Adiconsum spinge per la crescita digitale

Dall’indice complessivo di circolarità 2019, reso noto dall’ultimo Rapporto sull’economia circolare dell’Enea, risulta che il nostro Paese occupa la pole position (103 punti) rispetto ad altri Paesi europei quali Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. Nell’ultimo anno, si è però riscontrato, purtroppo, un rallentamento rispetto agli scorsi anni. Questo a testimonianza del fatto che il processo per arrivare all’economia circolare è lungo e richiede un impegno costante. Adiconsum, fermamente convinta che il futuro degli Stati e del pianeta passi attraverso lo sviluppo dell’economia circolare, ha avviato il progetto “CresciAMO Circolare” con il sostegno di Eni Spa. “Il bambino è insieme una speranza ed una promessa per l’umanità” così ci insegnava Maria Montessori ed è proprio dai bambini che Adiconsum vuole partire per parlare e per costruire il mondo dell’economia circolare. Mercoledì 29 maggio 2019, dalle ore 09:00 alle 11:00, ADICONSUM, insieme ad Eni SpA e in collaborazione con HortoMio ed il CONOE, Consorzio per la raccolta degli oli vegetali esausti, incontra i ragazzi dell‘Istituto comprensivo “Falcone e Borsellino” di via Reggio Calabria, 34 a Roma. Il fine è quello di far approcciare i bambini all’idea che l’uomo, emulando la Natura nella quale nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, deve mettere in atto buone pratiche per arrivare ad un’economia circolare. Si dimostrerà come anche loro, i bambini, possono attuare da subito questa rivoluzione nei comportamenti nella vita quotidiana a scuola, a casa, in famiglia, con gli amici e che così facendo operano per salvaguardare il pianeta, la Terra, l’unica che abbiamo. Dopo l’attività di informazione, si lancerà “Un’avventura lunga un anno”, Concorso a premi dove le classi dovranno lavorare per progettare e realizzare qualcosa partendo dai “rifiuti” che divengono così “risorsa”. Nell’anno scolastico 2019/2020, al grido di “Riduci Ricicla Riusa” le classi V delle scuole primarie di tutta l’Italia, saranno invitate a partecipare e così potranno dare sfogo a tutta la loro fantasia e creatività… E CHE VINCANO I MIGLIORI! 





Il maltempo fa scattare l’allarme bovini, compromessa anche l’alimentazione

Il maltempo senza tregua ha compromesso la prima raccolta di fieno necessario per l’alimentazione di mucche e pecore nei campi finiti sott’acqua in gran parte del Paese. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti di una primavera anomala che ha sconvolto i cicli colturali delle produzioni agricole destinate sia agli uomini che agli animali. Dove si sono verificati temporali violenti accompagnati da grandine il fieno è stato steso a terra e reso inutilizzabile ma – sottolinea la Coldiretti - anche dove sono cadute precipitazioni abbondanti è stato impossibile entrare nei campi per effettuare la raccolta. Il risultato – precisa la Coldiretti - è stata la perdita del primo raccolto di fieno nel momento della fioritura che è il più ricco di nutrienti per gli animali negli allevamenti che ora sono costretti a ricorrere all’acquisto di mangimi. Una situazione che aggrava duramente il conto dei danni nelle campagne in una primavera segnata da precipitazioni eccezionali nel mese di maggio particolarmente delicato per l’agricoltura con le semine, le verdure e gli ortaggi in campo, le piante che iniziano a fare i primi frutti. L’anomalia climatica si fa sentire lungo tutta la Penisola dove – precisa la Coldiretti – si è verificata una vera strage per verdure, cereali e frutta con danni a vigneti, agrumeti, oliveti, fragole, albicocche, ciliegie, pesche e cocomeri. A causa di una primavera maledetta si rischia di perdere un frutto su quattro nelle campagne italiane anche se – continua la Coldiretti – bisognerà però attendere ancora qualche settimana per verificare come reagiranno le piante e quantificare l’esatta entità del danno. Lo stato di sofferenza della natura – sostiene la Coldiretti – è reso evidente dalle api con la produzione di miele che quest’anno fino ad ora è praticamente azzerata per il maltempo che ha compromesso molte fioriture e le api che non hanno la possibilità di raccogliere il nettare. Il poco miele che sono riuscite a produrre – spiega la Coldiretti – se lo mangiano per sopravvivere. Le intense precipitazioni hanno fatto innalzare il livello di fiumi e gonfiato i grandi laghi verso valori massimi come quello di Como che ha raggiunto un grado di riempimento al 67%, il Maggiore salito al 95% e fino al Garda addirittura al 97% secondo l’ultimo monitoraggio della coldiretti. L’ondata di maltempo fuori stagione è l’evidente conseguenza dei cambiamenti climatici in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici – ricorda la Coldiretti – è ormai la norma, tanto da aver condizionato nell’ultimo decennio la redditività del settore agricolo, con le perdite di raccolti dovute a calamità naturali che hanno assunto un carattere ricorrente. Il risultato – conclude la Coldiretti – è una perdita da 14 miliardi di euro in un decennio per l’agricoltura italiana, tra danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne e perdite della produzione agricola nazionale. 





Mercatone Uno, tavolo h24 al ministero del lavoro

Mercatone Uno, c’è un tavolo aperto praticamente h24 al Mise. "L’obiettivo minimo da attuare subito è la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori" dice il vicepremier e ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, facendo il punto sulla vertenza, dopo la dichiarazione di fallimento della Sharnon Holding, al termine del confronto con sindacati e curatori fallimentari. "Il tribunale di Bologna", però, aggiunge, "deve autorizzare la procedura di amministrazione straordinaria e riprendere l’esercizio provvisorio il prima possibile, così, da consentire il ricorso agli ammortizzatori sociali". "Dobbiamo trovare una soluzione per 1800 persone che stanno per perdere il lavoro" sottolinea Di Maio. Il prossimo round si terrà giovedì 30 e vedrà sedersi al tavolo creditori e fornitori, che avevano lamentato oggi, questi ultimi, l’esclusione dal confronto. "Ce la metteremo tutta lavorando collegialmente con le parti sociali e le Regioni", prosegue Di Maio abbozzando una prospettiva: "Parte, poi, la fase di reindustrializzazione per dare un futuro certo ai lavoratori". Intanto, oltre al Fondo che da sempre ha avuto nel mirino lo storico marchio, potrebbero esserci anche altre manifestazioni di interesse. E’ stato ipotizzato anche un ruolo da parte di una catena di negozi di articoli per la casa, Mondo Convenienza, che però non ha confermato l’indiscrezione.  





Le opportunità per le Pmi arrivano anche dalla conoscenza. Rapporto a Catania

“Stiamo puntando molto sulla conoscenza: riteniamo, infatti, che Convegni, Seminari, momenti di confronto e di approfondimento, possano essere di ausilio sia per i Dirigenti che per le Aziende, specialmente Piccole e Medie.” dichiara il Presidente di Federmanager Sicilia Orientale, Dott. Ing. Giuseppe Guglielmino. “Abbiamo analizzato i dati INPS relativi al periodo 2011-2018, dai quali si evince una complessiva perdita di managerialità nelle imprese italiane: circa 5.000 posizioni in meno nel periodo considerato, con una flessione percentuale pari a -7%, nonostante il trend di crescita complessivo del numero di aziende industriali – che dal 2016, anno dell’entrata in vigore del Piano nazionale Impresa 4.0, segna nel 2018 un + 0,8% (294.205 imprese industriali) rispetto al 2017 e un +1,2% rispetto al 2016 – e abbiamo potuto evidenziare come siano proprio le medio-piccole imprese ad esprimere una domanda di competenze manageriali del tutto insufficiente. Così, dopo il Convegno di Studi sul Contratto Nazionale dello scorso 10 maggio, organizziamo, con il patrocinio della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia ed il contributo dell’Unione regionale di Federmanager Sicilia, il Seminario: Sistemi di Gestione e Certificazioni che terremo, venerdì 31 maggio dalle ore 15:00, presso la Sala del Consiglio di Piazza della Borsa a Catania, e che vedrà come Relatori: • l’Ing. Larosa, quality manager della STM di Catania, • l’Ing. Rivera, esperto e consulente aziendale sulla materia, mentre l’introduzione sarà affidata a: • Avv. Claudio Ferro, Delegato di Federmanager Sicilia Orientale per l’innovazione e progetti speciali. Non parleremo di burocrazia e costi ma cercheremo di mettere in risalto i vantaggi sulla governace che tali sistemi, se ben implementati da Manager competenti e preparati, possono dare alle Aziende, anche di più piccole dimensioni e fatturato.” Chiuderà i lavori il Presidente Giuseppe Guglielmino. 




Avanti forte le Srl, in crescita fatturati ed addetti

 

Una nota positiva per l’economia nazionale. Le SRL italiane sono in salute: crescono gli addetti (+4,3%), il fatturato (+6,9%) e il valore aggiunto (+6,5%) e questo è un segnale straordinario, visto che queste imprese comunque rappresentato l’ossatura economica e produttiva della nazione. I dati emergono dall’ “Osservatorio sui bilanci delle SRL” per il Triennio 2015-2017 realizzato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Lo studio, che ha riguardato 620.155 Srl, propone un’elaborazione dei principali indicatori economici per provincia, ed ha confermato il trend emerso nell’autunno scorso (erano 413 mila le srl monitorate a fine ottobre 2018). Tra i settori, ottime performance dei trasporti (+8,3%) e del commercio (+8,1% per il 2017), seguiti dal comparto dei servizi professionali, finanziari e assicurativi (+6,7%). Nel dettaglio, la quota di Srl che chiudono il bilancio in utile passa dal 69,1% del 2016 al 70,3% del 2017 (+1,2 punti percentuali), un po’ meno rispetto a quanto rilevato ad ottobre 2018 (+72,8%).Il ROE (Return on Equity), ovvero l’indice di redditività del capitale proprio, sale dall’8,5% del 2016 al 10,1% del 2017 (+1,6 punti percentuali), in linea con quanto rilevato ad ottobre 2018, mentre il ROI (Return on Investment), ovvero l’indice di redditività del capitale investito, passa dal 9,1% del 2016 al 12,0% del 2017 (+2,9 punti percentuali), manifestando una tendenza migliore rispetto a quella rilevata in autunno. Soprattutto in relazione al valore aggiunto, sono le medie e grandi imprese a trainare la crescita (+5,9% e +9,9% rispettivamente l’incremento nel 2017), mentre le piccole crescono di meno (+3,1%) e le micro sono in calo (-0,9%). Una dinamica simile si riscontra per ciò che concerne le variazioni di fatturato, valore della produzione e numero di addetti. Dall’analisi geografica emerge una crescita particolarmente sostenuta degli addetti in Molise (+8,4%) ed Emilia-Romagna (+6,3%), con particolare attenzione alla provincia di Modena (+10,8%) Per quanto riguarda il fatturato, invece, è il Nord-Est a far registrare i migliori risultati: in particolare, il Friuli Venezia Giulia (+9,1%), l’Emilia Romagna (+9%) e il Trentino Alto Adige (+8,6%) presentano tassi di crescita più significativi. Infine, in termini di valore aggiunto, le dinamiche più elevate si registrano in Trentino (+9,4%) Emilia Romagna (8,4%), Lazio (8,4%), Umbria (+8,4%), Veneto (+7,2%) e Lombardia (+7%). Al sud le regioni più dinamiche sono l’Abruzzo (+6,4%)e la Campania (+6,1%). L’Osservatorio completo è disponibile online sul sito della Fondazione Nazionale dei Commercialisti (www.fondazionenazionalecommercialisti.it). 





Esportazioni extra Ue in terreno positivo (+0,5%). Import (+0,9%)

 

Ad aprile 2019 si stima per l’intescambio commerciale con i paesi extra Ue un aumento congiunturale delle esportazioni (+0,5%) di intensità minore rispetto alle importazioni (+0,9%).

L’incemento congiunturale delle esportazioni è limitato ai beni di consumo non durevoli (+3,0%) e all’energia (+1,9%), mentre tutti gli altri raggruppamenti principali di industrie sono in diminuzione. Dal lato dell’import, l’incremento congiunturale è più intenso per l’energia (+5,5%), i beni di consumo durevoli (+4,4%) e i beni intermedi (+3,0%). Al netto dell’energia, si stima una flessione dell’import (-0,8%).

Nell’ultimo trimestre mobile (febbraio-aprile 2019), la dinamica congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue risulta negativa (-0,6%) ma al netto della marcata flessione dell’energia (-17,4%) è pressoché stazionaria (+0,1%). I beni di consumo non durevoli (+1,9%) e i beni strumentali (+0,5%) sono in crescita. Nello stesso periodo, le importazioni registrano una diminuzione congiunturale (-2,2%), determinata dalla marcata flessione registrata dall’energia (-6,0%), dai beni strumentali (-2,2%) e dai beni intermedi (-1,4%).

Ad aprile 2019, le esportazioni sono in marcato aumento su base annua (+6,7%), anche per l’effetto del diverso numero di giorni lavorativi rispetto ad aprile 2018. L’incremento è rilevante per i beni di consumo non durevoli (+22,5%) e i beni intermedi (+8,1%). Le importazioni registrano un aumento tendenziale (+7,4%) determinato dai beni di consumo durevoli (+39,2%), beni intermedi (+9,9%) e beni strumentali (+8,1%).

Il saldo commerciale ad aprile 2019 è stimato pari a +1.889 milioni, in lieve aumento rispetto a +1.861 milioni di aprile 2018. Da inizio anno aumenta l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da +19.575 milioni di gennario-aprile 2018 a +19.724 milioni di gennaio-aprile 2019).

Ad aprile 2019 l’export è in forte aumento su base annua verso Giappone (+25,6%), Svizzera (+24,8%) e paesi ASEAN (+19,4%). In diminuzione, le vendite di beni verso Turchia (-15,5%), paesi OPEC (-5,0%) e paesi MERCOSUR (-2,7%).

Gli acquisti da paesi ASEAN (+25,6%), Russia (+18,7%) e Cina (+17,6%) registrano aumenti tendenziali molto più ampi della media delle importazioni dai paesi extra Ue.





Sul debito pronta infrazione Ue, da 3,5 miliardi per l’Italia

L’Italia potrebbe rischiare una multa di 3,5 miliardi di euro. Lo scrive Bloomberg secondo cui, citando una fonte vicina al dossier, la Commissione europea sta considerando di proporre la prossima settimana una procedura di infrazione sul debito che aprirebbe la strada alla sanzione. La decisione non è comunque ancora stata finalizzata.





Sbloccacantieri, il Ddl arriverà in aula solo mercoledì

Slitta alle 15 di mercoledì l’approdo in Senato del decreto Sbloccacantieri. Lo ha stabilito all’unanimità la Conferenza dei capigruppo per lasciare alle commissioni Lavori pubblici e Ambiente il tempo di ultimare l’esame del testo. Il via libera di Palazzo Madama arriverà in settimana, ha assicurato il capogruppo M5S Patuanelli. Vertice di maggioranza con il presidente Conte sugli emendamenti. Presenti il ministro Toninelli, il sottosegretario Mef Garavaglia, il sottosegretario Giorgetti e i presidenti delle Commissioni. 





Ue, Macron cerca di sbaragliare il campo. Serie di incontri informali del Presidente francese

Offensiva di Emmanuel Macron a Bruxelles per dare vita a una maggioranza “progressista” nel Parlamento europeo e porre i suoi alleati alla testa delle istituzioni. E’ quanto scrive oggi l’emittente francese Europe 1, riferendo di una “partenza addirittura anticipata per Bruxelles” del presidente per un pranzo di lavoro con i premier socialisti e liberali di Spagna, Belgio, Olanda e Portogallo, rispettivamente Pedro Sanchez, Charles Michel, Mark Rutte e Antonio Costa. Subito dopo, Macron incontrerà anche i leader del gruppo di Visegrad (Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria), roccaforte del campo nazionalista.

Macron ha già ricevuto ieri sera all’Eliseo il premier spagnolo, i cui deputati del Psoe saranno la componente più numerosa del gruppo socialista dell’europarlamento. Tuttavia alle elezioni di domenica scorsa i due principali partiti, Ppe e socialisti, non hanno raggiunto la maggioranza dei seggi dell’europarlamento e hanno quindi bisogno di formare un’alleanza politica almeno con i liberali dell’Alde, a cui fa riferimento il partito di Macron (Lrem), e possibilmente anche con i Verdi, le due formazioni europeiste premiate dagli elettori, per marginalizzare le forze sovraniste e euroscettiche e limitarne la capacità di influenza sul lavoro legislativo dell’Europarlamento.

Secondo Europe 1, Macron chiederà quindi che le principali cariche, come quella di presidente della Commissione o di presidente del Parlamento, non vengano automaticamente attribuite ai popolari o ai socialisti.





Salvini ha la ‘Golden share’ sul Governo e rilancia: “Subito il Decreto sicurezza bis e giù le tasse”. Poi l’affondo su Roma

Matteo Salvini, ormai, parla da Presidente del Consiglio. I voti presi hanno di fatto sancito la sua leadership en in conseguenza di questo la ‘golden share’ sul Governo. E’ durato poco il suo silenzio e nella mattina di martedì ha immediatamente rilanciato e fissato i temi da mettere immediatamente in agenda. "Sicurezza e tasse: tutto il resto viene dopo", ha detto il titolare del Viminale nel corso di un colloquio a Rtl 105.5 . Il leader leghista ha anche ricordato che il decreto sicurezza "è pronto, era pronto già scorsa settimana". Quanto alle tasse, "al Paese - ha detto - serve uno choc fiscale. Dobbiamo abbassare le tasse, non tutto a tutti, però l’obiettivo c’è nel contratto di governo, il 15%, serve una cura Trump, una cura Orban, uno choc fiscale positivo per far ripartire il Paese". Poi ha confermato di non aver mai lanciato ultimatum a Di Maio" e lo ha detto commentando il titolo di Repubblica che dice che Salvini, dopo la vittoria alle europee ora darà "30 giorni a Di Maio". "Noi ci faremo trovare pronti", ha risposto poi il leader del Carroccio alla domanda se la Lega, dopo i risultati elettorali, si prepari a governare Roma. "Io da ministro per i romani - ha aggiunto - sto cercando di fare di tutto, mandando poliziotti, telecamere, facendo direttive. Poi il giudizio sul sindaco lo danno gli elettori quando votano".

"Spero che non ci sia nessuno in Europa che mandi ’letterine’", ha aggiunto Salvini a proposito della lettera che la Ue sta per inviare all’Italia per il debito. "Adesso vediamo se arriva la letterina - ha detto ancora Salvini - e ci multano per i debiti del passato chiedendoci 3 miliardi. Vi pare che in un momento storico in cui c’è una disoccupazione giovanile del 50% in alcune regioni italiane, in cui dobbiamo assumere in fretta medici e infermieri, da Bruxelles qualcuno in nome di regole del passato ci chieda 3 miliardi di multa e a settembre 20 miliardi di aumento di tasse? Ogni mia energia sarà usata per cambiare queste regole vecchie e superate. Il voto di domenica è stato una sfiducia nei confronti dell’Europa fondata sui tagli. Ora, se vogliono, i leader si mettono al tavolo e mettono al centro il lavoro, il tasso di disoccupazione, l’economia reale rispetto allo spread e alla finanza". 




Le imprese e la finanza al Governo: acceleriamo la transizione allo sviluppo sostenibile

Le imprese e il mondo della finanza chiedono al Governo di accelerare la transizione dell’Italia alla sostenibilità e di aprire un tavolo di lavoro su questo tema presso la Presidenza del Consiglio. Per la prima volta, le dieci associazioni imprenditoriali più rappresentative,, tutte aderenti all’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), indicano in un documento congiunto le linee di azione necessarie per accelerare il passo verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, firmata dai 193 Paesi dell’ONU nel settembre 2015.

Il documento, presentato durante la Conferenza dell’ASviS “Le imprese e la finanza per lo sviluppo sostenibile. Opportunità da cogliere e ostacoli da rimuovere”, svoltasi a Milano nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile (21 maggio-6 giugno), indica gli interventi necessari per creare un contesto idoneo allo sviluppo sostenibile, per accelerare il decoupling tra crescita economica e pressione ambientale, per affrontare la dimensione sociale della transizione ecologica del sistema produttivo, per favorire lo sviluppo dei territori e la loro resilienza e per promuovere un modello economico orientato allo sviluppo sostenibile. Inoltre, le associazioni rinnovano gli impegni assunti con la sottoscrizione, nel 2017, del “Patto di Milano”.    

All’evento organizzato presso l’Auditorium di Assolombarda sono intervenuti molti dei protagonisti del mondo economico e figure emergenti dell’imprenditoria italiana. L’impegno delle aziende e della finanza è in linea con quanto auspicano gli italiani: secondo una recente indagine di Eumetra, infatti, il 72% delle persone ritiene che le imprese dovrebbero occuparsi seriamente di sostenibilità e il 67% ritiene giusto che le imprese, di qualsiasi dimensione (ma soprattutto le grandi), tengano conto degli Obiettivi di sviluppo sostenibile anche se ciò dovesse significare un aumento dei prezzi dei prodotti o dei servizi. Tuttavia, permane un bel po’ di scetticismo: infatti, il 48% degli italiani pensa che le imprese si occupino di sviluppo sostenibile perché hanno qualcosa da farsi perdonare, mentre il 38% ritiene che occuparsi di sostenibilità sia nell’interesse dell’impresa stessa.

Gli intervistati ritengono che un’impresa impegnata per lo sviluppo sostenibile dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: essere seria nell’affrontare questi temi (75%), trattare bene i clienti (71%) e i dipendenti (73%), assicurare la qualità dei prodotti (73%), rispettare l’ambiente in tutte le attività (73%), essere attenta ai temi sociali (70%), al territorio in cui opera (73%) e all’uguaglianza di genere (66%). In termini di percezione dell’impegno su questi temi, i settori più apprezzati sono quello alimentare, automobilistico, farmaceutico, della grande distribuzione e dei mezzi d’informazione, mentre i settori bancario, energetico e delle imprese di telefonia sono considerati meno impegnati per la sostenibilità.    

“La sostenibilità è sempre più considerata un fattore strategico dalle imprese oltre ad essere un importante elemento valoriale e reputazionale”, commenta Pierluigi Stefanini, Presidente dell’ASviS, che con i suoi oltre 240 aderenti è la più grande rete italiana di organizzazioni della società civile. “Allo stesso tempo, il mondo della finanza guarda con sempre più attenzione a realtà imprenditoriali innovative, rispondenti ai criteri Environmental, Social and Governance (ESG). Tali criteri obbligano ad un cambiamento di prospettiva e ad investire non tanto nell’ottica di un vantaggio immediato, ma in una prospettiva di medio-lungo termine”.

Il cambiamento verso un modello di sviluppo sostenibile si direbbe avviato e le imprese italiane potrebbero diventare un vero e proprio propulsore se fossero incoraggiate alla transizione da politiche di “sistema” che rimuovano i freni a questo processo. Peraltro, la settimana scorsa, nel corso dell’evento di apertura del Festival, il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco aveva lanciato un chiaro allarme sui danni per il sistema economico derivanti dal cambiamento climatico, invitando le istituzioni finanziarie e il settore privato a prepararsi agli shock legati a condizioni di non sostenibilità dello sviluppo.     

“L’Agenda 2030 riconosce alle imprese e alla finanza un ruolo fondamentale”, sottolinea il Portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini, “ed è evidente il cambiamento culturale che sta avvenendo, anche in Italia. Il nostro Paese è ricco di aziende virtuose rispetto allo sviluppo sostenibile, ma questo non vale ancora per il sistema nel suo complesso, anche per l’assenza di politiche adeguate. Il documento unitario elaborato grazie all’ASviS – aggiunge Giovannini – dà un segnale forte al Governo e alle altre istituzioni. Ora, però, bisogna passare ai fatti e ci auguriamo che il Presidente del Consiglio convochi quanto prima il tavolo proposto dalle associazioni, anche in vista della preparazione della prossima Legge di Bilancio”.  

Nel corso del convegno di oggi sono state presentate diverse iniziative, tra cui il Padiglione Italia a Expo 2020 di Dubai, pensato per sottolineare l’impegno del sistema Paese sui temi della sostenibilità, e l’impegno per lo sviluppo sostenibile dei 65 atenei appartenenti alla Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS). Particolare attenzione è stata posta anche al ruolo cruciale delle donne nella definizione di strategie imprenditoriali coerenti con l’Agenda 2030, a esperienze di innovazione per lo sviluppo sostenibile e a nuove forme giuridiche aziendali, maggiormente in linea con i principi di sostenibilità.





Flussi elettorali, la Lega conquista nuovi voti ovunque. Cannibalizzato il M5S che perde anche l’elettorato giovane a favore di Carroccio e Pd

Lega pigliatutto. Prosciuga i 5 Stelle e Forza Italia e cresce ovunque da Nord a Sud. E’ questa una prima analisi dettagliata sui flussi ed i movimenti dell’elettorato, fatta dall’Istituto specializzato Swg. Lo scenario disegna una situazione decisamente articolata in cui però c’è da registrare un nuovo partito di carattere e inclinazioni nazionali, ovvero la Lega di Matteo Salvini, che riesce ad intercettare voti dappertutto, in ogni area geografica, cannibalizzando soprattutto l’elettorato del partner di governo, ovvero il M5S. Chiari i numeri, visto che il Carroccio guadagna 3 milioni di voti contro i 6 milioni di voti persi dal M5S. Un tracollo per i grillini che subiscono un travaso di voti, come detto, prevalentemente  verso la Lega e, in parte minore, verso il Pd. Inoltre, i 5 Stelle perdono anche l’elettorato che finora li aveva premiati maggiormente: i giovani che stavolta invece hanno scelto la Lega e il Pd. Il partito di Salvini che passa dal 17,4% delle politiche dello scorso anno, al 34,3% delle Europee.  "prosciuga M5S e Fi, convince gli astenuti", si legge nell’analisi Swg. Il Pd invece che recupera passando dal 18,7 al 22,7%, guadagna voti dai 5 Stelle (7%), da Leu (6%) e dall’astensionismo (10%) ma nonostante il buon risultato i dem perdono circa 114mila voti rispetto al 2018. Il Movimento 5 Stelle subisce un drastico ridimensionamento (32,7% del 2018 al 17,1%) e i delusi M5S vanno verso l’astensionismo (38%), verso la Lega (14%) e verso il Pd (4%). Per quanto riguarda Forza Italia (dal 14,4% scende al 8,8) viene spinta sotto il 10 per cento dall’astensionismo e dal richiamo leghista (20%).

Per quanto riguarda l’affermazione sul territorio, come detto, la Lega guadagna ovunque, il M5S "frana decisamente al Sud, in calo netto in tutto il Paese", il Pd cresce solo a Nordest, mentre cala nelle altre aree, si legge nell’analisi Swg. Guardando alle fasce di età gli over 50 vanno in massa verso la Lega, si allontanano da M5S e Fi. Tra i quarantenni c’è un travaso di voti da M5S alla Lega che piace anche ai Millennials: i 5 Stelle perdono il 15% dei voti tra i giovani e vanno a -25 per centro tra i neovotanti. Guadagnano Lega e anche il Pd. Infine il partito di Matteo Salvini va bene sia tra gli operai (quasi la metà vota Lega) e anche tra i professionisti.





Forza Italia rischia di diventare un deserto e Berlusconi cerca di arginare le fughe

 

  La botta si è fatta sentire e il redde rationem, a mala pena messo da parte durante la campagna elettorale, è ormai inevitabile. Forza Italia alle Europee scende sotto la soglia di sopravvivenza del 10% e si ferma all’8,7%, incalzata (e in alcune Regioni anche superata) da Fratelli d’Italia. Unica consolazione, il successo di Alberto Cirio, ex europarlamentare azzurro, come Governatore del Piemonte.

Berlusconi, raccontano, è molto arrabbiato per l’esito elettorale, “ho fatto il possibile, ma gli italiani non hanno ancora imparato a votare”, si sarebbe sfogato in privato. In pubblico, però, si cerca di raccontare una storia diversa. L’ex premier ringrazia per l’oltre mezzo milioni di voti che lo porteranno nel Parlamento europeo cinque anni dopo la decadenza e, soprattutto, si dice convinto che non è ancora arrivato il tempo, per Salvini e Meloni, di metterlo da parte. “A livello locale come a livello nazionale appare evidente che l’unico progetto credibile e vincente è quello del centrodestra unito, all’interno del quale Forza Italia rappresenta la componente centrale e indispensabile”. Una centralità che l’ex premier vuole dimostrare anche a Bruxelles, tanto che per domani ha fissato un incontro con Vicktor Orban. Esattamente il contrario di quello che vanno argomentando i leader di Lega e Fdi. Meloni, in particolare, si fa forza sui numeri: insieme il suo partito e quello del ministro dell’Interno hanno più del 40%, sopra, dunque, il risultato di tutto il centrodestra alle scorse Politiche.

L’analisi del voto racconta che il partito azzurro regge nel Sud e nelle Isole, tiene al Nord-Ovest, mentre crolla al Nord-Est e al Centro, l’unica circoscrizione in cui a guidare le liste non era il Cavaliere ma Antonio Tajani. Il vice presidente del partito finisce sotto accusa, anche – viene spiegato – per come sono state stabilite la candidature. L’esito non soddisfacente del voto non poteva dunque che scatenare la resa dei conti e una sequela di accuse reciproche.

Molto dure le parole di Giovanni Toti, da tempo critico verso la linea ufficiale. “Di certo questa è una lenta agonia che porta al decesso, che non starò a guardare senza reagire”, dice. Il Governatore della Liguria non formalizza ancora la sua partecipazione al progetto di seconda gamba sovranista di Giorgia Meloni ma si dice convinto che gli elettori abbiano “rottamato la classe dirigente”.

Tutta l’ala sudista, quella che vorrebbe una maggiore distanza da Salvini, si ritrova nelle parole di Mara Carfagna. Bisogna “fare punto e a capo”, serve un partito “non uno staff”. A chiedere un congresso è anche la capogruppo, Mariastella Gelmini. Berlusconi – dice – ha dato il massimo e si è battuto con coraggio, conseguendo un ottimo risultato sul piano delle preferenze personali. Adesso sta a tutti noi, classe dirigente di Forza Italia, aprirci a un percorso nuovo, avviando una costruttiva autocritica sui limiti della nostra azione: dal dato uscito dalle urne occorre ripartire e va avviata una profonda riflessione sulla riorganizzazione del nostro movimento politico”.Per provare a correre ai ripari l’ex premier ha convocato per questa settimana un ufficio di presidenza.





Evasione Fiscale, Castelli: “Battaglia di civiltà, consentirà di abbassare le tasse”.

“La lotta all’evasione fiscale non è solo una battaglia di civiltà ma è anche lo strumento che ci permetterà di abbassare le tasse a tutti i cittadini che le pagano regolarmente. I nuovi strumenti presenti nel decreto legge fiscale ci hanno permesso di recuperare molte più risorse rispetto agli anni precedenti. Il mio desiderio è quello di vedere un capitolo unico di bilancio dedicato esclusivamente al risultato di tutto lo sforzo dello Stato e dei cittadini nella lotta all’evasione così che possa essere destinato a ciò che realmente serve. L’accoglienza a me riservata dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Foggia è la prova di come la sinergia e la piena collaborazione con le istituzioni sia fondamentale per perseguire l’interesse di tutti i cittadini onesti. L’obiettivo è chiaro, far pagare meno tasse a tutti facendole pagare a chi attualmente non le paga!”. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli. 





Nomine Ue, l’Italia rischia di perdere tutte le poltrone, ma c’è anche l’ipotesi Giorgetti

Dopo la chiusura delle urne per il rinnovo del parlamento europeo, è già scattata la prima fase di consultazione tra i big continentali, per arrivare ai nuovi assetti dell’Unione. Il risultato in Italia, con la vittoria della Lega,  rischia di far perdere al nostro Paese, tre delle caselle più importanti del governo politico economico del vecchio continente. Va detto, infatti, che allo stato delle cose, l’Italia detiene, con mandati naturalmente in scadenza e da ridefinire, la Presidenza della Bce con Mario Draghi, la Presidenza del Parlamento europeo con Antonio Taiani e la casella degli Esteri (Alto rappresentante) con Federica Mogherini. La corsa è già partita in queste ore e, per ora si concentra, nel corso del vertice straordinario dei 28 leader  continentali sui possibili candidati a Commissari e sulla figura naturalmente più importante, quella di Commissario e ‘capo di Governo’. Il toto-nomine impazza e da questa prima riunione potrebbe già uscire qualche nome. Il prossimo presidente dell’Esecutivo comunitario, se passerà la linea dell’accordo tra le grandi famiglie politiche (socialisti, popolari e liberali) potrebbe essere scelto tra Manfred Weber (Ppe) alla liberale dell’Alde Margrethe Vestager, al socialdemocratico Frans Timmermans . Ci potrebbe anche essere una svolta con una outsider, come la presidente della Banca mondiale Kirstalina Georgieva, il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit Michel Barnier o il premier croato Andrej Plenkovic. Quello che però appare già abbastanza chiaro è che l’Italia - che attualmente occupa tre delle caselle dei top job, con Antonio Tajani alla presidenza del Parlamento europeo, Mario Draghi a capo della Bce e Federica Mogherini in qualità di Alto rappresentante - molto difficilmente potrà fare il bis. Anche se la Lega è volata oltre il 34%, affermandosi come il secondo partito più forte d’Europa dietro la tedesca Cdu-Csu e prima forza politica del futuro gruppo Alleanza europea dei popoli e delle nazioni con 24 seggi, non sembra infatti rientrare nel gioco della grande coalizione arcobaleno, dove lo spettro dell’iride potrebbe partire dal blu del Partito popolare per arrivare al rosso dei Socialisti e Democratici, passando per il rosa dei liberali dell’Alde, che ora appaiono l’ago della bilancia delle future geometrie politiche. Il vicepremier Matteo Salvini però insiste: "Sono convinto che il nuovo Parlamento e la nuova Commissione Ue saranno amici dell’Italia. E’ cambiata la geografia in Europa". 
E si dice convinto di poter ottenere per il Paese un portafoglio economico pesante. "Non abbiamo nomi e cognomi - spiega -. Chiederemo un commissario di economia e non certo di filosofia: commercio, agricoltura o concorrenza. E come Lega avremo una chance in più". Il leader del Carroccio esprime i desiderata e non i nomi, ma qualche indiscrezione sull’asse tra Roma e Bruxelles sui candidati alla poltrona dell’Italia circola già. E tra tutte si fa più insistente quella dell’arrivo del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, da qualcuno definito l’alter ego di Salvini o l’uomo che parla all’Italia produttiva. Della terna - nonostante lui abbia già detto più volte di voler restare a fare il presidente della Regione Veneto - continua a far parte anche l’ex ministro dell’Agricoltura Luca Zaia. E se una candidatura col netto marchio della Lega non dovesse farcela a superare il fuoco di sbarramento che attende i sovranisti in Ue, il nome del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi potrebbe rivelarsi l’asso nella manica, il jolly con cui vincere una partita che però al momento appare tutta in salita.





Salvini: “Nessun ultimatum di 30 giorni a Di Maio”

 “No, nessun ultimatum. Chi sono io per dare un ultimatum” di 30 giorni a Luigi Di Maio. Il vice presidente del Consiglio e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in un’intervista a Rtl 102.5, commenta il titolo di apertura di “Repubblica”.

“E ora Salvini dà i 30 giorni a Di Maio” titola stamane a tutta pagina il quotidiano diretto da Carlo Verdelli. In un articolo a pagina due si legge che Matteo Salvini ha imposto, “nelle nuove vesti di premier in pectore” una lista di “sei condizioni inderogabili” al capo politico del M5S Luigi Di Maio.

“O si fa come ordina lui o tutti a casa. Un mese di tempo, la clessidra è già partita”. Salvini – scrive “Repubblica” -, forte del 34% ottenuto alle elezioni europee, vuole “un sì concreto su autonomie, sblocca cantieri, riduzione delle tasse, Tav e riforma della giustizia, oltre che sulla sicurezza”.

Ma non tutto sembra però volgere al sereno, viste le considerazioni fatte immediatamente dopo il risultato del voto  Per ora la strategia non cambia, rispetto ai commenti a caldo: la Lega vuole dettare l’agenda del governo, i Cinque Stelle devono adeguarsi. “Se si allineano, si può andare avanti così. Loro tanto sono degli esecutori, se l’input che arriva è di adeguarsi, non ci saranno problemi”, spiegano da via Bellerio. La palla dunque è nel campo pentastellato, con segnali che nella Lega ancora non si sbilanciano a decifrare: la riunione al Mise che va per le lunghe, il ritorno di Di Battista, il silenzio di Giuseppe Conte. Gli effetti del crollo del M5s sono ancora tutti da vedere.

Fatto sta che Matteo Salvini continua a interpretare il ruolo del concreto uomo di governo: ribadisce la “lealtà” al contratto, ma elenca i temi su cui pretende un’accelerazione. E quindi dl sicurezza, taglio delle tasse, grandi opere a partire dalla Tav. E l’autonomia, con il Piemonte a guida centrodestra che si appresta ad unirsi a Veneto e Lombardia per ricontrattare il rapporto con lo Stato centrale. Poi riforma della giustizia, mettendo in soffitta il giustizialismo Cinque Stelle e “i processi in piazza”. Per ora programmi da realizzare con l’alleato, senza prendere in considerazione pubblicamente ipotesi alternative, a partire dall’autosufficienza sovranista con cui Giorgia Meloni lo sta allettando. Ma certo bisognerà aspettare il vertice di governo chiesto da Di Maio, e aspettare l’assemblea dei parlamentari M5s slittata a mercoledì.

Un banco di prova sulla tenuta dell’alleanza nel nuovo scenario, con i rapporti di forza ribaltati dal voto europeo rispetto ai numeri del Parlamento italiano, arriverà subito. Con la lettera della COmmissione Europea che chiede chiarimenti sui conti pubblici italiani che sarà recapitata a breve. Anche su questo, Salvini ha già dettato la linea: “Bisognerà rispondere con coraggio”, ovvero sforare i parametri di bilancio, tirare dritto rispetto alle richieste di Bruxelles. Anche su questo, bisognerà vedere se l’M5s sposerà il dettato leghista o se terrà sulla linea della responsabilità.

Se l’alleanza terrà, Salvini si prepara già allo scontro con Bruxelles, convinto che il nuovo Europarlamento vedrà un clima diverso. Convinzione che si scontra con le indicazioni che arrivano da Strasburgo, con una maggioranza Ppe, Pse e Alde che sembra pronta a nascere, e un gruppo sovranista che – se anche dovesse superare i 100 eurodeputati come ipotizzato da Salvini grazie all’arrivo di altri partiti – sarebbe tagliato fuori. “ma si può essere incisivi anche da fuori, si può fare politica anche nel Consiglio dei capi di Stato e di Governo”, assicurano dal Carroccio. “L’importante è portare a casa risultati su migranti e politiche economiche”. Resta però lo scoglio di una manovra economica con numeri da brividi: “Il bonus di Renzi che prima o poi andremo a toccare vale 10 miliardi, e poi la Francia è andata al 4% di deficit senza neanche chiedere il permesso”, continuano a ripetere i leghisti, con il loro leader che prende in manolabarra del timone annunciando incontri con parti sociali e mondo produttivo. Ma a parte le distanze con gli stessi alleati sovranisti sulla necessità di allentare il rigore, c’è lo spread che oggi si è riaffacciato oltre quota 300. E la manovra finanziaria potrebbe far arrivare al pettine il nodo di un’alleanza complicata, al di là delle volontà degli alleati.





Governo, Boccia (Confindustria): "E’ ora di affrontare argomento Manovra"

"Noi abbiamo un debito pubblico che è una questione tutta italiana". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine del festival dello Sviluppo sostenibile organizzato dall’ Asvis, sulla lettera dell’Ue all’Italia. "Siamo critici -ha aggiunto- su eventuali sforamenti del 3% per spesa ordinaria e non per investimenti pubblici. E’ arrivato il momento di affrontare la questione della manovra che non sarà semplice e poi cogliere l’occasione anche per costruire un piano a medio termine dove lavoro e crescita sono i fondamentali". 





Ecco quanto vale e pesa in Euro l’Unione Europea

I Paesi dell’Unione Europea valgono per l’Italia oltre 500 miliardi di scambi commerciali all’anno (250 miliardi di import e 260,6 di export), il 57,6% del totale con il mondo (887 miliardi). In crescita nel 2018 del 4%. Lombardia prima regione con quasi un terzo del totale nazionale (31,4%), 161 miliardi, +5,6%. Seguita da Veneto con 70,7 miliardi (13,8% del totale, +5,1%), Emilia Romagna con 61 miliardi (12%, +4,5%) e Piemonte con 49 miliardi (9,7%, +2,2%). Germania con 128 miliardi, Francia con 85 miliardi, Spagna con 45 miliardi e Regno Unito con 34,6 miliardi i principali partner commerciali. Milano leader in Italia con oltre 64 miliardi di interscambio, +5,1%, pesa il 12,6% sul totale nazionale. Seguono Torino con 22 miliardi (-0,2%, 4,4% del totale), Verona con 20 miliardi (+4,7%, 3,9%), Brescia con 18 miliardi (+8,7%, 3,6%) e Bergamo con 17 miliardi (+5,4%, 3,3%). Tra le prime anche Roma, Vicenza, Bologna, Treviso e Modena, la maggior crescita a Brescia. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Promos Italia, l’agenzia per l’internazionalizzazione del sistema camerale italiano su dati Istat. L’interscambio della Lombardia con l’Unione Europea vale 161 miliardi. Si tratta di 90 miliardi di import e 70,6 di export. Oltre a Milano, Brescia e Bergamo rispettivamente 1°, 4° e 5° in Italia, superano i 10 miliardi di euro anche Varese (+4,6%) e Monza Brianza e i 7 miliardi Lodi, Mantova e Pavia. Le maggiori crescite a Cremona (+20,1%) e a Lodi (+16,4%). I maggiori partner della Lombardia sono Germania con 44 miliardi, Francia con 26 miliardi, Paesi Bassi con 14,7 miliardi e Spagna con 13,3 miliardi. I prodotti lombardi più esportati in Europa sono i metalli (19,2% del totale, +7,7%) e macchinari (16,1% del totale, +4,5%), i più importati le sostanze chimiche (14,8%, +2,2%) e i mezzi di trasporto (11,8%, +23,8%).





Conti pubblici, Moscovici: "Non spingerò per sanzioni a Italia"

"Avrò uno scambio di vedute con il governo italiano su misure aggiuntive che potrebbero essere richieste per essere in linea con le regole" ma "non prediligo le sanzioni". Così il commissario europeo agli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, durante un discorso pronunciato vicino Lisbona e riportato dall’agenzia Bloomberg. "E’ abbastanza probabile che avremo uno scambio di lettere", ha detto Moscovici.





Debito pubblico, lettera dall’Ue, destinatario Palazzo Chigi. Sarà recapitata nelle prossime ore

La partita delle elezioni, con la vittoria della Lega, è appena finita e per l’Italia già si profila un nuovo duello con l’Unione Europea. Già nelle prossime ore, secondo i bene informati, potrebbe arrivare sulla scrivania del Presidente del Consiglio Conte e del ministro delle Finanze Tria, la lettera, mittente, la Commissione Ue, in cui si chiederà conto all’Italia dei fattori scatenanti che hanno portato in questi mesi, all’aumento sostanziale e preoccupante del debito pubblico nazionale.   Va detto, che l’Italia era stata già avvertita, prima dell’ultima manovra di bilancio, di tenere a freno i cordoni della borsa, ma questo non è bastato. Accanto a questo c’è anche da mettere nel conto la mancata ripresa economia con il Pil che resterà, secondo le proiezioni Istat, in terreno positivo, ma con percentuali decisamente insufficienti.

L’Italia, insieme ad altri Paesi, in particolare il Belgio, sarà messa in guardia dal rischio di sforamento dei conti già per il 2018, come indicato anche nelle ultime previsioni economiche. La risposta italiana sarà presa in considerazione nel rapporto sul debito che la Commissione Ue sta preparando.

Secondo Bloomberg la Commissione europea sta considerando di proporre per l’Italia una procedura di infrazione sul debito del 2018 che potrebbe aprire la strada a una sanzione da 3,5 di miliardi di euro.

Frenata per Piazza Affari in vista della chiusura della seduta: l’indice Ftse Mib scende dello 0,1%, con una chiara limatura dei guadagni dopo l’ipotesi di Bloomberg di una maximulta Ue sul debito 2018. Pressione anche sui tassi di interesse dei titoli di Stato italiani, con lo spread verso il Bund tedesco a quota 275.

"Aspetto di leggere la lettera dell’Ue ma credo che la Commissione europea debba e possa prendere atto che i popoli ieri hanno votato per il cambio e la crescita: quello che è chiaro che non si alzano le tasse, che l’aumento dell’Iva non esiste", dice Matteo Salvini.

"E’ in arrivo - aveva fatto sapere il leader della Lega Matteo Salvini in mattinata - una lettera della commissione Europea sull’economia del nostro Paese e penso che gli italiani diano mandato a me e al governo di ridiscutere in maniera pacata parametri vecchi e superati".

Secondo Salvini, "di tagli ed eccesso di prudenza l’Italia ha rischiato di spegnersi" e il risultato delle elezioni è "un invito a fare il contrario di quello che ci è stato imposto fino all’anno scorso per il bene dell’Europa e dei mercati e l’Italia cresce se le aziende e i lavoratori pagano meno rispetto a quello che si paga oggi. Non siamo noi che vogliamo sforare. Se noi fossimo costretti a rispettare numeri e vincoli vecchi, il debito crescerebbe. Noi vogliamo ridurlo e avere il credito delle istituzioni europee per fare il contrario di quello che hanno fatto i Monti i Gentiloni: ossia restituire soldi".

"Non chiediamo uno sforzo particolare ai 5 stelle - ha aggiunto - visto che è già nel contratto di governo. Vogliamo mettere in ordine le priorità. Presenteremo un progetto che fa bene al Paese, anche ai 5 stelle che sono convinto continueranno a crescere". "Se la lettera fosse alla vecchia maniera: fate i compiti a casa, tagliate, tagliate, tagliate no" perché "abbiamo bisogno di assumere tanti medici, ingegneri, giudici, vigili del fuoco" sistemare "scuole e ospedali e per farlo dobbiamo spendere i soldi che ci danno gli italiani pagando le tasse".





Governo, Salvini rilancia: "30 miliardi per Flat Tax"

"Trenta miliardi di euro, questa è la proposta documentata centesimo per centesimo che siamo pronti a portare in Consiglio dei Ministri e in Parlamento studiata dagli economisti della Lega" per la "riduzione fiscale, la ’tassa piatta’ sui redditi delle imprese e delle famiglie almeno fino a 50mila euro". Così il vicepremier Salvini. E parlando in diretta Facebook dice all’Ue: "E’ finito il tempo delle letterine, dei richiami". "Se fra un anno saremo stati bravi il debito sarà sceso e il Pil sarà salito". E "l’Iva non aumenta".




BPER Banca, al via il crowdfunding per finanziare progetti educativi

E’ partita la nuova call for crowdfunding “Teen! Ilfuturo a portata di mano” lanciata da BPER Banca su Produzioni dal Basso per il cofinanziamento di percorsi educativi proposti da associazioni del terzo settore che hanno come destinatari ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 19 anni. Le candidature, che dovranno riguardare progetti di carattere sociale, culturale o di educazione alla sostenibilità ambientale, potranno essere presentate attraverso il network dedicato su Produzioni dal Basso fino al 4 luglio. L’obiettivo di quest’anno è quello di replicare o addirittura superare il successo della prima edizione, che ha registrato oltre 150 domande e ben 4 proposte (su 5 selezionate) che hanno ottenuto il cofinanziamento da parte della Banca. Anche per 2019, i progetti che potranno contare sul supporto economico di BPER saranno 5, la cui selezione si chiuderà entro il 2 agosto, per poi partire dal 9 settembre con il crowdfunding. Quelli che grazie alle donazioni raggiungeranno il 50% dell’obiettivo economico complessivo potranno essere co-finanziati per il restante 50% (fino a un massimo di 7.500 euro) da BPER Banca, che per questa iniziativa ha stanziato un plafond di 25.000 euro. Per partecipare al bando bisogna essere una onlus, un’organizzazione di volontariato, una cooperativa sociale o un’associazione cliente dell’istituto (o in procinto di diventarlo), compilare l’apposito form presente sul network di BPER Banca su Produzioni dal Basso e seguire tutte le indicazioni. 




Crimi: “Agenzie di stampa ossatura della democrazia”

"Le agenzie di stampa sono un’ossatura fondamentale dell’informazione, è importante che ci sia un confronto". Così il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’informazione e all’editoria Vito Crimi, intervenuto a margine dell’incontro degli Stati Generali dell’Editoria con le agenzie di stampa tenutosi presso la Sala Polifunzionale di Palazzo Chigi. "La politica si occupa della stoffa, noi del filo per cucire - ha aggermato Ferruccio Sepe, capo dipartimento per l’Editoria e l’Informazione - la segmentazione dell’offerta e servizi omogenei sono elementi critici per il legislatore in un settore fondamentale". Tra i vari interventi, Fnsi ha portato nel dibattito l’importanza di agenzie libere ed autonome in un sistema editoriale che altrimenti sarebbe minato alla base mentre Stampa Romana ha proposto una legge di sistema in cui le agenzie debbono avere, tra le varie caratteristiche, un ruolo di utilita’ pubblica. 





Sblocca cantieri, ecco gli emendamenti su case mobili e videosorveglianza

 

Via libera alle case mobili nelle zone colpite dal sisma. Un emendamento al decreto Sblocca-cantieri, approvato dalle commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato, ne permette l’uso per evitare lo spopolamento dei territori. Un altro emendamento prevede un fondo per l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso negli asili e nelle strutture per anziani. Al termine della riunione, parlando del caso Rixi, il capogruppo Lega, Romeo, ha detto: "confidiamo nella Giustizia, ma il sottosegretario resta al suo posto". 





Tridico (Inps) annuncia una task force contro il caporalato

La situazione del caporalato in agricoltura è "drammatica", ed è anche un problema di "criminalità organizzata". E’ l’allarme del presidente dell’Inps, Tridico, in audizione alla Camera. Per questo Tridico propone "la creazione di una task force di ispettori Inps che collaborino con forze dell’ordine e magistratura", ma anche un "controllo degli appezzamenti terreni attraverso i droni". Nel biennio 2016-2018 sono stati accertati ben "93.700 rapporti di lavoro fittizi in agricoltura", "numeri impressionanti al Sud e non solo". 





Resa dei conti nel M5S. Di Maio è sul banco degli imputati

 

Fibrillazioni nel M5S alla luce del risultato delle elezioni di domenica. "La responsabilità è tutta di Di Maio", si chiedesse se "non sia il caso di lasciare", dichiara il deputato 5S Gallo. Anche Carla Ruocco chiede a Di Maio di valutare le dimissioni dal governo. E Roberta Lombardi commenta: quando c’è una sconfitta "i cambiamenti si mettono in conto"."La responsabilità in capo ad un solo uomo è deleteria per il Movimento". Paragone invoca "discontinuità". Intanto Primo Di Nicola si dimette da vicepresidente dei senatori M5S.





Salvini accelera e mette con le spalle al muro Conte e il M5S

"Trenta miliardi di euro, questa è la proposta documentata centesimo per centesimo che siamo pronti a portare in Consiglio dei ministri e in Parlamento studiata dagli economisti della Lega" per la "riduzione fiscale, la ’tassa piatta’ sui redditi delle imprese e delle famiglie almeno fino a 50mila euro", ha annunciato in diretta Facebook il ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini. "La priorità è la riduzione delle tasse. Non tasseremo la casa, non tasseremo i conti correnti e non aumenteremo l’Iva", ha affermato.

"Non mi permetto di commissariare nessuno. Conte ha la mia piena fiducia, non ho ambizioni, l’unica condizione è mantenere gli impegni". Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.

"Se i popolari volessero cambiare asse e lasciare i socialisti, sarebbe ipotizzabile un asse con conservatori e sovranisti. Non siamo maggioranza ma vogliamo radunare chi condivide la nostra idea di Europa" ha detto Salvini  al Viminale a chi gli chiedeva quale sarà la strategia della Lega in Europa.

"Le forze a favore del Tav hanno preso l’80%-85%. Se fosse stato un referendum l’esito mi pare chiaro" ha sottolineato Salvini a chi gli chiedeva il futuro del Tav. "Penso che il progetto possa essere rivisto, rimodulato nel nome del risparmio e dell’impatto ambientale - ha sottolineato -. E sono sicuro che dall’Ue si possano avere altri fondi. Ma poi ieri si è votato in regione Piemonte".

"Entro la settimana sarà pronto il dossier sulle scorte. Prevediamo una revisione dei criteri di sicurezza, che non vuol dire un discorso sui nomi ma un aggiornamento del grado di rischio in base a quello che diranno le forze di polizia" ha anche detto Salvini