La cultura di Roma Capitale in decine di appuntamenti

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Bancarotta milionari a Firenze. Arresti

Dalle prime luci dell’alba di lunedì militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze e personale della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica – Aliquota Guardia di Finanza – stanno dando esecuzione a 3 ordinanze con cui il G.I.P. presso il Tribunale di Firenze, dott. Angelo Pezzuti, su richiesta del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Firenze, Dott.ssa Von Borries, ha disposto 8 misure cautelari personali - di cui una in carcere nei confronti di un imprenditore e sette agli arresti domiciliari -, per i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale e per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Tra gli arrestati figurano anche un avvocato del Foro di Firenze e un consulente tributario. Contestualmente è stato disposto il sequestro preventivo di denaro e beni per oltre 2 milioni di euro. La vicenda giudiziaria, che ha determinato l’attività odierna, nasce da una serie di verifiche fiscali condotte dai militari del Gruppo di Firenze nei confronti di una società consortile a responsabilità limitata costituita nel 2007, operante nel settore dei trasporti, facchinaggio e pulizie, dichiarata fallita nel gennaio 2016. Il sistema fraudolento si concretizzava nel subappaltare le commesse ricevute a una serie di società cooperative consorziate, comunque riconducibili alla stessa società consortile, le quali - oltre a non presentare neanche i bilanci - omettevano sistematicamente il versamento delle imposte e dei contributi previdenziali. Le preordinazione dell’evasione fiscale e contributiva da parte delle consorziate – che avevano tutte la stessa sede legale, avevano una vita breve e venivano nel tempo sostituite da nuove consorziate – consentiva alla s.r.l. consortile “madre” di accaparrarsi gli appalti esistenti nel mercato a prezzi insostenibili da parte degli operatori onesti, determinando una fortissima distorsione della concorrenza nel settore. Le distrazioni complessive per le varie bancarotte riguardanti la società consortile e le affiliate ammontano a circa 6 milioni di euro e si sostanziano in varie condotte tipiche, tra cui la falsificazione dei bilanci al fine di coprire ingenti perdite maturate e lo stato di insolvenza, la compensazione di crediti tra la consortile e le consorziate senza giustificazione economica, la mancata svalutazione di crediti non più esigibili, l’uso di fatture non veritiere per l’affitto mai avvenuto di 6 immobili, la simulazione di contratti a progetto, la mancata giustificazione di alcune spese per non meglio precisati “servizi vari”, la mancata riscossione di cambiali, la distrazione di beni (tra cui una cisterna per carburanti), macchinari e attrezzature per la ristorazione. I militari operanti hanno però ricostruito, con dovizia di particolari, il sistema illecito dei soggetti coinvolti, accertando che sia la società consortile che le consorziate sono tutte riconducibili all’imprenditore fiorentino oggi recluso in carcere (D.S., classe ‘68), in relazione alla cui pericolosità il Giudice afferma che emerge “dal prolungamento nel tempo delle condotte di bancarotta che, per nulla occasionali, sono perdurate per molti anni”, “dal numero delle società fallite e dall’ingentissimo valore delle distrazioni commesse”. Ancora, “La natura, la specie, i mezzi, l’oggetto, il tempo, il luogo e ogni altra modalità dell’azione posta in essere denotano una particolare intensità del dolo e fanno ritenere certo che omissis commetterà nel futuro altri reati della medesima natura.”. Inoltre, a seguito del fallimento di alcune società, si dava corso a più pregnanti attività investigative, anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali. In tale contesto emergeva la figura apicale di un avvocato del Foro di Firenze, oggi agli arresti domiciliari (R.T., classe ‘71), che si prodigava a dare numerosi “consigli” per ostacolare l’accertamento dei fatti reato nell’ambito di due nuovi filoni investigativi concernenti ulteriori casi di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale. Il primo riguarda la bancarotta fraudolenta documentale e distrattiva condotta dagli amministratori di una società in accomandita semplice (G. G. s.a.s., con sede in Scandicci), fallita il 3 gennaio del 2019, operante nel settore delle costruzioni edili, lavori di carpenterie in legno e in ferro, lavori di segnalazione stradale, riparazioni e verniciature, officina meccanica, installazione e riparazioni di impianti elettrici. Cinque sono le misure cautelari personali degli arresti domiciliari che ne sono conseguite, nei confronti del menzionato avvocato, di un ragioniere fiorentino concorrente nei reati (R.F., classe ‘60), del liquidatore fiorentino della società (R.R., classe ‘48), di un socio e amministratore di fatto fiorentino (G.M., classe ‘61), nonché di altra amministratrice di fatto sempre di Firenze (G.M.S., classe ‘54). Il secondo filone riguarda una società a responsabilità limitata (O. C. s.r.l., con sede in Firenze), dedita alla somministrazione di bevande e alimenti in locali aperti al pubblico, fallita il 29 agosto 2018, per la quale, ugualmente, si contesta una bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale che ha determinato il G.I.P. a emettere 4 misure cautelari personali degli arresti domiciliari nei confronti dei citati avvocato e ragioniere, nelle loro qualità di legale e amministratore di fatto, di un napoletano amministratore di fatto (M.C., classe ‘68), di un fiorentino amministratore di diritto e liquidatore della società (M.M., classe ‘80). Particolarmente significativo il ruolo del legale che, secondo quanto riscontrato dal G.I.P. grazie alle intercettazioni, avrebbe distribuito incarichi di prestanome di società, fornito consigli agli amministratori per “aggiustare” i bilanci allo scopo di evitare i fallimenti, fornito consigli in ordine a quale documentazione contabile consegnare al curatore del fallimento, “ben spiegando ai suoi complici la motivazione per la quale non doveva essere consegnata la documentazione contabile della società”, avrebbe integralmente inventato e dettato a un prestanome quanto raccontare al curatore del fallimento, avrebbe consigliato la formazione di documentazione falsa e creato lui stesso documentazione contabile falsa da consegnare al curatore del fallimento. In un caso specifico, incaricato di valutare la situazione di insolvenza, avrebbe prospettato al liquidatore “una serie di soluzioni tutte illecite”, tra le quali quella di presentare alla Camera di Commercio della documentazione falsa. Contestualmente alla notifica delle misure personali, i militari della Guardia di Finanza stanno eseguendo un decreto di sequestro preventivo per 2 milioni di euro disposto dallo stesso G.I.P. per sottrazione fraudolenta al pagamento di imposta (art.11 del D.Lgs. n. 74 del 2000).





Trasporto aereo, Alfonsi (Ugl): “Indispensabile suo rilancio insieme a quello di Alitalia”

“È indispensabile che il settore del trasporto aereo sia realmente rilanciato, con politiche fattive che passino da dichiarazioni d’intenti, pur apprezzabili, a fatti finalmente concreti”. Lo dichiara Francesco Alfonsi, segretario nazionale Ugl Trasporto Aereo, nel corso del convegno organizzato a Milano dal titolo ‘Il Trasporto Aereo in Italia. Fra infrastrutture, regole e sviluppo per tornare protagonisti in Europa’. “È indispensabile - prosegue il sindacalistica - perché un settore trainante che esprime il 3,6% del PIL sia realmente ristrutturato, che il Paese faccia sistema, superando con politiche concrete le asimmetrie competitive che lo hanno ridotto ad una crisi che altrimenti risulterebbe difficilmente superabile”. “Il primo passo, ineludibile, è il rilancio di Alitalia. Attraverso esso, e attraverso il finanziamento del Fondo di sostegno del Trasporto Aereo, passa la salvaguardia di decine di migliaia di posti di lavoro e il contemporaneo sviluppo di un settore strategico per l’Italia”. “Con questo obbiettivo - conclude Francesco Alfonsi - per dare un segnale forte, confermiamo lo sciopero generale del settore previsto per il prossimo 21 maggio”.




Acea ed il Festival dell’oro blu

ACEA partecipa al “Festival dell’acqua” di Bressanone, una delle più importanti manifestazioni sulla gestione delle risorse idriche che ogni due anni chiama a raccolta circa 500 aziende e tutti i soggetti che, a livello nazionale ed internazionale, si occupano di reti e servizi idrici. I lavori delle tre giornate del Festival, promosso da Utilitalia (Federazione delle aziende che si occupano di acqua, ambiente e energia) e giunto quest’anno alla sua quinta edizione, si sono aperti oggi con una sessione plenaria dedicata a “Mutamenti climatici e scarsità idrica: quali politiche adottare”. La multiutility romana vi ha preso parte con un intervento sulle “Strategie di ACEA per fronteggiare le situazioni di siccità attuali e future”, presentato da Claudio Cosentino, presidente di ACEA Ato 2, l’azienda del Gruppo che gestisce il servizio idrico sul territorio di Roma e provincia, pari a 11.510 chilometri di rete idrica e 3,9 milioni di utenti. “Aumentare la resilienza del sistema idrico - ha dichiarato Cosentino - è oggi più che mai necessario sia per il progressivo invecchiamento delle infrastrutture acquedottistiche, sia per la maggiore consapevolezza che oggi abbiamo dei cambiamenti climatici e degli eventi naturali estremi. Le strategie per fronteggiare le conseguenti criticità passano necessariamente attraverso azioni volte alla messa in sicurezza e alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, nonché alla riduzione del fabbisogno e al recupero delle perdite. ACEA ha attuato sin dai giorni della crisi idrica dell’estate 2017, un’azione di monitoraggio e bonifica della rete, effettuando 14.000 riparazioni che hanno permesso il recupero di oltre 2.700 litri al secondo di risorsa idrica. Proprio grazie a questo piano di efficientamento delle reti, realizzato dall’azienda negli ultimi due anni, le perdite sono scese a meno del 38%, ben al di sotto della media nazionale, mentre prima di giugno 2017 il dato relativo alla dispersione idrica a Roma era del 45%. Nel corso del 2018 poi, l’Azienda ha posto le basi per la realizzazione della seconda linea dell’Acquedotto del Peschiera, opera di fondamentale importanza per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico di un territorio così strategico come quello di Roma”. Il programma della manifestazione, che è stata organizzata come una sorta di “Stati generali” sul sistema idrico in Italia, prevede inoltre incontri sull’Agenda delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile al 2030 e sulle direttive europee e dibattiti sul cambiamento climatico e sulle nuove strategie sostenibili. Nel corso della manifestazione, nella sessione “Illuminare l’acqua” il fattore idrico verrà trattato anche come elemento architettonico e di valorizzazione della città attraverso l’uso artistico dell’illuminazione pubblica. In questo contesto, ACEA illustrerà il lavoro effettuato sulle fontane romane, con un intervento di Alberto Scarlatti, responsabile Illuminazione pubblica di Areti, la società del Gruppo che gestisce le infrastrutture energetiche. ACEA, consapevole del ruolo che è chiamata a svolgere nella tutela e nella rinascita dello spazio urbano, nell’ambito dei lavori straordinari del 2017-2018 ha realizzato un progetto di trasformazione al LED degli impianti di illuminazione di nove fontane monumentali che appartengono al patrimonio artistico di Roma. Nel corso del 2018 il progetto si è concluso con gli interventi sulle fontane di Santa Maria in Trastevere, dell’Acqua Paola, del Mosè e delle Naiadi, sempre con tecnologia LED, che rispetta ed esalta sia il valore architettonico delle fontane, sia i principi di sostenibilità e risparmio energetico.





Terna, il Brasile raddoppia

Terna, nell’ambito delle proprie attività Internazionali, tramite la sua controllata Santa Lucia Transmissora de Energia, ha concluso i lavori di realizzazione e messo in esercizio la linea elettrica in alta tensione “Jauru-Cuiabá 2” e le due relative stazioni elettriche nello stato del Mato Grosso, nel centro del Brasile. Un’infrastruttura ‘sostenibile’ di prioritaria importanza per la regione: la nuova linea elettrica a 500 kV di tensione, lunga complessivamente 355 km, consentirà infatti di integrare nella rete di trasmissione nazionale l’energia prodotta dagli impianti da fonte rinnovabile presenti nel centro del Paese. Particolare l’attenzione al territorio posta da Terna nella costruzione dell’elettrodotto: il 75% del tracciato della nuova infrastruttura (537 sostegni sui 718 complessivi) è realizzato con sostegni della tipologia ‘monostelo’ con un ridotto ingombro al suolo e impatto ambientale rispetto a quelli tradizionali. Inoltre, in linea con la sua strategia di approccio e sviluppo sostenibile delle infrastrutture sul territorio, Terna ha contribuito a promuovere uno specifico programma di responsabilità e inclusione sociale, in particolare sul tema della salute, che ha coinvolto le popolazioni delle aree attraversate dall’elettrodotto. La società ha sostenuto le municipalità donando e mettendo a disposizione dei cittadini specifiche attrezzature medicali e fornendo formazione ed educazione sul tema della malaria (il Mato Grosso è considerata una regione endemica di questa malattia). L’entrata in esercizio di questa linea elettrica - che ha visto il coinvolgimento di 33 imprese e una punta massima di 1377 tecnici al lavoro nei 19 mesi di cantiere - è avvenuta con 4 mesi di anticipo rispetto alla data prevista concordata con Aneel, l’Agenzia Nazionale per l’Energia elettrica che nel giugno 2017 aveva indetto una gara internazionale per la progettazione, costruzione, esercizio e manutenzione di due infrastrutture in Brasile. L’altra opera in concessione a Terna - l’elettrodotto a 230 kV “Santa Maria 3-Santo Angelo 2” nel sudest del Brasile - è entrata in esercizio a ottobre del 2018. Il valore complessivo degli investimenti di Terna per entrambe le linee elettriche ammonta a circa 160 milioni di euro. A inizio aprile 2019, inoltre, Terna ha firmato un accordo con Construtora Quebec, società di costruzione nel settore energetico attiva in Brasile, finalizzato all’acquisizione della quota di controllo di altre due concessioni per realizzare ed esercire circa 350 km di infrastrutture elettriche nella regione del Minas Gerais.





Ascolti Rai tv domenica, oltre 3,5 mln per ’Che tempo che fa’

Con 3 milioni 595mila spettatori, pari al 15 di share, il programma di Fabio Fazio "Che Tempo Che Fa" in onda su Rai1 vince la prima serata della domenica. A seguire il segmento "Il tavolo" arriva a 2 milioni 208mila spettatori e il 13,2 di share. "Che tempo che fa" è anche il programma più commentato su Twitter dell’intera giornata (fonte: Nielsen Italia). Il prime time di Rai2 con "N.C.I.S." fa registrare 1 milione 595mila spettatori e il 6,4 di share, mentre il successivo telefilm "Fbi" è stato visto da 1 milione 517mila spettatori, share del 6,7. In prima serata su Rai3 il programma di Roberta Petrelluzzi "Un giorno in pretura" ottiene 945mila spettatori e il 4,4 di share. Continua a vincere gli ascolti di fascia nel preserale di Rai1 il quiz-show "L’Eredità" con 3 milioni 721mila spettatori e il 19,7 di share. Nel daytime di Rai1 "UnoMattina in Famiglia" ha totalizzato nella seconda parte il 24,3 di share con 1 milione 855mila spettatori. Sempre su Rai1, la puntata di "Linea Verde" registra 2 milioni 922mila spettatori e il 19,7, mentre nel pomeriggio la "Domenica In" firmata da Mara Venier ha ottenuto nella prima parte 2 milioni 763mila spettatori e il 16,8 di share; nella seconda parte il programma arriva a 2 milioni 635mila spettatori e il 16,6 di share. Infine lo "Speciale Tg1", in onda poco dopo la mezzanotte è stato seguito da 598mila spettatori con il 7,6 di share. Per quanto riguarda gli appuntamenti sportivi, da segnalare su Rai2 l’arrivo della seconda tappa del "102esimo Giro d’Italia" che sfiora i due milioni di telespettatori, con una media di 1 milione 983mila e il 12,7 di share.





Lazio, oltre 1,3 mln di euro per la manutenzione delle aree verdi

1,3 milioni di euro per il mantenimento delle aree verdi. Potranno fare domanda i Comuni o gli Enti gestori di Aree Naturali Protette che stipulano apposite convenzioni con comitati di quartiere o associazioni senza fini di lucro, costituite da cittadini che intendono dedicarsi alla manutenzione dell’ambiente in cui vivono o lavorano

1,3 milioni di euro per il mantenimento delle aree verdi. L’investimento va ad aggiungersi agli 850mila euro già messi a disposizione dalla Legge 9 del 2017 oggetto del bando ancora aperto che ora si arricchisce di questo nuovo finanziamento.

Potranno fare domanda i Comuni o gli Enti gestori di Aree Naturali Protette che stipulano apposite convenzioni con comitati di quartiere o associazioni senza fini di lucro, costituite da cittadini che intendono dedicarsi alla manutenzione dell’ambiente in cui vivono o lavorano

I progetti già avviati rappresentano un caso concreto di gestione partecipata di un patrimonio di interesse collettivo. Un processo che consente alla Regione Lazio di valorizzare il bene comune e, al tempo stesso, di supportare le associazioni di volontariato, favorendo momenti di aggregazione sociale all’interno degli spazi curati dalla cittadinanza stessa..

“Con questo progetto diamo alle persone la possibilità di adottare gli spazi verdi al fine di migliorare la qualità della vita di interi quartieri – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali, Alessandra Troncarelli, che ha aggiunto: con le nuove risorse a disposizione, di cui la metà disponibili dal secondo semestre dell’anno, intendiamo allargare la platea dei beneficiari in un’ottica di continuità rispetto a quanto realizzato sinora”.

“Il grande entusiasmo e la larga partecipazione a questa iniziativa, supportata dal Bilancio regionale già dal 2018 ci ha spinto ad ampliare la platea dei beneficiari. Abbiamo riscontrato che il tema della cura del verde e dei beni comuni pubblici, soprattutto nella Capitale, da parte dei Comitati di quartiere e delle associazioni è molto sentito - così l’assessore alla Programmazione economica, Bilancio, Patrimonio e Demanio, Alessandra Sartore, che ha aggiunto: nel Bilancio approvato a dicembre abbiamo non solo rinnovato l’impegno, ma aumentato le risorse prevedendo nel 2019, 1,3 mln di euro per i volontari del verde”.





Lazio, c’è il nuovo Bando ‘Torno Subito’

 Presentata la nuova edizione di Torno Subito, il programma della Regione Lazio che sostiene i progetti presentati dai giovani per migliorare e valorizzare le loro competenze e esperienze professionali. I finanziamenti permetteranno di sostenere i percorsi di almeno 1.000 giovani, che si aggiungeranno agli altri 7 mila che hanno già partecipato alle precedenti edizioni

Il presidente, Nicola Zingaretti e l’assessore al Lavoro, Formazione, Scuola e Diritto allo Studio universitario, Claudio di Berardino, hanno presentato la nuova edizione di Torno Subito, il programma della Regione Lazio che sostiene i progetti presentati dai giovani per migliorare e valorizzare le loro competenze e esperienze professionali.

Il bando 2019 è finanziato con 13,3 milioni di euro del Programma POR FSE, di cui 600 mila euro riservati a proposte per ’professioni della cucina e dell’enogastronomia’ e 1 milione di euro per progetti relativi alle ’professioni del cinema’.

I finanziamenti permetteranno di sostenere i percorsi di almeno 1.000 giovani, che si aggiungeranno agli altri 7 mila che hanno già partecipato alle precedenti cinque edizioni del
programma. In questi anni i 7 mila ragazzi partiti con il Progetto Torno Subito si sono distribuiti in Europa e nel mondo, realizzando i propri progetti formativi o realizzando work-experience presso aziende o organismi internazionali.

I progetti prevedono percorsi integrati di alta formazione ed esperienze in ambito lavorativo, prima fuori dalla Regione Lazio per l’acquisizione e l’approfondimento delle conoscenze (FASE 1), e successivamente all’interno del territorio regionale in cui il bagaglio delle competenze viene reimpiegato in ambito lavorativo (FASE 2). 

La registrazione degli account sarà possibile dalle 12:00 del prossimo 6 maggio e i progetti potranno essere inviati fino alle 12:00 del 21 giugno. Per tutte le info vai qui.

“Il progetto ’Torno Subito’, realizzato  anche grazie all’Europa, permette alle ragazze e ai ragazzi di andare  all’estero, studiare e formarsi e poi tornare per portare le loro  competenze –parole del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: non vogliamo fare nessuna elemosina, ma al contrario valorizzare le opportunità che una nuova edizione può  dare all’Italia. Parlo di formazione, scuola, università, di diritto  allo studio, di valorizzazione delle competenze”.

 





100 anni Save the Children, Mattarella: "Grazie per quello che fate, vostro lavoro prezioso"

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha voluto ringraziare "Save the children" per l’impegno umanitario che mette in campo. Il capo dello Stato interviene alla manifestazione per il centenario dell’associazione e dice "grazie per quello che avete fatto in questi decenni". Afferma il presidente: "Grazie per l’impegno che mettete in campo in questo periodo, per le intenzioni e per i progetti per il futuro. Cento anni fa si è lanciata una richiesta e una svolta di civiltà. Contrapporre alla guerra il senso di umanità che particolarmente riguarda i bambini. E’ stata una scelta importante, difficile, che si è scontrata con la pervicacia della realtà, con un secondo conflitto dopo pochi anni. Ma si è fatta sempre più strada, malgrado le difficoltà". "Tutti rammentiamo - aggiunge - l’immagine di quel bambino siriano in ospedale coperto di polvere dopo il bombardamento della sua abitazione. Quell’immagine ha commosso tanti nel mondo. Occorre che la commozione che queste immagini determinano non sia effimera e non si dimentichi in poco tempo. Questo è il compito che save the children si è assunto ed è compito prezioso". Conclude Mattarella: "L’unica parole efficace è grazie".





“Mind The Gap”, Azzurra Caltagirone e Paola Severino insieme per parlare di “Donne e Autostima”

 “Mind the gap”, “Il coraggio di contare - L’autostima nelle donne”, questo il tema del grande evento che si è tenuto nell’ Aula Carlo Azeglio Ciampi a Villa Blanc in Via Nomentana 216, e fortemente voluto dalla direzione del Messaggero in stretta collaborazione con l’Università Luiss Guido Carli per “approfondire il tema del gap di genere e contribuire a liberare il potenziale delle donne”. Ad aprire la manifestazione la professoressa Paola Severino, Vice Presidente della Luiss, mentre l’introduzione della convention spetterà a Azzurra Caltagirone, Amministratore Delegato de Il Messaggero, e a Virman Cusenza, Direttore de Il Messaggero. Azzurra Caltagirone, che sarà poi nei fatti la vera padrona di casa di questa importante rassegna è oggi Vicepresidente della Fieg, lei stessa manager alla guida del gruppo editoriale di famiglia che conta circa quattro milioni di lettori e oltre un milione di utenti unici giornalieri sul web. Del Gruppo fanno parte, lo ricordiamo, oltre al Messaggero, il Mattino di Napoli, Il Gazzettino di Venezia, il Corriere Adriatico, Il Nuovo Quotidiano di Puglia e Leggo. Particolarmente attenta alle grandi novità dell’informazione, Azzurra Caltagirone ha voluto anticipare le esigenze del mercato, dando vita nel 2001 a “Leggo”, primo quotidiano italiano gratuito che successivamente si è evoluto in Social Press, ed oggi si occupa in prima persona e con immenso successo personale della trasformazione digitale delle testate, registrando una crescita del traffico web nell’ultimo anno del 38%, un vero e proprio record del settore. Alla cerimonia di lunedì interverranno come protagonisti: Anna Zanardi, - International Board Advisor, Senior Advisor per CEO e C-Level Team; Maurizia Villa, - Managing Director di KornFerry, leader internazionale nell’executive search; Sabina Belli, - CEO Pomellato, autrice del libro “D come donna, C come CEO”, Roi Edizioni; Vittorio Colao, - Consigliere di Unilever e della Bocconi, Past CEO gruppo Vodafone e Past Vice-Chairman European Roundtable; e Anna Foglietta, - Interprete di un’emozionante lettura a tema. A moderare è stata chiamata una grande giornalista dei giorni nostri, Maria Latella. (Beatrice Nano).





Pochi giorni ancora e poi sarà la volta del Festival dello Sviluppo Sostenibile di Asvip

La più grande manifestazione italiana sulla sostenibilità sta per avere inizio: il 21 maggio la conferenza di apertura, dedicata alle politiche europee. Previsti anche 17 eventi nazionali e quasi 500 incontri su tutto il territorio.

Alla sua terza edizione, il Festival è la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare cittadini, giovani generazioni, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, diffondere la cultura della sostenibilità e realizzare un cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e centrare i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli, eventi sportivi, presentazioni di libri, documentari e molto altro ancora: centinaia di iniziative (sono state 702 nel 2018) proposte a un pubblico variegato per coinvolgere, includere e dare voce alla società italiana. Sul sito del Festival è disponibile il calendario completo degli eventi. Il calendario comprende anche tre eventi organizzati dal Segretariato dell’ASviS (Roma, 21 maggio - Milano, 28 maggio - Roma, 6 giugno) ed eventi di rilevanza nazionale che affronteranno in maniera integrata i diversi Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Scopri di più sul Festival 2019

Dove e quando

In tutta Italia, dal 21 maggio al 6 giugno 2019. 17 giorni, tanti quanti sono gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Saranno accolti eventi anche nei “Dintorni del Festival” (14-20 maggio; 7-13 giugno).

Chi lo organizza

L’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS), con i suoi oltre 200 Aderenti e il supporto dei Partner. L’ASviS è la più grande rete di organizzazioni della società civile mai creata in Italia, rapidamente divenuta un punto di riferimento sullo sviluppo sostenibile. I singoli eventi possono essere organizzati, senza finalità commerciali, da chiunque voglia contribuire a portare l’Italia e il mondo su un sentiero di sviluppo sostenibile.

Come e perché registrare il proprio evento nel Festival

È possibile proporre un evento tramite l’apposito modulo sul sito del Festival (www.festivalsvilupposostenibile.it), il portale che valorizzerà tutte le iniziative del Festival raggiungendo un pubblico molto ampio anche grazie alla notorietà acquisita con le precedenti edizioni. Sarà possibile contribuire così in prima persona al futuro del nostro Paese, dell’Europa, del mondo! Durante le giornate del Festival si può prendere parte alle centinaia di iniziative in calendario.

Con la registrazione dell’utente e la compilazione del modulo, l’evento sarà reso pubblico a seguito dell’accettazione da parte degli amministratori e le informazioni potranno essere facilmente modificate in qualsiasi momento. Vi invitiamo a consultare I criteri per l’organizzazione degli eventi Festival 2019 per poter candidare il proprio evento al meglio.

La realizzazione degli eventi è a carico dell’ente organizzatore; l’Alleanza valorizzerà le iniziative che faranno parte del cartellone attraverso operazioni di comunicazione e diffusione. Si segnala che il Festival 2019 avrà come Media Partner Ansa e Rai. Gli organizzatori degli eventi avranno la possibilità di raggiungere un pubblico molto ampio grazie alla notorietà già acquisita con le precedenti edizioni e alla diffusione delle informazioni sui singoli eventi che avverrà tramite il sito dedicato www.festivalsvilupposostenibile.it, la campagna sui social media e la newsletter di ASviS, che per tutto l’arco dei 17 giorni saranno dedicate ai temi e alle iniziative del Festival.

L’evento di apertura: "Per un’Europa campionessa mondiale di sviluppo sostenibile" - 21 maggio, primo appuntamento organizzato dal Segretariato ASviS nel Festival

La conferenza di apertura del terzo Festival dello Sviluppo Sostenibile, che si svolgerà presso l’Auditorium di Roma il 21 maggio, avrà l’obiettivo di identificare alcune delle azioni chiave che le istituzioni europee dovranno intraprendere per rafforzare la propria capacità di guidare il nostro continente e il mondo verso un futuro più equo e sostenibile. L’iniziativa, organizzata direttamente dal Segretariato dell’Alleanza, si terrà in lingua inglese con servizio di traduzione simultanea e vedrà la partecipazione di rappresentanti di alto livello delle istituzioni europee, del mondo della finanza e della società civile. Seguirà concerto della European Union Youth Orchestra. Scopri di più e registrati!

“Le imprese e la finanza per lo sviluppo sostenibile. Opportunità da cogliere e ostacoli da rimuovere” – – 28 maggio, secondo appuntamento organizzato dal Segretariato ASviS nel Festival

La conferenza, che si svolgerà il 28 maggio presso l’Auditorium Assolombarda di Milano, vuole favorire una maggiore presa di coscienza dei temi dell’Agenda 2030 da parte delle imprese e in particolare le piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura del sistema produttivo italiano e sono un attore strategico per il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. 

Il Festival vedrà centinaia di eventi in tutta Italia; tra questi, un posto speciale sarà riservato agli “eventi nazionali”, iniziative di grande rilevanza sui temi dell’Agenda 2030 dell’Onu, organizzati da Aderenti dell’Alleanza e con il contributo di collaboratori esterni.




Acqua e igiene nelle strutture sanitarie: forti criticità nei Paesi meno sviluppati. Il report di Asvis

 Nel 55% delle strutture sanitarie dei Paesi meno sviluppati mancano i servizi idrici di base. Le infezioni batteriche causate dalle scarse condizioni igieniche durante il parto provocano ogni anno più di un milione di decessi. 13/5/2019

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), grazie al loro programma congiunto Jmp di monitoraggio statistico su approvvigionamento idrico, impianti sanitari e igiene, hanno pubblicato il rapporto  "WASH in Health Care Facilities: Global Baseline Report 2019" dedicato alle strutture sanitarie.

Wash, dall’inglese “Water, sanitation, hygiene” è il programma Onu dedicato ad acqua potabile, impianti sanitari e igiene che sostiene famiglie, scuole e centri sanitari affinché venga garantito accesso sicuro all’acqua potabile e a infrastrutture sanitarie.
Si tratta della prima valutazione globale nel settore della health care facilities, rilasciata con un Rapporto complementare dal titolo " Water, Sanitation and Hygiene in Health Care Facilities: Practical Steps to Achieve Universal Access to Quality Care” che contiene otto passaggi pratici per raggiungere l’accesso universale all’assistenza di qualità".

L’Unicef e l’Oms sono responsabili del monitoraggio dei target degli Obiettivi di sviluppo sostenibile 6.1 (accesso universale ed equo all’acqua potabile sicura) e 6.2 (accesso equo e adeguato ai servizi igienico-sanitari e di igiene) e sostengono il monitoraggio di altri obiettivi correlati a Wash, come il 3.8 (copertura sanitaria universale).
"I servizi idrici, gli impianti sanitari e l’igiene sono i requisiti di base per la prevenzione e il controllo delle infezioni e per fornire assistenza di qualità. Sono fondamentali per il rispetto della dignità e dei diritti umani di ogni persona che cerca di ottenere assistenza sanitaria", ha dichiarato António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite. "Invito tutti a sostenere il programma Wash in tutte le strutture sanitarie. E’ essenziale per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”.

Il Rapporto rileva che nel mondo, in una struttura sanitaria su quattro, mancano i servizi idrici di base e persistono gravi carenze nello smaltimento dei rifiuti sanitari. Criticità molto evidenti nei Paesi meno sviluppati. Si stima che una nascita su cinque avvenga in questi Paesi e che ogni anno, 17 milioni di donne partoriscano in centri sanitari inadeguati.

"Quando un bambino nasce in una struttura sanitaria senza acqua, con impianti sanitari e igiene inadeguati, il rischio di infezione e morte sia per la madre che per il bambino è elevato", ha affermato il direttore esecutivo dell’Unicef Henrietta H. Fore. "Ogni nascita dovrebbe essere sostenuta da un paio di mani sicure, lavate con acqua e sapone, usando attrezzature sterili, in un ambiente pulito".

Nel 14% dei casi, le strutture di assistenza sanitaria dispongono di servizi idrici limitati, con accesso all’acqua esterno alla struttura; il 12% delle strutture non ha il servizio idrico, o utilizza acqua proveniente da una fonte situata a più di 500 metri dall’edificio.
Nel 21% dei casi i servizi igienico-sanitari sono assenti; ciò vuol dire che le strutture sanitarie a cui afferiscono più di 1,5 miliardi di persone sono inadeguate. Nel 16% delle strutture sanitarie mancano soluzioni per l’igiene delle mani, il sapone e l’acqua nelle toilette.

“Immagina di dare alla luce o portare il tuo bambino malato in un centro sanitario senza acqua sicura, servizi igienici o strutture per lavarsi le mani", ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms. "Questa è la realtà per milioni di persone ogni giorno. Nessuno dovrebbe farlo e nessun operatore sanitario dovrebbe fornire assistenza in queste circostanze. Garantire che tutte le strutture sanitarie siano dotate di acqua e servizi igienici è essenziale per raggiungere un mondo più sano, più sicuro e più equo”.

Effettuare un’analisi della situazione sulle politiche sanitarie e valutare il livello di conformità del programma Wash; stabilire obiettivi e la roadmap per migliorare Wash in un periodo di tempo definito; individuare degli standard nazionali per implementare i servizi Wash e innescare meccanismi di responsabilità; migliorare e mantenere operativa l’infrastruttura di Wash nel tempo; monitorare e revisionare periodicamente gli indicatori; accrescere le competenze della forza lavoro in ambito sanitario; coinvolgere le comunità nel fornire feedback sui servizi sanitari; condurre ricerche e condividere l’apprendimento per testare approcci innovativi e rivedere le strategie programmatiche. Sono queste le otto azioni consigliate nel Rapporto dedicato alle buone prassi affinché i governi possano migliorare i servizi Wash. Queste azioni possono generare notevoli ritorni sugli investimenti sotto forma di miglioramento della salute materna e neonatale, prevenzione delle infezioni batteriche, arresto delle epidemie e miglioramento della qualità dell’assistenza.

di Tommaso Tautonico





Essilor Luxottica trova l’accordo con Delfin

Cè finalmente laccordo e la pace è ormai siglata tra EssilorLuxottica e Delfin sulla governance. A darne notizia una nota in cui si specifica che “l’accordo pone fine a ogni controversia in essere tra le parti”. 

Secondo i termini dell’accordo, Leonardo Del Vecchio e Hubert Sagnieres hanno delegato alcuni poteri a Francesco Milleri (vicepresidente-amministratore delegato di Luxottica Group) e Laurent Vacherot (amministratore delegato di Essilor International) affidando loro la responsabilita di implementare la strategia e i processi di integrazione di EssilorLuxottica, accelerando la semplificazione del nuovo Gruppo attraverso l’integrazione delle due societa operative entro i prossimi 12-24 mesi. 

Inoltre, Francesco Milleri e Laurent Vacherot hanno approvato la nomina dei dirigenti con responsabilita strategiche per le funzioni centrali del Gruppo. Laurent Vacherot e stato nominato amministratore in sostituzione di Bernard Hours, che ha chiesto di essere sollevato dal suo incarico. Laurent Vacherot diventera anche membro del Comitato Strategico del Consiglio di Amministrazione. Infine, il Cda ha confermato la ricerca di un nuovo amministratore delegato. Milleri e Vacherot hanno informato il Consiglio che non saranno candidati per questa posizione.





Mobilitazione alla Bombardier, pronto un pacchetto di 16 ore di sciopero

Un pacchetto di 16 ore di sciopero da proclamare nei prossimi giorni. È sempre più tesa la situazione alla Bombardier Transportation di Vado Ligure (Savona), multinazionale canadese dei settori aeronautica e trasporti. All’inizio di aprile la società ha annunciato la cessione del “ramo ingegneria” dello stabilimento ligure (che occupa 50 addetti, mentre sono 530 i dipendenti complessivi), un provvedimento che sembra preludere alla progressiva dismissione dell’impianto. Una dismissione che appare drammaticamente concreta anche alla luce della mancanza di un piano industriale, della penuria di commesse e della decisione della multinazionale (risalente al dicembre scorso) di vendere un cospicuo numero di asset non strategici (per complessivi 900 milioni di dollari), con il conseguente taglio di oltre 5 mila posti di lavoro in tutto il mondo nei prossimi 12-18 mesi, pari al 7,2 per cento dell’intero personale.

“Questo spacchettamento indebolisce il sito produttivo e rende ancora più concreta la prospettiva di chiusura delle attività di produzione alla fine dell’estate, una volta ultimate le 40 locomotive Dc3 per Mercitalia”, scrivono le segreterie di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil Savona e la Rappresentanza sindacale unitaria. I sindacati spiegano che “lo sciopero verrà articolato in modo tale da mettere in difficoltà il gruppo rispetto alle scadenze con i clienti, sia rispetto alla consegna del materiale rotabile sia rispetto alla consegna del materiale di supporto per le attività esterne realizzate nei cantieri, perché a questo punto non è più possibile tergiversare”.

Fiom, Fim e Uilm invitano Bombardier a “fornire assicurazioni con fatti concreti sui carichi di lavoro, che esiste la volontà di mantenere il sito produttivo”, oppure, viceversa, a dire chiaramente che “il passo successivo alla cessione di ingegneria sarà la chiusura della produzione, rendendo pertanto evidente il fatto che la continuità produttiva del sito di Vado Ligure passa unicamente dalla ricerca di un nuovo soggetto che opera nel settore della produzione materiale rotabile”. I sindacati, in conclusione, invitano tutte le forze politiche a “darsi da fare affinché si eviti un nuovo omicidio industriale, con conseguente macelleria sociale in una provincia già stremata dalla crisi. Il fortissimo disagio sociale presente rischia di creare un clima di tensione esasperato e, come rappresentanti dei lavoratori, potremmo non essere più in grado di mantenere la pace sociale sino a oggi assicurata”.

La situazione è deflagrata il 29 aprile scorso, quando i lavoratori della multinazionale, al rientro dalle giornate festive del 25 aprile, hanno scoperto che “nei locali oggi utilizzati per la funzione ingegneria è stato costruito un vero e proprio muro dotato di porta tagliafuoco e di maniglia antipanico, frazionando pertanto gli uffici che dovrebbero essere nelle intenzioni di Bombardier affittati a Segula, società francese che acquisirà il ramo d’azienda da fine maggio. I lavoratori occupati in ingegneria vengono quindi di fatto ‘segregati’ in quei locali”. Per i sindacati l’apertura della procedura di cessione dell’ingegneria “rappresenta il primo passo formale per lo scorporo delle attività prima della chiusura dello stabilimento”.

Per Fiom, Fim e Uilm è evidente che “la richiesta arrivata a Bombardier, dalle istituzioni locali prima e poi dal ministero dello Sviluppo economico nell’incontro del 19 aprile, di non procedere con azioni propedeutiche alla cessione del ramo d’azienda fino alla riconvocazione del prossimo incontro al ministero, previsto per metà maggio, sia stata clamorosamente disattesa”. Bombardier, dunque, non ritiene “di dare alcun valore alle richieste delle istituzioni e utilizza il management italiano, incapace di opporsi a qualunque volontà del gruppo, per portare avanti, in disprezzo alle normative di legge, i propri piani”. Piani che a Fiom, Fim e Uilm sembrano ormai chiari: cedere ingegneria senza garanzie per i lavoratori, chiudere le attività di produzione e mantenere, anche se non si sa dove e per quanto tempo, il service. “Quello che è evidente – concludono i sindacati – è che lo ‘spezzatino’ iniziato è finalizzato a chiudere un sito produttivo presente nel nostro territorio dal 1905, uno stabilimento che ha sempre consegnato al gruppo importanti utili grazie a performance tra le migliori di tutta Europa”.

L’ultimo incontro tra azienda e sindacati si è tenuto il 19 aprile scorso a Roma, presso il ministero dello Sviluppo economico. A chiusura del vertice Mariano Carboni (responsabile Fiom nazionale per il settore ferroviario) e Andrea Mandraccia (segretario generale Fiom Vado Ligure), dopo aver confermato tutta la loro contrarietà alla cessione di ramo d’azienda, sottolinearono altresì “come il problema principale sia l’assenza di un piano industriale per il consolidamento e il rilancio del sito. Infatti, non c’è alcuna traccia della volontà di portare a Vado Ligure le locomotive Dc3 per il mercato estero europeo, condizione che costringerà la fabbrica a essere senza carichi di lavoro a fine estate”. Nello stesso tempo, i due esponenti sindacali ricordarono anche di “essere sempre in attesa della formalizzazione del contratto per la produzione di 14 treni per Trenitalia per l’Alta velocità, cosa che porterebbe due anni di lavoro al sito”.

Carboni e Mandraccia, inoltre, rimarcarono anche “la mancanza di novità sul fronte della collaborazione con Hitachi (strategica per Bombardier) per la produzione dei treni a potenza distribuita, destinati al trasporto regionale. Situazione dove si è ancora fermi alla lettera d’intenti, cui non si è più dato seguito”. La Fiom, insomma, chiede alla multinazionale di fare una scelta chiara. “È da settembre scorso – concludono i due esponenti sindacali – che stiamo aspettando un piano industriale degno di questo nome. Se Bombardier non garantisce più il sito produttivo, allora occorre lavorare a un piano B, verificando la disponibilità da parte di altri gruppi a rilevare lo stabilimento. Occorre lavorare a una governance del settore produzione di materiale rotabile, che garantisca i siti produttivi presenti sul territorio nazionale. Riteniamo ci siano tutte le condizioni per farlo”.




I lavoratori portuali di Genova da tre mesi senza stipendio

Da tre mesi senza stipendio. “I lavoratori delle ditte Gmg e Campanella, impegnati nel sito delle riparazioni navali del Porto di Genova, la scorsa settimana sono stati costretti ad effettuare uno sciopero”. Domani (14 maggio) gli operai saranno presenti al Consiglio regionale. Lo afferma in una nota la Fiom del capoluogo ligure.

“Le due aziende in grandi difficoltà economiche – si legge in un comunicato delle tute blu – non hanno rispettato l’accordo sindacale che prevedeva il rientro graduale delle spettanze nei confronti dei dipendenti e oggi la situazione è fortemente critica. Nemmeno l’incontro in Prefettura, avvenuto in concomitanza con lo sciopero, è riuscito a sbloccare la situazione. All’incontro infatti erano presenti i rappresentanti aziendali che hanno dato rassicurazioni circa il pagamento degli stipendi entro la scorsa settimana, fatto che, puntualmente, non si è verificato”.

 




Furlan (Cisl): "Che errore puntare su quota 100 e salario minimo"

La centralità del lavoro nel ricostruire il Paese è qualcosa che ha anche a che fare fortemente con i valori della persona e della comunità. Se scema il valore del lavoro è ovvio che la semplificazione di tutto diventa un elemento per sminuirne la sua portata economica e sociale di impostazione della vita di una comunità e, dentro la comunità, della persona. Basta vedere quanto poco nell’ultima legge Finanziaria si è prefigurato come investimenti sulla crescita, sullo sviluppo e di conseguenza sul lavoro. Oggi non è il momento dello scontro ma del rafforzare l’economia e quindi la qualità della vita del Paese. Non è un caso che nella manifestazione unitaria del 9 febbraiio scorso abbiamo dato indicazioni precise rispetto agli interventi di cui c’è bisogno per far ripartire l’Italia: lo sblocco di grandi, medie e piccole infrastrutture materiali e immateriali; la valorizzazione attraverso investimenti dell’innovazione tecnologica, il tema dell’impresa 4.0 e investimenti su formazione e ricerca. Importante in un momento come questo mettere al centro il lavoro.





Grillo: “Berlusconi è davvero smarty. Un tenerone…

Silvio Berlusconi è “un omino davvero smarty: si accuccia logicamente, mentre è costretto a scandire le parole. Un tenerone, ma attenzione… dritti con le orecchie! Lui crede in un’inquietante immortalità che aspetta soltanto lui: nella sua confusa insalata di parole speriamo che il suo amico Vladimir gli compri un altro bel lettone dove fare a cuscinate con il suo Matteo preferito… si ma quale sarà?”. Beppe Grillo torna a farsi sentire come commentatore politico e in un post sul suo blog personale dedica una recensione alla recente apparizione del leader di Forza Italia a Porta a Porta, ospite di Bruno Vespa. 

La conclusione del post, in particolare, vira però sull’attualità, con un passaggio velenoso dedicato al vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, leader della Lega, non chiamato per nome: “Grande, un gigante – dice il fondatore e garante del M5S ancora parlando di Berlusconi – che pensa alle mamme di tutta Italia: coraggio Silvio, la nostalgia di un cialtrone a 90 gradi è rilassante in confronto alle improvvisazioni dello sceriffo senza cavallo e senza pistola (solo il giaccone!). Che il duello fra voltafaccia abbia inizio!”, conclude Grillo. 

Quanto a Berlusconi, nel resto dell’intervento sul suo blog Grillo lo definisce “spettacolare”, “onesto” – ma fra virgolette – e “deboluccio” e lo deride perché “sembra non rendersi conto del fatto che Toti (il presidente della Regione Liguria, ndr) lo tradirà”. Per l’ex leader M5S “il re dello share propone di nuovo la strategia della caciara, non ha altro da offrire, ciò che resta di lui insieme ad un populismo very strong. Ma ricordate: Silvio non regala mai nulla e nessuno regala nulla a lui, non era audience ma solo ‘coda per curiosi’. Non resiste, parla di colpevoli ed innocenti, si rivolge al peggio del paese, come sempre”. 

Secondo il comico genovese “abbiamo di fronte una versione depotenziata del più grande bugiardo della storia italiana. Frena di colpo per essere superato da tutti, quanto a sparate! Una nuova tecnica, non si butta via neppure il più imbarazzante dei curricola, anche dall’età non si butta via nulla… Una mossa che neppure Senna o Maradona sapevano fare così velocemente”.





Contratto di governo, Di Maio stoppa Salvini: “Il testo sulle Autonomie regionali va riscritto…”

Il testo degli accordi per l’Autonomia regionale vanno “scritti nei prossimi mesi” in modo che “non attentino all’unità nazionale”. Lo ha detto il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, incontrando la stampa a Matera. 

“I rapporti con Lega non è vero che peggiorano. Il tema è molto semplice: finchè restiamo nel contratto – ha detto Di Maio – ci sono tante cose da fare e il governo va avanti. Se parliamo di una serie di derive come quelle degli ultimi mesi, il M5s non sta zitto. Per esempio l’autonomia: non può creare una scuola o una sanità di serie A e B. Dobbiamo scrivere nei prossimi mesi un provvedimento per l’autonomia che non attenti all’unità nazionale”, ha aggiunto il vicepremier. 

E sempre contro la Lega dice: “Quando parli di governo del cambiamento non puoi fare l’occhiolino a Berlusconi”.





Ricercatori, la mobilitazione per i diritti non va in cantina

 

Non si ferma la mobilitazione dei “Ricercatori determinati”. Dopo le assemblee dell’autunno scorso, i precari dell’università continuano la loro protesta con il tour primaverile di aprile e maggio negli atenei. La piattaforma rivendicativa “Stesso Lavoro. Stessi Diritti. Perché Noi No?” resta la stessa, di sempre, così come l’appoggio di Flc Cgil e Adi per discutere “un sistema del reclutamento ordinato e ciclico” e una riforma del pre-ruolo necessaria “per dare certezza e stabilità agli organici di ricerca e docenza”.

Questa settimana sono previste due iniziative: oggi, 13 maggio, a Bologna e domani, 14 maggio, a Modena. Per la settimana prossima sono addirittura quattro gli appuntamenti in programma: il 20 a Firenze, il 21 a Pisa, il 22 a Torino e il 23 a Padova.

Il 14 maggio in Piazza di Montecitorio anche i lavoratori degli Enti di ricerca faranno sentire la propria voce con un presidio per la ricerca pubblica e per la stabilizzazione dei precari. Iniziativa unitaria è nata dai dipendenti del Cnr, e poi si è estesa. 

Il tema del precariato dei ricercatori universitari, in effetti, resta centrale. Ad oggi, fa sapere la Flc, “solo il 9,2% dei precari universitari riesce a raggiungere il ruolo di professore a tempo indeterminato”. Tutti gli altri vengono espulsi dal sistema. Per questo “un intervento urgente è necessario, ma questo non può essere altro che un investimento su università e ricerca in linea con quello delle grandi democrazie europee”.

Intanto una recente ordinanza del Tar del Lazio, che ha rimesso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea un ricorso intentato da un ricercatore, evidenzia l’ormai insostenibile abuso da parte degli atenei dei contratti a tempo determinato, che si somma alle diverse tipologie di contratti parasubordinati. Nel mese di maggio in Parlamento dovrebbe essere incardinata una proposta di legge su preruolo unico e già in Commissione istruzione si sta discutendo un piano di riarticolazione del reclutamento universitario.

Per tutte queste ragioni Flc e Adi proseguono, insieme a tante realtà locali, la mobilitazione dei Ricercatori Determinati, in un calendario di assemblee diffuse “con l’obiettivo di discutere dei contenuti delle proposte in campo e rafforzare la partecipazione e la mobilitazione dei precari della ricerca e della didattica universitaria”. “Non c’è più tempo – dicono –, servono riposte concrete e adeguate”.





Posti vacanti nell’industria e nei servizi, le stime Istat

L’Istat rende disponibili on line – su I.Stat, all’interno del tema “Lavoro e retribuzioniOccupazione dipendente e retribuzioni” – le stime preliminari del tasso di posti vacanti nelle imprese dell’industria e dei servizi.

Nel primo trimestre 2019, il tasso di posti vacanti destagionalizzato è pari all’ 1,1% nel complesso delle attività economiche considerate, all’ 1,0% e all’ 1,1% rispettivamente nei due settori aggregati dell’industria e dei servizi. Rispetto al trimestre precedente, l’indicatore diminuisce di 0,1 punti percentuali per il complesso delle attività economiche, sintesi di un decremento di 0,1 punti percentuali nell’industria e di 0,2 nei servizi.





Unioncamere prevede a maggio oltre 400mila contratti di lavoro

Dovrebbero essere circa 430mila le entrate programmate dalle imprese a maggio ed oltre 1,35 milioni osservando il trimestre maggio-luglio 2019. Nel mese in corso, oltre alla conferma di una crescita congiunturale dei contratti (+14mila rispetto ad aprile), più sostenuta nei comparti manifatturieri e nelle costruzioni, torna in positivo anche l’andamento tendenziale della domanda di lavoro (+4mila rispetto a maggio 2018). I segnali di ripresa mostrati nel primo trimestre del 2019 dal sistema produttivo italiano si riflettono anche sulle scelte delle imprese di accrescere, sia in chiave di breve che di medio periodo, i contratti attivabili nel mese di maggio. Come mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, l’industria evidenzia una crescita complessiva di contratti pari a circa 11mila attivazioni in più rispetto ai dodici mesi precedenti (+9,5% in termini percentuali), con incrementi positivi in tutti i comparti. Si confermano in questo ambito particolarmente attivi i settori più vocati all’export, come la meccatronica e la metallurgia (rispettivamente +10,6% e +12,4% le entrate previste in chiave tendenziale), insieme al Sistema Moda che mostra un incremento di oltre 1.300 posizioni rispetto a maggio del 2018. In crescita anche le costruzioni, che evidenziano una previsione di entrate di oltre il 10% superiore rispetto all’analogo periodo del 2018. Il terziario, invece, registra una flessione del 2% circa rispetto a maggio dell’anno scorso, con un calo di oltre 6.600 contratti programmati. Pur in un quadro generale negativo, spiccano tuttavia i servizi dei media e comunicazione che mostrano il tasso di incremento tendenziale più accentuato (+11,5%), anche se in valori assoluti le performance migliori si registrano nel settore turistico, con un incremento di oltre 2.200 contratti rispetto al maggio 2018. In questo mese si registra una sostanziale stabilità del tasso di imprese che assumono (pari al 17% del totale) e un’incidenza delle figure di difficile reperimento sul totale delle entrate previste simile a quella registrata negli ultimi tre mesi (28%).
Come mostra il Borsino delle Professioni presente nel Bollettino mensile, gli andamenti dei comparti industriali sono un volano per la crescita della domanda prevista di operai specializzati e conduttori di macchine (+11% rispetto a maggio 2018), con elevate difficoltà nel reperire, in particolare, fonditori, saldatori, lattonieri e altre professioni simili (59%) e operai di macchine automatiche e semiautomatiche per lavorazioni metalliche e per prodotti minerali (52,9%). Per quanto riguarda il territorio, le entrate previste a maggio risultano in crescita rispetto allo stesso mese del 2018 nelle regioni del Centro (quasi +8mila). Di segno opposto le attese del Sud e Isole (-8mila entrate). In lieve calo la domanda per le regioni del Nord Est (-2mila), più che compensata dagli ingressi programmati nel Nord Ovest (+6mila).





Redditi, in dieci anni scesi dell’8,7%

Nel periodo 2008-2017 gli italiani hanno visto il proprio reddito disponibile reale (ovvero il potere d’acquisto) diminuire dell’8,7%. Così i dati Eurostat. Peggio dell’Italia, per lo stesso periodo, solo Cipro e Grecia, rispettivamente a -15,4% e -30,8%. Tra gli altri Paesi Ue, 6 sono ancora a livelli inferiori al 2008: Portogallo, Irlanda, Belgio, Austria, Croazia e Spagna. In tutti gli altri Stati europei il livello precrisi è stato recuperato e migliorato. Record in Bulgaria e Romania, con crescita oltre il 28.





Disoccupati di lunga durata in flessione, ma sono sempre un esercito di 1,6 milioni di unità

I disoccupati di lunga durata, quelli in cerca di lavoro da oltre 12 mesi, diminuiscono in Italia nel 2018 fissandosi a 1,6 milioni di unità (-81.600) ma sono il numero più elevato in Ue. Tra Sud (594.000) e Isole (312.000) i disoccupati da oltre un anno sono oltre 900.000, un dato di molto superiore a quello dell’intera Germania (600.000) nella quale però vivono 82 milioni di persone a fronte dei 20,6 residenti al Sud. Emerge dai dati Eurostat secondo i quali in Campania (286.000) e Calabria (105.000) ci sono più disoccupati di lunga durata dell’intero Regno Unito (352.000).

Si allarga ancora il divario tra il tasso medio di occupazione femminile in Europa (63,3%) e quello italiano che sale ma resta sotto il 50% (al 49,5%). Lo si legge sulle tabelle Eurostat riferite al 2018 secondo le quali dopo la Mayotte, regione d’oltremare francese, ci sono quattro regioni italiane agli ultimi posti con la Sicilia che scende dal 29,2% del 2017 al 29,1%. Lavora poco più di una donna su quattro tra i 15 e i 64 anni a fronte del 62,7% in Emilia Romagna e il 72,1% in Germania. Ha un’occupazione inferiore al 30% anche la Campania seguita da Calabria e Puglia.