Si sbriciola l’impero gastronomico di Jamie Oliver

Alla fine, per ora, resteranno solo 3 ristoranti su 25 non verranno chiusi e più di 1.000 persone perderanno il lavoro. Si tratta alla luce di tutto questo della descrizione di un impero ormai al collasso, con una procedura fallimentare avviata. Parliamo del mondo gastronomico dello chef britannico Jamie Oliver che ha detto di essere "profondamente rattristato" si legge sul ’Guardian’. La sua avventura era iniziata nel 2002 con l’apertura di Fifteen a Londra.

 

Ora, a quanto pare, solo i suoi tre punti vendita dell’aeroporto di Gatwick rimarranno operativi mentre gli amministratori cercano un acquirente. Il 43enne chef inglese innamorato dell’Italia ha ringraziato il personale e i fornitori che hanno "messo il cuore e l’anima in questa attività" mentre con le sue catene provava a fare un cambiamento: "Abbiamo lanciato Jamie’s Italian nel 2008 con l’intenzione di cambiare la ristorazione in Inghilterra, con ingredienti di qualità superiore, grazie a un team straordinario che ha condiviso la mia passione per l’ottimo cibo. E abbiamo fatto esattamente questo". Il Jamie Oliver Restaurant Group, che comprende 22 punti vendita della catena Jamie’s Italian, il suo primo ristorante londinese Fifteen, la steak-house Barbecoa, sempre a Londra, e Jamie’s Diner all’aeroporto di Gatwick, ha nominato KPMG come amministratori.





La scuola del futuro prossimo va ridisegnata. Ecco la ricetta di Sharp

La scuola italiana come dovrebbe - e potrebbe – essere. Sono stati presentati a Roma i risultati di una ricerca condotta dall’Università del Salento sulla sperimentazione biennale che ha visto un plesso scolastico dotarsi di tecnologie digitali fornite da Sharp Italia e rivoluzionare il modo di fare formazione all’insegna della condivisione e della proattività. Il caso di studio è stato indagato nell’IC3 di Modena, diretto da Daniele Barca, da anni impegnato con il Miur sul campo dell’innovazione della Pubblica Istruzione, e composto da quattro differenti plessi distanti tra loro fino a 10 chilometri. Attraverso il sistema Sharp AnyWhere le classi e gli insegnanti dei differenti plessi sono stati collegati tra loro. Sharp Italia ha fornito 5 Big Pad collocati nelle classi delle differenti scuole. I Big Pad mobili hanno permesso un utilizzo in più classi dello stesso plesso. “La tecnologia wireless del Big Pad – ha spiegato Piergiuseppe Ellerani, professore di Pedagogia generale e sociale all’Università del Salento - ha permesso la connessione ai devices degli studenti, utilizzando in modo particolare l’invio simultaneo di foto e artefatti digitali prodotti degli studenti individualmente o in team. Il sistema Smart School è stato indagato per verificare lo sviluppo di competenze curricolari nelle soft skills (creatività, lavoro in team, senso di iniziativa), le modalità di conduzione dell’ambiente di apprendimento e lo sviluppo dell’idea di comunità professionale e nuovi modelli organizzativi”. I risultati, sia dal punto di vista didattico che da quello del coinvolgimento, sono stati straordinari, per di più in un istituto con una massiccia presenza di studenti provenienti da famiglie non italiane. Soddisfazione e interesse sono stati espressi dai partecipanti al tavolo di lavoro organizzato a Roma dal gruppo di comunicazione Hdrà, al quale hanno partecipato, tra gli altri, Simona Montesarchio, direttore generale Miur, Giuseppe Basini, Alessandro Fusacchia, Flavia Piccoli Nardelli e Manuel Tuzi, componenti della commissione Cultura e istruzione della Camera, e Alessio Postiglione, portavoce del sottosegretario alla Pubblica Amministrazione Matteo Fantinati. “Il tema che abbiamo affrontato – ha commentato Carlo Alberto Tenchini, direttore marketing e comunicazione di Sharp Italia - non è solo legato all’apprendimento, né solo alla tecnologia: c’è qualcosa di più. L’obiettivo del lavoro di Sharp è quello di offrire sostegno e sviluppo alla scuola perché diventi protagonista, utilizzando al meglio i servizi e le tecnologie per innovare i propri processi. Si crea un nuovo ecosistema: la scuola si inserisce in un contesto territoriale trovando in organizzazioni come Sharp un partner affidabile per potenziare ciò che già sviluppa al proprio interno. Si crea così un circolo virtuoso che mette la scuola in connessione con il territorio, riuscendo a far emergere le intelligenze sociali, la creatività, il buon clima, e facendo uso della tecnologia per offrire un servizio all’essere umano nella sua fase di crescita e di rapido apprendimento. La scuola così può diventare un luogo di futuro, un workplace of the future”.





Cento eventi per la scuola pubblica

Oltre 100 eventi in oltre 200 scuole pubbliche per oltre 20 giorni di attività: è la IV Edizione della Settimana della Scuola Pubblica, una manifestazione che mobilita le energie migliori del territorio per costruire la Comunità Educante Diffusa del municipio più popoloso di Roma Capitale, per restituire alla scuola il ruolo che la Costituzione Repubblicana, nata dal Risorgimento e dalla Resistenza, le attribuisce. Dal 17 maggio al 4 giugno nelle strutture educative e scolastiche comunali e statali del nostro territorio, con la collaborazione di istituzioni, associazioni e cittadinanza attiva, si tengono diverse iniziative volte a ribadire la funzione strategica come presidio culturale e civico, oltre che come luogo educativo per eccellenza, delle scuole pubbliche. In programma incontri didattici, appuntamenti per i bambini e per i genitori, lezioni aperte e partecipate all’insegna dell’educazione diffusa, grazie all’impegno personale e generoso di tanti insegnanti e operatori della scuola e del mondo culturale e sociale. Fra le tante occasioni per vivere da protagonisti gli spazi della cultura, la Rassegna “Under”, che presenta agli allievi i migliori scrittori italiani Under 35, a cura dell’Associazione DaSud, nell’ambito dell’Accademia Popolare dei Diritti e dell’Antimafia sita nella sede di via Contardo Ferrini dell’istituto statale Ferrari-Hertz.





Al Trentino Alto Adige va il primato del reddito medio più alto in Italia

Il Trentino Alto Adige è la regione italiana con il primato di commercialisti under 40 e che possono vantare il reddito medio più alto. Il dato emerge dal Rapporto 2019 sull’Albo dei Dottori Commercialisti e degli esperti Contabili pubblicato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Dallo studio risulta come i commercialisti aumentano del 2,4% (raggiungendo le 1.430 unità) rispetto all’anno scorso ma complessivamente crescono del 30,4% nell’ultimo decennio (erano 1.097 nel 2008). Anagraficamente le quote rosa in regione rappresentino il 27,5% del totale, in aumento dal 2008 dove erano il 20%. I neo iscritti nell’ultimo anno sono 47, mentre gli under 40 coprono il 27,1% del totale(primato nazionale). Il reddito medio è di 107.170 euro in calo dello 0.1%, risultando il più alto nel panorama italiano che registra un dato medio pari a 59.429euro. Nel dettaglio A livello nazionale l’anno scorso, gli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili sono aumentati di 306 unità pari ad una crescita percentuale dello 0,3% sul 2017, il più basso tasso di crescita dal 2008. In undici anni, gli iscritti all’Albo sono aumentati di 11.140 unità, +10,4% sul 2008. Nello stesso periodo, la popolazione italiana è aumentata dello 0,6%, mentre l’occupazione è diminuita dello 0,1% e le imprese attive sono diminuite del 3,2%. Ciò ha determinato un calo significativo del rapporto tra la popolazione e gli iscritti, passato in undici anni da 555 a 510 e del rapporto tra le imprese attive e gli iscritti che nello stesso periodo è passato da 50 a 43. Prosegue il calo degli iscritti negli Ordini territoriali del Sud Italia che dopo il -0,2% del 2017, nel 2018 fanno registrare un -0,3%. Per la prima volta, il calo interessa anche la Campania (-0,1%) dopo che già la Calabria e la Puglia erano entrate in negativo nel 2017 e nel 2018 registrano un calo dello 0,5%. La presenza di donne negli Ordini territoriali dei Commercialisti è piuttosto variabile e tende ad essere più elevata negli Ordini del Nord. In particolare, nel Nord-est raggiunge il 36,1% con una punta del 41% in Emilia-Romagna. Nel Sud la quota di donne scende al 30,2% con il valore più basso in Campania (26,3%). Analogamente per i giovani, nel Nord si registrano livelli più elevati (20,5%) rispetto al Sud (16,8%). Nel 2018, il trend dei praticanti, contrariamente al 2017, è positivo al Nord (+2,4%) e negativo al Sud (-2,7%) ed è molto positivo al Centro (+5,3%). Nel dettaglio la regione con il più basso tasso di under 40 è la Liguria(12,5%), mentre la Calabria è maglia nera per il reddito (24.083 euro) meno della metà del dato nazionale. In merito alle quote rosa: Emilia Romagna prima (41%) e Campania ultima (26,3%). Il rapporto integrale e la scheda di sintesi sono disponibili online sul sito della Fondazione Nazionale dei Commercialisti 




Camera commercio Milano: Volano gli scambi con l’Austria, 5,5 miliardi in Lombardia, +11% su 20 miliardi in Italia, + 6%

Ha superato ormai i 2,7 miliardi nel 2018 l’export lombardo verso la vicina Austria, si tratta di un + 12% su un totale italiano di 10 miliardi, +6,8%. Gli scambi con l’Austria tra import e export sono di 5,5 miliardi per la Lombardia, +11% e di 20 miliardi per il Paese, +6%. Principali settori sono i metalli con 727 milioni di export dalla Lombardia su 1,8 miliardi in Italia e i macchinari con 470 milioni lombardi su 1,1 miliardi nazionali. La Lombardia pesa quasi la metà dell’export nazionale di metalli e chimica. Cresce l’export lombardo di metalli, + 28% in un anno e di moda, +27% e quello italiano di farmaci, +28%. Emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Promos Italia, l’agenzia per l’internazionalizzazione del sistema camerale italiano su dati Istat. Oggi incontro in Camera di commercio a Palazzo Giureconsulti sul tema dell’opportunitá di espansione commerciale in Austria. In Lombardia. Prima per scambi Milano con 1,3 miliardi di scambi, +9,3% in un anno, di cui 482 milioni di export, +7%. Segue Brescia con 1,2 miliardi di scambi, +23,5%, di cui 588 milioni di export, +20%. Terza Bergamo con 722 milioni di scambi, +16%, di cui 412 milioni di export, +31%. In Italia. Prima per scambi Bolzano con 1,5 miliardi di scambi, di cui 498 milioni di export. Segue Milano con 1,3 miliardi di scambi, +9,3% in un anno, di cui 482 milioni di export, +7%. Poi c’è Brescia con 1,2 miliardi di scambi, +23,5%, di cui 588 milioni di export, +20%. Al quarto posto Udine con 880 milioni di scambi, +7%, di cui 563 milioni di export, +4%. Tra le prime con oltre 800 milioni di scambi Verona, Treviso e con oltre 700 milioni Bergamo e Padova. 





La camorra investe sui fiori, il pizzo vale 24 miliardi

La camorra ha trovato una nuona straordinaria e profumata fonte di reddito: i fiori e le piente. Dal pizzo alle estorsioni, dall’usura all’’imposizione di manodopera, di servizi di trasporto o di guardiania, sale del 12,4% il business delle agromafie in Italia dove ha raggiunto i 24,5 miliardi di euro nel 2018 e compromette in ampie aree del Paese la libera imprenditoria in settori determinanti del made in Italy agroalimentare. E’ quanto affermano Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare nel commentare positivamente l’operazione dei Carabinieri e della Guardia di finanza di Torre Annunziata, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, nei confronti del clan Cesarano di Castellammare di Stabia, accusato di estorsione e lesioni personali nei confronti di imprenditori operanti nel Mercato dei fiori, la zona florovivaistica tra i comuni di Castellammare e Pompei. Con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione le agromafie impongono la vendita di determinate prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della crisi economica, arrivano a rilevare direttamente. Non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma – continua la Coldiretti – compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy. Il settore florovivaistico Made in Italy, con un valore della produzione attorno ai 2,5 miliardi di euro, è uno dei settori di punta dell’economia agricola del nostro paese, contribuendo con 887 milioni di euro di esportazioni, con una crescita del 6% nel 2018 rispetto all’anno precedente. Le imprese florovivaistiche italiane, impegnate nella coltivazione di oltre 2.000 specie vegetali, sono – conclude la Coldiretti – 27.000, con oltre 100.000 occupati.





Parmigiano, i francesi provano lo ‘scippo’. Coldiretti di traverso

I francesi provano lo ‘scippo’ del parmigiano reggiano e la Coldiretti si mette di traverso nel tentativo di evitare l’ennesima partenza dal nostro Paese di un marchio straordinario. Occorre fermare la svendita del Parmigiano Reggiano ai francesi per non ripetere gli stessi errori commessi in passato con la cessione della Parmalat alla Lactalis. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare con preoccupazione le trattative in corso per l’acquisizione della Nuova Castelli da parte della multinazionale francese Lactalis che negli anni si è già comperata i marchi nazionali Parmalat, Locatelli, Invernizzi, Galbani e Cadermartori e detiene circa 1/3 del mercato nazionale in comparti strategici del settore lattiero caseario. L’operazione – sottolinea la Coldiretti - rafforzerebbe l’egemonia francese mettendo le mani su prodotti italiani a denominazione di origine (Dop) più venduti nel mondo, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano, fino al Gorgonzola, al Taleggio, alla Mozzarella di bufala campana e al Pecorino Toscano. La Nuova Castelli è tra l’altro il principale esportatore italiano di Parmigiano Reggiano ed è una realtà specializzata nella distribuzione di prodotti alimentari con oltre 1.000 dipendenti distribuiti su circa 20 impianti in Italia e all`estero. Nel 2018 la società ha avuto un giro d`affari di 460 milioni. La difesa dei marchi storici è necessaria perché – afferma Prandini – si tratta spesso del primo passo della delocalizzazione che si realizza con lo spostamento all’estero delle fonti di approvvigionamento della materia prima agricola e con la chiusura degli stabilimenti e il trasferimento di marchi storici e posti di lavoro fuori dai confini nazionali. In questo caso – precisa Prandini - l’interesse nazionale è anche legato alla tutela delle denominazioni dalle falsificazioni che si moltiplicano nei diversi continenti con Grana Padano e Parmigiano Reggiano che sono i prodotti agroalimentari piu’ imitati nel mondo che diventa Parmesan dagli Stati Uniti all’Australia, Parmesano in Uruguay, Reggianito in Argentina o Parmesao in Brasile o altro anche più fantasioso senza dimenticare i formaggi similari che si moltiplicano anche in Europa. La tutela dei marchi storici è una necessità per l’agroalimentare Made in Italy dopo che ormai – conclude la Coldiretti - circa 3 su 4 sono già finiti in mani straniere e vengono spesso sfruttati per vendere prodotti che di italiano non hanno più nulla, dall’origine degli ingredienti allo stabilimento di produzione.





Tagliare il cuneo fiscale per rilanciare l’occupazione, le richieste di Uecoop

Il rilancio dell’economia e del lavoro passa dal taglio del cuneo fiscale a fronte di imposte e contributi che pesano per circa il 50% sulle retribuzioni. E’ quanto afferma Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, in relazione all’ultimo rapporto Istat sulle “Prospettive per l’economia italiana nel 2019” che prevede un aumento del tasso di disoccupazione al 10,8% e un’occupazione ferma sui livelli dell’anno scorso. Il taglio del cuneo fiscale – afferma Uecoop – genera un doppio effetto positivo e progressivo sia sul fronte del reddito dei lavoratori sia su quello del costo per le imprese liberando risorse per l’economia, dai consumi agli investimenti, comprese le nuove assunzioni. Mentre nella situazione attuale per garantire al dipendente uno stipendio netto di mille euro un’impresa – evidenzia Uecoop - deve preventivare un importo totale di circa duemila euro con il 26,9% rappresentato dai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, il 25% dalla imposta sui redditi (Irpef e addizionali), il 9,19% dai contributi previdenziali a carico del dipendente e con il 32,3% di imposizioni fiscali indirette e differite. Considerati gli attuali vincoli di bilancio dello Stato è per adesso impossibile arrivare a un taglio del cuneo fiscale per tutti– conclude Uecoop – ma si può partire con i giovani favorendo in maniera virtuosa l’occupazione e il ricambio generazionale. 




Fatturazioni a 28 giorni, respinte le richieste di sospensiva di Vodafone, Wind e Fastweb

Si sono tenute mercoledì, davanti alla Sezione VI del Consiglio di Stato, le udienze sulle domande cautelari proposte in appello da  Telecom, Vodafone, Wind e Fastweb in relazione alla vicenda delle fatturazione a 28 giorni,  sanzionata da AGCOM con provvedimenti confermati dal TAR Lazio. In esito all’udienza sono state depositate tre ordinanze cautelari nn. 2506 - 2507-2508 del 2019, di uguale contenuto, con le quali la Sezione, decidendo solo sul contenzioso proposto da Vodafone, Wind e Fastweb, ha respinto la richiesta di sospensione delle sentenze del TAR Lazio. In particolare, la Sezione ha ritenuto che fosse significativo in tal senso il “lungo tempo trascorso dall’accertato inadempimento dei gestori”, sia la necessità di provvedere, nelle more della decisione nel merito, la cui udienza è già fissata al 4 luglio, almeno “ad un piano di storno scaglionato e coerente col riallineamento alla cadenza mensile della fatturazione, con progressiva estensione a tutta la clientela, se del caso facendo salvi gli eventuali conguagli”. Il contenzioso proposto da Telecom è stato invece rinviato al merito, sempre fissato al 4 luglio, senza concessione di sospensiva, preso atto che non erano stati ancora depositati i motivi d’appello avverso la sentenza del TAR Lazio,  n. 5842, pubblicata il 10 maggio 2019.





Tria avverte: “Basta al tabù del finanziamento deficit Bce”

"Credo sia venuto il momento di affrontare il tabù della monetizzazione". Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, a proposito dell’Eurozona e della possibilità di un "finanziamento in moneta del deficit", ovvero l’intervento diretto della Banca centrale nelle emissioni, pur ricordando che ciò richiederebbe una difficile revisione dello Statuto della Bce. Tria, al Global Sustainability Forum della Luiss, ha parlato di un "sovranismo nordico" che impedisce il rilancio del bilancio Ue.





Visco (Banca d’Italia) al Festival Asvis: “Nuovi rischi per l’economia dai cambiamenti climatici”

 Il cambiamento climatico crea “nuovi rischi” per l’economia e l’Italia è tra i paesi più esposti in Europa. È il monito lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, secondo cui “in Europa gli effetti attesi dei cambiamenti climatici interessano soprattutto i paesi collocati nella fascia meridionale come l’Italia. Questi mutamenti pongono nuovi rischi per l’economia reale e per la stabilità del settore finanziario”.

“C’è innanzitutto il rischio fisico – ha spiegato Visco al Festival dello sviluppo sostenibile 2019 – derivante dal progressivo cambiamento del clima e, in particolare, dalla crescita delle temperature, dalla maggiore irregolarità delle precipitazioni e dall’aumento della probabilità di osservare eventi naturali estremi. Secondo tutti i principali scenari climatologici, l’Italia sarà la nazione europea più esposta ai danni legati all’esondazione dei fiumi”.

Questi fenomeni “possono causare gravissimi costi in termini di vite umane e di distruzione di infrastrutture pubbliche e private, obbligando famiglie, imprese e Stato a destinare un significativo ammontare di risorse finanziarie alla loro ricostruzione. Il progressivo aumento delle temperature potrebbe influire in modo permanente sulle capacità produttive del paese”.

“Gli effetti dei cambiamenti climatici sull’economia reale – ha sottolineato il governatore – possono propagarsi al settore finanziario attraverso diversi canali. Le catastrofi naturali interrompono le funzioni produttive delle imprese e delle famiglie, aumentandone la vulnerabilità finanziaria, riducendo il valore delle attività date in garanzia per ottenere credito e rendendo più complesso il rimborso dei prestiti”.

“I maggiori rischi dovuti ai cambiamenti climatici – ha aggiunto Visco – potrebbero indurre le banche a restringere il credito nei confronti dei soggetti localizzati nelle aree più a rischio, con potenziali ripercussioni negative anche sulla trasmissione degli impulsi di politica monetaria”.




Istat legge la ripresa: Italia al solo + 0,3% e la disoccupazione crescerà al 10,8%

Nel 2019 il Pil italiano è previsto crescere dello 0,3% in termini reali, in deciso rallentamento rispetto all’anno precedente. A darne notizia mercoledì mattina è l’Istat nel consueto rapporto sulle prospettive per l’economia nazionale nel 2019. 

La decelerazione dei ritmi produttivi, sottolinea l’Istituto di statistica, inciderebbe anche sul mercato del lavoro. Nel 2019 si prevede che l’occupazione rimanga sui livelli dell’anno precedente (+0,1%) mentre si registrerebbe un lieve aumento del tasso di disoccupazione (10,8%).

 

Ecco, nel dettaglio, le privisioni dell’Istat: “Nel 2019 il prodotto interno lordo (Pil) è previsto crescere dello 0,3% in termini reali, in deciso rallentamento rispetto all’anno precedente.

Nell’anno corrente, la domanda interna al netto delle scorte fornirebbe l’unico contributo positivo alla crescita del Pil (0,3 punti percentuali), mentre l’apporto della domanda estera netta e quello della variazione delle scorte risulterebbero nulli.

Nel 2019, la spesa delle famiglie e delle ISP in termini reali è stimata crescere dello 0,5%, in lieve rallentamento rispetto all’anno precedente.

Nell’anno in corso, il processo di ricostituzione dello stock di capitale rallenterebbe in misura significativa. La riduzione coinvolgerebbe sia gli investimenti in macchinari e attrezzature sia quelli in costruzioni. Nel complesso, gli investimenti fissi lordi sono previsti crescere dello 0,3%.

La decelerazione dei ritmi produttivi inciderebbe anche sul mercato del lavoro. Nel 2019 si prevede che l’occupazione rimanga sui livelli dell’anno precedente (+0,1%) mentre si registrerebbe un lieve aumento del tasso di disoccupazione (10,8%). Le retribuzioni lorde per unità di lavoro dipendente sono attese evolvere in linea con il deflatore della spesa delle famiglie residenti (+0,9%).

L’attuale scenario di previsione è caratterizzato da alcuni rischi al ribasso rappresentati da una ulteriore moderazione del commercio internazionale e da un possibile peggioramento delle condizioni creditizie legato all’aumento dell’incertezza e all’evoluzione negativa degli scenari politici ed economici internazionali”. Ma le valutazioni del nostro Istituto di statistica spaziano pure su altro. L’Istat stima infatti “il proseguimento della fase di politica monetaria accomodante e un conseguente effetto limitato dell’incertezza sui mercati finanziari e del credito. Tuttavia, sottolinea l’Istituto di statistica nel rapporto sulle prospettive per l’economia italiana nel 2019, “l’evoluzione di alcuni fattori quali l’acuirsi delle tensioni commerciali, le decisioni connesse alla Brexit e più in generale alla fase di ricostituzione del Parlamento europeo, potrebbero generare un aumento dell’incertezza sui mercati finanziari”. 

In generale, le previsioni per l’economia mondiale per il 2019 indicano un rallentamento del Pil reale al +3,2% (+3,6% nel 2018), diffuso tra i paesi. La crescita mondiale sarà sostenuta dalle economie emergenti e dai paesi in via di sviluppo dell’Asia (+6,1%), mentre in Giappone è attesa proseguire la fase di moderazione (+0,8%). 

Le prospettive economiche, ribadisce l’Istat, continuano a essere caratterizzate da rischi al ribasso quali la prosecuzione delle tensioni commerciali, gli effetti dell’incompiuto processo di Brexit e il rallentamento congiunturale superiore alle attese registrato in Cina. La politica protezionistica, accentuatasi a causa delle nuove barriere tariffarie all’importazione implementate dagli Stati Uniti, ha continuato a penalizzare il commercio mondiale di merci in volume che, nel 2019, è atteso decelerare sensibilmente (+2,9% rispetto al +4,0% del 2018).




Festival dello Sviluppo Sostenibile di Asvis, porte aperte fino al 6 giugno

E’ tornato (Roma- Auditorium Parco della Musica) il Festival dello Sviluppo Sostenibile, 17 giorni fino al 6 giugno, tanti quanti sono gli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030 dell’ONU. Il Festival coinvolge l’intero territorio italiano e viene declinato con iniziative tutte diverse. Roma Capitale, in quanto membro attivo della rete ASviS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - è direttamente impegnata nell’attuazione di politiche sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile nel proprio territorio. Durante le settimane del Festival, dunque, viene organizzata dall’Amministrazione capitolina una serie di appuntamenti per raccontare il percorso recente verso la visione proposta dall’Agenda 2030: dalla presentazione del Rapporto BES 2019 di Roma Capitale (giovedì 23 maggio nella sala della Protomoteca in Campidoglio) alla condivisione di nuovi modelli d’azione come la refezione scolastica (giovedì 30 maggio nella sede del Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici); dalla presentazione dell’analisi sperimentale di Roma Capitale, insieme ad altre pratiche internazionali, sul ruolo della partecipazione culturale nella realizzazione dell’Agenda 2030 (lunedì 3 giugno al Palazzo delle Esposizioni) ad un hackaton dedicato al coordinamento delle reti di volontariato della città (martedì 4 e mercoledì 5 giugno nella sede dell’Università LUISS); da una pedalata nei giardini di Villa Borghese all’esplorazione della città attraverso percorsi di trekking urbano (venerdì 31 maggio). Per finire, giovedì 6 giugno alla Casa della Città, il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e Clima di Roma Capitale. Roma, oltre a realizzare appuntamenti inediti, ospita una moltitudine di eventi nazionali del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019, compresi quelli ufficiali di apertura e chiusura del Festival. In calendario anche incontri e spettacoli organizzati sia dalla società civile che dalle istituzioni, per un totale di più di 200 appuntamenti. Nei giorni del Festival tutti gli utenti dell’Istituzione Biblioteche di Roma possono accedere gratuitamente al corso di formazione sugli obiettivi dell’Agenda 2030. 





Le dieci mosse di Confindustria per rilanciare la crescita e arginare lo spread

Sono 10 le azioni previste da Confindustria con il chiaro ed unico di “rilanciare la crescita e abbassare lo spread”.

La premessa fatta dal Presidente di Confinfustria Boccia è che “occorrono impegno e sacrifici nel presente per assicurare il benessere di domani”. Ecco, quindi, quello che Boccia definisce un “programma di medio termine con il quale gestire un aggiustamento parziale dei conti e venir premiati dai mercati: abbasseremo lo spread e rilanceremo la crescita”. 

Prima passo da compiere è puntare “con decisione” alla riduzione del costo del lavoro, focalizzando le risorse sull’occupazione a tempo indeterminato. 

Secondo punto è realizzare “un piano shock” per grandi infrastrutture e piccole opere destinate a mettere in sicurezza ponti, scuole e ammodernare strade. A patto però che le modalità di erogazione siano “snelle” e i tempi “rapidi”, 

Terzo punto: aprire la Pubblica Amministrazione, “iniziando a valorizzare i nostri talenti”, con un piano straordinario di dieci mila assunzioni di giovani qualificati. 

Quarta iniziativa da intraprendere è tagliare i tempi della Giustizia. 

Quinto passaggio è lavorare con la Cassa Depositi e Prestiti per consentire alle Pubbliche Amministrazioni di pagare i debiti verso le imprese 

Sesta azione è avviare una spending review di legislatura con meccanismi premiali per i funzionari che generano efficienza. Una spending review “non destinata solo a operare tagli e a reperire risorse, ma a migliorare la qualità della spesa”. 

Settimo punto: una maggiore compartecipazione alla spesa pubblica “per le classi più abbienti”, cominciando da sanità, scuola e trasporto pubblico locale, per finanziare una generale riduzione del carico fiscale. 

Ottava indicazione è quella di rendere strutturale il credito imposta per gli investimenti al Sud. “Andiamo in Europa, uniti come governo nazionale e Regioni, a proporre meccanismi virtuosi di spesa”, è l’idea di Boccia. 

Nono intervento è eliminare il dumping contrattuale con una legge sulla rappresentanza per “individuare con certezza quale sia il contratto collettivo da prendere a riferimento per la retribuzione giusta”. 

Decima mossa: creare meccanismi “ancora più efficaci” di contrasto all’evasione fiscale, incentivando l’uso della moneta elettronica.




Confindustria si prende la scena politica-economica e chiede al Governo di fare e non di promettere

 

Assemblea generale di Confindustria e stilettate al Governo e non solo. La linea è stata dettata del Presidente Vincenzo Boccia, per lui l’ultima volta al vertice dell’Associazione degli Industriali, che ha detto la sua su tutti, o quasi, i principali tempi al centro dell’agenda politico-economica: “L’Italia  -a scandito Boccia-non riparte con lo slancio dovuto, necessario. Il contesto è quello di una crescita piatta: a fine marzo abbiamo parlato di crescita zero; pochi giorni dopo il governo ha di fatto confermato la previsione ponendo la crescita allo 0,2 per cento. La Commissione Europea stima lo 0,1”. Boccia, senza peli sulla lingua, ha invitato il Governo ad agire costruendo “un percorso guidato dalla visione di quello che l’Italia è, ma che non riesce ancora ad esprimere, e di quello che potrebbe essere se smettesse di rincorrere facili promesse e recuperasse il senso dell’impegno e del sacrificio”. Il presidente di Confindustria chiede alla politica di progettare e costruire e uscire dalla superficialità. In buona sostanza, chissà a chi era rivolto,  meno social media e più impegno nel costruire. “La politica deve raccogliere la sfida per il nostro futuro” ha detto Boccia indicando che “un progetto di vita ha bisogno di decisioni capaci di incidere a lungo a nel profondo nel corpo della società anche se al momento possono risultare impopolari”.

“Ma la bulimia di consenso immediato affida ai social la ricerca di una popolarità che si misura in termini di like”. Per Boccia. Altro sasso nello stagno,  il “presentismo imperante è una malattia molto grave perché impedisce di vedere oltre il finire del giorno. La superficialità si fa regola. Noi invece abbiamo bisogno di studiare, costruire, progettare”.Ma Boccia invita anche a “liberarci dal peso di parole che inducono alla sfiducia, che evocano negatività, che peggiorano il clima. Le parole di chi governa non sono mai neutre: influenzano le decisioni di investitori, imprenditori, famiglie. Le parole che producono sfiducia sono contro l’interesse nazionale”.

Poi le parole del Presidente del Consiglio, Conte: “ Il governo "sta ponendo un argine al declino verso il quale sembravamo avviati", ha detto il premier Conte all’ assemblea annuale di Confindustria. Citando De Gasperi: "Compito di un politico non è amministrare il consenso, ma rendere concreti progetti e speranze". Il dialogo con Confindustria "è molto fruttuoso","dobbiamo riportare l’Italia nel posto che le spetta", spiega Conte. Nel Def "abbiamo stimato una crescita potenziale dello 0,2%, ma siamo determinati a superarlo". Assente giustificato il Vicepremier Salvini, era presente invece il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Queste le sue parole: "Rigore e crescita devono continuare a essere compatibili" e "la riduzione del debito pubblico deve avvenire attraverso gli investimenti e non con tagli lineari. Abbiamo a cuore l’economia e lavoriamo per scongiurare un rallentamento della produzione. Siamo qui per fare sistema e dare futuro da leader al Paese". Alla Ue "non chiediamo ritorno al protezionismo ma apertura mercati equa e condivisa".





Lavoro, Assosistema Confindustria contro il dumping contrattuale

Il sistema industriale dei servizi integrati – ha commentato Marco Marchetti, Presidente di ASSOSISTEMA CONFINDUSTRIA – è fortemente penalizzato dal fenomeno del dumping e della proliferazione di contratti pirata che alterano la libera concorrenza e ledono i diritti dei lavoratori. ASSOSISTEMA CONFINDUSTRIA ha chiesto al Ministro Di Maio una posizione netta su questo problema e l’apertura di un tavolo permanente di confronto anche con l’Ispettorato del Lavoro per evitare una concorrenza al ribasso in un mercato che oltre alla crisi economica deve giornalmente contrastare una concorrenza sleale basata sulla riduzione del costo del lavoro e sulle deroghe selvagge alla normativa di legge. Condividiamo, quindi – ha aggiunto Marchetti – le proposte di Confindustria di una legge sulla rappresentanza per individuare i contratti collettivi e di prevedere la detassazione e la decontribuzione totale dei premi di risultato stipulati dalla contrattazione aziendale”. “In questa difficile fase ci troviamo, inoltre – ha concluso Marchetti - ad affrontare un rinnovo del CCNL di settore che non potrà non tenere conto di questa difficoltà sulla quale auspichiamo un intervento celere da parte del Governo”. 





Berlusconi: “Se il Governo cadrà subito al voto”

"Il governo cadrà se ci sarà un insuccesso dei 5 Stelle e una buona affermazione mia e di Forza Italia", dice il leader di FI, Berlusconi, a ’Corriere Live’ in vista delle prossime Europee. E aggiunge: se il governo cade "preferisco che Mattarella decida per le elezioni, magari a settembre. Ma sappiamo che molti parlamentari dei 5 Stelle non vogliono lasciare il Parlamento". Poi torna a sottolineare: "C’è un contrasto assoluto tra M5S e Lega. Non possono assolutamente andare avanti", perché "fanno male" al Paese. 





Zingaretti: “E’ il Pd l’unica alternativa”

"La lista unitaria del Pd è l’unica, vera alternativa al presente. Possiamo recuperare tanto astensionismo. Questa volta non si può non votare, possiamo andare ben oltre il 20%". Lo dice il segretario Pd Zingaretti. "Il futuro del governo, più che all’esito del voto, è legato ai nodi che dovrà affrontare: la crescita, i conti fuori controllo", aggiunge Zingaretti. "Di Maio polemizza con Salvini, ma è il principale garante della permanenza di Salvini all’Interno". Infine: "Non credo che la Lega sfonderà". 





Brexit, l’appello della May ai Comuni: “Accordo è l’unica via”

Uscire dall’UE con un accordo "è l’unica via possibile" dopo che il parlamento ha detto no sia a un no deal sia a una revoca dell’articolo 50 (Brexit). Così Theresa May presentando ai Comuni le sue "nuove offerte". La premier Tory ha parlato di "un compromesso" rivolto anche alle opposizioni, citando "10 cambiamenti" al suo piano e indicando l’approvazione della legge attuativa a giugno come premessa per lasciare l’Ue "a luglio". L’alternativa è "la divisione e lo stallo". Duro il labour Corbyn: "May non ha autorità. si voti". 





Liberato al confine tra Siria e Turchia l’Italiano Alessandro Sandrini

 

Alessandro Sandrini, l’italiano rapito al confine tra Siria e Turchia nel 2016, è stato liberato dal ’Governo di salvezza’, gruppo antigovernativo della zona di Idlib. Lo annunciano le stesse forze pubblicando le foto sui social e affermando che il bresciano era nelle mani di una banda criminale. Al momento non si hanno conferme ufficiali da parte italiana. 





Conte al Quirinale per sbrogliare la matassa Sicurezza e Famiglia. Giorgetti (Lega) va giù pesante: “Così non si può andare avanti”

 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è recato questa mattina al Quirinale per incontrare il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Al centro del colloquio, anche se non sono state diffuse note sia da Palazzo Chigi che dal Quirinale, i due Decreti che in queste ore hanno infiammato il clima politico, quello sui sostegni alle famiglie targato M5S e che è a rischio coperture e quello cosiddetto ‘Sicurezza bis’, targato Lega, che invece avrebbe problemi di costituzionalità. Su tutto questo si è accesa la lente d’ingrandimento del Quirinale, che vuole vederci chiaro in entrambi i casi. Conte, per qusto motivo si è recato sul Colle più alto della politica nazionale, per un colloquio chiarificatore con Mattarella. Per entrambi gli atti di Governo, però, serve una versione definitiva, senza quella il Capo dello Stato non si può esprimere. Sul punto, anche in questo mercoledì di tregua, almeno dal maltempo, si è espresso il Vicepremier Salvini: “Rispetto pienamente i suggerimenti che arriveranno anche dal presidente Mattarella. Penso che il decreto sia pronto e porterà più sicurezza.  Mi sto confrontando con tutti - ha specificato - e conto che possa essere presto approvato perché sono 18 articoli che contrastano camorristi, spacciatori, scafisti, teppisti da stadio, che mettono dei soldi per i rimpatri, che aumentano le pene per chi aggredisce poliziotti e carabinieri. Quindi i compiti a casa li ho fatti, abbiamo limato tutto, migliorato, emendato, aggiunto. Io sono pronto". Ad ogni modo "non lo fisso io il Consiglio dei ministri". Da ministro, ha aggiunto Salvini a proposito dei tempi di approvazione del decreto legge bis sulla sicurezza, "ho fatto il mio lavoro, sono pronto. Poi, se mi si convoca, sono contento". Ma questa è stata la giornata anche di Giorgetti, il potente Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che mai, in questi giorni ha nascosto il suo malumore quanto ai rapporti nella maggioranza: "Non accuso nessuno, tantomeno il premier Conte, ma così non si può andare avanti...". "Non ho accusato nessuno - ha ribadito - Il presidente del Consiglio non deve essere super partes, il capo dello Stato deve esserlo. Questo è quello che ho detto, mi sembra una cosa assolutamente naturale". "Se questo è il governo del cambiamento, deve fare le cose - ha poi scandito - non può essere immobile e stare in stallo. La stabilità di governo va bene se non significa immobilità". Giorgetti ha escluso un rimpasto di governo dopo le europee: "Come nello sport, la squadra vincente non si cambia". Quanto alla sua posizione, "io sono dispostissimo a rinunciare al mio ruolo di governo in qualsiasi momento se me lo chiedono e lo ritengono utile".





#PalermoChiamaItalia. L’impegno anti-mafia degli studenti italiani. Mattarella li saluta da Civitavecchia: “Buon vento, la vostra è una missione…”

Oltre 70.000 gli studenti che affolleranno le piazze di tutta Italia per #PalermoChiamaItalia e, di questi, circa 1.500 sono salpati mercoledì sera da Civitavecchia, direzione Palermo a bordo della Nave della Legalità. A salutare la partenza della nave a Civitavecchia, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Ministro del MIUR Marco Bussetti e numerose autorità.

La manifestazione, promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dalla Fondazione Falcone, ricorda quest’anno il 27esimo anniversario delle stragi di Capaci e di viale D’Amelio, dove persero la vita i giudici Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti delle loro scorte Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina.

Come di consueto, le celebrazioni istituzionali inizieranno nell’Aula Bunker dell’Ucciardone, luogo simbolo del maxiprocesso a Cosa Nostra.

Il tema dell’edizione 2019 di #PalermoChiamaItalia è dedicato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, firmata a Palermo nel 2000, entrata in vigore il 29 settembre 2003 e ratificata da 189 stati.

 

Ecco l’intervento del Capo dello Stato che ha voluto salutare i ragazzi in partenza dai moli di Civitavecchia.

 

“Cari ragazzi, desidero aggiungere alle considerazioni importanti e significative, degli interventi che abbiamo appena ascoltato, il mio saluto e i miei auguri di buon vento, anzitutto – come ha detto il comandante della guardia costiera – per il vostro viaggio, ma soprattutto per la vostra missione, perché voi assumete un compito.

Imbarcandovi in questa nave della legalità, compiendo la traversata, sbarcando a Palermo, lanciate un messaggio: il messaggio che la mafia sarà sconfitta, che sarà debellata definitivamente.

Questo vostro messaggio, il vostro impegno, si collegano ad alcune parole di Giovanni Falcone che poc’anzi abbiamo ascoltato, pronunciate da uno di voi. Sono parole che si trovano in evidenza sul sito web della Fondazione Falcone, che ringrazio anch’io per la sua attività.

Vorrei ripetere quelle parole: “Gli uomini passano, le idee restano e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”. Le idee di Falcone e il suo impegno, le idee di Borsellino e il suo impegno, continuano a camminare – ragazzi - anche sulle vostre gambe. Questo è il significato del vostro viaggio; questo è il messaggio che lanciate.

Qualche giorno fa, Giovanni Falcone avrebbe compiuto ottant’anni. Il grande contributo che ha recato - e che continuava a recare - alla lotta contro la mafia è stato colpito ventisette anni fa da quella strage spaventosa in cui è stato assassinato, insieme alla moglie Francesca e a tre servitori dello Stato - di cui poc’anzi abbiamo ascoltato opportunamente i nomi - che lo accompagnavano e che con lui condividevano l’impegno per la giustizia.

Tre mesi dopo - come sapete - un’altra strage spaventosa e barbara ha assassinato Paolo Borsellino, legato a Falcone non soltanto come collega ma come amico, e con piena sintonia. E con lui altri cinque servitori dello Stato: quattro uomini e una donna che lo accompagnavano e, anch’essi, con lui condividevano l’impegno per la giustizia.

Alla loro memoria rendiamo omaggio - e questo è un altro significato del vostro viaggio – tenendo conto che l’impegno di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino non è scomparso, non si è interrotto, ma è stato assunto da tante altre persone con senso del dovere e senso di responsabilità, e che a queste adesso vi aggiungete voi, per il vostro futuro.

Questo vostro messaggio, ragazzi, sarà una risposta forte, significativa, vincente, che potrà sconfiggere la paura, l’omertà, le connivenze, la protervia della mafia.

Ragazzi, fate sempre vostro questo messaggio. Diffondetelo. Buon viaggio e buon impegno”!