La centralità urbana del S.Maria della Pietà al centro di un confronto pubblico

Prosegue il lavoro condiviso e unitario tra istituzioni avviato con il protocollo d’intesa sottoscritto da Roma Capitale, Città Metropolitana, Regione Lazio, Municipio XIV Monte Mario e ASL Roma 1 per l’attuazione della "centralità urbana Santa Maria della Pietà": la progettazione di un’area complessa e diversificata di circa 52 ettari che comprende anche l’ex ospedale psichiatrico più grande d’Europa. Cultura, ambiente, benessere, turismo, agricoltura, servizi al cittadino: queste le vocazioni dell’area e i temi sui quali ruota la visione della "centralità urbana". A metà giugno verrà presentata ai cittadini con un’assemblea pubblica, propedeutica al processo partecipativo che coinvolgerà il territorio e che porterà alla definizione di un "progetto urbano" da sottoporre all’Assemblea Capitolina. I prossimi mesi saranno quindi caratterizzati da percorsi di ascolto e di progettazione, durante i quali le proposte dei cittadini - coerenti con i temi individuati e con le specificità tecniche, storiche e paesaggistiche del comprensorio - verranno armonizzate all’interno di un progetto condiviso, affinché l’uso pubblico del Santa Maria della Pietà diventi una realtà tangibile e integrata con la città. Lo comunicano in una nota congiunta gli enti coinvolti: Roma Capitale, Città Metropolitana, Regione Lazio, Municipio Roma XIV Monte Mario e ASL Roma 1.





Forma ed essenza dei giardini giapponesi sono una realtà nella Capitale

Prosegue il lavoro condiviso e unitario tra istituzioni avviato con il protocollo d’intesa sottoscritto da Roma Capitale, Città Metropolitana, Regione Lazio, Municipio XIV Monte Mario e ASL Roma 1 per l’attuazione della "centralità urbana Santa Maria della Pietà": la progettazione di un’area complessa e diversificata di circa 52 ettari che comprende anche l’ex ospedale psichiatrico più grande d’Europa. Cultura, ambiente, benessere, turismo, agricoltura, servizi al cittadino: queste le vocazioni dell’area e i temi sui quali ruota la visione della "centralità urbana". A metà giugno verrà presentata ai cittadini con un’assemblea pubblica, propedeutica al processo partecipativo che coinvolgerà il territorio e che porterà alla definizione di un "progetto urbano" da sottoporre all’Assemblea Capitolina. I prossimi mesi saranno quindi caratterizzati da percorsi di ascolto e di progettazione, durante i quali le proposte dei cittadini - coerenti con i temi individuati e con le specificità tecniche, storiche e paesaggistiche del comprensorio - verranno armonizzate all’interno di un progetto condiviso, affinché l’uso pubblico del Santa Maria della Pietà diventi una realtà tangibile e integrata con la città. Lo comunicano in una nota congiunta gli enti coinvolti: Roma Capitale, Città Metropolitana, Regione Lazio, Municipio Roma XIV Monte Mario e ASL Roma 1.




Non solo musica al Summer Fest di Roma Capitale

Il 23 giugno inaugura la nuova stagione estiva della Fondazione Musica per Roma all’Auditorium Parco della Musica, più di un mese di concerti dal vivo molti dei quali sarà possibile ascoltare in piedi. Dopo l’apertura con il doppio concerto dei Maneskin il 23 e il 24 giugno, la cavea ospiterà un festival nel festival, RETAPE, una woodstock dedicata alla scena musicale romana con ospiti speciali come Fabrizio Moro, Roberto Angelini, Ainè (28 giugno). E fino al 2 agosto il Roma Summer Festival sarà il nuovo palcoscenico dell’estate romana con ospiti internazionali come Thom Yorke, Steve Hackett, Skunk Anansie, Tears for Fears, Thirty Second To Mars, Toto, Aurora, Diana Krall, Ben Harper, Take That, Apparat, The Cinematic Orchestra, Rufus Wainwright, Angelique Kidjo e molti altri per una stagione unica in Europa. Tra gli artisti italiani novità come Gazzelle, Irama, Bowland, Maneskin e Il Volo, e grandi big da Fiorella Mannoia a Massimo Ranieri, da Gigi Proietti ai Carmina Burana e a Federico Zampaglione dei Tiromancino e molti altri per un’esperienza straordinaria in una venue d’eccezione.





Le specie aliene hanno conquistato il Bioparco di Roma

Vivere, convivere, lottare, soccombere alle specie aliene invasive: queste le tematiche al centro della riunione di esperti dal titolo ‘Alieni a Roma’ organizzata oggi dalla Fondazione Bioparco in collaborazione con Life ASAP(Alien Species Awareness Program) coordinato dall’ISPRA (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per parlare di questa cittadinanza parallela che ormai abita stabilmente le città e delle azioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno. Pappagalli, testuggini palustri americane, nutrie, punteruoli rossi e tanti altri sono in preoccupante aumento a Roma e stanno causando seri problemi alla biodiversità cittadina, fino all’estinzione delle specie autoctone e all’alterazione degli habitat che occupano. Attualmente in Italia sono presenti più di 3.000 specie aliene, introdotte spesso volontariamente, di cui oltre il 15% invasive. A livello europeo, negli ultimi 30 anni, il numero di specie alloctone è cresciuto del 76% e in Italia del 96%. Per contenere tale fenomeno ogni anno l’Unione Europea sostiene dei costi che superano i 12 miliardi di euro. Nella Capitale più di mille coppie di parrocchetto dal collare di origine asiatica, e altrettante di parrocchetto monaco, di origine sudamericana, si contendono i quartieri Parioli il primo, San Giovanni e Appio il secondo. Il punteruolo rosso dell’Estremo Oriente ha cancellato buona parte delle palme dagli orti botanici e dalle piazze; resistono coraggiosamente quelle di piazza di Spagna. “Le sponde del Tevere sono il rifugio di famiglie di nutrie, roditori oversize dall’aspetto simile ai ratti, spiega il Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Francesco Petretti. Le zanzare tigre, è solo questione di giorni, con le copiose piogge di maggio ci faranno ‘vedere le stelle’. I parrocchetti – continua Petretti - cacciano dal nido picchi e storni, cince e torcicolli, le nutrie devastano la flora acquatica dei laghetti nei parchi e del Tevere. Per alcune specie è difficile dare numeri, ma è verosimile sostenere che le testuggini d’acqua americane, le stesse che si vendevano nei luna park a 100 lire, superino le decine di migliaia di esemplari. Fra loro si nasconde anche qualche temibile testuggine azzannatrice americana, un vero mostro dalle mandibole a becco. E l’elenco delle specie aliene invasive, che un tempo venivano definite esotiche, è ancora lungo, e gli effetti negativi che questi animali hanno sull’ecosistema urbano, con tutte le componenti indigene, sono senza precedenti. Le famiglie in visita al Bioparco – conclude Petretti – saranno coinvolte per segnalare la presenza degli alieni nei giardini e per le strade dei quartieri romani”.




Alla Scuola Superiore di Polizia un summit sulla criminalità transnazionale

Il 17 maggio a Roma, presso la Scuola Superiore di Polizia, in via Pier della Francesca 3, si terrà, alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli e del Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Direttore Centrale della Polizia Criminale Prefetto Vittorio Rizzi, il “ Foro di Roma”, conferenza dei Capi delle Polizie di Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Grecia, Italia, Repubblica di Macedonia del Nord, Repubblica Moldova, Montenegro, Romania, Serbia, Slovenia ed Ungheria. La riunione vedrà la partecipazione del Vice Direttore Esecutivo Operazioni di Europol, del Segretario Generale di Interpol, del Direttore Esecutivo di Frontex e del Direttore Generale di SELEC. All’ordine del giorno le strategie di prevenzione e di contrasto delle forme di criminalità transnazionale di maggiore allarme sociale presenti nella regione dei Balcani e che interessano anche il nostro Paese. 





Auto, sharing apprezzato dagli italiani ma l’auto di proprietà…

 

L’auto rimane di proprietà, ma piace la mobilità integrata. Secondo l’annuale studio sui consumatori di Quintegia, realizzato in occasione di Automotive Dealer Day, in corso a Veronafiere, guardando alla mobilità del futuro il 39% degli italiani si aspetta un aumento dell’utilizzo di servizi (noleggio, car sharing, mezzi pubblici), con circa la metà del campione (49%) che prevede di utilizzare formule di car sharing in futuro, soprattutto grazie alla crescente diffusione di questa modalità. Un’apertura alla mobilità condivisa che non sembra però mettere in discussione l’auto di proprietà, indispensabile per il 46% degli italiani e in particolare per le donne, che in più della metà dei casi (51%) si vedono anche nel futuro al volante della propria macchina. Ma quale auto? Sempre stando all’indagine, solo il 13% degli italiani ha una marca preferita e non ne prenderebbe in considerazione altre, mentre sono ben il 40% quelli che scelgono sulla base delle caratteristiche del veicolo, a prescindere dal brand. Tra i due poli, il 34% che sceglie tra un gruppo ristretto di marche e un ulteriore 13% per cui la marca è importante e rappresenta una filosofia. In generale, si rileva come l’attenzione alla gratificazione durante il customer journey diminuisca all’aumentare dell’età, al contrario dell’interesse nei confronti della funzionalità, in crescita progressiva tra gli acquirenti più maturi. Dovendo scegliere tra le diverse formule di acquisto, prevale il ricorso ai finanziamenti (60%), con il 55% degli italiani che fa affidamento sulle formule più tradizionali e il 45% che prende in considerazione anche modalità più flessibili che permettono di decidere se tenere o cambiare l’auto alla scadenza. Regge, soprattutto per i marchi generalisti, l’acquisto tradizionale in un’unica soluzione (41%), e se il leasing chiude la classifica con il 5% delle preferenze, il noleggio a lungo termine attira in prospettiva il 27% degli automobilisti italiani. Secondo l’indagine di Quintegia, sono circa un terzo (34%) quelli che si dichiarano abbastanza informati sulle modalità del noleggio a lungo termine, a cui si aggiunge un 10% di consumatori “molto informati”. La fetta più numerosa, al 38%, è però quella dei poco informati (che ne hanno sentito parlare in generale ma non conoscono i dettagli), mentre il 18% non ne sa nulla. Il livello di informazione aumenta nelle fasce di età più avanzate, tra i consumatori premium e per le auto che superano i 30mila euro. Proprio in questa fascia raggiunge infatti quasi il 60% la predisposizione a prendere in considerazione modelli di abbonamento “all inclusive”, per avere a disposizione, con un canone fisso, un’auto nuova (non di proprietà) con tutti i servizi (bollo, assicurazione, manutenzione, …) compresi. 





Parla il viceministro dell’Istruzione Fioramonti: "Ripensiamo il sistema di valutazione"

 Nell’incontro, si sono affrontati i temi relativi all’utilizzo dei nuovi indicatori BES (Benessere Equo e Sostenibile) per definire gli obiettivi della valutazione della scuola e dei sistemi di alta formazione e ricerca. "E’ fondamentale che l’attuale sistema di valutazione si evolva - dichiara il Vice-Ministro - per incentivare le università che fanno una ricerca più transdisciplinare, integrata, per misurare l’impatto positivo sul territorio e per premiare gli atenei che lavorano in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Come ribadisco dall’inizio del mio mandato (e ancora prima, durante tutta la mia carriera accademica), tali obiettivi devono essere il faro che guida il cambiamento in ogni settore." Alla tavola rotonda hanno preso parte anche il capo dipartimento Università, Ricerca e AFAM Giuseppe Valditara, il capo dipartimento Istruzione Carmela Palumbo, il Presidente dell’ANVUR Paolo Miccoli, la presidente dell’INVALSI Anna Maria Ajello e il presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro Tiziano Treu.

 

 

 

 

 





Nuove opportunità di lavoro alla Mostra d’Oltremare di Napoli con Expo Franchising 2019

Venerdì 17 e sabato 18 maggio torna a Napoli Expo Franchising con la terza edizione del Salone Professionale dedicato al Retail, al Franchising, ai network ed alle Startup si svolgerà alla Mostra d’Oltremare. Il salone è organizzato dalla Progecta di Angioletto de Negri con la collaborazione di Soluzione Italia e rappresenta l’unico salone dedicato organizzato nel sud Italia, nella terza città italiana per numero di startup. Punto forte del salone saranno le cinque aree formative su marketing e business allestite nel padiglione 6 della Mostra d’Oltremare. Oltre 100 le presenze confermate tra speaker, ospiti e giornalisti. L’IMPORTANZA DELL’ACCESSO AL CREDITO Novità della terza edizione di Expo Franchising sarà la creazione del “Finance Village”, un’area in cui chi cerca finanziamenti o aziende di credito troverà il supporto necessario alla propria voglia di fare impresa. L’insufficienza di denaro e le trafile burocratiche ritardano spesso il lancio di progetti franchising. Expo Franchising Napoli si muove perciò in direzione di una maggiore celerità e slancio del mercato franchising. Durante i lavori, Expo Franchisee Napoli fornirà all’espositore franchisor la possibilità di raggiungere il potenziale franchisee e l’intermediario creditizio in grado di fornire il capitale necessario all’attività d’impresa. Il “Finance Village” vedrà la presenza già confermata di BPM, Generali Assicurazioni, Grenke e Creaimpresa. UN CONTEST FRANCHISING PER LE START UP Expo Franchising Napoli promuove e premia lo start up d’impresa concedendo a dieci attività commerciali ed imprenditoriali di esporre la propria idea di business. Il Contest Franchising promosso dalla manifestazione consentirà alle imprese selezionate di tenere uno speech in presenza di una platea di potenziali investitori, franchisee e di istituti di credito e di una giuria competente che selezionerà il miglior progetto per il lancio franchising, La selezione delle migliori idee e startup sarà affidata a BeMyCompany, realtà nazionale di matching fra business angels e imprenditori “in erba”, che guiderà una giuria di investitori chiamata ad individuare e premiare le migliori idee di imprese. INCONTRO CON I PROTAGONISTI DEL FRANCHISING Expo Franchising Napoli è stata pensata per favorire vantaggi primari e collaterali all’espositore franchisor. Oltre all’incontro dei potenziali franchisee, la fiera è strutturata per agevolare matching con i partner di fornitura del franchising, stringere nuovi e più proficui accordi nella catena di fornitura nell’interesse dell’ampliamento delle dimensioni di rete e della maggiore competitività del business. Prevista una sessione di matching che permetterà agli aspiranti franchisee di indicare nelle fasi pre-evento chi desidera incontrare ad Expo Franchising Napoli tra i partner di fornitura. Fra le diverse tipologie di imprese che hanno scelto Expo Franchising 2019 per allargare i confini del mercato spiccano realtà imprenditoriale e finanziarie consolidate ma anche innovative. Susciterà sicuro interesse la presenza di CBWEED, una della più grandi aziende italiane che vende prodotti derivati dalla canapa, da fiori al CBD all’olio di CBD, da prodotti alimentari a prodotti cosmetici naturali. I visitatori potranno poi scoprire L’Energia delle Piante, un’azienda che opera nel settore dei prodotti nutraceutici, alimentari, e cosmetici, fondata nel 1990 da Pietro Rossi e un team di ricercatori farmacisti, biotecnologici, con l’aiuto di alcuni centri universitari. Fra i brand più noti ci sarà Brico Io, società italiana nata nel 1986 per iniziativa di alcuni imprenditori privati esperti di grande distribuzione. Non mancheranno poi i marchi legati al food, come Giappo e www.chickito.it, al turismo con I Dolci Viaggi e Moving People, al mondo delle spedizioni come Mail Boxes, alla formazione finanziaria come Alfio Bardolla Training Group, alla rigenerazione di superfici in pelle, plastica ed altri materiali, relativi al settore dell’automotive, della nautica, dell’aeronautica e del tempo libero come la ColorGlo. Fra i segmenti di mercato più rappresentati in fiera quelli dell’estetica e di illuminotecnica, immobiliare, marketing digitale e comunicazione social, lavoro e formazione, ristrutturazioni, lavaggio auto, di personal branding e assicurative oltre agli espositori del ramo finanziario. APPROFONDIMENTI E WORKSHOP FORMATIVI L’obiettivo di Expo Franchising Napoli è quello di facilitare l’incontro tra domanda ed offerta, e stimolare il miglioramento delle caratteristiche di un progetto franchising. Durante i due giorni di fiera si terranno incontri e speech a tema formazione, start up, franchising e marketing per il franchising. tenuti da professionisti del settore. Presenti avvocati e dottori commercialisti, esperti di blockchain, del settore immobiliare, di marketing, comunicazione digitale, business e vendita figure fondamentali per l’avvio e lo sviluppo di una attività. Il tema principale della fiera sarà la presentazione di tutti gli strumenti a disposizione dell’area marketing per l’accrescimento delle dimensioni della rete: corretto utilizzo dei social network, predisposizione di campagne web e social per il reclutamento nuovi affiliati, funnell ed automation, gestione integrata dell’immagine web e social ad opera della casa madre, ottimizzazione del budget destinato alle attività di marketing, strategie web e social per la ricerca di clienti agli affiliati, ed ottimizzazione della comunicazione per il cliente finale e per l’affiliato. Anche per la sua terza edizione, Expo Franchising potrà contare sul patrocino di Federfranchising Confesercenti, impegnato anche in workshop di orientamento al franchising. Quest’anno si aggiunge anche l’importante patrocinio di IBAN, l’Associazione Nazionale di Business Angels, la prima associazione nata in Italia, nel 1999, a diffondere la cultura dell’angel investing, anche con un particolare focus alle investitrici donne. DE NEGRI: “I GIOVANI DEL SUD HANNO VOGLIA DI LAVORARE” “Il Franchising è una delle più veloci possibilità di fare impresa e creare occupazione in un territorio a basso sviluppo imprenditoriale come il nostro. Vogliamo dare un segnale di smentita a chi vede il sud soprattutto come terra di assistenzialismo. Dimostreremo con i fatti che la voglia di fare impresa e soprattutto la voglia di lavorare è pari se non più alta che in altre aree della nostra nazione che sul lavoro dei meridionali hanno costruito le loro fortune economiche. Oltre a fornire tutte le informazioni utili a chi vuole affacciarsi al mondo del franchising, quest’anno forniremo anche gli strumenti, soprattutto quelli legati al credito, che rappresenta sicuramente la prima voce di cui tener conto quando si vuole entrare nel mondo imprenditoriale, piccolo o grande che sia. Siamo certi che come nelle due precedenti edizioni di Expo Franchising, il nostro impegno e la nostra scommessa saranno premiati ancora una volta da una folta partecipazione di pubblico interessato, come hanno testimoniati tantissimi espositori negli anni passati. Il grosso interesse registrato conferma che a Napoli ci sta bene un Expo Franchising, forse più che a Milano dove ci sono opportunità più importanti per quanto riguarda l’occupazione, in particolare quella dei giovani” commenta l’amministratore di Progecta, Angioletto de Negri.





Cciaa di Milano, Monza, Brianza e Lodi lancia i Voucher digitali per l’acquisto di beni e servizi, formazione e consulenza ed acquisizione di tecnologie abilitanti

Parte il “Bando voucher digitali I4.0 - 2019” della Camera di commercio, che consentirà alle imprese dei territori di Milano, Monza Brianza e Lodi di avere un contributo fino ad un massimo di € 18.000, attraverso un voucher da utilizzare per l’acquisto di beni e servizi funzionali all’acquisizione di tecnologie abilitanti 4.0 e per servizi di formazione e consulenza che permetteranno di attivare un piano di innovazione digitale in azienda. “Con questa iniziativa di contributo, dal valore significativo, la Camera intende favorire gli investimenti in innovazione e digitale da parte delle imprese. La sfida per lo sviluppo si gioca in buona parte su questi temi e come Camera vogliamo affiancare le imprese nel loro percorso di crescita e di adeguamento alle nuove sfide della competizione - ha commentato Alvise Biffi, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Le risorse disponibili per il presente bando ammontano complessivamente a 1.700.000 euro, interamente a carico della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, di cui una riserva di 600.000 euro è specificatamente destinata a finanziare gli interventi a favore delle imprese della filiera del turismo (cos’ come specificate nel Bando). L’agevolazione si concretizzerà in un contributo a fondo perduto (voucher) fino ad un massimo di € 15.000 ad azienda e nel limite del 50% dei costi sostenuti. Per le microimprese e per le imprese costituite ante anno 2000 l’intensità del contributo ammonterà al 60% delle spese e l’importo massimo sale a € 18.000. Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 10.00 del 15 maggio 2019 fino alle ore 12.00 del 16 luglio 2019, esclusivamente con modalità telematica con firma digitale, attraverso lo sportello http://servizionline.milomb.camcom.it/front-rol. Per dettagli sul Bando: https://www.milomb.camcom.it/bando-voucher-digitali-i4.0-2019. Il Bando intende finanziare progetti di innovazione tecnologica ricadenti nelle seguenti categorie: soluzioni per la manifattura avanzata; manifattura additiva; realtà aumentata e virtual reality; simulazione, integrazione verticale e orizzontale, industrial internet e IoT; cloud; cybersicurezza e business continuity; Big Data e Analytics; soluzioni tecnologiche digitali di filiera finalizzate all’ottimizzazione della gestione della supply chain, della logistica e della gestione delle relazioni con i diversi attori; software, piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio; soluzioni per l’applicazione e implementazione di software relative all’ Intelligenza Artificiale; soluzioni per l’applicazione e implementazione di software relativi alla blockchain; sistemi di e-commerce; sistemi di pagamento mobile e/o via Internet; fintech; sistemi EDI, Electronic Data Interchange; Georeferenziazione e GIS; Tecnologie per l’in-store customer experience; RFID, barcode, sistemi di tracking; System integration applicata all’automazione dei processi. Tutte le iniziative presentate rientrano in un progetto più ampio di valorizzazione dell’impresa 4.0, che ha già visto la creazione dei Punti Impresa Digitale (PID), sportelli di supporto alle imprese allestiti presso le sedi delle Camere di commercio. Presso il PID della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, le imprese del territorio potranno ricevere informazioni sulle opportunità offerte dal Piano nazionale Impresa 4.0, richiedere una valutazione del grado di maturità digitale della propria impresa per verificare le soluzioni più adatte per il miglioramento del proprio posizionamento sul mercato e avere indicazioni sulle linee di finanziamento attive per la creazione e lo sviluppo di servizi e prodotti I4.0. Per maggiori informazioni http://www.milomb.camcom.it/punto-impresa-digitale e a livello nazionale www.puntoimpresadigitale.camcom.it. Sono quasi 119.000 le imprese del settore digitale in Italia, in crescita del 31% nel confronto con l’anno 2015. In Italia prima per numero di imprese è Roma con 12.879 posizioni, a seguire Milano (12.831), Napoli (5.910), Torino (5.331) e Brescia (2.696). In Lombardia il dato complessivo è di 25.176 imprese, pari al 21% nazionale ed in crescita del 30% rispetto all’anno 2015. In regione prima Milano con 12.831 imprese attinenti il settore digitale, seguita da Brescia (2.696 imprese), Monza Brianza (2.090). Bergamo (2.067) e Varese (1.479).





Confcommercio: "Crescita è illusione ottica"

Confcommercio conferma le sue previsioni sullo stato dell’economia italiana e soprattutto sulla crescita che viene classificata come una ‘Illusione ottica’ e confermando che il Paese è praticamente bloccato". Così il direttore dell’ufficio studi Confcommercio, Bella, presentando l’Outlook Italia 2019 di Confcommercio-Censis. La recessione "è superata tecnicamente, ma siamo a livelli di crescita talmente esigui che (...) pochi credono alla ripresa. La sensazione di sfiducia e paura c’è ed è abbastanza netta", aggiunge Bella. "C’è una fascia tra il 30-40% dei cittadini che non è neppure in grado di dire se è pessimista o ottimista sui prossimi 6 mesi di vita economica". 





Maltempo fuoristagione, Coldiretti mappa capillarmente il territorio italiano

L’ondata di maltempo fuori stagione ha devastato le aziende agricole dove è andato perso un intero anno di lavoro per i danni causati alle produzioni stimati in oltre dieci milioni di euro, tanto che in molte regioni sono state avviate le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità, ma è importante anche la sospensione del pagamento delle imposte e dei contributi per assicurare la ripresa produttiva delle imprese e il ripristino delle strutture danneggiate. E’ quanto emerge dal bilancio della Coldiretti in occasione della premiazione del primo concorso fotografico “Obiettivo Acqua”, promosso da Coldiretti, Anbi (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) e Fondazione Univerde, con la presenza del presidente Ettore Prandini e del ministro dell’Ambiente Sergio Costa. E il conto potrebbe aumentare nelle aree minacciate dalla nuova perturbazione dove – sottolinea la Coldiretti - si stanno stendendo le reti antigrandine a protezione delle colture e si anticipa, dove possibile, la raccolta di frutta e verdura per metterle al sicuro dalle intemperie. Tra le situazioni più gravi c’è I’Emilia Romagna soprattutto a causa dell’esondazione dei fiumi. Nel Bolognese sono a serio rischio pescheti e vigneti mentre nel Cesenate – informa Coldiretti – sono ingentissimi i danni conseguenti all’esondazione del Savio. Fragole, ciliegi e albicocchi precoci sono sotto un metro d’acqua. A ciò si aggiunge la proliferazione incontrollata, a causa dell’acqua stagnante, della drosofila, o moscerino della frutta, dannosissimo per la frutta rossa. Ma si teme anche per le frane. In provincia di Modena la grandine ha colpito vigneti e pere. Grandine con chicchi grandi come pietre anche in Puglia, soprattutto nelle province di Taranto, Bari e Lecce dove sono stati colpiti vigneti, frutteti e campi di grano, compromettendo soprattutto la raccolta delle ciliegie, con la perdita fino al 60% della varietà Bigarreau e Giorgia. Danni pesanti anche ad albicocche, uva e agli agrumi in fiore. Ma soffre anche la Lombardia, dove sale la conta dei danni a partire dalle campagne bresciane dove – spiega Coldiretti - si segnalano campi allagati, alberi sradicati da terra, terreni per l’alimentazione degli animali compromessi, stalle scoperchiate e vigneti ricoperti da una coltre bianca con i filari di vigna colpiti dai chicchi di ghiaccio. Il maltempo si è abbattuto anche sugli ortaggi, con la distruzione di cinquanta ettari di insalate e radicchio, e sulle serre, danneggiate con teli strappati e strutture compromesse, mentre in alcune aziende si è perso fino al 100% del raccolto di foraggi per animali. Nel Milanese, la grandine ha tritato campi di orzo, frumento, mais e ortaggi in pieno campo, mentre il vento ha abbattuto numerosi alberi: la zona più colpita è quella a ovest del capoluogo. Guai anche nel Bergamasco e in provincia di Cremona, dove la grandine e il forte vento hanno colpito mais, frumento, orzo e piante da vivaio, oltre a scoperchiare tetti delle stalle. Nel Mantovano la grandine ha distrutto pere e meloni, oltre a zucche e fragole. Ma problemi si segnalano anche nelle altre province. In Piemonte i chicchi di ghiaccio del diametro di tre centimetri hanno colpito il Torinese e l’Astigiano distruggendo le coltivazioni di orzo e grano e danneggiando i vigneti. Nel Monferrato, in particolare si arriva fino al 70% dei raccolti persi. Danni anche tra Novara e Vercelli dove sono stati colpiti mais e ortaggi. Semine di mais in ritardo o comunque sospese causa campi allagati in Veneto, chi ha già provveduto dovrà ripetere l’operazione a causa dell’asfissia radicale delle pianti. Le api sono in ritiro forzato, a causa della basse temperature, nonostante la piena fioritura di acacie, tiglio e castagno. Nel Bellunese – rileva la Coldiretti - ci sono malghe non raggiungibili causa frane. I terreni sono inzuppati d’acqua e quindi nessuna lavorazione è praticabile. In provincia di Padova, Coldiretti rileva che gli ortaggi in serra, dove hanno tenuto le strutture, sono salvi ma in pieno campo i danni sono considerevoli. L’ondata di maltempo ha provocato un certo ritardo nella maturazione di alcuni prodotti, ad esempio le ciliegie sui Colli Euganei. Idem per le varietà di Vicenza dove il raccolto delle primizie è andato perduto a causa delle forti grandinate. Nelle Marche, in provincia di Ancona, gli agricoltori lamentano fino al 90% di perdite del grano e la pressoché totalità di danni su girasole, vigne, olivi, ortaggi come carciofi, piselli, fava e frutta oltre a qualche struttura. Gravi i danni nel Lazio dove la grandine ha colpito soprattutto, secondo Coldiretti, nella zona di Latina devastando coltivazioni, piante e strutture. Nell`agro pontino la grandine è caduta abbondante soprattutto nelle campagne tra Aprilia, Cisterna e zone limitrofe, distruggendo vigneti, coltivazioni e piantagioni, in particolare di kiwi e cocomeri. Danni anche alle strutture come serre e tunnel. In Abruzzo si segnalano allagamenti di campi di ortaggi a causa dell’esondazione del fiume Nora nel Pescarese, mentre in Basilicata una violenta grandinata si è abbattuta sul Metapontino interessando una fascia che attraversa l’intera piana e le aree più interne, dove potrebbe essere stata compromessa la produzione di ciliegie. Ma in alcune zone – prosegue Coldiretti - ci sono stati danni gravi anche agli agrumi in fase di fioritura. Serre danneggiate e coltivazioni distrutte anche in Sardegna nel Nuorese.




La denuncia: “In Italia oltre due milioni e mezzo di famiglie vivono sotto la spada di Damocle di alluvioni e frane”

Sarebbero, secondo le stime della Coldiretti, oltre due milioni e mezzo di famiglie italiane che risiedono in territori esposti al rischio di alluvioni, a causa di un Paese reso sempre più fragile dai cambiamenti climatici e dal consumo di suolo. Il Rapporto, che è un vero e proprio bollettino di guerra, è stato reso noto in occasione della premiazione del primo concorso fotografico “Obiettivo Acqua”, promosso da Coldiretti, Anbi (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) e Fondazione Univerde, con la presenza del presidente Ettore Prandini e del ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Il pericolo di alluvioni o frane interessa – spiega Coldiretti - ben il 91,1% dei comuni italiani (7.275) ma la percentuale sale al 100% per Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Molise, Basilicata, Calabria e Val d’Aosta, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Abruzzo e Lazio hanno rispettivamente il 99,7% e il 98,7% dei centri a rischio, mentre il Piemonte si “ferma” al 94,7%, ma sopra quota 90% ci sono anche Campania, Sicilia e Trentino Alto Adige. In fondo alla classifica si piazza, invece, il Veneto, dove i comuni in pericolo sono “appena” il 64,6%. Un fenomeno aggravato dal consumo di suolo con l’abbandono delle campagne e la cementificazione che – denuncia Coldiretti - solo nell’ultimo anno hanno causato la scomparsa di 100mila ettari di terra coltivata, pari alla superficie di 150mila campi da calcio, dopo che negli ultimi 25 anni era già sparito il 28% delle campagne. L’erosione di territorio agricolo a beneficio di asfalto, edifici e capannoni causa il fenomeno dell’impermeabilizzazione del terreno che non riesce ad assorbire l’acqua aumentando il rischio di inondazioni. Su un territorio meno ricco e più fragile si abbattono infatti – continua la Coldiretti – gli effetti dei cambiamenti climatici, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali e bombe d’acqua i cui effetti si fanno sempre più devastanti. “In un Paese comunque piovoso come l’Italia che per carenze infrastrutturali trattiene solo l’11% dell’acqua, occorre un cambio di passo nell’attività di prevenzione”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “bisogna evitare di dover costantemente rincorrere l’emergenza con interventi strutturali”. Il primo passo è “la realizzazione di piccole opere di contrasto al rischio idrogeologico, dalla sistemazione e pulizia straordinaria degli argini dei fiumi ai progetti di ingegneria naturalistica”, ma allo stesso tempo – continua Prandini – “serve un piano infrastrutturale per la creazione di invasi che raccolgano tutta l’acqua piovana che va perduta e la distribuiscano quando ce n’è poca, con la regia dei Consorzi di bonifica e l’affidamento ai coltivatori diretti. Non è pensabile che la legge sul consumo di suolo approvata da un ramo del Parlamento nella scorsa legislatura sia finita su un binario morto in attesa della discussione in Senato. Dobbiamo togliere dalla palude questa norma importante per il futuro dell’Italia e approvarla prima possibile”, conclude Prandini. Serve salvare la terra fertile in Italia, serve un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola anche attraverso la piena attuazione della legge di orientamento che – ricorda Coldiretti - consente alle pubbliche amministrazioni di stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale. Allo stesso modo servono misure per sostenere e rilanciare gli allevamenti, a partire da quelli di montagna e delle aree interne, che garantiscono la manutenzione del territorio. Per limitare gli effetti devastanti del maltempo occorre inoltre – aggiunge Coldiretti - contrastare ogni forma di abusivismo e avviare un piano per la riforestazione delle aree ad alto rischio. Infine, occorre intervenire sulla manutenzione del verde urbano per garantire la sicurezza anche nelle città – conclude Coldiretti – coinvolgendo direttamente le imprese agricole nelle iniziative di riqualificazione ambientale. Quest’ultimo punto potrebbe, oltre che essere di grande utilità per la riqualificazione del territorio, rappresentare anche una ancora di salvezza in un comparto decisamente in crisi.




Visco (Banca d’Italia): chiede di ridurre il debito per contenere lo spread

"Lo spread "è sopra 270 punti base, più del doppio di inizio 2018, prima delle elezioni" e l’alto livello del debito "espone l’Italia alla volatilità del mercato finanziario". Lo dice il governatore della Banca d’Italia Visco. "Non è più rinviabile una credibile strategia di ridurre il debito", spiega. L’aumento di interessi "pesa sul costo del debito", cioè sulla spesa pubblica. "Il peggioramento della situazione internazionale ha forte impatto negativo sull’economia italiana". Auspica la ripresa delle riforme dopo le Europee.





Nuova fiammata dell’inflazione. Ad Aprile +1,1 (annuo) e +0,2 (mensile). Unione Consumatori: “Sorpresina di Pasqua”

Ad aprile l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, segna +0,2% rispetto a marzo e +1,1% su base annua (era +1% a marzo), confermando la stima preliminare Così l’Istat. La lieve accelerazione si deve per lo più a fattori stagionali e di calendario (Pasqua e Liberazione). L’inflazione acquisita per il 2019 è +0,6% per l’indice generale. Decelerano sul carrello della spesa i beni alimentari, per la cura di casa e persona (da +1,1% a +0,3%) e quelli ad alta frequenza d’acquisto (da +1,5% a +1,1%). Poi da registrare l’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori: L’Istat conferma i dati preliminari dell’inflazione di aprile, pari a +1,1% su base annua. "Confermata la sorpresina di Pasqua: una stangata sulle vacanze! Sono bastate un po’ di feste per far schizzare i prezzi di benzina, +2,9% in un solo mese, trasporto aereo passeggeri, +24% rispetto a marzo, voli nazionali (+35,1%), alberghi +11,5% l’incremento mensile, pacchetti vacanza +2,2%. Insomma, una speculazione bella e buona!" afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. "Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +1,1% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 328 euro, 138 per i trasporti" prosegue Dona. "Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 310 euro su base annua, 128 per i trasporti, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce in un aumento del costo della vita di 254 euro in più nei dodici mesi, 91 per i trasporti. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo complessivo è pari a 136 euro, 196 euro per un single con meno di 35 anni" conclude Dona. Rese noti solo oggi, invece, i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita. Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, in testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care in termini di rincari, si conferma Bolzano che, con un’inflazione a +1,8%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia tipo, a 598 euro su base annua. Al secondo posto, Brescia dove il rialzo dei prezzi dell’1,5%, determina un aumento del costo della vita, per la famiglia media, pari a 440 euro, terza Verona, dove, pur essendoci un’inflazione superiore a Brescia, +1,6%, l’aggravio annuo di spesa è inferiore, pari a 421 euro. La città più conveniente, in termini di minori rincari, è, invece, Perugia dove l’inflazione a +0,3% genera un esborso addizionale annuo di 67 euro. Al secondo posto Reggio Calabria (+0,5%, pari a 94 euro) e al terzo Cagliari, +0,6%, con un aumento del costo della vita pari a 118 euro. In testa alla classifica delle regioni più costose  in termini di maggior spesa, il Trentino Alto Adige, che con l’inflazione a +1,5 registra, per una famiglia tipo, una batosta pari a 425 euro su base annua. Segue la Lombardia, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,2% implica un’impennata del costo della vita pari a 342 euro, terza la Liguria, dove, pur essendoci un’inflazione all’1,5%, pari al Trentino, si ha un salasso annuo di 332 euro. L’Umbria è la regione con meno rincari, con un’inflazione dello 0,5% che si traduce in una spesa aggiuntiva di 108 euro.    





Su Tangenti e corruzione, Di Maio si chiama fuori: “Coinvolte sia la destra che la sinistra”

“Sono molto preoccupato per i casi emersi in questi giorni di arresti e indagati tutti per casi di tangenti e corruzione, che hanno coinvolto sia la destra che la sinistra. C’è un’evidenza, ovvero che il sistema dei partiti continua ad essere fortemente inquinato, spuntano tangenti ovunque, giorno dopo giorno e la scelta in vista delle europee sembra essere sempre più chiara: il 26 maggio la scelta sarà tra noi e questa nuova tangentopoli”. Queste le parole del Vicepremier che poi si concentra sull’attualità politico-economica del Paese e della corsa ripresa in queste ore dalla spreed. Sul punto il vicepremier non è preoccupato. Ecco le sue parole: “Io sono preoccupato per i salari bassi nel nostro Paese. Devono salire gli stipendi degli italiani, anche per questo stiamo lavorando a una legge sul salario minimo che prevede un paga minima di 9 euro lordi l’ora. Poi dico anche che il M5S con il suo 32% non permetterà mai una legge di bilancio che aumenterà il debito pubblico”. Ppi ancora sullaumento dellIva, ipotizzato in queste ore da molte parti: “Conte ha ribadito che l’Iva non aumenterà”, replica Di Maio. “Siccome i fatti dimostrano che manteniamo le promesse, le posso assicurare che questo governo non farà mai aumentare l’Iva”. Poi un appello al suo alleato Salvini: Alla Lega dico andiamo avanti ma basta con l’estremismo di destra e comportamenti da casta. Questi comportamenti noi li denunceremo anche dopo le Europee. Mentre quando ragioniamo sui temi concreti che interessano alla gente troviamo sempre un accordo. Per quanto mi riguarda questo governo andrà avanti per altri 4 anni. Abbiamo preso un impegno con i cittadini firmando un contratto di governo e arriveremo fino alla fine. Salvini non si inventi gli insulti, noi semplicemente abbiamo tenuto il punto su un caso di corruzione come il caso Siri. Poi in verità dalla mattina alla sera ci occupiamo di contenuti, di tutti quei provvedimenti che dobbiamo approvare il prima possibile”. Ed a proposito di contenuti il vicepremier spiazzato in queste ore dal ministro della famiglia, rilancia sul punto: Il miliardo di euro non speso per il reddito di cittadinanza sarà messo in un fondo per i figli”. Di Maio ha anche aggiunto che il fondo con le risorse da destinare alle famiglie con figli sarà creato presto attraverso “un decreto legge. La cosa che ho garantito e garantiamo” al tavolo sulla Famiglia è che “il miliardo di euro che risparmiamo dal reddito di cittadinanza sarà messo in un fondo per il figli per alimentare le politiche familiari in Italia – ha detto Di Maio – lo faremo attraverso un decreto legge e tutte le regole per l’utilizzo di questo miliardo di euro e anche per riorganizzare alcuni strumenti che non funzionano le decideremo insieme alle associazioni che si occupano di famiglie da decenni che chiedono politiche per la natalità. Il tavolo per la Famiglia, ha aggiunto il ministro, “ora diventa tecnico e scriveremo le norme che servono ad organizzare l’esistente e a spendere bene i nuovi fondi per recuperare anche nuove risorse in vista della legge di bilancio. Perché un decreto legge? Perché noi abbiamo l’esigenza di creare adesso un fondo ad hoc che dobbiamo fare subito”. Di Maio ha spiegato che il governo si ispirerà “alle proposte che vengono dal Forum delle Famiglie”. Di fatto “una semplificazione del sistema di aiuti alle famiglie, quelli che esistono a volte sono difficili da usare, quelli che esistono penalizzano il ceto medio e quelli che non ci sono vanno implementati”.





Finisce ai domiciliari il Sindaco leghista di Busto Arsizio, indagini per corruzione, e turbativa d’asta

Se confermato sarebbe un fatto di estrema gravità ovvero avviare procedure di selezione pilotate per favorire personaggi “graditi” e potrebbe togliere alla Lega anche qualche consenso in termini di credibilità morale. E tutto in queste poche righe latto di accusa contenuto nell’inchiesta della Procura di Busto Arsizio che nella mattinata di giovedì ha portato all’arresto del sindaco leghista di Legnano, Gianbattista Fratus, finito ai domiciliari per turbativa d’asta e corruzione elettorale insieme al suo vice e assessore al Bilancio, Maurizio Cozzi (indagato solo per turbativa d’asta) e all’assessore alle Opere pubbliche, Chiara Lazzarini, anche lei accusata di turbativa d’asta.

La ricostruzione degli inquirenti, sposata dalla Procura è estremamente chiara, almeno in queste prime carte, le procedure pilotate,  il cui iter è stato ricostruito dai militari della Guardia di Finanza, riguarderebbero la selezione di un dirigente per lo sviluppo organizzativo del Comune di Legnano, la nomina del nuovo direttore generale della municipalizzata dei rifiuti della stessa cittadina lombarda e l’affidamento di un incarico professionale in una partecipata del Comune di Legnano. Ma gli inquirenti sono andati oltre ed hanno fatto indagare anche una società pubblica, dove a finire nei guai in questa fase la figlia di un candidato alle amministrative del 2017 che era stato escluso già al primo turno. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, l’uomo avrebbe ricevuto da Fratus la promessa di un incarico in una società pubblica per la figlia in cambio del suo appoggio elettorale al ballottaggio. Alla fine della giostra sul registro degli indagati sono finite sette persone. Nel corso della mattinata ed anche in queste ore sono state decine le perquisizioni volte ad acquisire ulteriori elementi, nelle residente degli indagati ed in altre strutture giudicate importanti ai fini dello svolgimento dellinchiesta.





Casapound, raffica di iscrizioni nel registro degli indagati (24) a Casal Bruciato e (41) a Torre Maura

La procura di Roma ha indagato 24 militanti di Casapound e Forza Nuova per i disordini dei giorni scorsi a Casal Bruciato, per l’assegnazione di una casa popolare a una famiglia rom. Istigazione all’odio razziale, violenza privata, adunata sediziosa, apologia di fascismo e minacce, le accuse. Indagati anche 16 militanti dei movimenti di lotta per la casa per un corteo non autorizzato. Indagati, inoltre, 41 esponenti di Forza Nuova e Casapound per la rivolta contro i rom trasferiti in un centro di accoglienza, il 2 aprile, a Torre Maura.




Maxi-sequestro di beni per oltre 10 milioni di euro nel nord Italia

I militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Bologna, dando esecuzione hanno dato esecuzione a una misura di prevenzione patrimoniale disposta dal Tribunale di Reggio Emilia, sequestrando tra le province di Bologna, Reggio Emilia, Rimini, Modena, Ferrara, Roma, Firenze, Prato, Terni, Verona, Padova, Vicenza, Rovigo, Milano, Bergamo, Brescia, Como, Pesaro e Potenza un ingente patrimonio mobiliare ed immobiliare - costituito da una villa, appartamenti, terreni auto, conti correnti e sette società operanti nei settori immobiliare e del commercio all’ingrosso di materie plastiche- del valore complessivo di circa 10 milioni di euro. I beni sottoposti a vincolo sono risultati nella disponibilità di G.P., “imprenditrice” sessantreenne, di origini sassolesi, residente a Castellarano (RE) ed attualmente agli arresti domiciliari, gravata a partire dal 1989, senza soluzione di continuità, da numerosissimi precedenti penali e plurime sentenze definitive di condanna per reati di natura economico-finanziaria, contro il patrimonio, l’economia e la fede pubblica commessi, anche in forma associativa, in varie regioni del centro-nord Italia, tra l’Emilia- Romagna, la Lombardia, il Veneto, la Toscana e l’Umbria. Il provvedimento ablativo, disposto dalla Sezione Penale del Tribunale di Reggio Emilia ed eseguito dagli specialisti del G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, costituisce l’epilogo di complesse indagini economico-patrimoniali condotte, ai sensi del cd. “Codice Antimafia”, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Reggio Emilia, nella persona del Sost. Proc. dott.ssa Valentina Salvi che, come si legge nel dispositivo, ”si fondano sul riconoscimento a carico della persona prevenuta di un’allarmante pericolosità sociale, estrinsecatasi nell’ambito economico-finanziario, con sistematiche e professionali condotte fraudolente e simulatorie a danno dell’Erario, e palesatasi in maniera incessante e crescente negli ultimi trent’anni, durante i quali alcun effetto deterrente o rieducativo hanno prodotto, non solo le numerosissime condanne emesse a suo carico, ma, nemmeno i periodi di detenzione scontati come pene o in forza di misure cautelari”. Gli accertamenti compiuti dai finanzieri hanno, quindi, consentito di riscontrare, oltre alla escalation di condotte criminose poste in essere dalla donna, e quindi la sua eccezionale attitudine ad estrinsecare i propri comportamenti antisociali mediante il compimento di numerosi reati (tra i quali estorsione, minaccia, calunnia, falso ideologico e materiale, evasione fiscale, truffa, bancarotta fraudolenta, anche con il ricorso a fatture per operazioni inesistenti), anche un rapporto di particolare sproporzione tra i redditi, pressoché inesistenti, dichiarati dalla stessa e dal suo nucleo familiare e il patrimonio immobiliare e mobiliare riconducibile alla sua effettiva disponibilità che di conseguenza è stato sequestrato in quanto ritenuto acquisito con proventi, appunto, frutto di attività illecite. Dall’esame del complessivo curriculum criminale, particolare rilievo assume la vicenda che ha visto G.P. tratta in arresto nel 2013 dalla Guardia di Finanza di Ferrara, e per la quale è stata condannata nel 2018 dal Tribunale di Reggio Emilia a 6 anni e 8 mesi di carcere, in quanto coinvolta in indagini per contrabbando, emissione di fatture per operazioni inesistenti, occultamento o distruzione di documenti contabili, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte unitamente, tra gli altri, al noto Massimo CIANCIMINO, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito. L’odierna attività si inserisce nell’ambito di una più ampia progettualità operativa, promossa dal Comando Provinciale di Bologna, finalizzata all’individuazione sull’intero territorio regionale di soggetti “evasori fiscali socialmente pericolosi” nei cui confronti avanzare richieste di applicazione di misure di prevenzione personali e patrimoniali e che ha permesso di proporre il sequestro di beni per oltre 40 milioni di euro, di cui oltre 20 milioni già sottoposti a misura cautelare. L’obiettivo del Corpo è quello di aggredire con le misure di prevenzione i patrimoni illecitamente accumulati dalla cd. “criminalità da profitto”, ovvero da coloro i quali, lungi dall’essere occasionali evasori, vivono di traffici delittuosi o traggono il proprio reddito dai proventi dell’attività criminale di sistematica inosservanza di norme penali tributarie. 





Revocato il diritto al marchio del M5S al candidato Sindaco di Cagliari

Una durissima nota ha mandato in frantumi le speranze del candidato, o meglio ex candidato del M5S a Cagliari: “Chi condivide le idee medievali di Verona non avrà il simbolo del M5s”. Il M5S ha annunciato così di aver ritirato il simbolo al candidato sindaco di Cagliari Alessandro Murenu, 58 anni, che era stato selezionato per la sfida delle Comunali di giugno. Su Murenu si era scatenata una bufera “social” per due suoi post del passato contro le unioni civili e l’aborto. A Cagliari, quindi, non ci sarà alcun candidato sindaco M5S.

“Ci sono valori che fanno parte del DNA del MoVimento, come l’idea di una donna che ha diritti e doveri identici a quelli dell’uomo. Nel lavoro, in famiglia, in amore – spiega la nota -.

Ribadiamo che siamo lontani anni luce dalle posizioni espresse al congresso di Verona e oggi torniamo sull’argomento per prendere le distanze da quanto affermato dal candidato a sindaco di Cagliari Alessandro Murenu. Ci vuole rispetto per la donna, ma soprattutto coerenza. Chi vuole associare rivendicazioni come quelle espresse a Verona contro la donna al simbolo del MoVimento, si sbaglia di grosso ed è fuori dal nostro progetto.

La lista non era stata ancora depositata”.

“Al candidato sindaco è stata revocata la certificazione e inibito l’uso del simbolo. Non ci saranno candidati sindaci a Cagliari”, è la conclusione dei pentastellati, dunque tutti, ora, cercheranno di intercettare quei voti che allo stato delle cose sono senza padrone.





In undici mesi Salvini ha utilizzato aerei della Polizia di Stato per 19 tratte, lo puntualizza il Dipartimento

 

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, "negli undici mesi di permanenza al Viminale, ha utilizzato gli aerei della Polizia di Stato per 19 tratte, per la durata media di un’ora, che fanno riferimento a 10 giorni". Lo precisa il Dipartimento della pubblica sicurezza, ricordando che "al ministro dell’Interno, per disposizione normativa, è attribuito il primo livello di protezione che da’ diritto all’utilizzo di aerei di Stato al pari di tutti i soggetti sottoposti al medesimo livello di sicurezza". 





Italiani? La grande fuga all’estero

E’ ormai quasi certo, quella degli italiani è una vera e propria fuga all’estero e, va detto, per tutte le età. Un rapporto preparato dalla società di trasporti AnyVan mostra che i movimenti all’estero hanno superato quelli effettuati all’interno del paese. Secondo l’azienda, le richieste durante Aprile 2018 e Aprile 2019 in altre località europee hanno raggiunto il 66%. L’analisi, che ha preso in considerazione 160.000 registrazioni e richieste da diversi paesi europei, ha determinato che gli italiani sono i cittadini che tendono ad emigrare di più. Al contrario, la Spagna mantiene una percentuale di movimenti interni del 92% e la Germania dell’81%, a fronte di un basso 34% calcolato in Italia. Dove emigrano gli italiani? I paesi europei con il più alto numero di trasferimenti dall’Italia sono stati la Spagna con il 29,89%, il Regno Unito (18,86%) e a seguire la Germania con il 16,25%. Il clima, la qualità dei servizi o la somiglianza culturale sono alcuni dei motivi che hanno fatto sì che il paese del sole sia il luogo preferito, non solo dagli italiani ma anche dai cittadini britannici e tedeschi, che la considerano la prima alternativa per trasferirsi. Il numero di italiani in Spagna è di circa 220.000. Per quanto riguarda le città spagnole che hanno ricevuto più immigrazione dall’Italia, Madrid si distingue con il 14,1%, Palma de Mallorca con il 13,1% e a seguire Barcellona con il 12,2%. Il rapporto menziona anche che gli italiani si mobilitano internamente con media di 81 chilometri intorno la loro residenza, mentre gli spagnoli mantengono la tendenza a non allontanarsi dal loro luogo di nascita, mobilitandosi in un raggio medio di 37 chilometri. In termini generali, le città con il maggior numero di variazioni sono state Roma (27,6%), Milano (26,9%), Torino (15,9%) e Bologna (9,2%).