particolare della revisione al rialzo della stima sul deficit per l’anno in corso, "il Governo intende attuare la clausola contenuta nella Legge di Bilancio 2019, in base alla quale due miliardi di euro di spesa delle Amministrazioni centrali resteranno congelati nella seconda metà dell’anno". E’ quanto si legge in una bozza del Def. Nei giorni scorsi il vice presidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis a margine dei lavori dell’Ecofin informale a Bucarest ha sollecitato il governo ad agire in questa direzione. IMPOSIZIONI IMMOBILI - Il Governo non ritiene opportuno in questa fase rivedere l’imposizione sugli immobili, già oggetto di numerosi cambiamenti legislativi negli ultimi anni. Questo quanto si legge nel Piano nazionale delle riforme contenuto nel Def.

 




Industria, a febbraio aumentata produzione

La produzione industriale continua a crescere a febbraio, registrando la seconda variazione positiva (+0,8% su base mensile) dopo 4 mesi di contrazione. Lo certificano i dati Istat. Su base annua l’aumento è pari allo 0,9%(dati corretti per gli effetti di calendairo). Dal punto di vista tendenziale, è la prima dinamica espansiva da ottobre 2018. Risultato sostenuto principalmente dalla dinamica dei beni di consumo (+4,7% tendenziale,+3,2% congiunturale) e, in misura minore, dai beni strumentali (+1,5% annuo, +1,1% mensile).


Più reati sui minori, in calo gli omicidi e le rapine. Tutti i numeri del numero d’emergenza 113

Nel corso del 2018 il centralino della polizia di Stato, il 113, ha risposto a oltre 7 milioni e 600mila chiamate, quasi 21mila al giorno. E durante l’anno sono stati controllati oltre 4 milioni di persone e 5 milioni di veicoli, 16.156 le persone arrestate e 67.096 quelle denunciate. Ma dai numeri dell’attività della polizia emerge un dato preoccupante: se infatti calano omicidi, furti e rapine, aumentano i reati che vedono come vittime i minori. Per quanto riguarda le operazioni antiterrorismo, sono stati controllati quasi 470mila persone, 160mila veicoli e 51mila esercizi commerciali. I blitz hanno portato all’arresto di 957 persone e all’espulsione di 126 soggetti per motivi di sicurezza dello Stato. Se da un lato gli omicidi volontari denunciati calano dai 105 del 2017 agli 89 del 2018, i furti da 314.508 a 295.350 e le rapine da 11.727 a 11.133, dall’altro crescono le violenze sessuali, passate dalle 1.877 del 2017 alle 2.032 del 2018. E in aumento risultano anche le denunce per violenza sessuale su minori di 14 anni salite da 234 a 258, e le denunce per atti sessuali con minorenne, passate da 157 a 216. Sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, nel 2018 sono stati arrestati 1.293 soggetti, mentre i patrimoni sequestrati ai clan ammontano a circa 150 milioni di euro. Sono invece 15 i latitanti rintracciati (otto all’estero), di cui due inseriti nell’elenco di massima pericolosità. Complessivamente le squadre mobili hanno arrestato 5.173 persone, di cui 990 stranieri, in prevalenza albanesi (214), marocchini (171) e romeni (88). L’anno scorso sono state organizzate in Italia 11.024 manifestazioni, più di 30 al giorno. In 366 casi si sono verificati problemi di ordine pubblico che hanno portato all’arresto di 105 persone. 118 agenti hanno riportato lesioni. Sono stati invece 2.479 gli incontri di calcio monitorati con l’impiego di oltre 140mila unità, 93 gli ultras arrestati e 1.151 quelli denunciati. Anche sul fronte della lotta al cybercrime l’impegno è stato rilevante. A confermarlo è l’aumento delle denunce per truffa informatica, passate da 44.241 del 2017 a 52.022 dell’anno scorso. Ammontano a 459 li attacchi a strutture strategiche nazionali gestiti dal Cnaipic della Postale, che ha diramato 60.777 alert. Dieci i denunciati per cyberterrorismo, mentre sono stati 40.824 gli spazi web visionati per individuare la propaganda islamica, 247 dei quali rimossi. Quarantatré gli arresti e 540 le denunce per pedopornografia, mentre 2.296 spazi web illeciti sono stati inseriti nella black list per inibirne l’accesso dall’Italia. Quaranta, infine, i minori denunciati per cyberbullismo. Altro fronte che ha visto impegnati i 98.521 agenti della polizia di Stato è il contrasto al terrorismo: 24 gli arresti di persone contigue ad ambienti dell’estremismo di matrice religiosa. Nel corso dell’anno sono stati inoltre vigilati 24.696 obiettivi sensibili. Sul fronte del terrorismo interno si registrano otto arresti e 509 denunce. Si contano inoltre 49 arresti per estremismo di sinistra e di destra. Nonostante gli sbarchi in netto calo, nelle ore immediatamente successive all’arrivo dei barconi sono state arrestate 173 persone tra scafisti, organizzatori e basisti e sequestrati 314 mezzi. Il provvedimenti di espulsione ha riguardato 7.015 stranieri. Tra questi 3.473 sono stati scortati fino ai Paesi d’origine: 1.340 con voli di linea o navi e 2.133 con voli charter (il 61% dei rimpatriati è di nazionalità tunisina). Infine, per quanto riguarda la sicurezza stradale, gli agenti hanno contestato 1.939.424 infrazioni al codice della strada e controllato 1.297.382 di conducenti con con gli etilometri. 52.547 le patenti ritirate mentre sono state 524.248 le violazioni per superamento dei limiti di velocità, 98.459 quelle per guida senza cintura di sicurezza e 17.768 quelle per guida in stato di ebbrezza. Complessivamente sono stati rilevasti 672 incidenti mortali in cui si sono registrate 788 vittime. Molta attenzione è stata inoltre dedicata al progetto "gite sicure": sono stati controllati 17.796 autobus destinati al trasporto degli studenti. Su 2.400 di questi e’ stata riscontrata almeno una irregolarità, per un totale di 3.680 infrazioni complessive


L’Fmi sforbicia le stime di crescita per l’Italia, flebile 0,1%

Il Fmi taglia le stime di crescita per l’Italia nel 2019. Dopo il +0,9% del 2018, il pil e’ atteso crescere quest’anno dello 0,1%, ovvero 0,5 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di gennaio e 0,9 punti percentuali in meno rispetto alle stime di ottobre 2018. Invariata a +0,9% la crescita per il 2020. La crescita e’ stata rivista al ribasso in seguito alla ’’debole domanda interna mentre i rendimenti restano elevati’’. E secondo il Fondo ’’Una prolungata incertezza di bilancio e elevati spread in Italia, soprattutto se associati a una più profonda recessione, potrebbero avere ricadute negative sulle altre economie dell’area euro’’. La seconda meta’ del 2018 e’ stata particolarmente debole, e questa debolezza si e’ protratta nel 2019. I timori che restano riguardano gli elevavi livelli di debito: la crescita e’ debole. Lo afferma il capo economista del Fmi, Gita Gopinath, parlando dell’Italia ma senza commentare l’ipotesi di una flat tax. ’’Dobbiamo attendere i dettagli’’ L’economia mondiale rallenta. Il Fmi stima una crescita del 3,3% quest’anno, ovvero 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di gennaio e 0,4 punti percentuali in meno sull’ottobre 2018. Per il 2020 la stima e’ del +3,6%, invariata su gennaio e in calo di 0,1 punti sulle previsioni di ottobre.


Libia, Oms: “Negli ospedali di Tripoli 47 morti e 181 feriti”

Gli ospedali di Tripoli e dintorni hanno aggiornato il bilancio delle vittime del conflitto in corso tra le forze del generale Khalifa Haftar e l’esercito del governo di accordo nazionale Gna: negli ultimi giorni i morti sono stati 47 e i feriti 181. Lo ha riferito l’Organizzazione mondiale per la sanità, organo dedicato delle Nazioni Unite, scrive Reuters. Il bilancio è più alto di quello fino ad ora comunicato e si tratterebbe principalmente di combattenti. Ma tra le vittime ci sono anche civili, tra cui due dottori, ha dichiarato il portavoce dell’Oms Tarik Jasarevic in un briefing a Ginevra.


Lavoro: Coldiretti, via libera all’ingresso di 18mila migranti

Il nuovo Decreto Flussi 2019 appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Scatta la corsa all’ingresso di 18 mila lavoratori stagionali extracomunitari in Italia sulla base del Decreto Flussi 2019. Il provvedimento che regola l’arrivo di manodopera straniera in Italia – spiega la Coldiretti – è stato appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e prevede la presentazione fino al 31 dicembre 2019 delle domande telematiche di ingresso attraverso il sistema attivo sul sito del Ministero dell’Interno. La quota riguarda lavoratori subordinati stagionali di Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Macedonia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina. Dal “click day”, fissato per mercoledì 24 aprile – sottolinea la Coldiretti – è possibile presentare le domande di ingresso on line per i lavoratori stagionali extracomunitari che troveranno occupazione soprattutto in agricoltura che, insieme al turismo, è il settore con maggiori opportunità occupazionali in particolare nelle grandi campagne di raccolta delle principali produzioni Made in Italy: dalla frutta alla verdura, dai fiori al vino fino, ma anche negli allevamenti. In totale – evidenzia la Coldiretti – fra stagionali e permanenti sono 345mila i lavoratori stranieri impiegati in agricoltura, per un totale di giornate di occupazione pari a 29.437.000. Viene anche confermata la quota di 100 lavoratori non stagionali di origine italiana da Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile oltre a 4.750 conversioni di permessi per lavoro stagionale in permessi di soggiorno per lavoro subordinato che consentiranno a molte aziende agricole di stabilizzare il rapporto con i propri dipendenti stranieri entrati in questi anni con i flussi stagionali. In base all’ultimo Testo Unico sull’Immigrazione – spiega Coldiretti – risultano semplificati anche i requisiti per la richiesta del permesso stagionale pluriennale e la procedura di accoglimento dell’istanza per “silenzio-assenso”, essendo sufficiente che lo straniero abbia fatto regolare ingresso con permesso di soggiorno stagionale almeno una volta nei cinque anni precedenti per potervi avere accesso. Adesso occorre fare presto con l’iter burocratico sia in Italia che nei nostri consolati all’estero al fine di consentire alle imprese di poter assumere il personale nel momento del bisogno – aggiunge la Coldiretti – i lavoratori immigrati sono una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale come nel caso della raccolta delle fragole nel Veronese, della preparazione delle barbatelle in Friuli, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell’uva in Piemonte fino agli allevamenti da latte in Lombardia dove a svolgere l’attività di bergamini sono soprattutto gli indiani mentre i macedoni sono coinvolti principalmente nella pastorizia.


Dazi, Coldiretti: nel mirino Trump 50% italian food, sos falsi

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che ha inaugurato al Vinitaly una mostra sugli effetti della black list stilata dall’amministrazione statunitense nei confronti dei prodotti europei dazi annunciati in risposta agli aiuti europei all’Airbus, che danneggiano la Boeing alle prese con la crisi scaturita dagli incidenti di cui è stato protagonista il jet 737 Max. Si tratta di una lista per un importo complessivo di 11 miliardi di dollari che comprende anche importanti prodotti agroalimentari di interesse nazionale come – sottolinea la Coldiretti - vini tra i quali il Prosecco ed il Marsala, formaggi come il pecorino, ma anche l’olio di oliva, gli agrumi, l’uva, le marmellate, i succhi di frutta, l’acqua e i superalcolici tra gli alimentari e le bevande colpite. Con i dazi – spiega la Coldiretti - aumenterebbero i prezzi dei prodotti italiani sul mercato americano e sarebbero più competitive le falsificazioni ottenute sul territorio statunitense e quelle provenienti da Paesi non colpiti dalle misure di Trump. Basti pensare che il 99 per cento dei formaggi di tipo italiano in Usa – sottolinea la Coldiretti – sono in realtà realizzati in Wisconsin, California e New York, dal Parmesan al Romano senza latte di pecora, dall’Asiago al Gorgonzola fino al Fontiago, un improbabile mix tra Asiago e Fontina. Ma il problema riguarda tutte le categorie merceologiche come l’olio Pompeian made in Usa, i salumi più prestigiosi, dalle imitazioni del Parma e del San Daniele alla mortadella Bologna o al salame Milano, senza dimenticare i pomodori, come il San Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli Stati Uniti. Ma è certamente il vino uno dei settori più colpiti come dimostra la cantina degli orrori aperta dalla Coldiretti al Vinitaly dove sono stati esposti dal Bordolino argentino nella versione bianco e rosso con tanto di bandiera tricolore al Kressecco, ma ci sono anche il Barbera bianco e il Chianti fatto in California, il Marsala sudamericano e quello statunitense che potrebbe sostituire quello Made in italy colpito dai dazi di Trump. Un rischio concreto che riguarda anche per il Prosecco che – spiega la Coldiretti - guida la classifica dei vini italiani più taroccati con le imitazioni diffuse in tutti i continenti dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, ma è stata smascherata le vendita anche del Whitesecco e del Crisecco. A spingere i tarocchi – denuncia Coldiretti – sono anche le opportunità di vendita attraverso la rete dove è possibile acquistare da aziende anglosassoni pseudo vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Verdicchio, Lambrusco o Montepulciano. Il valore complessivo delle esportazioni agroalimentari italiane negli Usa è pari a 4,2 miliardi e rappresenta circa il 10% del totale delle esportazioni nazionali che è di 42,4 miliardi nel 2018 secondo una analisi Coldiretti su dati Istat. Il prodotto nazionale più esportato in Usa è il vino con un valore di 1,5 miliardi, con un aumento record del 4% nel 2018. Da sottolineare – afferma la Coldiretti - il continuo incremento delle esportazioni di spumanti italiani che, trainate dal Prosecco, nel 2018 sono ammontate a un valore di 333 milioni con un balzo del 13%. In pericolo – continua la Coldiretti - ci sono anche altri prodotti simbolo dell’agroalimentare nazionale a partire dall’olio di oliva con le esportazioni che nel 2018 sono state pari a 436 milioni ma ad essere minacciati sono anche i formaggi italiani che valgono 273 milioni. Le minacce di Trump arrivano in una situazione resa già difficile - ricorda Coldiretti - per l’agroalimentare Made in Italy dalla Brexit dove l’arrivo di dazi e di ostacoli doganali ed amministrativi potrebbe rendere più difficili le consegne dall’Italia e favorire le importazioni da Paesi extracomunitari. Senza accordo sull’uscita della Gran Bretagna dalla Ue – continua la Coldiretti – si mette tra l’altro a rischio la stessa tutela giuridica dei prodotti a denominazione di origine che, senza protezione europea, rischiano di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione. Basti pensare – continua la Coldiretti - ai casi, smascherati in passato, della vendita di falso prosecco alla spina o in lattina fino ai wine kit. Il cosiddetto Italian sounding – conclude la Coldiretti - vale oggi nel mondo 100 miliardi di euro, con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio.


Cibus, Coldiretti: record export da 41,8 mld per il cibo italiano

E’ la Coldiretti a tracciare il bilancio dell’anno appena concluso all’apertura del Cibus sulla base dei dati definitivi dell’Istat. Un risultato positivo – sottolinea la Coldiretti - in una situazione in cui il mercato interno è risultato stagnante con gli acquisti delle famiglie italiane nel 2018 in aumento di appena lo 0,3% su base annua, secondo l’Ismea. In realtà il tasso di crescita sui mercati esteri – continua la Coldiretti - si è ridotto a circa ¼ di quello del 2017 quando si è registrato un aumento del 7% Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentari – sottolinea la Coldiretti – interessano i Paesi dell’Unione Europea dove il principale partner è la Germania mentre fuori dai confini comunitari sono gli Stati Uniti il mercato di riferimento dell’italian food. A spingere la crescita – sottolinea la Coldiretti – sono i prodotti base della dieta mediterranea a partire dal vino che è il prodotto italiano più esportato e fa segnare un aumento del 3% in valore ma la vera star è la categoria degli spumanti che balzano del 13% e raggiungono un valore delle vendite all’estero superiore a 1,5 miliardi durante l’anno. A seguire – continua la Coldiretti - l’ortofrutta fresca che in valore fa segnare però una frenata del 7%, mentre buone performance vedono protagonisti i formaggi con un incremento del 4%, la pasta con un +3% e i salumi che aumentano del 2%. “L’andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare con una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che fattura oltre 100 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “occorre superare peraltro l’attuale frammentazione e dispersione delle risorse per la promozione del vero Made in Italy all’estero puntando a un’Agenzia unica che accompagni le imprese in giro nel mondo sul modello della francese Sopexa ed investire sulle Ambasciate, introducendo nella valutazione principi legati al numero dei contratti commerciali. Mentre a livello nazionale – ha continuato Prandini – servono trasporti efficienti sulla linea ferroviaria e snodi aeroportuali per le merci che ci permetta di portare i nostri prodotti rapidamente da nord a sud del Paese e poi in ogni angolo d’Europa e del mondo. A preoccupare – continua la Coldiretti - sono i mutati scenari di politica internazionale con l’emergere di nuovi protezionismi a partire dall’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di applicare dazi per un valore di 11 miliardi di dollari sui prodotti europei che colpirebbero anche vini a partire dal Prosecco, formaggi come il pecorino e olio di oliva ma sono a rischio anche gli agrumi, l’uva, le marmellate, i succhi di frutta, l’acqua e i superalcolici tra gli alimentari e le bevande colpite. A rischio -precisa la Coldiretti - è circa la metà del valore dei prodotti agroalimentari Made in Italy in Usa dove le esportazioni sono stati pari a 4,2 miliardi di euro che rappresentano circa il 10% del totale delle esportazioni agroalimentari italiane nel mondo. Tensioni sono attese anche dalla Brexit in caso di mancato accordo dopo il record storico di 3,4 miliardi di euro (+2%) per le esportazioni agroalimentari Made in Italy in Gran Bretagna, per effetto dei dazi e dei ritardi doganali che scatterebbero con il nuovo status di Paese Terzo rispetto all’Unione Europea. I segnali positivi del primo trimestre del 2019 sono determinati infatti – spiega la Coldiretti - solo dalla circostanza che Oltremanica si stanno facendo scorte per paura di dazi e difficoltà doganali in caso di uscita senza accordo. Dopo il vino che complessivamente fattura sul mercato inglese quasi 827 milioni di euro, spinto dal boom del Prosecco Dop con 348 milioni di euro, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna c’è l’ortofrutta fresca e trasformata come i derivati del pomodoro con 234 milioni, ma rilevante è anche il ruolo della pasta, dei formaggi e dell’olio d’oliva. Importante anche il flusso di Grana Padano e Parmigiano Reggiano per un valore attorno ai 85 milioni di euro. Senza accordo – conclude la Coldiretti - un problema riguarda anche la tutela giuridica dei marchi con le esportazioni italiane di prodotti a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp) che incidono per circa il 30 per cento sul totale dell’export agroalimentare Made in Italy e che senza protezione europea rischiano di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione.


Fair Play finanziario, Milan deferito a Camera Arbitrale CFCB anche per stagione 2017/18

La Camera di Investigazione dell’Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club (CFCB) ha comunicato la decisione di deferire il caso AC Milan alla Camera Arbitrale CFCB poiché il club non è riuscito a rispettare il requisito di pareggio di bilancio nel corrente periodo di osservazione determinato nella stagione 2018/19 e riguardante gli esercizi conclusisi nel 2016, 2017 e 2018. Lo ha annunciato l’organo che governa il calcio europeo in una nota ufficiale. La UEFA non rilascerà altri commenti al riguardo fino a una decisione da parte della Camera Arbitrale CFCB. Il deferimento non riguarda la decisione presa dalla Camera Arbitrale CFCB a dicembre 2018, relativa al periodo di osservazione precedente e inerente agli esercizi conclusisi nel 2015, 2016 e 2017. Detta decisione è attualmente oggetto di appello al TAS.


Legambiente presenta fotografia mobilità emissioni zero nei capoluoghi campani

C’è una mobilità che in Campania cambia da Napoli a Caserta: una mobilità a emissioni zero, capace di ridurre lo smog e affrontare la sfida imposta dai cambiamenti climatici. Sempre più persone decidono di spostarsi in città con mezzi non inquinanti: in bicicletta o e-bike, con i mezzi pubblici a trazione elettrica, compresi i treni urbani o anche a piedi. A Napoli questi spostamenti rappresentano il 50% del totale, percentuale che scende al 20% per Salerno e Benevento e al 18% per Caserta. È quanto emerge dal rapporto Le città elettriche il primo rapporto sulle mobilità a emissioni zero in italia, realizzato da Legambiente in collaborazione con MotusE . Il rapporto analizza i dati dei 104 capoluoghi italiani attraverso diversi indicatori: dalla disponibilità di mezzi elettrici, all’inquinamento, al tasso di motorizzazione, alla presenza di piste ciclabili, al modal share, realizzando una prima mappatura sull’offerta di mobilità a zero emissioni su tutto il territorio nazionale. Sicuramente a farla da padrona è ancora una mobilità inquinata, congestionata, poco sostenibile, ma c’è una rivoluzione ormai in atto e con una crescita esponenziale. Lo studio di Legambiente riesce così a stimare e definire l’accessibilità, da parte dei cittadini come la quota degli spostamenti con il mezzo pubblico o con servizi di sharing mobility. A Napoli ad esempio l’accessibilità raggiunge il 34%((Tpl + bici +sharing) mentre gli spostamenti a zero emissioni (elettrici, bici, a piedi) rappresentano il 50%. Percentuali che scendono negli altri capoluoghi di provincia campani: a Salerno a fronte di un’accessibilità (Tpl + bici +sharing) del 23% gli spostamenti zero emissioni sono il 20%; a Benevento i numeri evidenziano un 20% di movimenti che avvengono con mezzi non inquinanti con un’accessibilità pari al 20%. Ancora, a Caserta solo il 18% degli spostamenti è zero emissioni (accessibilità 14%); Un lieve cambiamento verso la mobilità elettrica è rappresentata anche dalla crescita esponenziale delle infrastrutture dedicate alla ricarica. In Campania, dallo scorso anno ad oggi si è passati da 31 a 104 prese disponibili omologate per automobili e ricariche veloci, mentre rimane immobile il quadro per le prese di ricarica per due ruote e ricariche lente, erano 12 lo scorso anno sono 14 quest’anno. (elaborazione Legambiente su dati EvWay, gennaio 2019) «Con la presentazione dello studio- commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- intendiamo aprire una tavolo di confronto e riflessione per far capire quanto sia conveniente cambiare le nostre città attraverso la chiave della sostenibilità. Anche in Campania qualcosa si muove, e in alcuni città, anche se lentamente rispetto al resto di alcune metropoli italiane, crescono coloro che si muovono in bici, a piedi, con il trasporto pubblico e con veicoli elettrici. Dobbiamo convincerci del fatto che uscire dall’ inquinamento che contraddistingue i nostri centri urbani è possibile e al contempo possiamo riappropriarci di piazze e strade, rendendo più vivibili e sicure le nostre città. Se da un lato si registra da tempo una disponibilità crescente dei cittadini a spostarsi con mezzi non inquinanti , al tempo stesso questa disponibilità viene minata quotidianamente da disservizi, ritardi complessivi del trasporto pubblico locale con mezzi spesso insicuri, sporchi e poco efficienti. Occorre dirottare- conclude Imparato di Legambiente Campania- le risorse economiche, destinate ieri come oggi a strade e autostrade, verso gli investimenti per le aree urbane, per rilanciare la ‘cura del ferro’ del trasporto pubblico e potenziare il trasporto ferroviario per offrire un’alternativa ai pendolari». Il rapporto completo è disponibile su www.legambiente.campania.it


Business anomalo per le 3500 strutture ricettive legate alla Fede

Numeri importanti che non passano inosservati: sono le case gestite o di proprietà di enti religiosi, specializzate nell’accoglienza spirituale e turistica. 232.000 posti letto in tutta Italia, distribuiti in circa 3500 strutture. Si superano i 300.000 posti letto se sommiamo le case “laiche” e onlus dedicate ai gruppi religiosi. Eppure si tratta di un “business anomalo”, perché lo scopo ultimo è alimentare le attività comunitarie e caritatevoli di parrocchie, diocesi, Caritas e ordini religiosi, comprese le missioni nel terzo Mondo. Il rapporto 2019 curato dall’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana propone i dati del portale ospitalitareligiosa.it che mantiene aggiornato l’elenco delle strutture in 103 province. Ne emerge un quadro ben definito, tra case per ferie e foresterie, monasteri e conventi, eremi e studentati, case parrocchiali e ostelli. Per numero assoluto di posti letto il Lazio con Roma domina la scena, seguito a ruota da Veneto e Lombardia; ma in rapporto alla popolazione residente, spiccano per primi Valle d’Aosta, Umbria e Trentino-Alto Adige. Nel complesso, circa un terzo delle strutture si trova nei centri-città, un altro terzo in località di montagna e un terzo in riva al mare o immerse nella natura. Le strutture del centro-sud dimostrano una maggiore predisposizione verso l’innovazione: battono nettamente il nord in tema di adeguamento per i disabili e dotazione del Wi-Fi. L’82% offre come trattamento base il solo pernottamento; circa la metà arriva fino alla pensione completa. Una camera doppia si trova in 8 strutture su 10, la singola in 7. Il 23% dispone di un terreno adatto ad ospitare tende. 2 su 3 hanno una sala riunioni e un giardino. Tutti questi dati hanno imposto all’Associazione che cura la promozione delle case religiose di ospitalità, un cambio di passo verso una maggiore conoscenza di questo fenomeno da parte del pubblico. Ecco perché è nata quest’anno la App gratuita per smartphone ORICARD ed anche il volume cartaceo “Ospitalità religiosa – Guida alle strutture ricettive in Italia” per chi ama sfogliare le idee per il prossimo viaggio. Oggi sono quindi tante le modalità per scoprire dove e come vivere un’esperienza da ospiti e non da clienti.


GdF Roma, alla scuola PEF giornata di studi su ’Tutela della Finanza Pubblica’

Il prossimo 11 aprile, dalle ore 10.00 alle ore 16.30, presso la “Caserma IV Novembre” di Lido di Ostia (Roma), sede della Scuola di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, nell’ambito delle consuete attività di confronto istituzionale tra la Guardia di Finanza e la Procura Generale della Corte dei Conti, si svolgerà, alla presenza del Procuratore Generale della Corte dei Conti, Cons. Alberto AVOLI, e del Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Giorgio TOSCHI, una giornata di studi sul tema “Tutela della finanza pubblica: sinergie tra Corte dei Conti e Guardia di Finanza”. Il seminario, che si pone l’obiettivo, anche attraverso una disamina di casi pratici, di rafforzare e rendere ancora più efficaci ed incisive le sinergie in atto tra magistratura contabile e Guardia di Finanza, a livello sia centrale che periferico, nonché di porre le basi per lo sviluppo di ulteriori forme di collaborazione operativa, a corredo dei vigenti accordi protocollari, premessa una breve fase di indirizzi di saluto, sarà caratterizzato da una serie di interventi istituzionali di qualificati rappresentanti di entrambe le Amministrazioni utili a fornire un quadro aggiornato delle iniziative operative poste in essere per il contrasto alle frodi in materia di spesa pubblica, come da unito programma. L’evento sarà aperto alla partecipazione di tutti i Comandanti Provinciali della Guardia di Finanza in sede di capoluogo di Regione, nonché dei Procuratori Regionali contabili, dei frequentatori dei corsi in atto presso l’Istituto, l’Accademia – Corsi di Applicazione e Speciali di Castelporziano (RM) e la Scuola Ispettori e Sovrintendenti de L’Aquila (AQ), nonché a rappresentanze di militari in forza ai Comandi del Corpo alla sede di Roma.


Polizia di Stato, Roma: operazione “corsia preferenziale”. 15 arresti

Nella mattinata di mercoledì, gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile, nell’ambito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno eseguito 15 misure cautelari, smantellando un’associazione a delinquere composta da 22 persone che garantiva patenti facili a stranieri che a stento parlavano la lingua italiana, con numerosi indagati a vario titolo. Scoperto anche un giro di marche da bollo false ed arrestato un dipendente della Motorizzazione Civile di Roma, per peculato, in accordo con un pregiudicato romano, agli arresti anche per il riciclaggio di valori bollati rubati negli archivi della MCTC e rivenduti ad alcune autoscuole della Capitale. Gli arrestati, di età compresa tra i 33 ed i 72 anni, tutti di Roma, tranne 5 campani ed un calabrese, sono indagati e ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di associazione a delinquere ramificata sul territorio nazionale e finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti tra i quali il fraudolento conseguimento di titoli abilitativi alla guida, mediante l’uso di congegni elettronici, la falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale in atti pubblici, la truffa, il riciclaggio oltre alla falsificazione e messa in circolazione di valori in bollo, attraverso la predisposizione di una sofisticata e stabile organizzazione volta a far conseguire in modo illecito - per lo più a cittadini stranieri - la patente di guida di veicoli, nonché volta alla sottrazione e riutilizzazione di marche da bollo apposte su pratiche dalla Motorizzazione di Roma Nord. Le indagini condotte dalla sezione “Reati contro il Patrimonio” della Squadra Mobile, che hanno spaziato sia da nord a sud della Capitale con le Motorizzazioni Civili di Roma in via Laurentina ed in via Salaria, sia in Campania e Calabria con quelle di Salerno e Cosenza, hanno interessato una quindicina di autoscuole, coinvolte nel conseguimento fraudolento della patente B e di quella per i mezzi pesanti, la cosiddetta “CQC” – Carta di Qualificazione Conducenti, finalizzata a qualificare i conducenti per la guida professionale di veicoli adibiti al trasporto di persone e/o di merci. La concessione dell’abilitazione avveniva dietro il pagamento di somme di denaro che oscillavano tra i 2.000 ed i 3.500 €, grazie al quale i candidati, assolutamente impreparati per il test e molto spesso di nazionalità straniera, di provenienza africana ed asiatica, in grado di comprendere almeno grossolanamente la lingua italiana, perlomeno per capire i suggerimenti “VERO/FALSO” che gli venivano trasmessi attraverso delle sofisticate apparecchiature elettroniche (telefoni cellulari dotati di videocamera e di auricolare wireless) fornite dalla scuola guida, a comunicare con persone appartenenti all’associazione all’esterno delle sale d’esame, ricevendo così le soluzioni ai quesiti della prova. In pratica ai candidati, versando le somme di denaro richieste agli associati, veniva garantito il passaggio della prova d’esame seguendo un modus operandi ben preciso: gli aspiranti, prima di fare ingresso nelle sale della Motorizzazione, venivano presi in carico da alcune persone dell’associazione appositamente preposte che provvedevano alla loro vera e propria “vestizione” installando un “kit” di apparecchiature ben occultate negli abiti. Attraverso tali strumentazioni elettroniche i promotori dell’organizzazione prendevano fraudolentemente cognizione dei quesiti che comparivano sul monitor della MCTC per il test, per poi suggerire loro le risposte corrette mediante apparati telefonici portatili, falsificando così l’esito dell’esame ed il relativo verbale, inducendo in errore i Pubblici Ufficiali della Motorizzazione Civile che attestavano nei verbali informatici la regolarità dello svolgimento della prova. Le indagini, scaturite nel mese di marzo 2017 da un semplice controllo amministrativo presso un’agenzia di pratiche auto di Roma, con l’arresto del titolare perché trovato in possesso di oltre 1000 marche da bollo (ognuna da € 16,00) di provenienza illecita, pronte per essere applicate sulle autentiche di firme per il rilascio di patenti di guida e trasferimenti di proprietà dei veicoli, hanno consentito, anche attraverso perizie tecniche eseguite presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato che hanno evidenziato l’originalità dei titoli bollati, di individuarne la provenienza dagli Uffici della Motorizzazione Civile di Roma Nord. Con i successivi approfondimenti investigativi si appurava come B.B., 55enne di origini abruzzesi ma stabilmente a Roma, a cui è contestato anche il reato di riciclaggio, rimettesse sul mercato le numerose marche da bollo asportate da un dipendente della citata MCTC, S.C., romano di 55 anni, tratto in arresto per peculato, rifornendo numerose autoscuole della Capitale dietro ingenti corrispettivi di denaro. Attraverso il monitoraggio delle numerose agenzie di pratiche auto rifornite dal B.B., tra le quali quella di P.G. 59enne di Rocca di Papa (Roma) e M.A. romano dei 43 anni - entrambi in carcere insieme ad A.L., che partecipava all’associazione in quanto molto vicino al P.G., che rivestendo il ruolo di “accompagnatore” dei candidati che intendevano superare illegalmente l’esame - si faceva luce sull’organizzazione di cui facevano parte e gestita da alcuni personaggi salernitani. In particolare dalle investigazioni condotte servendosi anche dell’attività di intercettazione telefonica ed ambientale, si è fatto luce sulle figure ed i ruoli centrali dell’associazione tutti di stanza nel Cilento: E.A. 44enne e C.V. 47enne con precedenti di polizia per stupefacenti – entrambi arrestati – quali promotori ed organizzatori nelle vesti di veri e propri “capi” e le figure di organizzatori di due donne finite ai domiciliari S.S. di 38 anni, che suggeriva le risposte esatte ai candidati nel corso degli esami in collegamento da remoto, e P.M.G., 33 enne che si occupava di installare sui candidati gli strumenti tecnici necessari per svolgere gli esami teorici, ed A.M., 35enne di Portici (NA), militare, anch’egli deputato alla vestizione dei clienti. I vertici dell’organizzazione, quindi, da Salerno si espandevano “in trasferta” sino a Roma ed in Calabria, portando al seguito i loro kit per gli esami, mettendo a disposizione delle autoscuole degli altri associati tutti i dispositivi elettronici necessari per consentire ai candidati il fraudolento conseguimento delle patenti. Nel territorio romano il principale referente era senz’altro il P.G., che in qualità di punto di riferimento su Roma dell’intera organizzazione in quanto catalizzava tutti i clienti delle Agenzie di pratiche auto della provincia capitolina, si occupava, unitamente a F.S., 33enne di Rocca di Papa (Roma), V.G.72enne di Ciampino (Roma) e R.S., romano di 32 anni, tutti sottoposti agli arresti domiciliari, di raccogliere le richieste avanzate dai titolari di alcune Autoscuoleanche di fuori Roma come quella di Santa Marinella gestita da M. R., 56enne romana anche lei ai domiciliari, che presentavano candidati intenzionati ad ottenere titoli abilitativi alla guida in maniera illecita. Dall’attività investigativa espletata emergeva che i promotori della predetta associazione per delinquere avevano diramato i propri interessi sia a Roma che a Cosenza, luoghi presso i quali si avvalevano della stretta collaborazione di altri sodali, tra i quali l’arrestato M. G. della provincia di Cosenza di 64 anni, titolari di autoscuole a Praia a Mare (CS) ed in altri comuni del cosentino, che ricoprivano il ruolo sia di gestire le sedute d’esame presso le locali Motorizzazioni Civili sia di procacciare, con l’aiuto di altri soggetti, candidati che intendevano superare illecitamente prove d’esame senza aver acquisito le conoscenze necessarie per portelo fare autonomamente, ovviamente previo il pagamento di cospicue somme di denaro. Nello specifico, l’organizzazione criminale si avvaleva di sofisticati equipaggiamenti elettronici, molti dei quali sequestrati in occasione di alcune perquisizioni effettuate nel corso delle indagini, costituite da una micro telecamera che veniva opportunamente celata tra gli indumenti indossati dal candidato, necessaria per intercettare le domande proiettate sul monitor del computer posto nella sala esami della Motorizzazione, un router ed un micro auricolare che era invece inserito nell’orecchio del candidato. In particolare, la predetta micro telecamera consentiva ad uno o più soggetti posti a distanza, rispetto agli Uffici della Motorizzazione, di inquadrare e leggere da remoto le domande esposte sul monitor in uso al candidato, per poi suggerire le relative risposte mediante il micro auricolare che era stato precedentemente inserito nell’orecchio del soggetto sottoposto ad esame. Tra i candidati, vi erano anche cittadini extracomunitari, provenienti da India, Bangladesh, Egitto ed Etiopia, che comprendevano a stento la lingua italiana, risultati privi di qualsivoglia cognizione teorico/pratica riguardo le norme sulla circolazione stradale, alcuni identificati nel corso delle attività presso le Motorizzazioni Civili di Roma Sud e Roma Nord, indosso ai quali venivano rinvenute e sequestrate le apparecchiature tecniche direttamente riconducibili agli stessi arrestati. L’articolata attività, principalmente improntata sul fronte del riciclaggio di marche da bollo, è sfociata quindi anche nel campo dell’illecito conseguimento dei titoli abilitativi alla guida, consentendo di individuare, oltre agli organizzatori e conniventi titolari di ben sei autoscuole nella Capitale, sei nella provincia di Cosenza ed una in quella di Salerno, anche numerosi candidati che hanno conseguito illecitamente detti titoli, denunciati per presunte responsabilità in merito ai reati di truffa, induzione in errore e falsità ideologica in documento informatico, in concorso con gli arrestati. L’esecuzione dei provvedimenti restrittivi è stata effettuata alle prime ore della mattinata odierna associando otto persone alle Case Circondariali di Regina Coeli, Velletri, Salerno e Cosenza, sottoponendone altre sette alla misura degli arresti domiciliari, mentre nel corso delle perquisizioni effettuate presso le abitazioni degli arrestati, è stato possibile porre in sequestro ulteriore materiale probatorio.


L’ex Sindaco Marino dopo l’assoluzione rompe un lungo silenzio sui social

L’ex sindaco di Roma Ignazio Marino rompe con un post su Fb il silenzio social dopo la notizia della sua assoluzione per il caso scontrini. Molti suoi followers infatti avevano postato la notizia della sua sentenza come commento a un post precedente, chiedendogli di intervenire a commentarla o facendogli gli auguri e sostenendolo. Marino commenta a caldo, con una immagine di un suo intervento a un convegno: “Pochi minuti prima di prendere la parola al World Trade Center Association 2019 Summit ho appreso dal Professor Musco e dall’Avvocato Martuscelli della decisione della Cassazione – racconta l’ex sindaco sulla sua pagina Fb -. È un sollievo ma non posso affermare di essere allegro. Penso infatti a tutte le persone, familiari, amici, compagni di sogni e progetti che hanno sofferto con me, e per me, in questi anni. Questa sera mi sento solo di dire grazie a tutti voi e agli straordinari professionisti che mi hanno assistito. Voglio a tutti un gran bene e vi sono davvero grato per il vostro affetto oltre che onorato della vostra stima”, conclude . “Hanno vinto la verità e la giustizia. Era ora. La sentenza della Cassazione non rimedia ai gravi fatti del 2015, alla cacciata di un sindaco democraticamente eletto e di un’intera giunta impegnati senza fare compromessi per portare la legalità e il cambiamento nella Capitale d’Italia. Una ferita per la democrazia che non si rimargina. Per le valutazioni politiche e le responsabilità individuali ci sarà tempo, domani. Oggi è il tempo delle considerazioni personali. E non posso che ripetere a testa alta, come ho sempre fatto, ciò che ho sostenuto dal primo giorno in cui mi sono state rivolte accuse infondate e infamanti: non ho mai utilizzato denaro pubblico per finalità private. E’ piuttosto vero il contrario. E finalmente oggi è chiaro e tutti, anche a coloro che mi hanno infangato provocando dolore e imbarazzo a me e alla mia famiglia”. Lo dichiara l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, “Un ringraziamento sincero va al professor Enzo Musco e a tutti gli avvocati dello studio legale che mi hanno sempre difeso con grande serietà e sobrietà ma con la determinazione propria di chi crede fino in fondo nella legge e nella giustizia”.


Roma, Valeriani: “Dal M5S fallimento amministrativo totale”

“Un altro presidente grillino salta, la conferma di un fallimento amministrativo totale. La conferma di una storia giunta al capolinea, una stagione alimentata anche dai nostri errori e che adesso, però, sta sempre a noi impedire che non sfoci in una stagione di nuove proteste antisistema, di radicalità, razzismo ed egoismo sociale”. Così su Facebook l’assessore regionale del Lazio alle Politiche abitative, Urbanistica e Ciclo dei Rifiuti, Massimiliano Valeriani, commenta quanto avvenuto ieri nel Municipio XI a Roma con la sfiducia al presidente M5s Mario Torelli, e in generale la situazione nella Capitale. “Dobbiamo fermare la destra che in una città che soffre, abbandonata a sé stessa cresce in modo spaventoso”.


Zoomarine (Pomezia) e Associazione Salvamamme in sinergia per aiutare le famiglie

Il Parco di Roma in tandem con l’Associazione Salvamamme. Zoomarine festeggia il compleanno di 70 bambini regalando l’opportunità di interazione con i delfini. Le Fiamme Oro Rugby della Polizia, l’Associazione Salvamamme e Zoomarine in sinergia per sostenere le famiglie in difficoltà. Nell’ambito del protocollo d’intesa finalizzato allo sviluppo psicosociale dei bambini tra l’Associazione Salvamamme e il gruppo sportivo Fiamme Oro Rugby della Polizia di Stato, il Parco Zoomarine ha dato la possibilità a 70 bambini dai 4 ai 7 anni di vivere una mattinata in compagnia dei delfini, interagendo con loro in uno scambio di emozioni. L’attività è solo il primo evento di una sinergia tra Zoomarine e Salvamamme che in questa stagione si svilupperà con due attività principali: il Birthday Center, ovvero l’ingresso omaggio al Parco per bambini e genitori con cadenza mensile per festeggiare il compleanno dei bimbi, ed il programma di educazione e sensibilizzazione con i delfini, con appuntamento mensile gratuito di interazione con i delfini per bambini e genitori. Un’opportunità, quella dell’interazione educativa con i delfini, che Zoomarine presenta solo da pochi mesi e che sta raccogliendo grandissimo interesse; un successo che si fonda sull’opportunità di conoscere da vicino, entrando in acqua sempre con l’ausilio di specialisti ed esperti addestratori, i delfini e la loro magica intelligenza. Il valore del programma di interazione è costruito su un processo di scambio reciproco di positività, un incontro che fa bene agli animali e al pubblico veicolando messaggi di educazione e rispetto delle specie marine, ecosostenibilità nelle scelte e nei comportamenti umani, acquisizione di consapevolezza e rispetto sulla biodiversità. Il programma di interazione con i delfini ha, inoltre, una validissima ricaduta sociale poiché Zoomarine offre ogni mese gratuitamente il progetto a bambini e famiglie in difficoltà assistiti dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma e da altre strutture della regione Lazio, oltre appunto ai piccoli ospiti dell’Associazione Salvamamme in occasione del loro compleanno. L’Associazione “I Diritti Civili nel 2000, Salvamamme Salvabebè”, opera da oltre quindici anni intervenendo nei momenti cruciali dell’abbandono e della solitudine delle mamme e delle famiglie in condizioni di grave disagio socio-economico: gli ultimi tempi della gravidanza, i giorni difficili dopo il parto, l’interminabile primo anno della maternità, quando un momento di calore al primo incontro diventa un’ancora di salvezza e il corredino che la mamma riceve il primo passo di un lungo cammino. Ma subito dopo il supporto si estende all’ambito sanitario, psicologico, legale, logistico, pedagogico, formativo: l’incontro diventa sovente consuetudine, mamme assistite si fanno volontarie dell’Associazione.


Roma, aggredisce la madre per estorcerle denaro: figlio violento in manette

I Carabinieri della Stazione di Trevignano Romano hanno arrestato un 28enne italiano per maltrattamenti in famiglia e danneggiamento. Non appena rientrato a casa in stato di alterazione psico-fisica, il giovane si è presentato dalla madre per chiederle l’ennesima somma di denaro: in questo caso, 250 euro al fine di acquistare dosi di droga e per farsi un nuovo tatuaggio. Purtroppo, il ragazzo ha mal digerito il rifiuto del genitore, e dopo svariate minacce, ha iniziato ad infrangere le finestre dell’abitazione ed ha aggredito fisicamente la donna. E’ stata proprio la vittima a chiamare i Carabinieri, dopo essere riuscita ad allontanarsi dall’abitazione, per sfuggire ad ulteriori violenze. I militari, giunti immediatamente sul posto, hanno bloccato il figlio violento e lo hanno tratto in arresto. Dagli accertamenti successivi è emerso che analoghe condotte estorsive andavano avanti da almeno alcuni mesi. Il 28enne dopo l’arresto è stato portato nel carcere di Rebibbia.


Ladispoli, lega figlio con catene per non farlo uscire di casa: arrestato padre severo

I Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia al termine di una delicata attività investigativa, hanno arrestato un cittadino romeno 38enne, residente a Ladispoli, per i reati di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia. La triste vicenda ha avuto un lieto epilogo grazie all’intervento dei Carabinieri della Stazione di Ladispoli. In particolare nella serata di domenica è pervenuta, sull’utenza 112 (Numero Unico di Emergenza) della Centrale Operativa della Compagnia di Civitavecchia, una richiesta di intervento da parte di un signora abitante a Ladispoli la quale segnalava che un minore, suo vicino di casa, si era presentato presso la sua abitazione in stato di prostrazione psicofisica e con le caviglie legate con delle catene. Lo stesso riferiva di essere stato segregato dal padre da circa due giorni e di essere riuscito a fuggire limando altre catene che lo legavano al letto. Sul posto sono intervenuti immediatamente i Carabinieri ai quali il ragazzo ha confidato di aver avuto un litigio con il padre, a seguito del quale si era poi allontanato da casa. Tornato successivamente a casa il giovane era stato legato, per punizione, dal genitore con delle catene e segregato in casa e privato di cibo e acqua per due giorni, riuscendo a scappare approfittando dell’ assenza del padre e a nascondersi dalla vicina di casa. Sulla base delle informazioni acquisite i Carabinieri hanno rintracciato il padre 38enne romeno e al termine degli accertamenti lo hanno arrestato per i reati di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia e accompagnato presso la Casa Circondariale di Civitavecchia per rispondere all’Autorità Giudiziaria dei reati di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia.


Giornata del mare, al Porto Turistico di Roma gli studenti diventano Cittadini del mare

Sarà un cielo parzialmente coperto quello che caratterizzerà domani le celebrazioni per la Giornata del mare, istituita lo scorso anno dal Ministero dei Trasporti e Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca e indicata nella data fissa dell’11 Aprile, con l’intento di avvicinare i giovani delle scuole all’economia del mare e sensibilizzarli sui temi del rispetto dell’ambiente. L’iniziativa vede fra i suoi promotori la Federazione Italiana Vela e Ucina - Confindustria Nautica che sul tutto il territorio nazionali daranno vita a iniziative culturali dedicati agli studenti di ogni ordine e grado. Il Porto Turistico di Roma, sul litorale di Ostia, è stato scelto come luogo simbolo di questa iniziativa: la struttura, sotto sequestro da due anni e mezzo, da luogo dedicato esclusivamente all’ormeggio di imbarcazioni da diporto è oggi un punto di aggregazione per l’intera collettività e sede di eventi culturali e sportivi di grande rilievo, tornato nella piena disponibilità della cittadinanza. In quest’ottica, il marina ospiterà le iniziative promosse dalla Direzione Marittima del lazio e dalla Capitaneria di Porto di Roma. La mattinata inizierà intorno alle 9.30 presso la Sala conferenze dove il comandante della Capitaneria di Porto di Roma, Filippo Marini, illustrerà ai ragazzi le attività svolte dalla Guardia Costiera per la salvaguardia delle vite in mare, per il rispetto dell’ecosistema marino e per una corretta fruizione del mare da tutti i soggetti che, per interesse imprenditoriale o per svago vogliono vivere il mare. L’incontro proseguirà con laboratori e dimostrazioni che interesseranno i temi ambientali, con Marevivo e il progetto Delfini Capitolini realizzato da Oceanomare Delphis, ci si potrà virtualmente immergere nell’Area Marina Protetta delle Secche di Tor Paterno o imparare ad eseguire i nodi e a conoscere una imbarcazione a vela con il supporto di Confarca e Assilea. Davanti la spiaggia centrale del Porto Turistico di Roma, gli studenti potranno assistere a dimostrazioni con derive e canoe della Lega Navale Italiana di Ostia, gli Stand Up Paddle della FISW e la presenza del simulatore di vela della FIV per chi vorrà provare a salire su una barca a vela. Le attività saranno organizzate in aree tematiche, ciascuna delle quali ospiterà un partner dell’iniziativa che effettuerà la propria attività con gruppi da 20/25 ragazzi. A fine mattinata i cani della Scuola Italiana Cani di Salvataggio a mare saranno protagonisti di una coinvolgente esercitazione a mare, affiancati dai mezzi e dal personale della Guardia Costiera. La chiusura della giornata, intorno alle 12.30, spetterà alla LIPU Centro Habitat Mediterraneo che, sempre alla spiaggia centrale del porto, libererà un gruppo di gabbiani.


ADR: da Fiumicino tre nuove destinazioni per la Cina, dodici le città cinesi direttamente connesse

Diventerà ancora più stretto nei prossimi mesi il legame tra Roma e la Cina. Tra maggio e luglio di quest’anno saranno attivati dall’aeroporto Leonardo da Vinci tre nuovi collegamenti diretti con altrettante nuove destinazioni cinesi, anche in virtù dell’arrivo a Fiumicino di una nuova compagnia aerea, la Sichuan Airlines. Raggiungono così quota dodici le città della Greater China direttamente collegate con l’aeroporto di Fiumicino, che si conferma tra i leader in Europa per numero di destinazioni servite e di vettori attivi. Nel dettaglio, dal 25 giugno la Sichuan Airlines opererà un nuovo collegamento Italia-Cina, con un volo diretto per Chengdu tre volte a settimana. Ancora prima, altre due novità di rilievo: dal 30 maggio la Hainan Airlines aprirà un volo diretto per Shenzhen, che opererà due volte alla settimana, mentre il 12 giugno Air China darà il via al collegamento con Hangzhou con un volo operato tre volte a settimana. Fausto Palombelli, Direttore Marketing e Sviluppo Aviation, annuncia: “Shenzhen, Chengdu e Hangzhou e la nuova compagnia aerea Sichuan Airlines, insieme al potenziamento dell’offerta quotidiana di voli sulle altre destinazioni cinesi, sono le novità che proiettano anche quest’anno il Leonardo da Vinci verso nuovi record”. Nel 2018 le sei compagnie aeree operanti tra Roma e la Greater China hanno fatto il pieno di passeggeri trasportati: sono stati 760.000, con una crescita del 60% rispetto al 2014. Per il 2019 è previsto un vero e proprio boom di passeggeri da e per la Cina: si stima infatti un incremento del traffico del 20% rispetto al 2018 e il superamento della soglia dei 900 mila passeggeri entro la fine dell’anno. L’attenzione che Aeroporti di Roma dedica da diversi anni all’accoglienza di passeggeri e vettori cinesi ha consentito allo scalo di raggiungere e superare traguardi impensabili fino a qualche anno fa. Fiumicino infatti è uno dei primi scali al mondo a essere stato ufficialmente accreditato come “Welcome Chinese Airport”, aggiudicandosi nel 2018 il livello “Platinum” grazie alle numerose iniziative rivolte ai passeggeri cinesi come: la segnaletica in lingua, la personal shopper per facilitare gli acquisti nello scalo o l’acqua calda gratuita presso tutti i bar e ristoranti dell’aeroporto. Inoltre, tutte le attività commerciali dell’aeroporto hanno adottato i principali sistemi di pagamento diffusi in Cina: Alipay, Wechat Pay e la carta di credito UnionPay. Aeroporti di Roma è anche presente da più di un anno su Wechat, il principale social network cinese, per promuovere Fiumicino come eccellenza nella connessione con la Cina e i servizi creati ad hoc per i viaggiatori cinesi che, in questo modo, possono pianificare il proprio viaggio in Europa scegliendo ancor più facilmente l’Italia e Roma come destinazione di arrivo.


Dal 12 al 14 aprile Roma torna Capitale anche della pizza

A pochi giorni dalla sua apertura, si arricchisce il programma de La Città della Pizza 2019, terza edizione del grande evento organizzato da Vinòforum in collaborazione con Ferrarelle, in scena a Roma da venerdì 12 a domenica 14 aprile presso gli oltre 6.000 mq di Ragusa Off in via Tuscolana. 

Oltre alla presenza di decine tra i migliori pizzaioli d’Italia, pronti a sfornare più di 100 pizze differenti e impegnati anche in workshop e laboratori per appassionati e addetti ai lavori, durante la manifestazione saranno diversi i momenti dedicati ai nuovi talenti dei forni e della cucina. 

Sul palcoscenico di “Stand up Pizza”,organizzato in partnership con Pizza On The Road, si esibiranno i 10 pizzaioli selezionati per l’omonimo contest, che consentirà al vincitore di partecipare alla prossima edizione de La Città della Pizza. Al centro della sfida di quest’anno ci sarà l’ingrediente, tipico del territorio di provenienza di ogni pizzaiolo o al quale ognuno di questi è particolarmente legato. L’elemento scelto, oltre ad essere il principale protagonista della pizza proposta, dovrà essere utilizzato in ogni sua parte, riducendo al minimo tutti gli sprechi. Quattro le sessioni previste, durante le quali i concorrenti presenteranno le proprie creazioni a una platea composta dagli autori de La Città della Pizza, da giornalisti, esperti di settore e chef. Sabato 13 aprile, dalle ore 11.30, si esibiranno Gabriele Patrizi e Mirco Giuntini; lo stesso giorno, dalle 15.30, sarà il turno di Alessandro De Luca, Pietro Sementilli e Alessandro D’Avino; domenica 14, dalle 11.30, quello di Domenico Lubrano e Simone Taglienti; dalle 15.30, chiuderanno Anselmo Calenti, Rocco Meninno e Romina Costantino ed Emilio Brighigna.