Dall’Associazione Bonifiche i Certificati Blu per la sostenibilità

Sarà fatto tutto nel corso della prossima Assemblea Nazionale ad inizio Luglio, quando l’ANBI lancerà “i certificati blu” per attestare il contributo dell’azione dei Consorzi di bonifica in tema di sostenibilità, tra cui i servizi eco-sistemici, assicurati dall’irrigazione, che non è solo un indispensabile fattore produttivo per l’agricoltura di qualità, ma un importante strumento per l’equilibrio ambientale. L’anticipazione è di Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto a Roma alla presentazione della nuova piattaforma Sigrian per il monitoraggio dei flussi idrici a scopo irriguo. “La disponibilità di dati validati – prosegue il DG di ANBI – è la condizione prima per evitare il ripetersi di situazioni penalizzanti l’agricoltura italiana, quali quelle legate alle quote latte o all’emergenza xylella. Nell’analizzarli, però, vanno considerate le peculiarità di un territorio variegato e, per questo, diversificato anche nell’uso dell’acqua, che va gestita, dove ce ne è molta e risparmiata dove invece è scarsa. L’irrigazione è fondamentale – evidenzia Gargano con una suggestione – perché il futuro dell’agricoltura italiana sia colorato del verde tipico del paesaggio italiano, non con il marrone dei campi bruciati dalla siccità!” Entro l’anno, è stato annunciato, dovrebbe essere finalmente varato il decreto per sbloccare l’asporto dei sedimi dai grandi bacini. “Il più grande piano invasi per il Paese è scavare quelli esistenti, la cui capacità è oggi fortemente limitata dalla presenza di strati di sedime consolidatisi negli anni – prosegue Gargano – Non è però l’unico aspetto, su cui intervenire per dare concreta risposta alle richieste comunitarie di efficientare l’uso dell’acqua in agricoltura: è necessario contrastare l’utilizzo di pozzi, ad iniziare da quelli abusivi; bisogna poi incrementare la qualità delle acque reflue per permetterne il riutilizzo; vanno adottate strategie di contrasto alla progressiva salinizzazione dei territori costieri. La nuova Politica Agricola Comune metterà a disposizione del Paese circa 50 miliardi di euro, che dovranno essere gestiti al meglio, pur consci dell’arretratezza del Sud Italia e delle difficoltà della Pubblica Amministrazione. ANBI esprime apprezzamento per la nuova piattaforma Sigrian e condivide che non siano assegnate risorse ai Consorzi, che non dovessero dimostrarsi collaborativi nella fornitura dei dati. Resta una domanda – conclude il DG di ANBI – Che fine ha fatto l’articolo di decreto, che riconosceva un valore economico alle esternalità positive dell’irrigazione?”





Raggiunta intesa tra Confcommercio Lazio Nord e Sindacati sul terziario

E’ stato sottoscritto dalla Confcommercio Lazio Nord, dalla Filcams Cgil Rieti EVA e dalla Uiltucs Uil Rieti un accordo per favorire nel settore terziario, distribuzione e servizi la stipula di contratti a tempo determinato per le imprese, che pur non esercitando attività di carattere stagionale, necessitano di gestire picchi di lavoro riconducibili a ragioni di stagionalità. L’accordo esplica i suoi effetti in tutta la Provincia di Rieti nei periodi compresi tra il 1° giugno e il 30 settembre e dal 1° dicembre al 31 gennaio. L’accordo è stato sottoscritto alla presenza dell’ordine dei consulenti del lavoro di Rieti il cui Presidente Rodolfo D’Aquilio ha espresso soddisfazione per la possibilità di derogare dai rigidi limiti previsti nel decreto dignità. Lo strumento adottato risulterà sicuramente utili per incrementare l’occupazione duranti i periodi caratterizzati da un maggiore afflusso turistico. I consulenti del lavoro ringraziano la Confcommercio e le Organizzazioni sindacali per l’attenzione alle problematiche delle imprese commerciali e per la collaborazione nel ricercare valide soluzioni. 




E’ stato sottoscritto dalla Confcommercio Lazio Nord, dalla Filcams Cgil Rieti EVA e dalla Uiltucs Uil Rieti un accordo per favorire nel settore terziario, distribuzione e servizi la stipula di contratti a tempo determinato per le imprese, che pur non ese

“Ama è da mesi senza guida e da due anni senza bilanci approvati. Le condizioni del servizio e industriali peggiorano, quelle del lavoro sono in caduta libera. Adesso che si è allargato il fronte, con la decisione delle Rsu a larghissima maggioranza di lanciare lo stato di agitazione in azienda, vanno date risposte chiare con i fatti o lo sciopero a fine giugno sarà inevitabile". È quanto si legge in una nota di Natale Di Cola, Marino Masucci e Massimo Cicco, segretari generali di Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel.

"Il 7 giugno - aggiungono i sindacalisti - saremo al VI Municipio e il 10 al X, con assemblee pubbliche dei lavoratori impegnati nei nuovi modelli di raccolta, per denunciare la gestione disastrosa e le condizioni di lavoro, sanzionate anche dallo Spresal. Il 14 giugno in Campidoglio, per chiedere che la Giunta dia risposte dopo aver portato l’azienda a una crisi senza precedenti e aver colpevolmente fatto passare oltre un anno senza approvare il bilancio consuntivo 2017, tre anni senza progetti chiari e prospettive per il ciclo dei rifiuti".

"A complicare la situazione una gestione operativa che non risolve i problemi e il caos degli ultimi mesi sulle buste paga, con l’introduzione di un nuovo sistema operativo che ha falcidiato i salari e messo in luce problemi organizzativi e incrostazioni che nessuno affronta. Per il Campidoglio e per la direzione Ama - concludono Di Cola, Masucci e Cicco - il tempo è scaduto".





Precari che aspettano altri precari (navigator). Anpal non finisce di stupire. Sciopero dei lavoratori con contratti in scedenza

 

Sciopero giovedì per l’intera giornata dei lavoratori di Anpal servizi, la società partecipata al 100 per cento da Anpal, l’Agenzia del ministero del Lavoro che coordina le politiche attive dell’occupazione. A proclamare la protesta sono Fisac e Nidil Cgil, Cisl First e Uilca Uil, allo scopo di denunciare “un panorama di assoluta incertezza rispetto alla stabilizzazione di tutto il personale precario”. Presìdi sono previsti in tutta Italia: segnaliamo quelli di Pescara , di Roma, di Torino. 

Anpal Servizi impiega 530 collaboratori e 137 contratti a tempo determinato, e di questi saranno stabilizzati non più di una ventina. "I contratti in scadenza sono tanti, i primi 13 a tempo determinato scadono a fine maggio", spiegano i sindacati, chiedendo anzitutto la proroga dei contratti in scadenza, in vista di un piano pluriennale di stabilizzazioni. “In questo quadro desolante - continuano Fisac e Nidil Cgil, Cisl First e Uilca Uil - s’inserisce la partita dei cosiddetti ‘navigator’, 3 mila lavoratori che saranno inseriti con contratti di collaborazione fino ad aprile 2021, nuovi precari che si sommano ai più dei 600 precari storici di Anpal Servizi. Una situazione paradossale”.

Fisac e Nidil Cgil, Cisl First e Uilca Uil evidenziano “l’ipocrisia di voler potenziare le politiche volte ad aiutare i disoccupati utilizzando lavoratori che ogni giorno, da anni, combattono e sono costantemente preoccupati per il loro futuro professionale, cui si aggiungeranno nuovi precari che dovranno accettare le stesse condizioni di lavoro”. I sindacati, dunque, contestano “la mancata proroga dei contratti scaduti e in scadenza, l’assenza di volontà di avviare il processo di stabilizzazione per i collaboratori a tempo determinato (secondo quanto previsto dal decreto 4/2019, convertito con legge 26/2019), nonché l’assenza di volontà di superare il precariato a fronte dell’ingresso di 3 mila nuovi collaboratori e conseguente avvio stabilizzazioni anche per i collaboratori”. Lamentano, infine, anche il “mancato rinnovo della parte economica, che contemplerà la rivisitazione dei minimi tabellari, welfare, previdenza e premio di risultato” e “il mancato avvio del piano di adeguamento salariale per i dipendenti, e di adeguamento salariali e riconoscimento dell’anzianità per i collaboratori”.





Processi aziendali, nuova Call da Terna e DMET

Al via D2O - Digital To Operation, la nuova Call lanciata da Terna, società che gestisce la rete elettrica nazionale e da Digital Magics EnergyTech, programma di incubazione specializzato per le startup digitali del settore dell’energia. L’obiettivo della Call for Innovation è quello di individuare le migliori startup e PMI innovative italiane in grado di trovare soluzioni digitali finalizzate al miglioramento della sicurezza delle persone (safety) e dei processi operativi core dell’azienda aumentandone l’efficacia e l’efficienza. Le persone che lavorano in Terna, infatti, rappresentano un asset di fondamentale importanza e uno dei fattori abilitanti della missione strategica del Gruppo per il Paese. Lealtà, Passione e Responsabilità sono i valori che accomunano tutti i dipendenti di Terna e che ne guidano l’impegno ogni giorno. D2O - Digital to Operation si focalizza su due ambiti principali: Digital worker: sistemi, dispositivi digitali dedicati alle persone operative sul campo per l’incremento dell’efficacia del lavoro, della sicurezza e della tutela della salute. Digital platforms: piattaforme a supporto della digitalizzazione dei processi aziendali di back office. Fra tutti i progetti inviati entro il 23 giugno sul sito https://openinnovation.digitalmagics.com/it/challenge/d2o-digital-to-operation saranno selezionati 10 finalisti che l’8 luglio parteciperanno alla giornata finale di Pitch presentando le loro innovazioni e i loro modelli di business. Il finalista che proporrà il progetto ritenuto migliore si aggiudicherà un premio di 15.000 euro. I 10 finalisti avranno anche la possibilità di intraprendere un percorso di sviluppo e Open Innovation proprio all’interno di una sede di riferimento Terna, dedicata alle Human Renewable Resources e al Digital To Operation. 





Bocciate le aree di servizio autostradali italiane, un percorso ad ostacoli e tante barriere per i disabili

Dovrebbero essere i luoghi più accoglienti per i viaggiatori e soprattutto dei diversamente abili, purtroppo però, in tanti, troppi casi, si trasformano in veri e propri gironi infernali, Parliano delle aree di servizio con desolanti con parcheggi intasati da camion, bagni fatiscenti e un’inaccettabile accoglienza per i portatori di handicap. È questo il risultato dell’indagine sul campo condotta dal mensile Quattroruote, pubblicata sul numero in uscita, che ha esaminato le autostrade A5 (Torino-Aosta), A6 (Torino-Savona), A7 (Milano-Genova), A10 (Genova-Ventimiglia), A12 (Genova-Roma), A15 (Parma-La Spezia), A22 (Modena-Brennero), A24 (Roma-L’Aquila) e A25 (Torano-Pescara), contigue agli itinerari principali, l’A1 Autostrada del Sole e l’A14 Bologna-Taranto, già valutate lo scorso anno. Gli inviati del mensile sono partiti dalla Valle d’Aosta per arrivare fino in Abruzzo: 105 le aree di servizio visitate, collocate lungo percorsi che, specie nel periodo di vacanza, risultano molto battuti portando alle località di mare (come la Torino-Savona e la Milano-Genova) o di montagna (come l’A22 per il Brennero e l’A24/25 tra Roma e L’Aquila/Teramo). Sei i parametri principali utilizzati per esprimere i giudizi: il numero e la qualità degli spazi di sosta, lo stato degli edifici e l’offerta di servizi particolari (per esempio, per bambini e animali domestici), la tipologia e la qualità delle aree di ristoro (servizio e pulizia), l’efficienza delle toilette, l’accessibilità per gli utenti disabili e il prezzo dei carburanti al self-service. Il quadro generale evidenzia una situazione peggiore rispetto alle precedenti verifiche: nonostante il livello di pulizia delle aree di ristoro e dei bagni sia in generale accettabile, il giudizio medio non supera le due stelle su cinque, con ben quarantacinque strutture che ottengono solo una stella, o una e mezza, senza quindi raggiungere una votazione sufficiente. Su 105 aree, dieci offrono meno di dieci posti ciascuna per parcheggiare; i posti riservati a donne in gravidanza o a famiglie sono previsti solo in undici aree. Quattro quelle che offrono colonnine per la ricarica di auto elettriche. Tutti numeri ancora troppo bassi. Un capitolo a parte merita l’analisi dell’accoglienza degli utenti disabili: in più del 50% delle strutture visitate i bagni sono risultati chiusi a chiave o dotati di citofono. Per accedere a quello che dovrebbe essere un diritto, l’utente è costretto a qualificarsi e a chiederne l’apertura. Inoltre, in presenza dei tornelli d’ingresso all’autogrill, in diversi casi il varco a loro dedicato - o l’ingresso ai bagni - si rivela impraticabile per la presenza d’ingombranti espositori che di fatto impediscono il passaggio di una carrozzina (succede, per esempio, a Varco Laimburg Est, Adige Ovest, Viverone Sud, Piani d’Invrea Nord, Versilia Ovest, Fine, Arone Est). Non solo: le aree Po Est, Garda Est e Paganella Ovest sono risultate prive di accessi dedicati ai disabili, mentre in altri casi le toilette a loro riservate sono abbinate alla baby room o alle docce (Castagnolo Est, Corneto Ovest, Isarco Est, Paganella Est, Povegliano Est, Bracciarola Nord). Al netto di rare eccezioni positive (come l’area Carcare Est sull’A6 Torino-Savona, un modello di accoglienza), l’indagine di Quattroruote rivela dunque come le aziende titolari delle concessioni abbiano scelto d’investire poco su queste arterie, concentrando la maggior parte delle risorse su quelle con volumi di traffico più alti, dove l’anno scorso la stessa analisi aveva fatto registrare valutazioni decisamente più alte. Ora speriamo che dopo questo rapporto cambi qualcosa, almeno per i meno fortunati, quelli che sono costretti a vivere con ausili ortopedici, o peggio ancora in sedia a rotelle.





Start up, è boom vero in Lombardia

In Lombardia, quanto a start up è un vero e proprio boom. Lo testimoniano i numeri veramente incredibili anche nel solo 2019. Crescita esponenziale per le start up innovative che sfiorano le 10mila unità a febbraio 2019, con Milano che si colloca in vetta alla classifica italiana, confermandosi città a elevato tasso di innovazione con il 20% circa delle start up innovative del Paese. Dichiara Alvise Biffi membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e presidente dell’incubatore Speed MI Up: “Puntare sui giovani e sulle idee innovative è l’obiettivo che la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi si pone anche attraverso Speed MI Up www.speedmiup.it, l’incubatore d’impresa gestito assieme all’Università Bocconi e con il supporto del Comune di Milano, dove le start up possono crescere, strutturarsi più velocemente, migliorare le attività manageriali e finanziarie e accedere a finanziamenti esterni. Un’esperienza consolidata per il territorio che sviluppa luoghi di dialogo e scambio fra imprese, università e istituzioni”. Speed MI Up. L’incubatore d’impresa di Università Bocconi e Camera di Commercio di Milano-Monza-Brianza-Lodi, con il supporto del Comune di Milano, www.speedmiup.it/. In sei anni di attività, Speed MI Up (www.speedmiup.it/) ha aperto le porte a oltre 400 startupper. Ha ricevuto 1700 idee di business e ha incubato 90 imprese che oggi valgono complessivamente 88 milioni di euro. È una realtà in crescita: nel 2017, le startup dell’incubatore hanno fatturato 9 milioni di euro, che nel 2018 sono saliti a 20 milioni. Fra venture capital, equity crowdfunding e finanziamenti pubblici, le nuove imprese lanciate da Speed MI Up hanno raccolto 11 milioni di euro. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi in un dossier aggiornati a febbraio 2018 nel capoluogo lombardo sono 1.728 le giovani imprese iscritte nell’apposita sezione del Registro Imprese, 1.840 considerando il territorio aggregato di Milano Monza Brianza Lodi, in aumento del 25% rispetto al 2018: in quest’area sono localizzati i tre quarti delle start up innovative lombarde, il 19% di quelle italiane. La Lombardia è la regione più popolosa con 2.463 unità. In tutta Italia il numero delle start up innovative è cresciuto in modo esponenziale dal 2012 al 2015, per poi avere una fase di assestamento ma sempre con aumenti significativi fra il 2016 e il 2018. Nell’ultimo anno nuovo significativo incremento con un +25%. Il panorama sulle start up innovative con analisi di dati a confronto si può trovare su: “L’importanza di essere una start up: le performance delle imprese innovative dentro e fuori dal Registro”). Imprese giovani Un quinto delle start up innovative è controllato da giovani under 35 (2000 in tutta Italia, 342 nell’area di Milano Monza Brianza Lodi) quota che acquista ancora maggiore rilevanza se si considera che nell’universo locale delle società di capitale il 5% circa può essere definito giovanile. Settori Secondo quanto si evince dai dati diffusi nell’indagine della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, la gran parte delle start up innovative opera nel terziario (8 imprese su 10 nel comprensorio di Milano Monza Brianza Lodi) mentre sono meno diffuse nei settori dell’industria e artigianato (11,3% del totale start up). A livello nazionale Il 14 % delle start up innovative è ad alto valore tecnologico; più nel dettaglio, sono i servizi avanzati a prevalere, la produzione di software e i servizi informatici; seguono le attività legate alla ricerca scientifica e sviluppo. Fra le startup industriali, a imporsi sono sempre i settori a media e alta tecnologia, come la fabbricazione di computer, apparecchiature elettroniche e macchinari. Gli addetti Guardando al contributo occupazionale, a livello nazionale sono 3.914 le start up con addetti dichiarati. In generale si tratta di imprese di piccole dimensioni, l’80% conta meno di 4 addetti, mentre lo 0,5% ne conta più di 50 (4 imprese in valore assoluto a Milano, 14 in tutta Italia). Da considerare che la maggioranza di queste imprese non dichiara nessun addetto (spesso sono gli stessi soci/fondatori a prestare attività lavorativa all’interno dell’azienda). Capitale e forma giuridica Circa la metà delle start up innovative (42%) è dotata di un capitale sociale inferiore ai 10mila euro, mentre il 22% si colloca tra 10 e 50 mila euro. Le start up dell’area milanese risultano mediamente più capitalizzate di quelle nazionali. A livello nazionale la forma giuridica prevalente è la società a responsabilità limitata (87,6%, 8.642 in valore assoluto ); la rimante quota è rappresentata dalle s.r.l. semplificate (10%), e dalle società per azioni (0,9%). Caratteristiche delle startup innovative Le startup innovative sono società di capitale con precise caratteristiche: non devono essere nate da fusioni, scissioni o cessioni, devono essere costituite da meno di 60 mesi e avere un fatturato non oltre i 5 milioni di euro; non possono distribuire utili, l’oggetto sociale deve riguardare lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Inoltre, devono rispettare almeno uno dei seguenti requisiti: le spese in ricerca e sviluppo devono essere superiori al 15 per cento del maggior valore tra costi e valore totale della produzione; devono impiegare, come dipendenti o collaboratori (in misura pari ad almeno un terzo della forza lavoro), personale in possesso del dottorato di ricerca o che abbia svolto almeno tre anni di attività di ricerca, o, in alternativa è necessario che almeno i due terzi del personale sia in possesso della laurea magistrale; l’impresa deve essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto. L’iscrizione nell’apposita sezione del Registro delle Imprese – attiva dal 2013 - prevede una serie di agevolazioni e vantaggi rispetto all’inquadramento contrattuale e alla remunerazione dei lavoratori, all’esonero da alcune forme di tassazione, a incentivi fiscali e possibilità di utilizzare l’equity crowdfunding.





Medici ed infermieri, non si ferma la grande fuga dall’Italia. Denuncia di Amsi ed Umem

Le associazioni medici di origine straniera in Italia (Amsi) e l’Unione medica euro mediterranea (Umem), soci fondatori del movimento internazionale "Uniti per Unire", insieme a numerose associazioni e comunità aderenti, presentano le statistiche riguardo le richieste arrivate e che continuano ad arrivare allo sportello congiunto attivato presso l’Amsi e che saranno illustrate insieme ad altre dati in apertura del Congresso dell’Amsi che si svolgerà in 22.06 a Roma con evento accreditato con Ecm per tutte le professioni. In 5 anni sono arrivate più di 5000 richieste da parte di medici italiani che desiderano trasferirsi all’estero. Vaie le motivazioni: per lavoro, per acquisire esperienza e pratica nell’ambito chirurgico, per aspetti culturali e religiosi e per interesse scientifico, in particolare per fare ricerca nelle branche di ginecologia, pediatria diabetologia, pneumologia, oculistica, dermatologia, malattie infettive. Le 5000 richieste sono arrivate per il 65% da giovani, per il 25% da pensionati, per il 15% da medici in attività e per il 5% da associazioni e comunità che si occupano di cooperazione. Le richieste hanno avuto un’impennata del 40% dal primo gennaio del 2018 e sono arrivate maggiormente da Lombardia, Veneto, Piemonte, Lazio, Puglia, Campania, Emilia Romagna ,Umbria e Sicilia. Ecco le mete più richieste: 25% Paesi europei (Inghilterra, Belgio, Scozia, Germania), 10% Paesi dell’Est (Albania, Romania, Polonia, Ucraina, Russia), 30% Paesi Arabi (Arabia Saudita, Qatar, Giordania, Libano, Tunisia, Egitto, Somalia, Marocco, Palestina, Libia, Sudan, Iraq e Kuwait); 15% Paesi africani e Corno d’Africa (Nigeria, Congo, Camerun, Eritrea e Etiopia ) 10% Paesi sud America (Equador, Brasile, Argentina, Messico, Perù e Colombia); 5% Cuba e Nord America; 5% vari paesi asiatici ed Israele. "Bisogna riflettere e trovare soluzioni urgenti per combattere la #FugadeiCervelli e dei medici e professionisti della sanità all’estero per i vari motivi elencati dalle nostre associazioni - dichiara Foad Aodi, consigliere OMCEO Roma, Fondatore Amsi, Componente Commissione Fnomceo "Salute Globale" -. Bisogna creare le condizioni sia lavorative che di ricerca universitaria (urgono 10 mila borse di specializzazione) combattendo la sottopaga, lo sfruttamento lavorativo e la burocrazia nell’ambito dell’esercizio della professione medica per frenare questa grave emorragia che sta dissanguando il nostro SSN, indebolendo tutte le sue forze e che non può garantire tutte le prestazioni ai pazienti nelle varie Regioni”. Foad Aodi, su invito e proposta del Presidente Fnomceo Filippo Anelli ha partecipato al Gruppo di lavoro sulla "Questione Medica" nell’ambito del I Consiglio Nazionale degli Stati generali convocati dalla Fnomceo proprio per discutere sulla crisi della medicina. Inoltre Amsi, Umem e il movimento internazionale inter professionale "Uniti per Unire" aderiscono alla campagna promossa dalla Fnomceo "Offre l’Italia" sulla fuga dei medici italiani all’estero e la carenza dei specialisti. 





Governo, Di Maio fuori dai ’gangheri’: "Più lavoro e meno stronzate"

- L’abuso d’ufficio "è un reato in cui cade spesso chi amministra, è vero, ma se un sindaco agisce onestamente, non ha nulla da temere". Così il vicepremier Di Maio sulla proposta di Salvini di abolire il reato. "Non si sistemano le cose togliendo un reato. Il prossimo passo quale sarà? Togliere il reato di corruzione per evitare di far dimettere un sottosegretario? E’ forse un modo per chiedere il voto ai condannati? Per noi il governo va avanti, ma a un patto: più lavoro e meno stronzate!", conclude Di Maio.

 





Boom per la cassa integrazione. L’Inps certifica un +30,5% sul 2018

Nel mese di aprile 2019 sono salite le richieste di cassa integrazione, raggiungendo quota 25,4 milioni, con un aumento del 16% su marzo e 30,5% rispetto allo stesso mese del 2018 quando furono 19,4 milioni. È il dato che emerge dall’aggiornamento effettuato dall’Inps sulla CIG.

Nei primi 4 mesi dell’anno sono stati chieste 91.295.843 di ore di cassa integrazione: in dettaglio sono state autorizzate 7,4 milioni di ore di Cig ordinaria, con una variazione tendenziale di -18% e un calo ancora più forte congiunturale, -37,1% rispetto a marzo 2019.

In calo anche gli interventi in deroga che ad aprile 2019 sono stati pari a circa 20mila ore autorizzate, registrando un calo del 93,6% rispetto ad aprile 2018, mese nel quale erano state autorizzate 0,3 milioni di ore, mentre la variazione congiunturale ha visto un aumento del 68,5% rispetto a marzo.

Boom invece per la Cassa integrazione straordinaria: il numero di ore autorizzate ad aprile 2019 è stato pari a 17,9 milioni, di cui 4,3 milioni per solidarietà, con un aumento del 78,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente quando furono 10,1 milioni le ore autorizzate. Il dato segna una variazione congiunturale rispetto a marzo 2019 pari al +79,3%.





Il mercato immobiliare nazionale torna ai bei tempi. Nel 2018 (+6,5%)

Nel 2018 il mercato immobiliare ha registrato il quinto anno di crescita consecutivo a livello residenziale. Le transazioni sono state quasi 580.000, il dato più alto dal 2010 ad oggi, con un fatturato di oltre 94 miliardi di euro. È quanto emerge dal rapporto immobiliare residenziale realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con l’Abi. Tra le grandi città i maggiori rialzi si sono registrati a Bologna, Palermo e Napoli.

Nel 2018, spiegano in dettaglio Abi e Agenzia delle entrate, il mercato residenziale ha registrato 578.647 transazioni. L’incremento delle compravendite è stato più elevato nel Nord Est (+10,2%); seguono le Isole (+7,7%), il Centro (+6,4%), il Nord Ovest (+5,6%) e il Sud (+3,8%). In lieve calo le compravendite di abitazioni in nuda proprietà (-0,4%), soprattutto al Sud, dove il calo è stato più marcato (-6,6%). La stima complessiva del fatturato 2018 è pari a 94,3 miliardi di euro, 53 dei quali (oltre il 56%) riferiti al Nord. La superficie media dell’abitazione acquistata nel 2018 è circa 106 metri quadri. L’Emilia Romagna è la regione con il maggior incremento del numero di compravendite di abitazioni, con quasi 52 mila scambi e una crescita dell’11,3%. Seguono le Marche (+10,2%) e il Veneto (+10%). L’unica a mostrare il segno meno è la Basilicata, che perde il 5,9%. Tra le grandi città, invece, spicca Bologna (+10,5%), seguita da Palermo (+7,7%), Napoli (+5,9%) e Torino (+4,3%). Bene anche Roma (+3%), Milano (+3,4%), Genova (+3,6%) e Firenze (+3,9%). Per quanto riguarda gli affitti, lo scorso anno il numero di abitazioni locate è stato pari a 1.377.364, lo 0,3% in più rispetto allo scorso anno. Il canone annuo medio pagato per la casa è stato nel 2018 pari a circa 67 euro a metro quadro. Si conferma nel 2018 un canone medio annuo più elevato nei contratti di locazione agevolati per studenti (76,4 euro a metro quadro), quello più basso nei contratti ordinari di lungo periodo (65,2 euro a metro quadro).    





I numeri della Confesercenti: “Con l’aumento dell’Iva meno meno acquisti delle famiglie per 8,1 miliardi di Euro”

L’ aumento dell’Iva nel 2020 porterebbe ad una riduzione di 8,1 miliardi di euro della spesa delle famiglie, pari a 311 euro di minori consumi a testa. A dirlo è il rapporto di Confesercenti ’L’Italia che non cresce’ su commercio e consumi. L’aumento dell’Iva annullerebbe dunque i progressi fatti con le misure espansive contenute nell’ultima legge di bilancio. Confesercenti stima che se l’Iva non dovesse aumentare tra questo ed il prossimo anno, la spesa delle famiglie registrerebbe invece un lieve recupero: al 2020 si stima una spesa media annuale in termini reali di 28.533 euro per famiglia (rispetto ai 28.223 con Iva aumentata) con un incremento annuo di poco più di 140 euro. Su questi numeri da registrare la presa di posizione di Unione Consumatori: “Secondo i dati resi noti da Confesercenti, nel 2018 le famiglie italiane consumano 2.530 euro in meno rispetto al 2011 (-8,2%). "Dati sconfortanti, che confermano quanto andiamo denunciando da anni" afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. "Se i consumi in termini nominali sono lievemente cresciuti, quelli reali sono ancora inferiori rispetto ai valori pre-crisi. Un fatto molto preoccupante, considerato che la spesa delle famiglie rappresenta il 60% del Pil. Fino a che gli italiani continuano a stringere la cinghia non si potrà avere una crescita significativa, superiore agli zero virgola a cui purtroppo ci siamo orami abituati" prosegue Dona. "Per questo la priorità del Governo dovrebbe essere il rilancio della capacità di spesa delle famiglie, in particolare di quel 50% di italiani” che ancora fatica ad arrivare a fine mese. In tale contesto, il rialzo dell’Iva sarebbe letale" conclude Dona. 





Strage mafiosa di Capaci, Mattarella rilancia: "Falcone è motore riscossa"

A 27 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, "legate dalla medesima, orrenda strategia criminale, la Repubblica si inchina nel ricordo delle vittime e si stinge ai familiari".Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Il loro sacrificio è divenuto motore di una riscossa di civiltà, che ha dato forza allo Stato nell’azione di contrasto e ha reso ancor più esigente il dovere dei cittadini e delle comunità di fare la propria parte", ha detto Mattarella. La riscossa deve "proseguire fino alla sconfitta definitiva della mafia". Ma non tutto è andato liscio in queste celebrazioni. Per contestare la presenza del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, diversi leader di associazioni impegnate contro la mafia non sono presenti all’appuntamento annuale al bunker dell’Ucciardone di Palermo, organizzato dalla fondazione Falcone. Prevista una contromanifestazione alla Casina No mafia di Capaci. "Un siciliano che vota Lega è un siciliano che non conosce o non rispetta la propria storia. Un siciliano che vota Salvini è un siciliano senza dignità". Così alcuni volantini affissi a Palermo a poche ore dall’arrivo di Salvini. Ed immediata è arrivata la replica del titolare del Viminale: "Chi si divide sulla lotta alla mafia sbaglia, chi usa questa giornata per attacchi politici non fa torto a me ma a Falcone e al Paese. Io faccio il ministro dell’Interno -ha aggiunto- e con tutto il rispetto per Fava, noi la mafia la combattiamo assumendo poliziotti, confiscando beni e riconsegnandoli ai cittadini".





Acque minerali, quelle italiane sono promosse. I dati del Cnr sul mercurio

L’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Idpa) ha coordinato uno studio sulle concentrazioni di mercurio (Hg) nelle acque minerali naturali italiane in bottiglia. La ricerca “Ultra-trace determination of total mercury in Italian bottled waters” (determinazione di ultra-tracce di mercurio nelle acque in bottiglia italiane) è stata pubblicata sulla rivista Chemosphere, in collaborazione con l’Istituto di nanotecnologia (Cnr-Nanotec), l’Università della Calabria (Unical), le Università Sapienza di Roma, degli Studi di Ferrara, Ca’ Foscari di Venezia e Magna Graecia di Catanzaro. “Nel biennio 2014-2016 sono state raccolte e analizzate in laboratorio, con una tecnica analitica specifica per la determinazione del mercurio (Hg) in ultra-tracce, 244 acque confezionate in bottiglia di 164 marche, rappresentanti il 64% dell’intero mercato italiano. I dati raccolti forniscono informazioni fino ad oggi assenti, confermando i livelli trascurabili di Hg nelle acque in bottiglia italiane, circa mille volte inferiori rispetto al valore limite di 1 microgrammo per litro previsto dalla Direttiva Europea 2003/40/CE”, spiega Massimiliano Vardè del Cnr-Idpa. “Il mercurio è uno dei contaminanti più dannosi e indesiderabili, in particolare nell’ambiente acquatico. L’esposizione ad esso, anche a basse dosi, induce effetti avversi sul sistema nervoso centrale del feto, del bambino e dell’adulto e provoca, inoltre, significativa tossicità renale ed epatica, diminuzione della fertilità, alterazioni del sistema immunitario e danni al sistema cardiovascolare”. Oltre alla valutazione della qualità dell’acqua rispetto all’elemento tossico, la ricerca ha fornito importanti indicazioni in merito all’origine del mercurio nelle acque sotterrane. “Lo studio ha messo in luce infatti, una relazione diretta fra le concentrazioni di Hg misurate e le caratteristiche litologiche degli acquiferi e quindi ai processi di interazione acqua-roccia innescati durante il deflusso profondo”, conclude Vardè. “È stata osservata in tal modo una correlazione diretta dei livelli di Hg in acquiferi di aree di origine vulcanica e nei siti geotermici e minerari (estrazione di metalli), dimostrando come nelle suddette aree vi siano condizioni favorevoli in termini di disponibilità e mobilità dell’elemento. L’approccio proposto può rappresentare così un’alternativa economica per ottenere una prima indicazione sulla chimica del mercurio nelle acque sotterrane su scala nazionale”. 





Lavoro, Castelli: “Dati INPS confermano la bontà norme del Decreto Dignità”

“Dati INPS confermano la bontà norme del Decreto Dignità” Roma - “Ancora una volta i dati dell’INPS sulla stabilizzazione di rapporti a tempo determinato confermano la bontà delle norme contenute nel Decreto Dignità e delle iniziative portate avanti dal Ministro Di Maio e dall’intero Governo. È chiara l’inversione di tendenza rispetto al passato”. Lo afferma il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, commentando i dati dell’Osservatorio INPS sul precariato, secondo cui nel primo trimestre 2019 la variazione netta sui rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni meno cessazioni) risulta positiva per 241.147 contratti (+126,3 sui primi tre mesi del 2018), dati che confermano anche il boom delle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato passate dalle 125.000 a 219.000 (+75,5%). 

 





L’ecobonus indigesto per artigiani e piccoli e medi imprenditori. La denuncia di Cna

“Si chiama ecobonus – si legge in una nota di Cna - e fa gola a tanti artigiani, piccoli e medi imprenditori, perché promette di dare benzina al mercato della riqualificazione degli edifici. Ma così come pensato nel Decreto Crescita rischia di essere un boomerang.

Il perché è presto detto: la norma allo studio prevede la possibilità di scontare direttamente in fattura l’importo della detrazione fiscale sui lavori di efficientamento energetico e di prevenzione del rischio sismico, ma artigiani e piccole imprese rischiano di rimanere fuori dai giochi. Impensabile che le dimensioni di impresa e i fatturati consentano a queste realtà di essere all’altezza delle risorse finanziarie e della capienza fiscale necessarie a dilazionare nel tempo il recupero di una parte rilevante del pagamento.

Ecco allora che il mercato si concentrerebbe in poche grandi imprese con fatturati rilevanti e più dotate dal punto di vista finanziario, alle quali verrebbe offerto un vantaggio competitivo esclusivo e ingiustificato. E oltre al danno, rischia di esserci anche la beffa. È prevedibile infatti che queste stesse imprese subappaltino i lavori proprio ad artigiani e piccole imprese, che si ritroverebbero così sul mercato, è vero, ma a condizioni penalizzanti”.

Da qui l’allarme lanciato dalla vicepresidente di CNA con delega alle Politiche di sostenibilità, ambiente ed energia, Elena Calabria, che definisce appunto un boomerang per le imprese la formulazione del Decreto Crescita. Il rischio? “Bloccare la riqualificazione degli edifici” secondo la Calabria. “Lo sconto in fattura penalizza gli artigiani e le piccole imprese. Il provvedimento, infatti, concentrerebbe il mercato sulle imprese più dotate finanziariamente, ma che dovrebbero subappaltare i lavori agli artigiani e alle piccole imprese con condizioni estremamente penalizzanti per questi ultimi, raffreddando inoltre la domanda potenziale in un settore in realtà mai uscito dalla crisi. L’edilizia, invece, può contribuire in maniera determinante a rilanciare la crescita, da troppo tempo statica o negativa” ha concluso la Calabria.





La promessa di Di Maio: “Non voglio far chiudere Radio Radicale. Da lunedì me ne occupo”

 

“Non voglio far chiudere Radio Radicale, una soluzione si può trovare ma noi non possiamo dare milioni di euro ad un’unica radio”. Lo ha garantito il vicepremier Luigi Di Maio assicurando che da lunedì si occuperà della questione.

“Se vogliamo dargli una mano, gli diamo una mano da lunedì”, ha detto Di Maio. “Io voglio fare in modo – ha concluso – che si eviti una chiusura, senza sprecare risorse pubbliche. Io Radio Radicale l’ho ascoltata e l’ascolto”.

 

 





Conte a Palermo: “Attacchi allo Stato gli omicidi di Falcone e Borsellino”

“Nel 1992, come è accaduto anche in altre occasioni, la mafia ha voluto colpire lo Stato nella sua interezza e integrità uccidendo chi stava dedicando la propria vita per combatterla”, in primo luogo Falcone e Borsellino. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, alla cerimonia in ricordo di Giovanni Falcone a Palermo.

Conte ha ricordato la “disperazione in cui precipitò questa città e la meravigliosa Sicilia” da cui si alzò “un coro di dolore. Uno scrittore ha detto che ci sono delitti in cui tutto è sociale. Accade quando viene colpito qualcosa che ci accomuna”.

“La lotta alla mafia – ha aggiunto – è una battaglia di verità contro chi soffoca le coscienza. Contro la prepotenza, i soprusi, la politica deviata, a favore della trasparenza, e una battaglia per la persona. La lotta alla mafia è anche una battaglia contro la paura”.

‘Palermo chiama Italia’, ha sottolineato Conte “è un appello a cui deve rispondere anche lo Stato, il governo si ricorda ogni giorni di questa chiamata e vi risponde con tutti gli strumenti a disposizione. Il nostro obiettivo è chiaro: fare terra bruciata intorno alla mafia”.

 





Parlamento Ue, già partito il voto. Aperti i seggi in Gran Bretagna e Olanda

Gran Bretagna e Olanda sono i primi due Paesi a votare per il rinnovo del Parlamento Ue ed al netto dell’eventuale Brexit che vedrà probabilmente uscire anzitempo gli eletti della Gran Bretagna, tutto dovrebbe svolgers secondo le previsioni, con quasi 427 milioni di europei che, nei prossimi giorni si recheranno alle urne . Londra avrebbe dovuto lasciare l’Ue il 29 marzo, ma ha avuto una proroga per concludere i negoziati di recesso fino al 31 ottobre. Venerdì tocca a Irlanda e Repubblica ceca. Sabato alle urne Slovacchia, Lettonia e Malta. Tutti gli altri Paesi votano domenica 26 maggio. Poi i numeri relativi alle attribuzioni dei seggi: i cittadini tedeschi eleggeranno 96 eurodeputati, i francesi 74, gli italiani 73, gli spagnoli 54, i polacchi 51, i rumeni 32, gli olandesi 26. In Belgio, Repubblica ceca, Grecia, Ungheria, Portogallo saranno eletti 21 europarlamentari, e poi 20 in Svezia, 18 in Austria, 17 in Bulgaria, 13 in Danimarca, Slovacchia e Finlandia, 11 in Irlanda, Croazia e Lituania, 8 in Lettonia e Slovenia, e 6 in Estonia, Cipro, Lussemburgo e a Malta. Fra i 28 Paesi membri, solo cinque (Italia, Regno Unito, Polonia, Belgio e Irlanda) hanno il loro territorio diviso in diverse circoscrizioni elettorali, mentre negli altri 23 Paesi si vota sulla base di una circoscrizione nazionale unica. Altre differenze importanti riguardano l’eta’ minima dei candidati (18 anni in 15 Paesi, 21 anni in 10, 23 anni in Romania e 25 anni in Italia e Grecia) e l’eventuale possibilità o no di votare dall’estero, all’interno dell’Ue o nei Paesi terzi, e per procura, per corrispondenza, nelle ambasciate o per via elettronica. Per gli italiani, il voto all’estero è possibile nelle ambasciate, ma solo nei paesi Ue, e non è autorizzato il voto per corrispondenza, né per procura, né quello elettronico (che per ora è previsto solo in Estonia).





Theresa May verso le dimissioni. Venerdì l’annuncio

La premier britannica Theresa May dovrebbe annunciare domani (venerdì ndr) le sue dimissioni, secondo quanto riferisce il Times che cita alleati del capo del governo di Londra. Il quotidiano precisa che la leader dei conservatori avrebbe opposto resistenza agli appelli di una parte del suo esecutivo, che l’avrebbe invitata a lasciare l’incarico già ieri sera. May -secondo quanto si legge- dovrebbe dedicarsi oggi alle elezioni europee, nel giorno in cui vota il Regno Unito. E questo, secondo fonti del Times, sarebbe il suo ultimo atto da capo di governo. 





Sbloccacantieri, sindacati in piazza il 28 maggio a Roma

Per scongiurare l’approvazione di una legge pericolosa per il settore degli appalti pubblici e per i lavoratori, Cgil, Cisl e Uil con le categorie nazionali promuovono martedì 28 maggio alle ore 9.30 una manifestazione unitaria a Roma, in Piazza Montecitorio.

“Con il decreto Sblocca cantieri - dichiarano le tre Confederazioni - il Governo mira a stravolgere il Codice degli appalti pubblici e riconsegnare il sistema nelle mani delle consorterie dei comitati d’affari, in un paese come l’Italia ad altissima possibilità di infiltrazione mafiosa. Un provvedimento che produrrà meno lavoro sicuro e garantito”.

“Quella di martedì prossimo sarà una mobilitazione - aggiungono in conclusione Cgil, Cisl e Uil - contro la corruzione, l’illegalità, lo sfruttamento e per la qualità negli appalti pubblici, per la sicurezza sul lavoro, l’occupazione, gli investimenti e lo sviluppo”.





Torna d’attualità e va in Aula il Ddl sul conflitto d’interessi

 

Sarà il presidente della commissione Giuseppe Brescia del M5s, il relatore sulle proposte di legge in materia di conflitto d’interessi all’esame della commissione Affari costituzionali alla Camera. Lo riferisce Brescia ricordando che il provvedimento inizierà l’iter parlamentare il 29 maggio. "Mercoledì inizierà un percorso molto atteso - anticipa Brescia - Serve una legge non contro qualcuno, ma contro le interferenze degli interessi economici nell’attività politica del governo e del Parlamento. Spero che tutti i gruppi lavorino per trovare una soluzione. Abbiamo troppi fallimenti alle spalle. Nella scorsa legislatura alla Camera ci misero quasi due anni per approvare una legge molto debole, poi rimasta ferma al Senato. Mi sembra lecito confidare in tempi più rapidi".





Protocollo d’Intesa tra Guardia di Finanza e ministero delle infrastrutture e dei Trasporti

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, e il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Giorgio Toschi, hanno siglato il protocollo d’intesa relativo al rinnovo della collaborazione tra il Dicastero e il Corpo. L’accordo estende le sinergie in essere basate sul precedente memorandum sottoscritto nel settembre 2015. Con l’attuale riformulazione, alle attività di supporto garantite dalla Guardia di Finanza al servizio per l’Alta Sorveglianza sulle Grandi Opere del Ministero, orientate principalmente al monitoraggio delle iniziative infrastrutturali e degli insediamenti definiti di prioritario rilievo, si affiancano ulteriori profili di collaborazione con il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, finalizzati alla vigilanza sul mercato e presso i cantieri, relativamente al corretto utilizzo dei materiali e dei prodotti da costruzione. In particolare, viene prevista la possibilità di avviare attività ispettive congiunte per verificare sia lo stato di avanzamento dei lavori che le caratteristiche delle materie prime e dei semilavorati utilizzati, rilevando la loro conformità rispetto alle regole di sicurezza dei prodotti, tipiche del settore delle costruzioni. L’ambito dell’accordo, che vede il ruolo attivo del Nucleo Speciale Anticorruzione e del Nucleo Speciale Beni e Servizi della GdF, prevede anche la facoltà, per il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie, di avviare autonomi approfondimenti operativi sulla base di segnalazioni provenienti dalla Direzione per lo Sviluppo del Territorio, la Programmazione e i Progetti Internazionali del Mit, in merito a lavori concernenti infrastrutture cofinanziate dallo Stato e dall’Unione Europea. L’intesa costituisce, dunque, uno strumento di deciso potenziamento delle linee di tutela della legalità nel settore degli appalti pubblici e conferma in questo l’impegno deciso sia del Mit che della Guardia di Finanza come polizia economico-finanziaria, rafforzando il presidio del corretto utilizzo delle risorse pubbliche, a beneficio sia delle imprese che operano nel rispetto delle regole che dell’intera collettività, in termini di salvaguardia delle caratteristiche di sicurezza che devono presentare le opere pubbliche.





La Sicilia affascina i russi. Turismo in crescita di quasi il 40%

L’est europeo è innamorato della Sicilia e lo sono poi in maniera quasi viscerale i russi, I dati confermano questa tendenza. A darne notizia è l’osservatorio Yandex, e questi numeri sono stati resi noti dal consulente di marketing digitale Giulio Gargiullo. In due anni la popolarità del brand Sicilia ha registrato un salto considerevole fra gennaio 2018 e gennaio 2019, momenti di picco di arrivi dalla Russia in Italia prima dell’estate. Infatti i dati mostrano un incremento delle ricerche online relative alla Sicilia, sul principale motore di ricerca Yandex, da 157.361 a 219.612 a inizio 2019 mostrando una crescita del +39,5594 %. Come afferma lo stesso Gargiullo:”Nel periodo natalizio, fine anno e il natale ortodosso del 7 gennaio si registrano importanti presenze dei russi in Italia e questi dati confermano il grande interesse dei russi per la Sicilia, destinati a crescere ulteriormente per il massimo picco di arrivi questa prossima estate. Prosegue Giulio Gargiullo: “I russi sono notoriamente amanti dell’Italia, tendono a tornarci più volte nel corso degli anni e sono in cerca di shopping, lusso e di esperienze esclusive. I viaggiatori russi sono i secondi – dopo i cinesi -che spendono di più in acquisti nel nostro Paese con uno scontrino medio che varia dagli 800 ai 1000 euro, fino ad arrivare a cifre maggiori in eventi particolari (Dati Tax Free Shopping) . E’ fondamentale quindi accoglierli e attrarli nel giusto modo presso la propria attività o location con un sito ad hoc in russo, attività di marketing digitale attraverso il motore di ricerca russo Yandex e i social network russi, fra i quali VK. Loro parlano poco inglese e comunque preferiscono trovare informazioni nella loro lingua madre”. Anche i dati di ENIT dal MITT di Mosca parlano chiaro: “I viaggi all’estero dei turisti russi, big spender e amanti dello shopping e del lusso, sono cresciuti del 33,7%, e di ben il +67% quelli verso l’Italia che raggiunge il podio al terzo posto dopo Turchia e Thailandia con 804 mila viaggi (+19% sul 2017), superando i 780 mila della Spagna. La propensione a spendere fa scegliere esercizi alberghieri nell’80,6% dei casi e non si accontentano: il 45% si orienta sull’extra lusso”. 





L’Inps conferma la crescita dei contratti stabili. In tre mesi sono 219mila

L’Inps conferma la crescita di trasformazioni di contratti da tempo determinato a indeterminato nei primi tre mesi del 2019: da 125 mila a 219 mila (+75%). Nel primo trimestre, la variazione netta sui rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni meno cessazioni) risulta positiva per 241,147 contratti (+126,3 sui primi tre mesi) del 2018. In marcata diminuzione i contratti di somministrazione (-36,3%).