Lega, il sottosegretario Armando Siri è indagato per corruzione: "Sono tranquillo" E’ l’ideologo della flat tax e consigliere economico di Matteo Salvini

“Non ne so nulla”. Queste le prime dichiarazioni del sottosegretario alle Infrastrutture e senatore della Lega Armando Siri, raggiunto da Affaritaliani.it poco dopo la diffusione della notizia dell’inchiesta per corruzione che lo vede coinvolto insieme ad altre 9 persone. “Non ne so assolutamente nulla, ho saputo che qualcuno mi sta cercando ma ne sapete più voi di me”. E ancora: “Ma chi è Vito Nicastri? Mai sentito in vita mia, mai visto, non so proprio chi sia”. Siri esclude ogni coinvolgimento: “Assolutamente sì, mi state dando un nome che non è fra le mie conoscenze”. Nella mattinata, intanto, i procuratori aggiunti di Palermo e Roma, Paolo Guido e Paolo Ielo, hanno disposto una serie di perquisizioni. In Sicilia per acquisire atti e documenti riguardanti appalti, e soprattutto autorizzazioni in materia di impianti energetici. A condurre l’inchiesta, il pm romano Mario Palazzi e il collega palermitano Gianluca De Leo. Siri avrebbe intrattenuto frequenti rapporti, tutti da chiarire, con un faccendiere impegnato nel settore dell’energia su cui indagano da tempo i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo e gli investigatori della Dia. Proprio i pubblici ministeri siciliani hanno trasmesso ai colleghi della Capitale il filone dell’inchiesta riguardante le frequentazioni romane del faccendiere, che era sempre alla ricerca di sostegni politici – e sembra anche legislativi – per la galassia delle sue attività. In provincia di Trapani, il faccendiere era in affari con un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, che oggi è stato arrestato dalla Dia, per violazione degli arresti domiciliari. Non poteva incontrare nessuno, ma avrebbe continuato a curare i suoi affari, frequentando il faccendiere e alcuni prestanome. Così è emersa l’intera vicenda. Un’indagine che prosegue da sei mesi nel massimo riserbo, per la presenza di Siri, che è sottosegretario dal 13 giugno dell’anno scorso.Siri è il consigliere economico del ministro dell’Interno Matteo Salvini e l’ideologo della Flat Tax, quattro anni fa patteggiò una condanna per bancarotta. E mentre Matteo salvini difende il suo collega di partito, durissima arriva la reazione del Vicepremeir del M5S Luigi Di Maio, ecco le sue parole: "Sarebbe opportuno che il sottosegretario Siri si dimetta. Gli auguro di risultare innocente e siamo pronti a riaccoglierlo nel governo quando la sua posizione sarà chiarita". "Non so se Salvini sia d’accordo con questa mia linea intransigente, ma è mio dovere tutelare il governo e l’integrità delle istituzioni", dice ancora Di Maio. "Un sottosegretario indagato per fatti legati alla mafia è un fatto grave. Non è più una questione tecnica giuridica ma morale e politica. Va bene rispettare i tre gradi di giudizio, ma qui la questione è morale. Ma se i fatti dovessero essere questi è chiaro che Siri dovrebbe dimettersi".




Greta da Casellati in Senato, un “grazie speciale”

E’ un “grazie speciale” quello che la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha rivolto a Greta Thunberg, la sedicenne svedese, attivista per la difesa dell’ambiente, che partecipa oggi ad un convegno a Palazzo Madama sui cambiamenti climatici dal titolo ‘Il tempo cambia. E’ tempo di cambiare. Greta, ha sottolineato Casellati “ha percorso migliaia di chilometri per essere qui con noi”. Rivolgendosi direttamente all’ospite speciale del convegno, la presidente del Senato ha aggiunto: “Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, cara Greta, la strada per portare i temi ambientali al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile, più tortuosa”. Casellati ha poi espresso un “sentito ringraziamento a tutti i relatori. Le loro competenze e le loro testimonianze sono la miglior premessa per fare di questo seminario un momento di vera riflessione e di autentico approfondimento”.


Ecco i redditi dei ministri gialloverde (la più ricca è Giulia Bongiorno)

Il premier Giuseppe Conte nel 2018 ha dichiarato un reddito imponibile di 370.314 euro. È quanto risulta dalle dichiarazioni dei Redditi del periodo d’imposta del 2017 pubblicate on line sul sito Parlamento.it. Fra i beni del presidente del Consiglio, risulta un fabbricato in Roma e una Jaguar Xj6 del 1996. Non risulta, invece, che abbia partecipazioni in società. Il vicepremier Luigi Di Maio dichiarava invece un imponibile di 98.471 euro, la proprietà di una Mini Cooper del 1993 e il 50% della ditta Ardima, quella di famiglia. L’altro vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato invece un imponibile di 13.228 euro, cui va sommato il reddito da europarlamentare (102.412 euro); la proprietà di un fabbricato a Milano, investimenti in A2a (3,500 azioni), in Acea (250 azioni), in Enel (392 azioni), e una quota di BG selection, Sicav di diritto lusemburghese. Ma la più ricca è senz’altro Giulia Bongiorno, che ha dichiarato un imponibile di 2 milioni 833.488. E poi la proprietà di 4 fabbricati a Roma, uno a Palermo e uno a Cefalù, la comproprietà di altri 7 fabbricati a Palermo, e 20 tra fabbricati e terreni in nuda proprietà. Quanto agli investimenti mobiliari, risultano 13.000 azioni di Terna, 1.312 di Poste Italiane, 2.500 di Cerved Information Solutions. Il parco auto si compone di una Smart e di una Audi A2. Tra gli altri ministri, spicca Alberto Bonisoli, titolare dei Beni Culturali, con 212mila euro di imponibile dichiarato, seguito da Enzo Moavero Milanesi con circa 170mila euro di imponibile, dal Guardasigilli Alfonso Bonafede a 159mila. La ministra della Salute Giulia Grillo ha dichiarato 125mila euro, l’ex Paolo Savona 115mila più 50mila azioni del fondo Euklid, Lorenzo Fontana i 102mila euro da eurodeputato. A quota 95mila si attestano il ministro per le Regioni Erika Stefani, il titolare dell’Ambiente Sergio Costa, quello dell’Agricoltura Gianmarco Centinaio, quello delle Infrastrutture Toninelli, quella del Sud Barbara Lezzi. Appena sotto, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, che ha dicahirato 93mila di imponibile. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha dichiarato invece 88mila euro. Il ministro dell’Educazione Marco Bussetti ha dichairato invece 67mila euro. Chiude la classifica la titolare della Difesa, Elisabetta Trenta: per lei, nel 2017, un imponibile di 42.670 euro.




Giulia Grillo nominerà i supercommissari per la sanità in Calabria

La sanità della Calabria sarà tolta dal controllo della Regione. Spetta al Consiglio dei ministri, riunito a Reggio Calabria, approvare misure mai previste finora nel nostro Paese. Tutte le nomine passeranno per il commissario ad acta per la sanità e per il sub commissario nominati dal Governo, cioè l’ex generale Nas Cotticelli e il manager sanitario Thomas Schael. “Daremo dei superpoteri ai commissari da me indicati”, afferma a Repubblica.it la ministra della Salute Giulia Grillo (M5S). “Potranno nominare i vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere e non potrà più farlo il governatore come previsto dalla legge fino ad ora dalla legge sui commissariamenti. Inoltre imponiamo che tutti gli acquisti vengano fatti attraverso la Consip o altre Regioni che abbiano centrali uniche per gli acquisti”. Per Grillo, “negli ultimi dieci anni, quando i poteri straordinari erano in capo al presidente della Regione, la sanità calabrese è soltanto peggiorata. Il governatore ha sempre usato gli stessi manager, spostandoli nei vari incarichi. Il commissario deve poter scegliere i direttori Asl perché facciano pulizia contabile. Bisogna ricordare che nella regione sono fallite tutte le aziende sanitarie tranne una”. “Parliamo di una situazione straordinaria e temporanea. E non ci dimentichiamo che di straordinario in Calabria non c’è solo il peggioramento ma anche l’infiltrazione della criminalità organizzata, che ha portato a commissariare la più grande asp della Regione, quella di Reggio Calabria. Questo intervento dovrebbe rassicurare tutti coloro che vedono il regionalismo differenziato come un modo per lo Stato di abdicare al suo ruolo in tema di diritto alla salute”.


Per il weekend di Pasqua arriva l’anticiclone africano

Ci stiamo avvicinando a grandi passi alle tanto attese feste di Pasqua e, come normale che sia, cresce fortemente l’interesse verso le previsioni del tempo. Cerchiamo dunque di capire dove ci sarà il bel tempo e dove invece mancherà il sole nell’imminente weekend di Pasqua, infatti sarà proprio il sole che sarà capriccioso su alcune regioni. Il team del sito www.iLMeteo.it comunica che le notizie sembrano discrete, in quanto, la presenza dell’annunciato Anticiclone africano, ci condurrà verso alcuni giorni di buona stabilità atmosferica e soprattutto di caldo in generale aumento. Sabato, vigilia di Pasqua, ad esempio, la configurazione meteorologica sarà orientata verso il bel tempo a parte qualche nuvoletta di passaggio sui rilievi alpini, dove, tuttavia, il rischio di pioggia si manterrà decisamente basso. Ma sarà anche un Sabato di caldo, in quanto, le temperature, cominceranno ulteriormente a salire fino a raggiungere valori quasi estivi, infatti al Centro-Nord si potranno toccare anche i 25°C. Domenica di Pasqua invece, ecco che compariranno all’orizzonte alcune insidie. Ci saranno alcune zone infatti dove mancherà il sole e la giornata trascorrerà, di conseguenza, con uno scenario meteorologico diverso dalla Vigilia. Sul vicino Atlantico infatti, per la precisione sulla Spagna, un dispettoso vortice di bassa pressione si muoverà verso l’Algeria richiamando intensi e caldi venti di Scirocco verso l’Italia, i quali, potranno raggiungere anche i 100 km/h su Sardegna e Sicilia. Ma se da un lato, la Domenica di Pasqua, sarà probabilmente la giornata più calda specie per il Nord, dall’altro saremo costretti a fare i conti con una maggior nuvolosità, la quale, si andrà a concentrare specialmente sulle due Isole Maggiori, gran parte del Centro Italia e sull’estremo Nord Ovest. Fortunatamente, nonostante le nubi, il rischio di pioggia si manterrà comunque molto basso, o addirittura quasi nullo. Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito www.iLMeteo.it avverte però che nel giorno di Pasquetta la gita fuori porta potrebbe essere ostacolata dalle piogge, infatti è atteso un peggioramento del tempo su tutte le regioni con cielo spesso coperto e piogge che dall’Emilia e il Nordovest bagneranno entro sera quasi tutta l’Italia.


Facebook scarica per errore indirizzi mail di 1,5 milioni utenti

Facebook ha ammesso che gli indirizzi e-mail dei contatti di 1,5 milioni dei suoi utenti sono stati scaricati per errore da maggio 2016. I contatti non sono stati condivisi con nessuno e la società li sta cancellando, ha detto Facebook in una dichiarazione a Reuters, precisando che gli utenti coinvolti saranno informati.


Entra con 2 taniche di benzina in una cattedrale di NY (a due giorni da Notre Dame)

Un uomo è stato arrestato a New York dopo essere entrato nella cattedrale di St. Patrick con due taniche di benzina, liquido infiammabile e accendini. “Quando è entrato in cattedrale è stato interpellato da un addetto alla sicurezza che gli ha detto che non poteva andare in cattedrale con quel materiale”, ha spiegato all’Associated Press il vicecommissario del dipartimento della Polizia di New York responsabile John Miller. L’addetto alla sicurezza ha avvertito gli uffici della polizia responsabili per l’antiterrorismo e l’uomo è stato interrogato e arrestato. L’episodio avviene a due giorni dal rogo della cattedrale di Notre Dame a Parigi.


Forte terremoto di magnitudo 6,1 colpisce Taiwan

Un forte terremoto di magnitudo 6,1 ha colpito Taiwan ed è stato avvertito distintamente nella capitale Taipei dove gli edifici hanno ondeggiato visibilmente. Lo riferisce l’autorità competente di Taiwan. L’epicentro è stato registrato nella città costiera di Hualien ma non ci sono ancora notizie di danni o vittime. Secondo il servizio geologico Usa la magnitudo è stata più alta, 6,4.


Bambino soffocato dalla madre nel Frusinate

Un bambino è stato soffocato dalla madre ieri pomeriggio a Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone. Lo hanno accertato i carabinieri che, accertato che il decesso non era riconducibile ad un investimento ed alla successiva fuga dell’auto, come riferito dalla donna, la hanno fermata e portata in carcere a Rebibbia. I soccorsi erano stati immediati. Il personale del 118 era arrivato pochi minuti dopo la chiamata della donna ma per il piccolo Gabriel non c’è stato nulla da fare. Ma che qualcosa non fosse andato esattamente come aveva raccontato la madre del bimbo era stato subito chiaro. I carabinieri hanno portato in caserma la 29enne per interrogarla e alle 4:20 hanno emesso il fermo. Secondo i militari è stata lei, forse colta da un raptus di follia, a strangolare Gabriel perché banalmente voleva tornare dalla nonna, che abita vicino a loro. Per la donna l’accusa è di omicidio aggravato. "Piangeva e voleva tornare a casa dalla nonna" - "Piangeva e voleva tornare a casa dalla nonna, gli ho stretto il collo e chiuso la bocca per farlo stare zitto". Questa la confessione, secondo il quotidiano Frosinone Today, che Donatella Di Bona ha dato ai carabinieri dopo l’estenuante interrogatorio nel quale si è contraddetta diverse volte. Aveva a un certo punto detto ai carabinieri che era stata lei a investirlo accidentalmente. Ma la sua auto non presentava danni. Lei invece aveva dei graffi sul volto e sul collo. E proprio facendo leva su queste ferite alla fine la donna ha ceduto e confessato.


Roma, Zingaretti: firmato Patto sicurezza, da Lazio oltre 2 mln. Raggi: quando istituzioni unite si lavora bene

“Abbiamo sottoscritto questo protocollo, un altro aiuto concreto che vogliamo dare alla Capitale su temi delicatissimi come quello dei roghi, dove mettiamo a disposizione delle risorse economiche pari a oltre 2 milioni di euro, ma anche sullo sviluppo dell’aiuto sul tema della casa per la gestione di case “particolari” dentro una strategia dove ricordo, la Regione Lazio attraverso le sue agenzie sta investendo 60 milioni di euro per costruire 700 nuovi alloggi”. Così il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, riferendo ai cronisti al termine della sottoscrizione del Patto per la Sicurezza, a Roma, in Prefettura, presente il sindaco Virginia Raggi e il prefetto della Capitale, Paola Basilone. “Si tratta di uno dei più importanti piani per lo sviluppo della casa in questa regione mai realizzati quindi per fortuna una regione sana può aiutare Roma e come abbiamo sempre fatto lo facciamo sui punti delicati in questo caso bonifiche soprattutto intorno ai campi rom e ripeto possibilità di intervento su temi delicati come la casa”. Rispondendo a chi gli chiedeva a quale tipo di roghi si facesse riferimento Zingaretti ha aggiunto: “Questo si deciderà caso per caso Intanto sono risorse a disposizione per affrontare le emergenze che di volta in volta le autorità competenti riterranno utili affrontare”. Poi la Sindaca Raggi: “Abbiamo sottoscritto il Patto per la Sicurezza con il quale dimostriamo che le istituzioni quando sono unite possono lavorare bene. Questo patto sostanzialmente è la sintesi di tutti gli interventi che abbiamo fatto in questi tre anni, insieme alla Prefettura e alcuni insieme alla Regione: abbiamo messo a sistema un metodo, che abbiamo testato sul campo. Abbiamo tracciato una linea che riguarda i futuri interventi, come si lavora – ha detto. “Ognuno contribuisce con le proprie competenze per ottenere un obiettivo che è interesse di tutti i cittadini, la lotta alla criminalità organizzata, che, come purtroppo un pentito di Ndrangheta ha avuto modo di dire in questi ultimi giorni, di fatto ancora a Roma è molto viva e in particolare i Casamonica ne gestiscono ancora una fetta importante” ha detto raggi ai cronisti. “Io per conto mio una spallata gliela ho data abbattendo le villette. Quella è stata una azione importantissima, ma non basta. Deve essere accompagnata da altri interventi. Noi continuiamo a lottare contro la criminalità e credo che questa modalità di intervento sia quella che possa effettivamente portare il maggior numero di successi” ha concluso il sindaco della Capitale.


110mila dosi di cocaina, tra le antiche tombe del Verano a Roma. Arrestato un marmista

Nel pomeriggio di mercoledì, una pattuglia dei Falchi, in zona San Lorenzo, ha notato un’auto transitare a grande velocità nel piazzale antistante al cimitero del Verano, dileguandosi all’interno dello stesso.Insospettiti, i poliziotti hanno seguito l’auto iniziando un appostamento discreto. Dopo una lunga attesa, gli agenti, notato che l’autovettura, anziché abbandonare il luogo, ha fatto di nuovo ingresso all’interno, andando a parcheggiare nell’area del “Colle del Pincetto”, l’area più antica e monumentale del cimitero posta a ridosso della Basilica di San Lorenzo fuori le mura. Gli investigatori hanno iniziato il pedinamento dell’autista dall’autovettura sospetta. Seguendo le collaudate strategie operative, gli agenti della Polizia di Stato hanno notato l’uomo entrare in alcune cappelle funerarie. All’interno di una di esse, servendosi di una scala, si è avvicinato a un loculo, risultato poi momentaneamente inutilizzato, iniziando ad armeggiare per rimuovere la pietra di chiusura.Gli investigatori sono intervenuti bloccandolo e scoprendo il contenuto celato dietro la lapide.All’interno alcuni contenitori di plastica contenenti diversi involucri di cocaina, per un peso complessivo di gr. 1092 e che immesse sul mercato equivalgono a circa 110.000 dosi, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento dello stupefacente. A poca distanza dal loculo perquisito, gli agenti ne hanno notato subito dopo un altro, chiuso con le stesse modalità del primo, nel quale è stata invece trovata una scatola in cartone contenente una pistola di provenienza furtiva ed un caricatore rifornito di cartucce calibro 9 x 21.L’uomo identificato per G.D., quarantaduenne romano, marmista di professione, è stato tratto in arresto in flagranza per la detenzione dell’ingente quantitativo di stupefacente, nonché per la ricettazione e la detenzione illegale dell’arma e del munizionamento, e associato presso la casa circondariale di Regina Coeli.


Raggi: Roma non andrà alla Lega, non torniamo al passato

“Roma non andrà alla Lega, non torneremo al passato”: lo afferma la sindaca della capitale Virginia Raggi. Lo scontro tra la sindaca di Roma e il ministro dell’Interno va avanti da giorni e ormai ha il sapore della telenovela. E ieri tra Batman e Wonder Woman – come si sono auto-ribattezzati i due rivali gialloverdi – si è messa pure la direttiva del Viminale che permette ai prefetti di sostituirsi ai sindaci “distratti” in tema di sicurezza urbana. E nel corso di un forum al Fatto quotidiano Virginia Raggi la liquida come un “foglio di carta” buono per la campagna elettorale. Quanto alle mire del leader leghist sulla capitale, “non gli consentirò di prendersi la città, non torneremo al passato”, afferma Raggi. Raggi risponde sull’operazione sul debito del Comune, contestata dai leghisti che sostengono che il Campidoglio vuole trasferire l’onere allo allo Stato. “Finalmente – spiega Raggi – restituiamo i soldi ai cittadini e non mettiamo le mani nelle loro tasche. Fino a oggi, Campidoglio e Stato versavano complessivamente 500 milioni all’anno alla gestione commissariale del debito, che però nel 2021 avrebbe avuto problemi di liquidità. Così, con la viceministra a ll ‘Economia Castelli e l’a ssessore al Bilancio Lemmetti, abbiamo deciso di intervenire, per far sì che il Mef possa rinegoziare con le banche mutui con interessi tra il 5 e il 6 per cento, un tasso assurdo. Ci guadagneranno tutti, lo Stato e Roma, che potranno ridurre il debito a carico degli italiani e le tasse per i romani. Chi critica questa operazione, o non l’ha capita o non vuole bene agli italiani”. La sindaca grillina dice di non sentirsi isolata nel suo partito: “Quando è ora di sostenermi i colleghi del Movimento lo fanno sempre. Ma andare ogni volta a rincorrere la dichiarazione sul giornale non è utile”. Il M5S in Regione ha una linea molto morbida verso Nicola Zingaretti. “Perché, ha una linea?”, risponde Raggi.


Lazio, ass. Manzella: 18 mln su internazionalizzazione imprese

A fine maggio il primo bando Roma, 17 apr. (askanews) – La Giunta Regionale ha approvato il “Piano per l’internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio 2019-2021” che mette a disposizione delle aziende della regione 18 milioni di euro, 15 dei quali finanziati con fondi europei, per aiutare le imprese a proiettarsi sui mercati esteri e consolidare le esportazioni. Il Piano è stato elaborato dopo un lungo processo di consultazione con gli stakeholder territoriali (Pmi, associazioni di categoria e camere di commercio) ed è rivolto a tutte le imprese operanti nei principali settori dell’economia regionale. La strategia per l’internazionalizzazione prevede interventi diretti per 15 milioni di euro attraverso i quali le imprese potranno dotarsi di competenze di management, tecniche e tecnologiche per la realizzazione di studi e progetti di mercato o partecipare ad eventi e vetrine internazionali, e interventi indiretti. Questi ultimi saranno volti a rafforzare la capacità del sistema economico regionale di operare nei mercati internazionali attraverso azioni quali la costruzione di reti di cooperazione, la ricerca di partner ed investitori, l’individuazione di spazi di mercato nei paesi target. “Continuiamo la nostra azione per ‘aprire’ l’economia del Lazio verso nuovi mercati. Il ‘Made in Lazio’ ha moltissime realtà di eccellenza, che dobbiamo aiutare a farsi conoscere. Sono sicuro che una volta fatto il primo passo saranno capaci di farsi largo da sole. A questo serve il Piano approvato, che sarà subito concreto: a fine maggio è previsto infatti il primo bando, risorse europee che aiuteranno le nostre imprese ad essere più fortie competitive”, ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico Gian Paolo Manzella. Il Lazio è la quinta regione italiana per export di beni dopo Lombardia, Veneto, Piemonte e Toscana, la seconda per export di servizi. Nel 2017 il valore delle esportazioni delle imprese del Lazio ha raggiunto i 23 miliardi di euro con una crescita di oltre il 17% rispetto all’anno precedente. Nel 2017 erano quasi 11.000 le imprese laziali esportatrici, con un aumento dei oltre il 13% rispetto al 2010.


Roma, Comune rafforza pulizia e vigilanza Parchi per festività

Un piano di prevenzione Roma, 17 apr. (askanews) – In vista delle prossime festività Pasquali, che quest’anno coincidono anche con il ponte del 25 aprile e del 1 maggio, il Campidoglio – Ufficio Coordinamento Decoro Urbano, ha avviato un piano di accoglienza e di prevenzione a tutela del verde, anche in collaborazione con il Parco Regionale dell’Appia Antica. Per scoraggiare l’abbandono dei rifiuti, l’accensione dei fuochi per il barbecue (dove non consentito) e l’uso incivile delle fontane storiche è stato richiesto anche un potenziamento delle pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale all’interno di Villa Doria Pamphilj e in altri parchi maggiormente frequentati. Con il supporto di AMA saranno potenziati i cassonetti che si trovano agli accessi più frequentati di alcuni parchi, come quelli della valle della Caffarella, degli Acquedotti, di Tor Fiscale e di Tor Marancia su via Londra. Il Dipartimento Tutela Ambientale ha previsto lo sfalcio dell’erba preventivo e interventi di pulizia post, avvalendosi anche della collaborazione dei detenuti volontari, nell’ambito del programma di interventi di pubblica utilità previsti dal Protocollo d’intesa tra Roma Capitale e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Un piano di prevenzione per tutelare l’immenso patrimonio verde di Roma consentendo a cittadini e turisti di godere del verde pubblico, bene ambientale, storico, archeologico da scoprire e tutelare.


Psicologi Lazio: da social informazioni approssimative e carenti

I social media sono ormai una fonte di informazione a tutti gli effetti e molti cittadini maturano le proprie opinioni, anche in materia politica, sui contenuti offerti . Il problema è che spesso diffondono informazioni approssimative e carenti e che i “navigatori del web”, soprattutto se mossi da un atteggiamento emotivo ai problemi, tendono sistematicamente a sopravvalutare le competenze acquisite. Lo evidenzia una ricerca condotta da ricercatori dell’Università di Austin (Texas) e dello York College della Pennsylvania – diffusa dall’ “Osservatorio sulla Ricerca Scientifica Internazionale” dell’Ordine degli Psicologi del Lazio – secondo cui una quota significativa di utenti esposta ai contenuti dei social dimostra una cognizione limitata sugli argomenti incontrati durante la propria navigazione e che, soprattutto, tende a sovrastimare la propria competenza. “Se consideriamo che tra gli utenti dei social solo il 7% clicca sui feed dopo una lettura solo approssimativa del testo – osservano gli psicologi – è chiara la distorsione prodotta dall’accesso a molteplici temi accompagnato da una scarsa propensione all’approfondimento e, allo stesso tempo, da un’alta confidenza delle conoscenze acquisite. Il rischio è quello della viralizzazione dell’incompetenza: una ricerca recente condotta su un database di 156 articoli contenenti notizie false su Hillary Clinton e Donald Trump ha evidenziato come nei tre mesi precedenti l’elezione questi articoli fossero stati condivisi circa 40 milioni di volte su Facebook”. Nei decenni passati – sottolineano gli esperti – le opinioni si formavano attraverso la lettura dei giornali o i notiziari televisivi. Oggi le conoscenze maturano in modo più veloce e sporadico. Attraverso l’uso dei social media, infatti, i fruitori di notizie sperimentano forme di coinvolgimento molto più superficiali rispetto quelle attivate dai media tradizionali e che difficilmente possono offrire elementi sufficienti a formare un giudizio articolato su di un argomento. Spiega Sergio Stagnitta, psicologo dell’Ordine degli Psicologi del Lazio: “Lo psicologo Daniel Kahneman, premio Nobel per l’economia, descrive come le persone si formano un’opinione su ciò che li circonda, dall’economia, alla politica, al clima e così via. Per fare questo illustra l’esistenza nella nostra mente di due sistemi cerebrali, che definisce “Sistema 1” e “Sistema 2″. Il primo è quello veloce, emotivo: ha il compito di dare risposte immediate, molto spesso automatiche e stereotipate. Il secondo è il cervello razionale, riflessivo, che ha bisogno di tempo per produrre una risposta coerente in relazione ad uno stimolo o ad una informazione acquisita. Il Sistema 1 è molto importante, perché può salvarci la vita di fronte ad un pericolo inaspettato. Il problema sorge quando lo usiamo per formarci delle previsioni future o, molto spesso, delle opinioni che avranno un impatto sulla nostra vita di tutti i giorni. Ma perché utilizziamo questa forma di comunicazione veloce ed immediata piuttosto che quella lenta, tipica di chi vuole approfondire una certa tematica? Semplicemente perché è più facile. Si consuma meno energia mentale, meno sforzo, è possibile fare contemporaneamente più cose, in linea con la vita moderna. Non abbiamo quindi bisogno di rinunciare a nulla. A fine giornata, sappiamo tutto ciò che è successo di politica, economia, cronaca, sport e anche di qualche curiosità sul cinema o su un evento televisivo”. Attenzione però, avverte, “si dovrebbe avere anche consapevolezza dei propri limiti e del fatto che non si sono maturati sufficienti elementi per formarsi un’opinione”.


Cooperazione, Ospedale Bambino Gesù: 12 progetti in 10 Paesi

Dodici progetti in 10 Paesi del mondo, dal Medioriente all’Africa, dal Sud-Est Asiatico al Caucaso: sono i numeri delle attività di cooperazione internazionale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che saranno presentate domani, giovedì 18 aprile, a Roma, nel corso dell’evento “L’Ospedale dei figli del mondo” (ore 16.00, Aula Salviati, piazza S. Onofrio, 4). «L’ospedale dei “figli del mondo” – spiega la presidente dell’ospedale pediatrico, Mariella Enoc – corrisponde allo spirito con il quale il Bambino Gesù accoglie e cura i più piccoli tra gli ammalati e i sofferenti di tutto il mondo. Dopo 150 anni dalla fondazione, le missioni internazionali in 10 Paesi permettono di condividere il grande patrimonio di conoscenza clinica e di ricerca scientifica maturato nel tempo per metterlo al servizio dei bambini che ne hanno bisogno». I paesi coinvolti sono: Siria, Giordania, Repubblica Centrafricana, Tanzania, Etiopia, Cambogia, Cina, Russia, Georgia, India (per i dettagli dei progetti: www.ospedalebambinogesu.it/attivita-internazionali). Nel corso del 2018 sono state svolte 29 missioni internazionali per complessivi 145 giorni lavorativi con il coinvolgimento di 46 tra medici e infermieri del Bambino Gesù. Gli accordi di collaborazione siglati con i governi o le istituzioni sanitarie dei vari paesi o anche organizzazioni umanitarie internazionali come WHO e UNHCR, prevedono di norma sessioni di formazione on-the-job svolte da team di operatori del Bambino Gesù negli ospedali partner e periodi di formazione residenziale a Roma del personale medico e infermieristico locale. Ad oggi sono 20 le specialità pediatriche oggetto di formazione in base agli accordi con i vari Paesi: dalla neurologia pediatrica (con focus su disabilità neuromotorie quali epilessia, sindromi neurologiche/genetiche e disturbi dello spettro autistico) alla neurochirurgia, dalla cardiochirurgia (diretta in particolare, in Giordania, all’assistenza e la cura dei profughi siriani e della popolazione pediatrica vulnerabile) alla radiologia interventistica, dalla neonatologia alla terapia intensiva, dalla chirurgia plastica e maxillo-facciale a quella laparoscopica, all’emodinamica e alla trapiantologia renale. Un progetto speciale è quello che ha portato, il 2 marzo scorso, all’inaugurazione a Bangui, nella Repubblica Centrafricana, del Centro di re-nutrizione terapeutica per bambini malnutriti nell’ambito di una più ampia ristrutturazione dell’Ospedale pediatrico nazionale già esistente. Su sollecitazione di Papa Francesco, che aveva visitato il complesso in occasione dell’apertura della Porta Santa della Misericordia nel 2015, il Bambino Gesù ha curato l’attività di ristrutturazione e avviato l’attività di formazione del personale locale che continuerà nel tempo, in collaborazione con Medici per l’Africa – Cuamm, Acf (Azione contro la fame) e Humanitas di Milano.


Lazio, Mauro Buschini eletto presidente Consiglio regionale

Con 26 voti a favore e una scheda nulla, Mauro Buschini, è il nuovo presidente del Consiglio Regionale del Lazio. Buschini, classe 1978 è nato ad Alatri, milita nel Partito Democratico, ed è stato eletto nel febbraio del 2013 al Consiglio regionale del Lazio con 15.674 preferenze. Nel gennaio del 2016 è stato nominato assessore regionale ai Rapporti con il Consiglio, Ambiente e Rifiuti. Rieletto lo scorso anno alla Pisana Buschini ha fino ad oggi ricoperto il ruolo di capogruppo del Pd. 36 i consiglieri regionali presenti, una scheda nulla. Buschini prende il posto di Daniele Leodori che andrà a sostituire alla vicepresidenza della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, candidato alla elezioni europee. Al neo Presidente sono arrivate le congratulazioni del Governatore e segretario del Pd Zingaretti: “Voglio fare le mie congratulazioni a Mauro Buschini per l’elezione a Presidente del Consiglio regionale del Lazio. Sono certo che saprà affrontare al meglio questo nuovo importante incarico con grande professionalità e spirito di servizio. Allo stesso tempo ringrazio Daniele Leodori per l’ottimo lavoro svolto in questi anni alla guida del Consiglio regionale”.


Un 25 aprile romano all’insegna di natura e birra artigianale

Campagna romana, convivialità e birra artigianale: sono questi gli ingredienti di ‘Un Mare di Birra sul Prato’, l’appuntamento di primavera per gli amanti dei malti e luppoli di qualità. In una giornata di festa, il 25 Aprile, sarà possibile, a partire da mezzogiorno fino all’una del mattino, trascorrere un’intera giornata di relax immersi nella natura, al 1696 di Via Ardeatina, negli spazi del Casale 4.5. L’iniziativa è promossa da Publigiovane Eventi, nota per organizzare due tra gli appuntamenti brassicoli più importanti d’Europa come ‘EurHop! Roma Beer Festival – Il Salone Internazionale della Birra Artigianale’ – e il ‘FrankenBierFest’. A scandire le ore della giornata all’insegna del comfort food e dei giochi anche per i più piccoli, con un’area dedicata alla ‘fattoria degli animali’, ci sarà il contest tra 13 publican romani, che si sfideranno a colpi di birra artigianale italiana e internazionale, con oltre 80 proposte brassicole. Accanto a queste, anche un’ampia selezione di prodotti gastronomici, tra cui arrosticini abruzzesi, pizza, brisket, pulled pork e l’immancabile accoppiata di primavera a base di fave e pecorino.


Roma, a bordo di scooter rapinavano negozi: coppia in manette

I Carabinieri della Compagnia di Roma San Pietro hanno dato esecuzione ad una misura cautelare nei confronti di una coppia di romani, lui 25enne e lei 29enne, ritenuti responsabili della commissione di una rapina e di una tentata rapina nel quartiere Monteverde Vecchio. Nello specifico, i Carabinieri della Stazione Gianicolense hanno accertato che nei confronti della coppia sussistono gravi indizi di colpevolezza in due casi, commessi utilizzando un motociclo di colore grigio ed agendo con volto travisato. Si tratta di una rapina del 6 marzo scorso, ai danni di una farmacia e di una tentata rapina perpetrata il 14 marzo, in danno di un supermercato. I Carabinieri sono riusciti ad identificare i responsabili a seguito di un’attenta e scrupolosa visione dei filmati di videosorveglianza installati all’interno e nelle vicinanze dei luoghi di commissione delle rapine, nonché grazie alle dichiarazioni di vittime e di testimoni. A seguito delle perquisizioni, sono stati recuperati anche gli indumenti e i caschi indossati in occasione dei “colpi”. Gli arrestati sono stati portati, rispettivamente, in carcere a Regina Coeli e a Rebibbia Femminile, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria inquirente.


Roma, autostazione Tibus: arrestato con 2,7 kg di droga

I Carabinieri della Stazione Roma Parioli hanno arrestato un cittadino nigeriano di 33 anni, senza fissa dimora, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di un mirato servizio scattato in largo Guido Mazzoni, finalizzato al controllo dei passeggeri in transito presso l’autostazione “Tibus”, i Carabinieri della Stazione Roma Parioli hanno notato l’uomo aggirarsi con fare sospetto con un grosso bagaglio al seguito e, dopo aver richiesto ausilio alla pattuglia mista impegnata nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, composta da un Carabiniere della stesso comando e dai militari dell’Esercito Italiano in forza all’11° Reggimento Bersaglieri del Raggruppamento Lazio Abruzzo a guida Brigata “Sassari”, hanno deciso di fermarlo per un controllo. Il 33enne, in possesso di un titolo di viaggio per Caltanissetta, è stato perquisito e trovato con 2,7 kg di marijuana, suddivisi in più involucri in cellophane, nascosti nel bagaglio. La droga è stata sequestrata mentre l’arrestato è stato portato e trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo.