Camera Commercio Milano, Milano Food City: show cooking degli chef internazionali e gara sul risotto

Sarà mercoledì sera alle 18 la gara tra gli chef internazionali sui piatti tipici, tra cui il risotto dopo l’impegno di ieri in incontri d’affari con le imprese del territorio b2b. Il progetto fa parte degli eventi di Milano Food City, si svolge a Palazzo Giureconsulti. Promosso dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi e da Fiera Milano è realizzato in collaborazione con le associazioni di categoria. L’iniziativa “The world’s 100 best Italian restaurants a Milano” è all’interno di Milano Food City, il fuorisalone della manifestazione fieristica TUTTOFOOD, la manifestazione di Fiera Milano per valorizzare e promuovere il variegato panorama enogastronomico italiano presso il sito espositivo di Rho. Il Risotto da Milano nel mondo, ecco la mappa con le ricette degli chef. Dal ristorante in Irlanda “Risotto pesto di radicchio e barbabietola e vongole”, a quello in Spagna “Capesante, gamberi rossi e limone grattato”, agli inglesi “Risotto mare e lavanda” e “Risotto parmigiano, nduja, fiori di zucca in pinzimonio”. Ma anche il libanese “Risotto con purea di finocchio, stracciatella e sorbetto di pomodorini”, quello a Dubai “Risotto al pomodoro bianco, scampi e lime”, alle Maldive “Risotto ai finocchi, gamberi e zafferano” al tedesco “Risotto cavolo rosso, bitto, polvere di lampone”, ai cinesi “Risotto al pomodoro e mozzarella di bufala”, “Risotto bergamasco: olio del Sebino, formaggio di Branzi, vino Valcalepio, brasato d’asino”, “Risotto pomodoro e parmigiano”, al sudafricano “Risotto con lingua di agnello con salsa verde e erbe” allo svedese “Risotto Acquarelloris, Franciacorta e aragosta”. Ha dichiarato Cristina Tajani, assessore alle politiche del lavoro, attività produttive, commercio e risorse umane del Comune di Milano (nella foto sopra con gli chef in piazza Duomo): “Sulla scorta di Expo nasce Milano Food City, che ha un aspetto commerciale con TUTTOFOOD, ma anche un’anima scientifica, sui temi come la sana alimentazione e solidale, con le associazioni che assistono i bisognosi. Si tratta di una iniziativa in crescita sui cui intendiamo scommettere anche insieme alla Camera di commercio”. Ha dichiarato Guido Bardelli, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “Il settore del food offre importanti opportunità di business nella ristorazione e negli alberghi, con un indotto in molti settori collegati. Puntiamo a far conoscere queste opportunità nei giorni di Milano Food City, il fuorisalone dedicato al cibo. Una scelta che può aiutare anche i giovani, in un territorio come il nostro capace di costruire professionalità specializzate, riconosciute a livello internazionale per le buone qualità”. L’indagine con circa 50 chef internazionali, voto 7/8 alla cucina italiana nel mondo per l’89% degli chef e il 70% circa è molto ottimista sull’export italiano nel settore food. Contano moltissimo per il 73% i ristoranti italiani all’estero per far conoscere il made in Italy del food e l’uso di ingredienti e prodotti Made in Italy è centrale per l’85% dei ristoratori. Il mercato trainante è in Asia Orientale per il 27%, in Europa per il 27%, in Nord America per il 17%, in Asia Centrale per il 15%. Ci sono danni al business per le false imitazioni internazionali ai prodotti tipici italiani per il 71%, per il 44% moltissimo o molto, per il 27% abbastanza. TUTTOFOOD, nasce nel 2007 la fiera internazionale B2B dedicata al food & beverage, organizzata da Fiera Milano. La manifestazione, che conta oltre 2.900 brand, è composta da convegni, workshop e seminari e rappresenta un punto di riferimento sia per le aziende che guardano al mercato italiano, sia per quelle che puntano all’esportazione. Milano, agroalimentare e ristorazione valgono 49 miliardi, il 15% nazionale. Il settore agroalimentare a Milano secondo un’elaborazione della Camera di commercio al 2018, ha un fatturato che vale 49 miliardi su 77 miliardi in regione e 330 miliardi in Italia. 





Consumi, Coldiretti: vola frutta e verdura, 1 mld di kg in 10 anni

I consumi di frutta e verdura degli italiani sono aumentati di quasi un miliardo di chili nell’ultimo decennio facendo registrare nel 2018 il record del periodo per un quantitativo complessivo nel carrello di 8,7 miliardi di chili. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata in occasione dell’inaugurazione del Macfrut il Fruit & Veg Professional Show di Rimini con il presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini nell’ambito dell’incontro “Ortofrutta: innovazione, politiche e consumi” alla sala Neri 2 – Expo Center. La spinta al consumo è avvenuta per effetto soprattutto delle preferenze alimentari dei giovani che - sottolinea la Coldiretti – fanno sempre più attenzione al benessere a tavola con smoothies, frullati e centrifugati consumati al bar o anche a casa grazie alle nuove tecnologie. Se le mele a livello nazionale – precisa la Coldiretti – sono state il frutto più consumato, al secondo posto ci sono le arance, mentre tra gli ortaggi preferiti dagli italiani salgono sul podio nell’ordine le patate, i pomodori e le insalate/indivie. In crescita la spesa per gli ortaggi freschi pronti al consumo (la cosiddetta IV gamma) che chiudono il 2018 con una crescita a valore del +5% rispetto all’anno precedente con quasi 20 milioni di famiglie acquirenti, secondo Ismea. Tra le tendenze si registra il forte aumento degli acquisti diretti dal produttore dove nel corso del 2018 hanno fatto la spesa 6 italiani su dieci almeno una volta al mese secondo l’indagine Coldiretti/Ixe. A sostenere la domanda - sostiene la Coldiretti - è la spinta dell’innovazione, in scena a Macfrut, dal campo allo scaffale. Dai sensori in campo per ottimizzare il ciclo colturale delle produzioni al vassoio con airbag per non ammaccare la frutta pronta al consumo fino alle nuove combinazioni tra frutta e formaggi nel ready to eat. La ricerca di sicurezza e genuinità nel piatto porta l’88% degli italiani a bocciare la frutta straniera e a ritenere importante scegliere nel carrello frutta e verdura Made in Italy secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, visto che l’Italia è al vertice della sicurezza alimentare mondiale. Basti pensare che il numero di prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari è stato pari al 4,7% rispetto alla media Ue dell’1,2% e ad appena lo 0,4% dell’Italia secondo le elaborazioni Coldiretti sulle analisi relative alla presenza di pesticidi rilevati sugli alimenti venduti in Europa effettuata dall’Efsa. In altre parole – precisa la Coldiretti – i prodotti extracomunitari sono 4 volte più pericolosi di quelli comunitari e 12 volte di quelli Made in Italy per quanto riguarda la presenza di residui chimici oltre i limiti. Sotto accusa sono le importazioni incontrollate dall’estero favorite dagli accordi commerciali agevolati stipulati dall’Unione Europea come il caso delle condizioni favorevoli che sono state concesse al Marocco per pomodoro da mensa, arance, clementine, fragole, cetrioli e zucchine o all’Egitto per fragole, uva da tavola, finocchi e carciofi. Accordi – continua la Coldiretti – fortemente contestati perché nei paesi di origine è spesso permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa, ma anche perché le coltivazioni sono realizzate in condizioni di dumping sociale per il basso costo della manodopera. L’Italia – sottolinea la Coldiretti - è il primo produttore Ue di molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea e italiana come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi. L’Italia risulta poi il secondo produttore dell’Unione europea di lattughe, cavolfiori e broccoli, spinaci, zucchine, aglio, ceci, lenticchie e altri legumi freschi. Infine, l’Italia detiene il terzo posto in Europa per quanto riguarda asparagi, ravanelli, peperoni e peperoncini, fagioli freschi. E anche per quanto riguarda la frutta l’Italia – precisa la Coldiretti - primeggia in molte produzioni importanti dalle pere fresche alle ciliegie, dalle albicocche alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne. È altresì seconda per la produzione di mele, pesche, nettarine, meloni, limoni, arance, clementine, fragole (coltivate in serra) e mandorle e al terzo posto per angurie, fichi, prugne e olive da tavola. Complessivamente la superficie italiana coltivata ad ortofrutta – sottolinea la Coldiretti – supera il milione di ettari e vale oltre il 25% della produzione lorda vendibile agricola italiana. I punti di forza dell’ortofrutta italiana sono l’assortimento e la biodiversità, con il record di 107 prodotti ortofrutticoli Dop/Igp riconosciuti dall’Ue, la sicurezza, la qualità, la stagionalità che si esalta grazie allo sviluppo latitudinale e altitudinale dell’Italia, una caratteristica vincente per i prodotti ortofrutticoli del Belpaese. “E’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute” ha affermato il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare però la necessità di “superare l’attuale frammentazione e dispersione delle risorse per la promozione del vero Made in Italy all’estero puntando a un’Agenzia unica che accompagni le imprese in giro nel mondo sul modello della Sopexa e ad investire sulle Ambasciate, introducendo nella valutazione principi legati al numero dei contratti commerciali. A livello nazionale – continua Prandini – serve un task-force che permetta di rimuovere con maggiore velocità le barriere non tariffarie che troppo spesso bloccano le nostre esportazioni ma anche trasporti efficienti sulla linea ferroviaria e snodi aeroportuali per le merci che ci permettano di portare i nostri prodotti rapidamente da nord a sud del Paese e poi in ogni angolo d’Europa e del mondo”. Una urgenza in una situazione in cui l’Italia purtroppo non è riuscita ad agganciare la ripresa della domanda all’estero dove – conclude la Coldiretti – sconta un ritardo organizzativo, infrastrutturale e diplomatico che ha provocato nel 2018 un crollo nell’ortofrutta fresca esportata dell’11% in quantità e del 7% in valore, rispetto all’anno precedente.





Censis 3/ No Italexit, gli italiani non sognano la fuga dalla Ue Il 66,2% degli italiani non vuole l’uscita dall’euro e il ritorno alla lira. Il 65,8% è contrario al ritorno alla sovranità nazionale con l’uscita dall’Unione europea. Il 52% non è favorev

Il 66,2% degli italiani non vuole l’uscita dall’euro e il ritorno alla lira. Il 65,8% è contrario al ritorno alla sovranità nazionale con l’uscita dall’Unione europea. Il 52% non è favorevole all’idea di ristabilire confini impermeabili e controlli alle dogane tra i Paesi europei. È quanto emerge dalla ricerca “Cosa sognano gli italiani” realizzata dal Censis in collaborazione con Conad nell’ambito del progetto “Il nuovo immaginario collettivo degli italiani”. 

Però tra le persone con redditi bassi sono più elevate le percentuali di chi si dice d’accordo con il ritorno alla lira (il 31%, rispetto all’8,8% delle persone con redditi alti), l’uscita dall’Ue (il 31,6%, contro l’11% delle persone con redditi alti), il ripristino di frontiere e dogane tra i Paesi europei (il 39,2%, rispetto al 25,3% delle persone con redditi alti). “In questi casi, una Unione europea disattenta alle condizioni dei ceti meno abbienti è percepita come matrigna, da cui sarebbe meglio fuggire”, è l’analisi del Censis.




Censis-2/ Per un italiano su due peggiora economia ed è allarme sicurezza

Incubi più che sogni: in Italia vanno male economia e sicurezza. Per più di un italiano su due (55,4%,) negli ultimi 12 mesi, la situazione economica del paese è peggiorata. Per il 42,3% è peggiorato anche l’ordine pubblico, il rischio di essere vittima di reati. Forte è il timore che il peggio debba ancora arrivare, perché l’incertezza fa vedere tutto nero. È quanto emerge dalla ricerca “Cosa sognano gli italiani” realizzata dal Censis in collaborazione con Conad nell’ambito del progetto “Il nuovo immaginario collettivo degli italiani”. 

Nei prossimi 12 mesi – rileva la ricerca – la situazione economica peggiorerà ancora per il 48,4% degli italiani, resterà uguale per il 34,7% e migliorerà solo per il 16,9%. A peggiorare sarà anche la sicurezza secondo il 40,2% degli italiani. “La psicologia del peggio – è l’analisi del Censis – attanaglia le menti degli italiani. E tutto ciò non è funzionale al rilancio di una solida crescita per tutti”.




Il Censis certifica: “Il 73,9% degli italiani favorevole alla patrimoniale”

Il 73,9% degli italiani si dice favorevole all’imposizione di una tassa sui grandi patrimoni e il 74,9% all’introduzione di un salario minimo per legge. È quanto emerge dalla ricerca “Cosa sognano gli italiani” realizzata dal Censis in collaborazione con Conad nell’ambito del progetto “Il nuovo immaginario collettivo degli italiani”. 

Il grande sogno degli italiani: la libertà di tornare a volare. Secondo gli italiani, i fattori irrinunciabili per una crescita senza esclusi sono: dare più spazio al merito e a chi è bravo, favorendo i più capaci e i meritevoli (52,1%), maggiore uguaglianza e una distribuzione più equa delle risorse (47,8%), più welfare e protezione sociale per dare maggiore sicurezza alle persone (34,3%), minore aggressività e rancore verso gli altri (33,1%). 

Concretamente, “il grande sogno italiano – è l’analisi del Censis – non è fatto però di assistenzialismo, né di Stato padrone, né di un generico buonismo. Il grande sogno italiano è, ancora una volta, la possibilità di inseguire il proprio destino, ricevendo il giusto riconoscimento economico. Nell’immaginario collettivo la sicurezza non gioca contro la libertà individuale: ne è il presupposto, la condizione necessaria per non essere risucchiati in basso e per poter sprigionare tutto il potenziale di energie psichiche necessarie per dare concretezza alle proprie aspirazioni di un più alto benessere”.





Siri, poltrona persa. Conte fa il Decreto e lo invia al Quirinale

 Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di concerto con il ministro Danilo Toninelli, sentito il Consiglio dei ministri, proporrà al presidente della Repubblica Sergio Mattarella la revoca della nomina di Armando Siri a sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti. E’ quanto emerge dal Consiglio dei ministri che ha discusso del caso per quasi due ore. Non c’è stata alcuna votazione durante la riunione ma un dibattito che fonti della Lega hanno definito “civile”.

“Chiederò la revoca e quindi arriverà lo schema di decreto al presidente della Repubblica per la revoca del sottosegretario Siri. Ritengo che il governo si sia comportato nel modo migliore, bisogna preservare il patrimonio di fiducia dei cittadini nei nostri confronti. Senza questo patrimonio di fiducia, difficilmente potremo vantarci di essere il governo del cambiamento". Poi Di Maio: "Nell’Italia scossa da inchieste su temi che riguardano la cosa pubblica, è importante che oggi il governo abbia dato un segnale di discontinuità rispetto al passato". Di Maio si dice "orgoglioso di far parte di questo governo e della decisione presa da tutti quanti" sulla revoca del sottosegretario della Lega. "Non è una vittoria del M5S, ma degli italiani onesti, che ci chiedono atti forti contro la corruzione". 





Dal 14 al 16 maggio la Pubblica Amministrazione va in Mostra a Roma

 

 La trasformazione digitale come strumento per una gestione collaborativa, trasparente e partecipata della cosa pubblica, una PA capace di sfruttare le nuove tecnologie per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Sono i temi al centro della trentesima edizione del FORUM PA, la manifestazione sull’innovazione e la sostenibilità nella Pubblica Amministrazione organizzata da FPA, società del gruppo Digital360, in programma dal 14 al 16 maggio al Roma Convention Center ’La Nuvola’.La manifestazione - organizzata con il supporto di AWS Intel, Cisco, DXC Technology, Vodafone Business e ACI - ospiterà tre giorni di convegni tematici, workshop, momenti di formazione e persino spettacoli, con momenti di confronto sulle nuove frontiere dell’innovazione digitale, come la sicurezza informatica, l’Internet of Things, la blockchain, il cloud, l’intelligenza artificiale, e sui temi strategici per la modernizzazione della PA e del Paese, come l’agenda urbana condivisa, le nuove frontiere del lavoro pubblico e gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Il primo giorno del FORUM PA 2019, martedì 14 maggio, con apertura di Virginia Raggi, Sindaca di Roma Capitale, ospiterà una conferenza sul tema della PA collaborativa con Carlo Mochi Sismondi,Presidente di FPA, Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA, e Andrea Rangone, Ceo di Digital360. La Ministra per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno si confronterà sulla sfida della modernizzazione del settore pubblico con gli omologhi Ministri della Funziona pubblica della Spagna Meritxell Batet Lamaña e del Regno Unito Oliver Dowden. L’evento di apertura sarà anche l’occasione per presentare l’annuale ricerca sul pubblico impiego realizzata da FPA: una fotografia su numero, età, retribuzioni, competenze dei dipendenti pubblici. Nel pomeriggio - tra gli altri - interverranno i Sottosegretari Giancarlo Giorgetti, Vito Crimi e Claudio Cominardi, oltre al Presidente INPSPasquale Tridico e al Presidente ANPAL Domenico Parisi. Il secondo giorno di FORUM PA, mercoledì 15 maggio, sarà dedicato all’innovazione sostenibile con gli interventi del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria e del Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile Enrico Giovannini, e la premiazione dei progetti del ’Premio PA sostenibile: 100 progetti per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030’. Ma si parlerà anche di sicurezza informatica con il Sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo, mentre la Ministra per la PA Giulia Bongiorno interverrà alla Conferenza nazionale dei Responsabili della Transizione Digitale. Nel pomeriggio parteciperanno Luca Attias, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale e Giovanni Tria, Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Sottosegretario allo Sviluppo economico Andrea Cioffi, il Sottosegretario per la Pubblica Amministrazione Mattia Fantinati e ilSottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Vito Claudio Crimi. La giornata finale, giovedì 16 maggio, si aprirà con l’intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte al convegnosulla governance della trasformazione digitale, insieme al Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale Luca Attias e al Direttore Generale AgID Teresa Alvaro. Sarà presente la Ministra della Difesa Elisabetta Trenta, mentre Vincenzo Zoccano, Sottosegretario di Stato per la famiglia e le disabilità, discuterà di tecnologie per l’inclusione sociale. In conclusione, il Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale Luca Attias lancerà un Manifesto per una Repubblica digitale aperta, partecipata e inclusiva.L’ingresso alla manifestazione è libero e gratuito, ma è necessario accreditarsi e iscriversi ai singoli eventi. 




Decreto sicurezza, qualcuno chiede conto anche della ‘Cenerentola’ Polizia Penitenziaria

Abbiamo appreso, da indiscrezioni di stampa, che al Viminale sarebbe in preparazione un ‘decreto sicurezza bis’ che, fra l’altro, conterrebbe norme per la tutela delle forze dell’ordine. In proposito, auspichiamo vivamente che il Ministro della Giustizia Bonafede rappresenti compiutamente al Ministro dell’Interno Salvini le urgenti esigenze della Polizia penitenziaria, la quale continua a subire quotidiane aggressioni a opera di detenuti, quasi come se operasse in uno scenario di guerra”. Così, in una dichiarazione, Gennarino De Fazio, della UILPA Polizia Penitenziaria nazionale, che spiega: “troppe volte in passato la Polizia penitenziaria, una delle quattro Forze di Polizia del Paese e che seppur incardinata nel Ministero della Giustizia ha una dipendenza funzionale dal Ministro dell’Interno per i compiti di pubblica sicurezza, è rimasta ai margini degli interventi dei governi finalizzati al potenziamento e alla concreta salvaguardia degli operatori della sicurezza. La Polizia penitenziaria, vorremmo ricordare, svolge il suo prezioso lavoro prevalentemente nelle trincee carcerarie – ma non di rado anche sul territorio – dove vengono scaricati, talvolta non solo metaforicamente, i soggetti che si rendono protagonisti di reati ed episodi di violenza nelle nostre città e che poi, non opportunamente gestiti per la conclamata inefficienza del circuito penitenziario, troppo frequentemente finiscono col dare ulteriore sfogo alla loro indole delinquenziale anche con aggressioni fisiche e minacce nei confronti degli operatori”. “È assolutamente necessario – conclude il Segretario della UILPA PP – che i Ministri competenti e il Governo tutto intervengano con misure tangibili che consentano pure investimenti in strumenti tecnologici ed elettronici di sicurezza, difesa e intervento operativo in ambito penitenziario, non tralasciando peraltro di agire anche sul piano normativo inserendo nel codice penale uno specifico reato per coloro che commettono violenze in stato di detenzione”. 





Dl Sblocca cantieri, MIT: modifiche da fondo salva imprese a tutela enti

 

Come accaduto con il decreto Genova, che in corso di conversione in Parlamento e’ stato integrato e migliorato, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sta lavorando con lo stesso obiettivo per il decreto Sblocca cantieri. Per questo il Mit - rende noto il ministero - caldeggia l’approvazione di diversi emendamenti mirati, finalizzati a velocizzare i lavori pubblici e a sostenere e tutelare le piccole e medie imprese del comparto dell’edilizia. La crisi del settore ha reso particolarmente evidente negli ultimi mesi, con l’apertura di procedure di concordato a carico delle imprese di maggiori dimensioni, le problematiche correlate alla soddisfazione dei crediti di sub-fornitori e sub-appaltatori che svolgono un ruolo nevralgico per il completamento delle opere pubbliche. Il Mit ritiene quindi opportuna l’introduzione di un meccanismo generale di salvaguardia per questi soggetti che consenta, grazie a un fondo ’salva-cantieri’, di anticipare una gran parte dei crediti vantati in casi di mancati pagamenti per crisi di impresa. Il fondo verrebbe alimentato con piccole contribuzioni da parte del soggetto che si aggiudica l’appalto. Per quanto riguarda la tutela di chi firma gare e contratti, comprese Regioni ed enti locali, un emendamento che il Mit propone punta per i lavori sopra i 150 mila euro a proteggere questi soggetti dalla responsabilita’ erariale permettendo di richiedere il controllo preventivo della Corte dei Conti e di godere, in tal modo, del regime di esclusione della colpa grave. La norma proposta concilia le esigenze di legalita’ dell’azione amministrativa con una maggiore speditezza nello svolgimento degli appalti e nell’adozione dei contratti. Un’altra proposta emendativa del Mit prevede poi che un operatore economico possa essere escluso dalla partecipazione a una procedura d’appalto anche se le violazioni gravi agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non siano state ancora definitivamente accertate, purche’ contenute in atti amministrativi esecutivi. E consente il pagamento diretto dei sub-appaltatori in caso di inadempimento da parte dell’appaltatore anche quando esso e’ correlato all’apertura di una procedura concorsuale, senza necessita’ di autorizzazione del Tribunale.





Caso Siri/2- Lega: “Le indagini non sono prova di colpevolezza”

"In Cdm delibera del presidente per revoca Siri ma nessun voto. La Lega ha espresso contrarietà alla decisione e prende atto della facoltà del presidente del consiglio di chiedere la revoca del sottosegretario. La Lega difende un principio: non può esserci un automatismo tra indagini e colpevolezza. È un principio di civiltà giuridica che vale per tutti. Lega e 5 stelle. Apertura di un’inchiesta non può coincidere con la chiusura o la condanna. Siamo dell’opinione che chi ha incarichi istituzionali deve pagare il doppio se colpevole, ma contrari al principio di colpevolezza senza processo". Questa la nota secca della Lega dopo il CdM che ha visto la revoca dell’incarico ad Armando Siri. 





Tangenti in Regione Lombardia, indagato il Governatore Fontana. Salvini: “Vergognosi attacchi all’uomo…”

Il governatore lombardo Attilio Fontana è indagato per abuso d’ufficio nella maxi inchiesta della Dda di Milano che ieri ha portato a 43 arresti. Potrebbe essere interrogato già oggi dagli inquirenti. La notizia è stata confermata da fonti qualificate. La contestazione riguarda la nomina del suo socio di studio Luca Marsico a un incarico in Regione. Ma Salvini va all’attacco: “Vergognosi attacchi all’uomo, all’avvocato, a un sindaco e a un governatore la cui onestà e trasparenza non sono mai state messe in discussione in tanti anni, né mai potranno esserlo oggi o in futuro. Confidando nel buon lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine milanesi, ribadendo la necessità di punire eventuali singoli colpevoli, ribadisco con orgoglio i servizi che la regione Lombardia offre da anni come modello europeo e mondiale ai suoi 10 milioni di cittadini, per efficienza e buona amministrazione”.





La Sindaca Raggi non molla: “La famiglia rom dell’alloggio a Casal Bruciato è legittima assegnatari e resterà in quella casa”

“Questa famiglia risulta legittima assegnataria. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Abbiamo avuto modo di presentare questa famiglia ad alcuni condomini. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non è questa una società in cui si può continuare a vivere”. Sono le parole della sindaca di Roma Virginia Raggi lasciando tra minacce e insulti la casa di via Setta, a Casal bruciato, dove una famiglia rom è sotto assedio. Ma gli abitanti di quel quartiere, fomentati dalle truppe neofasciste, hanno letteralmente aggredito verbalmente la Sindaca: "Buffona", "non sei la nostra sindaca" e "vergognati".  "Schifosa", ha urlato una donna all’indirizzo della prima cittadina. Anche in mattinata sotto allo stabile alcuni abitanti che hanno contestato la decisione del comune. Ieri le proteste hanno avuto una deriva razzista con frasi agghiaccianti, insulti e minacce rivolte ad una nomade e a sua figlia piccola che stavano rientrando a casa scortate dalla polizia.

"Rimaniamo qui, è casa nostra": così il capofamiglia del nucleo di nomadi a cui è stata assegnata la casa popolare. "Stiamo dentro casa con mia moglie e mia figlia, ora valutiamo cosa fare. Oggi i bimbi non sono andati a scuola perché hanno paura di uscire. Alcuni di loro li abbiamo portati da una mia cugina perché avevano paura", racconta.





Agricoltura, un’azienda su tre e di colore rosa

In Italia quasi un’azienda agricola su 3 (29%) è guidata da donne che hanno portato un profondo apporto in termini di innovazione e sostenibilità all’agricoltura italiana, oggi il secondo settore per presenza di imprese rosa dopo il commercio. E’ quanto emerge da un’elaborazione di Coldiretti su dati Unioncamere in occasione dell’elezione a Palazzo Rospigliosi a Roma di Floriana Fanizza, agrichef e imprenditrice agrituristica di Fasano (Puglia) come nuova responsabile nazionale di Donne Impresa Coldiretti la maggiore associazione femminile di categoria. Al suo fianco, in rappresentanza di tutte le regioni d’Italia, una giunta formata dalle due vice presidenti Rita Licastro, olivicoltrice della Calabria e Chiara Bortolas coltivatrice di ortaggi in Veneto oltre a Elisabetta Secci dalla Sardegna, Wilma Pirola dalla Lombardia, Cristina Adelmi dalla Liguria, Margherita Scognamillo dalla Sicilia e Antonella Di Tonno dall’Abruzzo. Nella loro azione imprenditoriale – spiega Coldiretti – le agricoltrici italiane hanno dimostrato una grande capacità di coniugare la sfida con il mercato ed il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità diventando protagoniste in diversi campi: dalle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole ai servizi di agritata e agriasilo, dalle fattorie didattiche ai percorsi rurali di pet-therapy, fino agli orti didattici, mercati di Campagna Amica e l’agriturismo. Un trend favorito anche dall’ingresso di imprenditrici di “prima generazione” che hanno seguito percorsi formativi in altri settori. Proprio la nuova responsabile di Donne Impresa Coldiretti è un esempio di questo fenomeno. Floriana ha abbandonato – ricorda Coldiretti – il suo lavoro di ricercatrice universitaria e docente di Demografia Investigativa presso l’Università di Bari per diventare imprenditrice agricola, avviando un agriturismo, Masseria Mozzone, nella zona di Fasano (Brindisi), ai piedi della collina di Cisternino. Qui produce olio extravergine d’oliva, da cui ha sviluppato anche una linea di cosmetici green, ma mantiene vive anche le tradizioni della cucina rurale pugliese, grazie al suo lavoro come agrichef, i cuochi contadini di Campagna Amica che utilizzano i prodotti da loro stessi coltivati in azienda. Ma anche la vice presidente Rita Licastro aveva iniziato come avvocato in Aspromonte prima di dedicarsi a olio ed olive a Cosoleto (Reggio Calabria) e l’altra vice presidente Chiara Bortolas è una biologa molecolare che adesso guida la sua azienda di ortaggi a Belluno. Esperienze che si affiancano a quelle di chi non ha mai lasciato la terra continuando a coltivare e allevare per proseguire in tradizioni familiari antiche di generazioni. Importante anche la “quota giovane” – sottolinea Coldiretti – con il 25% delle aziende femminili guidate da ragazze under 35 che hanno puntato sull’uso quotidiano della tecnologia per gestire sia il lavoro che lo studio, magari usando lo smartphone per controllare gli animali in stalla nelle pause di studio all’università oppure per gestire on line acquisti e prenotazioni in agriturismo, oppure – conclude Coldiretti – per fare ricerche per recuperare varietà perdute di frutti locali o ancora per portare il vino Made in Italy in tutto il mondo. “Oggi l’agricoltura è donna – sottolinea Floriana Fanizza - grazie alle grandi opportunità offerte dall’agricoltura sociale, dall’agriturismo e dalla vendita diretta con l’aumento del numero delle donne ai vertici di aziende multifunzionali. Riuscire a coniugare in forma responsabile attività produttiva e servizi alla persona, visione imprenditoriale e progetti di filiera, ragioni private e bene comune – aggiunge Fanizza - è il progetto ambizioso che Coldiretti sta contribuendo a realizzare, mettendo a sistema le esperienze delle imprenditrici agricole sul territorio italiano”. 





Viminale annuncia Decreto Sicurezza Bis. Paoloni (Sap): “Dalle parole ai fatti. Finalmente maggiori tutele per uomini e donne in divisa”

«Fonti del Viminale rivelano che nel nuovo Decreto Sicurezza, ancora in fase di elaborazione, vi sia una norma appositamente studiata per garantire maggiore tutela alle Forze dell’Ordine e per difendere gli uomini e le donne in divisa. E’ un grande passo in avanti che ancora una volta, dimostra come questo Esecutivo dalle parole passi ai fatti, confermando la sicurezza tra le priorità di Governo». A dichiararlo è Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) «Come Sap – prosegue Paoloni – è una cosa che chiediamo da sempre. Da anni, anche con le campagne ‘Chi difende i difensori’, ci siamo battuti affinché fossero garantite agli operatori delle forze dell’ordine in servizio su strada, le tutele e le garanzie funzionali opportune. Queste ultime – continua – sono indispensabili proprio per fornire dotazioni idonee a rendere efficace il servizio; tutele in ambito legale per quei colleghi che, per fatti di servizio, si ritrovano catapultati in filoni processuali molto spesso scaturiti dalla difesa dei fermati, i quali hanno ben capito che l’arma migliore per difendersi è quella di denunciare il poliziotto che, di conseguenza, da testimone, si ritroverà imputato in procedimento connesso. Gli operatori delle forze dell’ordine vanno tutelati anche attraverso norme più stringenti verso chi oltraggia, usa violenza o resistenza nei confronti di chi veste una divisa. Una norma insomma, attesa da sempre e che – conclude – auspichiamo possa restituire dignità a chi indossa la divisa ed è presente ogni giorno in strada per contrastare la criminalità, e faccia sì che il servizio reso alla collettività sia più efficace e non inficiato dal timore di finire alla sbarra». 

 





Ha un nome non tradizionale il royal baby: ecco Archie

 

Ha un nome non tradizionale il royal baby: ecco Archie

 

 

 

Scelta non tradizionale per il nome del Royal baby di Harry e Meghan, duca e duchessa di Sussex: si chiamerà Archie, come annuncia SkyNews. Spiazzate tutte le previsioni dei bookmaker, sia quelle più consuete per la famiglia reale britannica, sia quelle più innovative.

Sono molto felice”. Così ha commentato Meghan mentre orgogliosa guardava il marito tenere tra le braccia il nuovo royal baby nato due giorni fa. “E’ dolcissimo, è davvero calmo”, ha aggiunto la Duchessa di Sussex. E Harry ha replicato: “Non so da chi abbia preso”.

Archie Harrison è nato alle 5,26 di lunedì 6 maggio possibilmente a Frogmore Cottage, la nuova residenza di Harry e Meghan nei pressi del castello di Windsor. Il neo papà, nel breve incontro con la stampa di lunedì, aveva lasciato intendere che la scelta del nome non avrebbe tardato.