Mef, Di Stefano (Ugl): “Ministero indaghi su incarichi revisore dei conti e componenti di collegi sindacali scelti da precedenti

L’Ugl Funzione Pubblica ha inviato una richiesta scritta ai vertici politici ed amministrativi del Mef affinché fossero “approfondite le modalità di individuazione e di conferimento degli incarichi, effettuati dai precedenti Governi, di revisore dei conti e di componente dei collegi sindacali al personale dipendente dello stesso dicastero”. Lo dichiara il segretario nazionale Ugl Funzione pubblica, Alessandro Di Stefano, spiegando che “tali incarichi dovrebbero essere finalizzati a garantire il corretto utilizzo delle risorse pubbliche. Invece, consultando i dati presenti su Amministrazione trasparente del sito Mef, tali nomine sembrano piuttosto essere state utilizzate per premiare dipendenti con, in alcuni casi, professionalità inferiori, rispetto a quella di altri funzionari in servizio”. “Al fine di garantire i principi di trasparenza, d’imparzialità e di buon andamento, - sottolinea Di Stefano – nella stessa richiesta scritta rivolta al Mef abbiamo proposto una serie di misure per ovviare agli errori fatti in passato ovvero l’adozione di uno specifico regolamento in materia, l’utilizzo di obiettivi e conoscibili strumenti di selezione di tali professionalità (tra i quali l’interpello ed il sorteggio), la predisposizione di appositi uffici di vigilanza e la preventiva eliminazione di attuali situazioni di conflitto di interessi”.





Debito pubblico, Corte dei Conti: "E’ essenziale ridurlo"

La riduzione del debito pubblico è essenziale per la stabilità finanziaria, "l’incertezza"sulla possibilità di ridurlo "rischia di incidere negativamente sulle prospettive di crescita". Così la Corte dei Conti, presentando il Rapporto 2019 sulla finanza pubblica. "La tenuta degli obiettivi concordati appare essenziale per evitare procedure d’infrazione","il finanziamento in deficit del reddito di cittadinanza è motivo di preoccupazione". Sulle pensioni, serve "corretto bilanciamento" delle esigenze di generazioni presenti e future.





Inps, riaperti termini per nomina componente commissioni Fondo assistenza e previdenza pittori, scultori, musicisti, scrittori e

Sono stati riaperti i termini per la manifestazione di interesse alla nomina quale componente delle commissioni tecniche del Fondo di assistenza e previdenza dei pittori e scultori, musicisti, scrittori e autori drammatici (Fondo PSMSAD). Il Regolamento del Fondo prevede l’istituzione di quattro Commissioni Tecniche chiamate a esprimere pareri preventivi – obbligatori e non vincolanti – sul possesso delle qualità artistiche di coloro che richiedono di iscriversi e sulla qualità artistica delle attività o iniziative per le quali gli iscritti presentino domanda. Le dichiarazioni di interesse alla partecipazione a tali Commissioni dovranno essere compilate utilizzando l’apposito modulo scaricabile dal sito www.inps.it nella pagina dedicata all’avviso di riapertura dei termini. Il modulo dovrà essere presentato entro il 7 giugno 2019 all’indirizzo PEC dc.invaliditacivilecreditowelfare@postacert.inps.gov.it, o tramite posta raccomandata A/R in busta chiusa all’indirizzo INPS - Direzione centrale Sostegno alla non autosufficienza, invalidità civile e altre prestazioni - viale Aldo Ballarin, n. 42 - 00142 Roma. Il Fondo sostiene gli iscritti nella loro attività professionale promuovendone la formazione, il perfezionamento e l’affermazione in campo nazionale e internazionale, anche in collaborazione con altre istituzioni italiane e straniere. L’Iscrizione è riservata ai cittadini italiani o di stati appartenenti all’Unione europea che esercitano in forma prevalente e con continuità le attività di pittore, scultore, musicista, scrittore e autore drammatico. Possono essere iscritti anche i cittadini di età compresa tra i 18 e i 35 anni che, pur non esercitando abitualmente tali attività, dimostrino la loro potenzialità a intraprendere la professione artistica.





Istruzione: l’Italia supera il Mit e Harvard nella tecnologia blockchain

L’Italia scavalca, è il caso di dirlo, l’università di Harvard ed il Massachusetts Institute of Technology di Boston, il “mitico” Mit, nell’uso della tecnologia Blockchain applicata al riconoscimento dei titoli di studio. Grazie al servizio DiploMe, infatti, il nostro Paese è il primo al mondo ad aver già sviluppato e implementato un “ecosistema” che utilizza il “blockchain” per lo scambio semplice, sicuro e certificato dei titoli di studio. Il servizio è stato elaborato dal centro d’informazioni Cimea, assieme al Ministero dell’istruzione, università e ricerca (Miur) e all’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid). Come si legge sul sito del Mit (https://digitalcredentials.mit.edu), nove delle più prestigiose università internazionali “stanno lavorando insieme per progettare un’infrastruttura digitale dedicata ai titoli accademici verificabili”. Gli atenei coinvolti sono l’Università di tecnologia di Delft (Olanda); la Harvard University (Usa); l’istituto Hasso Plattner dell’Università di Potsdam (Germania); il Mit di Boston; il Tecnologico di Monterrey (Messico); l’Università Tecnica di Monaco (Germania); le filiali di Berkeley e di Irvine dell’Università della California (Usa); l’Università di Toronto (Canada). “La nostra missione – si legge sul sito – è creare un’infrastruttura condivisa, distribuita e affidabile che possa diventare lo standard per rilasciare, archiviare, mostrare e verificare digitalmente i titoli accademici”. Una “missione compiuta” da Cimea, Miur e Agid, con l’implementazione di DiploMe, un servizio che consente, appunto, di condividere in modo semplice, sicuro e certificato i propri titoli di studio con le istituzioni e i datori di lavoro. Grazie a DiploMe, ogni utente ha a disposizione un proprio “wallet” dove caricare le proprie qualifiche utilizzando la tecnologia “blockchain”: un sistema di gestione dei titoli di studio decentralizzato, trasparente, certificato e soprattutto immutabile, così da semplificare l’iscrizione ad un ateneo straniero o accedere al mercato del lavoro di un altro Paese. DiploMe è un ecosistema aperto e globale: possono entrare a farne parte istituzioni, enti, amministrazioni, e tutti i soggetti che, a diverso titolo, rilasciano o certificano qualifiche e competenze. Le qualifiche e le certificazioni vengono salvate dalle istituzioni che le rilasciano direttamente su “blockchain”, garantendo l’immutabilità e la portabilità del dato, la sicurezza e la semplicità nella condivisione, la tutela e il rispetto dei dati personali. La tecnologia “Blockchain” è, in pratica, un registro digitale dove le transazioni svolte in criptovaluta sono registrate in modo cronologico e pubblico, e che consente di condividere qualifiche certificate e verificabili, minimizzando le frodi. DiploMe è un cosiddetto “private permissioned blockchain”, la tipologia più adatta alla pubblica amministrazione. Uno spazio, cioè, in cui solo i soggetti certificatori possono operare, garantendo l’affidabilità e la sicurezza dell’ecosistema. DiploMe è centrato sulla persona ed è ideato per garantire la sicurezza dei dati personali, tutelare la privacy del possessore del titolo, in linea con i principi del regolamento europeo “General Data Protection Regulation” (Gdpr). Per entrare in DiploMe è sufficiente registrarsi sul sito cimea.diplo-me.eu/cimea.





Maltempo, Federforeste: boschi abbattatuti attaccati dai parassiti

La pioggia paralizza le operazioni di recupero degli abeti abbattuti che con il clima umido vengono attaccati da parassiti che rendono inutilizzabile il prezioso legno dei violini stradivari. E’ l’allarme lanciato da Federforeste e Coldiretti sugli effetti del maltempo nei boschi già duramente colpiti dalla tempesta Vaia fra Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia. “La pioggia e il terreno bagnato – spiega Gabriele Calliari, Presidente di Federforeste – rendono problematico percorrere i sentieri e organizzare il trasporto del materiale. Ci sono centinaia di chilometri di migliaia di alberi abbattuti ancora da recuperare con il rischio concreto che con l’umidità si scatenino i parassiti del legno prezioso, in un momento in cui c’è anche un boom di richieste dalla Cina in particolare per i tronchi con un diametro fra i 20 e i 40 centimetri e una lunghezza di 4 metri”. Quello cinese è un mercato strategico – sottolineano Fedeforeste e Coldiretti – che può essere rafforzato grazie alle nuove opportunità offerte dall’accordo siglato dall’Italia per la nuova Via della Seta anche considerando tutta una serie di semilavorati, dalla fibra alla carta, dai contenitori alle porte, dalle finestre ai pavimenti che sono già nell’elenco dei prodotti colpiti dalla ritorsione di Pechino contro gli USA. “Ma non bisogna svendere a prezzi troppo bassi il nostro legno di alta qualità – sottolinea Calliari – Come avviene con il cibo che mettiamo nel piatto è necessario arrivare a un’etichetta d’origine anche per il legno perché dietro a ogni asse utilizzata vive un mondo fatto di territori e persone con un’intera filiera composta da agricoltori boscaioli, segherie, trasportatori, industrie e artigiani”. Il legno della Val Di Fiemme – sottolineano Fedeforeste e Coldiretti – è solo una parte dell’enorme patrimonio boschivo che secondo la Coldiretti copre ormai più di 1/3 della superficie italiana con 12 miliardi di alberi troppo spesso abbandonati a se stessi per l’abbandono dei terreni di montagna e la mancata gestione delle foreste in un Paese come l’Italia che utilizza appena il 30% dell’incremento annuo dei boschi contro una media europea superiore al 55%. E se l’industria italiana del legno è la prima nella UE – concludono Federforeste e Coldiretti - la materia che utilizza arriva però da altri Paesi come Austria, Francia, Svizzera e Germania tanto che ormai la maggior parte dei mobili venduti in Italia è fatta con assi straniere senza che il consumatore lo sappia.





PD, Smeriglio: "No a toni trionfalistici, era difficile fare peggio del 4 marzo 2018"

Smeriglio, neoeletto parlamentare europeo in quota Pd, getta acqua sul fuoco degli entusiasmi: “Era difficile fare peggio del 4 marzo 2018 –ha affermato Smeriglio-. Abbiamo ricostruito e affermato su scala nazionale un modo diverso di intendere la ricostruzione. Mai più la centralità dell’autosufficienza, ma l’idea che si costruisce un campo largo. Poi è cambiato anche il quadro politico, con la crisi profonda del M5S. Si ripropone un bipolarismo normale con la destra da una parte e il campo progressista dall’altra. C’è una lieve ripartenza, non dobbiamo utilizzare toni trionfalistici. Renziani dicono che abbiamo perso voti? Il risultato del 40% di Renzi 5 anni fa è stato straordinario perché interpretava in quel momento lo spirito del tempo. In quel momento io non mi sono messo a dire che in termini assoluti erano gli stessi voti che aveva preso Veltroni quando prese il 32%. Oggi anche Renzi dovrebbe tenere molto al risultato che ha raggiunto il Pd a queste europee perché è una ripartenza del campo progressista. Dobbiamo recuperare i voti del M5S. Se noi ci facciamo bastare qualche accordicchio di palazzo per ribaltare il governo in carica saremmo dei pazzi, non verremmo capiti dai cittadini e alle elezioni successive la Lega prenderebbe il 60%. Bisogna stare coi piedi sul terreno e recuperare voto per voto. C’è una riapertura di credito nei nostri confronti e noi su quello dovremo lavorare. E’ una fase di rigenerazione e costruzione. Campo largo centrosinistra? Quel modello è stato l’unico che ha portato il centrosinistra al governo, poi è stato vittima dell’eccessiva frammentazione. A quel tempo c’erano 8 forze politiche diverse tra loro, qui si tratta di mettere insieme le culture democratiche esistente. Continuare a fare i distinguo, buttare voti nella frammentazione autolesionistica della sinistra è un errore drammatico, bisogna avere la pazienza di ricucire”. Sull’immigrazione. “La Lega è bravissima a raccontare una storia che non sta in piedi. Nel programma del PD c’è un punto chiaro su questo aspetto: chi mette piede sul territorio italiano mette piede sul territorio europeo. Questo avrebbe conseguenze importanti dal punto di vista dell’accoglienza, ma l’accoglienza condivisa tra i Paesi europei. Gli alleati di Salvini, i Paesi dell’est se ne fregano di quello che succede nel sud dell’Europa. Al di là delle chiacchiere e della propaganda che la Lega è bravissima a fare, il punto è costruire una responsabilità della presa in carico dei flussi di stampo europeo. Questa presa di responsabilità anche sulle paure degli italiani non deve farci dimenticare la dimensione umanitaria. La Lega va forte perché cavalca le preoccupazioni degli italiani, senza però risolverle. L’apertura della nuova sede del PD a Casal bruciato è importante perché è da quei territori che dobbiamo ripartire”.





Il magistrato Luca Palamara, già consigliere del Csm ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, leader di Unicost (la corrente centrista dei magistrati), è indagato per corruzione dalla Procura di Perugia. Lo scrivono il Corriere della Sera

Il magistrato Luca Palamara, già consigliere del Csm ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, leader di Unicost (la corrente centrista dei magistrati), è indagato per corruzione dalla Procura di Perugia.

Lo scrivono il Corriere della Sera e La Repubblica, spiegando che l’indagine è stata aperta su segnalazioni arrivate da Roma e Messina ed è stata affidata al pm Gemma Miliani e al Gico della Guardia di Finanza.

In particolare, spiega Repubblica, “i pm indagano su una serie di circostanze che documentano una disinvolta amicizia tra Palamara e Fabrizio Centofanti, ex capo delle relazioni istituzionali di Francesco Bellavista Caltagirone, lobbista arrestato nel febbraio 2018 per frode fiscale, vicino agli ambienti del Pd e in affari con Piero Amara, avvocato travolto dall’inchiesta della Procura di Roma per il suo ruolo nelle sentenze ‘aggiustate’ della magistratura amministrativa: secondo i magistrati nell’amicizia tra Palamara e Centofanti c’è qualcosa di viaggi e regali diciamo ‘galanti’ ù che viene ritenuto vada molto al di là dell’opportuno”.

Palamara, ricorda poi il Corriere, è uno dei protagonisti di trattative e cordate che si stanno delineando al Csm, ma anche nei palazzi della politica, per rinnovare i vertici della Procura di Roma, una scelta che avrà ricadute a cascata su molte delle principali procure italiane e dove proprio Palamara è candidato a un ruolo di aggiunto. Il Csm è stato informato dell’inchiesta.

 Immediata la replica dello stesso Palamara: "Apprendo dagli organi di stampa di essere indagato per un reato grave e infamante per la mia persona e per i ruoli da me ricoperti. Sto facendo chiedere alla Procura di Perugia di essere immediatamente interrogato perché voglio mettermi a disposizione per chiarire, nella sede competente a istruire i procedimenti, ogni questione che direttamente o indirettamente possa riguardare la mia persona".





Bixi, l’uomo del braccio di ferro Lega-M5S avverte: “Faccio quello che dice Salvini e non quello che dice Di Maio

“Siamo Europei può diventare un partito. Io sono iscritto al Pd, lavoro con Zingaretti. Il mio movimento dovrebbe rimanere quello che è: il collante di un mondo più ampio della sinistra. Ma se serve sono pronto a trasformarlo in un soggetto politico”. Lo afferma Carlo Calenda, il candidato Pd più votato alle Europee con 272 mila preferenze nel Nord Est, in una intervista a Repubblica.

Secondo Calenda serve una formazione di centro. “Io vedo l’utilità di avere una forza di centro, liberaldemocratica.

Sarebbe molto importante costruirla e se nascesse darei sicuramente una mano a mettere insieme tre grandi culture, la sinistra, il cattolicesimo democratico e il liberalismo, con un programma comune. Dobbiamo evitare che il Paese vada non a destra ma verso lo sfascio”, spiega Calenda ma nega di voler fare una scissione: “Assolutamente no. Non farò niente contro il Pd. Mi muovo solo se lo decidiamo insieme”.

La sinistra, conclude Calenda, ha bisogno di un leader e “quel leader è Paolo Gentiloni. Dipende da lui volerlo fare, ma rappresenta la forza tranquilla di cui abbiamo bisogno”. Quanto a Zingaretti, Calenda dice: “Con Nicola ho lavorato molto bene pur essendo molto diversi. Io però penso che Gentiloni debba fare di più. Si è speso in campagna elettorale ma ora è il momento di farsi avanti, di proporsi come leader di questa coalizione che in parte tocca a lui costruire”.

 

Bixi, l’uomo del braccio di ferro Lega-M5S avverte: “Faccio quello che dice Salvini e non quello che dice Di Maio

 “È surreale. Mi danno già tutti per condannato, sono arrabbiato nero. Vorrei capire con chi hanno parlato i 5 stelle. Io confido nella magistratura. Ma lo sa che a Genova, la mia città, tanti che votavano il Movimento gli hanno tolto il voto per me?”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera Edoardo Rixi, viceministro leghista ai Trasporti, imputato per peculato nel processo spese pazze in Liguria.

Nel contratto c’è scritto che dovrebbe dimettersi, “hanno ragione – ammette – ma nel contratto c’era anche scritto che Armando Siri non si doveva dimettere fino al rinvio a giudizio. Per loro era inaccettabile in campagna elettorale e quindi hanno bloccato ogni mediazione. O il contratto si applica sempre, o non si applica.

Raggi doveva andare a casa due volte e anche Appendino”. Se condannato, lascia? “Io ho già detto a Matteo che deciderà lui, ha la mia massima disponibilità. Faccio quello che decide Salvini, non quello che decide Di Maio”. E se glielo chiede Conte, il passo indietro? “Non so se è il caso, non possiamo sempre fare passi indietro. Bisogna capire qual è la mediazione.

Conte è il mio premier, ma se io sono viceministroèperché lo ha voluto Matteo. Quella legge, fatta ai tempi di Monti, è una roba sbagliata. Non puoi mettere l’esecutivo sotto ricatto. Devi dire di sì a tutti, sennò il primo no che dici arriva uno e ti fa un esposto alla procura”.

“Mi girano le scatole – si sfoga Rixi – perché questa vicenda è nata da una sciocchezza, da un emendamento dello sblocca cantieri su cui abbiamo litigato. Come si può strumentalizzare cose così? Io coni5Stelle sono sempre stato corretto e mi ha dato molto fastidio il loro atteggiamento spietato. Se ritieni che la vita degli altri non sia importante e la tua ideologia supera la tua umanità, finisci per giustificare anche i campi di sterminio”.

Rixi non sa come ricucire: “Se ti chiudono in un bunker e il tuo compagno di cella invece di aiutarti sta con quello fuori, come la prendi? Loro devono capire se vogliono dare una prospettiva all’Italia, o se cercano una scusa per non farlo. Se mi fanno saltare ci guadagno in salute. Ma facciamo la Tav, le opere devono andare avanti. Non mi va di essere un’altra tacchetta che mettono sul loro carrarmato per far vedere che la Lega non vale niente, nonostante il 34% . Ma sparare sempre al compagno di banco non ha pagato”.




Tensioni nel M5. Paragone contro Di Maio: “Se vuoi fare superman devi dimostrarlo”

 “Al governo abbiamo fatto cose buone, ma siamo diventati giacca e cravatta. Il politicamente corretto uccide. Tria è come Padoan. Non c’è stata discontinuità”. Colpa di Di Maio? “Abbiamo perso tutti, anche io. Se vuoi fare Superman, devi dimostrare di esserlo”. Sono le parole di un colloquio del senatore Paragone (M5S) con il Corriere della Sera.

“Eccesso di generosità. Ma a 32 anni – spiega il senatore – non puoi fare il capo della prima forza del Paese, il vicepremier, il ministro dello Sviluppo economico e il ministro del Lavoro. Il redde rationem è impietoso. Il Movimento è al suo minimo storico e come vicepremier ha perso la sfida”. Al Mise? “Il Nord lo ha bocciato. I nostri referenti devono essere gli artigiani. Perché andare da Confindustria?”. E al Lavoro? “Mi è piaciuto. Ma se fai il decreto Dignità devi usare gli ispettori del lavoro come un esercito. Serve un ministro a tempo pieno”.

Secondo Paragone Di Maio farà un passo indietro: “Decida lui da cosa. Abbiamo bisogno di una leadership forte: deve andare per sottrazione. Il Movimento ha bisogno di un interlocutore che lo ascolti. E non può tenere due ministeri”.

Quanto al governo il senatore pentastellato dice: “Se dobbiamo andare avanti perché qualcuno ha preso gusto a fare il ministro, peste lo colga. Non è un’eresia staccare la spina al governo. Se si va avanti, accettiamo quello che hanno detto gli elettori. Io non tradisco la mia identità, ma le chiavi di casa ora ce le ha Salvini. Bisogna dargli il Mef”.Quanto al movimento, Paragone dice che “si deve passare a una collegialità. Un gruppo ristretto, 4 o 5 persone che rappresentino tutte le anime”.





Sconfitta M5S? Di Battista se ne fa una ragione: “La Lega ha vinto. Amen”

 

"E’ un momento di difficoltà. D’altro canto abbiamo appena preso la più grande scoppola della nostra vita ma, credetemi, di momenti drammatici nella nostra storia ne abbiamo vissuti molti altri. E quindi ora basta, ora si ricomincia come sempre. Ai miei ex colleghi, eterni fratelli di mille battaglie dico alcune cose. La prima è che chi è in difficoltà va sempre sostenuto. Va sostenuto dicendogli in faccia cosa non è andato bene e proponendo idee e cambiamenti. Io l’ho fatto, ovviamente, anche in queste ore". Sono parole di Alessandro Di battista affidate a Facebook. 

 

"Poi - prosegue l’esponente M5S - vi dico un’altra cosa: state tranquilli, ce la faremo anche questa volta. Basta mantenere la barra dritta. La Lega ha vinto le elezioni? Amen. Quelle che danno i numeri in Parlamento le abbiamo vinte noi. Quindi, come sempre, si vota ciò che è giusto e si bloccano le porcate".

"Non temete di essere irriverenti, non temete il ’politicamente scorretto’, non temete editoriali, articoli o servizi televisivi contro - aggiunge -. E’ la paura il nostro peggior nemico. Paura di sbagliare, paura del fango mediatico. Ma poi perché? Ci hanno tirato fango addosso dal primo giorno e siamo ancora qui, addirittura al governo del Paese".

"Provate a pensare che non abbiamo nulla da perdere. Né ruoli, né poltrone, né carriera. Sono gli altri i politici di professione, non noi. Perché è proprio quando non si ha più nulla da perdere - conclude Di Battista - che si ricomincia a vincere”.





Unione Naz. Consumatori su Istat fiducia: dato inaspettato, nessun effetto elezioni

Secondo i dati Istat resi noti, a maggio sale la fiducia dei consumatori. "Dato inaspettato, nessun effetto elezioni! La campagna elettorale e le maggiori polemiche tra i partiti, anche di Governo, non hanno determinato un calo della fiducia" afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat sulla fiducia. "Anche se le interviste sono state svolte nella prima metà del mese, ossia prima del voto, avrebbe dovuto comunque esserci un effetto legato alle maggiori discussioni tra i leader di partito. Invece restano stabili le attese sulla situazione economica dell’Italia e addirittura migliorano i giudizi sul Paese. Evidentemente gli italiani considerano fisiologiche oppure ininfluenti oppure fittizie le continue liti e discussioni" conclude Dona.





Istat, torna a salire fiducia consumatori

A maggio 2019 risale la fiducia dei consumatori, dopo tre mesi consecutivi di calo, passando da 110,6 a 111,8. Lo rileva l’Istat, spiegando che un’evoluzione positiva riguarda anche l’indice composito del clima di fiducia delle imprese, che aumenta da 98,8 a 100,2. Migliorano tutte le componenti dell’indice di fiducia dei consumatori. Nel dettaglio, il clima economico sale da 122,8 a 125,9, il clima corrente aumenta da 106,9 a 109,6, il clima personale cresce da 105,9 a 107,4, e il clima futuro passa da 115,6 a 115,8.





XIII Rapporto sullo stato sociale, Mattarella: "Welfare non sia solo sussidi"

Nel messaggio per il XIII Rapporto sullo stato sociale, il presidente Mattarella ricorda che "gli interventi assistenziali non possono limitarsi a mere erogazioni di sussidi, ma devono tendere all’obiettivo di arginare l’emarginazione sociale" ed è per questo che "il dialogo tra welfare pubblico e occupazionale rappresenta una componente importante delle politiche di welfare". Mattarella aggiunge: evitiamo che i "profondi cambiamenti" socioeconomici "si trasformino in esclusione e emarginazione"; essenziali ricerca e analisi.




BCE: "Incertezze Italia pesano su UE"

Le incertezze politiche in Italia pesano sulla crescita dell’Eurozona. Lo scrive la Banca Centrale Europea nel rapporto sulla stabilità finanziaria. "Il rallentamento della crescita dell’Eurozona può essere attribuito alla spinta più debole della domanda estera, così come ad alcuni fattori specifici di paesi e di settori economici, come alcune discontinuità nel settore automobilistico tedesco e l’impatto sulla fiducia delle incertezze politiche, e di policy, in Italia".





Chicco Testa nuovo Presidente di Proger. Cercherà di intercettare capitali dall’estero

Chicco Testa è stato nominato Presidente di Proger s.p.a., società di engineering e management con più di 1.000 professionisti e oltre 15 sedi nel mondo, partecipata da SACE SIMEST (gruppo CdP) azienda internazionale, leader in Italia e tra le prime 100 a livello globale (ENR “Top 225 International Design Firms”). La nomina perfeziona l’accordo strategico tra Proger e la Cadogan Petroleum Holdings BV – controllata al 100% dalla Cadogan Petroleum PLC, società di oil & gas quotata alla Borsa di Londra – inserendosi nel piano di ulteriore sviluppo dell’azienda, rafforzato dal recente aumento di capitale. La partnership industriale prevede che Cadogan possa acquisire una partecipazione indiretta del 22% in Proger s.p.a. All’interno del Consiglio di Amministrazione, il neopresidente si affianca quindi al Vicepresidente Antonio Mastrapasqua e agli Amministratori Delegati della società Umberto Sgambati e Marco Lombardi. “Sono orgoglioso di essere stato indicato per la Presidenza di una società che, oltre ad essere apprezzabilmente capace di attrarre capitali esteri, rappresenta anche l’eredità della migliore tradizione ingegneristica italiana - dichiara Chicco Testa - Un’azienda che negli ultimi anni ha registrato una crescita costante, confermandosi oggi come la prima società di ingegneria non captive in Italia con un importante e credibile piano di crescita per i prossimi anni, concentrato su investimenti in equity, partecipazioni strategiche e acquisizioni di nuovo capitale finanziario e umano, che le consentiranno di sfruttare specifiche sinergie, soprattutto nei settori Oil&Gas, Healthcare, Green Energy, Security e Comunicazione”. “La vasta esperienza manageriale di Chicco Testa - dichiara l’A.D. Marco Lombardi - è sicuramente per Proger di grande valore aggiunto e la partnership con Cadogan apre a diverse possibilità di sviluppare insieme i vantaggi di potenziali e proficue collaborazioni nei comuni settori di attività”. Proger ha presentato ad ottobre 2018 il nuovo Piano Industriale, ufficializzando l’aumento di capitale sociale fino a 26 milioni di euro, che ha come punto cardine lo sviluppo di una solida struttura finanziaria volta a supportare ed accrescere le capacità dell’azienda di essere sempre più soggetto promotore di progetti imprenditoriali. Da Ingegnere Generale che partecipa a tender internazionali per proporre la propria offerta in diversi paesi del mondo, la “nuova” Proger sarà quindi in grado non solo di rispondere alle richieste del mercato, ma anche di “generare domanda” costruendo e promuovendo nuove iniziative – a partire dall’ideazione fino alla realizzazione -, grazie alla capacità di avere al proprio fianco player specialistici e finanziari di altissimo livello che nel tempo si sono avvicinati alla società arricchendone le capacità, nonché interlocutori privati e pubblici sempre più importanti.





Aree terremotate, accelerare la ricostruzione. Servono i Segretari Comunali. Le priorità della Viceministra Castelli

“Per noi i Segretari Comunali sono un elemento cardine degli Enti Locali, una figura indispensabile per garantire la direzione apicale e la tutela della legalità dell’azione amministrativa. Una figura che è stata ingiustamente mortificata dai Governi di centro-sinistra negli ultimi anni. I troppi posti vacanti stanno rallentando il lavoro degli Enti Locali in molte Regioni italiane ed in particolare nelle aree terremotate, con il rischio di compromettere il corretto funzionamento degli organi istituzionali. È un problema che va risolto, nell’immediato, con misure concrete che possano rendere il reclutamento più veloce e rapido, senza perdere nulla in termini di requisiti professionali dirigenziali richiesti. Voglio rassicurare i Sindaci e cittadini, stiamo affrontando con determinazione la questione, anche per accelerare la ricostruzione nelle aree terremotate e gli investimenti locali. Abbiamo individuato una soluzione è l’abbiamo tradotta in un emendamento che è stato presentato in sede di conversione del Decreto Sblocca Cantieri”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, sulla cronica carenza dei Segretari Comunali.





Centinaio per la tutela a tutti i costi di Igp e Dos

Un ruolo più forte e deciso per il nostro Paese nel dibattito comunitario sulla tutela, la PAC e l’etichettatura, affinché al settore delle IG - un patrimonio di 299 DOP, IGP, STG italiane, rappresentative di un valore alla produzione di 6,96 miliardi € (+3,3 %), che raggiunge i 14,7 miliardi al consumo e con un export di 3,5 miliardi di Euro, risultando al primo posto a livello UE - possa essere permesso di consolidare la crescita a vantaggio di tutto il sistema agricolo nazionale. Questo è l’auspicio che si leva dalla 13° Assemblea dei Soci di Origin Italia, tenutasi quest’oggi, 29 maggio, a Caserta – presso la sede del Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana DOP - a cui ha preso parte altresì Gian Marco Centinaio, Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo. "Il nostro Paese può vantare uno straordinario patrimonio di prodotti agroalimentari - ha affermato il Ministro Gian Marco Centinaio. Le specialità Dop e Igp rappresentano uno strumento di tutela delle eccellenze italiane e delle produzioni realmente legate al territorio. Si tratta di due elementi chiave per lo sviluppo di un’economia locale che sia anche in grado di attrarre turismo. Occorre avere un’idea precisa di sviluppo del territorio in connessione con quelle che sono le sue tipicità. Dobbiamo perseguire questa direzione con ogni forza a nostra disposizione. Promuovere, innovare, tutelare. Unire i prodotti agroalimentari al turismo. Celebrare il made in Italy nel mondo per tenere testa ai nostri maggiori competitori europei”. Un incontro, moderato da Mauro Rosati, Direttore Fondazione Qualivita, durante il quale - dopo i saluti di Domenico Raimondo, Presidente del Consorzio Mozzarella di Bufala Campana DOP e di Nicola Cesare Baldrighi, Presidente Origin Italia - sono stati trattati molti temi, da quello di attualità “DOP e IGP, turismo, territorio: patrimonio comune” all’incontro sulla normativa, vigilanza e food blockchain, all’importanza dell’organizzazione delle filiere fino all’opinione dei legislatori. “La tutela dei prodotti Dop e Igp è essenziale per diffondere una maggiore difesa dei nostri marchi di qualità da contraffazioni e imitazioni - ha continuato il Ministro Gian Marco Centinaio. A tal proposito il nostro Paese si è fatto capofila di una richiesta per un’etichettatura dei prodotti in cui la provenienza sia in grande evidenza. I Consorzi di tutela si stanno avvicinando sempre di più alle nuove frontiere dell’innovazione tecnologica. Sono dell’idea che la blockchain debba essere unica e condivisa a livello nazionale. Per questo- ha annunciato il Ministro - a breve ci sarà un tavolo interministeriale su questo tema che riguarda il futuro delle aziende italiane". Quella tenutasi oggi è un’Assemblea particolarmente importante perché è la prima da quando AICIG si è unita ad AFIDOP ed ISIT andando a costituire Origin Italia, aggregazione concreta del sistema dei Consorzi di tutela delle IndiUn appuntamento, quello di oggi a Caserta, che assume connotati ancora più significativi poiché arriva all’indomani di una tornata elettorale di rinnovo delle Istituzioni Comunitarie che potrebbe cambiare gli equilibri attuali e, soprattutto disegnare nuovi scenari di riferimento politici ed economici. Considerando la crescente rilevanza economica, sociale ed ambientale delle IG che rappresentano un modello di riferimento per le attività delle rispettive zone geografiche, diviene dunque fondamentale garantire il sostegno ai nuovi Parlamentari Europei, nella loro responsabilità di legislatori per rispondere ai bisogni delle società. “Dalla recente consultazione elettorale europea – ha premesso il Presidente di Origin Italia Nicola Cesare Baldrighi - è emerso un quadro di riferimento che potrebbe cambiare l’approccio dell’Unione a tematiche per noi particolarmente importanti, come la PAC. Guardiamo pertanto con particolare attenzione alla definizione dei nuovi organismi comunitari ma nel frattempo portiamo avanti le nostre battaglie in termini di tutela ed etichettatura. Il costante incremento del peso economico e reputazionale delle I.G. italiane – ha aggiunto - ci impegna oggi più che mai ad un costante adeguamento e miglioramento delle attività dei Consorzi italiani anche sul piano normativo; in particolare sulla fattiva rappresentanza di tutta la filiera, lo sviluppo dei Consorzi stessi e la food blockchain. Sempre più determinante sarà, nel prossimo futuro, il ruolo e l’autorevolezza degli organismi di certificazione, che potranno essere chiamati a garantire, oltre alle I.G. stesse, elementi quali la sostenibilità ambientale, il benessere animale, il rispetto sociale ed economico, elementi intimamente connessi alle nostre produzioni che hanno la necessità di essere messi in evidenza”. Tra i temi considerati di assoluta importanza dal Presidente di Origin Italia, anche l’impegno per la reale applicazione dell’intesa ministeriale affinché ci sia una chiara distinzione sugli scaffali dei prodotti DOP e IGP, con l’obbligo di indicarli sia in etichetta che sui menù, considerando il sempre maggior rilievo assunto dai consumi fuori casa. In tale contesto, emerge quanto l’interesse per le IG sia un fatto acquisito sotto diversi aspetti e soprattutto a livello internazionale. Non solo a livello politico e legale, prevedendo norme di tutela sempre più sicure, come dimostrano le sentenze della Corte europea di giustizia sulla evocazione delle denominazioni tutelate. Ma anche, e soprattutto, a livello economico. Infatti, sono 1427 le Indicazioni Geografiche diffuse in tutti i Paesi UE - ad esclusione di Estonia e Malta - e di queste 1427, oltre il 20% sono rappresentate da IG italiane, che coinvolgono filiere intere di produzione, partenti da quelle imprese che forniscono le materie prime, fino a quelle che le trasformano e commercializzano. Ciò è un parametro importante per valutare quanto impattante sia anche a livello occupazionale nel sistema Paese. Sui temi dibattuti nel corso dell’Assemblea sono altresì intervenuti i legislatori presenti, l’On. Paolo Russo, il Sen. Mino Taricco e l’On. Guglielmo Golinelli, rappresentanti della XVIII° legislatura della Repubblica Italiana. Sono intervenuti: Mario Emilio Cicchetti, Direttore Consorzio Prosciutto San Daniele DOP, Matthias Messner, Direttore Consorzio Speck Alto Adige IGP, Francesco Liantonio, Vicepresidente Federdoc, Giovanni Bastianelli, Direttore Enit, Luca Bianchi, Direttore Svimez, Raffaele Borriello, Direttore Generale Ismea, Riccardo Deserti, Direttore Consorzio Parmigiano Reggiano DOP, Federico Desimoni, Direttore Consorzio Aceto Balsamico di Modena IGP, Luigi Polizzi, Dirigente Mipaaft – PQAI IV, Stefano Vaccari, Capo Dipartimento ICQRF, Gen. B. Ciro Lungo, in rappresentanza Comando Carabinieri unità forestali, ambientali, agroalimentari – Cufaa, Lorenzo Beretta Presidente Isit e Assica, Raffaele Garofalo, Assolatte, Giovanni Guarnieri, Alleanze delle Cooperative Italiane -Agroalimentare.





Mercatone Uno, tutelare anche i consumatori

Dopo il fallimento di Mercatone Uno, con la chiusura dei 55 punti vendita e il licenziamento di 1800 dipendenti, l’Adoc invita il Mise ad aprire un tavolo di confronto specifico per le migliaia di consumatori che hanno subito un grave danno economico. “Esprimiamo innanzitutto la nostra piena solidarietà ai dipendenti e alle loro famiglie per l’improvviso licenziamento che hanno subito a seguito del fallimento di Mercatone Uno – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – ma non possiamo dimenticare che anche i consumatori hanno subito un grave danno da questa vicenda. I consumatori che hanno versato anticipi e acconti e che non hanno ricevuto la merce ora possono solamente fare domanda di insinuazione al passivo, entro il prossimo 20 settembre, per tentare di recuperare quanto perduto. Una soluzione che molto difficilmente avrà un buon esito, dato che i consumatori, come creditori senza garanzie, saranno gli ultimi a poter far valere i loro diritti. Per questo chiediamo al Ministero dello Sviluppo Economico di aprire immediatamente un tavolo di confronto specifico per i consumatori, in cui si possa valutare la possibilità di rimborsarli e risarcirli integralmente. Ad ogni modo l’Adoc mette a disposizione i suoi consulenti legali presso gli sportelli locali per fornire informazioni e assistenza ai consumatori. L’Adoc Emilia-Romagna, in questo senso, ha già attivato una corsia preferenziale per i clienti di Mercatone Uno”. L’Adoc inoltre invita le finanziarie a prevedere forme di tutela per i clienti che hanno un finanziamento attivo. “Anche i consumatori che hanno sottoscritto un finanziamento per l’acquisto dei beni venduti da Mercatone Uno devono essere tutelati – continua Tascini – per questo invitiamo le finanziarie ad adottare una serie di misure che garantiscano i loro clienti, tra cui: liquidare il finanziamento solo a seguito della consegna effettiva della merce; estendere il diritto di recesso da 14 a 30 giorni; sospendere il pagamento delle rate restanti e rimborsare quanto già versato qualora la merce non fosse stata ancora consegnata. Una soluzione simile venne adottata anche nella vicenda Aiazzone, laddove la finanziaria si impegnò a rimborsare i consumatori quanto avevano pagato. Per quanto riguarda la garanzia dei prodotti acquistati presso Mercatone Uno ricordiamo ai consumatori che è possibile far valere la garanzia commerciale, se ancora nei termini, nei confronti della casa produttrice del bene in questione”.





Allarme del Presidente dell’Antimafia: "Raggi minacciata dai Casamonica"

"Abbiamo appreso che i Casamonica vogliono colpire la sindaca Raggi e i magistrati che li stanno contrastando con indagini e processi" così il presidente 5s della commissione Antimafia, Nicola Morra. "I Casamonica sono mafia e chi lotta veramente rischia anche la vita. Solidarieta’ a Virginia e a tutti quelli in in prima linea. Chi lavora per i cittadini sa che deve scontrarsi contro poteri criminali. Raggi ora vive blindata perché c’è una minaccia concreta. La minaccia dei Casamonica è reale, come il cambiamento che sta avvenendo a Roma".





Busta con all’interno un proiettile recapitata all’ex segretario Pd Martina

 

Una busta con un proiettile, destinata all’ex segretario Pd Martina, è stata bloccata al centro di smistamento postale dell’aeroporto di Genova. Era indirizzata alla sua abitazione, a Bergamo. Indagano i carabinieri, mentre messaggi di solidarietà arrivano dal suo partito e da tutto il mondo politico.




L’Istat certifica: “Sale il reddito, ma calano i patrimoni”

Torna a salire il reddito medio pro capite degli italiani, ma al tempo stesso diminuisce il patrimonio personale. Questi i dati Istat, che vedono il reddito a +3,6% nel 2014-2016 (in media 600 euro in più) mentre il patrimonio (case, risparmi e attività reali e finanziarie) scende da 156mila a circa 153.000 euro nel 2012-2016: -2.600 euro. I dati sono nell’Aggiornamento annuale degli indicatori del benessere equo e sostenibile, riferiti alle province e alle città metropolitane.





Conte, colloqui separati con Di Mio e Salvini, poi la voglia di ripartire

"Il governo del cambiamento deve ancora completare buona parte del suo programma. Ho elaborato un’agenda fitta di misure e provvedimenti da attuare, che ci impegnerà per il resto della legislatura". Così il premier Giuseppe Conte in una nota, dopo i colloqui separati con i vicepremier Salvini e Di Maio. Conte ha chiesto a entrambi "di accelerare i confronti e le valutazioni in atto in ciascuna forza politica, in modo da poter ripartire nei prossimi giorni con chiarezza d’intenti e determinazione di risultati". Nel pomeriggio, il Premier si è recato al Quirinale per un colloquio con il Capo dello Stato Mattarella.





Nella lettera Ue Italia sotto accusa: “Progressi insufficienti”

"Sulla base dei dati notificati per il 2018, è confermato che l’Italia non ha fatto progressi sufficienti per rispettare il criterio del debito nel 2018". E’ quanto è stato scritto -secondo quanto si apprende- nella lettera inviata dalla Commssione Ue al ministro dell’Economia Giovanni Tria. Con la lettera Dombrovskis e Moscovici chiedono all’Italia di presentare i "fattori rilevanti" che giustificherebbero la violazione delle regole e di ricevere una risposta "entro il 31 maggio 2019".





Salvini chiede intervento del Governo contro le critiche Onu al Decreto Sicurezza Bis

 Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha scritto al premier Conte e al ministro degli Esteri Moavero Milanesi una lettera per invocare una presa di posizione del governo italiano contro le contestazioni avanzate da sei Rappoerteurs delle Nazioni Unite formalizzate il 15 maggio, sul dl Sicurezza bis. Secondo Salvini le osservazioni sono state "indebite invasioni di campo" in un periodo pre-elettorale, anche tenuto conto che hanno riguardato una bozza del decreto, non ancora deliberato dal Consiglio dei ministri.





Da Casaleggio disco verde sul voto a Di Maio

"Apprezzo sempre le scelte coraggiose e in questo caso ancora di più, perché la decisione di Luigi mostra non solo coraggio, ma anche grande coerenza e rispetto di un capo politico per i principi e i valori del MoVimento 5 Stelle. Quando un’intera comunità può partecipare a scelte importanti è sempre positivo". Lo dice Davide Casaleggio, presidente dell’Associazione Rousseau.





Imprese e famiglie, malgrado tutto torna la fiducia

 

A maggio 2019 l’indice del clima di fiducia dei consumatori torna ad aumentare dopo tre mesi consecutivi di calo, passando da 110,6 a 111,8; un’evoluzione positiva si rileva anche per l’indice composito del clima di fiducia delle imprese, che aumenta da 98,8 a 100,2.

Tutte le componenti dell’indice di fiducia dei consumatori sono in miglioramento: il clima economico e quello corrente registrano gli incrementi più marcati mentre un aumento più contenuto si registra per il clima personale e, soprattutto, per quello futuro. Più in dettaglio, il clima economico sale da 122,8 a 125,9, il clima corrente aumenta da 106,9 a 109,6 il clima personale cresce da 105,9 a 107,4, e il clima futuro passa da 115,6 a 115,8.

Con riferimento alle imprese, l’indice di fiducia registra un aumento diffuso a tutti i settori coperti dalle indagini sulla fiducia: nel settore manifatturiero l’indice passa da 100,8 a 102,0, nelle costruzioni aumenta da 141,2 a 144,3, nei servizi va da 99,1 a 99,3 e nel commercio al dettaglio sale da 101,3 a 102,6.

Per quanto riguarda le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nella manifattura si rileva un miglioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese sulla produzione unitamente a una diminuzione del saldo relativo alle scorte di magazzino. Nelle costruzioni la dinamica positiva dell’indice riflette il miglioramento sia dei giudizi sul livello degli ordini sia delle aspettative sull’occupazione presso l’azienda.

Nei servizi e nel commercio al dettaglio la dinamica positiva dell’indice riflette andamenti eterogenei delle rispettive componenti: il miglioramento dell’indice è trainato dalle attese sugli ordini nei servizi e dai giudizi sulle vendite nel commercio. Tutte le altre componenti risultano in calo.