Moscovici avverte l’Italia: “E’ fonte di incertezza”

“La situazione dell’economia italiana è una fonte di incertezza che pesa non solo sull’Italia ma sull’eurozona tutta”. Così il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, in un’intervista a Sky. “Dobbiamo completare la nostra valutazione sulla situazione italiana e daremo i nostri dati il prossimo 7 maggio – ha spiegato Moscovici – Ci saranno delle differenze rispetto alle previsioni dell’inverno. Prenderemo le nostre decisioni sulla base delle nostre previsioni”. “Una cosa è chiara. C’è un rallentamento della economia italiana e dobbiamo tenerlo in considerazione. L’Italia deve essere credibile e rispettare gli impegni presi, specialmente per quel che riguarda il deficit strutturale”, ha detto. “Pensiamo che l’Italia debba anche aumentare la propria crescita potenziale – ha proseguito Moscovici – per questo servono riforme che possano fortificare la produttività e la competitività”.”L’Italia – ha concluso – è una delle economie più importanti e questa è la ragione per cui l’Italia deve affrontare i problemi strutturali, sviluppare gli investimenti. I numeri devono tornare. Insisto: sulla base dei nostri dati perché è il nostro lavoro di accertare questi dati”.


Tria dice che il taglio dell’Irpef ci sarà, è un atto giustizia

“Il taglio dell’Irpef è un atto di giustizia necessario, soprattutto per i ceti medi che per anni hanno subito gli effetti dannosi di un fiscal drag, soprattutto negli anni di alta inflazione, da tutti contestato ma che nessuno ha mai provveduto ad attenuare. Quindi sicuramente interverremo, il come lo vedremo in autunno”. Così il ministro dell’economia, Giovanni Tria, in un’intervista su ‘Il Messaggero’. “Ho buoni motivi – ha poi aggiunto il ministro – per credere che, grazie agli ultimi provvedimenti, alle proiezioni contenute nel Def e all’aggiustamento del deficit strutturale, l’esame sarà superato anche questa volta”. E anche i mercati hanno capito che il governo sta facendo un buon lavoro: “Vede, hanno capito. Ora sta girando attorno a 239, poi magari risalirà. Però è la prima volta da mesi che lo spread rompe quota 240” ha detto Tria. “I mercati – sottolinea – hanno capito che stiamo facendo un buon lavoro, non canto vittoria perché la salita è lunga ma il sentiero è quello giusto”.


Salvini: “Se il M5s mantiene i patti non cambia nulla. Vedremo nei prossimi mesi”

Dopo 4 anni di contrazione, nel 2018 la propensione al risparmio delle famiglie sale all’8,1% (nel 2017 il valore si era fermato al 7,8%). Lo comunica L’Istat. In aumento anche il potere d’acquisto delle famiglie, che registra un +0,9% rispetto all’anno precedente, "confermando la tendenza al recupero in atto dal 2014", sottolinea l’Istat. In rallentamento la crescita della spesa per i consumi, che nel 2018 scende a +1,6% dal +2,7% del 2017. Critiche le associazioni dei Consumatori: “Dopo quattro anni di calo, nel 2018 la propensione al risparmio delle famiglie sale all’8,1% e il loro potere d’acquisto aumenta dello 0,9% rispetto all’anno precedente. "Magra consolazione. Intanto il dato annuo annacqua il peggioramento del quarto trimestre, quando, rispetto al terzo, è sceso sia il reddito disponibile delle famiglie consumatrici, - 0,2%, sia il potere d’acquisto, -0,5%" afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. "Insomma, bene che il potere d’acquisto sia salito dello 0,9%, ma male che sia invece calato alla fine del 2018, peggiorando dal -0,2% del terzo trimestre al -0,5% del quarto, un andamento che certo non fa ben sperare per il 2019" prosegue Dona. "Inoltre il rialzo della propensione al risparmio, dipende anche dal rallentamento della spesa per consumi finali. Insomma, se leggiamo questi dati in prospettiva, per il 2019 non c’è da stare allegri" conclude Dona. “Se tutti mantengono i patti non cambia nulla. E chiaro che la Lega amministra bene tante regioni e comuni se i 5 stelle continueranno a mantenere la parola il problema non si pone. Lo vedremo nei prossimi mesi”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, al giornale radio Rai.


“Wikileaks sotto choc ma Julian è forte”

“Siamo rimasti scioccati dalla mossa dell’Ecuador, ma a questo punto è stato rivelato il mandato di arresto degli Stati Uniti, che noi abbiamo sostenuto per anni che esistesse. Ora l’abbiamo letto, ed è incentrato sull’accusa di avere cospirato con Chelsea Manning, nel 2010”, così l’erede di Julian Assange, arrestato ieri a Londra, il giornalista investigativo islandese Kristinn Hrafnsson parla a Repubblica. “Si tratta di un’accusa riferita alla pubblicazione dei documenti segreti (del governo americano, ndr) che rivelavano i crimini di guerra in Afghanistan e in Iraq: il video Collateral Murder, che esponeva gravi abusi contro civili innocenti. Nel mandato non c’è nulla che descriva relazioni improprie tra un giornalista e la sua fonte: questo è un arresto per aver fatto giornalismo. Se Assange verrà estradato negli Stati Uniti, sarà un messaggio agghiacciante per ogni giornalista in ogni parte del mondo. Si creerebbe un precedente devastante per tutti i giornalisti e gli editori. Questo è un attacco frontale alla libertà di stampa”.


Libia: Tripoli, cortei contro invasione. Onu: salgono a 9500 gli sfollati

Calma a Tripoli nel venerdì di preghiera: un traffico sonnolento ma intenso anima le arterie della capitale, dove non si notano schieramenti di forze militari o checkpoint, almeno nelle zone centrali. Lo ha constatato l’inviato dell’ANSA. Nel pomeriggio è prevista una imponente manifestazione in piazza dei Martiri (la ex piazza Verde del regime), contro "l’invasione". "Siamo tutti Tripoli", recita lo slogan. Intanto, secondo fonti sul campo, le forze di Khalifa Haftar hanno bombardato dal cielo un compound delle milizie fedeli al governo di unità nei pressi di Zuara, circa 108 km a ovest della capitale. Non si ha al momento notizia di vittime. Almeno 9.500 persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case dall’inizio del conflitto armato a Tripoli e dintorni. Lo scrive l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha) in un "aggiornamento flash" sulla situazione nei dintorni della capitale, precisando che 3.500 sono gli sfollati solo nelle ultime 24 ore. "La comunità umanitaria rimane gravemente preoccupata per la sicurezza e la sicurezza dei civili bloccati nelle aree colpite dal conflitto alla periferia di Tripoli", si legge nella nota, nella quale si segnala che "le richiesta di evacuazione in zone più sicure a Tripoli di almeno 3.250 persone non hanno potuto ricevere risposta. Ciò significa che 9 famiglie su 10 che hanno chiesto di essere evacuate non possono essere raggiunte". La comunità internazionale continua a chiedere una tregua umanitaria temporanea per consentire la fornitura di servizi di emergenza e il passaggio volontario di civili, compresi quelli feriti, da aree di conflitto. L’Ue trova una posizione comune sulla crisi in Libia, superando l’opposizione della Francia. Dopo un iniziale tira e molla, è passato un documento in cui si chiede lo stop a tutte le operazioni militari in Libia, sfumando il riferimento diretto al generale Khalifa Haftar, di cui Parigi è grande sponsor. Ma la linea dei francesi ha provocato la dura reazione di Matteo Salvini, che ha avvertito: "se giocano alla guerra, non starò a guardare". E anche Giuseppe Conte, alla Camera, ha ammesso che l’escalation militare è motivo di "grande preoccupazione" per l’Italia. Nel pieno dell’offensiva dell’uomo forte della Cirenaica per strappare Tripoli al premier Sarraj, si è consumato un nuovo strappo tra le diplomazie europee. Parigi durante il Vertice Ue aveva bloccato il testo iniziale della dichiarazione in cui si chiedeva ad Haftar di fermarsi, proprio per il riferimento diretto della condanna al generale. Questa circostanza è stata smentita dal portavoce del ministero degli Esteri francese, ma Italia e Svezia hanno presentato alcuni emendamenti, sostenute anche da Germania, Regno Unito e Olanda, che hanno prodotto un nuovo documento, approvato infine dai 28. Nel testo, si avverte che l’attacco lanciato dalla forze di Haftar "mette in pericolo civili e blocca il processo politico". Ma allo stesso tempo si chiede a "tutte le parti di fermare immediatamente le operazioni militari", quindi anche le milizie che fanno capo al governo di Tripoli. E soprattutto, non si nomina più Haftar, ma solo il suo esercito, l’Lna. Così Parigi può dare il via libera. L’insofferenza verso la partita libica dei francesi è condivisa nella maggioranza a Roma, ma c’è spazio per una polemica tra Lega e 5 Stelle. Da una parte i toni aggressivi di Salvini: "Se qualcuno per business gioca a fare la guerra, con me ha trovato il ministro sbagliato, non starò a guardare". Dall’altra Di Maio che, pur associandosi alla richiesta di chiarimenti dalla Francia su Haftar, invoca calma all’alleato del Carroccio: "Sulla Libia non servono prove di forza o altro. È inutile che qualcuno faccia il duro o dica ’ci penso io’". Per concludere che "escludiamo ogni possibile intervento militare dell’Italia in Libia". Polemiche interne a parte, la posizione filo-Haftar della Francia (al fianco di Russia, Egitto, Arabia Saudita ed Emirati) ha creato non poche frizioni proprio con l’Italia, l’altro grande attore in Libia schierato apertamente con il governo riconosciuto dall’Onu. Il premier Conte, riferendo alla Camera, non ha nominato mai Parigi ma ha rilevato che la crisi in corso è "frutto di debolezze strutturali del contesto locale ma anche di influenze esterne che non sempre sono andate nella direzione della stabilizzazione". La nuova chiamata alle armi di Haftar sta di fatto pregiudicando i faticosi sforzi per stabilizzare il paese, sotto l’egida dell’Onu. L’Italia non abbandonerà il campo, mantenendo operativi l’ambasciata e il personale militare, ha chiarito Conte a Montecitorio, invocando allo stesso tempo un rapido "cessate il fuoco" e la ripresa del dialogo tra le parti perché la "soluzione politica è l’unica sostenibile". Su questo fronte, lo stesso Conte si sta spendendo in prima persona: in questi giorni di crisi il premier ha parlato direttamente con il premier Sarraj e nei giorni scorsi ha incontrato anche un emissario di Haftar. Perché l’Italia, ha rivendicato Conte, "è tra i pochi Paesi a poter credibilmente interloquire con tutti i principali attori in Libia". Avendo investito come pochi altri sul dossier, fino a favorire un faccia a faccia tra Sarraj e Haftar alla conferenza internazionale di Palermo a novembre. Da quel vertice, però, sembra passato un secolo, tanto che la conferenza di riconciliazione nazionale che si sarebbe dovuta svolgere in questi giorni è stata rinviata a data da destinarsi. E se nessuno, da Mosca, Parigi, Il Cairo o Riad, chiederà ad Haftar di fermarsi, la strada per la pacificazione sarà ancora lunga.


Sea Eye, Francia: "Pronti ad accogliere 20 migranti a bordo della Alan Kurdi"

Venti dei sessanta migranti bloccati sulla Alan Kurdi, la nave della ong Sea Eye, potranno andare in Francia. Il ministro dell’Interno francese Christophe Castaner ha detto infatti che Parigi è pronta ad accogliere parte dei profughi che si trovano ancora a bordo dell’imbarcazione al largo di Malta. "Ho chiesto al personale del ministero e dell’Ufficio francese per i rifugiati - ha precisato Castaner - di tenersi pronti per il trasferimento". Dopo che il 6 aprile l’Italia ha negato alla Alan Kurdi di attraccare, la nave ha fatto rotta verso Malta, rimandendo però in acque internazionali. Il governo tedesco ha quindi chiesto alla Commissione europea di trovare un accordo tra gli Stati membri per accogliere i migranti a bordo.


Grave un 46enne ferito a colpi di pistola in centro a Milano

Agguato a colpi di pistola in strada a Milano nel quartiere di Porta Romana, appena fuori il centro storico: un uomo di 46 anni, italiano, con precedenti per droga, è rimasto gravemente ferito dopo essere stato raggiunto al volto da alcuni spari. L’uomo era sulla propria auto in Via Cadore: si sono avvicinate due persone a bordo di uno scooter e sono stati sparati alcuni colpi di pistola.Il 46enne è stato portato dal 118 in codice rosso al Policlinico di Milano. Indaga la polizia, sul posto con le Volanti, la Squadra mobile e la Scientifica.


“Seimila euro e entri in Italia”, arresti e perquisizioni a Pordenone

Un arresto, 4 indagati e perquisizioni: è il bilancio di un’operazione della polizia di Pordenone eseguita nei confronti dei presunti componenti di una banda che faceva arrivare clandestinamente in Italia africani tramite documenti falsi al costo di 6mila euro per “pratica”. L’indagine della Squadra Mobile ha interessato la locale comunità ghanese, individuando una persona, di quella nazionalità, in grado di far giungere in Italia e nei Paesi dell’Unione Europea cittadini africani predisponendo falsa documentazione, dai visti ai passaporti, per assicurarne l’ingresso illegale, previo pagamento di ingenti somme di denaro. Si è quindi delineato un ben strutturato ed articolato gruppo, operante da almeno due anni e gestito da un ghanese regolarmente soggiornante a Pordenone, referente per la propria comunità, in grado di far giungere dal continente africano connazionali senza i requisiti di ingresso, falsificando materialmente i documenti di viaggio, con tariffario di 6.000 escluse le spese per il viaggio aereo. I pagamenti illeciti venivano effettuati tramite i circuiti internazionali di transfer-money, somme autoriciclate in Ghana attraverso investimenti immobiliari. Gli inquirenti hanno riscontrato una vera e propria tratta di persone sulla rotta Accra-Instanbul-Bologna, ma anche Parigi o Amsterdam oltre che aeroporti dislocati in altri paesi dell’Unione Europea. Il gip del Tribunale di Pordenone, su richiesta della locale procura, titolare dell’inchiesta, ha così emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del capo del gruppo, un 30enne ghanese residente in provincia di Pordenone, operaio in un’azienda che produce mobili: è accusato di favoreggiamento dell’immigrazione illegale pluriaggravato in concorso.Altri 4 ghanesi sono indagati per lo stesso capo d’imputazione, mentre il titolare di una ex agenzia di viaggi è stato sottoposto a perquisizione domiciliare sempre disposta dalla Procura di Pordenone.


Le amputano arti dopo una diagnosi sbagliata, l’appello di una donna: “Aiutatemi ad acquistare le protesi”

Un’errata diagnosi di tumore, l’asportazione inutile di alcuni organi e poi la setticemia e l’inevitabile amputazione di tutti e quattro gli arti. E’ il calvario che ha vissuto Anna Leonori, di 46 anni, che nel 2014 è entrata nell’ospedale di Terni per un’operazione chirurgica, ma si è risvegliata dopo 80 giorni di coma senza più arti. Il punto di svolta arriva dopo l’incontro con Bebe Vio che le ha ridato la forza di andare avanti. La 46enne ritrova il sorriso anche per i suoi due figli, le vengono impiantate delle protesi torna in piedi ma le nuove braccia le impediscono di fare qualsiasi movimento e le ultime protesi costano troppo: 90mila euro. Ora la donna lancia una raccolta fondi e un appello. "Il desiderio di raccontarvi la mia storia nasce sopratutto perché vorrei aiutare e trasmettere speranza a chi, come me, ha avuto esperienze simili. Coraggio e speranza che a me ha dato la grande Bebe Vio", racconta via Facebook. "Dopo tante difficoltà riesco a camminare con le protesi, avrei bisogno però di protesi superiori di ultima generazione che l’Asl non fornisce - spiega -.Il preventivo è talmente alto... non credo riuscirò mai ad avere quella somma (90mila euro)". "Ora non riesco a soffiarmi il naso a tenere un cucchiaio ad appoggiarmi mentre scendo le scale, con il mio braccio amputato invece mi trucco uso il telefono mi asciugo le lacrime. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno voluto dare un contributo e anche chi lo vorrà fare in futuro certo l’obiettivo è ambizioso ma non voglio perdere la speranza di poter prima o poi conquistare un minimo di autonomia.Grazie di cuore anche a chi mi dedica solo un pensiero!". Anche i vigili urbani di Terni hanno voluto dare il loro contributo, ma la cifra vicina ai 3mila euro è ancora molto lontana.


Venezia, il tribunale vieta ad un bambino di avere due mamme: “La legge Cirinnà contiene disposizioni incostituzionali”

La legge Cirinnà presenta aspetti di incostituzionalità perchè, paradossalmente,discriminerebbe i genitori gay. A sollevare la questione sono i giudici del Tribunale di Venezia che hanno rimesso il giudizio alla Corte Costituzionale. Il caso è quello di una coppia di donne unita civilmente. Una di loro, due anni fa, si è sottoposta a fecondazione assistita con donatore anonimo in Danimarca. A novembre 2017, a Mestre, è nato un maschietto, ma il Comune di Venezia, nell’atto di nascita ha indicato il bambino come “nato dall’unione naturale con un uomo, non parente né affine” della partoriente e non ha indicato la compagna come genitore, lo riporta il Corriere del Veneto. Le due veneziane, a quel punto, si sono rivolte al tribunale di Venezia perché venisse rettificato l’atto di nascita e venissero indicate entrambe come genitore del bambino. La decisione del tribunale però ha spiazzato dichiarando che la legge Cirinnà contiene delle disposizioni incostituzionali e discriminerebbe le coppie gay. I giudici hanno così rimesso la questione nelle mani della Consulta. Nella lunga ordinanza scritta dai giudici si legge che il decreto sulle unioni civili, non andando a disciplinare il contenuto dell’atto di nascita, “non realizza il diritto fondamentale di genitorialità dell’individuo” previsto dall’articolo 2 della Costituzione, diritto “inteso come aspirazione giuridicamente qualificata a mettere al mondo e crescere dei figli, avendo costituito un legame di coppia formalizzato”, così come la legge Cirinnà “formalizza” le unioni civili tra coppie dello stesso sesso. I giudici sottolineano anche che “il matrimonio non costituisce più il discrimine nei rapporti tra genitori e figli i quali devono godere della medesima tutela indipendentemente dalla forma del legame tra coloro che ne assumono la genitorialità. L’ acquisto dello status di figlio di entrambe le parti dell’unione civile, va dunque riguardato come ineludibile presupposto per l’ accesso del minore alla massima tutela che gli spetta”. Infine viene spiegato che precludendo alle coppie omosessuali la possibilità di essere indicati entrambi nell’atto di nascita come genitori, la legge in vigore “pregiudica i diritti inviolabili della persona, quali quello alla genitorialità e alla procreazione, discrimina i cittadini per il loro orientamento sessuale e in considerazione delle condizioni patrimoniali della coppia”. Ora la decisione spetta alla Consulta e sarà decisiva, anche perché spiega, presidente di Rete Lendford, Miryam Camilleri “è la prima volta che il dubbio di incostituzionalità coinvolge la legge Cirinnà in relazione alla genitorialità omosessuale”. Gli avvocati che assistono la coppia veneziana sperano che la sentenza della corte tenga conto del fatto che “il concetto di filiazione è ormai disancorato dal rapporto legale esistente tra genitori e prescinde dalla composizione eterosessuale o omosessuale della coppia”.


A Pasqua il trionfo dei dolci, oltre 400 mln per uova e colombe

Agnello e capretto, torta pasqualina e casatiello, lasagne verdi e brodo di gallina. Da un capo all’altro dell’Italia nemmeno a Pasqua possono mancare i piatti della rigogliosa tradizione culinaria tricolore. Ma in concomitanza con la festa cristiana e i riti primaverili sono i dolci a salire sul podio dell’offerta gastronomica: un trionfo di colombe, uova e molto altro, a cominciare dalla pastiera napoletana. Per Pasqua 2019, ma le vendite sono cominciate a metà marzo, una indagine condotta da CNA Agroalimentare tra gli iscritti alla Confederazione stima che due famiglie italiane su tre consumeranno perlomeno una colomba. Il giro d’affari previsto è di 170 milioni di euro. Le colombe industriali, in considerevole maggioranza per quantità, rimangono in testa anche per valore, ma sono ormai tallonate dalle colombe artigianali e semi-industriali: 90 milioni contro 80 milioni vale il rispettivo giro d’affari. Saranno invece oltre 16 milioni le uova di cioccolato che si consumeranno nel periodo pasquale. Per un giro d’affari di circa 250 milioni di euro solo per le pezzature medio-grandi. L’uovo, insomma, da prodotto per bambini si è trasformato in dolce per tutta la famiglia o in oggetto da regalo raffinato. Il successo della colomba. Da sorella povera del panettone, nata negli anni trenta a Milano – si raccontava – per sfruttare ulteriormente le macchine adoperate per il più tipico prodotto natalizio da una storica casa dolciaria milanese, a must stagionale che brilla di luce propria. E sulle onde di questo successo si sono riaperti gli archivi e si è scoperto che lo stesso produttore aveva cominciato a produrla già nel 1919, a pochi mesi dalla fine della guerra, per celebrare la pace con il volatile suo simbolo. Così quest’anno per il centenario ha riproposto l’incarto di un secolo fa. Di un dolce lievitato consumato nel periodo pasquale, comunque, parlavano già le cronache lombarde di molti secoli fa. Il tradizionale uovo di Pasqua, al cento per cento di cioccolato al latte perché destinato ai bambini, oramai è riproposto in varianti che sono diventate a loro volta dei classici: non solo cioccolato fondente ma anche cioccolato bianco, con granella esterna o frutta secca, decorato con foglia oro alimentare e, da quest’anno, “ruby”, dal colore rosa intenso, prodotto da una fava di cacao color rubino, senza coloranti, additivi o aromi. Il cioccolato, di buona qualità e soprattutto se fondente, con una percentuale elevata di cacao, aiuta a vivere più a lungo. Lo assicura la prestigiosa università nordamericana di Harvard. Agisce come protettore dei vasi sanguinei e del cuore. Aiuta a ridurre i sintomi da stanchezza fisica e/o psicologica e ad abbassare il livello del colesterolo nel sangue. E non fa ingrassare. Fino a qualche lustro fa era uno dei dolci regionali che a Pasqua i più tradizionalisti preferivano (o affiancavano) a colomba e uovo: dall’agnello di marzapane alla ciaramicola, dalla gubana a ciambelle e focacce varie. Poi la pastiera napoletana si è conquistata uno spazio proprio, uscendo dai confini partenopei e diventando un dolce nazionale: nel 2018 la ricetta della pastiera è stata la più ricercata in rete, secondo Google Trends. Benché la sua esecuzione – a base di grano cotto nel latte, ricotta, uova, canditi, burro e acqua di fiori di arancio – sia tutt’altro che agevole. Un dolce da tutto l’anno. Perfino estivo, nella sua versione gelato, una delle tante che pasticceri e chef di ogni parte d’Italia hanno dedicato alla pastiera.


Ricerca, in Antartide per ricomporre archivio climatico della Terra

Si chiama Little Dome C ed è uno dei posti più freddi, aridi e privi di vita della Terra. Ma proprio qui, all’interno del continente antartico, scienziati provenienti da tutta Europa verranno a studiare il clima, in questo luogo estremo a oltre 3.200 metri di altezza, dove le temperature raramente salgono sopra i -25° C, mentre in inverno precipitano a -80°C (le stagioni sono inverse rispetto alle nostre). Il progetto europeo “Beyond EPICA – Oldest Ice” ha identificato infatti in questa zona, a 40 km dalla base italo-francese di Concordia, il luogo ideale dove estrarre carote di ghiaccio fino a una profondità di oltre 2,7 km, per ricomporre l’archivio climatico della Terra e risalire fino a un milione e mezzo di anni fa, quando i cicli climatici fra glaciale e interglaciale avevano una durata di 40mila anni e seguivano le regolari oscillazioni dell’angolo dell’asse terrestre. “Dopo tre anni di misure geofisiche e di perforazioni intermedie abbiamo scelto per il carotaggio questo luogo perché ha una stratigrafia indisturbata di ghiaccio vecchio almeno un milione e mezzo di anni: in ogni metro, infatti, sono registrati negli strati più profondi almeno 10-15 mila anni di variazioni climatiche che studieremo grazie all’analisi dei gas serra, come anidride carbonica e metano, contenuti delle bolle d’aria intrappolate nel ghiaccio”, spiega Massimo Frezzotti, glaciologo dell’ENEA a capo delle spedizioni di rilevamento a Little Dome C. Infatti grazie alle piccole bolle d’aria, intrappolate nel ghiaccio nel momento in cui si è formato, gli scienziati del clima – si legge sull’ultimo numero del settimanale Eneainform@ – possono misurare le concentrazioni di importanti gas a effetto serra, riscontrando una chiara connessione: nei periodi in cui il clima terrestre è stato più freddo, in atmosfera si registrava una quantità decisamente inferiore di CO2 e metano rispetto ai periodi più caldi. “Abbiamo rilevato che circa 900mila anni fa si è verificato un cambio significativo nel ritmo dell’alternanza tra periodi caldi e freddi che è passato da una durata di 40mila ai 100mila anni. I paleo-climatologi conoscono questo fenomeno grazie alle ricerche sui sedimenti che si sono accumulati nei fondali oceanici, ma l’unico modo per ottenere dati diretti sull’atmosfera del passato, come la quantità di anidride carbonica e metano e sulle connessioni tra la presenza di questi gas e le variazioni del clima, è analizzare le bolle d’aria contenute nelle carota di ghiaccio”, sottolinea Frezzotti. Dopo questa prima fase che ha portato all’individuazione del luogo e una volta ottenuto il via libera da parte dell’Unione europea, a fine anno si procederà all’allestimento di un campo base a Little Dome C, mentre le attività di perforazione inizieranno a novembre 2021 e si concluderanno a febbraio 2024. I primi dati saranno disponibili nel 2025. Alle attività per l’individuazione del sito per l’Italia hanno partecipato ENEA, INGV e le università di Bologna e di Venezia ‘Cà Foscari’ nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), attuato dal CNR per la programmazione e il coordinamento scientifico e dalla stessa ENEA per gli aspetti logistici.


Coldiretti, Alimentare: da gps a droni, robot nei campi per 400 mln

Dai sistemi gps all’utilizzo dei droni, dai sensori nei campi alle etichette intelligenti fino ai sistemi di avanguardia nella produzione ecocompatibile, il mercato dell’agricoltura precisione in Italia vale già 400 milioni di euro con una crescita del 270% in un anno. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti su dati dell’Osservatorio Smart AgriFood in occasione del primo Milano Agrifood & Travel Global Summit con il Presidente Coldiretti Ettore Prandini. L’obiettivo dell’Italia è arrivare entro il 2021 ad avere il 10% della superficie coltivata con applicazioni intelligenti sempre più evolute e adatte alle produzioni nazionali considerato che – sottolinea Coldiretti - i vantaggi dell’agricoltura 4.0 vanno dalla maggior efficienza produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi e dell’impatto ambientale con minor utilizzo di sementi, fertilizzanti, agrofarmaci, acqua di irrigazione, carburanti, lubrificanti. L’agricoltura 4.0 coinvolge di più imprenditori di età inferiore ai 40 anni e laureati, anche se la scelta di utilizzare applicazioni innovative è sempre più legata a fattori come la superficie da coltivare o il settore produttivo di riferimento. Con l’agricoltura di precisione – evidenzia la Coldiretti - si riesce a stabilire con esattezza quanta acqua e quante sostanze nutritive servono per una determinata coltura, qual è la giusta razione alimentare per un animale, ma anche eliminare infestanti attraverso interventi mirati, prevenire patologie, migliorare la resa delle coltivazioni e la stessa qualità dei prodotti, oltre a rendere più facile il lavoro ad esempio con la guida satellitare presente ormai sull’8% dei trattori. Esiste però in Italia – ricorda la Coldiretti - un pesante “digital divide” tra città e campagna dove le nuove tecnologie sono uno strumento indispensabile per sviluppare le risorse che il territorio può offrire, ma le opportunità offerte dall’agricoltura 4.0, con l’utilizzo dei Big Data Analytics e del cosiddetto “Internet delle cose” rischiano spesso di non essere colte a causa dei ritardi nell’espansione della banda larga nelle zone interne e montane. “Coldiretti è particolarmente attiva sul fronte dell’adozione e diffusione delle innovazioni tra le imprese agricole con attività di supporto per lo sviluppo di progetti di innovazione, basti pensare – conclude il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini – alla nuova figura professionale dell’innovation advisor per favorire lo sviluppo di progetti di innovazione o al portale del socio di Coldiretti strumento on line per la gestione semplificata e veloce dell’amministrazione aziendale dalle fatture elettroniche al quaderno di campagna”. Ma il nostro impegno – conclude Prandini - si estende ai temi della tracciabilità alimentare e l’informazione ai consumatori a partire dalla blockchain, che è una delle ultime applicazioni dell’agricoltura di precisione per migliorare trasparenza, sicurezza, affidabilità dei prodotti”.


Salute: terapie per il diabete sempre più personalizzate. Effetti benefici anche per le complicanze renali

“I nuovi farmaci si sono rivelate utili sia per patologie cardiovascolari che per complicanze renali. Hanno rallentato la progressione delle principali manifestazioni delle complicanze nefrologiche: l’albuminuria, ossia la presenza nelle urine della proteina albumina, e la riduzione dell’azione dei reni” spiega il prof. Giuseppe Pugliese dell’Università La Sapienza di Roma. Nel diabete mellito di tipo 2 diventa sempre più prioritario il raggiungimento di obiettivi terapeutici che vadano al di là del semplice controllo della glicemia e che invece raggiungano importanti risultati nella prevenzione degli eventi cardiovascolari e renali, e nella riduzione dell’ospedalizzazione per scompenso cardiaco e della mortalità. Inoltre, ultimamente, ci si è spinti a considerare prioritari gli obiettivi della prevenzione cardiovascolare nella malattia diabetica, aprendo anche importanti prospettive sulla remissione clinica del diabete stesso e della prevenzione del prediabete e della sindrome metabolica. Un tentativo rivolto ad aprire importanti prospettive epidemiologiche sul contenimento e anche sulla riduzione del numero dei soggetti diabetici nel mondo. FOCUS SUL DIABETE A MATERA – Il diabete è una patologia che necessita di maggiore attenzione: anzitutto per i numeri, dato che colpisce circa il 6% della popolazione italiana a cui si aggiunge un altro 2% circa di sommerso; i progressi scientifici e i nuovi farmaci stanno però dando nuove speranze a chi è affetto da questa patologia. Il convegno “Le gliflozine nel diabete mellito: una visione sul presente e oltre gli attuali paradigmi di cura”, in corso a Matera presso il Palazzo Viceconte dall’11 al 13 aprile, organizzato con il contributo non condizionato di Mundipharma, ha posto l’attenzione proprio su questi aspetti innovativi. Il punto di partenza è un’attenta valutazione del nuovo contesto terapeutico del diabete di tipo 2, in virtù dei nuovi standard di cura e delle raccomandazioni delle società scientifiche nazionali ed internazionali. Il trattamento con farmaci innovativi deve avvenire precocemente, sopravanzando le vecchie ed obsolete classi farmacologiche. Posti sotto la lente di ingrandimento degli specialisti i meccanismi molecolari e metabolici delle gliflozine e le loro ricadute sulle comorbilità del diabete. Dalla prevenzione secondaria cardiovascolare a quella primaria, al ruolo nella nefroprotezione, nella prevenzione dello scompenso cardiaco e nel contenimento del rischio cardiovascolare residuo del paziente affetto da diabete di tipo 2. IL NUOVO APPROCCIO VERSO IL PAZIENTE DIABETICO – Il nuovo approccio nei confronti del paziente diabetico è uno dei temi posti al centro del convegno di Matera. Le raccomandazioni cliniche sono cambiate notevolmente dall’ottobre 2018, momento in cui un documento di consenso redatto dalle Società Europea e Americana di Diabetologia hanno rivisto totalmente questa impostazione. In queste raccomandazioni cliniche viene data molto importanza alle esigenze primarie del paziente in merito alle quali bisogna individuare le soluzioni terapeutiche: se il paziente è affetto da arteriosclerosi, da problemi cardiovascolari, da scompenso cardiaco, da malattia renale cronica, se ha eccesso di peso, se ha frequenti ipoglicemie. “A seconda dei casi vengono utilizzati farmaci di determinate classi” spiega il Prof. Francesco Giorgino, Professore Ordinario di Endocrinologia e Direttore della U.O. complessa di Endocrinologia presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro - A.O.U. Policlinico Corsorziale di Bari. “Emerge dunque una terapia sempre più personalizzata. La scelta del farmaco non è più legata solo alla necessità di correggere la glicemia, e quindi alla necessità di dover ridurre il valore di emoglobina glicata, ma considera anche le proprietà extra glicemiche dei vari farmaci, e quindi il fatto che alcune classi di farmaci si sono dimostrate efficaci anche a prescindere dalla riduzione della glicemia”. “Quanto viene presentato in questi convegni che si stanno susseguendo tra alcune città italiane – Napoli, Roma, Venezia, Matera - rappresenta un obiettivo rivoluzionario” dichiara il prof. Bruno Solerte, Professore di Medicina Interna all’Università di Pavia. “Le nuove molecole saranno in grado di modificare il concetto di irreversibilità, avviando verso la de-cronicizzazione delle malattie. È un obiettivo che necessariamente va perseguito, poiché l’economia mondiale presto non sarà in grado di sostenere i costi di queste malattie croniche. Proprio il diabete è il banco di prova per verificare i passi avanti della farmacologia”. NUOVI FARMACI E COMPLICANZE NEFROLOGICHE – Il rene è un organo bersaglio delle complicanze del diabete: una quota pari a circa il 30-40% dei soggetti diabetici va incontro nel tempo a una complicanza renale, che è molto grave in quanto comporta un elevato rischio cardiovascolare e la possibilità nel tempo di dover far ricorso alla dialisi. I nuovi farmaci per la malattia diabetica sembrano in grado di garantire una efficace protezione renale. I recenti studi hanno dimostrato che i nuovi farmaci proteggono il cuore e il rene sia nei pazienti senza malattia renale conclamata e sia in quelli con danno renale in fase più avanzata. “Non esistono grandi armi per contrastare in maniera efficace le complicanze nefrologiche” dichiara il prof. Giuseppe Pugliese, Professore Ordinario di Endocrinologia all’Università La Sapienza di Roma. “E’ possibile ridurne la comparsa e la progressione, ma non eliminarla. Tutti i farmaci che possono agire a questo livello sono dunque importanti. Queste nuove terapie si sono rivelate utili sia per patologie cardiovascolari che per complicanze renali. Hanno rallentato la progressione delle due manifestazioni principali delle complicanze nefrologiche: l’albuminuria, ossia la presenza nelle urine di una quantità eccessiva della proteina albumina, e la riduzione della funzione renale”.


Consumi, Coldiretti: spesa alimentare famiglie al palo nel 2018

La spesa delle famiglie per i prodotti alimentari è ferma nel 2018 con un incremento complessivo di appena lo 0,3% rispetto al 2017. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti sulla base dei dati Ismea in occasione della diffusione dei conti economici nel 2018 dell’Istat. A preoccupare è anche il fatto che nel complesso – sottolinea la Coldiretti - il seppur lieve aumento della spesa deve ascriversi quasi esclusivamente alla crescita dei prezzi medi delle referenze piuttosto che alle quantità messe nel carrello. Si tratta di un sensibile rallentamento rispetto allo scorso anno in cui la crescita – sottolinea la Coldiretti - era stata del 3%. In questo contesto è importante scongiurare l’aumento dell’Iva per difendere i consumi in un momento di stagnazione dell’Italia. L’aumento dell’Iva rischia di riguardare – continua la Coldiretti – anche beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22% che rappresentano componenti importanti nei consumi delle famiglie. La spesa alimentare – evidenzia la Coldiretti – è la principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione con un importo complessivo di 244 miliardi ed è quindi un sensore attendibile della situazione in cui si trovano gli italiani.


Nomine Campidoglio, Marra: io in mezzo a guerra tra gruppi M5s

“Io mi sono trovato in una guerra tra gruppi all’interno agli M5S. Quelli che stavano con la sindaca Raggi e quelli che invece stavano con Roberta Lombardi. Io non avevo gruppi ma ero percepito come vicino alla sindaca, ma io non ho fatto politica: era un massacro sui giornali tutti i giorni”. Lo ha detto in aula l’ex capo del personale del Comune di Roma, Raffaele Marra, nel corso dell’interrogatorio nell’ambito del processo che lo vede imputato per abuso di ufficio in relazione alla vicenda della nomina del fratello, Renato Marra, a capo della direzione turismo del Campidoglio. Si tratta della stessa vicenda per la quale è stata sotto processo la Raggi poi assolta dall’accusa di falso l’11 novembre scorso. Nel corso dell’interrogatorio, Marra ha definito come una “sventura” la sua esperienza nell’amministrazione comunale durante la quale “per tre volte ha chiesto di mettermi in aspettativa”. “Non sono mai stato militante M5S. Sono stato chiamato perché sono un valido amministratore – ha continuato rispondendo alle domande del pm Francesco Dall’Olio – Ho conosciuto la Raggi nell’aprile del 2016 ad una cena organizzata dal funzionario comunale Salvatore Romeo che mi aveva contattato mentre mi trovavo in aspettativa per chiedermi se potevo collaborare con loro. In quella fase mi sono limitato ad inviare via mail alla sindaca la macrostruttura del comune di Milano perché pensavo fosse fatta bene ed infatti quella attualmente in vigore in Campidoglio ricalca questo modello”. Raffaele Marra ha ricordato di avere lavorato in passato con il sindaco Gianni Alemanno di cui nel 2008 è stato “dirigente e uomo di fiducia dal punto di vista tecnico ì amministrativo ma non avevo certo la tessera di An. Così come quando sono stato nominato dirigente durante la consiliatura guidata da Ignazio Marino: non sono mai stato un militante Pd”. Marra ha detto anche della la nomina in Regione Lazio, durante la presidenza di Renata Polverini. “Sono stato scelto nell’ambito di un bando pubblico ma anche in questo caso non ho mai avuto tessere o fatto attività politica”.


Giro d’Italia,Enea: tappa della Scienza a Centro Ricerche Frascati

Il Centro Ricerche Enea di Frascati (Roma) apre le porte al pubblico. Si tratta di un’apertura straordinaria per la “Tappa della Scienza”, l’iniziativa della manifestazione “Frascati in Rosa” (#FrascatiinRosa) ideata per festeggiare il Giro d’Italia che arriverà nella cittadina in provincia di Roma il 14 maggio, con ripartenza il giorno successivo. Enea prende parte all’iniziativa insieme agli altri istituti di ricerca dell’area tuscolana (CNR, INFN, INAF, ESA). I laboratori saranno aperti oggi dalle 14 alle 20 con prenotazione obbligatoria fino a due ore prima dell’apertura dei cancelli. I visitatori – informa l’Enea – possono scegliere tra due percorsi. Il primo, dal titolo “Innovazione tecnologica per fotonica e medicale. Diamanti come strumenti di misura e Supercomputing. Le tecnologie della fusione nucleare”, prevede la visita al potente centro di calcolo capace di eseguire 1 milione e 400mila miliardi di operazioni al secondo, un laboratorio alla scoperta della luce, dei laser e dei nano-materiali e poi una tappa all’acceleratore lineare di protoni per la cura di tumori TOP-IMPLART e agli impianti per la caratterizzazione delle membrane che rappresentano componenti fondamentali dei futuri reattori a fusione, fino ad arrivare al laboratorio di ‘crescita’ di diamanti sintetici utilizzati in dispositivi elettronici e come rivelatori di particelle. Il secondo percorso, dal titolo “Innovazione tecnologica per la salvaguardia dei beni culturali. Le tecniche della superconduttività e le ricerche sulla fusione nucleare” si snoda attraverso le tecnologie laser per un monitoraggio a distanza e non invasivo del patrimonio artistico, la superconduttività, fino all’impianto sperimentale Tokamak FTU, dove si parlerà anche di DTT, il nuovo laboratorio per la ricerca sulla fusione nucleare che verrà costruito a Frascati. Entrambi i percorsi hanno una durata di circa 2 ore e mezzo.


Lombardi (M5s) dice che lo stadio della Roma va ripensato altrove

“Il IX municipio dice si all’annullamento del pubblico interesse; il voto nel consiglio municipale, interessato all’opera, era obbligatorio ma non vincolante. Il segnale però è arrivato forte e chiaro: #famolostadiodaunaltraparte. Ciò che davvero impatta sul territorio e sui cittadini, viene prima di ogni cosa. Se un progetto è sbagliato e dannoso per la città, va ripensato altrove”. Così su Facebook Roberta Lombardi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle al Consiglio regionale del Lazio.


Roma, tenta di accoltellare il presunto amante della moglie: fermato

Un cittadino di nazionalità albanese di 45 anni è stato bloccato da una pattuglia del IV Gruppo Tiburtino della Polizia Locale in zona Casal Bruciato, per aver tentato di accoltellare un uomo di 40 anni, accusandolo di essere l’amante della moglie. Gli agenti, durante il servizio di pattugliamento della zona, hanno avvertito delle grida provenienti da un’officina e sono riusciti a bloccare l’aggressore pochi istanti prima che riuscisse a colpire il titolare. Nei suoi confronti, spiega la Polizia Locale in una nota, sono emersi diversi precedenti penali per spaccio, furto e truffa. Al termine degli accertamenti è stato denunciato per minaccia aggravata e lesioni.


Roma, sequestrati oltre 140 kg di droga: arrestato 30enne albanese

La Sezione Narcotici della Squadra Mobile di Roma ha arrestato in via Odoardo Giove, in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, un 30enne albanese, verosimilmente impegnato nella consegna per conto di un’associazione. Nel corso di una mirata attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, gli investigatori della polizia, impegnati in un servizio di controllo del territorio nel quartiere Aurelio-Primavalle, dove ci sono varie piazze di spaccio, hanno notato un albanese che cercava di nascondere uno zaino all’interno del vano del proprio scooter. Insospettiti dal movimento e della reazione dell’uomo, che era velocemente fuggito, dopo un breve inseguimento lo hanno bloccato: la successiva perquisizione personale e dello zaino ha consentito di rinvenire e sequestrare 6 kg di hashish ed alcuni mazzi di chiavi. Gli uomini dell’Antidroga hanno poi individuato un box nello stabile da dove era stato visto uscire poco prima l’albanese: all’interno sono stati rinvenuti e sequestrati 100 kg di hashish, 40 kg di marijuana e 3 chili e mezzo di cocaina. L’arrestato è stato portato a Regina Coeli.


Roma, Rifiuti: quarto appuntamento del 2019 con la campagna “Il Tuo quartiere non è una discarica”

Domenica 14 aprile, quarto appuntamento del 2019 con la campagna “Il Tuo quartiere non è una discarica”, raccolta straordinaria gratuita dei rifiuti urbani ingombranti, elettrici ed elettronici organizzata da Ama e Tgr Lazio. Dalle 8 alle 13, nei municipi dispari l’azienda metterà a disposizione complessivamente 26 siti: 19 eco-stazioni (postazioni mobili allestite per l’occasione) e 7 Centri di raccolta aziendali presso cui i cittadini potranno consegnare sia i tradizionali rifiuti ingombranti (mobili, sedie, letti, divani, scaffalature, materassi, ecc.) sia le apparecchiature elettriche ed elettroniche (i cosiddetti RAEE: computer, televisori, stampanti, telefonini, frigoriferi, lavatrici, condizionatori, ecc.). Anche i Centri di Raccolta situati nei municipi pari saranno aperti con orario domenicale. In 3 postazioni (piazzale Clodio, via Anagnina e piazzale Cina) sarà anche possibile conferire contenitori con residui di vernici e solventi, rifiuti speciali che richiedono particolari procedure di smaltimento. Ama provvederà a differenziare secondo la categoria merceologica (legno, ferro, plastica, altri metalli, ecc.) i rifiuti riciclabili raccolti e ad avviarli alle rispettive filiere di recupero. Si ricorda inoltre che l’azienda mette quotidianamente a disposizione dei cittadini altri due canali per disfarsi gratuitamente dei rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici, che non devono essere assolutamente conferiti nei cassonetti stradali: i centri di raccolta aziendali aperti tutti i giorni e il servizio di ritiro a domicilio al piano strada per i materiali fino a 2 metri cubi di volume. Il servizio può essere prenotato tramite il ChiamaRoma 060606 oppure compilando l’apposito modulo di richiesta nella sezione Servizi on-line del sito www.amaroma.it.


Norcitalia, i sapori dell’ Umbria sulla Via Appia Antica

Da venerdì a domenica, sulla via Appia Antica, si svolge Norcitalia, un percorso di sapori, storia e tradizioni su una delle strade più famose del mondo.Quattro tra le ville più rappresentative della Capitale aprono i loro cancelli al gusto e alla filiera gastronomica italiana.I visitatori possono degustare e acquistare i prodotti alimentari tipici della cittadina umbra, direttamente da produttori locali. Sono inoltre presenti numerosi food truck che vendono specialità da asporto, sia nelle ville che nell’area archeologica di Santa Maria Nova.L’evento è un’occasione per sostenere e rivalutare una zona gravemente colpita dal terremoto e i prodotti che quella terra offre.Parte dei ricavati saranno infatti devoluti all’acquisto di apparecchiature di primo soccoro al Comune di Norcia. Durante le 3 giornate si esibiranno nelle ville gli sbandieratori di Norcia e di Viterbo. "Sono onorata di aver contribuito e sostenuto questa nobile iniziativa come Consigliera del Municipio VIII. Sostengo ogni tipo di evento che non solo valorizzi l’Appia Antica, ma persegua scopi sociali legati anche alla solidarietà verso le persone colpite dal sisma" dichiara Eleonora Talli Giottoli. Padrino della manifestazione Carlo Verdone.


Dolphin Day: in Italia la festa allo Zoomarine di Pomezia

Zoomarine, il più grande Parco marino italiano, festeggia domani e domenica il Dolphin Day, la giornata mondiale dedicata ai delfini, in programma nel mondo domenica 14 aprile. L’evento, voluto dall’American Veterinary Medical Association Pet Health Awareness, arriva in Italia con una giornata speciale tutta dedicata alla conoscenza, rispetto e tutela dei delfini, tra i mammiferi marini più amati dall’uomo. Zoomarine ospita 10 esemplari di delfino, tutti nati al Parco o in strutture internazionali affiliate e mai catturati in mare. La tutela, la conoscenza e il rispetto di questi animali sono gli elementi fondanti nel rapporto tra il Parco ed il suo pubblico, uno scambio reciproco di emozioni ed informazioni costruito su format di spettacolo e informazione. E in questa stagione Zoomarine presenta la più importante novità nell’offerta al pubblico, l’opportunità di interazione educativa con i delfini, un programma che sta raccogliendo un vero e proprio boom di adesioni, un successo che si fonda sulla grandissima opportunità di conoscere da vicino, entrando in acqua sempre con l’ausilio di specialisti ed esperti addestratori, i delfini e la loro magica intelligenza. Il valore del programma di interazione è costruito su un processo di scambio reciproco di positività, un incontro che fa bene agli animali e al pubblico veicolando messaggi di educazione e rispetto delle specie marine, ecosostenibilità nelle scelte e nei comportamenti umani, acquisizione di consapevolezza e rispetto sulla biodiversità. Il programma di interazione con i delfini ha, inoltre, una validissima ricaduta sociale poiché Zoomarine offre ogni mese gratuitamente il progetto a bambini e famiglie in difficoltà assistiti dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma e da altre strutture della regione Lazio, alla FIAS - Federazione Italiana Associazioni Sordi, oltre che ai piccoli ospiti dell’Associazione Salvamamme in occasione del loro compleanno.


Roma, tenta di rubare bici elettrica: in manette

Ha avvistato una costosa bicicletta elettrica parcheggiata in Largo Argentina e ha tentato di rubarla ma è stato bloccato dai Carabinieri della Stazione Roma Piazza Farnese. In manette, con le accuse di tentato furto aggravato e possesso ingiustificato di chiavi alterate, è finito un 54enne romeno, senza occupazione e con precedenti. Transitando in piazza, i Carabinieri hanno notato l’uomo avvicinarsi, una prima volta, alla bicicletta del valore di circa 1.200 euro, legata ad una ringhiera con una catena. Poco dopo l’uomo è tornato armato di tronchese e ha iniziato a forzare la catena ma è stato fermato dai militari che sono intervenuti. L’arrestato è stato portato in caserma e trattenuto, in attesa del rito direttissimo.


Roma, cerca di fuggire a controllo carabinieri, ma corsa finisce contro transenne: 19enne in manette, caccia a complici

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Casilina hanno arrestato un 19enne nomade, domiciliato presso l’insediamento in via di Salone, già noto alle forze dell’ordine, che aveva tentato di fuggire ad un controllo a bordo di un’auto rubata. Ieri notte, in piazza dei Mirti, a Centocelle, i Carabinieri hanno notato il giovane, con altre due persone, a bordo del veicolo e si sono avvicinati per un accertamento. Alla vista dei militari, però, l’auto ha accelerato e si allontanata nelle vie adiacenti. La fuga è terminata, a causa di una manovra azzardata, contro alcune transenne in via Pietro Rovetti, dove i Carabinieri hanno bloccato il giovane. I complici sono riusciti a dileguarsi a piedi e sono in corso controlli per la loro identificazione. L’arrestato, che non ha riportato ferite a seguito dell’impatto, è stato portato e trattenuto in caserma, in attesa di rito direttissimo. L’auto, che non ha riportato gravi danni, è stata riconsegnata al proprietario che l’aveva denunciata rubata qualche giorno prima in zona Alessandrina.


Civitavecchia, arrestato ladro seriale

I Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia hanno arrestato un 39enne romano, residente a Cerveteri e con precedenti, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di furto aggravato in abitazione. L’operazione è scaturita grazie alle serrate indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Cerveteri a seguito di alcuni furti perpetrati all’interno di diverse abitazioni nei comuni di Santa Marinella (RM) e Oriolo Romano (VT). L’attività info - investigativa dei Carabinieri ha consentito di indirizzare i sospetti su alcuni giovani del luogo dediti alla commissione di reati predatori, permettendo così di identificare una “vecchia conoscenza”, sul conto della quale sono stati acquisiti gravi e inconfutabili indizi di colpevolezza in merito ai furti seriali per lo più messi a segno in villette e case singole, dalle quali sono stati asportati numerosi monili in oro, preziosi e denaro contante. La richiesta del provvedimento restrittivo a carico del 39enne è stata avanzata dalla Procura della Repubblica di Viterbo che ha coordinato le indagini sulla base degli elementi raccolti dai Carabinieri della Stazione di Cerveteri, L’arrestato, diventato l’incubo dei residenti, è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Civitavecchia. Intanto continuano le indagini dei Carabinieri per identificare eventuali complici


Ostia, controlli a tappeto dei carabinieri: i provvedimenti

Nel corso dei quotidiani servizi effettuati dai Carabinieri del Gruppo di Ostia, una pattuglia della Sezione Radiomobile ha fermato un uomo di origine albanese che, al successivo controllo, è risultato gravato da un decreto di espulsione emesso nel 2015 e dal conseguente divieto di fare rientro nel territorio italiano per 5 anni. L’uomo è stato trattenuto nelle camere di sicurezza dell’Arma, in attesa dell’udienza di convalida. All’esito di una mirata e prolungata attività di monitoraggio, dettata da un anomalo e frequente andirivieni di persone, i Carabinieri della Stazione di Acilia hanno fatto irruzione in un’abitazione di Dragona, dove hanno sorpreso madre e figlio (la donna di 36 anni ed il figlio 16enne) nel pieno dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti. All’interno dell’abitazione, i militari hanno rinvenuto e sequestrato quasi 50 grammi di sostanze stupefacenti di vario tipo pronte per essere commercializzate, oltre al materiale per la pesa ed il confezionamento della droga. I due pusher sono finiti subito in manette: la donna è stata trattenuta nelle camere di sicurezza in attesa dell’udienza di convalida, mentre il minore è stato accompagnato presso il centro di prima accoglienza “Virginia Agnelli” di Roma. Ancora ad Acilia, i militari della locale Stazione hanno ristretto agli arresti domiciliari 2 persone, su disposizione del Tribunale di Roma. Il primo, già sottoposto ad altra misura, ha visto aggravarsi la propria posizione in conseguenza del suo arresto per spaccio di sostanze stupefacenti, effettuato pochi giorni prima dagli stessi Carabinieri. Il secondo, già condannato per reati contro il patrimonio, l’assistenza familiare ed inerenti gli stupefacenti, dovrà invece scontare oltre 3 anni di reclusione. I Carabinieri di Ponte Galeria, impegnati in un normale servizio di controllo della circolazione stradale, hanno fermato un furgone con a bordo 2 uomini. Il veicolo è risultato trasportare molteplici rifiuti ferrosi privi delle previste autorizzazioni. A questo punto, il conducente ha declinato delle false generalità, dichiarando ai militari di essere in possesso di documenti e patente di guida italiani. Ci sono voluti pochi minuti ai Carabinieri per accertare la vera identità dei due, entrambi cittadini romeni con precedenti e residenti presso uno dei campi nomadi della Capitale. Sono così scattate le manette ai polsi dell’autista con l’accusa di attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Denunciato per lo stesso reato il passeggero del furgone. Sempre i Carabinieri della Stazione di Ponte Galeria hanno arrestato e accompagnato nel carcere di “Rebibbia “di Roma, un 27enne di origine pugliese, già sottoposto agli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio, nei cui confronti il Tribunale di Roma ha disposto l’obbligo di espiare in carcere la pena residua di anni 1 e mesi 4 di reclusione.


Sanità, Lazio: gara Recup e contenzioso INPS-ACAPO , Durc negativo alla coop ex Capodarco

Il Consiglio di Stato nega la sentenza del tribunale civile di Roma del 14 febbraio scorso e dichiara legittimo il Durc negativo emesso da Inps alla Cooperativa sociale aCapo (già Cooperativa Capodarco). Con la sentenza, emessa dal Consiglio di Stato il 9 aprile scorso, si nega inoltre alla cooperativa l’aggiudicazione della gara Recup del Lazio, che aCapo gestiva dal 2004. Si riapre così, inaspettatamente, per aCapo una vicenda paradossale che da anni sta mettendo in difficoltà una cooperativa di più di 1.100 dipendenti, fornitrice di importanti servizi alla PA, per una somma 3.284 euro non dovuta e una controversia legata ad un codice fiscale. Una situazione che può portare all’esclusione di aCapo da commesse pubbliche per 145 milioni di euro (di cui 57 milioni già aggiudicati) e ora dalla sua commessa pubblica più importante. aCapo si è vista incredibilmente negare dal Consiglio di Stato l’aggiudicazione della gara Recup. La sentenza del Giudice Amministrativo lascia dubbi molto profondi poiché disconosce nei fatti la portata dirimente della pronuncia del giudice del lavoro che aveva già riconosciuto la totale correttezza di aCapo nei confronti dell’Inps. Non si è fatta attendere la dichiarazione del presidente della aCapo, Roberta Ciancarelli: “Una pronuncia che lascia sgomenti. Anche alla luce della precedente decisione del Consiglio di Stato che aveva accolto la richiesta di aCapo di sospendere la procedura posto che la stessa appariva vistosamente viziata. aCapo continua ad essere ingiustamente al centro di un vortice a dir poco incomprensibile che l’ha vista oggetto di una pluralità di esclusioni da procedure di gara aggiudicatele. Tuttavia non ci diamo per vinti e proseguiremo nella nostra battaglia convinti della correttezza e della trasparenza del nostro operato”. Di pari avviso le considerazioni degli avvocati Matteo Valente e Marco Orlando dello Studio AOR Avvocati di Roma che ha curato l’appello per la aCapo. Per l’avvocato Valente: “Vedere disattese dal Consiglio di Stato le ragioni della cooperativa appare poco coerente con quanto pochi mesi fa lo stesso Giudice Amministrativo aveva affermato e soprattutto con quanto statuito dal Giudice del lavoro che solo poche settimane fa aveva dichiarato illegittimo proprio lo stesso Durc. La pronuncia di ieri merita di essere impugnata sia innanzi la Corte di Cassazione sia con il giudizio di revocazione innanzi lo stesso Consiglio di Stato”. “Entrando nel merito della sentenza - prosegue l’avvocato Orlando – possiamo solo dire che l’impianto giuridico del Consiglio di Stato non è sostenibile soprattutto in merito ad un aspetto, quale quello del Durc, che è assai rilevante per le imprese che prendono parte alle procedure di gara. La vicenda di aCapo ci insegna che un’impresa che ha sempre regolarmente rispettato i propri doveri nei confronti dell’INPS e dei propri lavoratori non dovrebbe rischiare l’esclusione per inezie che nulla hanno a che fare con i versamenti dei contributi”. Interviene anche il professore e avvocato Adalberto Perulli, ordinario di Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale, che ha assistito aCapo nel contenzioso giuslavoristico: “La sentenza resa dal Consiglio di Stato non può essere assolutamente condivisa. È evidente come il Giudice amministrativo abbia errato nel valutare la legittimità del Durc, non essendo il Consiglio di Stato competente ad accertare la regolarità contributiva; il Giudice amministrativo avrebbe dovuto prendere atto della sentenza del Tribunale di Roma – Sezione Lavoro che ha riconosciuto la regolarità contributiva di aCapo ed ha dichiarato illegittimi i Durc negativi emessi dall’Inps. Si tratta quindi di una decisione con cui il Consiglio di Stato è andato oltre i limiti della propria giurisdizione e, per questo motivo, la sentenza verrà impugnata avanti la Suprema Corte di Cassazione”.


Polizia di Stato, Roma-Borgo: Italiana denunciata, passeggiava con in tasca una pistola “softair” ed un punteruolo

Nell’ambito dei controlli straordinari disposti dal Questore Esposito nel quartiere Borgo, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di zona, diretto Moreno Fernandez, ieri pomeriggio, transitando in via Crescenzio, hanno proceduto al controllo di una donna dal cui giubbotto fuoriusciva il calcio di una pistola. Perquisita, la signora, che è risultata avere precedenti di Polizia, è stata trovata in possesso di una pistola giocattolo “softair” a gas e di un punteruolo nascosto all’interno di un’altra tasca. Accompagnata negli uffici di Polizia, per lei è scattata la denunciata all’Autorità Giudiziaria.


Polizia di Stato, Roma: fermo di Polizia Giudiziaria l’autore di un furto in appartamento nel quale erano stati trafugati oggetti preziosi

Il 28 marzo scorso, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Prenestino, diretto da Roberto Arneodo, hanno sottoposto a Fermo di Polizia Giudiziaria l’autore di un furto in appartamento nel quale erano stati trafugati oggetti preziosi per un valore pari a circa 50 mila euro, avvenuto ad agosto del 2018 in zona Centocelle. L’attività di indagine, ha avuto la svolta definitiva grazie agli agenti del Gabinetto di Polizia Scientifica, che, intervenuti sul luogo del furto, erano riusciti ad individuare un impronta digitale che risultava appartenere a H.S., 23enne di etnia Rom, con a carico diversi precedenti di Polizia. La notevole difficoltà presentatasi agli investigatori, è stata rintracciare il responsabile, in quanto l’uomo, non risultava avere alcun documento di identità e nessuna residenza conosciuta nel Comune di Roma o nei luoghi dove lo stesso di fatto aveva dichiarato in precedenza la sua dimora abituale, quindi irreperibile. Dopo mesi di indagini e appostamenti in diverse zone anche fuori Roma tra cui Villalba di Guidonia, Primavalle e nei pressi di alcuni campi nomadi della capitale, gli investigatori della Polizia di Stato sono riusciti ad individuarlo proprio in uno di questi ultimi in zona Torpignattara dove, non censito, era ospite nel box di un parente. Alla richiesta dei documenti il “ladro fantasma” dopo vari tentativi di eludere il controllo è stato bloccato ed accompagnato presso il locale Gabinetto di Polizia Scientifica dove è stata accertata la sua reale identità. Negli Uffici del commissariato il fermato chiedeva “..per quale furto mi state arrestando? ..”, ed al termine degli accertamenti, è stato accompagnato a Regina Coeli a diposizione dell’ Autorità Giudiziaria dinanzi la quale dovrà rispondere del reato di furto aggravato.


Roma, servizi di controllo ad esercizi commerciali e centri estetici: denunciate 5 persone e sequestrato un locale

A seguito di numerosi controlli amministrativi eseguiti dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Esquilino, diretto da Giuseppe Moschitta, sono state denunciate e sanzionate diverse persone. In via Giovanni Giolitti i poliziotti hanno denunciato in stato di libertà tre cittadini del Bangladesh, perché nel loro esercizio commerciale di generi alimentari, sono stati trovati farmaci che non potevano essere commercializzati poi sequestrati. Elevate anche sanzioni amministrative perché venivano venduti alimenti scaduti e senza le prescritte etichette in lingua italiana. Anche in via Emanuele Filiberto, gli agenti della Polizia di Stato hanno denunciato in stato di libertà due cittadine cinesi, che effettuavano trattamenti estetici senza esserne autorizzate. All’interno del centro estetico sono stati rinvenuti numerosi flaconi di “botox” e “lidocaina” e gli strumenti per iniettarli. Il locale è stato posto sotto sequestro in considerazione delle scarse condizioni igienico sanitarie così come i medicinali. Le due straniere erano state già denunciate per lo stesso reato nello stesso esercizio commerciale. In via Luigi Pinciani invece, durante un altro controllo amministrativo, gli agenti della Polizia di Stato hanno sequestrato presso un centro estetico e di tatuaggi, diversi flaconi di inchiostro risultato fuori commercializzazione e non utilizzabile per tatuare. La proprietaria dell’esercizio, è stata sanzionata amministrativamente


Roma, al primo appuntamento viene derubato del portafogli: giovane donna denunciata dalla Polizia

Spiacevole avventura quella vissuta da un romano di 53 anni che si è visto derubato del portafogli da una giovane ragazza conosciuta poco prima. Dopo i primi convenevoli i due si erano intrattenuti a conversare all’interno della macchina dell’uomo fino a quando, dopo essersi scambiati i numeri di telefono, la donna lo abbracciava e si congedava in maniera alquanto frettolosa. Questo atteggiamento aveva lasciato basito e sospettoso l’uomo che da subito si era messo a controllare la sua giacca notando la mancanza del portafogli e delle carte di credito e da quest’ultime, poco dopo, risultavano effettuati anche dei prelievi di denaro. Da qui la denuncia al commissariato Porta Maggiore, diretto da Augusto Pallante. Solo l’esperienza e la determinatezza degli agenti che, attraverso svariati controlli e il monitoraggio dei social, ha permesso loro di entrare in possesso di una foto della giovane. Quest’ultima è stata poi riconosciuta e fermata da un poliziotto fuori servizio insieme ad altre volanti del medesimo commissariato. La ragazza di 20 anni, è stata poi accompagnata presso gli uffici di Polizia e denunciata per furto con destrezza ed indebito utilizzo di carte di credito.