La prima volta di una vettura di Formula 1 in Calabria

Motorshow 2Mari regala ai calabresi un’esclusiva assoluta: per la prima volta nella storia, una monoposto di Formula 1 si esibirà in Calabria, permettendo a tutti gli appassionati di vivere dal vivo l’adrenalina che solo una vettura del genere può consentire. Tutto ciò si avvererà durante l’evento, in programma dall’uno al nove giugno nell’area portuale di Saline Joniche, che si appresta a scrivere una pagina di storia indelebile negli annali motoristici italiani. Sarà la pista “Gilles Villeneuve” ad ospitare la Minardi PS04B, vettura che si è ritagliata uno spazio nella storia della Formula 1, grazie al sapiente lavoro della casa automobilistica guidata da Giancarlo Minardi. L’esibizione avverrà nei giorni di sabato e domenica (1 e 2, 8 e 9 giugno). La pista è il risultato di un lavoro lungo e complesso reso possibile dall’opera da Anas, partner ufficiale dell’evento. La “Villenueve”, con i suoi 865 metri di lunghezza e sei di larghezza, conta una tribuna capiente ed un’illuminazione che permetterà l’attività anche in notturna. Per tutti gli appassionati, però, c’è un evento dentro l’evento: proprio il patron della storica scuderia italiana sarà l’ospite d’onore del Motorshow 2Mari nelle giornate dell’uno e due giugno, sin dall’inaugurazione del mattino. Giancarlo Minardi è un nome che non ha bisogno di tante presentazioni nel panorama dell’automobilismo sportivo mondiale. Il grande artigiano delle quattro ruote il cui valore travalica abbondantemente i confini nazionali. Spinto dal fuoco della passione, si è gettato a capofitto in una grande e difficile avventura, superando tanti ostacoli e creando con genuino impegno e professionalità la sua scuderia. Che ha dato i natali ha talenti cristallini della F1. Uno su tutti il due volte campione del mondo ed ex ferrarista Fernando Alonso. Assieme a Giancarlo Minardi, nei due weekend, sarà presente uno dei pilastri della scuderia dell’epoca, un professionista che ha contribuito alla nascita della monoposto: l’ingegner Gabriele Tredozi, progettista e già direttore tecnico della Minardi, dal 2001 al 2005 e con un curriculum che lo colloca fra le figure più apprezzate nel mondo della Formula 1. Proprio Tredozi, nei giorni scorsi, è stato nella sede del Motorshow, fornendo alcuni suggerimenti che hanno permesso di apportare accorgimenti tecnici in pista, necessari proprio per l’esibizione di una Formula 1. Accolto dal direttivo presieduto da Vincenzo Moscato, l’ingegner Tredozi ha instaurato un rapporto di proficua collaborazione con gli organizzatori. Per il ricco calendario di eventi in programma con il magico rombo dei propulsori in prima fila, per la qualità di livello assoluto dei rappresentanti di questo mondo che l’animeranno e per le storie di umana passione che verranno raccontate. A partire proprio da quella di Giancarlo Minardi, reduce dall’enorme successo del “Minardi Day” (l’iniziativa a lui dedicata), che ha portato sul circuito di Imola oltre 15mila appassionati. Evento a cui hanno preso parte attivamente i personaggi più significativi della F1 e che, dunque, dona al “Motor Show 2Mari” un ulteriore crisma di internazionalità, oltre che di entusiasmo allo stato puro. Non poteva essere diverso per un appuntamento di grande richiamo che mette al centro le emozioni che i motori regalano. E la storia di Giancarlo Minardi è mossa dall’emozione e dal fortissimo desiderio di coltivare una passione antica. Come quella di Enzo Ferrari. Romagnolo di Faenza, classe 1947, Minardi cresce in un ambiente familiare in cui respira da subito aria e odori che diventeranno ben presto familiari. Il padre, infatti, gestisce un’importante concessionaria Fiat, la più antica di Faenza. Nel 1972 fonda la Scuderia del Passatore gareggiando in Formula Italia e Formula 3, che diventa Scuderia Everest nel ’74 facendo il salto nell’importante Campionato Europeo di F2. Dal 1980 la squadra, gestita interamente da Giancarlo, cambia definitivamente nome in “Minardi Team” e giunge il primo grande successo con la vittoria di Michele Alboreto a Misano nell’81. Che proprio grazie a questa vittoria si rivela come astro nascente dell’automobilismo sportivo. Nel 1984 Minardi decide di fare il grande passo. L’ingresso in F1 l’anno successivo. E ci riesce divenendo negli anni il simbolo di una realtà che, con pochi mezzi ma grandi capacità, fiuto e organizzazione timbra dignitosamente la sua presenza nella massima formula. Ma non solo. La scuderia italiana diventa soprattutto un laboratorio di piloti emergenti a cui Giancarlo offre il volante delle sue monoposto per lanciare la propria carriera nel firmamento della velocità. Minardi è un grande talent-scout e dalla sua struttura transitano piloti del calibro di Alessandro Nannini, Pierluigi Martini, Andrea De Cesaris, Gianni Morbidelli, Alex Zanardi, lo stesso Michele Alboreto, Giancarlo Fisichella, Marc Gené, il già citato Alonso, Mark Webber e Jos Verstappen (padre di Max). Un’avventura bellissima in F1 anche se tra tante difficoltà economiche, durata vent’anni (dal 1985 al 2005), romantica e dal sapore unico del mondo delle corse di un tempo. Vent’anni prima della cessione definitiva del team alla Red Bull, che la trasformò nell’attuale Toro Rosso. Conservando, tuttavia, la storica vocazione di scuderia scopri-talenti. Non dimentichiamo, infatti, che a Faenza lasciò un marchio indelebile nel 2008 l’attuale ferrarista Sebastian Vettel, trionfatore del Gp d’Italia. In F1 Minardi ha fatto sognare i suoi tifosi con Pierluigi Martini. Il pilota di casa ottenne il primo punto del team nel Mondiale di F1 nel 1988, fece un intero giro in testa al Gp del Portogallo del 1989 e qualificò addirittura in prima fila una vettura di patron Giancarlo nel primo Gp del 1990 a Phoenix, accanto al poleman Gerhard Berger con la Mclaren-Honda. I migliori risultati complessivi furono il settimo posto finale nella Classifica Costruttori del 1991 con vetture dotate dei motori Ferrari e l’ottavo nel 1993 con i Ford. Nella vita formulistica di Giancarlo Minardi c’è anche un grande spazio per la nota amicizia con il pilota più amato dell’epoca moderna: il grande e compianto Ayrton Senna. Il quale, prima del tragico decesso a Imola nel 1994, gli confidò di voler concludere con la sua scuderia la carriera in F1. La scuderia Minardi ha oggi un’erede di primo piano: si tratta della Toro Rosso che, nel 2006, ha acquisito la storica azienda di Faenza e rappresenta oggi una solida realtà nel mondo della Formula 1.





Produttori agricoli pugliesi disperati, appello al Governo sui mancati rimborsi per la perdita dei raccolti

Denuncia della Cia di Puglia sul caso del mancato rimborso della perdita del raccolto degli agrumi a causa del maltempo. A denunciare quanto sta accadendo il Presidente regionale dell’associazione, raffele Carabba: “La mancata apertura della campagna assicurativa agrumi, dopo i danni di questi giorni, avvilisce gli agricoltori che hanno perso il raccolto. I produttori sono disperati. Gli agrumi non saranno risarciti: il paradosso è che la grandine è considerata un’avversità garantita ma nessuna compagnia stipula polizze anzitempo. La politica deve trovare una soluzione e rispondere al grido di dolore del mondo agricolo in ginocchio”. Va detto che la situazione che si è determinata con le grandinate di straordinaria portata delle ultime 24-36 ore, tutte concentrate in una vasta area, che va dal Tarantino al Barese fino alla Basilicata, è drammatica e non più sostenibile da parte degli agricoltori. La campagna per assicurare gli agrumeti in caso di danni da grandine non è partita in quanto viene ritardata rispetto alle altre colture in considerazione dei tempi di raccolta. Sono state azzerate anche intere piantagioni, raccolti di frutta e verdura sono andati persi, sono stati pesantemente danneggiati vigneti e uliveti. “Bisogna essere chiari - ha aggiunto Carrabba - La questione di cui stiamo parlando è ‘antica’ e risaputa. Noi della CIA Agricoltori Italiani di Puglia l’abbiamo sollevata e risollevata, stiamo lanciando questo grido d’allarme da anni, facendo proposte, spiegando che la legge sulle calamità naturali e il sistema delle assicurazioni per i rischi in agricoltura devono essere cambiati, radicalmente, attraverso una discussione che coinvolga le organizzazioni agricole e recepisca le istanze provenienti da un mondo agricolo esasperato. Non è vero che sappiamo solo lamentarci, chi continua ad affermarlo offende la propria e l’altrui intelligenza, oltre a non capire la portata del dramma vissuto da chi ha visto la distruzione, davanti ai propri occhi, di ettari ed ettari di produzione. Sono stati vanificati investimenti rilevanti, i sacrifici di un anno intero. I produttori di cui stiamo parlando danno lavoro a migliaia di persone. Si tratta di un’economia importante, di giornate di lavoro, di reddito e sostentamento per tante famiglie. Lasciare che questa gente sia costretta a risollevarsi senza il benché minimo aiuto significa essere pronti ad accettare che molte aziende agricole falliscano, chiudano i battenti, lascino a casa i loro lavoratori. Il Governo prenda coscienza di questo stato di cose, trovi le risorse per intervenire sull’emergenza e, subito dopo, convochi le associazioni agricole per discutere le modifiche alla legge sulle calamità e i possibili interventi sul sistema delle assicurazioni contro gli eventi calamitosi”, ha ribadito con forza Raffaele Carrabba. “Gli agricoltori pugliesi aspettano ancora i ristori conseguenti alle nevicate del 2017. A tutt’oggi non abbiamo notizia di che fine abbiano fatto le pratiche e a che punto siano le istruttorie”, ha ricordato il presidente regionale di CIA Puglia. “Lo stesso vale per altre calamità pregresse: i tempi sono biblici. Per i produttori non c’è la benché minima certezza, ogni volta che si verifica un evento calamitoso, di poter contare su un sostegno. Se un’azienda dovesse aspettare i tempi della burocrazia per rialzarsi sarebbe già fallita. Per questo motivo chiediamo che sia fatta chiarezza sulle situazioni pregresse e si intervenga celermente su quanto accaduto nelle ultime 24-36 ore su gran parte della Puglia". Domenica è stata colpita quasi tutta la regione. Nel Barese, ad esempio, ingenti sono stati i danni anche a Putignano, Turi, Alberobello, Conversano, con l’intero settore delle ciliegie gravemente danneggiato. Proprio la CIA, nell’immediatezza dei disastri causati dalle grandinate, aveva chiesto alla Regione di muoversi celermente per lo stato di calamità. Particolarmente bersagliate le zone di Ginosa, Mottola e Castellaneta Marina, in provincia di Taranto, ma anche la Valle D’Itria, Monopoli e parte della provincia di Bari. Sono state colpite anche Altamura, Gravina in Puglia e Martina Franca. A Palagiano sono stati danneggiati agrumeti e uliveti. Grandine e piogge torrenziali si sono abbattuti su orti e frutteti, ma anche e pesantemente sugli alberi di ulivo. In alcuni casi, soprattutto a Castellaneta, la grandine ha avuto un impatto tanto violento da rendere inutile la protezione dei teli in plastica posti a difesa dei vigneti e delle reti. Per ciliegie, albicocche, mandorli, alberi da frutto in genere e anche ortaggi, la grandinata subita è l’ennesima “bomba” su una stagione già drammatica per gli agricoltori. Particolare impressione destano le immagini dei vigneti del Tarantino. Danni anche a Palagianello e a Palagiano per una fascia di oltre 10 chilometri lungo l’arco jonico e fino alla Basilicata. Tutte le colture sono state colpite: agrumi, ulivo, ortaggi a pieno campo e fruttiferi. 




Furbetti del cartellino scoperti e arrestati in una Asl di Foggia. C’è anche un Primario

Ancora un caso che fa vergognare la pubblica amministrazione. E’ sempre la solita storia, quella del recarsi al lavoro, timbrare e poi lasciare l’occupazione per fare altro. Questa volta è accaduto alla Asl di Foggia dove otto dipendenti e tra questi, pensate bene anche un primario timbravano e lasciavano il lavoro. Gli episodi sono stati tutti documentati dalla Guardia di Finanza, che su ordine della magistratura ha disposto il fermo ai domiciliari per gli indagati. Per loro è scattata, naturalmente, anche la sospensione dal servizio. Per tutti gli indagati è scattata l’accusa di truffa.




Erasmus, archiviato il caso della strage del pullman in Spagna

La giustizia spagnola ha ritenuto di dover archiviare il caso della strage del pullman degli studenti Erasmus in cui persero la vita 13 studentesse che erano in Spagna per partecipare al progetto. Tra le giovani vittime sette ragazze italiane. Secondo il giudice spagnolo titolare dell’inchiesta, non ci sarebbero gli elementi necessari per arrivare a processo. Non finisce però tutto qui, visto che i legali delle vittime hanno ora la possibilità di far ricorso al Tribunale di appello. Dove l’atto che blocca tutto potrà essere formalmente impugnato. Insieme alla parte legale si muove anche quella politica. Il Consiglio regionale della Toscana (tre sudentesse erano di questa regione ndr) ha chiesto alla Giunta “di attivarsi con ogni iniziativa utile nei confronti di governo e Parlamento, affinché, anche alla luce della possibile riapertura del caso da parte delle autorità giudiziarie spagnole, queste si facciano carico di supportare con tutti i mezzi a disposizione i genitori della studentessa toscana nella battaglia, dolorosa ma necessaria, per l’affermazione definitiva della verità". Solo nei prossimi mesi dopo il ricorso in Corte di Appello e dopo anche l’intervento del nostro Governo presso le autorità di Madrid, si saprà come si chiuderà, o nella migliore delle ipotesi, si riaprirà il caso.





Trasporto aereo. Piloti ed assistenti di volo spostano lo sciopero al prossimo 24 giugno

La Federazione Nazionale del Trasporto Aereo (ANPAC, ANPAV e ANP) e la Confael Trasporti Assovolo (Assocrew e Assopiloti) in rappresentanza della stragrande maggioranza dei naviganti di Alitalia iscritti, pari ad oltre 1500 Piloti ed Assistenti di Volo, si sono riuniti in assemblea per definire una posizione comune ed una serie di azioni a supporto del progetto di rilancio della nuova Alitalia. Visto il differimento al 15 giugno deciso dal Ministro Di Maio per la ricezione delle offerte vincolanti e conseguente definizione della compagine azionaria della Nuova Alitalia, le sigle sindacali, ritenendo intempestiva ed inopportuna l’azione di sciopero prevista per il 21 maggio, hanno differito lo sciopero di 24 ore di Piloti ed Assistenti di Volo di ALITALIA al prossimo 24 giugno. Nella medesima data scioperano anche i Controllori di Volo aderenti a FAST CONFSAL. 





Scuola, Cobas conferma lo sciopero per il prossimo 17 maggio

Mentre Cgil, Cisl e Uil hanno trovato una prima intesa sul comparto della Scuola chi non si arrende sono i Cobas, che restano in agitazione e confermano il blocco delle scuole il prossimo 17 maggio. Il sindacato guidato da Bernocchi va giù durissimo: “Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno accettato il pacchetto di fuffa propinato loro dal presidente del Consiglio Conte ed hanno revocato lo sciopero indetto insieme a noi e ad altri sindacati per il 17 maggio. Particolarmente clamorosa – continua la nota - è stata l’accettazione da parte dei Cinque delle promesse sul punto fondamentale dello sciopero, la regionalizzazione. Il governo ha scritto che verrà rispettata la Costituzione – e vorremmo vedere – in quanto “si impegna a salvaguardare l’unità e l’identità del sistema nazionale di istruzione garantendo lo status giuridico di tutto il personale regolato dal CCNL. Ossia, l’ovvio, mentre le ulteriori aggiunte per “garantire la tutela dell’unitarietà degli ordinamenti statali e dei curriculi…e il sistema di reclutamento”, non impegnano seriamente il governo: “unitarietà” non significa “unità” ma al massimo alcune regole comuni generali e poi differenze significative su tutto il resto. Mentre, se si è davvero contro la regionalizzazione, l’unico impegno che conta è quello di far uscire l’istruzione dalla legge sull’”autonomia differenziata”. Fuffa totale è anche il punto sulla vicenda contrattuale e salariale. Infatti il governo si limita solo ad un generico impegno “per reperire risorse in occasione della legge di bilancio 2020”: promessa ridicola, non suffragata nè da cifre nè da dati credibili, ancor più risibile se si tiene conto che negli ultimi anni docenti ed Ata hanno perso oltre il 20% di salario reale e un investimento che dovesse anche solo riportare i salari a livello del decennio scorso esigerebbe un impegno sostanziale dei ministri economici nella prossima Legge di bilancio di cui non c’è il minimo sentore. Fuffa al 100% anche per gli ATA, niente sulla carenza degli organici, niente sui sovraccarichi di lavoro, sugli stipendi da fame, sugli orari e sulle mansioni, ma solo una promessa di ulteriore gerarchizzazione, in particolare verso i DSGA. L’unico punto dove lo sforzo truffaldino è un po’ più sofisticato è quello riguardante la stabilizzazione dei precari, laddove si promettono in futuro percorsi privilegiati per chi ha i 36 mesi di insegnamento (“il governo individuerà adeguate modalità per agevolare l’immissione in ruolo del personale docente con esperienze di servizio di almeno 36 mesi”) ma per il qui ed ora (“transitoriamente”) si parla solo di concorsi “riservati selettivi”, ben sapendo che percorsi del genere “selettivi” sono già stati attivati per i prossimi mesi. Appare dunque lampante che: a) ai Cinque sindacati di lottare sul serio contro la regionalizzazione non è mai davvero interessato e hanno recitato questa sceneggiata solo per affermare la loro presenza sulla scena nazionale; b) Conte non può sfidare nè il “dominus” vero del governo, e cioè Salvini, nè il “sub-dominus” Di Maio, non sapendo neanche se resterà a Palazzo Chigi dopo le Europee. Ma è altrettanto evidente l’effetto immediato della vergognosa resa dei Cinque: subito dopo l’annuncio del ritiro, Salvini ha rilanciato l’imposizione, rivolta ai subordinati a 5 Stelle, di far approvare la regionalizzazione addirittura prima delle elezioni europee. A riprova di quanto sia importante che lo sciopero del 17 maggio, ultima possibilità per i lavoratori/trici della scuola di bloccare la catastrofica regionalizzazione, sia massimamente partecipato, malgrado la ritirata dei sindacati concertativi che ancora una volta hanno dimostrato quanto sia utile per i governi avere di fronte sindacativi “collaborativi”.





Assegno di divorzio, cambiano le regole. Approvata la nuova legge

L’aula della della Camera ha approvato la proposta di legge di riforma dell’assegno divorzile. Nessun voto contrario, 386 i voti favorevoli e 19 gli astenuti. Grande soddisfazione è stata espressa dal Sottosegretario alla Giustizia Morrone, che così ha spiegato il provvedimento: "L’obiettivo è quello di aggiornare e migliorare questa materia rispetto a una realtà sociale certamente mutata nel corso degli anni, - spiega Morrone - arrivando a un intervento normativo che superi la ’visione patrimonialistica del matrimonio’ quale sistemazione definitiva. Non è infatti da ritenere più attuale il riferimento al tenore di vita goduto durante il matrimonio come parametro per la determinazione dell’assegno in esame".

"Le modifiche –si legge ancora nella nota diffusa da Morrone- che intervengono sull’art. 5 della legge in materia di ’divorzio’ (898/1970), stabiliscono che, con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale possa disporre l’attribuzione di un assegno a favore di un coniuge tenuto conto di determinate circostanze. La durata del matrimonio; le condizioni personali e economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi dopo lo scioglimento del matrimonio; l’età e lo stato di salute del soggetto richiedente; il contributo personale e economico dato da ciascun coniuge alla conduzione famigliare e alla formazione del patrimonio di ognuno o di quello comune; il patrimonio e il reddito netto di entrambi; la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive, anche in considerazione della mancanza di un’adeguata formazione professionale o di esperienza lavorativa, quale conseguenza dell’adempimento dei doveri coniugali nel corso della vita matrimoniale.

L’impegno di cura di figli comuni minori, disabili o comunque non economicamente indipendenti. Un’altra novità riguarda la possibile temporaneità dell’attribuzione, in caso di difficoltà economiche transitorie. Si stabilisce, inoltre, che l’assegno non è dovuto, non solo in caso di nuove nozze, ma anche in caso di unione civile con altra persona o di stabile convivenza del richiedente, anche non registrata’’. Il provvedimento, ha avuto una condivisione piena e trasversale da parte dell’Assemblea parlamentare, quindi è stato del tutto condiviso.





Blitz della Guardia di Finanza a Padova: 12 arresti, decine di perquisizioni ed un sequestro preventivo di beni per 8,5 milioni di euro

Militari della Guardia di Finanza di Padova, sono impegnati dall’alba di questo mercoledì 15 maggio, in una operazione che ha permesso l’arresto di 12 persone, tutte responsabili, a vario titolo, dei reati di riciclaggio e distrazioni tributarie. L’operazione ha anche portato al sequestro preventivo di beni per 8,5 milioni di euro. Oltre 100 le perquisizioni personali e domiciliari in uffici ed appartamenti privati. Il blitz è scattato su ordine della Procura di Padova che lo ha emesso con una apposita ordinanza del Gip.





Inquietante intimidazione alla Sindaca di Torino Appendino. Busta con proiettile recapitata in Comune

Un plico con all’interno un proiettile è stato consegnato in queste ore negli uffici del Comune di Torino. La busta era indirizzata alla Sindaca Appendino. La notizia, resa nota dal Corriere della sera nell’edizione locale torinese, è stata confermata dagli inquirenti. E’ il secondo episodio di intimidazione  nei confronti della giovane amministratrice del M5S. Alcuni mesi fa, con le stesse modalità, era arrivato sempre negli stessi uffici, un altro plico con esplosivo all’interno. Ora a Palazzo di Città, le isure di controllo e contrasto saranno ulteriormente rafforzate.  "Questi tentativi di intimidazione non sortiscono alcun effetto e, anzi, spronano a continuare a svolgere il mio ruolo di Sindaca con la massima determinazione". Così la sindaca su Facebook. " Non si sa quale sia il mittente - aggiunge - ne quali siano le motivazioni".





Unicredit pensa all’acquisizione di Commerzbank

Era nell’aria ma in queste ore è diventata notizia, ovvero il tentativo di acquisizione di Unicredit della Commerzbank. Secondo le ultime indiscrezioni la nostra banca avrebbe chiesto a Lazard ed in particolare al banchiere Asmussen, oltre che Jp Morgan, di studiare la possibilità di una offerta d’acquisto dell’istituto tedesco.  Da Unicredit nessun commento. La notizia, diffusa dall’agenzia di stampa Reuters, sembrerebbe certa ed ha immediatamente infiammato i mercati:  Unicredit, il cui titolo era praticamente in parità, è scivolato in terreno negativo, mentre la quotazione di Commerzbank si è apprezzata per oltre cinque punti. Solo nelle prossime ore ci saranno ulteriori notizie, anche se probabilmente restarà il silenzio dei diretti interessati.





Ecco la previsione di Confcommercio sullo stato di salute dell’Italia: “Quadro di stagnazione”

Nuovo grido d’allarme sullo stato dell’economia nazionale. Questa volta a lanciarlo è la Confcommercio con il suo ufficio studi che legge la mancata ripresa, ma neppure la recessione. Ad aprile micro rimbalzo dei consumi su marzo, con turismo, auto e un po’ di alimentare. Il PIL nel secondo trimestre potrebbe collocarsi tra 0 e +0,2 congiunturale. Si conferma, quindi, un quadro di stagnazione, con proiezione della "crescita" attorno a +0,3% nel complesso del 2019. A causa delle tensioni internazionali, i rischi di peggioramento dello scenario prevalgono sulle possibilità di correzioni al rialzo. I principali indicatori congiunturali continuano ad evidenziare una dinamica molto debole, con andamenti non omogenei. A marzo la produzione industriale, dopo un bimestre positivo, ha segnalato un brusco ridimensionamento registrando, al netto dei fattori stagionali, una contrazione dello 0,9% congiunturale e dell’1,5% su base annua. Per contro l’occupazione ha evidenziato a marzo una crescita con un +0,3% rispetto al mese precedente e, come a febbraio, un +0,5% nel confronto annuo. A confermare la fragilità del quadro economico, la fiducia di imprese e famiglie si è ridotta nel mese di aprile. La fiducia delle famiglie consumatrici è scesa dello 0,6% congiunturale, mentre il sentiment delle imprese dello 0,4% (-6,0% il tendenziale). Ad aprile 2019 l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) è aumentato dello 0,2% in termini congiunturali, recuperando parzialmente quanto perso nel bimestre precedente, e dello 0,3% nel confronto con lo stesso mese del 2018. In termini di media mobile a tre mesi si conferma la moderata tendenza al ripiegamento avviatasi ad inizio 2019.  Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di maggio 2019 si stima, su base mensile, un aumento dello 0,1%. Nel confronto con lo stesso mese del 2018 il tasso d’inflazione dovrebbe collocarsi allo 0,9%, in modesta discesa rispetto ad aprile.





L’industria manifatturiera della Lombardia in trend positivo. Unioncamere e i numeri di Milano, Monza, Brianza e Lodi

La produzione lombarda conferma il dato congiunturale positivo ma in rallentamento per l’industria (+0,4%), mentre per l’artigianato è negativo (-0,5%). Anche il dato tendenziale presenta lo stesso schema (+0,9% l’industria e -0,3% l’artigianato), confermando il processo di decelerazione in atto evidenziato maggiormente dai segnali negativi provenienti dagli ordini e anche dal fatturato. Migliorano le aspettative sulla domanda estera e interna, sebbene quest’ultima rimanga in area negativa. In peggioramento, invece, le aspettative degli imprenditori industriali per la produzione, che entrano in area negativa probabilmente a causa dello scenario economico incerto che incide sul clima di fiducia delle imprese. Quadro peggiore per l’artigianato, con saldi negativi per tutti gli indicatori. Il focus di approfondimento sul credito e la finanza aziendale riporta un quadro positivo, con uno spostamento delle imprese verso indici di indebitamento inferiori e un’ampia quota di imprese che dichiarano di non aver riscontrato criticità nelle condizioni applicate ai finanziamenti. L’autofinanziamento e il credito bancario sono le principali fonti di finanziamento a cui le imprese lombarde fanno ricorso principalmente per realizzare investimenti produttivi e per avere maggior liquidità di cassa. I dati presentati derivano dall’indagine relativa al primo trimestre 2019 che ha riguardato un campione di più di 2.600 aziende manifatturiere, suddivise in imprese industriali (più di 1.500 imprese) e artigiane (più di 1.100 imprese). Nel primo trimestre 2019 si registra ancora una variazione congiunturale positiva della produzione industriale (+0,4% destagionalizzato), ma in decelerazione, dopo la ripresa più consistente dello scorso trimestre (+0,9%) che ha interrotto la recessione tecnica di metà 2018. La crescita tendenziale, anch’essa in decelerazione rispetto ai trimestri precedenti, viene confermata (+0,9%). Il dato congiunturale delle aziende artigiane manifatturiere svolta nuovamente in negativo (-0,5% destagionalizzato) dopo il dato stazionario registrato lo scorso trimestre. Anche il dato tendenziale risulta in contrazione (-0,3%) e questo per la prima volta da metà 2013. L’indice della produzione industriale, sale a quota 112,3 (dato destagionalizzato, base anno 2010=100) avvicinandosi ancora al massimo pre-crisi (pari a 113,3 registrato nel 2007). Per le aziende artigiane l’indice della produzione flette a quota 97,7 (dato destagionalizzato, base anno 2010=100), ancora sotto quota 100. Da un punto di vista settoriale il 2019 si apre con un risultato complessivamente positivo della produzione, ma in peggioramento, con un incremento del numero di settori in area negativa (6 settori su 13). I mezzi di trasporto (-3,2%), il tessile (-2,9%) e l’abbigliamento (-1,7%) registrano le contrazioni più intense a cui si associano le variazioni negative più contenute delle industrie varie (-0,6%), della gomma-plastica (-0,3%) e del legno-mobilio (-0,1%). Contribuiscono maggiormente al dato positivo complessivo gli incrementi registrati dai minerali non metalliferi (8,3%), dalla chimica (+2,4%), dalla meccanica (+1,8%) e dagli alimentari (+1,2%). In crescita, ma con intensità minore, il settore delle pelli-calzature (+0,8%), della siderurgia (+0,2%) e delle carta-stampa (+0,2%). Per l’artigianato, l’analisi settoriale evidenzia una maggior diffusione del segno negativo che interessa la maggior parte dei settori (8 su 11). Oltre al comparto moda, già in sofferenza negli scorsi trimestri (tessile -3,0%; pelli-calzature -1,7%; abbigliamento -1,1%), si segnala la forte contrazione della siderurgia (-10,4%). Con variazioni negative meno intense si segnalano anche la carta-stampa (-2,6%), la gomma-plastica (-1,9%), le manifatturiere varie (-0,9%) e il legno-mobilio (-0,2%). Con incrementi tendenziali dei livelli produttivi in questo trimestre si segnalano solo gli alimentari (+0,3%), la meccanica (+0,4%) e i minerali non metalliferi (+2,9%). Il dato medio generale nasconde andamenti differenziati fra le imprese: scende al 43% per l’industria la quota di aziende in crescita, in ulteriore diminuzione rispetto ai trimestri precedenti, mentre aumentano quelle in contrazione (37%) e quelle stazionarie (21%). Nell’artigianato si registra un andamento simile con la quota di aziende in crescita che scende al 37% e quelle in contrazione salite al 36%. Aumentano anche le aziende stazionarie (27%). Il fatturato a prezzi correnti per l’industria cresce ancora su base annua ma con un ulteriore rallentamento (+1,7%). Al contrario della produzione il fatturato in questo primo quarto dell’anno registra una contrazione congiunturale (-0,4%), la prima dal 2013. Per le imprese artigiane i risultati sono simili con un piccolo incremento tendenziale del fatturato (+0,3%) e una flessione congiunturale (-0,1%). Il dato congiunturale più negativo di questo trimestre proviene dagli ordinativi che sono in contrazione sia per il mercato interno (-1,5%) che per il mercato estero (-0,7%). Il mercato interno registra anche una contrazione tendenziale (-0,9%), mentre per il mercato estero il segno è ancora positivo (+1,0%) ma in decisa decelerazione rispetto anche alla media dello scorso anno (+4,9%). Per le imprese artigiane il quadro è più negativo con tutti i confronti temporali in contrazione: gli ordini interni registrano un -1,6% tendenziale e un -1,0% congiunturale e gli ordini esteri un -0,6% tendenziale e un -0,5% congiunturale. L’occupazione per l’industria presenta un saldo positivo (+0,5%), grazie a un rallentamento del tasso d’uscita sceso all’1,7% e un’accelerazione del tasso d’ingresso che sale al 2,1%, andamenti caratteristici del primo quarto dell’anno dove si concentrano le assunzioni. Considerando la variazione congiunturale al netto degli effetti stagionali la variazione è nulla. In calo il ricorso alla CIG, con una quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione al 6,1% e la quota sul monte ore allo 0,6%. Anche nell’artigianato il saldo è positivo (+0,9%) sempre grazie a un’accelerazione del tasso d’ingresso al 3,0% e un tasso d’uscita in diminuzione (2,1%). Considerando la variazione congiunturale al netto degli effetti stagionali, il risultato rimarca la stabilità dei livelli con una variazione leggermente positiva (+0,4%). In ripresa il ricorso alla CIG, con una quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione al 3,0% e la quota sul monte ore all’1,0%. Le aspettative degli imprenditori industriali sulla produzione sono in peggioramento e tornano in area negativa dopo 4 anni. In flessione anche le aspettative sull’occupazione, anche se il saldo tra ottimisti e pessimisti è ancora positivo. All’opposto migliorano le aspettative per la domanda, sia interna che estera. Il saldo ottimisti-pessimisti per la domanda interna è ancora negativo ma molto vicino al saldo nullo. Anche nel caso dell’artigianato le aspettative danno indicazioni negative con un saldo tra previsioni di crescita e diminuzione in peggioramento per produzione e domanda estera, pressoché stabili ma in area negativa per l’occupazione e in miglioramento ma ancora con una prevalenza di previsioni di diminuzione per la domanda interna. In sintesi, il dato della produzione industriale manifatturiera lombarda ha fatto registrare nel primo trimestre del 2019 una variazione congiunturale leggermente positiva, anche se in decelerazione rispetto al risultato dello scorso trimestre. È questa una delle poche note congiunturali positive che emergono dall’indagine di questo trimestre. Ordini e fatturato sono transitati nella zona negativa. Questo quadro di insieme viene allo stesso tempo confermato dall’artigianato e peggiorato, visto che anche il dato della produzione è in territorio negativo in questo caso. Segnali negativi provengono anche dalla domanda estera che è stata il volano della crescita per la Lombardia in questi ultimi tempi. Ciò è dovuto non solo al rallentamento che sta interessando il commercio internazionale in generale, ma anche alle vicende cicliche che riguardano uno dei maggiori partner della Lombardia e cioè la Germania. Il focus di approfondimento di questo trimestre è dedicato al credito e alla finanza aziendale. Il rafforzamento patrimoniale delle imprese ed il minor grado di dipendenza dal capitale di terzi viene confermato dai risultati della nostra indagine. Negli ultimi cinque anni, infatti, si osserva uno spostamento delle imprese verso indici di indebitamento inferiori, con un aumento sensibile della quota di imprese che dichiara un rapporto mezzi terzi/mezzi propri inferiore a 1 che arriva a sfiorare il 60% sia per l’industria che per l’artigianato. In termini di forme di finanziamento utilizzate l’autofinanziamento e il credito bancario sono le principali fonti sia per le imprese industriali che per le imprese artigiane, utilizzate da quasi il 60% degli intervistati. In particolare, l’autofinanziamento è l’unica fonte di finanziamento dichiarata dal 26% delle imprese industriali e dal 30% delle imprese artigiane. Seguono il leasing e il credito commerciale con un utilizzo pressoché simile nell’industria e nell’artigianato (16-17% il leasing e circa il 7-8% il credito commerciale). Le fonti di finanziamento alternative e più innovative, quali forme di finanziamento on-line (quali: crowdfunding, direct lending, P2P lending, ecc.), venture capital e/o private equity sono scarsamente utilizzate e solo dalle imprese industriali, mentre le imprese artigiane non le utilizzano affatto. È evidente che su questi risultati incide molto il fatto che si tratta di strumenti finanziari relativamente recenti e che, per motivi diversi, si rivolgono principalmente ad un target di imprese abbastanza circoscritto. Le imprese lombarde fanno ricorso al credito principalmente per realizzare investimenti produttivi, nel caso dell’industria (48,6%), e per avere maggior liquidità di cassa nel caso dell’artigianato (45,5%). Queste, comunque, risultano le principali destinazione d’impiego del credito per entrambi i settori. Seguono, con quote simili sia per l’industria che per l’artigianato, gli altri impieghi non meglio specificati e il consolidamento o ristrutturazione del debito. Nel caso dell’industria una quota seppur minima di imprese dichiara di utilizzare il credito anche per acquisire partecipazioni in altre imprese, legate o meno alla loro attività principale. Il giudizio espresso dalle imprese intervistate sui diversi aspetti legati all’accesso al credito confermano un quadro complessivamente positivo, con condizioni applicate ai finanziamenti alle imprese complessivamente distese. La maggior parte delle imprese intervistate (tra l’80 e il 90%) ha giudicato “adeguate” le condizioni di accesso in particolare per la tipologia di strumenti finanziari proposti e la quantità di credito erogabile. Giudizi meno positivi sono stati espressi dalle aziende dell’industria sulle condizioni accessorie (ad esempio, costi di istruttoria e di assicurazione) giudicate “non adeguate” dal 22% delle imprese, il costo complessivo del finanziamento (21%) e le garanzie richieste (19%). Per l’artigianato a presentare i più forti segnali di non adeguatezza sono le condizioni accessorie (ritenute “non adeguate” dal 38% delle imprese), il costo complessivo del finanziamento (37%), il tasso applicato (36%) e le garanzie richieste (35%). I giudizi espressi dalle imprese sull’accesso al credito trovano conferma nell’ampia quota di imprese manifatturiere della regione che dichiarano di non aver riscontrato criticità nelle condizioni applicate ai finanziamenti nel corso dell’ultimo anno. Questo risultato probabilmente risente anche del maggiore ricorso all’autofinanziamento come unica fonte di finanziamento (le imprese non hanno gli elementi per valutare negativamente le condizioni di accesso). Certamente si evidenziano delle differenze tra i due comparti manifatturieri: per l’industria, infatti, il 52% delle imprese non ha rilevato alcuna criticità sulle condizioni di accesso al credito, mentre la percentuale scende al 39% per l’artigianato.





Un sistema Roma per conquistare il mercato turistico cinese

L’assessorato al turismo di Roma Capitale, Aeroporti di Roma e il Convention Bureau Roma e Lazio in missione corale Shanghai in occasione della Fiera Internazionale del Turismo ITB China, la più importante fiera del mercato turistico cinese, sotto l’egida dell’Enit, l’Agenzia Nazionale Turismo Italiano. I partner capitolini, riuniti dalla certificazione Welcome Chinese, per i quali si tratta di un ritorno in Cina dopo il primo appuntamento del novembre scorso a Pechino e Shanghai, sono i protagonisti dell’evento “Rome, the Italian Gateway to your business”, una conferenza rivolta alla stampa e ai principali operatori del settore turistico di tutta la Cina. All’evento partecipano Ettore Sequi, Ambasciatore Italiano nella Repubblica Popolare cinese, il Ministro del Turismo, Gian Marco Centinaio, il Presidente di ENIT Giorgio Palmucci, l’Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro delRoma Capitale Carlo Cafarotti, il VicePresidente del Convention Bureau Roma e Lazio Stefano Fiori e una delegazione di Aeroporti di Roma guidata dal CEO Ugo De Carolis. Sulla scia dell’intensificarsi dei rapporti diplomatici fra i due Paesi dopo la visita ufficiale del premier Cinese nel nostro Paese lo scorso Marzo, l’obiettivo è quello di rafforzare la percezione di Roma quale destinazione ottimamente collegata dalla Cina e quindi porta di accesso al Paese; una destinazione sicura, accogliente ed attenta alle specifiche necessità del turista cinese, sia esso un business o leisure traveler. Per Gian Marco Centinaio, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e del Turismo: “La Cina è il più grande mercato del turismo sia in termini di spesa che di numero di viaggi verso l’estero. Per noi italiani, intercettare sempre maggiori flussi di turisti cinesi consapevoli è la sfida che vogliamo raccogliere. In quest’ottica, nei rapporti con la Cina, l’Italia rappresenta un punto di eccellenza in Europa, grazie all’attrattività della città di Roma e al traffico turistico e business generato dall’aeroporto Leonardo Da Vinci. Il nostro impegno verterà nel potenziamento di questo particolare segmento turistico, volto ad aumentare le opportunità di accrescere la permanenza dei turisti cinesi, spesso giovani, ipertecnologici, curiosi e big spender che considerano l’Italia una vera meta dei sogni, estendendo il soggiorno alle altre location laziali e italiane oltre alla Capitale e aumentando la spesa che i turisti cinesi possono investire in Italia. L’obiettivo è di promuovere il mercato italiano ai viaggiatori cinesi e rendere ancora più appetibile il nostro Paese come meta di vacanza.” Per Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale, l’intensificarsi dei rapporti Italia-Cina è strategico per la promozione di Roma come destinazione turistica, soprattutto dopo il recente ottenimento della certificazione Welcome Chinese per il Colosseo e il suo sistema di guide turistiche: “Roma arriva a Shanghai, orgogliosa di percorrere questi 8mila km di storia, cultura e fascino che nei secoli hanno lastricato la Via della Seta. Lo scambio tra Italia e Cina è sempre più frequente, e passa attraverso il viaggio, l’esperienza ‘emozionale’ che un Paese fa dell’altro. Ecco perché siamo qui a confrontarci sul miglior benvenuto possibile che la Capitale d’Italia possa offrire, in termini d’accoglienza e servizi”. Per il vicepresidente di Convention Bureau Roma e Lazio Stefano Fiori :“A Roma e nel Lazio convergono in questo momento storico una serie di forze che rendono l’apertura al MICE cinese un’opportunità unica. Gli arrivi turistici si moltiplicano e in particolare il mercato cinese è in crescita costante, tant’è che recentemente è entrato nella top ten degli arrivi. Roma è considerata una delle città più sicure a livello internazionale ed è da sempre una della più desiderate al mondo. In più, oggi è sempre più facile da raggiungere dalla Cina, con diverse compagnie in arrivo con volo diretto dalle maggiori città cinesi. Si trova al centro del Mediterraneo e per questo è sempre stata fulcro di attività e di scambi. Oggi siamo qui per approfondire un rapporto di conoscenza con il mondo MICE Cinese in quanto, come Convention Bureau Roma e Lazio, riteniamo che solo attraverso la condivisione, la cooperazione e il networking si possano aprire le porte dello sviluppo. Rivolgersi a noi significa avere a disposizione un’intera offerta coesa e strategica, un sistema in cui convergono tutte le eccellenze.” Il Convention Bureau Roma e Lazio è un esempio concreto dell’importanza di presentarsi come sistema anche per l’offerta congressuale della città di Roma riunendo tutti gli operatori del settore MICE del Lazio, che grazie alla facilità di raggiungere Roma con i voli diretti recentemente implementati e all’attrattività unica al mondo del territorio romano, può sicuramente portare la capitale tra le prime scelte del turismo congressuale anche e soprattutto dalla Cina. Per attrarre il turismo cinese è fondamentale il ruolo da leader europeo che Aeroporti di Roma e in particolare l’aeroporto Leonardo Da Vinci giocano nei collegamenti con la Cina. L’ Amministratore Delegato di ADR Ugo de Carolis ha dichiarato nel corso dell’evento: “Sono molto orgoglioso di essere nuovamente qui, come promesso lo scorso anno, a testimoniare quanto sia sempre più stretto il legame tra l’aeroporto della Capitale e la Cina. L’attenzione che Aeroporti di Roma dedica da diversi anni all’accoglienza di passeggeri e vettori cinesi ha consentito allo scalo di raggiungere e superare traguardi impensabili fino a qualche anno fa. Con dodici città della Greater China direttamente collegate, l’aeroporto di Roma, Leonardo da Vinci, si conferma tra i leader in Europa per numero di destinazioni servite e di vettori attivi. Per il 2019 prevediamo, infatti, un vero e proprio boom di passeggeri da e per la Cina con un incremento del traffico del 20% rispetto al 2018 e il superamento della soglia dei 900 mila passeggeri entro la fine dell’anno”. Il legame tra Roma e la Cina, infatti, è sempre più stretto grazie ai nuovi collegamenti diretti con Hangzhou, Shenzhen e Chengdu che tra poche settimane saranno attivati dall’aeroporto Leonardo da Vinci. Gli oltre 900 mila passeggeri attesi da e per la Cina per il 2019 troveranno un aeroporto sempre piu attento a costruire una “travel experience” totalmente dedicata alle loro specifiche esigenze. Alle numerose iniziative attive da tempo come: la segnaletica in lingua, l’acqua calda gratuita presso tutti i bar e ristoranti dello scalo, la creazione di un sito web e dell’APP Rome Airports in cinese, l’apertura di un official account Wechat, la possibilità di pagamento con UnionPay, Alipay e WeChat Pay, si sommano nuove attività volte ad affermare in particolare la grande convenienza del luxury shopping aeroportuale. La presenza di tutte le migliori griffe del lusso italiane e internazionali è infatti resa unica grazie alla possibilità di acquistare risparmiando il 22% rispetto ai prezzi downtown. Inoltre è possibile trovare una selezione di tale offerta sulla nuova “e-luxury shopping guide” disponibile sul web e sul canale Wechat ADR, attraverso la quale contattare le personal shopper dedicate ai passeggeri cinesi. Ancora un’ultima novità: l’avvio di un miniprogram click & collect di prodotti duty free nell’account WeChat ADR. Tutto questo rappresenta l’attenzione che il Leonardo da Vinci ha per i passeggeri cinesi. L’aeroporto della capitale è il primo scalo al mondo, infatti, a essere stato ufficialmente accreditato come “Welcome Chinese Airport”, tanto da raggiungere nel 2018 il livello “Platinum”, a cui si aggiunge l’altrettanto prestigioso “Chinese Tourist Welcome Award” rilasciato ad Aeroporti di Roma proprio in questi giorni dal China Outbound Tourism Research Institute. Amedeo Scarpa, direttore di Ice Shanghai: "L’Italia sta diventando una destinazione di punta per I turisti cinesi che ci hanno scelto come destinazione preferita per le vacanze del Capodanno Cinese e della festa di Primavera. L’Ice supporta la città di Roma e le sue attività promozionali e i servizi che offre per i turisti cinesi, con l’obiettivo di attrarre non solo i viaggiatori interessati al ricco patrimonio storico culturale artistico Italiano, ma anche il settore turistico congressuale”. Per Jacopo Sertoli, amministratore delegato di Selct Holding e Welcome Chinese: “La missione a Shanghai del Sistema Roma è un esempio intelligente e virtuoso di marketing territoriale che, grazie anche alla certificazione Welcome Chinese che ne accredita le benemerenze presso il Ministero del Turismo, propone Roma come interlocutore privilegiato per gli operatori turistici cinesi presenti all’ITB di Shanghai e può fare la differenza nelll’attrarre futuri flussi turistici”. WELCOME CHINESE è l’unica certificazione ufficiale riconosciuta dal Governo cinese, dedicata all’ospitalità dei viaggiatori cinesi nel mondo, emessa dalla China Tourism Academy in collaborazione con China Central Television (CCTV), rete televisiva nazionale, China UnionPay, unico circuito di carte di credito in Cina ed è rilasciata da Select Holding società italiana scelta da CTA come distributore ufficiale della Certificazione Welcome Chinese.




Le infezioni fanno oltre 40mila morti negli ospedali

Nei giorni in cui viene lanciato a più riprese l’allarme sulla resistenza dei virus agli antibiotici c’è un nuovo allarme rosso, ovvero quello per la mortalità causata dalle infezioni ospedaliere. I pazienti morti nelle corsie sono stati 49.301 nel 2016, contro i 18.668 del 2003. L’Italia conta il 30% di tutte le morti per sepsi nei 28 Paesi Ue, secondo quanto emerge dal Rapporto Osservasalute 2018, presentato a Roma. "C’è una strage in corso", "il fenomeno è sottovalutato, si è diffusa l’idea che si tratti di un fatto ineluttabile", dice Ricciardi, dell’Osservatorio nazionale sulla salute.





Un superato tra Enel e Confagricoltura

C’è un patto tra Enel e Confagricoltura per favorire l’innovazione, l’efficienza energetica, la sostenibilità e i processi di digitalizzazione per aumentare la competitività del settore agricolo. In poche parole è questo uno degli obiettivi nell’accordo che hanno sottoscritto Enel e Confagricoltura  per identificare le possibili sinergie tra il settore energetico e quello agricolo e produrre benefici economici, sociali e ambientali. L’intesa prevede l’istituzione di un tavolo tecnico dedicato alla qualità del servizio elettrico per l’analisi delle esigenze delle imprese, un programma di incontri di formazione per migliorare le condizioni di sicurezza durante lo svolgimento di attività agricole in prossimità di impianti di rete. Enel e Confagricoltura puntano inoltre, attraverso una collaborazione a livello regionale con l’attivazione di un canale diretto per il monitoraggio delle condizioni del servizio elettrico e per agevolare il ripristino delle attività in caso di emergenza. Grazie a questo protocollo le oltre 375.000 imprese associate a Confagricoltura potranno infine beneficiare di un servizio di consulenza commerciale ed energetica che accompagnerà ogni fase dei rapporti contrattuali con le società del Gruppo Enel. “L’intesa - sottolinea Carlo Tamburi, Direttore Enel Italia - dimostra l’approccio sostenibile di Enel e l’attenzione al cliente attraverso l’individuazione di soluzioni innovative in grado di soddisfarne ed anticiparne le esigenze. Il settore agricolo rappresenta per il nostro Paese un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo e la collaborazione con Confagricoltura ci permetterà di migliorare ulteriormente la qualità dei servizi che offriamo alle aziende del comparto”. “L’accordo - afferma Massimilano Giansanti, Presidente di Confagricoltura - vuole contribuire ad assicurare alle aziende associate un adeguato livello di qualità del servizio, anche attraverso il presidio delle situazioni di emergenza. E allo stesso tempo grazie al monitoraggio continuo delle esigenze delle imprese, rafforzare la competitività delle imprese e di tutte le filiere agroalimentari congiuntamente alla sostenibilità delle produzioni agricole”.





Scivolano le entrate tributarie e contributive (-732 mln di euro)

Le entrate tributarie e contributive nel primo trimestre del 2019 evidenziano nel complesso una riduzione, uno scivolone, dello 0,5% (- 732 milioni di euro) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Il dato tiene conto della variazione positiva dello 0,5% (+487 milioni di euro) delle entrate tributarie e della riduzione delle entrate contributive del 2,1% (- 1.219 milioni di euro). L’importo delle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, quindi integra il dato già diffuso con la nota del 6 maggio scorso. Sul sito del Dipartimento Finanze è altresì disponibile il report delle entrate tributarie internazionali del mese di marzo 2019, che fornisce l’analisi dell’andamento tendenziale del gettito tributario per i principali Paesi europei, sulla base delle informazioni diffuse con i “bollettini mensili” di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna. L’approfondimento tematico è dedicato all’analisi della tassazione delle rendite finanziarie in Portogallo. 





Clima impazzito mette a serio rischio i raccolti agricoli

Il clima letteralmente quasi impazzito di queste ore, rappresenta una gravissimo rischio soprattutto per il sistema agroalimentare italiano. Nelle campagne è corsa contro il tempo per salvare i raccolti dall’arrivo della nuova ondata di maltempo sull’Italia. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che a preoccupare sono le previsioni meteo che rischiano di far salire il conto dei 10 milioni di danni subiti fino ad ora dalle coltivazioni in questa pazza primavera segnata dalle forti precipitazioni e da basse temperature che fanno classificare fino ad ora il mese di maggio come il piu’ freddo degli ultimi 15 anni. Nei territori già colpiti dal maltempo i tecnici della Coldiretti sono al lavoro per la verifica dei danni e l’eventuale dichiarazione dello stato di calamità in agricoltura, mentre nelle aree minacciate dalla nuova ondata si stanno stendendo le reti antigrandine a protezione delle colture e si anticipa dove possibile la raccolta di frutta e verdura per metterle al sicuro dalle intemperie. La grandine è l’evento più temuto dagli agricoltori in questo momento perché i chicchi si abbattono sulle verdure e sui frutteti e – continua la Coldiretti – spogliano le piante compromettendo i raccolti successivi, dopo un anno di lavoro. La prima mappa dei danni causati dal maltempo alle produzioni agricole con gli effetti su raccolti, lavoro, prezzi e consumi degli italiani in una pazza primavera ma anche gli ultimi dati elaborati da Coldiretti sul rischio idrogeologico in Italia, sono al centro di un incontro nella sede di  Coldiretti, in Via XXIV Maggio, in occasione della premiazione del primo concorso fotografico “Obiettivo Acqua”, promosso da Coldiretti, Anbi (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) e Fondazione Univerde, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Saranno presenti, tra gli altri, il Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, Francesco Vincenzi (presidente Anbi), Alfonso Pecoraro Scanio (presidente Fondazione Univerde) e Elena Lorenzini (vice capo di Gabinetto Ministero Sviluppo Economico). Con gli effetti dei cambiamenti climatici che si abbattono su un territorio reso già fragile dal consumo di suolo, l’aumento dei rischio per la popolazione va contrastato con la prevenzione a partire da una corretta gestione della risorsa acqua per la sicurezza, ma anche come fattore strategico per il futuro dell’agricoltura italiana.




Il 66,8% della popolazione di 11anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nel 2018

Con l’obiettivo di fornire informazioni dettagliate sul consumo di alcol in Italia, riferite alla popolazione di 11 anni e più, l’Istat rende disponibili i dati rilevati tramite l’indagine Multiscopo sulle famiglie “Aspetti della vita quotidiana’ condotta nel 2018 su un campione di circa 24 mila famiglie. L’indagine è stata condotta con tecnica mista sequenziale Cawi (Computer assisted web interviewing)/Papi (Paper and pencil interviewing).

Nel 2018 il 66,8% della popolazione di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno, percentuale in aumento rispetto al 65,4% del 2017.

La percentuale dei consumatori giornalieri di bevande alcoliche è pari al 20,6%, in diminuzione rispetto a quanto osservato dieci anni prima (27,4% nel 2008).

In aumento la quota di quanti consumano alcol occasionalmente (dal 40,6% del 2008 al 46,2% del 2018) e quella di coloro che bevono alcolici fuori dai pasti (dal 25,4% del 2008 al 30,2% del 2018).





Spread,Tria: "Ingiustificato nervosismo" e Di Maio rilancia sui sostegni alle famiglie

Il ministro dell’Economia in merito all’allargamento dello spread dei titoli italiani nei confronti del benchmark tedesco e al crescente nervosismo dei mercati sull’Italia puntualizza: “Il nervosismo dei mercati, che si legge nelle oscillazioni dello spread, è ingiustificato ma comprensibile alla vigilia di queste importanti elezioni europee. Ingiustificato perché gli obiettivi di finanza pubblica del governo – afferma il ministro Tria in una dichiarazione – sono quelli proposti dal Governo stesso e approvati dal Parlamento con il Documento di economia e finanza. Il Governo è al lavoro perché questi obiettivi siano raggiunti nel quadro di una politica di sostegno alla crescita e all’occupazione”. In serata da registrare anche lintervento del Vicepremier Di Maio sui temi della famiglia che rilancia dopo quanto fatto in queste ore dalla Lega. Di Maio annuncia il nuovo utilizzo dei soldi che non sono serviti a coprire le richieste del reddito di cittadinanza: l miliardo di euro non speso “sarà messo in un fondo per i figli”. E’ quanto ha ribadito il vicepremier Luigi Di Maio, parlando a margine del tavolo tecnico sulla Famiglia. Di Maio ha aggiunto che il fondo con le risorse da destinare alle famiglie con figli sarà creato presto attraverso “un decreto legge”.

“La cosa che ho garantito e garantiamo” al tavolo sulla Famiglia è che “il miliardo di euro che risparmiamo dal reddito di cittadinanza sarà messo in un fondo per il figli per alimentare le politiche familiari in Italia – ha detto Di Maio – lo faremo attraverso un decreto legge e tutte le regole per l’utilizzo di questo miliardo di euro e anche per riorganizzare alcuni strumenti che non funzionano le decideremo insieme alle associazioni che si occupano di famiglie da decenni che chiedono politiche per la natalità”.

Il tavolo per la Famiglia, ha aggiunto il ministro, “ora diventa tecnico e scriveremo le norme che servono ad organizzare l’esistente e a spendere bene i nuovi fondi per recuperare anche nuove risorse in vista della legge di bilancio. Perché un decreto legge? Perché noi abbiamo l’esigenza di creare adesso un fondo ad hoc che dobbiamo fare subito”. Di Maio ha spiegato che il governo si ispirerà “alle proposte che vengono dal Forum delle Famiglie”. Di fatto “una semplificazione del sistema di aiuti alle famiglie, quelli che esistono a volte sono difficili da usare, quelli che esistono penalizzano il ceto medio e quelli che non ci sono vanno implementati”.




Finanziamento illecito ai partiti, indagata Laura Comi e il Presidente di Confindustria Lombardia Bonometti

 

Il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, sarebbe iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta della procura di Milano su appalti e corruzione.  Tra gli indagati è finita anche l’europarlamentare per finanziamento illecito nell’ambito dell’inchiesta. Bonometti era stato ascoltato dai pm della Dda di Milano che indagano sulle presunte tangenti in Lombardia, inchiesta che ha portato, nei giorni scorsi, a 27 arresti. Gli inquirenti starebbero vagliando una fattura da 31mila euro emessa da ’Omr Holding’ che fa capo a Bonometti a ’Premium Consulting’ che vedrebbe tra i soci la candidata di Forza Italia. Si tratterebbe del corrispettivo per consulenze sullo sviluppo di piani legati all’espansione sui mercati europei, un’operazione ora all’esame dei magistrati. Secondo i magistrati, inoltre, Lara Comi avrebbe ricevuto 38mila euro per contratti di consulenza anche da parte dell’ente Afol.





Più larga la platea per il reddito di cittadinanza

"Il decreto è già pronto, credo manchi il veicolo legislativo per valutare le richieste per accedere al reddito di cittadinanza sulla base del reddito corrente: ciò permetterà ai disoccupati in particolari situazioni, percettori di sussidio di disoccupazione o disoccupati da oltre diciotto mesi, di accedere al reddito". Sono le parole del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, registrate in queste ore e che potrebbero riaprire la speranza per tanti esclusi. "Oggi – ha fatto sapere il Presidente dell’Inps - l’Isee corrente possono farlo tutti a determinate condizioni che verranno però allargate a coloro che erano entrati in disoccupazione nel periodo precedente al 18° mese". Contemporaneamente c’è da registrare che Anpal ha dato notizia che "a partire dal 15 maggio, ha messo a disposizione delle Regioni la lista dei richiedenti del reddito di cittadinanza ammessi al beneficio e che possono sottoscrivere un patto per il lavoro. Tale lista viene fornita come supporto alle Regioni per facilitare il primo contatto tra beneficiari del reddito di cittadinanza e centri per l’impiego". "Attraverso Anpal Servizi - prosegue la nota - viene inoltre reso disponibile, già dai prossimi giorni, un servizio di assistenza tecnica ai centri per l’impiego".





Botta e risposta tra Salvini e Toninelli

Mancava nell’agenda politica dei confronti tra M5S e Lega e questa sera è arrivato anche questo, ovvero lo scontro dialettico tra il ministro delle Infrastrutture Toninelli ed il Vicepremier Salvini, tutto contenuto nella normale dialettica su decreto crescita e sbloccacantieri: "C’è il decreto crescita alla Camera e lo Sbloccacantieri al Senato. Le Camere devono impegnarsi a fare questo. Dopo le elezioni e l’approvazione di questi due decreti fondamentali, valuteremo con serenità anche il decreto sicurezza bis". Così il ministro delle Infrastrutture Toninelli, esclude che il decreto voluto dal ministro Salvini arrivi presto in Consiglio dei ministri. Il decreto sicurezza bis "è pronto, lunedì va in CdM", replica Salvini. "La lotta alla camorra non conosce pause elettorali e le coperture ci sono".