Zingaretti e Berlusconi all’attacco del Governo giallo-verde

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha scelto il nord Italia per chiudere la campagna elettorale del suo Partito . Quella di Zingaretti è una sfida per l’unità almeno di una parte del centrosinistra. "Se l’Europa dei prossimi 5 anni scegliesse di tornare indietro, se puntasse di nuovo alla disgregazione, ai nazionalismi, se cancellasse il nome di chi ha creato il sogno europeo, Altiero Spinelli, sarebbe drammatico. I ventenni di oggi si troveranno a vivere da soli in Europa, che sarà un satellite di una superpotenza mondiale". Poi l’attacco al M5S e Lega: "Chi vota per il Movimento 5 Stelle, decide di tenersi Matteo Salvini ministro dell’Interno per altri 4 anni". Sul Carroccio esercita invece ancora più durezza: "Personaggi inquietanti come Putin vogliono far saltare l’Europa e non so perché chi governa l’Italia ha gli stessi obiettivi di queste persone". Chiusura di campagna elettorale in casa per Silvio Berlusconi ospite di Pomeriggio 5 . Una chiusura con metafore tutte calcistiche: "Se Forza Italia avrà un buon risultato e il M5s si fermerà sotto il 20% - spiega - gli italiani potranno esporre il cartellino rosso. Quello giallo - aggiunge - potrei estrarlo per Salvini e 





Roma, urne aperte dalle 7 alle 23. Roma Capitale si mobilita

Domenica 26 maggio urne aperte a Roma, così come in tutta Italia, dalle ore 7 alle 23 per le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Come riporta sul proprio sito internet il Comune di Roma, gli elettori sono invitati "a verificare per tempo che siano in possesso della tessera elettorale personale", a controllare "che sulla stessa non siano esauriti gli spazi destinati all’apposizione del bollo della sezione per la certificazione del voto" e "a recarsi a votare fin dalla prima mattina di domenica 26 maggio e comunque ad evitare, per quanto possibile, le fasce orarie immediatamente antecedenti la chiusura della votazione, al fine di scongiurare pericoli di sovraffollamento, disguidi o ritardi nelle operazioni dei seggi".

Per quanto riguarda il rilascio tessere ed attestati sostitutivi delle tessere elettorali, il Campidoglio rende noto che "le tessere elettorali possono essere richieste presso tutti i Municipi oppure presso il Dipartimento Servizi Delegati - Servizi Elettorali di Via Petroselli 50, a prescindere dal domicilio, dai cittadini che l’abbiano smarrita, esaurita, deteriorata o non ritirata". Orari straordinari d’apertura oggi fino alle 18, domani e sabato dalle 9 alle 18 e domenica, giorno del voto, dalle 7 alle 23. "Il Municipio XV - precisa il sito del Comune - garantisce l’apertura degli Uffici Demografici di Prima Porta e La Storta nei giorni di sabato e domenica, mentre lo sportello Anagrafico di via Riano non svolgerà alcuna attività oltre l’orario ordinario di servizio". 

"Le tessere dei nuovi iscritti - spiega il Campidoglio - sono state spedite tramite raccomandata ai rispettivi domicili degli stessi, in caso di mancata consegna, in prossimità della giornata di votazione, potrà essere rilasciato l’attestato sostitutivo della tessera elettorale presso i Municipi oppure presso il Dipartimento Servizi Delegati - Servizi Elettorali di Via Petroselli 50, negli orari sopra indicati".





Grande partita elettorale amministrativa nel Lazio. Eccole sfide

Domenica quasi 590mila cittadini del Lazio saranno chiamati alle urne per le elezioni amministrative. Da Micigliano (paese in Provincia di Rieti con 131 abitanti e 123 aventi diritto al voto) a Tivoli (52.910 abitanti e 44.042 aventi diritto) saranno rinnovati 152 Consigli comunali ed eletti altrettanti sindaci.

Nessun capoluogo di Provincia andrà al voto, i riflettori per saranno puntati sui 10 comuni sopra i 15mila abitanti (che in quanto tali potrebbero andare al ballottaggio il 9 giugno prossimo, nel caso nessuno dei candidati raggiungesse più del 50% al primo turno) dove le varie forze politiche cercheranno di ’pesarsi’ in maniera più compiuta.

Si tratta di Cassino e Veroli per la provincia di Frosinone, Ciampino, Civitavecchia, Monterotondo, Nettuno, Palestrina e Tivoli per la provincia di Roma, Civita Castellana e Tarquinia in provincia di Viterbo. Metà di questi enti verranno rinnovati perché commissariati in seguito alla caduta del sindaco precedentemente eletto.

E’ il caso ad esempio di Cassino, commissariato dopo che lo scorso 18 febbraio 15 dei 24 consiglieri di centrodestra avevano firmato le dimissioni in massa facendo cadere la giunta guidata da Carlo Maria D’Alessandro. Per ’tenere’ la città Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Udc candidano l’ex presidente del Consiglio regionale, Mario Abruzzese, appoggiato anche da una lista civica.

Il centrosinistra si presenta spaccato: Pd, Demos e una lista civica sosterranno il commercialista Enzo Salera, che ha vinto le primarie. Salera in passato era stato assessore della giunta guidata proprio da Giuseppe Golini Petrarcone, che di fatto è l’altro candidato del centrosinistra ed è sostenuto da sei liste civiche, in una delle quali corre anche Luca Fardelli, fratello di Marino Fardelli già segretario del Pd di Cassino ed ex consigliere regionale dem. Il M5S candideà Giuseppe Martini, mentre Roberto De Sanctis è il candidato civico sostenuto da due liste.

Dalla Ciociaria alla provincia di Roma, a Civitavecchia il Movimento 5 Stelle, che ha amministrato la città per cinque anni col sindaco Antonio Cozzolino, verificherà le sue capacità di tenuta nella città portuale, dove per il bis presenta Daniela Lucernoni, già vice di Cozzolino.

Il centrodestra (che anche in questa circostanza si presenterà unito) affronterà la sfida con l’avvocato Ernesto Tedesco, mentre il centrosinistra risponde con Carlo Tarantino. Germano Di Francesco è il candidato di Rifondazione Comunista e Civitavecchia Popolare, Dario Mele quello di Casapound e Vittorio Petrelli della lista civica Ripartiamo dai cittadini.

Tivoli è il più grande comune del Lazio nel quale si voterà in questo turno di amministrative. Il sindaco uscente, Giuseppe Proietti, si ricandida forte del sostegno di 12 liste civiche. Per il centrosinistra c’è Giovanni Mantovani (Pd, Italia in Comune, A Sinistra e tre liste civiche), Rosa Saltarelli invece e’ la proposta del M5S, Vincenzo Tropiano quella di Lega, Fiamma Tricolore e 4 liste civiche e infine Elisabetta Canitano corre per Potere al Popolo. Spiccano le assenze nella contesa di Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Nettuno è un altro comune commissariato che andrà al voto, dopo la caduta un anno fa della giunta pentastellata guidata da Angelo Casto. I 5 Stelle si presentano spaccati, perché oltre il candidato ufficiale Mauro Rizzo c’e’ anche Daniele Mancini (gia’ vice di Casto), appoggiato da due liste civiche più Italia in Comune ma, soprattutto, sostenuto (secondo i rumors) dai consiglieri grillini uscenti. Alessandro Coppola è ’l’uomo’ di Lega, FdI, FI, e Udc, il centrosinistra si affida a Waldemaro Marchiafava (Patto per Nettuno, Lista Marchiafava insieme 2019 e Democratici per Marchiafava), mentre Mario Eufemi si candida con Casapound ed Enrica Vaccari è la proposta civica (due liste a suo sostegno).

Anche Ciampino ha visto la sua Giunta (di centrosinistra) cadere perche’ sfiduciata dalla maggioranza esattamente un anno fa. Le chance di vittoria maggiori, conti alla mano, sembra averle la sindacalista Ugl, Daniela Ballico, a capo di una coalizione formata da Lega, FI, FdI e una lista civica. Il Pd e alcune liste civiche sostengono invece l’ex giornalista Rai, Giorgio Balzoni, mentre Dario Rose è il candidato di una serie di liste di sinistra, tra cui Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, Diritti in Comune e Ciampino Bene Comune.

Il M5S punta su Marco Bartolucci, Casapound su Carmen Pizzirusso e la civica "Per Ciampino" su Gabriella Sisti. Situazione identica a Palestrina, anche qui si va al voto perché il centrosinistra aveva sfiduciato il "suo" sindaco, Adolfo De Angelis. Manuel Magliocchetti (sostenuto da sei liste, tra cui il Pd e il Psi) cercherà di "mantenere" la cittadina della provincia di Roma ma rischia di pagare la spaccatura con un’altra parte del centrosinistra, visto che +Europa e Italia in Comune si affidano a Cristiana Polucci. Lega, Forza Italia e una lista civica appoggiano la candidatura di Mario Moretti, completano il quadrio i "civici" Lorella Federici e Federico Rosicarelli.

Ultimo comune commissariato, che quindi andrà al voto anzitempo, è Tarquinia, che a settembre ha visto le dimissioni del sindaco Pietro Mencarini. In questo caso gli sfidanti sono il grillino Andrea Andreani, Alessandro Giulivi (Lega e tre liste civiche), l’ex sindaco di Civitavecchia, Gianni Moscherini (FdI e tre liste civiche), Sandro Celli (Democratici per Tarquinia e altre due liste civiche) e il civico Maurizio Conversini.

Tornando in provincia di Roma, a Monterotondo il centrosinistra cercherà di riconfermarsi candidando Riccardo varone (Pd, Demos, Sinistra per Monterotondo e altre 5 liste). Il centrodestra gli contrappone Simone Di Ventura (FI, Fdi, Lega e 4 liste civiche), mentre Alberto Pagliuca ’ "l’offerta" all’elettorato del M5S. Corrono anche Stefano Cirone per Potere al Popolo e Mauro Iachetti per Sinistra Italiana.

(Fonte Dire-Qdl)





Elezioni Europee, i diritti ed i doveri del cittadino elettore

 

Le elezioni europee si svolgeranno in Italia domenica 26 maggio 2019 a partire dalle ore 7 del mattino e fino alle 23.  I deputati al Parlamento europeo sono eletti direttamente per cinque anni, si vota in tutti gli Stati membri, ogni paese vota in un giorno diverso compreso tra il 23 e il 26 maggio 2019.

Possono votare tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali che avranno compiuto 18 anni entro il 26 maggio 2019. Possono votare in Italia anche cittadini di altri Paesi membri dell’Unione europea, che abbiano ottenuto l’iscrizione nell’apposita lista elettorale del comune italiano di residenza. La tessera elettorale attesta la tua iscrizione e ti permette, insieme ad un documento di identità valido, di esercitare il diritto di voto.

La tessera elettorale si rinnova presso l’ufficio elettorale del comune di residenza; è opportuno che gli elettori, che hanno necessità di rinnovarla, vadano per tempo a richiederla per evitare una concentrazione delle domande nei giorni immediatamente antecedenti ed in quello della votazione. L’ufficio elettorale resterà comunque aperto dalle 9 alle 18 nei due giorni antecedenti la data della consultazione e, nel giorno della votazione, per tutta la durata delle operazioni di voto, quindi dalle 7 alle 23. Si vota nel seggio elettorale di iscrizione. Sezione, numero e indirizzo del seggio sono riportati sulla tessera elettorale. In caso di recente cambio di residenza è consigliabile verificare la corretta registrazione della variazione presso il nuovo Comune. 





Rfi, cantieri aperti sulle strade ferrate del centro Italia tra giugno ed agosto

Cantieri aperti fra giugno e agosto sui binari del Lazio. Gli interventi di Rete Ferroviaria Italiana sono finalizzati a incrementare l’affidabilità dell’infrastruttura, migliorare la puntualità e la regolarità del servizio ferroviario. E la programmazione nel periodo estivo ha lo scopo di evitare che, nei periodi dell’anno in cui le esigenze di mobilità (lavoro e studio) sono maggiori, i cantieri rallentino la circolazione ferroviaria, con ripercussioni sulla qualità e puntualità del servizio.

In particolare: Da sabato 29 a domenica 30 giugno. Cantieri aperti fra Torricola e Pomezia per il varo del nuovo cavalcavia al km 24+396 della Linea Roma-Formia. In sostituzione del ponte ad arco in muratura demolito la scorsa estate, Rfi varerà una imponente travata in acciaio a parete piena, lunga 40 metri, che attraversando quattro binari consentirà il transito dei nuovi treni merci High Cube sull’itinerario Scadinavia-Mediterraneo e contribuirà contemporaneamente alla ricucitura del collegamento tra la stazione di Pomezia e l’area industriale limitrofa.

Un’opera che accrescerà lo sviluppo intermodale del territorio. Saranno 60 i tecnici, ingegneri e le maestranze al lavoro in cantiere, per un investimento totale per Rete Ferroviaria Italiana di 3 milioni di euro. La circolazione ferroviaria fra Roma e Campoleone e viceversa sarà sospesa e sostituita da bus. Le modifiche interesseranno le linee: Fl7 Roma-Formia-Napoli e Fl8 Roma-Nettuno.

I viaggiatori provenienti da Napoli arriveranno in treno fino a Campoleone e con bus proseguiranno fino a Cecchina, dove potranno riprendere il treno della linea di Velletri per giungere a Roma Termini; i viaggiatori provenienti da Nettuno arriveranno in treno fino ad Aprilia dove troveranno un bus diretto per la stazione Laurentina della metro B.

E ancora: Da lunedì 29 luglio a domenica 18 agosto. Cantieri aperti fra Carsoli e Castelmadama, sulla linea Fl2 Roma-Tivoli-Avezzano-Sulmona. I lavori riguarderanno l’attivazione di nuove tecnologie che regolano la circolazione ferroviaria, l’Acc-M, nelle stazioni di Roviano e Mandela. I due nuovi sistemi interamente progettati da Rfi andranno ad integrare il più ampio sistema computerizzato della Linea Sulmona.

Il costo complessivo dell’investimento è di circa 6 milioni di euro e circa 20 le persone impegnate. Il sistema consentirà maggiore affidabilità e regolarità del servizio ferroviario sulla linea che sarà telecomandata dal Posto Centrale di Roma Termini; nello stesso periodo saranno anche eseguiti lavori di manutenzione dell’infrastruttura nella tratta fra Carsoli e Castelmadama.

La circolazione ferroviaria fra Tivoli e Carsoli verrà sospesa e nella tratta la mobilità sarà garantita con autobus. - Da sabato 3 agosto a domenica 1 settembre. Cantieri aperti fra Ciampino e Albano, sulla Fl4 Roma-Albano Laziale per lavori di potenziamento della linea elettrica, di rinnovo dei binari e di adeguamento ai nuovi standard della sede ferroviaria e delle opere civili.

Saranno circa 20 le maestranze impegnate su più turni. L’investimento economico complessivo di Rete Ferroviaria Italiana sarà di circa 2,5 milioni di euro. La circolazione sarà sospesa fra Ciampino e Albano e fra le due località la mobilità sarà garantita con autobus.

Infine: Da sabato 3 agosto a domenica 1 settembre. Lavori sulla tratta fra Ciampino e Colleferro, sulla linea Fl6 Roma-Cassino per realizzare la prima fase dell’upgrade prestazionale della linea che consentirà il transito dei nuovi treni merci High Cube sull’itinerario Scadinavia-Mediterraneo via Cassino e per il Sud Italia.

Saranno aumentate le dimensioni delle Gallerie Colonna, Olmata e Docciarello, rinnovati otto chilometri di binari fra Valmontone e Colleferro, adeguati alcuni cavalcavia ed eseguiti inoltre lavori di mitigazione del rischio idrogeologico. Ai lavori di tipo civile si accompagneranno attività di rinnovo dei binari e di potenziamento degli apparati tecnologici.

Le maestranze coinvolte saranno circa 300 per un investimento complessivo di Rete Ferroviaria Italiana di circa 14 milioni di euro. La circolazione ferroviaria sarà sospesa da Ciampino a Colleferro e fra le due località la mobilità sarà garantita con autobus sostitutivi. La pianificazione dei lavori ha consentito di inserire direttamente in orario i dettagli dei servizi sostitutivi che l’impresa ferroviaria attiverà per l’occasione. Gli orari e i tempi di viaggio degli autobus potranno variare in relazione al traffico stradale.





Elezioni Europee, Uffici aperti per i duplicati dei certificati elettorali

In occasione delle tornate elettorali del 26 maggio 2019, il ministero dell’Interno ricorda che gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto presso l’ufficio elettorale di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire, oltre ad un documento di riconoscimento valido, la tessera elettorale personale a carattere permanente.

Gli elettori che avessero smarrito la propria tessera elettorale, potranno chiederne il duplicato agli uffici comunali, che a tal fine assicureranno l’apertura al pubblico nella giornata di oggi, 25 maggio, dalle ore 9.00 alle ore 18.00,mentre domenica, giorno della votazione, per tutta la durata delle operazioni di voto.

Gli elettori sono invitati a voler verificare sin d’ora se siano in possesso di tale documento e, in caso di mancanza, a richiedere al più presto il rilascio del duplicato, evitando di concentrare tali richieste nel giorno della votazione. 





C’è un futuro americano anche per la Fiorentina. Lascia la famiglia Della Valle arriva Commisso direttamente dagli States

 

Svolta alla Fiorentina. La società viola, impelagata nella lotta per non retrocedere e attesa domenica da una “drammatica” sfida contro il Genoa dell’ex Cesare Prandelli, sta per essere rilevata da Rocco B. Commisso, miliardario fondatore e presidente del colosso dei servizi via cavo Mediacom. Lo sostiene il New York Times, secondo cui la trattativa sarà finalizzata nei prossimi giorni.

Commisso, nato in Italia – a Marina di Gioiosa Ionica, in Calabria – ma trasferitosi negli Stati Uniti quando aveva 12 anni, è inoltre presidente dei New York Cosmos. Da tempo sta pensando di investire nel calcio italiano e in passato avrebbe cercato di rilevare la proprietà del Milan.

Se la trattativa per la Fiorentina andasse in porto, Commisso si aggiungerebbe a una crescente lista di proprietari americani nel calcio italiano: proprio i rossoneri sono controllati dall’hedge fund Elliott Management, la Roma è nelle mani del miliardario James Pallotta e ci sono proprietà legate a gruppi nordamericani al Bologna e al Venezia.





Mercato Immobiliare residenziale in crescita per il quinto anno consecutivo

 

Il mercato immobiliare residenziale cresce per il quinto anno consecutivo. Il 2018 chiude, infatti, con un rialzo del 6,5% rispetto all’anno precedente, per un totale di quasi 580mila transazioni e un fatturato di oltre 94 miliardi di euro. Tra le grandi città, i maggiori rialzi si osservano a Bologna, Palermo e Napoli. Dinamica ancora positiva per l’indice di affordability, una misura della possibilità di accesso all’acquisto della casa da parte delle famiglie.
Questi alcuni dei dati che emergono dal Rapporto immobiliare residenziale realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con Abi, l’Associazione bancaria italiana.

Il mercato delle abitazioni - Nel 2018 il mercato residenziale ha registrato 578.647 transazioni, il dato più alto dal 2010 ad oggi. L’incremento delle compravendite è stato più elevato nel Nord Est (+10,2%); seguono le Isole (+7,7%), il Centro (+6,4%), il Nord Ovest (+5,6%) e il Sud (+3,8%). In lieve calo le compravendite di abitazioni in nuda proprietà (-0,4%), soprattutto al Sud, dove il calo è stato più marcato (-6,6%). La stima complessiva del fatturato 2018 è pari a 94,3 miliardi di euro, 53 dei quali (oltre il 56%) riferiti al Nord. La superficie media dell’abitazione acquistata nel 2018 è circa 106 metri quadri.

La situazione regione per regione e nelle principali città - L’Emilia Romagna è la regione con il maggior incremento del numero di compravendite di abitazioni, con quasi 52 mila scambi e una crescita dell’11,3%. Seguono le Marche (+10,2%) e il Veneto (+10%). L’unica a mostrare il segno meno è la Basilicata, che perde il 5,9%. Tra le grandi città, invece, spicca Bologna (+10,5%), seguita da Palermo (+7,7%), Napoli (+5,9%) e Torino (+4,3%). Bene anche Roma (+3%), Milano (+3,4%), Genova (+3,6%) e Firenze (+3,9%).

Le pertinenze e i posti auto - Nel 2018 sono stati scambiati, a livello nazionale, poco più di 69.600 depositi pertinenziali, in aumento, rispetto al 2017, dell’8,4%. Anche gli scambi di box e posti auto risultano in crescita con circa 336.800 transazioni, un incremento del 5,2% rispetto al 2017.

I mutui ipotecari – Circa 282mila acquisti di abitazioni sono stati effettuati ricorrendo ad un mutuo ipotecario, in aumento dell’8,8% rispetto all’anno precedente. Gli istituti di credito hanno erogato complessivamente 35,7 miliardi di euro, in media circa 126mila euro per ogni compravendita, con una punta di circa 142mila euro al Centro. Il capitale erogato rappresenta circa il 71% della spesa di acquisto. Il tasso di interesse medio, applicato alla prima rata, scende ancora di un ulteriore 0,22 punti percentuali, portandosi così al 2,17%. La durata media del mutuo è sostanzialmente ferma a 22,9 anni e la rata media, pari a 585 euro mensili, è in calo del 2,1% sul 2017.

Le locazioni – Nel 2018 il numero di abitazioni locate è stato pari a 1.377.364, lo 0,3% in più rispetto allo scorso anno. Il canone annuo medio pagato per la casa è stato nel 2018 pari a circa 67 €/mq. Si conferma nel 2018 un canone medio annuo più elevato nei contratti di locazione agevolati per studenti (76,4 €/mq), quello più basso nei contratti ordinari di lungo periodo (65,2 €/mq).





Cedolare secca sugli affitti, le indicazioni di Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risoluzione n.50/E/2019 nella quale fornisce chiarimenti sull’ambito applicativo del regime della cedolare secca sul reddito da locazione degli immobili ad uso commerciale.

Nella risoluzione si chiarisce che non sono di fatto esclusi dal nuovo regime della cedolare secca i contratti relativi ad immobili di categoria catastale C/1 conclusi con conduttori (sia persone fisiche che soggetti societari) che agiscono nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni.

L’ultima Legge di Bilancio (art. 1, comma 59 Legge n. 145/2018 ) ha esteso il regime agevolativo, con aliquota del 21%, alla locazione di negozi e botteghe e relative pertinenze (se locate congiuntamente all’immobile).

L’articolo 1, comma 59, prevede però che tali unità immobiliari abbiano superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze, e le relative pertinenze, locate congiuntamente. Inoltre, tale regime non è applicabile ai contratti stipulati nell’anno 2019, qualora alla data del 15 ottobre 2018 risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale.

Per quanto attiene alla figura del locatore, titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sugli immobili, resta fermo che lo stesso sia una persona fisica che non agisce nell’esercizio dell’attività d’impresa o di arti e professioni, così come chiarito con la citata circolare n. 26/E del 2011.

In precedenza la cedolare secca (articolo 3 Dlgs 23/2011) era riservata agli immobili abitativi (categorie catastali da A/1 ad A/11, esclusa la A/10, e relative pertinenze), locati, esclusivamente, con finalità abitative.





Consumatori a stecchetta, dal 2011 le famiglie hanno rinunciato a spendere 2.530 euro. I numeri di Confesercenti

I numeri della crisi sono confermati ( senza scomodare le rilevazioni di Istat ndr) anche dall’ultimo rapporto di Confesercenti, che evidenzia come gli italiani abbiano negli ultimi anni, praticamente chiuso il portafogli. I consumatori infatti hanno consumato meno di otto anni fa. Nel 2018 la spesa media annuale in termini reali – cioè al netto dell’inflazione – delle famiglie italiane è stata di 28.251 euro, inferiore di 2.530 euro ai livelli del 2011 (-8,2%). Una cifra superiore ad un mese intero di acquisti da parte di una famiglia media e anche alla perdita effettiva di reddito (-1990 euro) registrata nello stesso periodo. Complessivamente, il mercato interno italiano ha perso circa 60 miliardi di euro di spesa negli ultimi otto anni, ed il bilancio probabilmente continuerà a peggiorare.

Si spende di meno praticamente su tutto – ad eccezione di Istruzione e Sanità – ma la spending review delle famiglie non ha colpito con la stessa forza tutte le voci. Tra le spese più rappresentative nei bilanci domestici, sono state tagliate soprattutto le spese per l’abitazione, -1.100 euro circa all’anno per famiglia rispetto al 2011. Tagli importanti anche su abbigliamento (-280 euro), ricreazione e spettacoli (-182 euro), comunicazioni (-164 euro), alimentari (-322 euro). In proporzione, però, è la voce comunicazioni ad aver perso di più: la flessione della spesa è del 19%. Gli italiani spendono di meno anche per gli smartphone, un tempo passione nazionale. Impressionante anche la riduzione del budget impegnato sugli alimentari: una voce di consumo che un tempo si riteneva una ‘spesa incomprimibile’, e che invece ha perso il 6%. Crescono invece le spese per la sanità (+12,1%) e l’istruzione (+24,7%).

Tra questo ed il prossimo anno, la spesa delle famiglie dovrebbe registrare un lieve recupero, anche grazie alle misure espansive adottate nell’ultima legge di Bilancio (vedi Focus): al 2020 si stima una spesa media annuale in termini reali di 28.533 euro, con un incremento annuo di poco più di 140 euro. La previsione, però, non incorpora il possibile aumento delle aliquote Iva previsto dalle clausole di salvaguardia per il 2020, e non ancora scongiurato ufficialmente.

L’aumento dell’Iva annullerebbe tutti i progressi, portando ad una riduzione di 8,1 miliardi di euro della spesa delle famiglie, pari a 311 euro di minori consumi a testa. L’impatto dell’IVA avrebbe un effetto devastante anche sul tessuto delle imprese del commercio, già in sofferenza. La frenata dei consumi che seguirebbe l’incremento delle aliquote IVA porterebbe, secondo le nostre stime, alla scomparsa di altri 9mila negozi circa da qui al 2020.





Bambini scomparsi, dati drammatici anche in Italia. Oggi la Giornata internazionale

 

 

In Italia ogni 48 ore sparisce un bambino e, fra questi, quattro su cinque non vengono più ritrovati. Nella maggior parte dei casi, si tratta di minori non accompagnati, arrivati nel nostro Paese alla ricerca di una vita migliore e finiti nel mirino di sfruttatori e criminali. Secondo i dati di SOS Il Telefono Azzurro Onlus, Il 2017 è stato uno degli anni più drammatici, con più di tre denunce a settimana. La regione più problematica è il Lazio, mentre in Europa lo stato dove si registrano più casi è la Romania. Questo 25 maggio si celebra la Giornata dei bambini scomparsi, in ricordo di Ethan Paz, rapito a New York proprio in questa data, nel 1979.I numeri restano sempre raccapriccianti. La Giornata viene celebrata nell’ambito della rete Globale per i Bambini Scomparsi - un programma del Centro Internazionale per i Bambini Scomparsi e Sfruttati (ICMEC) - che opera per sensibilizzare sul tema dei bambini scomparsi, trattandosi di un fenomeno riguarda tutti i paesi del mondo: secondo stime recenti, almeno 8 milioni di bambini scompaiono ogni anno, vale a dire 22.000 bambini al giorno. 

 

Purtroppo, molti paesi non considerano questo fenomeno come una priorità e non dispongono di strutture e meccanismi adeguati per assicurarne il ritrovamento. 

 

Per celebrare la Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi le forze dell’ordine e le organizzazioni non governative di diversi paesi, tra le quali in Italia il Telefono Azzurro, organizzano ogni anno eventi e convegni per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’esigenza di sviluppare nuove e più efficaci forme di collaborazione e di coordinamento per proteggere i bambini ed evitare scomparse e rapimenti.





Il Papa in difesa della vita: “Inviolabile, no a diagnosi prenatale per abortire”

Papa Francesco, che ha incontrato sabato mattina i partecipanti al Convegno “Yes to life! Prendersi cura del prezioso dono della vita nella fragilità”, li ha esortati a prendersi cura della vita umana: "E’ sacra e inviolabile e l’utilizzo della diagnosi prenatale per finalità selettive va scoraggiato con forza, perché espressione di una disumana mentalità eugenetica, che sottrae alle famiglie la possibilità di accogliere, abbracciare e amare i loro bambini più deboli". Ma ecco, nel dettaglio, quanto ha detto il Papa questo sabato mattina: La cultura dello scarto impone l’idea che i bimbi fragili siano incompatibili con la vita, “condannati a morte”. Non può essere così per la madre che, spiega Francesco, vive “un senso di mistero profondo” appena si scopre in gravidanza. E’ l’inizio di un dialogo reale, intenso che cresce da una parte e dall’altra: il bimbo diventa figlio “muovendo la donna con tutto il suo essere a protendersi verso di lui”. Ma nessun essere umano può essere mai incompatibile con la vita, né per la sua età, né per le sue condizioni di salute, né per la qualità della sua esistenza. Ogni bambino che si annuncia nel grembo di una donna è un dono, che cambia la storia di una famiglia: di un padre e di una madre, dei nonni e dei fratellini. E questo bimbo ha bisogno di essere accolto, amato e curato. Sempre! 

Il Papa si fa voce delle paure, delle angosce che agitano i cuori delle madri e dei padri dinanzi ad una diagnosi di malattia dei figli, ma ricorda che ci sono delle strade da percorrere per i “piccoli pazienti” e per scongiurare “l’aborto volontario e l’abbandono assistenziale alla nascita di tanti bambini con gravi patologie”. Ci sono “interventi farmacologici, chirurgici e assistenziali straordinari” – spiega Francesco – “le terapie fetali” e  “gli Hospice Perinatali” che ottengono risultati sorprendenti, fornendo supporto alle famiglie.

Oggi, le moderne tecniche di diagnosi prenatale sono in grado di scoprire fin dalle prime settimane la presenza di malformazioni e patologie, che a volte possono mettere in serio pericolo la vita del bambino e la serenità della donna. Il solo sospetto della patologia, ma ancor più la certezza della malattia, cambiano il vissuto della gravidanza, gettando le donne e le coppie in uno sconforto profondo. Il senso di solitudine, di impotenza, e la paura della sofferenza del bambino e della famiglia intera emergono come un grido silenzioso, un richiamo di aiuto nel buio di una malattia, della quale nessuno sa predire l’esito certo.

Chiaro l’invito di Francesco ai medici perché non solo abbiano come obiettivo la guarigione, ma anche “il valore sacro della vita” e perché siano sostegno per chi è nella difficoltà e nel dolore. Parla del “confort care perinatale”, una modalità di cura che umanizza la medicina, “perché muove ad una relazione responsabile con il bambino malato, che viene accompagnato dagli operatori e dalla sua famiglia in un percorso assistenziale integrato, che non lo abbandona mai, facendogli sentire calore umano e amore”. La professione medica è una missione, una vocazione alla vita, ed è importante che i medici siano consapevoli di essere essi stessi un dono per le famiglie che vengono loro affidate: medici capaci di entrare in relazione, di farsi carico delle vite altrui, proattivi di fronte al dolore, capaci di tranquillizzare, di impegnarsi a trovare sempre soluzioni rispettose della dignità di ogni vita umana. La cura non è “inutile impiego di risorse” né ulteriore sofferenza per i genitori ma, sottolinea il Papa, il compimento dell’amore della famiglia.

Prendersi cura di questi bambini aiuta, infatti, i genitori ad elaborare il lutto e a concepirlo non solo come perdita, ma come tappa di un cammino percorso insieme. Quel bambino resterà nella loro vita per sempre. Ed essi lo avranno potuto amare. Tante volte, quelle poche ore in cui una mamma può cullare il suo bambino, lasciano una traccia nel cuore di quella donna, che non lo dimentica mai. E lei si sente – permettetemi la parola – realizzata. Si sente mamma.

Non si può abortire un figlio in condizioni di fragilità come “pratica di prevenzione”. “L’aborto – dice il Papa - non è mai la risposta che le donne e le famiglie cercano. Piuttosto sono la paura della malattia e la solitudine a far esitare i genitori”. Forte l’accento del Pontefice sull’aborto che non è una questione di fede ma umana.

Ma l’insegnamento della Chiesa su questo punto è chiaro: la vita umana è sacra e inviolabile e l’utilizzo della diagnosi prenatale per finalità selettive va scoraggiato con forza, perché espressione di una disumana mentalità eugenetica, che sottrae alle famiglie la possibilità di accogliere, abbracciare e amare i loro bambini più deboli. Delle volte noi sentiamo: “Eh, voi cattolici non accettate l’aborto, è il problema della vostra fede”. No: è un problema pre-religioso. Pre. La fede non c’entra. Poi viene, ma non c’entra: è un problema umano. È un problema pre-religioso. Non carichiamo sulla fede una cosa che non le compete dall’inizio. È un problema umano. Soltanto due frasi ci aiuteranno a capire bene questo: due domande. Prima domanda: è lecito far fuori una vita umana per risolvere un problema? Seconda domanda: è lecito affittare un sicario per risolvere un problema? A voi la risposta. Questo è il punto. Non andare sul religioso su una cosa che riguarda l’umano, eh? Non è lecito. Mai, mai, fare fuori una vita umana né affittare un sicario per risolvere un problema.

La raccomandazione del Pontefice è anche quella di fornire “azioni pastorali più incisive” per sostenere coloro che accolgono dei figli malati. ”Bisogna creare spazi, luoghi e reti d’amore ai quali le coppie si possano rivolgere, come pure dedicare tempo all’accompagnamento di queste famiglie”.

Grazie, in particolare, a voi famiglie, mamme e papà, che avete accolto la vita fragile – la parola fragilità sottolineata, eh? – perché le mamme, e anche le donne, sono specialista in fragilità: accogliere la vita fragile e che ora siete di sostegno e aiuto per altre famiglie. La vostra testimonianza d’amore è un dono per il mondo. 

Il pianto dei bimbi in Chiesa è lode a Dio. E’ il concetto che il Papa sottolinea nel corso dell’udienza quando, a braccio, parla del lamento di un piccolo. “Questa – afferma - è una musica che tutti noi dobbiamo ascoltare... Mai, mai, cacciare via un bambino perché piange”. Toccante poi la storia raccontata dal Papa riguardante una ragazzina down di 15 anni che i genitori volevano far abortire. Francesco racconta della determinazione di un giudice a saperne di più:

Il giudice, un uomo retto sul serio, ha studiato la cosa e ha detto: “Sì, io voglio interrogare la bambina”. “Ma è down, non capisce…” “No no, che venga”. È andata la ragazzina quindicenne, si è seduta lì, ha incominciato a parlare con il giudice e gli ha detto: “Ma tu sai cosa ti succede?” “Sì, sono malata…” “Ah, e com’è la tua malattia?” “Eh, mi hanno detto che ho dentro un animale che mi mangia lo stomaco, e per questo devono fare un intervento” “No… tu non hai un verme che ti mangia lo stomaco. Tu sai cos’hai lì? Un bambino!” E la ragazza down ha fatto: “Ohhh, che bello!”: così. Con questo solo, il giudice non ha autorizzato l’aborto. La mamma lo vuole. Sono passati gli anni. È nata una bambina. Ha studiato, è cresciuta, è diventata avvocato. Quella bambina, dal momento che ha capito la sua storia perché gliel’hanno raccontata, ogni giorno di compleanno chiamava il giudice per ringraziarlo per il dono della nascita. Le cose della vita. Questa bambina…Il giudice è morto e adesso lei è diventata promotore di giustizia. Ma guarda che cosa bella! L’aborto non è mai questa risposta che le donne e le famiglie cercano.





Inps ed Inail? Povere imprese! I ritardi nei pagamenti sono oltre i 54 giorni

Inps e Inail pagano le imprese in ritardo, così come la metà dei ministeri. Lo sostiene la Cgia che ha estrapolato i dati relativi agli Indicatori di Tempestività dei Pagamenti (Itp) e l’ammontare dei debiti commerciali delle principali amministrazioni pubbliche presenti in Italia. Nel 2018 l’Inps ha registrato in media un ritardo pari a più di 10 giorni rispetto alle disposizioni di legge, l’Inail di oltre 54 giorni, quasi due mesi. In dettaglio nel 2018 l’Inps ha registrato un Itp pari a +10,13, saldando quindi i conti con i fornitori con più di 10 giorni medi di ritardo rispetto alle disposizioni previste dalla legge. L’istituto al 31 dicembre 2018, aveva un debito commerciale complessivo nei confronti dei fornitori di 157,2 milioni di euro.

Per quanto riguarda l’Inail l’Itp riferito al IV trimestre 2018 è stato pari a +54,45: in pratica l’istituto in questo trimestre ha saldato i propri fornitori con quasi 2 mesi di ritardo. Se poi guardiamo al dato dei ministeri quello della Difesa, ad esempio, registra la situazione più critica. L’anno scorso ha liquidato i fornitori con 67 giorni di ritardo e ha maturato a fine anno ben 313,2 milioni di euro di debiti. Anche il Ministero dell’Interno non brilla per puntualità: nel 2018 ha saldato le fatture dopo 60,9 giorni dalla scadenza e, come nel caso dell’Inail, non ha ancora aggiornato il sito sull’ammontare complessivo dei debiti registrati negli ultimi 3 anni. Il Ministro delle Politiche agricole ha saldato le fatture con poco più di un mese di ritardo (Itp 2018 medio pari a +32,82), creando un debito complessivo di quasi 55,6 milioni di euro.

Sebbene non abbiano mai postato sul sito l’ammontare dei debiti accumulati, i più celeri a pagare sono stati il Ministero dell’Istruzione (Itp pari a -7,74), il Ministero degli Esteri (-19,70) e il Ministero della Giustizia (-27,38). In tutti questi tre casi i pagamenti sono avvenuti prima della scadenza prevista per legge.





Taglio alle pensioni, sconfessato il Premier Conte, il prelievo e vicino ai 1000 euro

Con il blocco della perequazione delle pensioni, stabilito nella Legge di Bilancio, continua la persecuzione nei confronti dei pensionati italiani in atto dal 2011.

 

A seguito di quest’ultimo provvedimento - e considerate le conseguenze delle misure passate nel periodo dal 2011 al 2019 - gli effetti sull’assegno pensionistico dei pensionati saranno ingenti. Infatti, nel caso di un pensionato con una pensione di poco superiore alle 3 volte il minimo, 1.568 € nel 2019, il mancato adeguamento ha comportato una perdita permanente pari a circa 960 € annui.

 

Inoltre, il blocco produrrà risparmi per lo Stato pari a 3,6 miliardi di euro per i prossimi 3 anni, che diverranno 17,3 miliardi nel prossimo decennio. Somme ben lontane dai “pochi spiccioli” a cui fece riferimento il Presidente Conte quando paragonò i pensionati all’avaro di Molière.  

 

Ecco, comunque, l’analisi della Uil, che fa luce, sulla quantità del prelievo ‘forzoso’: L’ultima legge di bilancio ha introdotto un nuovo taglio della perequazione rispetto all’inflazione per le pensioni superiori a tre volte il minimo (1.522 euro lordi al mese), per il triennio 2019-2021, riconoscendo una rivalutazione piena solo per gli assegni fino a tre volte il minimo, a scalare per quelli superiori (da un aumento pari al 97% dell’inflazione per gli assegni tra 3 e 4 volte il minimo, al 40% per quelli oltre le 9 volte). Prima di questo, i blocchi dal 2011 in poi.

    Così nel caso di un pensionato che ha un trattamento di poco superiore al primo step, di 1.568 euro lordi mensili, nel corso degli otto anni, il mancato adeguamento ha comportato una perdita pari a circa 960 euro lordi annui, secondo lo studio della Uil. Perdita che sale a 1.490 euro lordi annui, per chi ha un assegno di circa 1.960 euro lordi mensili (tra 4 e 5 volte il minimo). Fasce in cui rientra la maggioranza dei pensionati. La differenza sul cedolino aumenta con l’aumentare degli importi, fino ad arrivare ai 7.190 euro lordi annui per chi ha un assegno pari a 4.560 euro lordi mensili (oltre 9 volte il minimo).

 
Di qui la richiesta sostenuta dai sindacati: "Si deve porre fine a questo prelievo forzoso a discapito di milioni di pensionati. Per la Uil è necessario ripristinare la piena indicizzazione delle pensioni e recuperare il montante perso in questi anni", spiega Proietti, rimarcando che per questo "abbiamo avviato delle iniziative su tutto il territorio nazionale che culmineranno nella grande manifestazione" di sabato primo giugno a Roma. Manifestazione indetta unitariamente dai sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil con lo slogan "Dateci retta". Proprio a giugno scatterà il conguaglio. Il taglio della rivalutazione è stato infatti applicato a partire da aprile.

    L’Inps recupererà la differenza relativa ai tre mesi precedenti, da gennaio a marzo, con un’unica trattenuta. A giugno partirà anche il taglio sulle pensioni d’oro, anch’esso previsto dalla legge di bilancio, per i trattamenti pensionistici superiori ai 100 mila euro annui e per cinque anni. In questo caso il conguaglio sarà in tre tranche (a giugno, luglio e agosto).

 

 





Mercatone Uno fallita, oltre 1800 dipendenti e 500 aziende fornitrici a rischio

Shernon holding, la società che un anno fa aveva acquisito 55 punti vendita Mercatone Uno e che aveva presentato domanda di concordato, è stata dichiarata fallita.

A darne notizia è stata per prima in ordine assoluto la Filcams Cgil di Reggio Emilia. “Shernon holding, azienda che gestisce marchio Mercatone, é stata dichiarta fallita, senza nessuna comunicazione formale inviata ai dipendenti – si legge sul profilo Facebook del sindacato – Il Ministero del lavoro e il MISE che dovevano vigilare dove sono??”.

Incredibile il crescendo di questa notizia inquietante e che vede coinvolti oltre 1800 lavoratori, che questa mattina di buon ora si sono recati al loro posto di lavoro ed hanno trovato, insieme ai clienti, le saracinesche chiuse. Il fallimento vede coinvolti, oltre ai lavoratori, anche 500 aziende fornitrici, che vantano crediti non riscossi per circa 250 milioni di euro. Alcuni dei lavoratori hanno scoperyo l’amara realtà questa mattna, altri sono venuti a conoscenza del fallimento via Facebook nella notte: “Non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda”, ha spiegato Luca Chierici, segretario della Filcams di Reggio Emilia. Per il 30 maggio era stato convocato al ministero dello Sviluppo economico il tavolo di crisi su Shernon-Mercatone Uno. “Come dichiarato dal Mise in occasione dell’incontro svoltosi il 18 marzo scorso, tutti i 1800 dipendenti dei 55 punti vendita passati a Shernon saranno riassorbiti dall’amministrazione straordinaria. Tuttavia non sappiamo cosa succederà successivamente - continuano dal sindacato - È perciò di massima urgenza convocare un tavolo imminente con il la ministero per lo sviluppo economico, l’amministrazione straordinaria, il curatore fallimentare, per capire cosa succederà. Ci stiamo già muovendo in tal senso, ma prima di lunedì sarà difficile avere risposte dal Mise. Ci stiamo già muovendo con i coordinamenti di Fisacat e Uiltucs a livello nazionale”.





E l’Agenzia del Demanio batte all’Asta 31 beni immobiliari nel Lazio

E’ stato pubblicato, a cura della Direzione Regionale Lazio dell’Agenzia del Demanio, un bando di gara per la vendita di 31 beni dello Stato in alcuni comuni delle province di Frosinone, Latina, Rieti, Roma (escluso il Comune di Roma) e Viterbo per un valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro.
Tra i beni in vendita ci sono tre terreni industriali nel Comune di Anagni (FR), alcuni appartamenti nel Comune di Latina e altre unità immobiliari con diverse tipologie di destinazione d’uso, dimensione e valore.

Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 16 del 18 luglio 2019 mentre l’apertura delle buste è in programma presso la Direzione Regionale Lazio alle ore 11 del 19 luglio prossimo. Informazioni e dettagli sulle procedure di gara sono disponibili nella sezione Immobiliare del portale di Agenzia del Demanio all’apposita voce.





Verso il maxi piano di dismissioni degli immobili pubblici. Lo studio di Agenzia del Demanio

E’ stato un lavoro straordinario, tra migliaia e migliaia e migliaia di carte. Miloni di fogli ed atti, attente ricognizioni, analisi e valutazioni. L’Agenzia del Demanio sta passando in questi giorni al setaccio gli immobili pubblici per contribuire al maxipiano di dismissioni che negli intenti del governo dovrebbe portare quest’anno nelle casse dello Stato 950 milioni di euro.

 

 

 

 

 

In tutto 1.600 beni saranno messi sul mercato: 400 rientreranno nella lista che il Mef inserirà in un decreto ad hoc previsto dalla legge di bilancio; altri 1.200, di minor valore ma comunque determinanti, saranno (e in parte già sono) oggetto di bandi di gara dell’Agenzia.

Dopo la lunga trattativa tra Roma e Bruxelles, a dicembre scorso è stato inserito nella legge di Bilancio un consistente programma di dismissioni immobiliari di carattere straordinario. La manovra ha stabilito in particolare che entro il 30 aprile 2019 sia approvato con un Dpcm (su proposte del Mef) un piano di cessione di immobili pubblici e siano disciplinati i criteri e le modalità di dismissione degli immobili da attuarsi nel triennio 2019-2021. Gli introiti stimati ammontano a 950 milioni per il 2019, 150 milioni per il 2020 ed altrettanti 150 milioni per il 2021. Nel programma previsto rientrano immobili di proprietà dello Stato individuati con uno o più decreti del ministero dell’Economia su proposta dell’Agenzia del Demanio (attesi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge), disimpegnati dalla procedura di trasferimento agli Enti locali con il federalismo demaniale, infine in uso al Ministero della Difesa non più utili a finalità istituzionali individuati, sempre entro 60 giorni dall’entrata in vigore della manovra, dallo stesso Ministero della Difesa.

I decreti mancano ancora tutti, ma non per questo il processo è del tutto fermo. Dall’inizio di gennaio, l’Agenzia del Demanio ha avviato una ricognizione patrimoniale a largo spettro e ha avviato i primi contatti con gli enti locali per sollecitare la conferma o la rinuncia al trasferimento di beni. Dalle procedure di federalismo demaniale sono stati svincolati più di 800 beni inizialmente richiesti ed alcuni di questi beni sono rientrati nel piano vendite.

Da metà febbraio è stato quindi composto un primo elenco che è stato poi oggetto di approfondimenti per verificare la possibilità o meno di effettiva messa in vendita. Nella lista compare un po’ di tutto: castelli; ex caserme, molte al nord (prima proteggevano i confini poi presidiavano durante la guerra fredda); ex carceri; edifici costieri; caselli e piccole stazioni; ex stabilimenti industriali e militari dismessi, terreni agricoli ed edificabili, ex aeroporti. Ma anche proprietà di tipo residenziale ed abitativo: edifici cielo-terra, appartamenti, garage, posti auto, quote indivise. Molte di queste, anche se di valore spesso esiguo, sono attualmente oggetto di vendita o lo saranno nell’anno, anche se non inserite nel decreto, attraverso bandi di gara pubblici e procedure ordinarie. Dall’inizio dell’anno il Demanio ha messo sul mercato più di 450 beni dislocati in tutta Italia, per un valore d’asta totale di 14 milioni. Le gare concluse al momento sono 9 e tra i beni aggiudicati compaiono appartamenti a Padova, Milano e Venezia (dove è stata venduta anche una ex torre telemetrica), un palazzo nobiliare a Torino, terreni agricoli in Veneto. Attualmente sono in corso 4 bandi che coinvolgono 96 beni nelle Regioni Marche, Toscana, Umbria, Friuli Venezia Giulia e Lazio. La prossima settimana sono in pubblicazione altri 3 avvisi di vendita in Abruzzo, Molise, Lombardia e Piemonte e altri se ne aggiungeranno tra giugno e luglio anche nelle Regioni del Sud. Entro l’estate toccherà ad altre case cantoniere, magazzini, locali commerciali, ma anche ad ex caselli ferrovieri ed ex caserme.

 





Sicurezza sul lavoro, denuncia di Inca Cgil sui tagli alle una tantum per i superstiti

Il governo aumenta la dotazione finanziaria del Fondo vittime di gravi infortuni sul lavoro, ma al tempo stesso diminuisce gli importi delle “una tantum” in favore dei superstiti. La notizia è stata diffusa in queste ore dall’Inca Cgil, che sottolinea: “All’incremento di un milione di euro del fondo istituito nel 2007 per aiutare le famiglie, messo nero su bianco nella legge di bilancio 2019 (comma 435), il ministero del Lavoro ha fatto seguire una riduzione significativa delle prestazioni dovute ai superstiti, nonostante l’aumento dei morti sul lavoro che sono passati da 1.029 del 2017 a 1.133 del 2018, con un +10,1% (fonte Inail)”.

Infatti, il decreto ministeriale, pubblicato sul sito istituzionale il 14 maggio, che porta la data del 25 gennaio 2019, con tanto di firma del vicepremier Luigi di Maio, nell’adeguare gli importi una tantum per gli eventi mortali avvenuti nel 2018, ha tagliato drasticamente i sostegni economici fissandoli in: 3.000 euro, per un solo superstite (con una diminuzione di 700 euro, rispetto allo scorso anno); 6.000 euro, se i superstiti sono due (1.400 euro in meno rispetto al 2017); 9.000 euro, se gli aventi diritto sono tre (con una riduzione di 2.100 euro). Per i nuclei familiari più numerosi, il taglio è addirittura di oltre 4.000 euro, passato da 17.200 del 2017 a 13.000 euro.

“Una sforbiciata che mal si concilia con l’andamento crescente del gravissimo fenomeno delle morti su lavoro, ma soprattutto con l’aumento del Fondo, stanziato in legge di Bilancio, da cui ci si sarebbe aspettato un adeguamento conseguente delle prestazioni in favore dei familiari delle vittime del lavoro – commenta Silvino Candeloro, del collegio di presidenza Inca –. Un atteggiamento contraddittorio che rivela ancora una volta l’incapacità del governo del “cambiamento” di mettere a segno delle misure concrete a favore del mondo del lavoro”.

“Basti pensare – aggiunge Candeloro – che nella stessa legge di bilancio sono stati ridotti i premi assicurativi per le aziende; sono state tagliate altresì le risorse per la prevenzione e adesso assistiamo a una riduzione degli indennizzi per i superstiti di lavoratori morti in occasione di lavoro che, se volessimo essere coerenti, non dovrebbero sottostare a un meccanismo perverso come avviene oggi: gli indennizzi si riducono con l’incremento del numero dei morti”.

“In una società giusta e civile – conclude il patronato –, dovrebbe, invece, affermarsi il principio in base al quale di fronte a un aumento del numero dei morti (che nessuno auspica) si dovrebbe provvedere con un incremento di risorse da destinare ai superstiti”.





Anpal Servizi, Cgil-Cisl e Uil contro Di Maio

Le affermazioni fatte dal ministro Di Maio sulle questioni che riguardano  Anpal Servizi non sono decisamente piaciute a Cgil, Cisl e Uil mentre i lavoratori erano in sciopero e si mobilitavano in tutta Italia per rivendicare la stabilizzazione degli oltre 650 precari impegnati da anni nella gestione delle politiche attive, interveniva durante la trasmissione televisiva ‘Piazza Pulita’ affermando: “Possiamo dirci che in passato in questo settore si formavano le persone per fare i corsi e non si facevano i corsi per formare le persone? Si stabilizzavano le persone non competenti. Adesso un po’ alla volta metto a posto”.

"Le affermazioni del poco informato ministro - affermano Luigi Sbarra (Cisl), Tania Scacchetti (Cgil) e Ivana Veronese (Uil) - appaiono estremamente gravi e lesive della dignità dei lavoratori che operano su direttive del ministero e che dopo aver sostenuto in questi anni ben più di un concorso per vedere confermate quelle competenze esclusive che Di Maio sminuisce, sono infatti oggi chiamati da Anpal Servizi proprio a formare i cosiddetti ‘navigator’, per essere poi assunti con contratti in collaborazione”.

“Piuttosto che affrontare la questione con una battuta in tv, il ministro potrebbe rispondere ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali di Anpal Servizi che hanno espressamente richiesto l’apertura di un tavolo di crisi”, concludono Sbarra, Scacchetti e Veronese.





Sequestro milionario a imprese che evadevano l’Iva

Gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma e quelli della Compagnia di Nettuno hanno sequestrato, su disposizione del gip del Tribunale di Velletri, conti correnti, beni immobili e una Porche per un valore complessivo di circa due milioni di euro. Il valore dei beni sequestrati corrisponde alle imposte evase da due imprese di Anzio operanti nel settore dell’installazione di impianti industriali e della logistica

I finanzieri hanno analizzando la contabilità e ricostruito i movimenti finanziari di una delle due imprese, accertando così che dal 2013 al 2016 l’amministratore della società aveva presentato le dichiarazioni fiscali sottraendosi al pagamento di Iva, Ires ed Irap abbattendo il reddito mediante l’indicazione di spese fittizie. 

Le Fiamme Gialle hanno inoltre riscontrato una maxi evasione di Iva per 1,4 milioni di euro da parte un’altra impresa locale. Gli amministratori delle due società sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per reati tributari che prevedono fino a sei anni di reclusione.





Migliora la maturità digitale delle imprese italiane. Più di 10mila test nel portale di dedicato di Unioncamere Dopo tanti investimenti, formazione e buona volontà sale il livello di maturità digitale delle imprese che si sono rivolte alle Camere di com

Dopo tanti investimenti, formazione e buona volontà sale il livello di maturità digitale delle imprese che si sono rivolte alle Camere di commercio: meno “esordienti”, più “esperti” o “campioni” delle tecnologie 4.0. tra il 2018 e il 2019 sul portale dedicato delle Camere di Commercio, che poi non è che la rete dei Punti impresa digitale fisica e virtuale realizzata dal Sistema camerale per la diffusione e l’adozione degli strumenti di digitalizzazione avanzata.

 

Si tratta di una vera e propria “cura ricostituente” digitale che gli imprenditori stanno facendo, anche grazie all’utilizzo dei servizi dei Pid, ha cominciato dunque a produrre i primi effetti positivi.

Il 33% delle imprese che lo scorso anno risultava a digiuno di conoscenze digitali, attestandosi come Esordiente al self-assessment, è avanzato a maggio di quest’anno al grado di Apprendista grazie all’utilizzo di strumenti base di digitalizzazione all’interno della propria attività. Mentre sono cresciuti del 24% gli imprenditori classificatisi Esperti o Campioni perché hanno imparato, nello stesso arco temporale, ad applicare con successo i principi dell’Impresa 4.0 arrivando, talvolta, finanche a realizzare una buona digitalizzazione dei propri processi.

 

“Questi risultati incoraggianti premiano l’impegno corale compiuto dalle Camere di commercio insieme ai Digital Innovation Hub, ai Competence Center, ai Centri di ricerca e alle Università per permettere a un numero crescente di imprese di cavalcare la quarta rivoluzione industriale”. E’ quanto dichiara il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, che aggiunge “attraverso i servizi offerti dai Pid  abbiamo portato quasi 46mila imprenditori a conoscere i vantaggi del digitale e, di questi, oltre 10mila hanno utilizzato gratuitamente il nostro strumento di self assessment per mettere a fuoco i propri punti di forza e di debolezza sui cui puntare per trasformare la propria realtà imprenditoriale in un’Impresa 4.0”. Questo primo risultato è però solo l’inizio di un percorso che si auspica virtuale, per la crescita su questo delicatissimo fornte, delle imprese italiane.





Varata a Castellammare di Stabia nave ‘Trieste’, un gioiello dei cantieri e della tecnologia italiana. Madrina la figlia del Capo dello Stato Laura Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presenziato alla cerimonia del varo della nave porta elicotteri e multiuso, la più grande della marina militare italiana, ‘Trieste’. Il varo nel cantiere navale di Castellammare di Stabia. Alla cerimonia erano presenti anche il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio e il ministro della Difesa Elisabetta Trenta. "Viviamo un momento complicato e difficile e so che quelli che sono qui amano questo Paese. È il momento delle scelte: dobbiamo concentrarci dove ci sono le eccellenze e preservarle". Lo ha detto l’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, nel suo intervento alla cerimonia. Il coro "lavoro, lavoro" si è levato dalle maestranze del cantiere Fincantieri di Castellammare di Stabia. La nuova unità sarà consegnata nel 2022 e rientra nel Programma navale per la tutela della capacità marittima della Difesa, deciso dal Governo e dal Parlamento e avviato nel maggio 2015 (“Legge Navale”). La Madrina della nave è stata Laura Mattarella, figlia del Presidente della Repubblica.

Le caratteristiche costruttive e di armamento di nave “Trieste” le consentiranno di proiettare e sostenere – in aree di crisi – la forza da sbarco della Marina Militare e la capacità nazionale di proiezione dal mare della Difesa, di assicurare il trasporto strategico di un numero elevato di mezzi, personale e materiali e di concorrere con la Protezione Civile alle attività di soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali, essendo anche in grado di fornire acqua potabile, alimentazione elettrica e supporto sanitario.

L’Unità potrà inoltre assolvere le funzioni di comando e controllo nell’ambito di emergenze in mare, evacuazione di connazionali e assistenza umanitaria.

Con oltre 1.000 posti letto disponibili, la nuova LHD sarà dotata di un ponte di volo per elicotteri, di circa 230 metri, per assicurare l’operatività di un battaglione di 600 uomini e di un ponte garage in grado di ospitare 1200 metri lineari di veicoli gommati e cingolati, sia civili che militari.